Le più antiche ceramiche della Nuova Guinea

2 - 3 Settembre 2015
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Gli archeologi hanno scoperto della ceramica rossa lucida di tremila anni fa, dagli aspri altopiani della Nuova Guinea. Si tratta della più antica dall'area, e sorprendentemente proviene dagli aspri altopiani dell'interno, lontano dalle coste dove c'era contatto regolare con le popolazioni Lapita e le loro ceramiche. La scoperta spinge indietro di diversi secoli le prime ceramiche dell'area, e sarebbe un esempio di diffusione della tecnologia tra culture.
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[Dall'Abstract: ] Le popolazioni che parlavano lingue austronesiane lasciarono il Sud Est asiatico per spostarsi nel Pacifico Occidentale, tra i tremila e i quattromila anni fa, continuando a colonizzare per la prima volta l'Oceania lontana, dove divennero le popolazioni ancestrali dei Polinesiani. La comprensione dell'impatto di queste popolazioni sulla terraferma della Nuova Guinea, prima che entrassero nell'Oceania lontana, è finora sfuggita gli archeologi. Nuove ricerche dal sito archeologico di Wañelek negli altopiani della Nuova Guinea hanno rotto questo silenzio. I dati petrografici e geochimici dalle ceramiche e nuove datazioni al radiocarbonio dimostrano che le influenze austronesiane penetrarono all'interno dell'altipiano prima di tremila anni fa. Un coccio fu fabbricato lungo la costa nord orientale della Nuova Guinea, mentre gli altri furono prodotti da materiali dell'interno. Questi ritrovamenti rappresentano le più antiche ceramiche datate con certezza da un contesto archeologico relativo all'isola della Nuova Guinea. Inoltre, le ceramiche provengono dall'interno, suggerendo movimenti di persone e pratiche tecnologiche, così come di oggetti, in questo periodo. L'antichità delle ceramiche di Wañelek coincide con l'espansione della ceramica Lapita nel Pacifico Occidentale. Una tale occupazione avviene nello stesso periodo durante il quale cambiamenti sono stati identificati nelle strategie di sussistenza nelle registrazioni archeologiche presso la Palude di Kuk (NdT: Kuk Swamp), suggerendo un possibile collegamento tra le due cose.
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Recuperato il genoma di uno dei primissimi agricoltori europei

2 Settembre 2015
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Il genoma di uno dei primissimi agricoltori europei è stato recuperato in Spagna: si tratta di una scoperta di grande importanza perché ci permette di comprendere meglio un importante momento di transizione della storia europea.
La diffusione dell'agricoltura a partire dai Balcani seguì due strade distinte. Da una parte vi fu un'espansione iniziale, testimoniata dalla Cultura della ceramica cardiale, che seguì la costa settentrionale del Mediterraneo. Dall'altra si seguì il corso del Danubio nell'Europa Centrale, con la Cultura della ceramica lineare. A causa delle condizioni climatiche che ostacolano la conservazione, il genoma di un individuo appartenente alla prima tradizione non era mai stato recuperato. La cultura della ceramica cardiale (o impressa) prende questo nome dalla pratica di imprimere le conchiglie del mollusco edibile Cerastoderma edule (in precedenza Cardium edulis) sulla stessa.
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Il genoma è stato ottenuto da un dente del 7400 a. C., appartenuto a una donna vissuta nel Neolitico a Cova Bonica, presso il comune di Vallirana nella provincia spagnola di Barcellona. Si è potuto concludere che gli agricoltori dell'Europa Centrale e quelli del Mediterraneo sarebbero molto omogenei: avrebbero un'origine comune da una popolazione collocata all'incirca nella Penisola Balcanica. La donna di Cova Bonica avrebbe avuto pelle chiara e occhi e capelli scuri. Anche se i moderni Spagnoli derivano in gran parte da quelle popolazioni, coloro che hanno massimamente preservato questa componente genetica sarebbero gli abitanti dei Paesi Baschi e della Sardegna. Vi sarebbe anche una firma genetica che non fu acquisita dal mescolarsi coi locali cacciatori raccoglitori iberici.
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Turchia: proseguono gli scavi presso Antiochia ad Cragum

