incendio alla Cattedrale di Notre Dame de Paris

La vicinanza delle istituzioni italiane per l'incendio alla Cattedrale di Notre Dame

Diverse istituzioni culturali italiane hanno espresso il loro dolore e la loro vicinanza, anche concreta, alla Francia per l'incendio che ha gravemente danneggiato la Cattedrale di Notre Dame de Paris, nella giornata del 15 aprile 2019. Articolo in aggiornamento.

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Vi mostriamo la Domus Transitoria. La prima magnifica reggia di Nerone

Doveva essere una reggia lussuosa e opulenta la prima abitazione di Nerone sul Palatino e finalmente ora sarà fruibile al pubblico. Il progetto si inserisce nel programma del Parco archeologico del Colosseo di restituire ai visitatori luoghi e percorsi da tempo inaccessibili. Inoltre, questa straordinaria apertura, contribuisce a definire un itinerario neroniano all’interno dell’area archeologica che si estenderà dal Colle Oppio al Palatino. Il visitatore potrà fare un’esperienza reale, circondato da ciò che resta della residenza e virtuale, attraverso le ricostruzioni in alta definizione di quelle che dovevano essere le straordinarie decorazioni pittoriche e marmoree della Domus Transitoria.

Padiglione centrale visto dalla fontana - ninfeo. Ricostruzione virtuale. Credits: Parco archeologico del Colosseo. Foto: Progetto Katatexilux

Svetonio racconta che l’impegno di Nerone nella costruzione di questa sua prima residenza fu un vero e proprio scandalo. Sul Palatino sono ancora visibili alcuni suggestivi ambienti: tra questi spicca uno spazio originariamente occupato da un ricco ninfeo con giochi d’acqua, un triclinio circondato da colonne di porfido e pilastri in marmi policromi che doveva fungere da luogo di riposo e svago dell’imperatore.

Fatta costruire per sé una casa che dal Palatino andava all’Esquilino, dapprima la chiamò Transitoria; poi, quando un incendio la distrusse, la fece ricostruire e la chiamò Aurea”. (G. Svetonio, Vita di Nerone, 31)

È possibile ammirare altre due stanze di cui restano tangibili i segni preziosi della decorazione con affreschi, stucchi e pavimenti marmorei. Una buona parte di reperti sono oggi conservati nel vicino Museo del Palatino, ma altri ritornano a Roma dopo ben 300 anni e grazie ad un importante accordo siglato qualche mese fa con il Museo archeologico di Napoli. Alcuni affreschi furono distaccati al momento della scoperta da un ambiente coperto con volta a botte, due fregi e delle formelle che i visitatori potranno riammirare grazie a questo importante prestito. Lo stile delle immagini ha suggerito l’attribuzione a Famulus o Fabullus, il pittore della Domus Aurea citato da Plinio.

Decorazione pittorica del Ninfeo della Domus Transitoria. Particolare della lunetta. Roma, Museo Palatino. Credits: Parco archeologico del Colosseo

Identificati erroneamente come i Bagni di Livia, nel settecento furono scoperti dai Farnese e letteralmente depredati vista la preziosità delle decorazioni, dei marmi e delle colonne che man mano venivano fuori dagli sterri. Una parte delle decorazioni vennero portate a Parma, altre furono disperse e altre furono trasferite nel 1728 dal duca di Beaufort nella sua residenza di Badminton per rivestire un’intera sala. Un secolo dopo, l’area venne nuovamente indagata, questa volta con criteri scientifici da Giacomo Boni.

Oggi, dopo importanti lavori di restauro e messa in sicurezza, viene offerto al pubblico un itinerario di visita unico, arricchito da un progetto multimediale che intende far rivivere lo splendore del I secolo d.C. Il percorso porterà il visitatore ad attraversare una delle due antiche scale d’accesso che si configurano come “parodoi”, accessi, ai lati della scaenae frons di un teatro fino ad arrivare in uno spazio anticamente scoperto e occupato da una fontana ornata da nicchie che si ripropone scenograficamente come una quinta teatrale arricchita da giochi d’acqua e zampilli. L’idea di Nerone era quella di stupire, anche con effetti scenografici strabilianti e l’acqua era onnipresente nell’edificio. Di fronte a quest’area, si apre poi un imponente triclinio estivo a padiglione, circondato da colonne di porfido e pilastri in marmi policromi. In questo spazio, una proiezione introduce alla storia della prima residenza di Nerone e del suo inserimento topografico nel complesso palaziale, la sua costruzione e il rapporto con la successiva Domus Aurea.

