PaErco Teatro Tour riprende a Ercolano

PaErco Teatro Tour, nel weekend ripartono le visite al Teatro antico del Parco Archeologico di Ercolano
Domenica 7 ottobre ingresso gratuito con #Domenicalmuseo

Un lungo weekend di cultura al Parco Archeologico di Ercolano con la ripresa di PaErco Teatro Tour, le visite serali all’antico Teatro di Ercolano e l’accesso gratuito al Parco in orario diurno con #Domenicalmuseo, iniziativa del Ministero per i Beni e le attività Culturali che rende accessibili gratuitamente tutti i siti e i musei statali d’Italia nella prima domenica del mese.
Continua la fase sperimentale di riapertura a partire dal prossimo weekend del Teatro antico seguendo il seguente calendario:
•       sabato 6 ottobre
•       domenica 7 ottobre
•       sabato 13 ottobre
•       domenica 14 ottobre

Sepolto dall’eruzione del 79 d.C., il teatro fu il primo monumento ad essere scoperto nei siti vesuviani colpiti dal cataclisma. Fin dalla sua scoperta, suscitò grande interesse, nel corso del Settecento e dell’Ottocento, da parte dei colti viaggiatori che giungevano a Napoli da ogni parte d’Europa e diventò una tappa del Grand Tour.
Il monumento è ancora oggi accessibile attraverso le scale realizzate in età borbonica., scendendo a più di 20 metri sotto il materiale eruttivo.
Il percorso di visita al Teatro è concepito come una vera e propria esplorazione: i visitatori potranno avventurarsi in un luogo unico e suggestivo, in cui sono presenti, oltre ai resti dell’antico edificio, reperti, graffiti lasciati nei secoli dai visitatori, che alla luce delle fiaccole attraversarono nel XVIII e XIX secolo le gallerie e i pozzi creati per penetrare nelle viscere dell’antica Ercolano, e si potranno ammirare persino piccole stalattiti.

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Estate Romana 2018: gli appuntamenti dal 14 al 20 settembre

Estate Romana 2018:

gli appuntamenti dal 14 al 20 settembre


Tutti gli aggiornamenti su estateromana.comune.roma.it e sull’account social “Cultura Roma”

#estateromana2018

Roma, 13 settembre 2018 – Tanti gli eventi in programma in questa nuova settimana dell’Estate Romana 2018, la manifestazione culturale promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e realizzata in collaborazione con SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori) e il supporto nelle attività di comunicazione di Zètema Progetto Cultura. Aggiornamenti, su tutte le manifestazioni in programma, sull’account social Cultura Roma su Facebook, Twitter e Instagram, e sul sito www.estateromana.comune.roma.it o al numero 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19).

Sarà una settimana ricca di offerte culturali di ogni tipo quella che si appresta a partire da venerdì 14 settembre. Gli appassionati di cinema avranno l’occasione di assistere ai film dell’ultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con lo storico appuntamento Venezia a Roma (in alcuni cinema della città). Inoltre al Palazzo delle Esposizioni il Live Cinema Festival 2018 con performance sperimentali e spettacoli audio-visual. Anche le rappresentazioni dal vivo saranno protagoniste con nuovi eventi di teatro e arti performative che andranno ad interagire con le bellezze della città o ad arricchire l’offerta nelle periferie cittadine (Teatro Mobile e Attraversamenti multipli 2018). Periferie che saranno ancora, insieme ai luoghi più conosciuti del centro cittadino, al centro di numerose iniziative di scoperta e esplorazione grazie all’iniziativa Paesaggi umani. E poi ancora la musica che unisce culture differenti con Una striscia di terra feconda. Infine, altro appuntamento della settimana: l’inizio dello storico Festival della letteratura di viaggio.

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Alla scoperta di Hierapolis. Sito UNESCO nella magica Turchia

Hierapolis di Frigia è una meravigliosa città antica che sorge sulla sommità delle candide cascate termali del parco naturale di Pamukkale, nella Turchia sud occidentale. È stata una delle città più importanti dell’antica Asia Minore e la sua storia, al pari di quella di Efeso o Pergamo, abbraccia oltre 1500 anni di continui sviluppi e trasformazioni i cui segni si leggono sui resti monumentali dei suoi edifici, negli scavi e nei restauri che la Missione Archeologica Italiana conduce dal 1957.

