Le Civiltà e il Mediterraneo Museo Archeologico Nazionale di Cagliari Sardegna mostre

La mostra “Le Civiltà e il Mediterraneo” rimette al centro la Sardegna

Una spettacolare mostra per guardare dalla Sardegna alle Civiltà del Mediterraneo all’alba della Storia.
Intrecci, confronti, dialoghi dal bacino del 
Mare Nostrumalle montagne del Caucaso.
Oltre 550 opere da importanti Musei internazionali e dalle collezioni sarde, per connettere la cultura nuragica ai grandi processi di civilizzazione della protostoria.

Che cos’è il Mediterraneo?” si chiede lo storico Fernand Braudel, e risponde:
“Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi.
Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una cultura ma una serie di culture accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa sprofondare nell’abisso dei secoli, perché è un crocevia antichissimo”.

 

DA DOVE SIAMO PARTITI

Due eventi in questo ultimo triennio hanno avvolto la Sardegna di una luce propria,
in un contesto culturale e di interesse turistico di grande rilievo.
Con la mostra del 2015 Eurasia – fino alle soglie della storia”, Cagliari ha avviato un’importante relazione con il Museo Statale Ermitage - i cui capolavori si sono incrociati con quelli sardi e di altre regioni italiane - aprendo il cammino ad un ragionamento sullo sviluppo delle civiltà in epoca preistorica nel contesto Euroasiatico, intravedendo legami e connessioni intraculturali e restituendo alla Sardegna un ruolo assolutamente centrale negli incroci di civiltà.

Quindi, con il convegno del 2017 “Le Civiltà e il Mediterraneo – grandi musei a confronto” promosso dall’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma Sardegna, si sono gettate le basi di una riflessione internazionale di più vasta portata sul tema,che ha coinvolto studiosi ed esponenti di prestigiosi musei, strategici nella ricognizione delle civiltà del Mediterraneo in età preistorica e nella ridefinizione del ruolo dell’Isola e delle sue culture in questo contesto.

Una tematica sostanziale dal punto di vista culturale e turistico, che ha reso desiderabile lo sviluppo di nuove prospettive e che ha spinto l’Assessorato del Turismo Artigianato e Commercio a sottoscrivere insieme a Mibac, Polo Museale della Sardegna, al Comune di Cagliari e alla Fondazione di Sardegna, un protocollo di collaborazione culturale pluriennale con il grande Museo di San Pietroburgo, con il coinvolgimento di Ermitage Italia, per ampliare i fronti di ricerca e di studio, dando conto del ruolo e della storia sarda, quale occasione di promozione internazionale e di affermazione identitaria.

Si riconosce in tal modo una centralità della Sardegna come punto di osservazione verso l’esterno, per confermare non solo le sue radici profondamente mediterranee, ma quale avamposto delle connessioni tra le varie civiltà sviluppatesi nel Mediterraneo.

Con questa prospettiva e grazie agli studi qui effettuati, è nato dunque il progetto del grande evento espositivo Le Civiltà e il Mediterraneo” - dal 31 gennaio 2019 nelle sedi del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e di Palazzo di Città - che ha coinvolto importanti musei internazionali, mettendo in luce connessioni e differenze, in modo da restituire un’immagine della Sardegna fondante e attrattiva.

Sorta di continente in miniatura per diversificazione territoriale e climatica, come altre grandi isole, la Sardegna ha sviluppato specifiche forme di civiltà straordinarie e comunicanti, che in questa mostra si confrontano con le altre contestuali civiltà mediterranee e riconnettono i fili di antichi dialoghi.

Questa regione, che è sempre stata ritenuta isolata e lontana dai contatti più fecondi, si rivela invece punto di scambio materiale e culturale e centrale nel sistema delle relazioni geopolitiche, di cui la Sardegna torna protagonista e artefice al tempo stesso.

