Salinas Love Week

SALINAS LOVE WEEK

 

Amore, arte e poesia: dall’11 al 19 febbraio al Museo Salinas di Palermo è di scena la LOVE WEEK, la settimana più romantica dell’anno. Un percorso di visita sull’amore con guide d’eccezione, da Catullo a De Gregori. Ispirati dalle opere e dai versi i visitatori potranno anche partecipare al PhotoContest, condividendo sui social del Museo con l’hashtag #salinasloveweek le foto che avranno scattato per l’occasione, corredandole con le loro “frasi del cuore”. Le più belle saranno selezionate per un video-album che sarà diffuso online. Ingresso libero!

La LOVE WEEK è la settimana dell’amore, che il Museo Salinas vuole celebrare in tutte le sue forme. Amore reciproco, amore negato, amore per l’arte e la bellezza. Simbolo della manifestazione è il famoso bacio “lungo 2.500 anni”, un frammento con una rarissima scena di bacio proveniente dal santuario Selinunte e che per l’occasione sarà esposto in una vetrina dedicata insieme ad una coppa con una struggente scena di abbraccio tra amanti.
Tra le nuove sale del Museo i visitatori potranno fare un viaggio tra gli amori mitici, raccontati attraverso la poesia e la musica in un continuo rimando tra passato e presente, da Catullo ai Negramaro passando per Saffo, Neruda e De Gregori.

Oltre che belli da vedere e da leggere, le opere e i versi saranno anche una fonte di ispirazione per quanti vorranno condividere sui social del Museo con l’hashtag #salinasloveweek le proprie “frasi del cuore” e foto scattate per l’occasione. Accanto alla vetrina del celebre bacio sarà infatti allestito, nell’ambiente antistante la sala delle metope di Selinunte, un suggestivo set fotografico all’insegna dell’arte e della bellezza.
L’ingresso è libero e aperto a tutti, e poiché il Salinas è un vero e proprio social museum per quanti non potranno partecipare sarà disponibile anche un percorso online. Anche in questo caso gli utenti sono invitati a partecipare attivamente condividendo nei commenti le proprie frasi d’amore.
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Nuovi quesiti e interrogativi per "Il Tram" di Mario Sironi

Nuovi quesiti e nuovi interrogativi sono emersi nel dipinto de "Il Tram" di Mario Sironi esposto nella Pinacoteca della Gam di Palermo

"Può l'artista, come sembra stilisticamente, avere realizzato una consonante maiuscola nel dipinto? Oppure voleva essere una semplice pennellata? Questo ed altri i quesiti emersi da questi esami su Il Tram".
Queste analisi si sono svolte davanti a decine di giovani studenti di scolaresche liceali attratte ed appassionati dalle indagini che si andavano svolgendo sotto i loro occhi: un modo nuovo per avvicinare i giovani all'arte, che certamente sarà ripetuto.
Le illustrazioni sono state date dagli esperti Francesca Alberghina e Franco Fazzio supportati dall'architetto Antonio Di Lorenzo della Gam di Palermo.
Il Tram, che si trova presso la Gam di Palermo. Un'opera dal valore assoluto - così asseriscono gli studiosi Giovanni Taormina e Renato Tomasino - poiché in un piccolo supporto dalle dimensioni ridotte si rilevano tutti gli elementi fondamentali che saranno presenti nella estetica dell'artista. L'opera è stata composta nel periodo assai conflittuale del cosiddetto "biennio rosso" (1919/21) durante il quale presso gli artisti le problematiche della classe operaia e della città industriale sono venute a sostituire quelle belliche connotando il nuovo volto delle tendenze futuriste.
Le analisi a museo aperto sono partite da una intuizione dello studioso e coordinatore Giovanni Taormina, che osservando l'opera ed i suoi dettagli si è reso conto che Mario Sironi, probabilmente, nel definire i contorni del mozzo della ruota posteriore, a differenza di quello anteriore che segue una logica stilistica classica, si inventa un tratto che sembra voglia esaltare una "S": la esse di Sironi.
Investigare su questo indizio ha portato il GruppoArte16, insieme all'intervento di alta specificità, tecnico-scientifica della StarTest composto dai dottori Salvatore Schiavone e Francesca Alberghina, di ampliare lo spettro dell'indagine fino ad individuare porzioni di interventi successivi sul dipinto di cui non si avevano notizie ed individuare ed a progettare gli interventi di restauro filologico e non invasivo.
Durante le fasi studio, gli studiosi hanno evidenziato nell'opera le caratteristiche tipicamente sironiane della polemica nei confronti della Vogue impressionista, l'adesione al futurismo ed a una estetica industriale, l'esaltazione della macchina, dell'elettricità, delle periferie urbane ed industriali, in un contesto di città metafisica e prospettica che paradossalmente evoca le tavole di "città ideale del nostro Rinascimento". In questa piccola opera del 1920 Sironi si dichiara già come il poeta dell'estetica industriale ed insieme dell'arcaismo.
Un altro dettaglio in secondo piano è la struttura architettonica delle finestre che si notano tra i due edifici di forma cubica, dove in uno spazio ristretto si possono apprezzare una serie di pennellate in grigio e, che danno forma ad una architettura simile a quella che Piacentini rappresenterà nel suo Colosseo Quadrato: la nettezza smaltata dei contorni afferma, con precisione, il corpo degli edifici e nel mezzo di un intercapedine tra le due strutture, vi sono dipinte queste finestre in serie con arco a sesto acuto. Bene questo dettaglio che passa quasi inosservato presenta un'anticipazione de il Colosseo Quadrato o, Il "palazzo della Civiltà Italiana, chiamato anche della Civiltà del Lavoro"; un edificio monumentale concepito fin dal 1936 e progettato nel 1937, la sua costruzione iniziò nel luglio 1938 e fu inaugurato, benché incompleto, nel 1940; i lavori si interruppero nel 1943 per poi essere ultimati nel dopoguerra. Questo altro dettaglio che lo studioso siciliano ha messo in evidenza.
Lo storico dell'arte Stefano Zuffi, interpellato appositamente, ha definito l'opera de Il Tram, come uno dei capolavori di Mario Sironi.
Tutti gli esperti, che hanno contribuito alla realizzazione di questo speciale evento, sono riconosciuti anche in campo internazionale "basti sottolineare che alcuni degli esperti sono stati di recente impegnati a Brera, dove in anteprima hanno presentato il restauro del Polittico di Gand de "L'Agnello Mistico" dei Fratelli Van Eyk, un restauro citato ampiamente sul New York Times il 19 dicembre scorso".
I rilievi scientifici come la Riflettografia in infrarosso, la Fluorescenza ai raggi X e le osservazioni al microscopio digitale sono stati eseguiti dalla StarTest, mentre i rilievi fotografici sono stati eseguiti da Valerio Marche che si avvalso dell'ausilio di tecnologie digitali di ultima generazione ad alta risoluzione, queste hanno consentito lo studio dei particolari su schermi digitali, agevolando la lettura d'opera. Presente il fotoreporter de La Press, Guglielmo Mangiapane.
Molto entusiasta del progetto si è detta la direttrice della Gam di Palermo, la Dottoressa Antonella Purpura, che ha offerto tutto il supporto necessario per la realizzazione di questa giornata di ricerche e studi fruibili al pubblico.
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone

Museo Salinas di Palermo: un case study di social museum... a porte chiuse

Il Museo Salinas di Palermo: un case study di social museum... a porte chiuse


Può un polveroso museo chiuso da 4 anni per restauri attrarre più visitatori di quando era aperto? Si può ottenere una straordinaria brand awareness partendo da una disastrosa web reputation e senza avere 1 cent di budget? E la Sicilia, il profondo Sud, può raggiungere un primato positivo, e per di più nel campo dell’innovazione sociale? Sì, è possibile! E questa anomalia potrebbe creare un cortocircuito capace di smuovere il dormiente settore della comunicazione culturale. 
IL CASE STUDY IN SINTESI
Sul numero 13 de Il Capitale Culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage, semestrale pubblicato dall’Università di Macerata (https://riviste.unimc.it/index.php/cap-cult/article/view/1225) è stato pubblicato il paper di Elisa Bonacini (Università di Catania https://unict.academia.edu/ElisaBonacini) dall’esaustivo titolo “Museo Salinas: un case study di social museum… a porte chiuse”. Lo studio, la cui prossima uscita era stata annunciata dalla rivista scientifica Tafter Journal - Esperienze e Strumenti per Cultura e Territorio, è frutto di due anni di ricerca in cui sono state indagate le strategie di comunicazione adottate dal Museo palermitano sui social media, sottolineando la singolarità di un’istituzione che, chiusa per un restauro che rischiava di condannarla all’oblio, si è aperta al mondo attraverso le pratiche e i linguaggi della contemporaneità. “Chiusi per restauro, aperti per vocazione” è stato lo slogan che ha sintetizzato al meglio la campagna.
«Dall’analisi dei dati emerge come, nonostante una situazione di empasse, le belle parole dello slogan si sono tradotte in una solida, talvolta avanguardistica, attività di comunicazione nel nome della social innovation e della progettualità partecipata con la creazione di un brand riconoscibile e in cui riconoscersi, perfettamente sintetizzato nel pay-off #lestoriedituttinoi» dice Bonacini.
Un mix strategico di attività culturali e didattiche, mostre, spot visuali sui vari social network e l’adesione a campagne sociali di rilancio dei musei come le pioneristiche #invasionidigitali3D (https://furnacejournal.files.wordpress.com/2015/09/bonacini.pdf, i cui risultati sono diventati oggetto di studio in sedi scientifiche internazionali (come l’Università di Birminghman) hanno portato il Museo Salinas all’esterno, sugli schermi e nel cuore dei suoi follower.
È così che questa istituzione museale – la più antica della Sicilia – è riuscita a distinguersi nel generale clima di analfabetismo digitale in cui versa la maggior parte dei musei pubblici italiani. Le criticità evidenziate da queste istituzioni secondo l’ultimo rapporto di Civita, intitolato appunto “#SOCIALMUSEUMS” (co–curatore Luca De Biase, 2016), vale a dire la mancanza di fondi e l’assenza o peggio la svalutazione di personale qualificato, sono state invece colte come una sfida dagli artefici della rinascita del Salinas, il Direttore del Museo l’archeologa Francesca Spatafora e il social media manager Sandro Garrubbo, che cura le strategie di comunicazione. Ovviamente con il coinvolgimento attivo di quanti -  archeologi, tecnici, operatori che agiscono all’interno dell’Istituzione -  hanno creduto in questa mission e nel nuovo corso impresso alla vita stessa del Museo.
«Un salto nel buio» lo definisce il Direttore Spatafora, che avrebbe potuto esporre a critiche un museo di fatto chiuso, ma che con costanza ha dimostrato come «un museo davvero “aperto” non è fatto solo di sale e gallerie accessibili: deve piuttosto essere aperto ai suoi interlocutori, la città e il territorio, e attraverso le testimonianze del passato aiutarli a comprendere la storia per dare radici tenaci al futuro. Un museo che va tra la gente, nelle sale dell’aeroporto e nelle stanze di un carcere minorile, perché le opere d’arte sono mediatori linguistici e culturali straordinari. Una linea che seguiamo con ancora più convinzione da quando il Salinas è stato riaperto lo scorso luglio».
Grazie a un’abile azione di crisis management e tra sacrifici personali ed economici (come quelli del social media manager che paga di tasca propria la chiavetta per “dare voce” al Museo) il Salinas è riuscito a progettare e pianificare azioni comunicative efficaci. E per far passare un’istituzione culturale da una fase autoreferenziale a una autenticamente comunicativa, Garrubbo (precario non di ruolo, con esperienza nel campo della comunicazione e marketing) è partito da due premesse fondamentali:
«la prima, che la cultura non è un valore in sé ma – oggi più che mai – un valore relazionale; la seconda, che i nuovi mezzi di comunicazione sono efficaci solo se utilizzano linguaggi connessi con la contemporaneità. Inoltre, l’assenza di tutto (museo chiuso, linee telefoniche disabilitate, adsl inibita ai social) ci ha permesso di fare un’esperienza “da laboratorio” senza condizionamenti e di provare l’efficacia della rete anche senza rete».
Nasce così una community digitale, spiega Bonacini, in progressiva crescita basata su una relazione bi-direzionale tra museo e follower che da “seguaci” diventano protagonisti attivi di una collettività in cui ciascuno può attingere conoscenza e fornire il proprio contributo, in virtù di una concezione di social innovation che fa della “socialità” un elemento imprescindibile. La linea editoriale seguita è, infatti, quella dello storytelling: storie raccontate con un linguaggio chiaro e ironico, accessibile a tutti, in grado di creare empatia ed emozionare. Con questo stile persino una Netiquette può trasformarsi da decalogo formale in un ironico invito a seguire le buone maniere, se non si vuole “perdere la testa”  (https://www.facebook.com/Museo.Archeologico.Antonino.Salinas.Palermo/app/208195102528120/)
La portata di questo engagement in alcuni insights relativi alla copertura organica dei contenuti: video da 53.553 visualizzazioni, e post da 64.646 persone raggiunte. A quella digitale si accompagna una comunità reale, sottolinea il Direttore, fatta di persone che sposano la causa del Museo e contribuiscono alla sua crescita: il personale tutto e gli “amici del Museo”, che a vario titolo prestano il loro contributo gratuitamente. E i dati della fruizione confermano la validità della strategia e la premiano: «nel 2015 con un’area espositiva pari allo 0,3% della superficie totale, si è registrato un afflusso di 51.751 visitatori con cui sono stati già superati (+24%) i dati di affluenza relativi al 2008 (39.477 visitatori), ultimo anno in cui il Museo era ancora completamente fruibile» spiega Bonacini.
Un trend confermato con la riapertura (del solo piano terra), la prova del nove che in un afoso pomeriggio di fine luglio ha portato all’inaugurazione 2.000 “fan”. Le “buone pratiche” sono quindi fattibili e – continua Bonacini – «il Salinas potrebbe costituire un esempio virtuoso, per quanto perfettibile, in grado di far comprendere a livello politico e decisionale come nulla in questo campo possa essere lasciato al caso: né le professionalità che si occupano di programmazione culturale, né le modalità e le strategie stesse d’azione. Che sia la scintilla di un vero e proprio cortocircuito culturale? Ce lo auguriamo tutti, e per tutti».
Testo e immagine da Ufficio Stampa Museo Salinas - Palermo


Palermo: nuove tecnologie 3D per visitatori non vedenti dei musei

Presentate alla GAM di Palermo ed a Palazzo Branciforte le nuove tecnologie 3D abbinate alla fruizione dei musei per i visitatori non vedenti.