La città antica e il parco naturale, con la sua collina ammantata dal candido calcare depositato dalle acque che sgorgano a 37°, costituiscono un paesaggio unico al mondo che l’Unesco, nel 1988, ha inserito tra il Patrimonio dell’Umanità. Pamukkale significa in turco “castello di cotone” e già i numerosi viaggiatori europei sette ottocenteschi si rifacevano al nitore dei fiori del cotone o all’abbacinante bianco della neve appena posatasi per riportare le sensazioni scaturite dalla visione di Pamukkale e delle sue imponenti rovine.


 

È questa la stessa impressione che colpisce oggi il visitatore e che sessantun’anni fa colpì anche Paolo Verzone, “l’ingegnere con la passione per la storia”, fondatore della Missione italiana che oggi rappresenta la più importante istituzione archeologica straniera che lavora in Turchia e che ogni anno, con il contributo di università e centri di ricerca italiani ed europei, riporta alla luce le pagine ricchissime e affascinanti della storia millenaria della città, restaura i suoi monumenti e valorizza il sito archeologico, con una grande e fattiva collaborazione con le istituzioni culturali e scientifiche turche, vero e proprio ponte tra i due paesi mediterranei in un continuo scambio di amicizia e di cultura. Francesco D’Andria, professore emerito dell’Università di Lecce e uno dei massimi archeologi italiani, ha appena lasciato la direzione della Missione alla collega e allieva Grazia Semeraro, dopo una guida durata 17 anni e che si è rivelata di eccezionale importanza per l’impulso agli studi -divulgati con numerosissime pubblicazioni- e per le importanti scoperte, prime fra tutte quelle della tomba dell’apostolo Filippo, con la basilica sorta ad inglobare lo stesso sacello, e quella del Plutonion: l’accesso agli inferi descritto da Strabone e dedicato al dio Plutone e alla sua sposa Kore-Persephone.

L’unicità del sito e del suo contesto ambientale mettono in primo piano, nell’azione di tutela e di salvaguardia, il dato paesaggistico come elemento imprescindibile degli interventi di restauro che, accanto alle istanze della conservazione, assumono un’attenzione primaria nei confronti della modificazione, sia materiale sia immateriale, del contesto, dei rapporti tra questo e il monumento e tra il monumento e gli altri resti architettonici, del nuovo dialogo che si viene a creare tra gli elementi, prima slegati, del panorama urbano e naturalistico.


È una presa di consapevolezza tutto sommato recente quella di intervenire nella conservazione con attenzione anche alle istanze del paesaggio, e questo perché ci si rende conto che la tutela dell’oggetto-rudere architettonico coinvolge non solo il dato fisico e materiale dei suoi elementi costitutivi, delle parti che ne compongono la struttura e la decorazione, dei suoi rapporti costruttivi interni, ma anche tutti quegli elementi, per così dire di percezione ambientale, che, quasi sempre immateriali, risultano connaturati all’oggetto e al suo contesto e che, se modificati o alterati o comunque non valorizzati, possono rendere incompleta l’azione conservativa. Nasce la consapevolezza che gli oggetti architettonici che popolano un sito archeologico sono altri e profondamente diversi rispetto a quelli che furono nel momento di piena funzionalità della città antica; la stessa città, insieme ai suoi abitanti, ha perso del tutto i suoi rapporti originari, sia quelli formati dalla rete viaria e dai volumi degli edifici, sia quelli generati dalla vita stessa dei suoi cittadini riuniti in comunità.

Non solo, ma quello su cui siamo chiamati ad intervenire non è nemmeno il solo risultato della perdita di questi rapporti e del progressivo abbandono che ha determinato, nel corso dei secoli, una sorta di rinaturalizzazione del contesto urbano; è, piuttosto, il prodotto dello scavo archeologico inteso come azione di conoscenza ma anche come azione di profonda modificazione del territorio e dei suoi rapporti consolidati. Per questo, il progetto del paesaggio in ambito archeologico non può limitarsi al dato naturalistico e vegetazionale –ché, molto spesso, in area archeologica la vegetazione è anzi un disvalore perché capace di modificare profondamente e anche annullare il dato di scavo-, alla mitigazione e alla trasformazione del contesto con l’uso del verde, ma deve invece rivolgersi, piuttosto, alla ricucitura di quel dialogo interrotto dal tempo e dallo scavo, in una vera e propria riprogettazione del sito e dei suoi elementi architettonici; una riprogettazione che non sarà mai neutra ma basata sulla conoscenza storica e sulla consapevolezza della trasformazione.