Volta decorata (Ambiente A3, alcova) Roma, Domus Transitoria. Credits: Parco archeologico del Colosseo

L’itinerario prosegue in uno spazio con una grande latrina con 50 posti. Uscendo da questa si potrà ammirare un’intera parete completamente in rosso che reca le tracce dell’originaria decorazione con foglie ed elementi vegetali tipici della pittura da giardino.

Il progetto di valorizzazione scientifica, che potenzia la comprensione del monumento agli occhi del pubblico, si costituisce ancora da un'apposita illuminazione studiata per differenziare gli spazi originariamente scoperti rispetto a quelli chiusi, e da tre installazioni multimediali. In particolare, una postazione consentirà di indossare un visore per la realtà virtuale con cui si osserverà una ricostruzione realistica del triclinio e del ninfeo.

La Domus cosiddetta Transitoria fu costruita prima dell’incendio del 64 d.C. e deriva il suo nome dal “passaggio” che creava tra i possessi imperiali sul Palatino e sull’Esquilino (giardini di Mecenate) e costituisce un primo esempio di dimora regia ispirata alle grandi residenze dei sovrani orientali e in particolare a quelle dei faraoni d’Egitto. La concezione del palazzo a padiglioni, intervallato da boschetti e con fontane, ninfei e laghi si rifà, tra l’altro, alla grande reggia dei Tolomei ad Alessandria d’Egitto, luogo ben noto dalle fonti letterarie come un gigantesco complesso che occupava gran parte della città e descritto dal poeta Latino Lucano con riferimenti alla luxuria orientale ripresa da Nerone e causa dei tanti mali per Roma e per il suo Impero.

Con le lacune derivanti dall'asportazione delle losanghe (Ambiente A2. Particolare della volta) Roma, Domus Transitoria. Credits: Parco Archeologico del Colosseo

La reggia di Nerone sarà visitabile dal venerdì al lunedì e rientra nel nuovo biglietto Foro – Palatino SUPER di 16 euro e valido un giorno. Nel biglietto è compreso l’accesso al Museo Palatino e al Criptoportico neroniano, alle case di Augusto e di Livia, all’Aula Isiaca con la Loggia Mattei, al Tempio di Romolo, a Santa Maria Antiqua con l’Oratorio dei Quaranta Martiri e alla rampa di Domiziano.

La riapertura al pubblico si accompagna anche di una pubblicazione edita da Electa in cui si esamina la topografia e l’architettura delle due regge neroniane (Domus Transitoria e Domus Aurea) e delle loro decorazioni pittoriche e in marmo, fino al resoconto degli interventi di restauro più recenti.

Info biglietto SUPER: https://www.electa.it/iniziative-speciali/s-u-p-e-r/

 


I giovedì del Parco Archeologico del Colosseo

Una battaglia ritrovata nelle acque delle Egadi, in ricordo di Sebastiano Tusa

Giovedì 4 aprile, alle ore 16.30, il Parco archeologico del Colosseo ricorda il Prof. Sebastiano Tusa, la cui recente e improvvisa scomparsa costituisce una grave perdita per il mondo della cultura.

Era atteso al Parco, nella Curia Iulia, proprio il prossimo 4 aprile per una conferenza, quale primo segno tangibile della collaborazione attivata nei mesi scorsi in vista dell’apertura della mostra Carthago. Il mito immortale, che sarà allestita nei luoghi del Parco a partire dal 27 settembre 2019 e del cui comitato scientifico Sebastiano Tusa faceva parte. Sarà Adriana Fresina, Soprintendente del mare della regione Sicilia, a ricordare le numerose ricerche condotte da Sebastiano Tusa nella sua carriera, illustrando al pubblico forse una delle più straordinarie: il ritrovamento delle navi restituite dalle acque delle Isole Egadi.

