Roma: inaugurato "Riflessi", murale dello street artist Jerico

Inaugurato Riflessi, il murale dello street artist Jerico

L’opera si snoda come un antico fiume sul muro perimetrale esterno del Museo di Casal de’ Pazzi

  

Roma, 14 febbraio 2019 – All’importante deposito pleistocenico e ai numerosi reperti fossili conservati nel Museo di Casal de’ Pazzi si aggiunge oggi anche un’opera di street art. Sul muro perimetrale esterno del museo, lungo via Egidio Galbani, campeggia il grande murale realizzato dal giovane street artist Jerico Cabrera Carandang. L’opera pittorica dal titolo Riflessi ricostruisce, in maniera visionaria e avvolgente, l’ambientazione naturalistica pre-esistente alla struttura del museo rappresentato dall’immagine dell’antico fiume che una volta scorreva proprio dove oggi sorge il Museo.

 I riflessi dell’antico affluente dell’Aniene raccontano la quotidianità degli animali che popolavano la zona grazie alla sorgente di vita rappresentata dal fiume. Quel corso d’acqua che ha conservato i loro resti permette oggi di visitarli all’interno del Museo: i reperti sono un specchio della vita preistorica e l’originalità dell’opera sta proprio nello sfruttare questi riflessi per far viaggiare il visitatore nel passato.

L’evento è promosso da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Da tempo, anche prima della sua regolare apertura al pubblico, il sito di Casal de’ Pazzi è entrato nell’immaginario collettivo come un luogo “preistorico”. Gli impressionanti resti fossili di elefante antico, oggi visibili nel museo, hanno suscitato nella fantasia dei residenti, e non solo, forti emozioni, concretizzate spesso attraverso l’immagine emblematica del mammut.

Nel complesso, l’area del Museo di Casal de’ Pazzi si presenta come un’oasi in un contesto suburbano non risolto. Esternamente, sul lato dell’ingresso per il pubblico, sono allestiti due pannelli ricostruttivi ideati e realizzati nel 2011 dall’artista Vincenzo Montini per la Cooperativa sociale APE che ben rappresentano le tematiche interne al Museo. Dal lato di Via Egidio Galbani, prima di questo intervento artistico, il sito presentava un muro perimetrale in intonacato e una parete in mattoncini sabbiati che non caratterizzavano i contenuti del Museo.

Per ovviare a tale mancanza di visibilità, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha ritenuto opportuno far realizzare sul lato “anonimo” del Museo un’opera di street art, per migliorare l’impatto comunicativo del museo attraverso un intervento estetico su uno spazio periferico della città. L’intervento si inserisce in un contesto territoriale che si sta caratterizzando anche per le proposte artistiche di questo genere, costituendo un enorme beneficio per la valorizzazione del patrimonio culturale delle periferie e delle periferie nel loro complesso.

Jerico RiflessiPer questo motivo, tramite avviso pubblico, diffuso da Zètema Progetto Cultura su incarico della Sovrintendenza Capitolina, sono state richieste delle proposte progettuali per l’ideazione e la successiva realizzazione di un murale sulla parete esterna del Museo di Casal de’ Pazzi. Lungo via Egidio Galbani, il Museo comunica il suo contenuto secondo un linguaggio moderno che sia intellegibile a tutti i livelli. L’iniziativa esprime una nuova modalità di intendere la relazione tra artista, Museo e territorio attraverso la realizzazione di nuove forme di arte contemporanea.

Le proposte, pervenute a seguito dell’avviso pubblico, esaminate da una commissione appositamente costituita, sono state nel complesso di notevole qualità, tutte strettamente ispirate dai contenuti del Museo. Tra esse è risultata vincitrice la proposta del giovane artista Jerico Cabrera Carandang (classe 1992), che con il suo progetto “Riflessi” ha proposto di svelare con immediatezza universale il ricordo della vita che centinaia di migliaia di anni fa si svolgeva proprio dietro le mura del museo. L’immagine del fiume, che una volta scorreva proprio dove oggi sorge il Museooccupa interamente le pareti esterne. In tal modo l’opera muraria funge da portale: permette non solo di espandere verso l’esterno, verso la città industrializzata, l’oasi preistorica, ma ne ricostruisce accuratamente le sensazioni di maestosità e stupore con le quali l’uomo preistorico, che abitava queste terre, doveva confrontarsi.