 

A Hierapolis, il monumento che meglio rappresenta tale azione è il teatro, riportato alla luce in oltre cinquant’anni di scavi e restauri nell’ambito di un vero e proprio superprogetto.


Edificato nella tarda età ellenistica e letteralmente riprogettato in età severiana, all’inizio del terzo secolo d.C. con una riplasmazione della cavea, dell’orchestra e dell’edificio scenico, dopo le fasi di abbandono conseguenti ai crolli dovuti ai numerosi terremoti che stravolsero il sito, il teatro si presentava, all’avvio dei lavori della Missione, come un grande invaso di terra da cui emergevano le gradinate sommitali e alcuni brani della frontescena.


 

Un lento, difficile e costante lavorio di scavo e di trasporto all’esterno dei quasi 5.000 blocchi marmorei che formavano la decorazione della frontescena, accompagnato a consolidamenti e a restauri puntuali, ha consentito di far riemergere le strutture e le decorazioni di una macchina teatrale capace di oltre 12.000 spettatori; mancava, tuttavia, quella lettura unitaria in grado di porre in dialogo gli elementi ora disconnessi dell’edificio, in una visione unitaria che consentisse di leggere i rapporti tra le gradinate della cavea, l’invaso dell’orchestra, il palcoscenico e la frontescena con l’edificio scenico retrostante: la possibilità di riconnettere le desiecta membra in un edificio unitario che potesse diventare un vero e proprio museo di sé stesso.

A partire dal 2004 si è affrontato, quindi, con un team di progettazione guidato dall’arch. Paolo Mighetto, il tema di riorganizzare quell’immagine frammentaria con la ricomposizione del palcoscenico -completata nel 2007 con una struttura del tutto reversibile che interpreta e suggerisce l’immagine antica con un linguaggio pienamente contemporaneo- e con l’anastilosi del primo ordine marmoreo della frontescena severiana –realizzata tra il 2009 e il 2016-, per riattivare quel dialogo interrotto e per fare in modo che, accanto alle preminenti esigenze di conservazione, il teatro possa riacquistare un’immagine unitaria interna; a questa si aggiungerà, con gli interventi futuri in programma, la sfida di riconnettere e riattivare i rapporti visuali e prospettici con il tessuto urbano e, in particolare con le sottostanti terrazze del Santuario di Apollo, del Santuario delle Sorgenti e del Plutonion.

 

Tutte le foto di Hierapolis ad opera di Paolo Mighetto. Tutti i diritti riservati.


Stagione teatrale della Locride 2018 - 2019

Stagione teatrale della Locride 2018 - 2019

Tempio di Marasà

Parco Archeologico di Locri Epizefiri

Locri (Reggio Calabria)

A Locri (Reggio Calabria), presso il Tempio di Marasà, Parco Archeologico di Locri Epizefiri, si terranno, nell’ambito della Stagione teatrale della Locride 2018 – 2019, rappresentazioni di elevato spessore.

Infatti il calendario prevede i seguenti appuntamenti:

13 agosto 2018 – Ore 21.30:

Mostellaria – La casa del fantasma di Tito Maccio Plauto

18 agosto 2018 – Ore 21.30:

Lisistrata di Aristofane

28 agosto 2018 – Ore 21.30

Antigone di Sofocle

Direzione artistica: Domenico Pantano

Le iniziative sono promosse in collaborazione con l’amministrazione comunale di Locri. A seguito di un apposito accordo fra l’amministrazione locrese e il Polo Museale della Calabria sarà possibile avere ingresso al parco archeologico con biglietto ridotto in virtù dell’avvenuta partecipazione agli spettacoli teatrali.Leggere di più


Portigliola: prosegue "Tra mito e storia"

Tra mito e storia

Festival del teatro classico di Locri Epizefiri

Parco Archeologico di Locri Epizefiri

Portigliola (Reggio Calabria)

L’Amministrazione comunale di Portigliola (Reggio Calabria), in accordo con il Polo Museale della Calabria, nell’ottica della valorizzazione del patrimonio archeologico di Locri e di Portigliola, promuove per la stagione estiva 2018, il Festival del teatro classico di Locri Epizefiri Tra mito e storia.

