I Neanderthal non si estinsero per un'inferiorità culturale e tecnologica

28 Aprile 2015
Neanderthal_cranial_anatomy
Ancora studi sull’estinzione dei Neanderthal, che stanno profondamente modificando la visione sul tema. Questa volta, uno studio ha esaminato sugli strumenti litici utilizzati dai Neanderthal e dai moderni umani degli esordi della cultura Ahmariana, nel Levante, considerata in seguito a dispersione come precursore del Protoaurignaziano del Paleolitico Superiore in Europa. Secondo la nuova ricerca, il prevalere dei secondi non sarebbe da attribuire a una superiorità culturale e tecnologica che in realtà non ci sarebbe stata. Confrontabili punte di pietra per la caccia si sarebbero prodotte in Europa 42 mila anni fa e nel Levante 3 mila anni dopo, per cui anche gli scenari di emigrazione devono essere rivisti.
Lo studio "Variability in Early Ahmarian lithic technology and its implications for the model of a Levantine origin of the Protoaurignacian", di Seiji Kadowaki, Takayuki Omori, Yoshihiro Nishiaki, è stato pubblicato su Journal of Human Evolution.
Link: Journal of Human Evolution; Past HorizonsScience Daily via AlphaGalileo
Cranio di un Neanderthal, da WikipediaCC BY-SA 2.5, caricato da Cropbot (Original uploader was Jason Potter at en.wikipedia - Transferred from en.wikipedia).
 


Il video del volo di uno Spitfire originale restaurato

28 Aprile 2015
Live Science propone oggi il video di un Supermarine Spitfire originale e restaurato, che riprende il volo. Si tratta del Mk.1A – P9374/G-MK1A, abbattuto il 24 Maggio 1940, quando ammarò sulla spiaggia di Calais. Il mezzo è stato restaurato nel 2011 coi colori originali. L'aereo sarà presto messo all'asta dal proprietario per beneficienza.
Link: Live Science 1, 2; The TelegraphWikipedia;


97 tombe dalla necropoli di età romana a Lovere

22 - 23 Aprile 2015
Aggiornamento sugli scavi nella Necropoli di età romana di Lovere, in provincia di Bergamo, che cominciarono già nel 2013. Con gli ultimi scavi, partiti nel dicembre 2014, si sono scoperti 6 recinti funerari di dimensione variabile, con un totale di 97 tombe, 60 delle quali sono inumazioni, mentre le restanti 37 sono incinerazioni. Si stimano 120 - 130 tombe per la fine degli scavi (prevista per maggio).
Ritrovati anche oggetti di varia tipologia e natura: sono presenti vaghi di collana in pasta vitrea; armille in bronzo; anelli in argento con castone, alcuni dei quali conservano l’elemento decorativo originario (predomina la gemma, che in via preliminare sembra realizzata in pasta vitrea); vasi in ceramica di differente forma e tipologia (bicchieri, olpai, coppe a pareti sottili, olle, Henkeldellenbecker ovvero bicchiere tipo Lovere con depressione sotto l’ansa), anfore ad anse apicate; lucerne; orecchini; fibule e fibbie; dadi da gioco.
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All'asta le foto di Robert Falcon Scott della sfortunata Spedizione Terra Nova

28 Aprile 2015
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Saranno oggi messe all'asta le foto di Robert Falcon Scott, Capitano nella sfortunata spedizione Terra Nova. Le foto ritraggono la vita quotidiana del campo base antartico nel 1911, nei mesi precedenti il viaggio senza ritorno che lo condusse al Polo Sud.
Link: LiveScience 1, 2; Daily Mail
Scott scrive il suo giornale nel rifugio a Cape Evans, durante l'inverno del 1911, foto di Herbert George Ponting (British, 1871-1935 - Bonham'sda WikipediaPubblico Dominio, caricata da Scewing.
 