L’opera è stata pensata utilizzando collettivamente tutti e quattro i muri disponibili come se fossero un’unica tela. Una visione frontale del corso di un fiume che si estende su tutta la lunghezza del primo e dell’ultimo muro per poi aprirsi alla visione di una scena naturalistica preistorica sul muro centrale.

L’intervento di street art di Jerico rientra nei progetti di valorizzazione del patrimonio museale, archeologico e storico-artistico di Roma Capitale realizzati grazie alle piccole donazioni in denaro, che dal 2016 il pubblico può effettuare attraverso appositi raccoglitori situati negli 8 Musei Civici gratuiti (Museo Napoleonico, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, Museo delle Mura, Museo di Casal de' Pazzi, Villa di Massenzio, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina). Un risultato dovuto alla generosità dei cittadini e dei turisti, che hanno aderito con entusiasmo all’idea di contribuire concretamente e in prima persona alla valorizzazione del museo visitato, con una crescente partecipazione che è testimoniata da un notevole aumento, anno dopo anno, delle somme donate (nel 2017 e nel 2018 raddoppiate rispetto al 2016).

 Per restituire ai fruitori un segnale concreto e tangibile del loro utilizzo, si è deciso di adoperare le somme donate nell’ambito degli stessi spazi museali che le hanno ricevute.

Con i fondi raccolti nel 2017 e nel 2018, partiranno altri nuovi progetti che riguarderanno anzitutto interventi permanenti di miglioria e di valorizzazione degli ambienti museali.

 

 

Museo di Casal de’ Pazzi

Via Egidio Galbani, 6

 

Orario di apertura del Museo

Dal martedì al venerdì: ore 9.00-14.00; sabato e domenica: ore 10.00-14.00

Ultimo ingresso ore 13.00

 

Ingresso contingentato: ogni ora max 30 persone, su prenotazione

 

Info e prenotazioni

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)

 

www.museocasaldepazzi.it

 

https://www.facebook.com/museocasaldepazzi

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Museo delle Culture MUDEC Banksy

Milano: dal 21 novembre la mostra “A visual protest. The art of Banksy”

MuDeC

Dal 21 novembre “A visual protest. The art of Banksy”.

Per la prima volta l’arte dello street artist entra in un museo pubblico italiano In programma fino al 14 aprile 2019.

Museo delle Culture MUDEC BanksyMilano, 20 novembre 2018 – Apre domani al MuDeC la prima mostra mai dedicata a Banksy in un museo pubblico italiano. Banksy, artista e writer inglese la cui identità rimane tuttora nascosta, è considerato uno dei più noti rappresentanti della street art contemporanea e i suoi lavori esprimono sempre, in chiave satirica e provocatoria, posizioni politiche o etiche, in grado di interpretare o influenzare il pensiero collettivo. La sua protesta visuale, insieme all’alone di mistero che circonda la sua figura, hanno conquistato un pubblico ampio e trasversale, costituito in grande maggioranza dai giovani.

Sarà una mostra non autorizzata dall’artista, come tutte quelle a lui dedicate prima d’ora, in quanto Banksy continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza dal “sistema”.

“A Visual Protest. The Art of Banksy”, in programma al MuDeC fino al 14 aprile 2019, è un progetto espositivo curato da Gianni Mercurio che raccoglie circa 80 lavori tra dipinti, litografie, serigrafie e print numerati (edizioni limitate a opera dell’artista), corredati di oggetti, fotografie e video, circa 60 copertine di vinili e cd da lui disegnati e una quarantina di memorabilia (adesivi, stampe, magazine, fanzine, flyer promozionali) che raccontano attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy.