Dopo lo straordinario successo di Elisabetta Pozzi con Cassandra e l’Iliade di Alessandro Baricco, con Blas Roca Rey e Monica Rogledi la rassegna continuerà il 6 agosto 2018 con Gli uccelli Nubiculia la città impossibile di Aristofane con Chiara Maccagnano.

Il 15 agosto, alle 5 del mattino, tornerà poi l’atteso appuntamento di Portiglialba, una rassegna di poesia e musica attraverso la quale  volti noti del teatro italiano, recitando i versi immortali di grandi poeti, condurranno per mano il pubblico verso la più suggestiva alba dell’anno. Una manifestazione che, lanciata quasi per gioco nel 2016, è entrata di prepotenza nell’immaginario collettivo grazie alla sua potenza suggestiva e alla meravigliosa cornice naturale che la Locride è in grado di offrire.

Il 20 agosto si terrà un concerto di beneficenza per pianoforte e voce a sostegno dell’associazione di promozione sociale NOMA: una sfida creativa alla vita che opera per favorire i buoni effetti della musica e dell’arte sulle persone affette da malattie oncologiche, con Alessandra Laganà, voce, e Seby Burgio, pianoforte.

Si continuerà il 21 agosto poi con i Sonetti di Shakespeare, una pièce che attinge a piene mani alla ricca produzione del drammaturgo inglese con un’originale contaminazione musicale.

Il 24 agosto verrà rappresentato Le Troiane di Seneca, diretto da Alessandro Machia, che vedrà calcare la scena ben undici straordinari attori tra i quali Edoardo Siravo e Valeria Ciangottini.

Altri spettacoli teatrali oltre al festival del teatro classico sono previsti nel teatro greco-romano, organizzati dal Comune di Portigliola.

Il 9 agosto ci sarà la rappresentazione teatrale “Zitta...cretina” liberamente tratto dal libro “Adele” di Giuseppina Torregrossa, a cura di Locri Teatro.

Il 10 agosto la finale del concorso nazionale di poesia.

L’11 agosto il musical Il suono dei sogni di Michael Wimberly.

Il 12 agosto Nu cuntu di e con Antonio Tallura.

Il 28 agosto teatro di Calabria Graecalis 2018

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Festival del teatro classico di Locri Epizefiri: "Tra mito e storia"

Tra mito e storia

Festival del teatro classico di Locri Epizefiri

Iliade di Alessandro Baricco

Teatro greco romano

Parco Archeologico di Locri Epizefiri

Portigliola (Reggio Calabria)

Martedì 31 luglio 2018 – Ore 21.15

Martedì 31 luglio 2018, alle ore 21.15, a Portigliola (Reggio Calabria), nel teatro greco romano - Parco Archeologico di Locri Epizefiri -, si terrà, nell’ambito della rassegna Tra mito e storia - Festival del teatro classico di Locri Epizefiri, Iliade di Alessandro Baricco a cura di Blas Roca Rey.

L’accattivante rivisitazione vedrà nel ruolo di protagonista il seguente cast:

Interpreti: Blas Roca Rey e Monica Rogledi;

Musiche: Pino Cangialosi;

Musicisti: Pino Cangialosi, Fabio Battistelli e Marzouk Mejri.

La prestigiosa rassegna è curata dal Comune di Portigliola che opera in sinergia con il Museo Archeologico di Locri e con il Polo Museale della Calabria.

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"Anima barocca. Variazioni attraverso i secoli" per Teatri di Pietra a Malborghetto

Area Archeologica - Arco di Malborghetto

danza/teatro/musica/poesia/paesaggio/visione/archeologia

 

26 Luglio 2018 

ECOVANAVOCE 

ANIMA BAROCCA 

variazioni attraverso i secoli

 