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Prossimo appuntamento l’8 dicembre con l’indagine scientifica a museo aperto sull’opera Il Tram di Mario Sironi
Giovedì 27 ottobre le nuove tecnologie dedicate alla fruizione dei beni culturali da parte dei non vedenti o ipovedenti hanno aperto ufficialmente gli incontri promossi dal Gruppo Arte 16 in Sicilia. Alla GAM di Palermo e nei locali di Palazzo Branciforte si è parlato di come la tecnologia può interagire con il mondo dell’arte. In questo primo appuntamento il tema è stato incentrato sulle innovazioni per la fruizione dei beni culturali da parte dei non vedenti. All’appuntamento cittadino, accolto con entusiasmo da Antonella Purpura, direttrice della GAM, hanno partecipato diverse istituzioni, tra cui Civita e lo Iemest, inoltre hanno presentato i propri progetti tre startup palermitane. InSight, già affermata con il suo prodotto Arianna, consistente in un’app per smartphone che vibra per tenere l’utente in linea con un percorso segnato sul pavimento grazie a strisce colorate, ha sottolineato l’importanza di questo ausilio tecnologico, supportato anche dal museo tattile statale Omero di Ancona. Oltre all’applicazione Arianna dello staff universitario guidato dalle professoresse Giuffrè e Tinnirello, è stato presentato un progetto brevettato qualche giorno fa da Paolo Vivirito, giovane ingegnere con un bagaglio professionale sviluppato presso l’eccellenza siciliana ST Microelectronics di Catania. Il dispositivo indossabile V-eye, ancora allo stato embrionale, consiste in una speciale cintura dotata di vari sensori infrarossi, sonar e laser che sono in grado di riconoscere gli ostacoli comunicandone distanza e consistenza all’utente tramite cuffie a conduzione ossea che non influiscono sull’udito. Infine gli ingegneri bagheresi di EngiMark, Massimiliano Fricano ed Antonio Graziano, coadiuvati dal loro team, hanno portato in sala le riproduzioni di alcune opere d’arte realizzate in polistirolo grazie all’ausilio del braccio robotico 3D dotato di fresa mobile. Un lavoro definito sin nei minimi dettagli per facilitare il riconoscimento delle opere da parte dei non vedenti attraverso la sensibilità tattica; in questo modo è possibile far toccare con mano le sculture, senza intaccare l’originale. La giornata, organizzata dal Gruppo Arte 16, è stata arricchita da diversi interventi tra cui i saluti di Bartolo Sammartino presidente dello IEMEST, Istituto Euro Mediterraneo di Scienza e Tecnologia, seguiti da una relazione dell’ingegnere Francesco Di Paola, responsabile della sezione di modellazione inversa e digitalizzazione 3D dello stesso istituto. Alla presentazione dei progetti delle startup hanno fatto seguito gli interventi di Ciro Spataro che ha illustrato il valore della condivisione dei dati aperti per la valorizzazione del patrimonio culturale e le conclusioni del professore Renato Tomasino, componente di Gruppo Arte 16 che ha relazionato sulle possibilità offerte dalla fruizione multimediale del patrimonio culturale, anticipando il coinvolgimento di Studio Azzurro, uno dei più importanti attori multimediali in Italia, in progetti di prossima attivazione anche in Sicilia. La giornata è stata moderata dall’ingegnere Botindari della GAM di Palermo e da Giovanni Taormina, del Gruppo Arte 16, con il supporto organizzativo dell’ingegnere Fabio Giovenco. Alla conclusione della giornata, tenutasi nel pomeriggio presso i saloni di Palazzo Branciforte, ha presenziato Maurizio Lo Galbo, presidente di Anci Sicilia Giovani, che ha sottolineato l’importanza di questi appuntamenti dedicati alla divulgazione dell’arte con l’aiuto della tecnologia, mostrandosi particolarmente sensibile e disponibile ad accogliere futuri incontri nelle sale istituzionali dei comuni di tutta la Sicilia.
Il Gruppo Arte 16 ha salutato i numerosi presenti in sala invitandoli al prossimo appuntamento, previsto per il giorno 8 dicembre presso la GAM di Palermo, dove in collaborazione con i tecnici di Start-test e dello IEMEST, l’esperto d’arte Giovanni Taormina attuerà, collaborato dalla direttrice della GAM Antonella Purpura, una ricerca scientifica a museo aperto, per indagare sugli enigmi nascosti del dipinto Il Tram, di Sironi, una delle opere più significative del primo Novecento.

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Siracusa nel progetto internazionale "Italia-Dubai: crocevia culturale"

Siracusa inserita nel mega-progetto internazionale "Italia-Dubai: crocevia culturale"

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Una stanza segreta, una stanza all'interno di un'abitazione privata, scoperta per caso, grazie ad una bolla di umidità sulla parete che induce il padrone di casa, dott. Giuseppe Cadili, a chiamare i muratori per riparare l’eventuale perdita che rischia di far marcire tutta la parete, e... sorpresa! Viene alla luce una sorta di cubo tutto blu con scritte in arabo e disegni che esprimono delle simbologie realizzate in oro e argento.
Battezzata “Camera delle meraviglie”, è la prima opera d’arte che ci attende a Palermo dove chi scrive e la presidente della Commissione Cultura della Dante Alighieri di Dubai, dott.ssa Simona Briggiotta, siamo invitate ad una sorta di escursione artistica “guidata” dai professori emeriti Renato Tomasino e Giovanni Taormina, delegati del “Gruppo Arte 16”, per sviluppare eventi in ambito culturale, in base all’ "Italia-Dubai: crocevia culturale", un mega-progetto che include anche la città di Siracusa ritenuta uno dei più grandi serbatoi d’arte del nostro Paese.
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Palermo: Dipinto di Blu, il ritorno di Ade

ADE_FB POST JPGAl Museo Salinas di Palermo, l’11 maggio alle ore 11, è stata esposta, per la prima volta in Italia, la famosa Testa di Ade proveniente da Morgantina, chiamata Barbablù a causa del colore della sua folta barba a riccioli. L’esposizione, fortemente voluta dall’Assessore Regionale ai Beni Culturali Avv. Carlo Vermiglio, è stata resa possibile - in attesa della conclusione del procedimento giudiziario e della definitiva assegnazione alla Regione Siciliana - grazie all’autorizzazione del Sostituto Procuratore di Enna Dott. Francesco Rio che ne ha disposto temporaneamente la giudiziale custodia al Direttore del Museo Salinas, Dott.ssa Francesca Spatafora.

Foto di Sandro Garrubbo
Foto di Sandro Garrubbo

Particolarmente suggestivo e avvolgente l’allestimento curato dall’Arch. Stefano Biondo, che ricrea – all’interno di una sala appositamente predisposta - tutti gli elementi simbolici e cromatici che caratterizzano l’iconografia legata al culto del dio degli inferi.