Biografia Sebastiano Tusa

Archeologo di origini palermitane, Sebastiano Tusa è stato docente in numerose università italiane: professore dal 2000 di Paletnologia presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha ricoperto il ruolo di docente di Archeologia Subacquea per il corso di laurea in Archeologia navale dell’Università degli Studi di Bologna, presso la sede distaccata a Trapani. Per un anno, dal 2015 al 2016, è stato inoltre professore a contratto per l'Università Philipps di Morburgo. La sua attività di ricerca include la partecipazione e la direzione di numerose missioni archeologiche in Italia, Iraq, Iran, Pakistan, Libia, Turchia e Tunisia. Prima Soprintendente per i beni culturali e ambientali di Trapani, nel 2012 diviene Soprintendente del mare per la regione Sicilia. Da aprile 2018 ha ricoperto invece l’incarico di Assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana. Tra le sue pubblicazioni si distaccano monografie, articoli e saggi scientifici che affrontano il tema dell’Archeologia subacquea, prediligendo la Sicilia come zona di analisi e ricerca.

L’iniziativa I giovedì del PArCo, ciclo di conferenze previste i giovedì pomeriggio nella splendida sede della Curia Iulia, promossa dal Parco archeologico del Colosseo, conferma la vocazione del monumento a spazio culturale vivo e per questo designato al dibattito, dedicato non solo a presentazioni di volumi, dialoghi tra specialisti e protagonisti del mondo della cultura, ma anche ad approfondimenti sulle mostre in corso e di progetti futuri, fornendo, al contempo, una pluralità di occasioni per rafforzare il legame della città con l’archeologia e confermare la strategia che il Parco archeologico del Colosseo, diretto da Alfonsina Russo, persegue con costanza.

Il primo appuntamento della rassegna si è tenuto il 14 febbraio con Aldo Schiavone, professore di Istituzioni di diritto romano, intervenuto sul tema La dinastia dei Severi e i suoi giuristi. Come nasce lo Stato in Occidente. È stata poi la volta di Francesca Ghedini, professore emerito di archeologia classica presso l’Università degli Studi di Padova, che ha approfondito il ruolo delle donne della dinastia dei Severi. Hanno fatto seguito Luisa Musso, professoressa di archeologia delle province romane presso l’Università di Roma Tre, e Matthias Bruno, archeologo, con un ulteriore intervento nell’ambito della mostra Roma Universalis.

L’impero e la dinastia venuta dall’Africa, illustrando i forti legami tra la dinastia dei Severi e la città di Leptis Magna e descrivendo i risultati dei recenti scavi condotti in Libia. L’incontro del 14 marzo con Rossella Rea, funzionario archeologo responsabile delle indagini al Templum Pacis, e Riccardo Santangeli Valenzani, professore di archeologia medievale e archeologia urbana di Roma presso l’Università di Roma Tre, ha indagato le trasformazioni del paesaggio urbano dall’antica topografia di Roma all’età moderna.

Moncef Ben Moussa, direttore dello sviluppo museografico presso l’Institut National du Patrimoine de Tunis, ha condotto il quinto appuntamento della rassegna, analizzando la politica museale tunisina.

La programmazione prosegue come da calendario seguente:

18 aprile
Ore 16.30
Il salotto culturale della contessa Ersilia Caetani Lovatelli
Paolo Sommella, linceo e professore emerito di topografia antica presso la Sapienza Università di Roma, parlerà del momento di transizione dalla Roma papale alla Capitale d’Italia, visto attraverso le presenze dei politici, degli artisti e degli studiosi al salotto letterario di Ersilia Caetani Lovatelli, archeologa e studiosa di storia e antichità romane, prima donna eletta membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei (1879)

9 maggio
Ore 16.30
Azedine Beschaouch, direttore del sito archeologico cambogiano Angkor Wat
(Titolo in definizione)

16 maggio
Ore 16.30
Adriano. Roma e Atene
Eugenio La Rocca, professore di archeologia classica presso l’Università la Sapienza di Roma, è stato Soprintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma, direttore degli scavi dei Fori Imperiali, e dal 2004 degli scavi nel palazzo della Provincia di Roma. I suoi principali lavori scientifici vertono sulla cultura figurativa di età greca e romana, sui rapporti tra arte ed ideologia politica, sulla topografia e sui monumenti di città ellenistiche e principalmente di Roma. In occasione de I giovedì del PArCo, presenterà al pubblico il volume curato da Andrea Carandini ed Emanuele Papi Adriano. Roma e Atene, edito da Utet: un ritratto bifronte dell’imperatore, il cui sguardo è stato in grado di coprire le distanze che separano Occidente e Oriente, in una sintesi forse irripetibile che non ha mai smesso di nutrire una civiltà, la nostra, radicata nella classicità adrianea.