Il percorso risponde alla mission del Museo, che intende fornire a un pubblico più ampio possibile le chiavi di lettura per comprendere (e apprezzare) una forma di espressione artistica capace di attraversare in maniera trasversale tutte le culture contemporanee, dove si è affermata come tecnica in grado di affrontare i grandi temi del presente.

La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE - che ne è anche il produttore - e ideata da Madeinart, rientra nel più ampio progetto scientifico concepito dal MuDeC dal titolo “Geografie del futuro”, un racconto sul “sapere geografico” inteso come approfondimento sui territori e sulle culture che li abitano, letto attraverso la lente di diverse discipline di studio (storiche, sociali, fisiche, antropologiche, ecc). In particolare, con Banksy la relazione con la geografia si connota di tratti sociali: la relazione con il paesaggio umano nel quale Banksy si esprime, spesso in zone di conflitto, l’attitudine sperimentale e l’interesse verso la teoria della “psicogeografia” di matrice situazionista, secondo cui lo spazio di azione dell’artista è il territorio.

"Voglio sottolineare la sempre più profonda sintonia tra lo staff del Mudec e quello del partner privato 24ORE Cultura, che ha come effetti la realizzazione di progetti espositivi in reciproca e profonda coerenza, e l'autorevolezza dell'impianto curatoriale, di grande qualità e rigore scientifico - ha affermato l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Questa esposizione è infatti l'approdo del progetto scientifico del MuDeC dal titolo 'Geografie del futuro', che propone una riflessione sulle articolazioni sociali del presente e del futuro e comprende anche le due mostre già aperte al pubblico 'Capitani coraggiosi' e 'Se a parlare non resta che il fiume'".

Il MuDeC, dal 27 novembre fino al 15 gennaio 2019, proporrà una campagna di comunicazione legata alla mostra che prevede l’affissione in giro per la città di 660 manifesti (140x200 cm) per dare la possibilità, agli artisti che vorranno esprimersi, di trasformare il manifesto in un’opera. Ogni 15 giorni verranno affissi 220 manifesti, pronti a ospitare le creazioni degli artisti. Poi, come da regolamento comunale, i manifesti verranno sostituiti per dare spazio alle nuove creatività; lo stesso destino, del resto, che subiscono le opere di alcuni street artist, godute solo da poche persone prima della loro cancellazione, strappo, distruzione o furto.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Introduzione

Dopo aver varcato un’ideale “soglia” che evoca un mondo industriale e metropolitano, il visitatore si imbatte nella prima sezione introduttiva: il mondo di Banksy prima di Banksy. Il Situazionismo, le proteste del maggio 1968 e iwriter di New York degli anni ’70 e ’80 furono i “movimenti” che, con una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini e con un’attitudine all’azione sono per Banksy espliciti riferimenti per modalità espressive o per “affinità elettive”. Del movimento situazionista degli anni ’50 e ’60 (con radici nel marxismo, nell’anarchismo e nelle avanguardie artistiche del Novecento) Banksy condivide l’attitudine sperimentale, l’attenzione alle realtà urbane, la teoria della “psicogeografia” (secondo la quale lo spazio di azione dell’artista è il territorio), l’aspetto performativo, ma soprattutto il “détournement”, cioè quella forma di plagio in cui sia la fonte che il significato dell’opera originale vengono sovvertiti per creare un nuovo lavoro.

Come gli street artist della sua generazione, Banksy accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, spostando il messaggio dalla forma al contenuto. Questi aspetti emergono come fondanti dell’arte di Banksy nel corpus di opere presentate in mostra, e costituiscono il cuore centrale dell’allestimento, che è suddiviso per temi.

