Gli Assiri all’ombra del Vesuvio: la nuova imperdibile mostra del MANN di Napoli

Dallo scorso 3 luglio, e fino al 16 settembre, l’antica Assiria è in mostra nelle sale del Museo Archeologico MANN di Napoli. “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio” punta simbolicamente i riflettori sulla regione che rappresentava la fascia territoriale dell’alto Tigri in corrispondenza della parte settentrionale dell’odierno Iraq, e sarà anche l’occasione per riflettere su un'area molto sensibile del Medio Oriente (Siria, Iraq e Iran), che per la posizione strategica e la presenza di petrolio ha subito guerre, devastazione di musei e distruzione di siti archeologici.

Credits foto: Giorgio Albano. Allestimento mostra Assiri e sezione tecnologica

Il progetto scientifico, promosso dal MANN e dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, e realizzato con il contributo della Regione Campania e dell’Ismeo (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente), presenta oltre quarantacinque reperti, provenienti, tra l’altro, da British Museum, Ashmolean Museum, Musei Vaticani, Museo Barracco, Musei Civici di Como e Musei Reali di Torino: fulcro dell’allestimento, i calchi ottocenteschi, appartenenti alle collezioni del MANN e non esposti da molti anni.

Articolata in tre sale (dalla 90 alla 93, in prossimità della Meridiana), la mostra accompagnerà i visitatori a scoprire, in un iter circolare, i tre palazzi che furono il centro del potere e della cultura degli Assiri: si parte dalla ricostruzione del palazzo di Nimrud, in cui erano collocati i rilievi originari di cui il MANN presenta i calchi; si passa, poi, a Ninive, per affrontare i temi dell’imperialismo e della guerra contro gli Arabi e contro l’Elam; infine, si “entra”, simbolicamente, nelle sale del palazzo di Korsabad, dove viene presentata la testa di Sargon II, proveniente dai Musei Reali di Torino, per esaltare, appunto, il motivo del potere del sovrano.

Credits foto: Giorgio Albano. Allestimento mostra Assiri e sezione tecnologica

L’intera mostra, inoltre, è concepita come percorso multisensoriale: la vista è messa in gioco non solo dall’osservazione delle opere presentate, ma anche dai filmati immersivi e dalle ricostruzioni realizzate con la tecnica del videomapping; l’udito è coinvolto dalle musiche composte da Antonio Fresa per l’ambiente immersivo; la percezione tattile è garantita dalla stampa di oggetti in 3D, a disposizione non solo degli utenti con disabilità visiva, ma di tutti i visitatori; l’olfatto è stimolato dai diffusori di fragranze che, nella terza sala del percorso espositivo, ricreano i profumi di un giardino assiro; il gusto, infine, è legato ai prodotti alla liquirizia, pianta che quel popolo usava a a scopi medicinali (previste degustazioni in mostra).

Peculiarità di “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio” è la presenza di un’innovativa dotazione tecnologica, il cui coordinamento progettuale è stato affidato al prof. Ludovico Solima (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”). Per la prima volta al MANN è stato creato, infatti, un ambiente immersivo, destinato successivamente a diventare uno spazio multimediale permanente del Museo: in questa stanza verranno proiettati in successione tre diversi filmati, realizzati da Capware (regia: Marco Capasso/musiche originali: Antonio Fresa) per approfondire i contenuti scientifici della mostra.

Da metà luglio, nel quadro della convenzione siglata tra il MANN ed il Consorzio UnicoCampania, sarà messo in vendita il TIC (Ticket Integrato Campania) con grafica personalizzata Assiri: il TIC, una volta validato, consentirà lo sconto di due euro in biglietteria per visitare l’esposizione ed il Museo.