I giovedì del PArColosseo. La politica museale in Tunisia

Giovedì 28 marzo si tiene il quinto incontro della rassegna I giovedì del PArCo: il ciclo di conferenze previste i giovedì pomeriggio nella splendida sede della Curia Iulia.

Ospite per l’occasione è Moncef Ben Moussa, già direttore del Museo nazionale del Bardo e attualmente alla
direzione dello sviluppo museografico presso l’Institut National du Patrimoine de Tunis, che alle ore 16.30
conduce un approfondimento sulla politica museale tunisina.

L’iniziativa, promossa dal Parco archeologico del Colosseo, conferma la vocazione della monumentale Curia
Iulia a spazio culturale vivo e per questo designato al dibattito, dedicato non solo a presentazioni di volumi,
dialoghi tra specialisti e protagonisti del mondo della cultura, ma anche ad approfondimenti sulle mostre in
corso e anticipazioni di progetti futuri, fornendo, al contempo, una pluralità di occasioni per rafforzare il
legame della città con l’archeologia e confermare la strategia che il Parco archeologico del Colosseo,
diretto da Alfonsina Russo, persegue con costanza.

Il primo appuntamento della rassegna si è tenuto il 14 febbraio con Aldo Schiavone, professore di
Istituzioni di diritto romano, intervenuto sul tema La dinastia dei Severi e i suoi giuristi. Come nasce lo
Stato in Occidente. È stata poi la volta di Francesca Ghedini, professore emerito di archeologia classica
presso l’Università degli Studi di Padova, che ha approfondito il ruolo delle donne della dinastia dei Severi.

Hanno fatto seguito Luisa Musso, professoressa di archeologia delle province romane presso l’Università
di Roma Tre, e Matthias Bruno, archeologo, con un ulteriore intervento nell’ambito della mostra Roma
Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa, illustrando i forti legami tra la dinastia dei Severi e
la città di Leptis Magna e descrivendo i risultati dei recenti scavi condotti in Libia.

L’incontro del 14 marzo con Rossella Rea, funzionario archeologo responsabile delle indagini al Templum Pacis, e Riccardo Santangeli Valenzani, professore di archeologia medievale e archeologia urbana di Roma presso
l’Università di Roma Tre, ha indagato le trasformazioni del paesaggio urbano dall’antica topografia di Roma
all’età moderna, soffermandosi sulla descrizione della Forma Urbis, mappa catastale in marmo voluta da
Settimio Severo.

La programmazione prosegue come da calendario seguente:
28 marzo
Ore 16.30
La politica museale in Tunisia
Moncef Ben Moussa, direttore dello sviluppo museografico presso l’Institut National du Patrimoine
de Tunis.

18 aprile
Ore 16.30
Il salotto culturale della contessa Ersilia Caetani Lovatelli
Paolo Sommella, linceo e professore emerito di topografia antica presso la Sapienza Università di Roma,
parlerà del momento di transizione dalla Roma papale alla Capitale d’Italia, visto attraverso le presenze dei
politici, degli artisti e degli studiosi al salotto letterario di Ersilia Caetani Lovatelli, archeologa e studiosa di
storia e antichità romane, prima donna eletta membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei (1879)


Roma Universalis. Un'anteprima della mostra organizzata tra Colosseo, Palatino e Foro Romano

In attesa di potervi raccontare nel dettaglio la mostra "ROMA UNIVERSALIS. L'impero e la dinastia venuta dall'Africa" organizzata dal Parco archeologico del Colosseo in collaborazione con Electa editore, vediamo di darvi qualche informazione in più sulle tematiche affrontate e il percorso espositivo.