Foto di Giuseppe Mineo
Foto di Giuseppe Mineo

Intricata e assai particolare è la storia legata a questa splendida opera della coroplastica greca. Attraverso rogatorie internazionali della Procura della Repubblica di Enna, con la collaborazione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Nucleo di Palermo e la disponibilità del Consolato Italiano a Los Angeles e del Paul Getty Museum di Los Angeles, la testa, trafugata negli anni settanta dal sito archeologico di Morgantina, è rientrata in Italia il 29 gennaio 2016. Arrivata nel mercato antiquario l’opera fu acquistata dal magnate americano Maurice Tempelsman e nel 1985 acquisita dal Paul Getty Museum di Malibù. Il sospetto della provenienza da Morgantina nacque dal confronto di un ricciolo caratterizzato dal colore blu custodito nel magazzino del Museo di Aidone, pubblicato nel 2007 da Serena Raffiotta nel suo studio sulle terrecotte figurate da Morgantina, con la testa dalla folta barba blu conservata al Getty ed esaminata da Lucia Ferruzza nell’ambito della sua pubblicazione sulle terrecotte figurate del museo statunitense. A seguito dell’esito positivo della comparazione tra i due reperti, il Getty manifestò nel 2013 la volontà di restituire all’Italia l’opera.

Foto di Sandro Garrubbo
Foto di Sandro Garrubbo

La provenienza da un luogo di culto dedicato a Demetra e Kore, figure centrali della religiosità antica in Sicilia, ha permesso l’identificazione della testa con il dio dell’oltretomba. Non è escluso che la statua di Ade possa essere stata associata a quella di Persefone, ed entrambe destinate a un ambiente del santuario di San Francesco Bisconti da cui verosimilmente provengono anche i due acroliti di marmo e la cosiddetta Dea di Morgantina.

Foto di Sandro Garrubbo
Foto di Sandro Garrubbo

L’uso del colore nella Testa di Ade ha un chiaro valore simbolico: l’azzurro, infatti, con cui è resa la barba, privo di riferimenti realistici, richiama il concetto di eternità per l’assimilazione con il colore del cielo, ma ha anche riferimenti funerari, ben relazionandosi, dunque, all’immagine del dio degli inferi.

Foto di Giuseppe Mineo
Foto di Giuseppe Mineo

Una storia fatta di coincidenze che rappresenta un momento positivo per la ricerca archeologica e una vittoria per la legalità.

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La clip di presentazione ideata da Giusi Garrubbo descrive l’evento attraverso una raffigurazione “carceraria”, con videocamere di sorveglianza e bianco/nero “sporco”, una trasfigurazione contemporanea del sovrano degli inferi, sorretta da musica underground. Clip https://www.youtube.com/watch?v=wlnADOT2l2U

Foto di Giuseppe Mineo
Foto di Giuseppe Mineo

La mostra sarà visitabile fino al 29 maggio 2016. Orari apertura: mar-dom ore 9.30-19.00. Ingresso libero.

 
 
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Palermo, presentazione del volume "Memorie di Mare"

PRESENTAZIONE DEL VOLUME "MEMORIE DI MARE"