Le Civiltà e il Mediterraneo Museo Archeologico Nazionale di Cagliari Sardegna mostreDOVE SIAMO ARRIVATI. LA GRANDE MOSTRA DI GENNAIO 2019

Un complesso di oltre 550 reperti è dunque il fulcro del progetto espositivo “Le Civiltà e il Mediterraneo”, curato da Yuri Piotrovsky del Museo Statale Ermitage,Manfred Nawroth del Pre and Early History-National di Berlino, in collaborazione conCarlo Lugliè, docente all’Università di Cagliari e Roberto Concas, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Il nucleo centrale dell’esposizione è dedicato all’archeologia preistorica sarda - circa 120 opere rappresentative dell’evoluzione delle culture dal Neolitico alla metà del primo millennio a.C. - mentre gli altri reperti,
sono chiamati a rappresentare diverse culture e aree del Mediterraneo e del Caucaso, nel medesimo arco temporale 
e provengono da grandi musei archeologici afferenti per geografia o collezioni: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo del Bardo di Tunisi, il Museo Archeologico di Salonicco, il Museo di Berlino e ovviamente il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, a documentare come il bacino del Mediterraneo non sia stato un luogo chiuso ma contaminante e in continua evoluzione.

Un corpus espositivo di grande significato e fascino; un evento culturale internazionale unico e fondamentale per la valorizzazione della storia, della cultura e dell’arte della Sardegna, organizzato da Villaggio Globale International con un allestimento contemporaneo, scenografico e visionario firmato da Angelo Figus.

Un viaggio nel tempo, nello spazio, nella storia delle civiltà che si sono intessute in quel Mare Nostrum che appare matrice primigenia, luogo permeabile di culture, arti e saperi.

COSA CI ASPETTA. TEMI E TESTIMONIANZE.

Vasellame in terracotta, elementi in ceramica, armi e utensili, oggetti di culto e antichi idoli, monili e, soprattutto, straordinari oggetti in bronzo di diverse provenienze approderanno a Cagliari per ricordare le antiche rotte e ritrovare porti già conosciuti. Nell’età del bronzo s’intensificano i traffici e gli scambi che univano, in modo diretto o mediato, i centri minerari, in particolare dello stagno e del rame, ai centri di produzione, arrivando a coinvolgere gran parte del continente europeo e le regioni asiatiche e imponendo società via via più complesse e meglio organizzate.
Il rame grezzo era modellato in forme diverse a seconda dei periodi e delle cerchie artigianali.

I lingotti a pelle di bue (oxhide ingots), dalla caratteristica forma quadrangolare con apici sviluppati comodi per il trasporto sulle spalle o per lo stivaggio - cronologicamente inquadrati tra il XIV e il XI secolo a.C. - sono stati rinvenuti a Cipro, in Anatolia, nel mar Nero, a Creta, nell’Egeo, in Grecia, in Sicilia, in Sardegna, in Corsica e Francia meridionale, e in alcune regioni dell’entroterra europeo dislocate lungo il corso dei grandi fiumi che dovevano fungere da vie di penetrazione.

Il centro di irradiazione viene identificato nell’isola di Cipro, che possiede ricchissimi giacimenti di rame purissimo, ed è interessante notare l’altissima concentrazione di lingotti a pelle di bue di provenienza cipriota in una terra ricca di rame come la Sardegna già a partire dal Bronzo recente.

Questa diffusione, a cui si accompagna un massiccio apporto di tecniche metallurgiche di matrice cipriota, avvalora l’immagine di un mar Mediterraneo solcato da un complesso sistema di rotte che ne fanno un prezioso ed efficace apparato connettivo tra Occidente e Oriente, lungo il quale si spostano uomini, merci e idee.