Credits foto: Giorgio Albano. Allestimento mostra Assiri e sezione tecnologica

Il Direttore del Museo, dott. Paolo Giulierini e il Direttore del Consorzio, dott. Gaetano Ratto hanno firmato un accordo destinato
a rendere i servizi di trasporto pubblico ancora più funzionali alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.
In particolare, il Consorzio metterà a disposizione i propri titoli di viaggio per “pubblicizzare” alcune delle mostre più importanti in programma presso il MANN (già conclusa la promozione dell’esposizione su Canova, in pubblicazione il ticket integrato sugli Assiri ed in cantiere quello su “Thalassa”), offrendo, così, un capillare strumento di informazione delle iniziative del Museo.
I due Enti, poi, si sono impegnati a prevedere – nell’immediato futuro - la possibilità di realizzare una card che integri l’abbonamento al trasporto pubblico locale e l’ “OpenMann”: in tal modo si consentirà agli utenti di beneficiare, con l’acquisto di un unico supporto elettronico, sia dell’utilizzo del trasporto pubblico che degli accessi illimitati al Museo inclusi nell’OpenMann.
Da parte sua, il MANN ha deciso di garantire particolari vantaggi agli utenti UNICOCAMPANIA, innanzitutto consentendo l’ingresso alla tariffa ridotta di 7.5 euro agli over 25 anni possessori di abbonamento annuale in corso di validità; inoltre, gli abbonati annuali Unicocampania potranno usufruire di uno sconto del 10 % sugli acquisti nei bookshop del Museo. Previsti, infine, eventi e visite guidate ad hoc per i possessori di abbonamenti UNICO.


Cultura e tecnologia: il peso dell'insegnamento

26 Novembre 2015
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Fino ad ora, si è spesso ritenuto che l'insegnamento fosse essenziale al fine di apprendere nuovi strumenti e tecnologie. Un nuovo studio ha però sperimentato che il miglioramento tecnologico avviene comunque, di generazione in generazione.
L'esperimento riguardava la costruzione di ceste che potessero contenere quantità maggiori di riso. Il compito è stato affidato a gruppi diversi, alcuni dei quali lavoravano soli, mentre altri erano inseriti in catene di trasmissione del sapere, che permettevano imitazione, insegnamento o il semplice esame dei lavori.
Alla fine dell'esperimento, le ceste prodotte con l'insegnamento erano le più solide, ma né questo né l'imitazione erano strettamente necessari per miglioramenti cumulativi. Al termine di sei "generazioni", in tutti i gruppi era possibile rilevare miglioramenti nelle ceste, anche se con copie di qualità inferiore.
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Un nuovo modello per spiegare le esplosioni culturali preistoriche

23 Novembre 2015
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L'archeologia ci insegna che i tratti culturali, come manifestati attraverso il repertorio di strumenti litici preistorici, possono accumularsi in maniera esponenziale, che una tecnologia può apparire a sprazzi dopo dei periodi di stasi, che perdite culturali drammatiche possono avere luogo. Periodi di stasi possono insomma intervallarsi a "esplosioni culturali".
Una nuova invenzione può infatti fare spazio alla nascita di nuove innovazioni: d'altra parte non stiamo parlando di caratteristiche genetiche che si ereditano, e nuove tecnologie possono essere apprese anche da estranei, o imitate.
Un nuovo modello al computer prova ora a spiegare tutti questi fenomeni, tenendo presenti queste osservazioni, considerando processi innovativi con più sfaccettature, e tenendo conto del cambiamento climatico e della distribuzione differenziale dei tratti culturali tra i gruppi sociali. Quest'ultimo può portare infatti alla rapida perdita di tratti culturali, qualora questi non risultino utili nelle nuove condizioni.
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Grazie alla luce, tecniche di analisi non distruttive dei manufatti

7 Luglio 2015
Ogni giorno ci sono studiosi combattuti tra il dover sbriciolare alcuni manufatti per ottenere informazioni dalle analisi ed il tenerli al sicuro.
Nuovi avanzamenti nella tecnologia, ad esempio nel campo delle fonti di luce, permettono però di ottenere nuovi dati senza danneggiare delicati oggetti dal passato.
Link: U. S. Department of Energy