Il tema della ribellione

Banksy sostiene che se il potere esercita la propria egemonia culturale in televisione, cinema, pubblicità, chiese, scuole e musei, lo street artist trova nella strada il luogo ideale nel quale mettere in atto una contro-egemonia. Lo fa con una serie di tecniche artistiche create ad hoc, veloci, seriali e riproducibili, come ad esempio l’idea e la pratica della serialità o del “détournement. Attraverso la lettura dei lavori sono quindi illustrate le strategie, il senso e gli obiettivi dei suoi messaggi e la sua cifra stilistica, lo stencil, affinato da Banksy con il duplice scopo di poter eseguire i lavori illegali con una notevole velocità e allo stesso tempo renderli più elaborati.

In mostra anche i suoi famosissimi ratti, che assumono per lui una dimensione metaforica: “Esistono senza permesso”, dichiara. “Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio l’intera civiltà”. Nei lavori di Banksy i ratti diventano vandali armati di vernice e pennelli, borghesi con l’ombrello e abiti impeccabili, scassinatori, rapper, operai, sabotatori. I ratti sono il paradigma dei writer: come i ratti popolano fogne, cunicoli, aree degradate e abbandonate delle metropoli moderne, così i graffitisti si muovono nottetempo in luoghi analoghi per marchiare muri, vagoni, cancelli e serrande con i loro spray, stando bene attenti a non incappare nelle grinfie delle forze dell’ordine sempre in agguato.

Il tema dei “giochi” di guerra

Gran parte dei soggetti di Banksy è contro la guerra. Più che un impegno politico, la sua è una guerra culturale contro la guerra e contro le logiche che la producono. Tra queste, Banksy inquadra nei propri lavori la religione, l’industria bellica e lo sfruttamento del territorio.

Il tema del consumismo

I lavori di Banksy sul tema del consumismo prendono di mira il capitalismo e in particolare il mercato dell’arte, i cui consumatori sono spesso privi della capacità critica necessaria per comprenderla. Il consumo è principio e fine di una dinamica sociale che rende l’individuo sempre più incline all’acquisizione di beni materiali e all’ossessione del possesso: una dinamica basata su un’aspettativa di felicità che viene sempre disattesa ma che crea dipendenza, come mostrano le figure ammantate che si inginocchiano davanti a un cartello che recita “Oggi fine dei saldi”, in venerante attesa di una nuova stagione di sconti.

Un documentario, a cura di Butterfly e David Chaumet e appositamente realizzato per la mostra, racconta al pubblico la figura di Banksy: venti minuti di vita vissuta tra le periferie, gli spazi urbani e i riflettori – non voluti – delle più prestigiose case d’asta e degli spazi espositivi di mezzo mondo.

Banksy si è cimentato anche nella produzione di cover di vinili e cd per importanti gruppi artistici musicali contemporanei: in mostra circa 60 copertine di dischi che spaziano dalla musica elettronica sperimentale all’hip hop, dalle grandi band internazionali dell’elettronica, come i Durty Funker, al British hip-hop di Blak Twang, fino ai dischi dei Blur e alla contraffazione di un disco di Paris Hilton. Un corner dedicato a questa produzione poco conosciuta di Banksy offre la possibilità al visitatore di fermarsi ad ascoltare alcune selezioni di brani da questi dischi.

Le opere sono integrate da una quarantina di memorabilia di e sull’artista tra litografie, flyer promozionali, cartoline, fanzine, magazine e giornali vari, cartoline e biglietti raccontano in maniera insolita e poco vista la storia dell’artista e il suo mondo.

Infine uno spazio multimediale a cura dello studio Storyville chiude il percorso raccontando i luoghi del mondo in cui Banksy ha operato, lasciando allo spazio pubblico i suoi murales: alcuni lavori sono tuttora esistenti, molti altri sono scomparsi per incuria o sono stati rimossi dalla mano dell’uomo. Da questo lavoro meticoloso di mappatura emerge come il genius loci sia un aspetto fondamentale nel lavoro dell’artista: molti murales nascono infatti anche semplicemente in funzione dei luoghi in cui sono realizzati. Anche per questo motivo, e in linea con i principi di fruizione delle opere dell’artista, si è scelto di non presentare in mostra lavori che potessero essere sottratti illegittimamente da spazi pubblici, ma solo opere di collezionisti privati di provenienza e autenticità certificata.