Tra i protagonisti di questi movimenti, che si ascrivano a una prevalente componente medio-orientale (cipriota-levantina e poi fenicia), spiccano i Micenei, che nel lungo arco di tempo corrispondente al periodo della formazione dei regni palatini, dal loro sviluppo fino alla crisi che ne segna la ne nel XII secolo a.C., lasciano nel Mediterraneo i segni del loro passaggio alla ricerca prevalentemente di metallo e beni di lusso.
L’indicatore immediato di questi movimenti è la ceramica micenea, di argilla tornita e depurata, con decorazione dipinta a vernice brillante, che compare già dalle fasi più antiche (XVII-XV secolo a.C.) in Sicilia e in Italia, ma anche in Anatolia occidentale.Nella fase di maggior espansione della potenza micenea si assiste in Occidente alla produzione di una ceramica di imitazione che ha fatto ipotizzare l’esistenza di botteghe artigianali italo-micenee e di nuclei stanziali micenei.

In diversi siti, tra cui Antigori di Sarroch in Sardegna, artigiani micenei potrebbero essersi integrati nelle comunità protostoriche italiane già prima che il collasso dei regni aumentasse la propensione a migrare fuori dalla madrepatria.

Presso il nuraghe Antigori di Sarroch, oltre all’abbondante materiale proveniente dal Peloponneso, Creta e Cipro, è stata individuata anche una classe di ceramica di imitazione e di produzione locale. Alcune tipologie di vasi, come per esempio le anfore a staffa, sembrano indicare un collegamento con il sito di Cannatello in Sicilia(dove oltretutto è presente ceramica nuragica di importazione) e con gli empori dell’Africa settentrionale, quasi a segnare una rotta ideale che arriva in Sardegna toccando le sponde meridionali del Mediterraneo, alternativa rispetto a quella settentrionale che privilegia lo Ionio e l’Adriatico. Questa rotta sarà la stessa che alcuni secoli dopo seguiranno i prospectors fenici alla ricerca di giacimenti metalliferi verso la Spagna, rotta in cui la Sardegna avrà comunque un ruolo centrale.

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Villaggio Globale International


Stintino: ritrovato carico di marmi di età romana

A diciotto metri di profondità, in località “Punta del Francese”, al largo delle coste di Stintino, è stato ritrovato un carico di marmi antichi risalenti all’epoca romana. La campagna di rilievi e campionatura è stata condotta dal professor Carlo Beltrame dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e dalla sua equipe, che si è occupata di rielaborare i dati acquisiti con l’aiuto di tecnologie avanzate per la realizzazione grafica in 3D. Studenti e ricercatori sono stati affiancati da Giovanni Antonio Chessa del servizio per l’archeologia subacquea della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari e Nuoro.

È stata inoltre fondamentale la collaborazione tecnico-logistica con il “Rocca Ruja Diving Center” che ha fornito tutto il necessario per le immersioni, senza le quali sarebbe stato impossibile raccogliere campioni di materiale utile. Si auspica che l’analisi specifica dei campioni possa permettere di datare i reperti alla prima età imperiale e di poter definire con certezza la loro provenienza, per il momento ipotizzata essere dalle cave di marmo di Luni. Carlo Beltrame, docente di archeologia marittima presso la facoltà veneziana dal 2001, da diversi anni dirige gli studi riguardanti i relitti con carichi di marmo di età romana nel sud Italia.

Foto Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per la Sardegna


Il racconto di una vita: oggetti, cimeli e arredi dell’Eroe dei due Mondi

Il racconto di una vita: oggetti, cimeli e arredi dell’Eroe dei due Mondi

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Il racconto di una vita: oggetti, cimeli e arredi dell’Eroe dei due Mondi. Il Presidente della Fondazione Sardegna, Antonello Cabras, e il Direttore del Polo Museale della Sardegna, Giovanna Damiani, presentano il catalogo del Compendio Garibaldino “La Casa di Garibaldi a Caprera” curato da Laura Donati.
L’evento, anticipazione delle celebrazioni del 4 luglio, 209° anniversario della nascita di Giuseppe Garibaldi, propone al pubblico il catalogo scientifico del Compendio Garibaldino che illustra nel dettaglio la collezione di cimeli della casa di Caprera. Il volume contiene  la storia di una vita, quella privata ma anche quella pubblica, ricorda le gesta evocate dagli oggetti rimasti ma non meno significativi per la storia del Generale e dell’Italia. Un documento prezioso ed esclusivo sulle attività, gli aspetti materiali legati all’andamento dell’azienda agricola e le innovative tecniche di coltivazione che resero intense le giornate dell’Eroe. Un Garibaldi inedito che mostra attenzione alla vita culturale della casa e si rivela un grande appassionato di  musica e di opere d’arte.
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Come da MiBACT, Redattore Maurizio Bistrusso


