XIX edizione di Teatri di Pietra

DAL 1 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018

Parco di Malborghetto e Villa di Livia

dal 1 al 26 Giugno

TEATRI DI PIETRA

Antiquarium Arco di Malborghetto

dal 28 Giugno al 4 Luglio

OPRA PRIMA - TEATRI DI PIETRA

Villa di Livia (Prima Porta)

dal 5 al 29 Luglio

TEATRI DI PIETRA

Area Archeologica di Malborghetto

Tornano i Teatri di Pietra, quest'anno con la direzione di Sebastiano Tringali, Fabio Lorenzi e Aurelio Gatti, da molti anni appuntamento immancabile alcuni tra i siti meno noti, ma di grande suggestione del Lazio: Arco di Malborghetto e Villa di Livia. Al via la XIX edizione della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali e archeologici, attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma per Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio, il Parco di Veio e il Comune di Roma - XV Municipio.

Le nuova edizione presenta interessanti novità di respiro internazionale, con ventitré appuntamenti e alcune prime nazionali, che saranno ospitati all’interno dell'Antiquarium dell’Arco di Costantino, nell’adiacente Parco Archeologico di Malborghetto e presso la Villa di Livia, dove si terranno reading dedicate alla drammaturgia contemporanea.

La rassegna inizia all’Antiquarium di Malborghetto con due prime nazionali, l’1 e il 2 Giugno con “FLORA SCENICA SPONTANEA/ORIGINI”, performance artistica che coniuga la pittura di Alessandro Giuliani, con danza e musica, in un’interessante e originale contaminazione tra le arti; il 7 e 8 Giugno è la volta di “DIMMI, TIRESIA”, uno spettacolo di teatro-danza, di e con Luisa Stagni; il 13 GiugnoU CICLOPU, GIUFA’ E FIRRANZANU” di e con Gaspare Balsamo, studioso e interprete dell’antica arte del cunto; il 15 e 16 Giugno, “PENTESILEA VS ACHILLE”, il mito arcaico che vede Achille uccidere Pentesilea, è stato rivisitato dalla penna di Francesco Randazzo, in chiave contemporanea; il 20 Giugno, “ALLE ACQUE”, quattro pièces coreografiche a firma di Loredana Parrella, che indagano il tema del corpo in relazione all’elemento acqua; il 22 e 23 Giugno altra prima nazionale con “PANNYCHIS”, diretto da Mariagiovanna Rosati Hansen, la rivisitazione ironica della Pizia che condizionò i destini dei Greci dai tempi di Edipo; il 26 Giugno, si conclude la programmazione dell’Antiquarium con la danza di Charlotte Zerbey e Alessandro Certini per SENTIMENTO JOURNEY/THE TRIP”, uno spettacolo ironico che mette in gioco danza, voce e musica dal vivo.

La rassegna si sposta nell’adiacente Parco di Malborghetto, il 5 Luglio, con “MAREA”, canti e musiche del Salento, di e con Enza Pagliara; il 6 Luglio, il mito di “DAPHNE”, rivive con la regia e coreografia di Aurelio Gatti; l’11 Luglio è la volta di “PAN…CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA”, sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, con la regia di Simone Migliorini; il 13 Luglio, “L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE”, interessante adattamento da Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti; il 19 Luglio, “CARMINA BURANA”, la famosa cantata scenica di testi poetici medievali; il 20 Luglio, altra prima nazionale, “ADELPHOE (I FRATELLI)”, la nuova comicità da Publio Terenzio Afro, per la regia di Silvio Giordani, con Pietro Longhi e Paolo Perinelli; il 26 Luglio, “ANIMA BAROCCA”, a cura della compagnia musicale Ecovanavoce, che propone performance tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale; il 28 Luglio, “PAPPOSILEIDE”, cantata semiseria ispirata al fauno, signore della fertilità e dell’ebbrezza, con un ensamble partenopeo d'eccezione; ultimo spettacolo, il 29 Luglio, vede in scena “DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD”, una compagnia di Santo Domingo con uno spettacolo di teatro antropologico che coniuga la cultura taina e africana attraverso i loro miti balli, canti e sonorità.

