archeologia subacquea Porto Giulio Portus Iulius Parco archeologico sommerso di Baia

Archeologia sommersa: tutte le storie che il mare ha da raccontare

Chi non ha mai sentito parlare dei Bronzi di Riace e della loro fortuita scoperta? Tutti hanno bene in mente il loro fisico statuario e le immagini della loro straordinaria perfezione. Ma è un dato di fatto: se non si fossero adagiati sul fondale per millenni, è quasi certo che non sarebbero giunti a noi; pratiche di spoglio e riutilizzo, soprattutto di statue bronzee, è ampiamente diffuso e documentato durante l'antichità basti pensare a quanti pochi originali bronzei greci e romani ci siano pervenuti. Ebbene, questo è il motivo per cui è importantissima l'archeologia subacquea: nonostante possa distruggere e modificare, l'acqua è anche un prezioso scrigno e conserva gelosamente per millenni grandissimi ed importantissimi tesori e storie, la maggior parte di esse testimoni dell'ingegno e del coraggio dei nostri predecessori che, affidandosi puramente ai segni naturali e a pochi accorgimenti empirici, solcavano i mari armati di moltissimo coraggio.

archeologia subacquea Porto Giulio Portus Iulius Parco archeologico sommerso di Baia
Strutture sommerse del Porto Giulio. Parco archeologico sommerso di Baia. Foto di Ruthven, CC0

Perchè non illudiamoci, ogni relitto ritrovato che per noi è un grande momento di giubilo dato che "congela" i dati presenti a bordo della nave, parla di una tragedia; dietro di esso si celano marosi, tempeste, urti e momenti in cui la morte era spesso accanto ai naviganti, ma anche momenti in cui venivano messi a rischio mesi di processo produttivo, perchè ciò che spinge l'uomo per mare, sin dal Neolitico, è proprio il commercio.

Alcuni dei più antichi sono infatti i relitti risalenti all'età del Bronzo, età in cui l'uomo si accingeva a conquistare con la scrittura capacità di mettere per iscritto i propri pensieri, eppure già si spingeva in rotte kilometriche in tutto il Mediterraneo. Uno di questi è il relitto fenicio di Uluburun, ritrovato in Turchia, del XIV a.C. e, per essere più precisi, mentre era in vita la regina egizia Nefertiti, visto che tra il vasto carico di anfore, rame, avorii e ori era presente anche uno scarabeo in oro recante il suo nome. Un altro risalente a questo periodo è il relitto del XIII a.C. di Capo Gelidonya.

Modello in legno del relitto di Uluburun. Foto di Martin Bahmann, CC BY-SA 3.0

Tanti altri e tanto diversi sono stati i relitti individuati nel corso degli anni in tutto il Mediterraneo: dal "cimitero di navi" del Grand Conglouè, vicino Marsiglia dove un'insidiosa prominenza rocciosa sommersa ha causato l'affondamento di due navi nello stesso punto a un millennio di distanza l'una dall'altra; la prima è di età classica e la seconda di età ellenistica. Ma è bene citare anche le straordinarie e gigantesche navi di committenza imperiale situate sui fondali del Lago di Nemi, probabilmente templi-galleggianti con ponti mosaicati, edicole in marmi coperte da laterizi recante bollo di Caligola, accessori in bronzo e ogni tipo di opulenza e ricchezza purtroppo andate in fumo a causa dell'incendio causato dai Nazisti in ritirata durante l'avanzata Alleata. Come dimenticare poi il relitto di Mahdia, i due tardoantichi di Yassi Ada e quelli che hanno restituito fortunatamente tanti bronzi: Antikythera che ci ha restituito un fantastico strumento meccanico del III a.C che gli antichi naviganti utilizzavano per calcolare il sorgere del Sole, le fasi lunari, i giorni e i mesi e addirittura i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, oltre ad una serie di straordinari bronzi classici ed ellenistici quali il famoso Efebo di Anticitera e la testa di filosofo.

L'Efebo di Anticitera. Foto di Ricardo André Frantz, CC BY-SA 3.0

Da questo punto di vista, noi non siamo da meno: nel 1992 a Punta del Serrone, Brindisi, Puglia, furono ritrovati una moltitudine di bronzi, successivamente attribuiti a diverse epoche storiche, tutte opportunamente "mutilate" per un più facile trasporto in Italia per essere probabilmente rifuse e riutilizzate, oppure ricomposte per adornare una delle tante villae di equites o di senatori romani.

Non solo relitti, ma anche intere città sommerse principalmente a causa di sommovimenti sismici ma anche per la naturale vita dei fiumi. Alcune di queste sono Baia e Porto in Italia, la zona del porto di Alessandria d'Egitto e così via.

Avviene anche il contrario, ovvero zone un tempo sommerse che ora non lo sono più, eppure conservano tracce di un passato da fondale marino: Marsiglia, in pieno centro custodiva una serie di relitti così come Napoli, Ravenna che era una città lagunare e anche relitti di Pisa che, quando era una potenza marina, aveva il suo porto sull'Arno, che però a causa dei detriti ha mutato via via il suo percorso.

Questi studi importantissimi sono stati condotti da una serie di personalità straordinarie: dal padre dell'archeologia subacquea, l'americano George Bass che in un solo mese consegue il brevetto per immergersi e portare il metodo stratigrafico anche sott'acqua, al francese inventore del rivoluzionario respiratore a membrana e pioniere della moderna immersione, Jean-Jacques Cousteau all'italianissimo Nino Lamboglia, archeologo subacqueo incapace di nuotare ma che ha spinto l'Italia, ahimè solo in quegli anni, a primeggiare assieme alla Francia in materia di Archeologia Subacquea.

La storia della disciplina continua fino ai giorni nostri, al compianto professor Tusa, Soprintendente del Mare dell'unica regione che possiede tale carica, la Sicilia, molto attenta a tutelare e salvaguardare ogni tipo di testimonianza umana proveniente dal mare. L'unica che ha messo in pratica una seria politica di salvaguardia e attenzione al patrimonio umano sommerso, che come abbiamo visto può riservare dei veri e propri tesori scientifici che, se valorizzati, possono anche trasformarsi non solo in oneri ma anche in guadagni economici tramite il turismo e la divulgazione.

A tal proposito, segnaliamo che il 24 maggio alle ore 11, presso il castello di Baia, si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea ed in Sicilia”, con allestimento e curatela realizzati da Teichos: si tratta dell'anteprima della più ampia mostra "Thalassa" che si terrà a Settembre, e ricorderà Sebastiano Tusa, che costituì la Soprintendenza del Mare. È il testamento di un grande professore e un grande studioso ed è un evento che sicuramente renderà giustizia a tutte le storie che il mare ha prima celato e poi raccontato, ma anche di quelle che ancora il mare ha ancora da raccontare.


Prolepsis’ 4th International Conference: "The Limits of Exactitude"

Prolepsis’ 4th International Conference

19-20 Dicembre 2019

Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Keynote speaker: Prof. Therese Fuhrer (Ludwig-Maximilians-Universität München)

The Limits of Exactitude

Esattezza è la terza delle sei Lezioni Americane di Italo Calvino (Cambridge MA, 1988). Per Calvino, esattezza è un «disegno dell’opera ben definito e ben calcolato; l’evocazione d’immagini visuali nitide, incisive, memorabili […]; un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione». L’obiettivo della 4th International Conference di Prolepsis è riflettere sulla definizione calviniana e sulla sua applicazione al mondo classico, tardoantico e medievale. Quest’anno il convegno darà particolare – ma non esclusiva – attenzione ai seguenti argomenti:

  • Accuratio vel ambiguitas nel discorso, nell’argomentazione e nella narrazione.

  • Comunicazione ambigua, inaccurata e sconcertante da parte dell’autore e potenziale ricezione da parte del lettore.

