Invenzione e fiorire delle prime ceramiche

21 Marzo 2016
JomonPottery
Perché abbiamo inventato le ceramiche? Per molti millenni hanno giocato un ruolo fondamentale nella società umana, ma le ragioni dell'emersione e della diffusione di questa tecnologia sono poco comprese.
La ceramica sarebbe stata inventata dai cacciatori raccoglitori dell'Asia Orientale durante l'era glaciale (Tardo Pleistocene, attorno a 16 mila anni fa in Giappone), ma lo sviluppo della produzione si sarebbe verificato solo nell'Olocene (attorno a 11 mila anni fa) col passaggio a un clima più caldo e condizioni più stabili. Con il risorgere della vegetazione, nuove fonti di cibo si resero disponibili.
Un nuovo studio, pubblicato su PNAS, ha preso in esame 143 ceramiche (per un periodo di novemila anni) provenienti dal sito Jōmon di Torihama, nella parte occidentale del Giappone, al fine di investigare l'utilizzo e l'espansione di questo materiale presso quegli antichi cacciatori raccoglitori. Il sito di Torihama fu occupato dal tardo Pleistocene al medio Olocene.
In precedenza si riteneva che l'utilizzo e la produzione di ceramiche sorse in relazione a diverse tecniche di cucina e immagazzinamento per una varietà di cibi allora presenti. Le nuove analisi sui lipidi estratti dalle ceramiche hanno dimostrato che erano utilizzate per cucinare specie animali marine e d'acqua dolce. Sorprendentemente, vi erano pochi materiali vegetali, o relativi ad animali come i cervi. L'unico cambiamento significativo era quello del pesce d'acqua dolce.
Questo suggerirebbe che nello sviluppo delle ceramiche, fattori culturali piuttosto che ambientali possano essere stati determinanti (anche in relazione alla preparazione di pesce, crostacei, molluschi).
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Svezia: pesce fermentato a Blekinge per sostenere una comunità mesolitica

8 Febbraio 2016

Adam Boethius, dottorando in Osteologia all'Università di Lund insieme ad altri archeologi a Blekinge, Svezia (Adam è la quarta persona da sinistra). Credit: Lund University
Adam Boethius, dottorando in Osteologia all'Università di Lund insieme ad altri archeologi a Blekinge, Svezia (Adam è la quarta persona da sinistra). Credit: Lund University

Il ritrovamento di pesce fermentato in un insediamento preistorico di 9.200 anni fa presso Blekinge, in Svezia, indica una società molto più complessa di quanto ritenuto finora per l'epoca.
Il ritrovamento consta di oltre 200 mila ossa di pesce d'acqua dolce, all'interno e attorno un fosso, e testimonia come già allora grandi quantità di pesce fermentato fossero conservate. Simili quantità di cibo erano sufficienti a sostenere una grande comunità. Il pesce fermentato è una delle maniere tradizionali di conservarlo qui. In particolare, lo si sarebbe reso acido utilizzando corteccia di pino e grasso di foca, per poi conservarlo in pelli di foca o cinghiale e quindi seppellirlo nel terreno fangoso.
Il Mesolitico segna il periodo attorno al quale l'agricoltura cominciò in Europa. Fino ad oggi si è ritenuto che i gruppi dell'epoca in Scandinavia catturassero pesce dal mare, da laghi e fiumi, spostandosi. Allora in altre aree (come il Levante), vi erano già insediamenti stabili, legati all'agricoltura e all'allevamento. Questa scoperta suggerisce una condizione di semi-sedentarietà, e potrebbe dunque indicare che lo sviluppo di queste aree settentrionali possa corrispondere a quello coevo nel Medio Oriente.
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Siberia: un affumicatoio del Neolitico

6 Novembre 2015
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Un affumicatoio neolitico di 5000 anni fa è stato scoperto presso il sito di Tartas-1, nel distretto di Vengerovo, nella regione siberiana di Novosibirsk.
La struttura era utilizzata per il trattamento del pesce (una tecnica ancora utilizzata da altri gruppi siberiani e nell'estremo nord), ma sembrerebbe pure per rituali. Gli studiosi sono perplessi riguardo il ritrovamento di resti di ghiottone (non tipico dell'area), ermellino, volpe e cane.
Link: The Siberian Times
L’Oblast’ di Novosibirsk, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Russia edcp location map.svg (by Uwe Dedering)).


I Paleoindiani pescavano salmone già 11.500 anni fa in Alaska

21 Settembre 2015
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Nel Nord America gli umani avrebbero cominciato a pescare salmone già nell'Era Glaciale. Queste le conclusioni alle quali è giunto uno studio che ha preso in esame il sito dell'Upward Sun River in Alaska, dove si sono ritrovate ossa di salmone keta (Oncorhynchus keta) datate a 11.500 anni fa. Il salmone è stato ritrovato anche in un focolare all'interno di una struttura abitativa.
Si tratta di una scoperta importante, perché si ritiene che i Paleoindiani praticassero soprattutto caccia grossa. Inoltre lo sfruttamento del salmone, quando questo risale la corrente per riprodursi, sarebbe avvenuto già verso la fine dell'Era Glaciale. Le ossa di pesce si presentano come una sfida per gli studiosi, perché a causa della loro dimensione e fragilità non si conservano bene e sono poco rappresentate negli studi.
La ricerca in questione è importante anche per comprendere le economie paleoindiane dell'epoca. Lo sfruttamento del salmone rimane importante, culturalmente ed economicamente, per i foraggiatori preistorici del Pacific Rim Settentrionale, con implicazioni riguardanti anche l'utilizzo del territorio e le espansioni. Tuttavia le origini di queste attività non sono note. Sulla base dei risultati ottenuti nello studio, si ritiene queste siano cominciate almeno nella fase terminale del Pleistocene.
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Ossa di merluzzo dalla Mary Rose rivelano commercio globalizzato del pesce nell'Inghilterra dei Tudor

9 Settembre 2015

Ossa di merluzzo dalla Mary Rose rivelano commercio globalizzato del pesce nell'Inghilterra dei Tudor

Nuove analisi mostrano che le provviste di pesce essiccato erano reperite in luoghi distanti come le acque islandesi e possibilmente persino transatlantiche. I Ricercatori dimostrano come il boom nel commercio del pesce contribuì ad alimentare la crescita della Marina Inglese, e viceversa.

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Una nuova analisi degli isotopi stabili e del DNA antico delle ossa delle provviste dal magazzino, recuperate dal relitto della Mary Rose, nave da battaglia di epoca Tudor, che affondò al largo della costa dell'Inghilterra meridionale nel 1545, ha rivelato che il pesce conservato nei depositi fu pescato in acque sorprendentemente distanti: la parte settentrionale del Mare del Nord e le zone di pesca dell'Islanda – nonostante il fatto che l'Inghilterra avesse industrie ittiche ben sviluppate nel sedicesimo secolo.

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