OPRA PRIMA, la sezione di inediti a Villa di Livia, inaugura il 28 Giugno con “EIKONES” di Cecilia Bernabei, che mette in scena personaggi femminili che hanno segnato la storia e il mito. Il 30 Giugno, Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di Massimo Troisi, si cimenta per la prima volta nella drammaturgia teatrale con “LA SVEDESE”, tratto dal suo ultimo romanzo. A conclusione degli appuntamenti a Villa di Livia, il 4 Luglio, “STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA”, di Alma Daddario, il processo alle streghe come specchio di crisi epocali alla ricerca di un capro espiatorio.

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Teatri di Pietra: Labirinto/Labirinti alla Villa di Livia

MDA/Produzioni

LABIRINTO/LABIRINTI

Di Valeria Moretti

Con Gianni De Feo

7 Luglio 2017

18,30 visita alla Villa

19,00 spettacolo

Villa di Livia

Via di Villa Di Livia, Capolinea ATAC e fermata stazione Roma Nord, Prima Porta/Roma

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Teatri di Pietra: Klytaemnestra at inferi alla Villa di Livia

MDA/Estreusa

KLYTAEMNESTRA at INFERI

Di Alma Daddario

in collaborazione con Stefano Bandini

(autore delle musiche originali)

Con Àlida Mancini (interpretazione e regia)

e Antonietta De Lorenzo

5 Luglio 2017

18,30 visita alla Villa

19,00 spettacolo

Villa di Livia

Via di Villa Di Livia , Capolinea ATAC e fermata stazione RomaNord Prima Porta/Roma

Il mito è qualcosa che non è mai accaduto, ma che in realtà accade sempre”. (A. D.)

La nostra interpretazione del mito di Clitennestra, per le tematiche trattate, è quanto mai attuale. Tanti secoli sono trascorsi e nei nostri Paesi molto, almeno in apparenza, è cambiato, ma nei momenti di crisi sociale,di guerra, di annichilimento dei valori, sono sempre le donne le prime a farne le spese. E la cultura della sopraffazione si maschera e declina in modi diversi nelle varie società, diventando mobbing, disparità nei diritti, violenza psicologica, stupro, femminicidio.

Clitennestra figlia di Tindaro e Leda, sorella di Elena, Castore e Polluce, sposa del re Pisa, sconfitto in battaglia e ucciso da Agamennone che ne fa uccidere anche il piccolo erede, viene rapita e in seguito impalmata dal re di Micene. A lui darà dei figli: Oreste, Elettra, Ifigenia, quest’ultima sarà sacrificata dal padre per propiziarsi gli dei alla vigilia della partenza per Troia. Questa è la vicenda di Clitennestra(Klytaemnestra) , una donna , una principessa , moglie e madre di un figlio assassinato, resa vedova e fatta schiava da quello che sarebbe diventato suo marito e padrone e al contempo oggetto del suo odio e desiderio di vendetta.