  • Esattezza metrica e musicale e suoi limiti.

  • Esattezza nei trattati (scientifici, retorici, grammaticali).

  • Citazioni, citazioni scorrette e disposizioni errate.

  • Precisione e imprecisione nei titoli e nella loro trasmissione.

  • Limiti delle testimonianze materiali (manoscritti, papiri, iscrizioni, formazione dei corpora, mise en page, indicazioni sticometriche).

  • Esattezza, dubbio, ambiguità nella storia della tradizione (da lessici, etimologici e commenti antichi alla filologia moderna).

  • Esempi di esattezza e ambiguità nelle traduzioni antiche e moderne.

  • Ipercorrettismo, lacune, congetture e ossessione per la completezza.

  • Esattezza nella ricostruzione storica e documentaria.

  • Incipit e explicit nelle opere antiche e medievali: finali dubbi ed esatti, incipit ex abrupto etc.

  • Finito e infinito, chiarezza e oscurità, perfezione e imperfezione nella riflessione filosofica.

La partecipazione al convegno in qualità di relatori è aperta a studenti dei corsi di laurea magistrale, dottorandi e giovani ricercatori. Per partecipare è necessario inviare una e-mail a [email protected] entro il 30 giugno 2019, con i seguenti allegati in formato word e pdf:

  1. Un abstract anonimo di circa 300 parole (bibliografia esclusa) e redatto in lingua inglese. Occorrerà specificare se l’abstract si riferisce ad una presentazione orale o ad un poster.

  1. Una breve biografia accademica con nome e affiliazione.

Proposte per panel (tre interventi per una totale di 90 min., inclusa la discussione) e poster sono più che benvenute.

I poster potranno essere redatti in italiano e in inglese.

Le proposte saranno valutate secondo double-blind peer review da studiosi del settore. La valutazione avverrà secondo i seguenti criteri: coerenza con il tema, chiarezza, originalità e metodo. Tutti gli abstract, compresi quelli organizzati in panel, saranno valutati e accettati secondo questi criteri. L’abstract anonimo è dunque l’unico elemento di giudizio su cui si basa il processo di selezione.

Gli interventi saranno della durata di 20 minuti più 10 di discussione. Le lingue ammesse sono l’inglese e l’italiano.

Gli interventi potranno essere presi in considerazione per una futura pubblicazione. Ai relatori italiani chiediamo gentilmente di fornire handout e/o power point in lingua inglese e possibilmente una traduzione (o un riassunto tradotto) del loro intervento.

I costi di viaggio e alloggio non saranno coperti dall’associazione. Per qualunque informazione, rivolgersi a [email protected], saremo lieti di aiutarvi a trovare delle soluzioni.

 

Il comitato organizzativo:

Roberta Berardi (University of Oxford)

Nicoletta Bruno (Thesaurus linguae Latinae, Bayerische Akademie der Wissenschaften, München)

Giulia Dovico (Universität zu Köln)

Martina Filosa (Universität zu Köln)

Luisa Fizzarotti (Alma Mater – Università di Bologna)

Olivia Montepaone (Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino)

Claudia Nuovo (Università degli Studi di Bari Aldo Moro)


Cesare Bazzani in mostra a Taranto

CESARE BAZZANI

IN MOSTRA A TARANTO

“CESARE BAZZANI, Progetti e opere nella Città dei Due Mari, TARANTO (1899 - 1938)”

 

 

CESARE BAZZANI
(foto Archivio degli Architetti, Ministero per i Beni Culturali)

 

In tutta Italia, Bazzani, architetto ed ingegnere civile, ha architettato.

Cesare Bazzani (5 marzo a Roma - ivi 30 marzo 1939), figlio di un professore di disegno architettonico e scenografo e della sorella del pittore Cesare Serafino, nel 1896 laureato in Architettura tecnica, l’attuale ingegneria civile, e accademico d’Italia, è stato uno degli architetti più prolifici del primo novecento, lo caratterizza, uno stile energico, maestoso, eclettico, e la non curanza di apportare modifiche ai Beni Culturali (come era costume nel periodo in  cui egli visse).

Bazzani crea palazzi del governo, palazzi delle poste, scuole, edifici civili, chiese, banche, sedi amministrative, case del fascio, case del mutilato, monumenti ai caduti, un teatro, una centrale idroelettrica, una caserma dei Carabinieri; in Roma, progetta i restauri di edifici medievali.

Roma, Firenze, Macerata, Terni, Taranto, Spoleto, Ascoli Piceno, Todi, Pisa, Bari, Sanremo, Nuoro, Predappio, Messina, Rieti, Assisi, Imperia, Foggia, Addis Abeba (dove realizza la cattedrale) sono solo alcuni dei luoghi toccati dal suo ingegno.

Nella città di Taranto, in particolare, manifesta il suo talento edificando il Palazzo delle Poste, il Palazzo casa del Fascio Ionico, il Palazzo della Banca, il monumento ai caduti, un villino (abbattuto negli anni ’50), e  la nuova facciata della chiesa del Carmine, ecco il perché della mostra:  “Cesare Bazzani: Progetti e opere nella Città dei Due Mari, Taranto (1899 - 1938)”, nella quale sono esposti i suoi progetti compiuti ed incompiuti.

La mostra è visitabile tutti i giorni nel Castello Aragonese di Taranto,  ripercorre la storia dell’architettura tra le due guerre mondiali e in particolare la storia della città dei due Mari.

 

(foto Giuseppe Di Cera)

 

 

(foto Giuseppe Di Cera)

 

(foto Giuseppe Di Cera)

 

(foto Giuseppe Di Cera)

 

 

(foto Giuseppe Di Cera)

 

(foto Giuseppe Di Cera)

 

Cesare Bazzani architettura Taranto
(foto Giuseppe Di Cera)

 

Cesare Bazzani architettura Taranto
(foto Giuseppe Di Cera)

 

Cesare Bazzani architettura Taranto
(foto Giuseppe Di Cera)

 

Cesare Bazzani architettura Taranto
(foto Giuseppe Di Cera)

Mostra: “Cesare Bazzani. Progetti e opere nella Città dei Due Mari, Taranto (1899 - 1938)”

DOVE: Taranto, Castello Aragonese, Galleria Meridionale.

QUANDO: 31 MARZO – 8 APRILE

ORARIO: 9-12:30 / 16-20

INGRESSO: gratuito

Info e visite guidate: +39 3405764781         [email protected]

 

 

 


Brindisi: mostra "Arte liberata - Dal sequestro al museo"

BRINDISI

MOSTRA "ARTE LIBERATA - DAL SEQUESTRO AL MUSEO"

Il trionfo della LEGALITÀ nei BENI CULTURALI

 

 

L’arte contemporanea che torna libera, fruibile e godibile a tutti. È questo il senso della mostra "Arte Liberata – dal sequestro al Museo", che dal 15 dicembre 2018 è possibile ammirare, a Brindisi, presso Palazzo Granafei - Nervegna.

Le sessantanove opere esposte in Puglia, al termine della mostra torneranno in Lombardia (da dove provengono) per essere esposte a Bergamo. Presentata prima a Palazzo Litta, a Milano, la mostra è stata curata da Beatrice Bentivoglio Ravasio, storica dell’arte per il Ministero dei Beni Culturali.