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Alla presenza dell'assessore Carlo Vermiglio, del Dirigente Generale Gaetano Pennino, del Soprintendente Sebastiano Tusa “dei beni culturali e dell’identità siciliana” e varie autorità, politiche e militari, ha preso il via, in sala gremita, presso l'arsenale della Marina Regia di Palermo, la presentazione del volume “Memorie di Mare” curato dalla Soprintendenza del Mare.
La soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, nasce durante il Mandato dell'assessore Fabio Granata, che con l'archeologo Sebastiano Tusa, hanno dato il via ad una struttura che, oggi rappresenta un eccellenza nel campo della ricerca sottomarina, ha voluto sottolineare il Soprintende e lo stesso Fabio Granata, presente per l’occasione.
Il Volume racconta tutte le più significative fasi di ricerche e scoperte che la struttura ha condotto da quando è nata.
Ma anche come la soprintendenza del Mare è diventata un punto di riferimento per altri stati, che hanno problemi con la salvaguardia e la gestione dei siti presenti nelle loro acque territoriali dei loro governi, ed è stato questo uno dei temi a cui il soprintendente del Mare Sebastiano Tusa è stato invitato a spiegare nel recente convegno che si è tenuto a Dresda.
L'assessore Carlo Vermiglio ha voluto confermare come il Patrimonio culturale sommerso va sicuramente messo in evidenza, tutelato e valorizzato per dare alla Sicilia la posizione centrale di attrattore culturale che merita, cosa che la Soprintendenza Mare sicuramente ne ha fatto la sua importante mission, ricevendo un prezioso riconoscimento anche dai progetti comunitari.
L'intervento del Dirigente generale dei Beni culturali e dell'identità siciliana, Gaetano Pennino, ha voluto evidenziare le tecniche e le tecnologie che la Soprintendenza del Mare adopera nella ricerca e le innovatività che ha introdotto nella divulgazione e fruizione del patrimonio culturale sommerso, cosa che ne ha fatto un fiore all'occhiello della nostra Amministrazione e la conferma giunge dall'Europa, che ha accolto le nostre proposte progettuali ed ha generosamente elargito le risorse economiche per portarle a compimento, progetti innovativi e originali come quelli di cui si parla nel volume.
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L'architetto Stefano Zangara si è occupato delle ricerche del sito della Battaglia delle Egadi ha utilizzati apparecchiature sonar messi a disposizione della nave oceanografica americana con cui hanno scansionato 250  chilometri quadrati di fondali marini, un lavoro che ha consentito di rinvenire alcuni rostri persi dalle navi romane durante la battaglia della 1 Guerra Punica del 10 marzo del 241 a.C.
Le ricerche  condotte dall'architetto  Zangara, Dirigente della  Soprintendenza del Mare, di recente sono state esposte a Dubai, dove una delegazione inviata dall'assemblea regionale siciliana, composta tra l'altro dal Prof. Franco Fazzio e dal Coordinatore scientifico del Gruppo Arte 16 Giovanni Taormina, ha avuto modo di presentare dei video illustrativi sulle fasi salienti del recupero e delle ricostruzioni sceniche dell'epica battaglia delle Egadi, un invito che, questo anno e stato riproposto dai rappresentanti della Dante Alighieri di Dubai.
Ha concluso la presentazione il Prof. Tusa con il volendo sottolineare come è stato possibile realizzare degli obiettivi, semplicemente accettando sfide apparentemente impossibilie che sono sempre state colte come un traguardo da raggiungere e superare sempre nell’ottica di offrire al patrimonio culturale un deciso salto di qualità nel campo della ricerca scientifica, opportunità che ci sono state offerte, le ultime delle quali hanno riconosciuto a livello europeo il valore dei nostri progetti. Idee trasformate in reali esperienze, ed ARROWS ne è il più recente testimone. Un progetto tecnologico che dimostra soprattutto quanto sia importante utilizzare più strumenti di indagine contemporaneamente, anche diversi AUV CHE NAVIGANO IN SCIAME, per raccogliere una più ampia gamma di informazioni su aree molto vaste.