Clitennestra è un personaggio controverso e atipico per la sua epoca

La vicenda nei secoli si è prestata a letture diverse secondo i periodi storici o influenzata dal credo dei diversi autori. Così Clitennestra di volta in volta ci viene presentata come una traditrice, antesignana della regina Gertrude shakeaspeariana, donna lussuriosa e assetata di potere, vittima di un destino predeterminato dagli dèi, o in tempi più recenti, vittima del fatto di essere semplicemente una donna che avrebbe voluto essere padrona del proprio destino, e per questo ribelle sino all’assassinio di un re ambizioso oltre misura, violento e “padre-padrone”. In questa nostra lettura Clitennestra presenta tutti questi aspetti: è abitata da migliaia di donne, come afferma lei stessa. Sono le donne che attraverso lei, la sua determinazione e le sue azioni, finalmente hanno voce. Donne tradite, abusate, merce di scambio per motivi politici, prede di guerra, vittime di stupri di massa o delitti d’onore consumati in famiglia, mai riconosciute come soggetti sia nel privato che nella vita sociale. “Questa società ingiusta, dominata da una congrega di uomini” denuncia la regina nell’Ifigenìa in Aulide di Euripide, autore quanto mai attento e lungimirante rispetto alla sensibilità e al ruolo delle donne. Qui la regina, disperata e affranta dalla sorte che toccherà alla figlia, nutrirà quella sete di vendetta, in realtà solo sopita dopo il matrimonio forzato con l’Atrìde, che la terrà in vita sino al ritorno di Agamennone. Nelle tragedie di Eschilo del ciclo dell’Orestea, è quasi un giocattolo in mano agli uomini e agli dèi che ne determinano il destino sin dalla nascita. Qui il matricidio da parte dell’erede maschio viene perdonato e giustificato per intercessione e grazia degli dèi.

Alla fine gli Inferi per Clitennestra sono un luogo di pacificazione, di passioni sopite, di lucidità e persino di eternizzazione attraverso la memoria e il racconto condiviso della storia. In questo senso non rappresentano la morte nel significato di fine della vita: è nella vita che si muoiono mille morti.

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Teatri di Pietra: "Il miracolo di Santa Rosalia" e "Quanto è vero che mi chiamo Desdemona"

 

MDA/Produzioni

IL MIRACOLO DI SANTA ROSALIA

&

QUANTO È VERO CHE MI CHIAMO DESDEMONA

Di Camilla Migliori

A cura di Luca Milesi

Con Maria Concetta Liotta

28 Giugno 2017

18,30 visita alla Villa

19,00 spettacolo

Villa di Livia

Via di Villa Di Livia , Capolinea ATAC e fermata stazione RomaNord Prima Porta/Roma

Personaggi mitici della letteratura e del costume, più vicini a noi, con le loro manie di esibizionismo, vanità e nevrosi, ma anche con i loro disagi e malesseri tipici della nostra epoca.

Il miracolo di Santa Rosalia, monologo comico, presenta la statua della Santa all’interno della Cattedrale di Palermo, in attesa di sfilare in processione durante i festeggiamenti allestiti in suo onore. Dall’alto del suo piedistallo la statua, si anima, osserva la realtà circostante, ammira le fasi dell’allestimento, applaude gli artigiani impegnati nella costruzione del grandioso carro barocco su cui verrà issata. La Santa si agita, non riesce a star ferma, troppo tempo è rimasta ingessata nel suo involucro di cartapesta che la blocca nell’immobilità, vuole muoversi, andare tra la gente, ma soprattutto farsi ammirare da tutti i fedeli. La Santuzza ascolta e commenta i pensieri del popolino, accoglie richieste di grazia e le concede. Consapevole come è del suo ruolo non solo religioso ma anche di grande richiamo per la folla di postulanti, si pavoneggia e non nasconde la sua vanità, la voglia di primeggiare, mettendo in evidenza con autoironia quelle debolezze umane che possiamo ritrovare anche nel comportamento degli uomini di oggi. La sua vanità sta per toccare il culmine ma un piccolo inconveniente sembra intralciare proprio la sua festa.

Quanto è vero che mi chiamo Desdemona, un breve monologo che si ispira alla famosa vicenda di Otello, presenta Desdemona nell’isola di Cipro oppressa dal caldo e dalle zanzare, una vera ossessione che le fa apparire la vita come una continua battaglia contro mostri alati. In una lotta così dura tutto è concesso per difendersi, anche rifugiarsi tra le braccia di un gentiluomo di nome Cassio. A poco a poco, dietro l’apparenza ingenua di fanciulla perseguitata, si svela una donna sensuale e aggressiva fino al colpo di scena finale che capovolgerà il tragico epilogo dell’opera shakespeariana.