Le opere visibili sono espressione del secondo Novecento fino ai primi anni 2000. Gli autori, italiani e stranieri, alcuni ancora viventi, permettono di entrare in contatto con il variegato mondo dell’arte e degli artisti dell’arte contemporanea. È una esperienza che fa riflettere, immaginare, cambiare la nostra visione prospettica della realtà. Pitture, sculture, fotografie, installazioni, Land Art, Accumulazioni, Impacchettamenti, Estroflessioni, Arte Cinetica, Optical Art, Arte Informale, pittura calligrafica, opere di design, e tanto altra arte contemporanea è possibile contemplare attraverso la maestria di: Arnaldo Pomodoro, Wols, Asger Jorn, Victor Vasarely, Christo, Andy Warhol,  Franco Angeli, Ettore Spalletti, Arman Fernandez, Arp Hains Jean, Emilio Vedova, Sol Lewitt, Berlinde De Bruyckere, Pablo Reinoso, Oscar Dominguez, Pietro Consagra, Wols, Mark Tobey, Giulio Paolini, Nunzio, Chen Zhen, Aitor Ortiz, Carlos Puente, Anton Zoran Musič,  Mario Bionda, Gerges Mathieu, Achille Perilli, Gianni Asdrubali, Arcangelo, Remo Bianco, Wim Delvoye, Gérard Deschamps, Raymond Hains, Arman, César,  Sergio Dangelo, Alik Cavaliere, Ben, Turi Simeti, Paolo Scheggi, Enrico Castellani, Christiane Löhr, Gianni Colombo, Giuseppe Penone, Yan Pei – Ming, Gelitin, Pol Bury, Bruno Ceccobelli, Pier Paolo Calzolari, Giuseppe Uncini, Lucio Del Pezzo.

È una collezione ritrovata, è Arte Liberata, perché composta da beni culturali tenuti nascosti in una casa di un privato cittadino, indagato per gravi reati finanziari: ora i quadri, le sculture, le installazioni tornano libere per merito di una legge figlia di quella estate del 1982, quando personalità del calibro di Pio La Torre, politico e sindacalista, e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, furono brutalmente uccisi dalla mafia. Da quel momento lo Stato dichiarò legge che si bloccassero e si sequestrassero i beni finanziari, i beni culturali e che questi  tornassero fruibili a tutti, destinati a musei, pinacoteche, gallerie d’arte.

Arte e Legalità un connubio perfetto che si cerca di spiegare e trasmettere a chi si reca in vista per vedere la mostra. Le visite guidate e i Laboratori Didattici sono tenuti da personale qualificato del Past (Patrimonio Archeologico, Storico, Turistico di Brindisi): storici dell’arte, dottori in scienze dei beni culturali, archeologi, esperti in lingue straniere, storici.

 

Pablo Reinoso (Buenos Aires, 1955), White Monochrome, installazione
(foto Claudia Di Cera)

 

César (Marsiglia, 1921 - Parigi, 1998). Bouillotte avec expansion, 1976. Scultura assemblata in bronzo fuso a cera persa, alluminio e plexiglass.(foto Claudia Di Cera)

 

Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 1926). Senza titolo. Scultura in argento e ottone, fusione su osso di seppia in un unico esemplare.(foto Claudia Di Cera)

 

Enrico Catellani (Castelmassa, 1930 – Celleno, 2017). Superficie Opaline N°3, 1972. Olio e cera d’api su tela estroflessa. (foto Claudia Di Cera)

 

Carlos Puente (Santander, 1950). Negrito n.5. Scultura in legno dipinto. (foto Claudia Di Cera)

 

Hains Jean Arp (Strasburgo, 1887 - Basilea, 1966). Couronne Végétale, (1938) 1948. Rilievo in bronzo agganciato a tavola in legno. (foto Claudia Di Cera)

 

Victor Vasarely, (Pécs, 1906 - Parigi, 1997). Riu-Kare, 1956. Tempera su masonite. (foto Claudia Di Cera)

 

 

Bruno Ceccobelli (Montecastello di Vibio, 1952). L’ultima Cena, 1991. Legno dipinto, guanti in pelle, bombolette industriali. (foto Claudia Di Cera)

 

Franco Angeli (Roma, 1935-1988). E pluribus unum, anni ’60. Olio su tela e tulle blu. (foto Claudia Di Cera)

 

 

Berlinde De Bruyckere (Ghent,1964). Slaapzaal IV, 2000. Installazione: metallo, legno, coperte, lenzuola. (foto Claudia Di Cera)

 

 

Gelitin (Vienna, 1978). Roni, 2006. Scultura in plastilina su legno. (foto Claudia Di Cera)

 

Pol Bury (Haine Saint Pierre, 1922 – Parigi, 2005). Ramollissement virtuel n°77/n°40: Antonello da Messina, 2001. Elaborazione fotografica su tela. (foto Claudia Di Cera)

 

Anton Zoran Musič (Gorizia, 1909 – Venezia, 2005). Paesaggio, 1950. Olio Su Tela. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Sol Lewitt (Hartford, 1928 – New York, 2007). Horizontal brushstrokers, 2002. Tempera su carta. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
ARCANGELO (Avellino, 1956). Senza titolo, 1993. Scultura in ferro, legno, e pittura a olio. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Gérard Deschamps (Lione, 1937). Chiffons belges, 1962. Accumulazione di foulards su pannello. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Mario Bionda (Torino, 1913 – Penango, 1985). Espansione Bianca, 1961. Tecnica Mista Su Tela. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Wim Delvoye (Wervik, 1965). Marble Floor, 1989. Fotografia a colori.
(foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 - Trevi, 2008). Spazi di ferro n. 49 (rilievo), 1989. Rete in ferro e resina a simulazione di malta cementizia. (foto Claudia Di Cera)

 

Informazioni:

MOSTRA "ARTE LIBERATA - DAL SEQUESTRO AL MUSEO"

- Quando: Dal 15 dicembre 2018 al 7 aprile 2019

- Ingresso libero

- Orario mostra:

Mattina: 9:00-13:00 (ultimo ingresso 12:30)

Pomeriggio: 16:00- 20:00 (ultimo ingresso 19:30)

- Dove: Palazzo Granafei Nervegna, via Duomo, 20, Brindisi.

- Visite guidate gratuite in lingua italiana, inglese e spagnola, necessaria prenotazione, telefonando al numero: 0831229784.

- Laboratori didattici e visita guidata, gratuita, telefonando al numero: 0831229784.

 

 


Ceglie del Campo Via Manzari Bari

Ceglie del Campo: nuovi importanti ritrovamenti archeologici

RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI IMPORTANTI NELL’AREA DI CEGLIE DEL CAMPO

GALASSO: “GRAZIE AI LAVORI PUBBLICI IN CORSO STIAMO RISCOPRENDO UN PATRIMONIO DELLA CITTÀ”

Ceglie del Campo BariCome prescritto dalla Soprintendenza, nel corso dei lavori per la realizzazione del giardino in via Manzari, a Ceglie del Campo, negli scorsi mesi sono stati effettuati dei saggi di scavo a trincea al fine di verificare l’eventuale presenza di reperti archeologici nel sottosuolo, data la particolarità del territorio.

Gli scavi, infatti, hanno portato alla luce alcune sepolture, di cui una al momento, completa del corredo funerario, e altri reperti di particolare importanza che sono ora oggetto di analisi, approfondimenti e interventi di restauro da parte della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città Metropolitana di Bari che ha, dunque, chiesto al Comune di Bari di effettuare un supplemento di indagine in loco estendendo le aree di scavo.

“Nel corso dei lavori per la realizzazione di un giardino pubblico in via Manzari, a Ceglie del Campo, in un settore nord-est dell’antico abitato di CAELIAE, lambito da Lama Fitta e quasi a ridosso delle mura ellenistiche – spiega il soprintendente Luigi La Rocca -, nelle scorse settimane sono stati effettuati dalla Soprintendenza saggi di scavo archeologico preventivo per la verifica del sottosuolo, per verificare la presenza di stratificazioni significative. È stata quindi intercettata un’area di necropoli con numerose sepolture a fossa nel banco calcareo e databili  tra V e III sec. a.C. Il rinvenimento di questo nucleo di sepolture a Ceglie del Campo non era inaspettato e rafforza in generale la validità della pratica dell’archeologia preventiva e in questo caso l’idea della necessità di un controllo costante dei cantieri in un’area dallo straordinario potenziale archeologico. Ciò naturalmente avviene costantemente nell’ambito dei lavori pubblici, ma è necessario estendere tale pratica anche ai numerosi lavori privati che interessano la zona. Per questo è stato aperto un confronto con l’amministrazione comunale per definire linee comuni di intervento. Purtroppo nel caso specifico dell’area di via Manzari le sepolture erano già prive di corredo, asportato in passato da scavatori clandestini.