INFORMAZIONI     

02/88.46.37.24 | www.mudec.it

BIGLIETTI   

Intero € 14,00 | Ridotto € 12,00

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917

Come da Comune di Milano.


NeapolisRestArt: il MANN partecipa al progetto di valorizzazione

NeapolisRestArt: il MANN partecipa al progetto di valorizzazione

Previsti quindici murales tra piazza Calenda ed il Museo: il primo sarà ispirato all’Ercole Farnese

Napoli, 22 ottobre- "NeapolisRestArt", il MANN partecipa ad un particolare progetto di valorizzazione del territorio partenopeo: se n'è parlato questa mattina, nella Sala Giunta del Comune di Napoli, in occasione della conferenza stampa per presentare un nuovo percorso artistico che permetterà di costruire un viaggio di scoperta nel cuore antico della città. L'Associazione Culturale "Agorà", di cui è presidente l'archeologa Paola Filardi, con "NeapolisRestArt" proporrà una felice osmosi tra la comunità di abitanti di Forcella ed il patrimonio culturale partenopeo: se, in una prima fase del progetto, sono stati i cittadini, in particolare i più giovani, ad avvicinarsi ai tesori del MANN con laboratori didattici mirati, saranno adesso le opere d'arte ad uscire metaforicamente dall'edificio del Museo, per diventare oggetto di alcuni murales realizzati da artisti internazionali e writers napoletani. "Art dint' 'o street", vera e propria fase creativa di "NeapolisRestArt", traccerà, dunque, un iter suggestivo per riconoscere la vera identità metropolitana: quindici murales, nella ragnatela di vie tra piazza Calenda ed il MANN, non soltanto racconteranno le radici storico-artistiche nostrane, ma indicheranno, in un gioco di simmetrie, quei luoghi che meritano di essere promossi nel quartiere di Forcella. Tra i primi interventi di street art proposti dal progetto, prevista la realizzazione, sula facciata di un edificio in via Pietro Colletta, di un murales ispirato all' "Ercole Farnese", cui seguirà la riproposizione di Medusa in vico Zuroli. "Il MANN, da tempo, adotta una linea culturale di estroversione del Museo verso il territorio, con uno sguardo attento a quelle aree in cui il tema dell'integrazione è la chiave di volta per promuovere l'identità partenopea. NeapolisRestArt rappresenta un esperimento artistico originale, che spero possa avere la giusta risonanza in Italia ed all'estero", ha commentato il Direttore dell'Archeologico, Paolo Giulierini. Accanto a Giulerini, in conferenza stampa, il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, l'Assessore al Diritto alla Città, ai beni comuni e all'urbanistica, Carmine Piscopo, il Presidente dell'Associazione "Agorà", Paola Filardi. È stato proprio il sindaco a sottolineare, in chiusura della presentazione, che "il degrado si combatte non soltanto veicolando innovative forme di integrazione culturale, ma, soprattutto, facendo rete, a diversi livelli, con le istituzioni operanti sul territorio. In tal senso, la collaborazione con il MANN rappresenta un esempio concreto di condivisione di valori e proposte per la città".

Testo e immagini da Ufficio Stampa MANN


Milano, Stradarts: tre giorni di arte di strada alla Fabbrica del Vapore

Tempo libero

Stradarts: tre giorni di arte di strada alla Fabbrica del Vapore

Dal 20 al 22 maggio una panoramica sulle ultime novità nell’espressione artistica di strada

stradarts.jpg

Milano, 17 maggio 2016 – Il mondo delle arti di strada e del circo contemporaneo si incontra a Milano durante Stradarts, tre giorni di conferenze, spettacoli, laboratori e mostre. L’iniziativa promossa dall’Amministrazione e organizzata da Fnas (Federazione nazionale arti di strada) dal 20 al 22 maggio, è l’occasione per una panoramica sulle ultime novità nell’espressione artistica di strada, come il circo contemporaneo, ma anche l’occasione per fare il punto sugli aspetti normativi e legislativi che favoriscano lo sviluppo dell’arte di strada come motore culturale delle città.