Una nuova ricerca sull'impatto dell'industrializzazione sui Londinesi

24 - 29 Aprile 2015
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Un nuovo progetto di ricerca, annunciato dal Museo di Londra, esplorerà gli effetti dell'industrializzazione sui Londinesi. Gli effetti, visibili ad esempio in termini di malattie, sono rimasti scritti nelle ossa degli individui: si esamineranno perciò i resti di mille individui adulti dell'età industriale a Londra, e cinquecento dalla metropoli medievale.
Le tendenze per la salute hanno visto un incremento dell'aspettativa di vita, ma si vuole rivisitare condizioni considerate come indotte dall'uomo, come obesità e cancro, oltre che le conseguenze dello stile di vita sedentario.Leggere di più


“Quando ci sei dentro, la guerra è odiosa e assolutamente orribile.” Raccolte riunite del poeta soldato Rupert Brooke

23 Aprile 2015

“Quando ci sei dentro, la guerra è odiosa e assolutamente orribile.” Una delle principali collezioni di Rupert Brooke arriva a Cambridge

Nel centenario della morte di Rupert Brooke, il King’s College annuncia l'acquisizione di una delle principali raccolte di materiali relativi a uno dei più amati poeti nazionali. La collezione raggiungerà l'archivio esistente su Rupert Brooke presso il King’s College rendendo questo la preminente risorsa al mondo.

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Rupert Brooke e i Rugby Cadet Corps,1906 circa Credit: Photo by Maggs Bros

Il poeta della Prima Guerra Mondiale Rupert Brooke morì 100 anni fa (23 April 1915) sulla strada verso i combattimenti a Gallipoli. Un'estesa raccolta degli scritti di  Brooke è mantenuta dal King’s College, dove Brooke era uno studente universitario di primo grado e in seguito un Fellow. Fu il tempo trascorso a Cambridge che ispirò alcuni dei più famosi poemi di Brooke.
Rupert Brooke e i Rugby Cadet Corps,1906 circa Credit: Photo by Maggs Bros
Rupert Brooke
Credit: Photo by Maggs Bros