Gabriella Aiello voce

Marco Horvat voce e tiorba

Giordano Antonelli lira greca e ribeca

Carlo Gizzi voce e percussioni

Carlo Travierso sax soprano

Paolo Fontana chitarrino rinascimentale e viola da gamba basso

Fabio Lorenzi chitarra barocca e viola da gamba contralto

Massimo Ceccarelli contrabbasso

Paolo Margutta percussioni

Emanuele Bertolini live electronics

 

musiche di Bellerofonte Castaldi, Carlo Milanuzzi, Honoré d’Ambruys, Giulio Caccini, Stefano Landi e della tradizione del Sud Italia rielaborate da Paolo Fontana e Fabio Lorenzi

musiche originali di Paolo Fontana e Fabio Lorenzi

 

 Ecovanavoce è una compagnia musicale con una prospettiva ampia che tende ad esaltare i legami che uniscono repertori diversi e lontani, spaziando tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale. Fondata da Paolo Fontana e Fabio Lorenzi ha iniziato la sua attività nel 2004, i suoi progetti hanno partecipato ad importanti eventi nazionali ed internazionali.

Il percorso artistico compiuto da Ecovanavoce, negli oltre dieci anni di attività, è stato sempre ispirato, nonostante le diverse declinazioni di ogni progetto, dalla musica antica. Dalle rielaborazioni di canzoni del primo seicento italiano e francese, passando per la tradizione italiana del Sud, arrivando fino alla canzone “d’autore” originale o liberamente tratta da testi di poeti contemporanei.

Ed è proprio l'Anima Barocca che ha informato il lavoro di quest'ultimo decennio che viene svelata nello sviluppo del concerto, dalle composizioni originali intorno alla tradizione del nostro Sud, alla rivisitazione delle più belle canzoni dei repertori di musica barocca lavorate come “standard” per una percezione attuale, attraverso un approccio che restituisce loro un nuovo respiro, in parallelo con quanto è già praticato dalla world music con la musica tradizionale di tutto il mondo: brani di Giulio Caccini, Stefano Landi, Bellerofonte Castaldi, Carlo Milanuzzi, Honoré d’Ambruys, sublimati mediante l’uso di linguaggi musicali attuali, sono ravvivati con nuovo pathos capace di toccare direttamente l’ascoltatore contemporaneo, senza passare per la serie di riferimenti storico-culturali che un concerto di musica antica richiama inevitabilmente.

Anima Barocca mira, attraverso un approccio musicale originale, a recuperare l'essenza e la proposta iniziale dei repertori antichi, a isolare il palpito ancora presente nelle opere, giunte fin qui come sentiero muto, fino al punto di toccare l’universale in ognuno di noi.

Attraverso un approccio inedito, quale è quello proposto nel concerto, si potrebbero aprire le porte rimaste chiuse fino ad ora e arrivare, come in fisica, ad una "teoria unificata" che possa mettere d'accordo l'attuale due correnti che oggi sembrano in contraddizione tra loro: quelli che amano la musica del passato e i seguaci della musica contemporanea.

Anima Barocca mette insieme le energie e le competenze di artisti con carriere atipiche: Paolo Fontana e Fabio Lorenzi compositori e direttori artistici di Ecovanavoce e strumentisti (viole da gamba e chitarre rinascimentale, barocca e classica) insieme a Gabriella Aiello (voce), Carlo Gizzi (voce), Carlo Travierso (sax soprano), Paolo Margutta (percussioni), Emanuele Bertolini (live electronics) e ad artisti di chiara fama quali Marco Horvat (voce), Giordano Antonelli (ribeca e lira greca) e Massimo Ceccarelli (contrabbasso).

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XIX edizione di Teatri di Pietra

DAL 1 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018

Parco di Malborghetto e Villa di Livia

dal 1 al 26 Giugno

TEATRI DI PIETRA

Antiquarium Arco di Malborghetto

dal 28 Giugno al 4 Luglio

OPRA PRIMA - TEATRI DI PIETRA

Villa di Livia (Prima Porta)

dal 5 al 29 Luglio

TEATRI DI PIETRA

Area Archeologica di Malborghetto

Tornano i Teatri di Pietra, quest'anno con la direzione di Sebastiano Tringali, Fabio Lorenzi e Aurelio Gatti, da molti anni appuntamento immancabile alcuni tra i siti meno noti, ma di grande suggestione del Lazio: Arco di Malborghetto e Villa di Livia. Al via la XIX edizione della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali e archeologici, attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma per Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio, il Parco di Veio e il Comune di Roma - XV Municipio.