 

Ma una di esse a carattere più monumentale, a semicamera, arricchisce in modo straordinario il già ampio dossier sulle conoscenze della comunità peucezia insediata a Ceglie in età ellenistica. Essa ha infatti restituito la sepoltura intatta della fine del IV sec. a.C. di un soggetto femminile in posizione semicontratta, deposta con un corredo di vasi e terrecotte figurate di eccezionale fattura che consentono di decodificare il contesto storico di riferimento del tempo.

Tra essi, oltre ad una serie di vasi propri del rituale funebre, di particolare pregio una lekythos con elementi decorati a rilievo con la raffigurazione di Neottolemo e Cassandra a Troia e le terrecotte di una sfinge e di Afrodite Anadiomene.

I reperti sono stati trasferiti nel Laboratorio di restauro della Soprintendenza, a Palazzo Simi, a Bari, per i primi interventi di restauro. Naturalmente è assolutamente necessario proseguire le indagini in questo importante comparto della necropoli di Ceglie del Campo sia ai fini della ricerca sia soprattutto per garantire la sicurezza e la salvaguardia del contesto archeologico ancora sepolto”.

“A fronte di questi ritrovamenti - ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso - sarà rivisto anche il progetto iniziale, che disegnerà comunque l’area verde ma probabilmente a corredo di un nuovo sito archeologico che non potrà che valorizzare l’intero territorio di Ceglie. La nostra è una città che reca impressi i segni di un passato lontano, in particolare in alcune aree urbane, quali Ceglie, l’antica Caeliae, e la città vecchia, dove non a caso i cantieri per le opere pubbliche spesso portano alla luce sepolture come è accaduto sin dall’avvio del cantiere per la realizzazione della fogna bianca in strada Annunziata. Proprio qui, ancora una volta, le maestranze si sono imbattute in nuovi ritrovamenti lungo il percorso dell’infrastruttura ma verosimilmente i lavori potranno riprendere, seppure a rilento in quanto, in questi casi, siamo tenuti a rispettare le prescrizioni di legge per una corretta valutazione da parte dei tecnici della Soprintendenza. Siamo ottimisti perché, una volta superata la piazzetta a ridosso della Muraglia e imboccata strada Annunziata, non dovrebbero esserci nuove sorprese poiché la strada di recente è già stato oggetto di interventi. Nei giorni scorsi sono state rimosse le ultime sepolture”.

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa del Comune di Bari.

 


Giovanni Battista Piranesi Le carceri d'invenzione Sammichele di Bari Acquaviva delle Fonti mostre

Mostra "Giovanni Battista Piranesi. Le carceri d’invenzione"

Giovanni Battista Piranesi. Le carceri d’invenzione

15 dicembre 2018 - 5 maggio 2019
Acquaviva delle Fonti, Palazzo De’ Mari
Sammichele di Bari, Castello Caracciolo

Le due città pugliesi di Acquaviva delle Fonti e Sammichele di Bari ospitano la celebre e suggestiva serie di incisioni dedicate alle “Carceri”, nelle quali Giovanni Battista Piranesi rivoluziona la canonica rappresentazione della prigione. Raffigura ambienti senza eguali: drammatici, frutto di eccitata fantasia e attenta conoscenza della forma e della fabbrica architettonica. La visione panoramica, con una progressione infinita di scale che salgono e scendono, richiama fortemente l'opera grafica dell'olandese Escher.

Dopo la mostra di Marc Chagall, il progetto “Opere fuori contesto” presenta la mostra “Giovanni Battista Piranesi. Le carceri d’invenzione”, che sarà ospitata dal 15 dicembre 2018 a Palazzo De’ Mari di Acquaviva delle Fonti e al Castello Caracciolo di Sammichele di Bari. Giovanni Battista Piranesi, detto anche Giambattista (Mogliano Veneto 1720 – Roma 1778), fu un noto incisore, architetto e teorico dell'architettura. Il progetto espositivo prosegue la riflessione degli ultimi due anni su grandi artisti che hanno segnato la storia dell’arte europea.
Le due città pugliesi ospitano la celebre e suggestiva serie di incisioni dedicate alle “Carceri”, nelle quali viene rivoluzionata la canonica rappresentazione della prigione. Visitabile fino al 5 maggio 2019, la mostra è organizzata dalla Società Sistema Museo, gestore del SAC Ecomuseo di Peucetia, e promossa dai comuni di Acquaviva delle Fonti e Sammichele di Bari, con il contributo di The Art Company.

ARCATA ORNATA DA CONCHIGLIA
acquaforte, sesta edizione da lastre realizzate nel
1745-1761

Tra il 1745 ed il 1750 il giovane incisore veneto Giovanni Battista Piranesi si stabilisce a Roma. Con profondi interessi per l'architettura e l'archeologia, lavora ad una serie di tavole raffiguranti ambienti senza eguali: fortemente drammatici, frutto di eccitata fantasia unita ad un’attenta conoscenza della forma e della fabbrica architettonica. Questi lavori raffigurano ciò che Piranesi chiama “Invenzioni capric[ciose] di carceri”.
Sono visioni arditissime, eppure composte nel loro rigore architettonico: scaturite dal genio visuale di Piranesi e modellate su solide nozioni di prospettiva e costruzioni tridimensionali. L'esaltazione della bellezza tipica dei vedutisti, dell'eleganza e del gusto trova per certi versi l'opposto nelle Carceri di Piranesi, dove domina forte il senso di disagio, solitudine, silenzio, inquietudine e repulsione.

LA TORRE CIRCOLARE
acquaforte, sesta edizione da lastre realizzate nel
1745-1761

Infinite sale, volte distanti, spazi immensi e tuttavia claustrofobici e inibitori, in cui la ripetizione infinita di varchi, spazi e scalini, l'intrico dei volumi e il dedalo richiamano una prigione psicologica quasi più che fisica.
Il carcere, quale luogo da cui non si può fuggire, non è reso tanto da mura, inferriate e catene: tutti questi elementi nelle tavole di Piranesi ci sono, e pure massicci, ma paradossalmente non costituiscono una chiusura, un ostacolo alla libertà. Al contrario, le catene si trovano casualmente sparpagliate in ogni dove, i muri hanno mille aperture e le inferriate sono più di decorazione che altro. La vera impossibilità di scappare, di uscire dalle Carceri, è data dalla loro essenza labirintica, dall'incrocio di scale che non conducono in alcun posto, dal dissolversi nel buio (o nell'aria) di ogni fuga.

Una seconda edizione delle tavole originali, arricchita di nuove incisioni, esposta in questa mostra, compare nel 1761 con il nome “Carceri d'invenzione”, per essere poi ancora rielaborata nel 1770 con la mira ad una maggiore intensità teatrale.
Le tavole delle Carceri testimoniano l'interesse, l'attrazione e l'influenza che Piranesi ha suscitato attraverso tutte le epoche, in modo continuo, nell’arte quanto nella letteratura che nella moderna cinematografia. La visione espansa, il dentro e il fuori, il sotto e il sopra nella progressione infinita di scale che salgono e scendono, hanno influenzato artisti romantici, surrealisti, fino ai contemporanei, a partire dall'olandese Escher.