Siamo tra II e III secolo d.C. e a governare a Roma vi era la dinastia dei Severi, imperatori venuti dall’Africa che regnarono in un periodo già di declino per la storia dell’Urbe ma che furono ugualmente in grado di dare un fondamentale apporto storico artistico e architettonico alla città e in molte parti dell’impero. La mostra, punta a far conoscere al grande pubblico uno degli ultimi periodi del grandioso impero romano, ormai diviso all’interno e in piena crisi politica e sociale ma ancora capace di dettare leggi importanti e di lasciare un’eredità forte e duratura in molti campi.

Busto di Caracalla, Napoli, Museo Archeologico Nazionale, ph. Luigi Spina

Il percorso espositivo è pensato in grande. Il nucleo narrativo della mostra prende avvio dalla galleria del II ordine del Colosseo, dove, dopo un’introduzione storica della dinastia e delle sue caratteristiche, viene tracciato un quadro economico e sociale dell’epoca profondamente plasmato da importanti riforme che dettate dagli imperatori della dinastia. Come non ricordare la Constitutio Antoniniana del 212 voluta da Caracalla che per la prima volta concedeva la cittadinanza romana a tutti, o quasi, gli abitanti dell'impero?

Il racconto si soffermerà poi sul rapporto tra i Severi e Roma, ricordiamo che Settimio Severo era nativo di Leptis Magna e non era “italico”,e proseguirà con l’esposizione di un preziosissimo documento per la topografia della città stessa: la Forma Urbis, documento marmoreo che arrivatoci rotto in poche centinaia di frammenti, rappresenta una piccola parte dell’intera pianta dell’Urbe. La Forma, di cui possediamo i frammenti, appartiene ad una nuova edizione voluta da Settimio Severo dopo il 203, data di inaugurazione del Settizonio raffigurato nella pianta e prima della morte dello stesso imperatore avvenuta nel 211.

L’ultima sezione si sofferma infine sulla produzione artistica dell’epoca e il percorso dal Colosseo si sposterà nell’area del Foro Romano e del Palatino, tra monumenti e luoghi cari ai Severi. Presso il Tempio di Romolo, sarà esposto per la prima volta al pubblico un ciclo statuario scoperto presso le Terme di Elagabalo composto da ritratti e busti di eccezionale qualità artistica.

Per la prima volta, sarà possibile ammirare lungo il percorso di visita le Terme di Elagabalo, il complesso del “Vicus ad Carinas” e i luoghi severiani sul Palatino come la Domus Augustana, la Domus Severiana, lo Stadio e infine la Vigna Barberini. Il tutto sarà raccontato grazie a pannelli grafici e filmati ricostruttivi.

In attesa della visita, ecco una piccola anteprima di quella che è la mostra ROMA UNIVERSALIS.

Qualche informazione:

A cura di
Clementina Panella, Rossella Rea, Alessandro d’Alessio

Promosso da
Parco Archeologico del Colosseo

Organizzata da
Electa

Catalogo
Electa

Sito mostra:

https://www.electa.it/mostre/roma-universalis-limpero-e-la-dinastia-venuta-dallafrica/


La mostra Tessere la speranza arriva a Lisbona

Per celebrare i 500 anni della “Chiesa degli Italiani” di Lisbona, la mostra itinerante Tessere la speranza varca i confini nazionali e approda nella capitale portoghese con un’edizione consacrata proprio alla Madonna di Loreto, alla quale la chiesa, fondata da mercanti italiani nel 1518, è dedicata. L’esposizione, organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo, l’Ambasciata d’Italia a Lisbona, l’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona e la Santa Casa della Misericórdia, sarà ospitata dal 16 marzo al 19 maggio 2019 nel Museo di São Roque di Lisbona.

La mostra da circa due anni presenta una selezione delle creazioni artistico-artigianali di straordinaria fattura realizzate per vestire i simulacri lignei presenti sugli altari di molte chiese italiane. Abiti che cambiano a seconda dei giorni del calendario liturgico e che si fanno ancora più ricchi e preziosi in occasione di particolari feste e ricorrenze, quando le statue vengono portate in processione per le vie dei paesi. Intere comunità si raccolgono infatti intorno ad esse, a partire dal delicato momento della vestizione, dimostrando la vitalità ancor oggi di un fenomeno artistico, religioso e antropologico che affonda le sue radici secoli orsono.