Pubblicato catalogo Compendio Garibaldino "La Casa di Garibaldi a Caprera"

Pubblicato il catalogo del Compendio Garibaldino "La Casa di Garibaldi a Caprera"

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Il racconto di una vita: oggetti, cimeli e arredi dell’Eroe dei due Mondi. Mercoledì 1 giugno, alle 18.00, nel cortile della Casa Bianca, sotto il suggestivo pino piantato da Garibaldi nel 1867, la direttrice del Polo Museale della Sardegna, Giovanna Damiani, presenta il catalogo del Compendio Garibaldino “La Casa di Garibaldi a Caprera” curato da Laura Donati.
L’evento, anticipazione delle celebrazioni del 2 giugno, anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi, propone al pubblico il catalogo scientifico del Compendio Garibaldino, che illustra nel dettaglio la collezione di cimeli della casa di Caprera. Il volume contiene  notizie curiose ed esclusive sulle attività, gli aspetti materiali legati all’andamento dell’azienda agricola e le innovative tecniche di coltivazione che resero intense le giornate di Garibaldi.  Da questi preziosi documenti vengono alla luce aspetti privati legati alla famiglia e al suo stato di salute, che gli impose l’utilizzo di vari ausili per disabili nell’ultimo periodo di vita. Un Garibaldi inedito che mostra attenzione alla vita culturale della casa e si rivela un grande appassionato di  musica e di opere d’arte.
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Sardegna: acquisizione “Il seppellimento di Cristo" di Pietro Cavaro

Il Polo Museale della Sardegna acquisisce il dipinto su tavola “Il seppellimento di Cristo" di Pietro Cavaro

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La Direttrice del Polo Museale della Sardegna, Giovanna Damiani, il Direttore del Segretariato Regionale del MIBACT, Fausto Martino e Maura Picciau, Soprintendente alle Belle Arti e Paesaggio  di Sassari, hanno presentato al pubblico la tavola raffigurante “Il seppellimento di Cristo”, dipinto su tavola opera di Pietro Cavaro,  databile dopo il 1520.
L’opera fu acquistata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo alla fine del 2014, a seguito della proposta formulata dalla Soprintendenza SBAPSAE di Cagliari sulla base della segnalazione di uno studioso e soprattutto grazie alla tenace volontà di Maria Assunta Lorrai,  allora Direttore Regionale per i Beni Culturali della Sardegna, e di Maura Picciau, che per molto tempo cercarono di non perdere le tracce del dipinto, dopo che era andato in asta a Parigi presso la casa d’aste Boisgirard&Associes nel luglio 2012. Il dipinto riaffiorò poi in Italia, a Napoli, nel 2013,  dopo essere passato da Londra e forse New York. Nel 2014, il MiBACT ne deliberò l’acquisto a trattativa privata, dalla Galleria Porcini di Napoli: un’opera di altissima qualità formale e testimonianza della migliore pittura sarda del Cinquecento. Il dipinto rappresenta un importante tassello per  la ricostruzione del Retablo della “Madonna dei sette dolori” di Pietro Cavaro, retablo andato disperso alla fine del XIX secolo, e si ricongiunge alla superstite “Deposizione” che fa parte della collezione della Pinacoteca Nazionale dal 1955, quando Raffaello Delogu la recuperò dalla collezione Antico a Tangeri, assicurandola alle collezioni statali.