FRONTESPIZIO
acquaforte, sesta edizione da lastre realizzate nel
1745-1761

Il percorso di mostra, visitabile con un biglietto unico per le due sedi, si conclude con un coinvolgente video che propone ‘ricreazioni’ 3D delle “Carceri” piranesiane. Il video è stato realizzato da Gregoire Dupont dell'Atelier Factum Arte di Madrid, tramite procedimento stereolitografico.
È stato eccezionalmente concesso in prestito dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, proprietaria dell'edizione Piranesi Fréres delle incisioni, da cui è stato tratto (TUTTI I DIRITTI RISERVATI).

www.mostrepuglia.it
www.ecomuseopeucetia.it

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Ruvo di Puglia #Ruvoeducationaltour2018

Alla scoperta di Ruvo di Puglia. Tra musica, sapori e storia

Il #Ruvoeducationaltour2018 comincia per me con un lungo viaggio in una terra che ho avuto il piacere già di visitare, ma che per la sua infinita bellezza ha sempre qualcosa da dare e da raccontare. Sono l’ultima ad arrivare e la prima a rientrare sotto una pioggia incessante che mi accompagna e non ci lascia per qualche giorno. Sicilia e Puglia, apparentemente vicine ma con parecchi km da percorrere in pullman, per raggiungere una meta che sai già che non ti deluderà.

Perché questo educational tour? Il progetto nasce dalla volontà di far conoscere il territorio attraverso una modalità già sperimentata non solo in Puglia ma anche in altre parti d’Italia e che ha riscosso un grande successo. Poter essere accolti nelle strutture del luogo, poter visitare e vivere la storia di questi piccoli centri, perdersi tra le vie e respirare la vita vera, quella ancora non contaminata, rende speciali e magici questi posti. La Puglia, fortunatamente, conserva ancora questa integrità e questo spirito verace e grezzo, autentico, brusco forse, ma che ti rimane dentro. Tutto è genuino, dal cibo, al vino, alle persone che ti accolgono.

A partecipare a questa esperienza sono stati dieci professionisti del settore turistico e culturale, un team quasi esclusivamente di donne, dalle esperienze diverse così come i caratteri che hanno saputo fare gruppo, scambiarsi idee, vite, confidenze e raccontare il proprio vissuto. Food blogger, travel blogger, giornalisti, in fondo le professioni sono state solo un collante per un’esperienza davvero favolosa, svoltasi dal 2 al 7 ottobre.

Nostra guida del cammin ruvese, l’archeologa Giovina Caldarola, curatrice del progetto assieme all’assessora alla Cultura con delega al Turismo, Monica Filograno, donna esperta che ama il suo lavoro e soprattutto crede fortemente nella valorizzazione del suo territorio.

Obiettivo, conoscere Ruvo, città d’arte e musica. Lo abbiamo fatto a partire da una manifestazione musicale, il “Ruvo Coro Festival” che si è tenuto nella cittadina pugliese con varie performance: Voci di Pace – Canterò per sempre l’Amore del Signore – IX edizione, in cui la musica corale, attraverso l’incontro e il dialogo fra le comunità del Mediterraneo diventa strumento di pace e valido messaggio per le nuove generazioni, e La voce delle cattedrali – I edizione, in quattro cori, nazionali ed internazionali, si sono esibite nelle più suggestive cattedrali romaniche della Puglia a cui si aggiunge Matera, dando voce ai luoghi emblema dell’architettura e della storia della Puglia. Un’esperienza sonora di grande fascino associata alla qualità del repertorio e dei cori ospiti.

Ma il tour ha avuto un sapore vario perché oltre alla musica siamo stati accompagnati alla scoperta del cibo della terra di Puglia che ci ha saziati meravigliosamente, così come si sono saziati i nostri occhi con le meraviglie storico artistiche della città.

Partiamo dalle aziende locali e dai ristoratori che ci hanno letteralmente sfamato tra una visita e l’altra. Non essendo il food il mio settore, mi sono lasciata ispirare e guidare da chi con sapienza e maestria ha cucinato per noi in questi giorni. La tavola pugliese certamente non è magra e non è light, in Puglia ahimè si mangia tanto e bene, e i sapori sono quelli di una volta, genuini, non artificiali, dove è facile ancora distinguere i gusti, inseguire la stagionalità dei prodotti e berci su un delizioso rosso di Troia che ha annaffiato le nostre tavolate. Ogni esperienza porta con sé un ricordo, i nomi che citerò non vogliono essere un mero elenco ma un grazie a tutti coloro che ci hanno permesso di portare a casa le specialità e farle conoscere anche oltre Ruvo e la Puglia. Casa dolce casa Ruvo di Puglia, gestito da Clementina e suo marito che ci hanno accolto con tutta la loro ospitalità e premura, il locale Mezzapagnotta dove Francesco e il suo staff ci hanno illustrato la loro cucina etnobotanica ricca di gusto, sofistica ma genuina che difficilmente si potrà dimenticare; Il Panificio Cascione con la sua squisita focaccia dove letteralmente si può mangiare sulla storia. Perché? Perché sotto il locale, custodita dal plexigas, si conserva un tratto della famosa via Traiana fatta costruire dall’imperatore tra il 108 e il 110 d.C. e che in passato collegava Benevento a Brindisi. Altre aziende che mi hanno incuriosito e non solo per i loro prodotti ma anche per la dedizione al lavoro, la passione e le notevoli quantità di nozioni che ci hanno accompagnato sono: la Pasticceria Berardi in cui abbiamo visto la realizzazione del famoso mandorlaccio, l’Oleificio Mazzone, dove abbiamo assaggiato uno degli oli più buoni e amari di sempre e l’Azienda Agricola Mazzone che ci ha fatto degustare i suoi vini esportati in tutto il mondo.

 

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Nella foto dalla nostra blogger a Ruvo di Puglia, Alessandra Randazzo, un particolare del celeberrimo cratere attico del Pittore di Talos: quello che ritrae l'automa in bronzo è uno dei pezzi forti del Museo Jatta. "Di Talo, alcuni dicono che apparteneva alla stirpe di bronzo, altri che era stato donato a Minosse da Efesto; perciò secondo alcuni era un uomo di bronzo, secondo altri un toro. Aveva una sola vena che, dal collo, si estendeva fino alla caviglia: al termine, era conficcato un chiodo di bronzo. Talo montava la guardia e tre volte al giorno faceva di corsa il giro dell'isola; vide perciò la nave Argo che si avvicinava, e si mise a scagliarle contro delle pietre. Medea lo fece morire con l'inganno" [...] Estratto da Apollodoro, Biblioteca, I, 9, 26, traduzione di Maria Grazia Ciani #ruvoeducationaltour2018 #ruvocittàdarte #weareinpuglia #wehostinpuglia #ruvo #ruvodipuglia #classicult #puglia #ig_puglia #igers_puglia #Talos #ceramica #pottery #arte #art #nonveniteinpuglia #weareinpuglia #apulia

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Potevamo pensare solo all’aspetto mangereccio? No. Ed ecco il nostro Virgilio, l’architetto Mario di Puppo che ci accompagna a scoprire la storia e i monumenti di Ruvo. Il tour culturale ha preso il via da un luogo che per me era un sogno. Per chi come me ha studiato materie archeologiche, il Museo Jatta rappresenta una sorta di parco giochi per gli amanti della ceramica antica. Qui infatti sono conservati alcuni tra i vasi più belli al mondo, esempio di ricchezza e perfezione artistica ma anche dell’elevato status raggiunto dall’antica città in un periodo storico che si perde nella memoria.