Le nuova edizione presenta interessanti novità di respiro internazionale, con ventitré appuntamenti e alcune prime nazionali, che saranno ospitati all’interno dell'Antiquarium dell’Arco di Costantino, nell’adiacente Parco Archeologico di Malborghetto e presso la Villa di Livia, dove si terranno reading dedicate alla drammaturgia contemporanea.

La rassegna inizia all’Antiquarium di Malborghetto con due prime nazionali, l’1 e il 2 Giugno con “FLORA SCENICA SPONTANEA/ORIGINI”, performance artistica che coniuga la pittura di Alessandro Giuliani, con danza e musica, in un’interessante e originale contaminazione tra le arti; il 7 e 8 Giugno è la volta di “DIMMI, TIRESIA”, uno spettacolo di teatro-danza, di e con Luisa Stagni; il 13 GiugnoU CICLOPU, GIUFA’ E FIRRANZANU” di e con Gaspare Balsamo, studioso e interprete dell’antica arte del cunto; il 15 e 16 Giugno, “PENTESILEA VS ACHILLE”, il mito arcaico che vede Achille uccidere Pentesilea, è stato rivisitato dalla penna di Francesco Randazzo, in chiave contemporanea; il 20 Giugno, “ALLE ACQUE”, quattro pièces coreografiche a firma di Loredana Parrella, che indagano il tema del corpo in relazione all’elemento acqua; il 22 e 23 Giugno altra prima nazionale con “PANNYCHIS”, diretto da Mariagiovanna Rosati Hansen, la rivisitazione ironica della Pizia che condizionò i destini dei Greci dai tempi di Edipo; il 26 Giugno, si conclude la programmazione dell’Antiquarium con la danza di Charlotte Zerbey e Alessandro Certini per SENTIMENTO JOURNEY/THE TRIP”, uno spettacolo ironico che mette in gioco danza, voce e musica dal vivo.

La rassegna si sposta nell’adiacente Parco di Malborghetto, il 5 Luglio, con “MAREA”, canti e musiche del Salento, di e con Enza Pagliara; il 6 Luglio, il mito di “DAPHNE”, rivive con la regia e coreografia di Aurelio Gatti; l’11 Luglio è la volta di “PAN…CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA”, sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, con la regia di Simone Migliorini; il 13 Luglio, “L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE”, interessante adattamento da Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti; il 19 Luglio, “CARMINA BURANA”, la famosa cantata scenica di testi poetici medievali; il 20 Luglio, altra prima nazionale, “ADELPHOE (I FRATELLI)”, la nuova comicità da Publio Terenzio Afro, per la regia di Silvio Giordani, con Pietro Longhi e Paolo Perinelli; il 26 Luglio, “ANIMA BAROCCA”, a cura della compagnia musicale Ecovanavoce, che propone performance tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale; il 28 Luglio, “PAPPOSILEIDE”, cantata semiseria ispirata al fauno, signore della fertilità e dell’ebbrezza, con un ensamble partenopeo d'eccezione; ultimo spettacolo, il 29 Luglio, vede in scena “DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD”, una compagnia di Santo Domingo con uno spettacolo di teatro antropologico che coniuga la cultura taina e africana attraverso i loro miti balli, canti e sonorità.

OPRA PRIMA, la sezione di inediti a Villa di Livia, inaugura il 28 Giugno con “EIKONES” di Cecilia Bernabei, che mette in scena personaggi femminili che hanno segnato la storia e il mito. Il 30 Giugno, Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di Massimo Troisi, si cimenta per la prima volta nella drammaturgia teatrale con “LA SVEDESE”, tratto dal suo ultimo romanzo. A conclusione degli appuntamenti a Villa di Livia, il 4 Luglio, “STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA”, di Alma Daddario, il processo alle streghe come specchio di crisi epocali alla ricerca di un capro espiatorio.

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“Historiae.  Ti racconto Ercolano”

“Historiae.  Ti racconto Ercolano”

Le scuole coinvolte in un progetto di percorso teatralizzato

18 aprile 2018

Si è svolta ieri, mercoledì 18 aprile,  “HISTORIAE. Ti racconto Ercolano”,  la particolare proposta del Parco Archeologico di Ercolano che ha visto il coinvolgimento degli alunni degli Istituti Comprensivi Iaccarino di Ercolano e D’Aosta Scura Paisiello di Napoli che hanno precedentemente partecipato al progetto “Cittadini del Sito UNESCO”, nel percorso teatralizzato realizzato dalle guide e da un gruppo di attori della Società CoopCulture, che gestisce i servizi aggiuntivi per il Parco relativi all’accoglienza delle scolaresche e ai laboratori didattici.