La tecnologia subacquea sviluppata nel progetto ARROWS ha dimostrato eccellenti proprietà nei testi e, promette di essere una risorsa sicura, sia nel Mediterraneo che nel Mar Baltico.
Il libro racconta delle missioni in Italia e nel mondo della Soprintendenza del Mare come in: Cirenaica “Libia”, Immersione con il batiscafo Remora “Francia”, Kyme Eolica, la Grecia classica nel mare turco “Turkey”, Ojika e Takashima, orizzonti marini nel paese del Sol Levante “Japan”, RPM / Aurora Trust / GUE / Stanford University “USA”, missione didattica culturale in Australia del sud “Australia”, Amsterdam: Siliae en ZEE “Holland”.

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Palermo: “InvadiAMO in 3D le grandi sculture del Salinas”

InvadiAMO in 3D le grandi sculture del Salinas

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Il 27 Aprile 2016 dalle ore 16.00 alle 18.30, presso la sede di Piazza Olivella, avranno luogo le Invasioni Digitali che quest’anno, su proposta di Laura Inzerillo della Scuola Politecnica Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Architettura (D’Arch), Corso di laurea in Ingegneria Ambiente e Territorio, sono denominate “InvadiAMO in 3D le grandi sculture del Salinas”. Coordina Elisa Bonacini (Ambassador per la Sicilia) che terrà alle ore 16, nella sala conferenza del Museo, un seminario propedeutico, aperto a tutti, dal titolo “Dalle Invasioni Digitali alle Invasioni Digitali in 3D”.

Il progetto didattico-sperimentale denominato #invasionidigitali3D vedrà coinvolti gli allievi ingegneri dell’Università palermitana. Si tratterà di un processo di co-creazione di contenuti digitali, con la partecipazione a seminari preparatori e la realizzazione di modelli 3D di opere e/o strutture architettoniche attraverso l’uso di smartphone e software open source di fotomodellazione tridimensionale. I modellini creati verranno messi a disposizione del Museo Salinas di Palermo per consentirne nuove forme di fruizione e valorizzazione.

Modelli 3D

Le Invasioni 3D dell’anno scorso – che hanno visto il Salinas primo Museo in Italia a sperimentare queste tecniche, con un "progetto pilota" all'interno della proposta nazionale #invasionidigitali (d’intesa con il Presidente dell'Associazione Invasioni Digitali Fabrizio Todisco e la Vicepresidente Marianna Marcucci) – hanno avuto un esito assolutamente positivo. Proprio per questo i risultati, considerati anche sotto il profilo dell’impatto emozionale, sono stati oggetto di un’indagine presentata in sedi scientifiche nazionali e internazionali (The Postgraduate Journal of the Ironbridge International Institute for Cultural Heritage University of Birmingham https://furnacejournal.files.wordpress.com/2015/09/bonacini.pdf

Zeus, II sec a.C. Foto Iole Carollo
Zeus, II sec a.C. Foto Iole Carollo

Il percorso da “invadere” si snoda all’interno della suggestiva cornice nella monumentale Casa dei Padri Filippini, dal 1866 sede del Museo Salinas - la più antica istituzione museale della Sicilia. Esso include: la statua arcaica d’arte fenicio-cipriota (VI sec a.C.) rivenuta nelle acque dello Stagnone di Marsala; il ciclo delle statue di età imperiale romana (I sec. d.C.) provenienti da un’area pubblica della città di Tindari (Agrippina maggiore, Zeus Ourios, sacerdote e togati) e la statua colossale di Zeus (II sec. a.C.) da Solunto, tutte recentemente restaurate. Inoltre sarà possibile per tutti i partecipanti fotografare e condividere i reperti esposti alla mostra “Nutrire la città. A tavola nella Palermo antica”. Per consentire a tutti i partecipanti di svolgere al meglio il proprio compito sarà distribuito il “Vademecum del perfetto Invasore Digitale”. L’ingresso è libero.