 

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La Cattedrale di Ruvo, dedicata a Santa Maria Assunta, costituisce uno splendido esempio di stile romanico pugliese a tendenza gotica. Costruita tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo, costituisce il cuore pulsante del centro storico di Ruvo di Puglia. Oggi tutti possono apprezzare la storia stratificata di questo luogo, grazie a un percorso archeologico sotterraneo che conduce dalla fase peucetica a quella romana coi suoi mosaici, e quindi a quella medievale per arrivare fino ai nostri giorni. Nelle foto di Alessandra Randazzo, la splendida facciata in pietra col portale centrale, decorato con diversi registri scultorei, e gli interni. Per chi volesse vedere qualcosa in più di questa straordinaria Cattedrale, oltre alla visita nella cittadina pugliese si segnala anche questo video realizzato col drone: https://www.youtube.com/watch?v=rMhb7nHub7U #ruvoeducationaltour2018 #ruvocittàdarte #weareinpuglia #wehostinpuglia #ruvo #ruvodipuglia #classicult #puglia #ig_puglia #igers_puglia #arte #art #nonveniteinpuglia #weareinpuglia #apulia

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Piacevolmente scopro che a Ruvo ci sono tanti luoghi storici che hanno molto ancora da raccontare, sono nascosti ma offrono un concentrato di emozioni che per chi come me ama la storia e l’archeologia è difficile contenere. Non a caso la Cattedrale ingloba i resti di un’antica domus romana collegata alla vicina grotta di San Cleto. Quest'ultima è volgarmente chiamata grotta ma è in realtà una cisterna di epoca romana della prima metà del II secolo d.C. che secondo la tradizione accoglieva le prime comunità cristiane dell’epoca di San Cleto (morto nel 92). L’area cultuale dell’edificio presenta due fonti battesimali e una statua del santo, scolpita direttamente nella pietra.

 

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La navata settentrionale della chiesa del Purgatorio a Ruvo di Puglia è stata costruita sulla grotta di San Cleto. Volgarmente chiamata grotta, si tratta in realtà di una cisterna di epoca romana della prima metà del II secolo d. C. La tradizione vuole che accogliesse i primi cristiani già all'epoca di San Cleto (morto nel 92). La tradizione vorrebbe pure Cleto come primo vescovo di Ruvo di Puglia, nominato dallo stesso Pietro, ma è implausibile. L'area cultuale dell'edificio presenta due fonti battesimali e una statua di San Cleto, scolpita direttamente nella pietra del secondo pilastro. Cleto o Anacleto, vescovo di Roma e papa, è santo patrono della cittadina pugliese. Nelle foto di Alessandra Randazzo, la nostra blogger in tour della Puglia, le immagini dalla suggestiva "grotta". #weareinpuglia #wehostinpuglia #ruvoeducationaltour2018 #ruvocittàdarte #classicult #Puglia #Apulia #ig_puglia#igers_puglia #nonveniteinpuglia #ruvo#ig_ruvo #igers_ruvo #cleto #cletus #santi #saints

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Passeggiando per le vie, inoltre, se si cammina con il naso all’insù è possibile scorgere alcuni palazzi antichi come Palazzo Caputi che abbiamo visitato, sede della Biblioteca cittadina, Palazzo Avitaja e Palazzo Melodia.

 

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"Nella nostra cultura di massa, assetata di immagini che appartengono a un Medioevo di maniera o del tutto fuori dal tempo storico [...] Castel del Monte ha, così, gradatamente ma inesorabilmente perso la sua identità di edificio castellare per acquisirne un'altra profondamente diversa ma ormai preponderante nell'immaginario collettivo: quella di tempio, cattedrale laica, edificio religioso, scrigno esoterico dai molteplici percorsi iniziatici, osservatorio astronomico, monumento sacro disegnato dal Sole o in stretta connessione con le piramidi egizie, addirittura un hammam, comunque assolutamente un "non castello", privo di tutte le caratteristiche tradizionalmente appannaggio delle strutture fortificate. Un Altro Castel del Monte, quindi, ricoperto dal velo del mito [...]" Massimiliano Ambruoso, Castel del Monte. Manuale storico di sopravvivenza, Bari, 2014, p. 17. Nelle foto di Alessandra Randazzo, la nostra blogger in missione in Puglia, si capisce bene come questo luogo straordinario abbia potuto colpire così profondamente l'immaginario moderno. #weareinpuglia #wehostinpuglia #ruvoeducationaltour2018 #Casteldelmonte #classicult #Andria #ig_andria #igers_andria #Puglia #Apulia #ig_puglia #igers_puglia #ruvocittàdarte #nonveniteinpuglia

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Non poteva mancare anche un’arrampicata sulla Torre dell’Orologio in cui è stato possibile ammirare il panorama della città e il suo territorio con una vista particolareggiata, dall’altopiano delle murge fino alla costa adriatica. E proprio dall’alto, forse uno dei monumenti simbolo, anzi, mi correggo, il simbolo dei monumenti pugliesi, Castel del Monte che abbiamo avuto l’immenso piacere di visitare. Sito patrimonio dell’umanità UNESCO, simbolo della Puglia imperiale, la cui sagoma si può ammirare anche a distanza di km e che nasconde miti e leggende legate ad un personaggio molto amato: Federico II.

Non sono mancate due gite fuori porta molto impegnative e suggestive. Il nostro tour ha previsto anche una bella camminata di parecchie ore nel Parco dell’Alta Murgia, dove, accompagnati da esperti, abbiamo potuto ammirare il paesaggio e la natura aspra di questa parte della Puglia e dove l’autunno ci ha permesso di ammirare i bellissimi colori degli alberi, le foglie ormai cadute e dai colori rosso-brunastri che tappezzavano e dipingevano i contorni della nostra passeggiata. La zona murgiana offre innumerevoli luoghi di produzione casearia e gastronomica, uno dei quali, la Masseria Coppa, ci ha ospitati sotto una fitta pioggia per rifocillarci dopo il tour naturalistico. Anche Trani, visitata in notturna, ha lasciato ricordi piacevoli. Da vedere, possibilmente di giorno per ammirarne a pieno la bellezza, la Cattedrale che appare come sospesa sul mare, maestosa e austera. Magistrale esempio di architettura romanica, costituita da tre chiese sovrapposte. Ma anche il waterfront portuale, tappa obbligata per vivere appieno la città, ricca di botteghe d’arte e locali che costituiscono il punto di ritrovo per i giovani e per i turisti.

Intelligentemente pensato, anche un momento di confronto presso La Capagrossa Coworking dove le aziende ma anche i partecipanti del tour e giovani esperti ruvesi, ci hanno illustrato una serie di attività e iniziative promozionali per il rilancio urbano della comunità locale. Con grande sorpresa scopro che Ruvo di Puglia ospita da diversi anni importanti manifestazioni che in diversi periodi dell’anno cercano di far confluire i turisti, ma anche altri pugliesi che con l’occasione arrivano in città per i vari eventi. Cito in particolare il Talos Festival che riconferma Ruvo come città di musica e di musicisti che nelle ultime edizioni è ritornato alle origini riscoprendo il forte legame che questa terra ha con l’arte nei suoi più diversi linguaggi, e Luci e Suoni d’Artista, giunto alla seconda edizione e che vede la città illuminarsi con le opere prodotte da designer, artisti e artigiani, imprese, associazioni e cittadini. Quest’anno il tema si ispirerà alla vertigine e all’equilibrio.

Questa esperienza, oltre che meravigliosa occasione di lavoro, ha rappresentato per me una bellissima opportunità di viaggio di contatti che nella forza della squadra ha avuto uno dei suoi punti cardine. E allora oltre agli organizzatori del #ruvoeducationaltour2018, Giovina Calderola e Monica Filograno, non posso non ringraziare le mie compagne di viaggio, Laura Gobbi, Annalisa Milione, Stefania Manfredi, Selene Scinicariello che hanno reso unico e indimenticabile questo viaggio.


Canne nel Medioevo

“Canne nel Medioevo”. IV Convegno internazionale di studi “Storia della città”

"Canne nel Medioevo. Nuove prospettive di indagine" è il titolo del IV convegno internazionale di studi "Storia della città" organizzato a Barletta dall'Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi nell'ambito dell'omonimo programma triennale di ricerca.