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"Mio fratello il Minotauro" alla Villa di Livia

MDA Produzioni

MIO FRATELLO IL MINOTAURO

di Lia Migale

Letture a cura di Sabrina Scuccimarra

migale

SABATO 2 LUGLIO

Ingresso visita Villa Di Livia ore 18,30

Inizio spettacoli ore 19,00

 VILLA DI LIVIA

Via di Villa Di Livia

(Capolinea ATAC e fermata stazione RomaNord Prima Porta/Roma)

Proseguono gli appuntamenti con OPRA PRIMA alla Villa Di Livia, nell’ambito della rassegna Teatri di Pietra Lazio, con: “MIO FRATELLO IL MINOTAURO” di Lia Migale, letture a cura di Sabrina Scuccimarra.

I due racconti, “Mio fratello il Minotauro” e “Arianna e Dioniso”, prendono spunto dal mito di Arianna. Arianna che sa entrare e uscire dal Labirinto e che permette a Teseo di uccidere il Minotauro, rivelandogli il segreto per tornare indietro. Ma Arianna è anche la donna abbandonata e fatta morire su uno scoglio, insieme al figlio appena partorito, proprio da Teseo. E ancora Arianna è la sposa di Dioniso, il dio dell’ebbrezza. Ma perché Arianna si fa complice di Teseo nell’uccisione del fratellastro? Perché Teseo uccide la donna amata? Perché Dioniso sceglie Arianna e perché Arianna non è mai presente nei baccanali e nelle feste dionisiache? Le risposte a queste domande formano la trama dei due racconti. Nel primo ci sono l’amore innocente di Arianna verso il Minotauro e l’amore incosciente verso Teseo; c’è il rancore verso il fratellastro e la vendetta ordita con freddezza. Nel secondo, c’è la donna abbandonata che deve scegliere la consapevolezza per poter sopravvivere: la consapevolezza e la libertà.
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"Dimmi Tiresia" alla Villa di Livia

MDA Produzioni

DIMMI TIRESIA

di Luisa Stagni

Poema teatrale in otto quadri

Lettura del testo: Gianluca Amatori, Chiara Buccolini, Luisa Stagni

30 GIUGNO 2016

Ingresso visita Villa Di Livia ore 18,30

Inizio spettacoli ore 19,00

 VILLA DI LIVIA

Via di Villa Di Livia

(Capolinea ATAC e fermata stazione RomaNord Prima Porta/Roma)

Stagni

Il 30 Giugno, alla Villa Di Livia, “Dimmi Tiresia” di Luisa Stagni inaugura OPRA PRIMA: il nuovo progetto dei Teatri di Pietra dedicato alle scritture e drammaturgie inedite ispirate al tema classico.

Il vecchio Tiresia ci narra del suo bizzarro, tragico destino; di quando fu donna e di quando fu uomo, dell’incontro con gli dei e dell’eterna, ingiusta, punizione.

La Veggenza a lui concessa dagli dei è un grande peso, una insostenibile condizione umana, un conflitto reso eterno. Destino e punizione: vedere e sapere ciò che accadrà e non desiderarlo. Conoscere le sorti della Terra, sapere di quell’insostenibile futuro che si negherà ai propri figli, imbrigliandoli in un presente senza fine e nulla poter cambiare.