Un premio di 430,000 sterline dal National Heritage Memorial Fund (NHMF) permetterà ora al King’s College di acquisire l'ultima grande collezione di manoscritti di Rupert Brooke ancora in mano ai privati, e cioè la John Schroder Collection.
La Collezione Schroder contiene scritti di Brooke, centinaia di lettere tra Brooke e altre persone, le registrazioni della sua straordinaria storia di pubblicazioni, e altresì resoconti da parte di testimoni oculari sulla sua morte e sepoltura nell'Isola Greca di Sciro.  John Schroder fu un appassionato collezionista dei materiali di Brooke.
L'acquisizione completerà la raccolta esistente di scritti di Brooke presso il King’s College e fornirà una ricca fonte di materiali precedentemente passati inosservati a scrittori e ricercatori. Sarà anche di grande interesse per il pubblico e mostre basate sulla collezione sono in programma.
“Grazie al generoso premio di 430,000 sterline ottenute dal National Heritage Memorial Fund per il raggiungimento delle 500,000 sterline di prezzo dei manoscritti,  saremo in grado di mantenere l'integrità della Collezione Schroder edi permettere ai futuri ricercatori di ottenere una migliore comprensione dell'uomo e dei suoi tempi.  Il centenario della morte di Brooke del 23 Aprile 2015 rende questo annuncio particolarmente fausto,” ha spiegato Peter Jones, Bibliotecario Fellow del King’s College.
“È difficile rendersi conto oggi di quanto significativo fu l'impatto di Brooke cento anni fa. Agli esordi del ventesimo secolo come poeta si poteva esser fortunati a vendere 200-300 copie del proprio lavoro. Appena dopo la sua morte, gli amici più intimi di Brooke, insieme al sostenitore Eddie Marsh, pubblicarono 1914 and Other Poems. La prima edizione di mille copie andò immediatamente esaurita e, in totale, 160.000 copie furono vendute con varie ristampe. Fu un enorme evento letterario, alimentato dalla tempistica e dalle circostanze della morte di Brooke.”
Una venerazione sorse grazie a Winston Churchill ed altri ammiratori, che trasformarono Brooke in una figura mitica di giovane eroe-soldato-poeta.  Nel 1918 Eddie Marsh pubblicò una memoria su Brooke con la Raccolta dei suoi Poemi e vendette anch'esso più di 100,000 copie.
Jones spiega: “Alcuni dei familiari e amici più intimi di Rupert Brooke, quelli che lo conoscevano come il migliore, si risentirono del fatto che questi fosse trasformato in questa sorta di icona nazionale. Pensavano che l'immagine di Brooke che emergeva da questa storia eroica non fosse un quadro fedele dell'uomo.”
In una delle lettere che fanno parte della Collezione Schroder , scritta l'8 Agosto 1915, la madre di Brooke affermò fermamente la sua "ultima volontà" per Marsh di non pubblicare la memoria e aggiunse che  “Non penso che conoscereste più di una piccola parte di Rupert”.  In seguito cedette e permise la pubblicazione della memoria.
Jones continua: “Un'immagine molto più complicata e a tutto tondo emerge quando puoi guardare ai manoscritti già presenti nel King’s College, assieme a quelli della Collezione Schroder. Riunite, le due raccolte racconteranno una storia abbastanza diversa da quella che abbiamo fino ad adesso. Conosciamo ora molto di più su Brooke come persona ed è certamente più interessante, e per certi versi più difficile, dell'immagine eroica ritratta al tempo della sua morte. Era un individuo combattuto. Ebbe un importante collasso nervoso nel 1912 ed ebbe relazioni disastrose con le donne che lo amarono.”
La Collezione Schroder contiene 170 documenti scritti dallo stesso Brooke e molte centinaia di lettere provenienti da parti in contatto con lui.
La passione per il collezionismo di John Schroder cominciò da scolaro, quando comprò una copia dei Collected Poems di Rupert Brooke ed entro gli anni cinquanta era già un collezionista molto impegnato di tutto ciò che apparteneva a Brooke. Il suo acquisto più significativo fu quello degli scritti Marsh/Brooke. Incontrò e parlò anche con le persone che erano state importanti nella vita di Brooke e acquisì la loro corrispondenza.
Gli scritti esprimono i sentimenti di coloro sull'orlo dell'abisso. Cathleen Nesbitt, attrice e interesse romantico di Brook, scrisse delle lettere catartiche a Marsh, con ricordi commoventi del loro tempo insieme. In una lettera scrisse che “quando parlavo di tutte le cose che terminano, lui rideva sempre, dicendo: ‘Silenzio – Non c'è mai una fine quando le cose sono perfette’”.
L'intensità dell'emozione generata dalla guerra è esemplificata dalle lettere dell'intimo amico di Brooke, W Denis Browne, compositore e studioso al King’s College, che viaggiò con lui fino al Mediterraneo e morì a Gallipoli solo poche settimane dopo il poeta. La lettera di Browne che descrive la sepoltura di Brooke a Sciro, “uno dei luoghi più incantevoli di questa terra, con olivi grigio-verdi attorno a lui, uno piangente sopra la sua test: il terreno coperto di salvia in fiore, grigio bluastra, e che profuma in modo più delizioso di qualsiasi altro fiore che conosco”.
Il resoconto di Browne dell'attesa per la fine del bombardamento dello stretto dei Dardanelli, di modo che le truppe Britanniche potessero sbarcare, fu mandata ad Eddie Marsh nel 1915.  Browne scrisse: “Questa battaglia è la cosa più meravigliosa che ci sia mai stata. Tanto eroica per terra quanto meravigliosa per mare … c'è molto di tutto questo che son lieto che Rupert non l'abbia visto: eppure se solo avesse potutto vedere tutto quanto. È meraviglioso quando sei lontano: Quando ci sei dentro, la guerra è odiosa e assolutamente orribile.”
L'inclusione di un'ampia gamma e di fonti e di prospettive – e anche di originali dei testi che furono in seguito revisionati per il consumo pubblico – rende la Collezione Schroder una risorsa preziosa per i ricercatori.
Il tempo non ha ridotto l'interesse per Rupert Brooke. Insime, le collezioni del King’s College e di Schroder rappresenteranno il più significativo archivio del materiale di Rupert Brooke, accessibile per la prima volta, e non solo per gli studiosi ma per tutto il pubblico interessato. Una sezione speciale del sito web del King’s College e una mostra nella Cappella sono in programma più avanti, quest'anno.
Il King’s College sta ora cercando attivamente i fondi rimanenti per completare l'acquisto. http://www.kings.cam.ac.uk/library/munby-fund/how-donate.html
Traduzione da University of Cambridge


Contestata la prova del Cinmar a favore dell'Ipotesi Solutreana

27 Aprile 2015
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L'infinita discussione sul popolamento delle Americhe ritorna su di un capitolo molto dibattuto negli ultimi venti anni. La cosiddetta Ipotesi Solutreana nasce nel 1998 e propone che, durante l'Ultimo Massimo Glaciale (Last Glacial Maximum, LGM) europei della cultura Solutreana abbiano colonizzato l'America, attraversando i ghiacci dell'Atlantico che si estendevano allora dalla Francia al Nord America.
La discussione si gioca su molti piani: un nuovo studio, opera di ricercatori dell'Università del Missouri e del Museo di Storia Naturale di Cleveland, mette ora in evidenza le contraddizioni relative al ritrovamento di una bifacciale (contestuale a quello di ossa di mammuth datate al radiocarbonio a 22,760 ± 90 anni fa) effettuato più di quarant'anni fa dalla nave Cinmar. L'oggetto è stato spesso citato come prova a favore dell'Ipotesi Solutreana.
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Spiegazione evolutiva per l'erniazione del disco intervertebrale