Il convegno si svolgerà nella giornata del 16 dicembre 2018 a Palazzo Della Marra a Barletta.

La civitas di Canne, celebre per la battaglia nella quale Annibale sconfisse i romani nel 216 a.C., è sempre stato uno dei luoghi chiave per l'accesso alla Puglia meridionale. Situata a guardia del fiume Ofanto e del suo sbocco a mare, centro di battaglie sanguinose anche nel Medioevo, la città fortificata di Canne fu sede di signori orgogliosi e di vescovi coriacei. Spopolatasi in favore di Barletta nel corso del secolo XIII, la cittadella fortificata era stata centro di un importante connestabilia normanna e poi di guarnigioni armate, sino al definitivo abbandono, nel corso del secolo XV, anche del castello. Tuttavia, restò viva la memoria della città grazie al suo titolo vescovile, unito a quello nazareno a partire dal secolo XV.

Ponendo l'attenzione su Canne, l'Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi propone un programma di indagine che, mettendo al centro degli interessi della comunità scientifica la Canne medievale, intende indagare sulle origini della sistemazione militare ed economica del territorio ofantino e sulla nascita stessa della città di Barletta.

L'evento su AcademiaFacebook.

Canne nel MedioevoCanne nel Medioevo
Qui di seguito il programma:

CANNE NEL MEDIOEVO
Nuove prospettive di indagine

IV Convegno internazionale di studi “Storia della città”
Barletta, Palazzo Della Marra, 16 dicembre 2018

organizzato da
Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi

con la collaborazione di
Comune di Barletta
Polo Museale della Puglia
Istituto Storico Italiano per il Medioevo
Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari
Società di Storia Patria per la Puglia - sezione S. Santeramo di Barletta

con il patrocinio di
Regione Puglia
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Università degli Studi di Foggia
Università degli Studi della Basilicata

Mattina

Presiede Giuliano Volpe
Università degli Studi di Foggia

ore 9.30
Saluti

Cosimo Cannito
Sindaco di Barletta

Ruggiero Mennea
Regione Puglia

Mariastella Margozzi
Direttrice del Polo Museale della Puglia - MiBAC

Maria Giulia Picchione
Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia

Miranda Carrieri
Direttrice dell’Antiquarium e della zona archeologica di Canne della Battaglia - Polo Museale della Puglia

Antonietta Magliocca
Presidente Società di Storia Patria per la Puglia - sezione S. Santeramo di Barletta

ore 10.00
Francesco Violante
Presidente Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi
Introduzione ai lavori

ore 10.20
Italo M. Muntoni
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia
Canne prima di Canne: studi, scavi, ricerche

ore 10.40
Ruggero G. Lombardi, Giovanni Gorgoglione
Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Polo Museale della Puglia
Archeologia cristiana a Canne: analisi stratigrafica degli edifici di culto

ore 11.00
pausa

ore 11.20
Marco Campese, Vincenzo Valenzano
Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università degli Studi di Foggia
Il castello

ore 11.40
Maurizio Triggiani
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Archeologia degli elevati: le mura della cittadella medievale

ore 12.00
Roberta Giuliani
Università degli Studi di Foggia
Il Corpus dell'Architettura Religiosa Europea (CARE) nella valle dell'Ofanto

ore 12.20
Roberto Goffredo
Università degli Studi di Foggia
Insediamenti e territorio nell’area ofantina tra Tarda Antichità e Medioevo

Pomeriggio

Presiede Jean-Marie Martin
CNRS France

ore 15.00
Pasquale Cordasco
Università degli Studi di Bari; Direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari
Fonti documentarie per la storia di Canne medievale

ore 15.20
Alessandro Di Muro
Università degli Studi della Basilicata
Il castrum Cannarum nel sistema militare territoriale

ore 15.40
Francesco Panarelli
Università degli Studi della Basilicata
Chiese e monasteri tra X e XII secolo

ore 16.00
pausa

ore 16.20
Francesco Violante
Università degli Studi di Foggia
Il territorio: produzione e scambi

ore 16.40
Victor Rivera Magos
Université de Caen Normandie
Da Canne a Barletta:“diaspora” e assimilazione di una élite militare

ore 17.00
Isabella Aurora
Biblioteca Apostolica Vaticana
Da Canne a Canne-Nazareth: la diocesi

ore 17.20
Luisa Derosa
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Per una “storia dell’arte” di Canne medievale: cosa rimane?

ore 17.40
Discussione

ore 18.00
Jean-Marie Martin
CNRS France
Conclusioni

Il convegno è inserito nel programma di studio del dottorato di ricerca in “Storia, cultura e saperi dell’Europa mediterranea dall’Antichità all’Età contemporanea” dell’Università degli Studi della Basilicata.

A coloro che ne faranno richiesta, verrà rilasciato un Attestato di partecipazione.

Organizzato da
Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi

a cura di
Francesco Panarelli, Ruggero Lombardi, Victor Rivera Magos


Pastori nella grotta

Shepherds in the Cave, di Anthony Grieco, è un film denso e corale, ambientato in Puglia, nel territorio di Altamura. Parla di archeologi e restauratori, di pastori e migranti, di sogni e di burocrazia; racconta storie di ieri e storie di oggi.

Il documentario verrà proiettato a Licodia Eubea sabato 20 ottobre, alle ore 17.15, nell'ambito dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.

https://vimeo.com/173711361

Shepherds in the cave

Pastori nella grotta

Nazione: Italia -Canada

Regia: Anthony Grieco

Durata: 84’

Anno: 2016

Produzione: Red Mammoth Media

Sinossi: Un gruppo internazionale di ricerca costituito da archeologi e restauratori inizia a lavorare al restauro degli affreschi medievali all’interno di un sistema di antiche grotte. Di fronte alle sfide della burocrazia locale e al sistematico abbandono dei siti archeologici, la squadra incontra una comunità di pastori e di migranti che hanno usato le grotte per secoli, scoprendo una cultura ancora in vita che vale la pena proteggere.

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

  • RAI Film festival, 2017

  • Ethnografilm, 2017

  • Cinema on the Bayou, 2017

  • TAC archaeology film festival, 2017

  • Italian Film Festival di Vancouver, 2017

Premi e riconoscimenti:

  • Premio della giuria, Cinema on the Bayou, 2017

  • Premio del pubblico, TAC Film Festival, 2017

Informazioni regista: Anthony Grieco è un regista di Vancouver, Canada. I suoi film includono: Henry’s Tale (miglior cortometraggio al Montreal World Film Festival), Helena’s Hex (VIFF, Yorkton Film Festival, WTN), e Marker (screenwriter, City TV, Space channel). Ha co-prodotto il documentario Wrestling WithThe North (nomination ai premi Global, APTN, Leo Awards/ vincitore per il miglior montaggio). Come regista ed educatore, ha anche lavorato a lungo in Cina. Ha diretto il documentario Factory Air, mentre prendeva la laurea alll’Università di Shandong, e gli veniva commissionato il suo Qiu Jin all’Asia Pacifica Foundation del Canada. I suoi più recenti progetti sono stati finanziati e commissionati dal Canada Council for the Arts. Anthony possiede una laurea in Letteratura Inglese e Produzione Film, conseguiti presso l’Università della British Columbia, ed ha un master in Comunicazione Internazionale della Royal Roads University.