Leggere di più


"Nano Egidio, una storia vera" e "Urban Area, a scena aperta" al Teatro del Lido di Ostia

TEATRO DEL LIDO DI OSTIA

sabato 16 aprile ore 21

NANO EGIDIO, UNA STORIA VERA

Season One

 di Marco Ceccotti

regia Nano Egidio

interpreti Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti

tecnico Giacomo Cappucci

Il Mondo della Fantasia come non è mai stato immaginato.

16-apr-nano-egidio_ph-Elena
Nano Egidio, una Storia Vera. Season One è una serie teatrale. Una serie come quelle che si vedono in televisione, solo che è in teatro. Questa è la prima stagione, da qui il Season One del sottotitolo. Lo spettacolo racconta il Mondo della Fantasia come non è mai stato immaginato, qui l'atmosfera classica e rassicurante del “C’era una volta” viene spazzata via da una messa in scena che mescola elementi di teatro di figura, cabaret classico e comicità di situazione. I Protagonisti sono i personaggi di fiabe, racconti, fumetti, cartoni e film entrati ormai nell'immaginario collettivo che vivono la scena sotto forma di attori, pupazzi, burattini e giocattoli interpretando ruoli per loro inusuali e agendo in un mondo a loro nuovo: quello delle serie televisive. La storia ci racconta la vita di Batman investigatore ormai stanco del suo lavoro; Dotto, un cinico dottore che pensa solo alla sua carriera; Nano Egidio, un generico nano delle fiabe che qualcuno vuole morto; un Puffo vittima di razzismo; una Barbie sperimentale dottoressa nuda; Kermit La Rana che fa l'informatore della polizia; l'assassino dei film Horror. Il passato dei racconti orali, delle fiabe e dei folktales si incontra con il presente delle serie televisive, dei fumetti e del cinema.
 
La Season One è divisa in tre episodi
Ogni episodio riprende la tecnica, lo stile, i temi ed i cliché delle varie serie televisive note, passate e presenti.
Episodio 1: Un c.a.s.o. piccolo piccolo - Genere: Fiabesco-Giallo
Qualcuno ha attentato alla vita del Nano Egidio. Un stanco e demotivato ispettore Batman indaga. Misteri, intrighi, canzoncine allegre.
Episodio 2: Dottor Dotto Anatomy - Genere: Medical Drama
Proprio quando Batman inizia ad affezionarsi al Nano Egidio questi viene trasportato d’urgenza in ospedale in seguito ad un grave avvelenamento. A curarlo sarà il celebre Dottor Dotto. Subdoli avvelenamenti, tradimenti, Memo Remigi.
Episodio 3: Romanzi Criminali - Genere: Teatro di Narrazione-Poliziesco di tendenza
E’ il momento di scoprire la verità che si cela nel passato del Nano Egidio. Perché la malavita sta cercando di ucciderlo? Anni '70, Sparatorie, fisarmonichine.

da domenica 17 aprile a domenica 15 maggio | mostra e evento
a.DNA project
presenta

URBAN AREA_A SCENA APERTA
opere di omino71, Mr.Klevra, UNO, L7m e altri in via di definizione

domenica 17  aprile dalle ore 16.30 – vernissage

A SCENA APERTA
street art e territorio
incontro con gli artisti in esposizione

ingresso gratuito
mostra visitabile in orari di biglietteria

17-apr-urban-area

Una collettiva degli street artist che hanno lavorato al progetto Urban Area Open Spaces e A scena aperta vernissage- evento con installazioni, proiezioni, reportage fotografici e dibattiti sull’arte urbana e i suoi protagonisti.

La programmazione del Teatro del Lido di Ostia è promossa Roma Capitale - L'organizzazione, la gestione del teatro e l'attività di comunicazione e promozione delle attività è affidata a Zètema Progetto Cultura. Responsabile della programmazione artistica l’Associazione TDL.