Il titolo dell’esposizione, Tessere la Speranza, richiama, quasi idealmente, il motivo del «tessere», dell’«intrecciare», e quello della «speranza», unendoli come in un insieme spirituale e immateriale.

Come ha evidenziato il soprintendente ad interim, arch. Stefano Gizzi, “Tessere la speranza vuol dire, allora, che per il tramite di un lavoro antico, quello del tessitore, che materialmente si esplica nel confezionare tessuti o nella preparazione di abiti, ma che concettualmente rimanda a una missione di tessere ed intrecciare legami, rapporti con gli uomini e col mondo, ci si apre verso un’altra dimensione, dove le aspettative desiderate dagli uomini appaiono come mete non più irraggiungibili”.

Ben nove abiti in mostra sono relativi alla Madonna di Loreto e provengono dalla provincia di Frosinone, in particolare dal monastero benedettino di Sant’Andrea di Arpino, dalle chiese di Santa Restituta di Sora, di San Barbato a Casalattico, di Santa Maria e di San Marcello a San Donato Val Comino e di Santo Stefano Protomartire - Santuario della Madonna di Loreto a Fontana Liri. Tutti centri afferenti alla Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, dove vi è sempre stata una forte devozione alla Madonna di Loreto fin dal XVI secolo.

L’evento è un esempio della virtuosa collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sia a livello centrale sia a quello periferico, e quello degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Ambasciata Italiana di Lisbona e l’Istituto Italiano di Cultura, che promuovono costantemente, oltre confine, il nostro patrimonio di conoscenze e di valori artistici.


Nuovo biglietto Foro Romano - Palatino

Il Parco archeologico del Colosseo istituisce un nuovo biglietto per le aree del Foro Romano e del Palatino. Il ticket avrà un costo di 16 euro a cui si aggiungono 2 euro per la prenotazione on-line e avrà durata di un giorno.

Palatino. Casa di Augusto

Dall’11 marzo questo nuovo biglietto si aggiungerà a quello già esistente del costo di 12 euro che consente ad oggi un accesso al Colosseo e uno al Foro Romano nell’arco di due giorni. Questa novità nasce da una riflessione del Parco archeologico del Colosseo che nell’ultimo hanno ha avuto un ingente incremento dell’offerta delle aree fruibili al pubblico. Sono visitabili infatti le Terme di Elagabalo, il vicus ad Carinas, le Uccelliere Farnasiane, il percorso naturalistico lungo le Pendici meridionali del Palatino, oltre ai percorsi dedicati alla pittura romana e tardo – antica.

Nel costo del biglietto rimarrà compreso l’accesso al Museo Palatino, al Criptoportico neroniano, alle case di Augusto e di Livia, all’Aula Isiaca con la Loggia Mattei, al Tempio di Romolo, a Santa Maria Antiqua con l’oratorio dei Quaranta Martiri e alla rampa di Domiziano. Da aprile tornerà finalmente visitabile la Domus Transitoria, sede abitativa dell’imperatore Nerone prima della costruzione della Domus Aurea.


Roma: "I giovedì del PArCo" al via il 14 febbraio

I giovedì del PArCo

Dal ritratto di Giulia Domna alla Constitutio antoniniana, al via il 14 febbraio gli incontri aperti al pubblico tutti i giovedì in Curia Iulia

Il Senato della Roma antica apre nuovamente le sue porte accogliendo I giovedì del PArCo: il ciclo di incontri, previsti i giovedì pomeriggio alle ore 16.30, a partire dal 14 febbraio, nella splendida sede della Curia Iulia. Un’occasione ulteriore per dare vita a uno spazio culturale dedicato non solo a presentazioni di volumi, dialoghi tra specialisti e protagonisti del mondo della cultura, ma anche ad approfondimenti sulle mostre in corso promosse dal Parco e alle anticipazioni dei progetti futuri.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Electa, conferma la vocazione del monumentale luogo a spazio culturale vivo e per questo designato al dibattito. Gli incontri – destinati a diventare un appuntamento fisso

rappresentano infatti una pluralità di occasioni per rafforzare il legame della città con l’archeologia, riaffermando la strategia che il Parco archeologico del Colosseo, diretto da Alfonsina Russo, persegue con costanza.