Come da MiBACT, Redattore Maurizio Bistrusso


Dal 1 aprile parte il nuovo orario estivo nei due musei del Sistema Museale di Caprera

Dal 1 aprile parte il nuovo orario estivo nei due musei del Sistema Museale di Caprera. Fino al 30 settembre sarà più facile visitare il Memoriale Giuseppe Garibaldi e il Compendio Garibaldino

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Al via dal 1 aprile l’orario estivo dei due musei costituenti il Sistema Museale di Caprera afferenti al Polo Museale della Sardegna. Da venerdì 1 aprile e fino al 30 settembre 2016, sarà più agevole visitare il Compendio Garibaldino, la casa museo dimora storica di Giuseppe Garibaldi e il Memoriale Garibaldi., il nuovo museo multimediale allestito nel forte Arbuticci. I due spazi museali osserveranno il seguente orario:
Compendio Garibaldino (Casa Garibaldi), dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì), dalle 9.00 alle 20.00 (ultimo ingresso 19.15); Biglietti: intero € 6.00 – ridotto € 3.00
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Memoriale Giuseppe Garibaldi (Forte Arbuticci), aperto tutti i giorni dalle 10.15 alle 19.15
(ultimo ingresso alle 18.15).  Biglietti: intero € 6,00 – ridotto € 3,00
Biglietto cumulativo per entrambi i musei:  € 10.00  -  ridotto  € 5.00
Per ulteriori informazioni rivolgersi ai seguenti recapiti:
 0789/727162 – 0789/726015 – 320 4343945 (Memoriale)
e-mail: casagaribaldi.info@beniculturali.it
e-mail: sbapsae-ss.urp@beniculturali.it
Facebook:
it-it.facebook.com/CompendioGaribaldinodiCaprera
it-it.facebook.com/MemorialeGiuseppeGaribaldi
Twitter:
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Polo Museale della Sardegna
Ufficio Stampa e Comunicazione

 
Come da MiBACT, Redattore Maurizio Bistrusso


Proroga dei termini Concorso internazionale di idee per opera Sistema Museale Caprara

Concorso internazionale di idee per la realizzazione di un'opera destinata al Sistema Museale di Caprera: PROROGA DEI TERMINI

Compendio garibaldino di Caprera. Uscita posteriore della Casa Bianca
Compendio garibaldino di Caprera. Uscita posteriore della Casa Bianca
Sono stati prorogati i termini per la partecipazione al Concorso internazionale di idee per la realizzazione di un'opera destinata al Sistema Museale di Caprera.
La scadenza per la presentazione delle proposte progettuali è fissata alle ore 13.00 di lunedì 2 maggio 2016.
Memoriale Giuseppe Garibaldi
Memoriale Giuseppe Garibaldi

Modalità e termini di partecipazione sono illustrati nell'avviso di rettifica e nel bando.
 

Memoriale Giuseppe Garibaldi. Blocchi espositivi
Memoriale Giuseppe Garibaldi. Blocchi espositivi

Documentazione: Avviso di rettifica e proroga dei terminiBandoModello domanda di partecipazionePlanimetria del Compendio garibaldino di CapreraPlanimetria del Memoriale Giuseppe Garibaldi di Caprera di CapreraDocumentazione fotografica.
Compendio garibaldino di Caprera. Mulino
Compendio garibaldino di Caprera. Mulino

Come da MiBACT, Redattrice Linda Garavaglia
Compendio garibaldino di Caprera. Cimitero privato
Compendio garibaldino di Caprera. Cimitero privato


Concorso internazionale di idee per un'opera destinata al Sistema Museale di Caprera

Concorso internazionale di idee per la realizzazione di un'opera destinata al Sistema Museale di Caprera

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Il Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo della Sardegna ha bandito un concorso internazionale di idee per giovani artisti e creativi sul tema della libertà e partecipazione dei popoli trasmessa da Giuseppe Garibaldi, finalizzato alla realizzazione di un'opera, di un manufatto o di un oggetto digitale a carattere ludico-didattico utile a favorire la divulgazione tra le nuove generazioni dell'offerta culturale del Sistema museale di Caprera.L'iniziativa rientra nel Piano per l'arte contemporanea gestito con la programmazione triennale dalla Direzione generale Belle Arti e Paesaggio dello stesso MiBACT.