Informazioni casa di produzione: https://redmammothmedia.com/

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://www.webitalianetwork24.com/2018/01/31/shepherds-the-cave-conquista-gli-americani/

https://www.webitalianetwork24.com/2018/03/17/shepherds-in-the-cave-all-italian-film-festival-di-vancouver/

https://thesound.rocks/event/shepherds-in-the-cave-documentary-feature-2/

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Ruvo di Puglia Ruvo Coro Festival

“Ruvo Città di Musica e d’Arte”: alla scoperta della città pugliese

“RUVO CITTÀ DI MUSICA E D’ARTE”:
DIECI ESPERTI NAZIONALI DI TURISMO
ALLA SCOPERTA DI RUVO


Dieci qualificati operatori dell'informazione turistica e culturale italiana per cinque giorni alla scoperta di Ruvo di Puglia, tra storia, cultura, musica, monumenti, enogastronomia tipica e un presente ricco di talenti e di idee.
Questo e non solo sarà “Ruvo Città di Musica e d’Arte”, il progetto di promozione dell’Assessorato alla Cultura
e al Turismo del Comune al via domani.

L'educational tour avrà un programma estremamente vario che comprenderà la partecipazione ai concerti del “Ruvo Coro Festival”, la visita a musei, palazzi storici e monumenti cittadini, un passaggio nel Parco dell’Alta Murgia e incontri con alcune aziende rappresentative delle produzioni locali.

Il primo appuntamento del tour è l’incontro di benvenuto previsto per martedì 2 ottobre a Palazzo Caputi; all’incontro, condotto dalla curatrice del tour, Giovina Caldarola, intervengono l’Assessora alla Cultura con delega al Turismo Monica Filograno, il direttore artistico del Ruvo Coro Festival, M° Angelo Anselmi, l’Ufficio Stampa del Ruvo Coro Festival, coordinato da Paolo Pinto.

Nel pomeriggio di venerdì 5 inoltre, alle ore 18.00, nella sede de La Capagrossa Coworking, a Ruvo di Puglia in via Martiri delle Foibe, 23, il gruppo parteciperà a un focus pubblico dedicato ai temi del marketing e promozione territoriale.

Al termine del tour, tutti i viaggiatori produrranno i loro contenuti in formato testuale e/o multimediale per le loro testate di riferimento o per le diverse piattaforme; la maggior parte dei contenuti prodotti saranno visibili sui diversi social media attraverso gli hashtag #ruvoeducationaltour2018, #ruvocittàdarte, #weareinpuglia, #wehostinpuglia

“Con questo educational tour – ha detto l’assessora alla Cultura, Monica Filograno – crediamo di avere creato una nuova, interessante occasione di crescita e di visibilità per il territorio: questi dieci professionisti della promozione territoriale vivranno a Ruvo di Puglia per cinque giorni accolti dalle strutture ricettive e dai ristoranti ruvesi.

Questa volta abbiamo inoltre voluto sperimentare una impostazione originale invitando alla esplorazione della città non solo giornalisti specializzati in turismo, ma anche fotografi, esperti di storia e di archeologia e food blogger. Abbiamo inoltre chiesto a questi esperti di partecipare a un momento pubblico, un focus aperto sulla promozione delle città d’arte in cui raccontare esperienze e pratiche di successo incontrate altrove.”

Il progetto “Ruvo Città di Musica e d’Arte” è finanziato nell'ambito del POR Puglia FESR-FSE 2014-2020 asse
IV azione 6.8 "Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche".
A coprogettarlo e a curarlo assieme all’assessorato, dopo call pubblica, è stata selezionata l'archeologa ruvese
Giovina Caldarola.

Testo dall'Ufficio Stampa del Comune di Ruvo di Puglia, lievemente adattato.

In alcuni giorni dell'iniziativa, e anche in altri successivi, ha luogo il

Ruvo Coro Festival 2018

28 settembre, 2 e 3 ottobre a Ruvo di Puglia
Voci di Pace (Canterò per sempre l’amore del Signore – IX edizione)
6, 13, 20, 26 e 28 ottobre a Ruvo di Puglia
Ottobre - Trani | Altamura | Matera | Conversano
La voce delle Cattedrali
Direttore Artistico: Angelo Anselmi

Canterò per sempre l’Amore del Signore, titolo della rassegna corale dal 2016 al 2017, nel ricordo
del Maestro Michele Cantatore, compositore e organista della nostra Cattedrale, nonché figura
di altissimo livello artistico, umano e cristiano, sarà un momento dell’intera programmazione
intitolata Ruvo Coro Festival nel segno di un più ampio orizzonte musicale, territoriale
e di valorizzazione culturale e turistica della città di Ruvo di Puglia.
Voci di Pace – Canterò per sempre l’Amore del Signore – IX edizione
La musica corale, attraverso l’incontro e il dialogo fra le comunità del mediterraneo, diventa
strumento di pace e valido messaggio per le nuove generazioni.
La voce delle cattedrali – I edizione
Iniziando da quella di Ruvo, quattro cori, nazionali ed internazionali, si esibiranno nelle più
suggestive cattedrali romaniche della Puglia a cui si aggiunge Matera, dando voce ai luoghi
emblema dell’architettura e della storia della Puglia. Un’esperienza sonora di grande fascino
associata alla qualità del repertorio e dei cori ospiti.

Ultimo appuntamento con “Voci di Pace” – “Canterò per sempre l’Amore del
Signore”, rassegna rientrante nell’iniziativa “Ruvo Coro Festival”. E’ organizzato
dalla Corale Polifonica “Michele Cantatore”, con il patrocinio del Comune di
Ruvo di Puglia, della Regione Puglia, della Città Metropolitana di Bari, del
Ministero della Cultura della Federazione Russa. La direzione artistica è del
Maestro Angelo Anselmi.
Nella mattinata di mercoledì 3 ottobre, Enrico Fink con il coro Ferrara Shalom
Ensemble, incontreranno gli studenti del Liceo Scientifico “O. Tedone” di Ruvo di
Puglia sul tema “La pace e il dialogo delle religioni nel Mediterraneo”, e a seguire i
ragazzi della scuola secondaria di 1° Grado “Gesmundo – Moro - Fiore” di
Terlizzi “Pace e intercultura”.
Presso il Polo Liceale “T. Fiore C. Sylos” di Terlizzi, invece, Padre Milad Taraby
incontrerà gli studenti per affrontare il tema “Minoranze religiose e pace nel
Mediterraneo”.
Nelle scuole citate, i cori eseguiranno un programma musicale con spiegazioni su
musica, contenuti, ritualità e tradizioni collegate.
In serata, l’evento conclusivo di “Voci di Pace”, prenderà il via presso la Pinacoteca
Comunale d’Arte Contemporanea di Ruvo di Puglia, alle ore 20:00. Si
esibiranno, Enrico Fink con l’Ensemble Radicanto, il Ferrara Shalom Ensemble
e la Corale Polifonica “M. Cantatore”.
I gruppi ospiti sono in parte cori tradizionali ed ensemble musicali legati alla
tradizione ma con repertori più ampi, dal classico al contemporaneo.
La musica corale, attraverso l’incontro e il dialogo fra le comunità del mediterraneo,
diventa strumento di pace e valido messaggio per le nuove generazioni.
La manifestazione è realizzata con il supporto di Pro Loco di Ruvo di Puglia, del
Conservatorio di Materia, della Fondazione Seca, “MCX”, “Russia Seasons Italy
2018”, “Jubilitate”, “Coro della Polifonica Materana”, “Corale Santa Lucia”,
Liceo Scientifico e Linguistico “O. Tedone”, Polo Liceale “T. Fiore – C. Sylos”,
Scuola Secondaria di I° Grado “Gesmundo – Moro – Fiore”, ruvesi.it, “Luce e
Vita”. Con il contributo di Casillo, Lamonarca, Maldera, Gruppo Campanale,
Summo Creazioni, Agostino Riccardi, Cagnetta, Berardi, Stasi Ascensori,
Panificio Cascione, Granoro, Severstal, Uniper, Be Board, Emporio Botanico,
GoWash, Gioielleria Moonlight, All Services, Nicotel Corato, Luglio.

Testo e immagine da Ruvo Coro Festival