La nascita dello Stato in Occidente e la CONSTITUTIO ANTONINIANA, il rapporto tra le donne e il potere, attraverso il racconto della figura di Giulia Domna, l’incontro con l’ex direttore del Museo del Bardo Moncef Ben Moussa, insieme a un’anteprima sui temi di Carthago. Il mito immortale - la mostra che il Parco archeologico del Colosseo inaugura dal prossimo 27 settembre – costituiscono il primo ciclo di incontri organizzati in Curia Iulia dal 14 febbraio al 4 aprile.

Aldo Schiavone, professore di Istituzioni di diritto romano, giovedì 14 febbraio entrerà nel vivo della CONSTITUTIO ANTONINIANA: un provvedimento rivoluzionario emesso da Caracalla nel 212 d.C., con cui venne concessa la cittadinanza romana a tutti gli abitanti liberi dell’impero, che ebbe il merito di portare a compimento un processo plurisecolare di estensione dei diritti civili, realizzando le premesse ideali di universalismo e cosmopolitismo.

A lui farà seguito il 21 febbraio Francesca Ghedini, professore emerito di Archeologia classica presso l’Università degli Studi di Padova, che affronterà il ruolo delle donne della dinastia dei Severi, rivolgendo particolare attenzione a Giulia Domna, figura di grande influenza politica, moglie di Settimio Severo, da lui nominata MATER CASTRORUM (madre degli accampamenti).

Luisa Musso, professoressa di archeologia delle province romane presso l’Università di Roma Tre e Matthias Bruno, archeologo, il 7 marzo illustreranno i forti legami tra la dinastia dei Severi e la città di Leptis Magna, descrivendo inoltre i risultati dei recenti scavi condotti in Libia.

Il 28 marzo Moncef Ben Moussa, già direttore del museo del Bardo e attualmente direttore dello sviluppo museografico presso l’Institut National du Patrimoine de Tunis, affronterà il tema della gestione del patrimonio archeologico e museale della Tunisia.

Il 4 aprile Sebastiano Tusa, archeologo e Assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, anticiperà invece alcuni tra i temi della mostra che sarà allestita nei luoghi del Parco archeologico del Colosseo a partire dal 27 settembre 2019: Carthago. Il mito immortale.

CALENDARIO

I giovedì del PArCo

  1. febbraio Ore 16.30

La dinastia dei Severi e i suoi giuristi. Come nasce lo Stato in Occidente Aldo Schiavone, giurista

  1. febbraio Ore 16.30

Donne e potere: Giulia Domna

Francesca Ghedini, professore emerito – Università di Padova

  • marzo Ore 16.30

L’imperatore e la città: il rinnovamento urbano di Leptis Magna al tempo di Settimio Severo Luisa Musso, professoressa di archeologia delle province romane presso l’Università di Roma Tre Matthias Bruno, archeologo

  1. marzo Ore 16.30

Moncef Ben Moussa, direttore dello sviluppo museografico presso l’Institut National du Patrimoine de Tunis

  • aprile Ore 16.30

Una battaglia ritrovata nelle acque delle Egadi

Sebastiano Tusa, archeologo e assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana

Ingresso libero fino a esaurimento posti (100 posti seduti 30 in piedi)

Curia Iulia nel Foro Romano: Ingresso da Largo della Salara Vecchia

Eventuali variazioni di programma saranno tempestivamente comunicate via web e social

La Curia Iulia, foto di JensensPubblico Dominio

Ripartono i Martedi da Traiano col ciclo di conferenze "Alla scoperta del Colosseo e non solo"

Alla scoperta del Colosseo e non solo: ai Mercati di Traiano il nuovo ciclo di conferenze dei Martedì da Traiano

Si comincia il 15 gennaio con il primo degli appuntamenti in programma fino al 12 marzo, realizzati in collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo

Roma, 11 gennaio 2019 – In occasione della mostra Viaggio nel Colosseo - Magico fascino di un monumento. Opere di Gerhard Gutruf ospitata presso i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, i Martedi da Traiano ripartono con un ciclo di conferenze sul tema Alla scoperta del Colosseo e non solo. Nove studiosi si susseguiranno in una serie di appuntamenti attraverso i quali saranno presentati al pubblico quattro secoli di storia e anni di ricerche su uno dei monumenti più conosciuti al mondo, ma anche sul complesso sistema che ruotava intorno agli anfiteatri: dall’organizzazione di munera e venationesagli affanni del vivere e del morire dei gladiatori, fino all’uso che fu fatto di questa particolare forma istituzionalizzata di svago quale strumento a sostegno del dominio di Roma sui popoli dell’impero.