Il percorso “Historiae. Ti racconto Ercolano” è stato realizzato per narrare ai visitatori del sito più giovani le storie degli abitanti dell’antica città: schiavi, padroni, notabili, pescatori, persone realmente esistite, annientati in pochi istanti dalla violenza dell’eruzione e identificati attraverso straordinarie testimonianze materiali e documentali, rievocati durante il racconto della loro vita prima del drammatico evento. Vita domestica, ruoli sociali, consuetudini, curiosità ed evidenze scientifiche esposte in un duplice percorso condotto dall’archeologo che guida il gruppo alla scoperta dei monumenti del sito, della funzione degli ambienti e delle loro decorazioni, e dalla contestuale comparsa di personaggi dal passato.  La visita diventa così un’avvincente esperienza di conoscenza, veicolata di volta in volta dalla meraviglia di essere sorpresi da personaggi fantastici e reali allo stesso tempo.

Gli obiettivi didattici cui si mira nelle parole del Direttore del Parco Francesco Sirano: “Abbiamo voluto coinvolgere la platea dei più giovani alla scoperta di questo straodinario sito UNESCO attraverso un itinerario teatralizzato per educarli alla conoscenza, al rispetto e alla partecipazione identitaria ai valori del patrimonio archeologico come bene della collettività, permettendo, anche con un piacevole intrattenimento, di conoscere la vita quotidiana e la società vesuviana in epoca romana, attraverso la drammatizzazione di personaggi e storie”.

Gli alunni dei due Istituti scolastici Iaccarino e Duca D’Aosta, gemellati nell’ambito del progetto “ConCorso. Cittadini del Sito UNESCO” promosso dall’Osservatorio permanente per il Centro Storico di Napoli - Sito UNESCO, al termine del percorso Historiae, hanno proposto essi stessi un racconto itinerante nel sito archeologico di Ercolano.

Testo e immagini da  UFFICIO STAMPA Parco Archeologico di Ercolano

 

 


Venezia, Teatro Ca' Foscari: spettacolo "Maryam"

Il 14 febbraio, alle ore 20.30, lo spettacolo con Ermanna Montanari e il Teatro delle Albe

AL TEATRO CA’ FOSCARI VA IN SCENA MARYAM

TRA CRISTIANESIMO E ISLAM CONTRO LE GUERRE

Il 13 febbraio alle 16 in Auditorium Santa Margherita verrà proiettato il film Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi con la presenza di Emma Montanari e Marco Martinelli

   VENEZIA – Nuovo appuntamento del Teatro Ca’ Foscari, il 14 febbraio alle 20.30, con lo spettacolo Maryam portato in scena da Emma Montanari e Teatro delle Albe.

Ermanna Montanari e Marco Martinelli, fondatori del Teatro delle Albe, saranno inoltre in Auditorium Santa Margherita il 13 febbraio alle ore 16 per la presentazione e proiezione del film Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi. Coordina l’incontro Maria Ida Biggi.  Intervengono Laura Mariani e Ida Zilio Grandi

Maryam, in scena il 14 febbraio al Teatro Ca’ Foscari alle ore 20.30, è Maria, la Madre di Gesù nel Corano. Maryam ci racconta come sia centrale questa figura nella cultura islamica. In tempi di terrorismi e di ferocia, Maryam si pone come la "donna dell'incontro", un ponte tra cristianesimo, islam e cultura contemporanea. Ermanna Montanari dà voce a tre donne palestinesi che condividono con Maria il dolore per la morte dei figli e dei fratelli dovute all'ingiustizia e agli orrori del mondo. Madri che si rivolgono a lei per chiedere consolazione o per gridare la propria rabbia, per reclamare vendetta o semplicemente per invocare una risposta al perché della guerra e della violenza. La invocano come accade in tanti santuari musulmani del Medio Oriente e del Maghreb. Ed è infine Maryam stessa ad apparire e a condividere, madre tra le madri, il dolore di quelle donne.

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