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La grande rinascita di Cnosso durante l'Età del Ferro

6 Gennaio 2015
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Il sito di Cnosso è soprattutto noto per il periodo dell'Età del Bronzo (che qui si colloca tra il 3500 e il 1100 a. C.): fino ad oggi si era però sottovalutata la ripresa della città dopo il collasso socio-politico verificatosi attorno al 1200 a. C.
La recente ricerca sul campo ha infatti evidenziato come quella che si ritiene la più antica città europea riuscì invece a riprendersi da quella crisi. In particolare le dimensioni del sito per l'Età del Ferro (dal 1100 al 600 a. C.) sarebbero tre volte superiori a quanto ritenuto finora. Cnosso fu dunque per quell'epoca un importante centro cosmopolita nel Mar Mediterraneo oltre che nell'Egeo.
Nell'ultimo decennio si sono difatti ritrovate ceramiche, oltre ad altri manufatti (in bronzo e altri metalli, o come gioielli e decorazioni), in un'area precedentemente inesplorata. Durante l'Età del Ferro, dunque, l'insediamento crebbe di dimensioni e così fu pure per le importazioni da Grecia, Cipro, Vicino Oriente, Italia (e dalla Sardegna in particolare), Egitto. Queste presentano una gamma che non trova paragoni negli altri siti del periodo. 
Cnosso è già un'importante meta turistica, per cui queste nuove scoperte fanno pure sorgere una nuova preoccupazione circa il fatto che l'area circostante il sito sia preservata.
Il prof. Antonis Kotsonas presenterà i risultati di questa ricerca svolta dal Knossos Urban Landscape Project (come parte del colloquio a tema "Long-Term Urban Dynamics at Knossos: The Knossos Urban Landscape Project, 2005-2015"), al 117esimo meeting annuale della Archaeological Institute of America and Society for Classical Studies, che si terrà dal 7 al 10 Gennaio a San Francisco.
Link: EurekAlert! via University of Cincinnati; UPI; Mental FlossProtothema via Phys.org.
L'entrata settentrionale a Cnosso, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Bgag (Bernard Gagnon).
 
 


I primi agricoltori europei dall'Anatolia

4 Gennaio 2016
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Ottomila anni fa circa, quando l'agricoltura cominciò a diffondersi attraverso l'Europa, l'Anatolia costituì un centro di diffusione per i geni e le nuove idee verso occidente. L'Anatolia e il Vicino Oriente sono da tempo riconosciuti, infatti, come l'epicentro dell'espansione neolitica.
Nonostante le difficoltà (determinate dalla temperatura e dalla degradazione del DNA), un nuovo studio ha esaminato il materiale genetico da Kumtepe, il più antico insediamento permanente nella Troade e uno di quelli che emersero settemila anni prima del tempo presente, dopo quell'espansione iniziale. Nonostante le difficoltà, gli studiosi sottolineano l'importanza della regione per comprendere la transizione da cacciatori raccoglitori ad agricoltori.
Gli individui qui ritrovati mostrerebbero le analogie genetiche di questi individui coi primi agricoltori neolitici europei, oltre che con gli attuali abitanti della Sardegna, oltre a un'affinità genetica con le odierne popolazioni del Vicino Oriente e del Caucaso. Gli attuali abitanti dell'Anatolia, invece, vedono questa componente diluita a causa degli eventi e dei mescolamenti avvenuti nei secoli.
Queste le conclusioni alle quali è giunto lo studio, che conferma così l'importanza culturale della regione per la storia e la preistoria europea. Leggere di più