Si comincerà martedì 15 gennaio alle ore 16 con il convegno Vi presento il Colosseo, questo sconosciuto! Restauri, indagini, valorizzazione negli ultimi 30 annia cura di Rossella Rea, Funzionario archeologo presso la Soprintendenza speciale per il Colosseo. A seguire, nei successivi martedì, sempre alle ore 16 si succederanno: l’incontro con Heinz-Jürgen Beste, dal titolo Gli ipogei del Colosseo: funzione dei corridoi e la loro tecnica della scenografia (22 gennaio); l’incontro con Giulia Caneva intitolato La flora del Colosseo in 4 secoli di storia: il racconto della natura sull’uso del monumento e sul clima di Roma (29 gennaio); Passeggiando nel Colosseo e nella sua storia attraverso le iscrizioni con Silvia Orlandi (5 febbraio); l’incontro con Stefano Colonna in cui si parlerà di Giardini fantastici della Roma rinascimentale. Dal Colosseo al Mausoleo di Augusto, ispirati al romanzo del Polifilo (1499) (12 febbraio); l’incontro Gladiatori tra realtà e fantasia con Sergio Rinaldi Tufi (19 febbraio); La Regio Colossei: paesaggio urbano e società nel basso medioevo con Riccardo Santangeli Valenzani (26 febbraio); Il Colosseo dei cristiani tenuto da Maria Paola Del Moro (5 marzo) e l’incontro con Simon Pastor che parlerà de Gli spettacoli anfiteatrali come strumento di romanizzazione delle province (12 marzo).

La partecipazione ai convegni è aperta a tutti previo pagamento del biglietto di ingresso al Museo e prenotazione obbligatoria allo 060608. Completamente gratuito per i possessori della MIC Card.

 

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Via Quattro Novembre 94 - 00187 Roma - Tel. 060608

 

Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00

La biglietteria chiude un'ora prima

 

www.mercatiditraiano.it | www.traianus.it

E-mail: [email protected]

 

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Storie dal Palatino. Novità dall'area archeologica centrale di Roma

Le Storie dal Palatino continuano nel loro affascinante percorso con nuove indagini nell’area archeologica centrale di Roma. Le attività, coordinate da Parco archeologico del Colosseo in collaborazione con l’ISAR e la Rice University di Houston, rientrano nell’ambito del progetto Signum Vortumni Project.

Interessanti le novità venute alla luce, che raccontano storie complesse e ampie, cronologicamente collocabili nell’arco di sei secoli: III a.C. – III d.C.

“È importante che manifestazioni del genere coinvolgano un ampio pubblico - dichiara Alfonsina Russo - direttrice del Parco archeologico del Colosseo. Vogliamo rendere partecipi e attivi, soprattutto gli studenti perché riteniamo che simili esperienze siano importanti per la loro formazione”.

Nell’area degli Horrea, il grande magazzino realizzato da Vipsanio Agrippa sotto il principato di Augusto, il colle era occupato da ricche dimore residenziali disposte su più livelli e di proprietà dell’elite dell’epoca. Da una di queste, sono emersi affreschi ed elementi di arredo particolarmente interessanti. Affreschi in II stile, simili a quelli della Casa dei Grifi, soffitti rivestiti in stucco e un mosaico a tessere bianche con inserti neri.

La scoperta più interessante sembra essere una statua in marmo raffigurante una sfinge, forse utilizzata come base di appoggio. Altri reperti sempre dello stesso edificio provengono invece da un pozzo non ancora scavato interamente e riempito di anfore tardo – repubblicane. Le ipotesi sono che ad un primo utilizzo per l’acqua, sia seguito quello di discarica per i rifiuti di casa.

Non da ultimo, gli scavi hanno rivelato per la prima volta anche il cantiere edilizio allestito proprio per la costruzione dei “grandi magazzini”.