26 - 27 Aprile 2015
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Secondo un nuovo studio, ci sarebbe una spiegazione evolutiva dietro l'erniazione del disco intervertebrale. L'evoluzione relativamente rapida, che ha portato alla posizione eretta, potrebbe aver avuto un impatto sulla salute umana.
Gli umani sarebbero infatti afflitti da problemi alla spina dorsale molto più degli altri primati, e una spiegazione possibile viene dallo stress determinato dalla posizione eretta. Nello studio si esaminano le vertebre negli umani, negli scimpanzé e negli orangutan, esaminando i collegamenti nella forma, locomozione e nodi di Schmorl, che sono indicatori ossei della erniazione del disco intervertebrale. Secondo i risultati, le vertebre coi nodi di Schmorl sarebbero quelle più simili a quelle degli scimpanzé, che a vertebre umane sane.
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Archivio di Stato di Caserta: apertura Straordinaria 1 Maggio 2015 e mostra sulle donne

27 Aprile 2015

Archivio di Stato di Caserta: apertura Straordinaria 1 Maggio 2015 e mostra sulle donne

L'Archivio di Stato di Caserta partecipa all'iniziativa ministeriale con l'apertura straordinaria del 1 Maggio 2015, al fine di promuovere e incentivare la conoscenza del proprio patrimonio documentario. Saranno effettuate visite guidate al deposito in cui è conservato il ricco fondo notarile il cui documento più antico risale al 1470. Sarà, inoltre, possibile prendere visione della Mostra documentaria "La storia delle donne: le fate ignoranti" allestita nel mese di marzo 2015, in occasione della giornata internazionale delle donne, di cui si è, per l'occasione, prorogata l'apertura. I documenti esposti ripercorrono il faticoso adattamento della legge Casati del 1859 sulla scuola pubblica per tutto il territorio Nazionale. Nelle province meridionali l'analfabetismo tocca livelli da record, specialmente tra le donne. Si evidenzia come l'istruzione maschile sia affidata, in quel periodo, quasi sempre alla scuola pubblica, mentre quella femminile ad Istituti religiosi, nei quali si insegnano prevalentemente i cosiddetti "lavori donneschi": ricami, cucito, tessitura, filatura ecc. Emerge una figura femminile con le "mani di fata", apprezzata per le varie manifatture, ma fondamentalmente ignorante nel leggere, scrivere e far di conto. Si precisa che l'apertura straordinaria è articolata in un solo turno dalle 8,00 alle ore 14,00.

Come da MIBACT, Redattrice Daniela Spadaro


Nepal: perdite incalcolabili, monumenti persi per sempre

27 Aprile 2015
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Continua a crescere il numero delle vittime in Nepal, mentre appaiono i primi bilanci sui danni economici e al patrimonio culturale.
Gravemente danneggiati almeno quattro dei sette siti UNESCO, patrimonio dell'umanità. Nelle immagini nei media, la devastazione a Katmandu, nella Piazza Durbar, presso la Torre Dharahara (anche nota come Torre Bhimsen), e a ovest della città, presso lo Stupa di Swayambhunath (anche noto come Tempio delle Scimmie).
Rasi al suolo diversi edifici nella Piazza Durbar a Patan, risalente al terzo secolo. A Bhaktapur distrutti molti edifici: tra questi Vatsala Durga, Fasi Deva e il tempio di Chardam. La Piazza Durbar e l'80% dei templi sarebbero danneggiati. Crollato anche il tempio Manakamana nel distretto di Gorkha, danneggiato anche il Janaki Mandir a Janakpur, e molti altri templi e monumenti nella regione.
Secondo Kunda Dixit del Nepali Times si tratta di perdite incalcolabili, da un punto di vista culturale, mentre per lo storico Prushottam Lochan Shrestha, le operazioni di ricostruzione sarebbero difficili e costose: e sarebbe perciò difficile riportare i monumenti al loro stato originale.
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