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XVII Edizione della rassegna Teatri di Pietra

Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale

Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l'Area Archeologica Centrale di Roma

Regione Lazio – Assessorato alla Cultura

Comune di Roma - XV Municipio

Città di Sutri

TEATRI DI PIETRA LAZIO 2016

Ideazione e Realizzazione

Pentagono Produzioni Associate e Circuito Danza Lazio

nell’ambito della Rete Teatrale dei Teatri di Pietra

DAL 30 GIUGNO AL 5 LUGLIO 2016

VILLA DI LIVIA

Via di Villa Di Livia (Prima Porta/Roma)

DAL 6 AL 28 LUGLIO 2016

CASALE MALBORGHETTO– ARCO DI COSTANTINO

Via Malborghetto, 3 (Via Flaminia – Stazione Sacrofano/Roma)

DAL 7 AL 31 LUGLIO 2016

ANFITEATRO DI SUTRI

Via Cassia (Sutri/Viterbo)

Non si può chiedere alla Cultura di Creare Utile… ma Valore

LOCANDINA MALBORGHETTO

Si apre il sipario sulla XVII edizione della rassegna Teatri di Pietra: la rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l'Area Archeologica Centrale di Roma per Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio e il Comune di Roma - XV Municipio. In scena tre prime Nazionali: “Angeheloj”, “La commedia del Fantasma” (Mostellaria) e “Arianna ha perso il Filo”. Opere in cui il tema classico e del mito diventano “materia sensibile” per approcciare il contemporaneo attraverso il rito del teatro. Un percorso che unisce arte, cultura, storia e paesaggio, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio storico-paesaggistico italiano. Oltre ottanta artisti impegnati nel progetto diretto da Aurelio Gatti, tra questi: Silvia Siravo, Sebastiano Tringali, Maurizio Donadoni, Blas Roca Rey, Monica Rogledi, Vittoria Faro, Giancarlo Sammartano, Lucilla Giagnomi, Fiammetta Fazio, Iaia Forte e gli autori Luisa Stagni, Mia Migale e Alma Daddario.

Undici gli appuntamenti previsti, tre di scrittura teatrale alla Villa di Livia – dal 30 giugno al 5 luglio - e otto tra teatro, musica e danza, presso l’Area Archeologica di Malborghetto, dal 6 Luglio al 28 Luglio.

OPRA PRIMA LOCANDINA - VILLA di LIVIA

L'inaugurazione è dedicata al progetto OPRA PRIMA, alla Villa di Livia (la residenza della sposa di Augusto a Prima Porta), in cui verranno presentati scritture e drammaturgie inedite ispirate al tema classico: Giovedì 30 Giugno,“Dimmi Tiresia” di e con Luisa Stagni; Sabato 2 Luglio “Mio fratello il Minotauro” di Lia Migale con Sabrina Scuccimarra; infine, Martedì 5 Luglio “ERO e LEANDRO: dont’ask me more “ di Alma Daddario con Silvia Siravo. Orario 18,30 per consentire la visita alla Villa e inizio della performance alle 19,00.

Ad aprire la nuova edizione, all’Area Archeologica di Malborghetto, il 6 Luglio, in prima, il danza teatro “ANGHELOS”, drammaturgia di Maurizio Donadoni, regia e coreografia di Aurelio Gatti, con Sebastiano Tringali; l’8 Luglio la Compagnia degli Aghi presenta “L’ILIADE” di Alessandro Baricco, a cura di e con Blas Roca Rey; in collaborazione con Invito alla Danza e l’Accademia Nazionale di Danza, il 9 Luglio andrà in scena l'anteprima di “FORMIDABILI QUEGLI ANNI”, coreografie di J. Fontano, S. Fuciarelli, R. Escamilla, Garrison ed E. Palmieri; il 13 Luglio sarà la volta di M:DEA di e con Vittoria Faro; il 16 Luglio, altra prima, “LA COMMEDIA DEL FANTASMA” di Tito Maccio Plauto, con la regia di Giancarlo Sammartano; il 23 LuglioEDIPO RE, OLTRE LA FINE LA CITTA’ NUOVA”, dialogo tra un’attrice – narratrice, Lucilla Giagnomi, e la storica – grecista, Fiammetta Fazio; il 27 Luglio “MONARCH ANTIGONE”, con la coreografia di Mattia de Virgiliis; “ERODIADE”, diretto e interpretato da Iaia Forte, conclude la rassegna il 28 Luglio.

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