Agrippina, I sec. d.C. Foto Iole Carollo
Agrippina, I sec. d.C. Foto Iole Carollo

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Premio "Giuseppe Nenci" - Esposizione decreto di Entella A 3 al Museo Salinas di Palermo

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Il giorno 7 aprile alle ore 17.00, nella sala conferenze del Museo Salinas (Piazza Olivella - Palermo), si svolgerà la cerimonia di consegna del Premio “Giuseppe Nenci” 2015.
Il Premio, istituito dall’Azienda Donnafugata nell’ambito della collaborazione per le attività di ricerca svolte dalla Scuola Normale Superiore di Pisa nella Sicilia Occidentale, è intitolato alla memoria dell’illustre studioso fondatore del laboratorio di Scienze per l’Antichità della Scuola Normale, a cui si deve l’avvio delle ricerche archeologiche a Entella e in diversi altri siti della Sicilia occidentale.

La collaborazione tra la Scuola Normale e l’azienda siciliana nasce dalla volontà di valorizzare la cultura e la conoscenza del territorio, favorendo lo studio della Sicilia antica, e in particolare della civiltà elima.
Gabriella Sciortino
Il premio viene attribuito, con cadenza annuale, alla migliore tesi di laurea magistrale, di specializzazione o di dottorato dedicata a problematiche storico-archeologiche della Sicilia Occidentale, con particolare riferimento all’area elima. Per l’anno 2015 la commissione di esperti della Scuola Normale ha assegnato il premio alla Dott.ssa Gabriella Sciortino, parlemitana, per la sua tesi di dottorato sostenuta all’Università Pompeu Fabra di Barcellona (relatore Prof.ssa Maria Eugenia Aubet) dal titolo “Fenici e Greci in Sicilia durante l’età arcaica. Il significato dei materiali di tradizione fenicia all’interno di contesti sicelioti nello studio delle interazioni culturali”.
Il premio verrà consegnato da José Rallo dell’azienda Donnafugata alla presenza del Prof. Carmine Ampolo, già Direttore del laboratorio di Scienze dell’Antichità della Scuola Normale di Pisa e della Prof.ssa Maria Cecilia Parra dell’Università di Pisa. La dott.ssa Gabriella Sciortino illustrerà il suo studio dopo una breve introduzione a cura del Direttore del Museo Salinas, Dott.ssa Francesca Spatafora.
Decreto di Entella A 3
Per l’occasione verrà esposto al pubblico uno dei decreti di Entella (A 3) iscritto su tavoletta in bronzo e conservato al Museo Salinas. Si tratta del decreto in cui gli Entellini concedono “benevolenza e isopolitia (= cittadinanza)” ai Segestani per l’aiuto ricevuto in occasione del ripopolamento della città, distrutta dai Romani alla metà circa del III sec.a.C.
I decreti di Entella sono documenti preziosi e rari che hanno una straordinaria importanza per la ricostruzione della storia della Sicilia antica. Si tratta di iscrizioni greche su tavolette di bronzo (8 originali più 1 falsa) rinvenute negli anni settanta del novecento da scavatori clandestini e immesse nel mercato antiquario internazionale; di esse, solo tre, oltre al falso, sono state recuperate al patrimonio nazionale.
Le tavolette, risalenti al III secolo a.C., contengono decreti dell’assemblea popolare e del consiglio di Entella ed erano destinate alla pubblica affissione in due edifici probabilmente prossimi tra loro e posti nell’area dell’agora. Le iscrizioni forniscono un quadro prezioso della mescolanza culturale, politica ed etnica in questa parte della Sicilia e danno notizia delle istituzioni della città e dell’esistenza di altre comunità e città dell’isola che, nel III sec. a.C., avevano partecipato alla rifondazione di Entella.
La clip di presentazione è stata realizzata da Giusi Garrubbo.
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Testi e immagini dal Museo Archeologico "Antonino Salinas" di Palermo.


Palermo: presentazione ufficiale del Gruppo Arte 16 del LUM

Presentazione ufficiale del GRUPPO ARTE 16 del LUM Laboratorio Universitario Multimediale dell'Ateneo di Palermo