Teatro del Lido
via delle Sirene, 22 | 00121 Ostia (Roma)
info tel 060608 -  06.5646962

[email protected]

www.teatrodellido.it
www.teatriincomune.roma.it

biglietti
intero 10 euro
ridotto 7 euro

Tutte le mostre sono a ingresso libero e gratuito e visitabili in orario di biglietteria:

ven/dom ore 17/20 e un’ora prima dell’inizio degli spettacoli

Testo e immagini da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Roma: Urban Talks, dibattito critico sull'Urban Art

In occasione della mostra URBS PICTA. La Street Art a Roma. Fotografie di Mimmo Frassineti

al Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese fino al 17 gennaio 2016

image002 (12)

Urban Talks

dialoghi-interviste con artisti, fotografi, curatori, addetti ai lavori

ideati e condotti da Simona Capodimonti

III^ incontro: Dibattito critico sull'Urban Art

Intervengono: Mimmo Frassineti, Alberta Campitelli, Giorgio De Finis (MAAM e DIF), David Diavù Vecchiato (M.U.R.O), Gianluca Marziani (Scala Mercalli Auditorium), Simone Pallotta (SANBA)

modera Simona Capodimonti

Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese

Sabato 9 gennaio ore 16.00

Ingresso gratuito

Leggere di più


Roma: iniziative Museo Carlo Bilotti e Galleria Arte Moderna per il 25 Novembre

Roma: Appuntamenti di mercoledì 25 novembre al Museo Carlo Bilotti e alla Galleria Arte Moderna (via Crispi)
Leggere di più


Milano: ‘Energy box 2015’ chiude con una grande festa alla Fabbrica del Vapore

Cultura

‘Energy box 2015’ chiude con una grande festa alla Fabbrica del Vapore

L’iniziativa ha portato sulle strade di Milano 50 artisti che hanno colorato oltre 150 centraline semaforiche sia in centro sia in periferia.

energy_box.jpg

Milano, 8 ottobre 2015 – Si terrà venerdì 9 ottobre, dalle ore 19.30 alla Fabbrica del Vapore, il grande evento di chiusura di ‘Energy box 2015’ (#energybox2015), il progetto di street art promosso da A2A e Fondazione Aem, patrocinato dal Comune di Milano e inserito nel quadro di Urban Art Renaissance (#UAR), che ha trasformato Milano nella prima galleria metropolitana a cielo aperto in Europa.

Leggere di più


Milano: due nuovi murales inaugurati a Forlanini FS

Street art

Due nuovi murales inaugurati a Forlanini FS

Il primo dedicato a Jannacci, il secondo al tema del viaggio. Maran: “Contrapponiamo l’arte al degrado”

murales_forlanini_400.jpg

Milano, 3 ottobre 2015 – Arte e colore approdano nella nuova stazione del Passante Forlanini FS. Sono stati infatti inaugurati questa mattina due importanti interventi artistici ideati dal pittore cubano Denis Ascanio che daranno un nuovo volto al muro di via Ardigò, nei pressi della ferrovia. Entrambe le opere, volute dal Comune di Milano, sono state realizzate grazie a MM SpA.

murales_forlanini_630.jpg

Leggere di più


Milano, Fabbrica del Vapore: il 9 ottobre in mostra le opere di Energy Box

Cultura

Fabbrica del Vapore, il 9 ottobre in mostra le opere di Energy Box

Completate già 130 opere sulle cabine. Gli ultimi lavori si concluderanno entro la fine del mese. Del Corno: "Il Comune di Milano crede in tutte quelle iniziative a sostegno alla creatività ma in contrasto con atti di puro vandalismo"

energy_box.jpg

Milano, 22 settembre 2015 – Si terrà venerdì 9 ottobre (anziché mercoledì 23 settembre) la grande mostra alla Fabbrica del Vapore dedicata al progetto ‘Energy Box’ (#energybox2015).

pao_verde.jpg

Leggere di più