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Mercoledì 6 aprile 2016 alle ore 17:00, presso la Sala Gialla del Palazzo dei Normanni, sede dell’ARS – Piazza del Parlamento n. 1– Palermo
Tecnologia e innovazione nel mondo dell’arte e della cultura. Nasce ufficialmente in Sicilia il GRUPPO ARTE 16, assemblea permanente composta da qualificati operatori culturali delle Arti, dello Spettacolo, del Cinema e degli Audiovisivi, al fine di promuovere in Italia, e in particolare Sicilia, nuove metodologie di ricerca e prassi di analisi critica, fruizione e spettacolarizzazione dei capolavori dell’arte e dell’ingente patrimonio artistico del territorio nazionale e isolano. Stimolando nuovi approcci nei confronti delle istituzioni politicoamministrative, nonché di quelle formative, dalla Scuola all’Università, dei Musei, delle Gallerie ed Expo, degli archivi del settore, il GRUPPO ARTE 16 intende lavorare in sinergia con varie figure interdisciplinari avvalendosi delle più alte ed avanzate tecnologie digitali emergenti, come grafica e stampa 3D, realtà virtuale ed aumentata, che andranno a combinarsi con la divulgazione nei social media e nei sistemi di condivisione delle informazioni sul web.
Il GRUPPO ARTE 16, promosso dall’Università degli Studi di Palermo – L.U.M. Laboratorio Universitario Multimediale “Michele Mancini”, nasce presso Palazzo Aragona-Cutò di Bagheria (Palermo). Si propone quale punto di riferimento culturale-tecnologico, con l’obiettivo di creare, gestire e condividere dati dei beni culturali utilizzando tutte le tecnologie digitali, studiando e sviluppando metodi di ricerca, conservazione, catalogazione e promozione di forte impatto visivo, facilmente consultabili a livello internazionale e fruibili globalmente.
Un progetto nato per fare sì che l'Italia ritorni ad essere la culla di civiltà dell'intera area del Mediterraneo, con particolare riferimento alle bellezze isolane, per ridare lustro alla nostra identità storico-culturale e farla conoscere ed apprezzare al mondo intero.
Il GRUPPO ARTE 16 nasce e si sviluppa sull’idea del coordinatore scientifico, Giovanni Taormina, responsabile del settore delle arti del L.U.M. dell'Ateneo di Palermo, nonché curatore e responsabile per i rapporti diplomatici ed amministrativi del progetto "Sicilia, terra di mito e storia" della Soprintendenza del mare della Regione Siciliana e del Presidente del LUM Prof. Renato Tomasino.
GRUPPO ARTE 16 è costituito da illustri protagonisti del mondo dell'arte, della cultura e della ricerca scientifica, si ricordano solo i maggiori, quali Massimo Bray (Direttore Generale della Treccani e già Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo); Giovanni Puglisi (Presidente UNESCO Italia e Vice Presidente dell’ Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani);
Roberto Lagalla (membro del Direttivo CNR, già Rettore dell’Università degli Studi di Palermo);
Mauro Lucco (storico dell'arte); Stefano Zuffi (storico dell'arte); Sebastiano Tusa (archeologo e Soprintendente del Mare della Regione Siciliana); Stefano Zangara (dirigente del Dipartimento dei Beni Culturali Ambientali della Sicilia – Ricerca subacquea); Renato Tomasino (Presidente del Laboratorio Universitario Multimediale e Docente ordinario in Storia del Teatro e dello Spettacolo);
Dario Passariello (responsabile della Digital 3D s.r.l. premiato a Los Angeles nel 2008 ed unico Autodesk 3ds Max Master operante in Italia); Franco Fazzio (Iscr di Roma) e tanti altri nomi illustri.
GRUPPO ARTE 16 quindi intende valorizzare i beni culturali e le opere d’arte attraverso l’applicazione delle nuove tecnologie informatiche, attraverso la spettacolarizzazione di eventi ad hoc creati per determinati settori, specifiche opere o siti di beni culturali e dell’arte. GRUPPO ARTE 16 ha in serbo nuove altre iniziative, sempre rivolte al campo della cultura e dell'arte. Ultima e non meno importante è quella relativa alla ricerca del Mito in Sicilia.
Inoltre il GRUPPO ARTE 16 utilizzerà le tecnologie digitali emergenti, grafica e stampa 3D, realtà virtuale ed aumentata, che combinandosi con la contemporanea divulgazione nei social media e nei sistemi di condivisione delle informazioni web daranno una risultanza con la quale qualunque persona collegata in rete potrà usufruire anche a distanza dei beni culturali proposti. Il GRUPPO ARTE 16 vuole essere un promotore e punto di riferimento culturale/tecnologico con l'obiettivo di
creare, gestire e condividere dati dei beni culturali e dell’arte utilizzando tutte le tecnologie digitali e studiando metodi di conservazione, catalogazione e promozione di forte impatto visivo facilmente consultabili a livello mondiale in maniera accessibile al più ampio numero di persone. Accanto a tutto ciò, l’obiettivo del GRUPPO ARTE 16 in ambito locale, è l’amplificazione della percezione e fruizione dei beni culturali e dell’arte attraverso l’allestimento di eventi spettacolarizzati, postazioni multimediali, ambienti sensibili con realtà aumentata, video installazioni, applicazioni tecnologiche al cinema ed al teatro.
GRUPPO ARTE 16 è finalizzato a promuovere le tecnologie digitali per la formazione d’eccellenza e le tecnologie digitali in settori quali l’archeologia e l’analisi, la catalogazione, la valorizzazione mediante editoria multimediale e filmografia 3D, la musealizzazione con criteri di realtà aumentata, RV, ambienti interattivi, siti web interattivi 3D, olografica e installazioni audiovisuali, per una
diversa civiltà del rapporto tra patrimonio d’arte e cittadino, una nuova economia qualificata ed una fruizione globale.
Queste sono solo delle piccole anticipazioni di tutto quello che GRUPPO ARTE 16 può offrire attraverso una elevata sinergia tra diverse discipline, apparentemente distanti con il mondo dell'arte, che risultano essere utili strumenti, per approfondire studi e ricerche sul nostro grande e prezioso patrimonio culturale. Un cammino nella ricerca scientifica, dove si affronta l'esigenza di comunicare ed integrare i diversi campi del sapere al fine di avere una visione unitaria e comprensiva dei problemi analizzati dai molteplici punti di vista specialistici con una nuova multidisciplinare visione dello studio delle arti e della cultura.
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
Palazzo dei Normanni, foto di Bjs, da WikipediaCC BY-SA 2.5.