2 Settembre - 22 Ottobre 2015
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Riprendono gli scavi presso il sito di Antiochia ad Cragum, sito presso il villaggio di Güney, nel distretto di Gazipaşa della provincia turca di Antalya. Prende il nome dal vicino Monte Kragos.
Un tempo era sede di pirati cilici, le cui tracce si possono seguire con le ancore di 2000-2500 anni fa, da poco dissotterrate. Era anche un importante luogo di commercio. Oggi possiamo ammirarla per altri motivi: i mosaici per una lunghezza di 600 metri, i resti dei bagni e del parlamento, il tempio con mosaico nel quale si è ritrovata la testa di Medusa.

Link: University of Nebraska-LincolnHurriyet Daily News via Anadolu Agency; Live Science 1, 2; Daily MailArchaeology.wiki
La provincia di Antalya in Turchia, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest).)


Inghilterra: un campo del Mesolitico dalla Contea di Durham

1 - 2 Settembre 2015
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1500 reperti circa e i resti di un campo, utilizzato probabilmente per la caccia e risalente al Mesolitico (più precisamente, al 7000 a. C. circa), sono stati scoperti ad Upper Teesdale nella Contea di Durham, sui Monti Pennini Settentrionali.
Link: BAJR Archaeology; BBC News
La Contea di Durham, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Nilfanion (Nilfanion - Ordnance Survey OpenData: County boundaries and GB coastline National Geospatial-Intelligence Agency Irish, French and Isle of Man coastlines, Lough Neagh and Irish border).
 


Turchia: scoperte da Yassıhöyük e Topakhöyük

1 Settembre 2015
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Scoperto un insediamento di Yassıhöyük, presso il villaggio di Ovaören nella provincia di Nevşehir, datato al 1700 a. C., ma per gli studiosi, che stanno documentando l'insediamento nei diversi strati, potrebbe datare addirittura fino al 6000 a. C.
Gli scavi hanno rivelato anche un insediamento del 2500 a. C., presso Topakhöyük: i due luoghi insieme coprono un'area di 350 mila m².
Link: Hurriyet Daily News via Doğan News Agency
La provincia di Nevşehir, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest)).
 


Malesia: relitti che potrebbero riscrivere la storia del Sud Est Asiatico

31 Agosto - 2 Settembre 2015
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Ritrovamenti presso il sito di "Kedah Tua", dallo stato malese di Kedah, potrebbero riscrivere la storia dell'intero Sud Est asiatico.
Presso il sito archeologico di Sungai Batu si sarebbero ritrovate nel fango di un antico fiume che lì scorreva, i relitti di cinque-sette navi o barconi, tra i 12 e i 15 metri di lunghezza, con alberi ancora visibili. Le navi erano utilizzate per il trasporto di ferro. A Sungai Batu si sono anche ritrovati manufatti e un monumento di forma circolare, che sono stati datati al 110 d. C. Gli studiosi notano però che le rovine avrebbero fino a 2500 anni, con la città che avrebbe prosperato per secoli.
Si tratta di scoperte di grandissima importanza, visto che implicano l'esistenza di un'importante cultura nel Sud Est asiatico. La Civiltà di Sungai Batu sarebbe la più antica nota nell'area: si consideri che Angkor Wat in Cambogia data a partire dal nono secolo, e il Tempio di Borobodur in Indonesia al dodicesimo.
 

Link: The Star OnlineThe Star Online via Bernama; BernamaInternational Business Times; Archaeology News Network.
Lo stato di Kedah in Malesia, da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Malaysia location map.svg (by Uwe Dedering)).
 
 


A Roma la Mostra "François Truffaut - Poeta dell'Immagine"

4 Settembre 2015

FRANÇOIS TRUFFAUT

POETA DELL’IMMAGINE

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CASA DEL CINEMA

Largo Marcello Mastroianni, 1 - 00197 Roma

Ingresso: da Piazzale del Brasile e da qualunque accesso a Villa Borghese

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Sorte di un gheppio mummificato e allevamento di rapaci in Egitto

3 Settembre 2015
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Alimentazione forzata fatale o soffocamento dovuto a troppa voracità? Uno studio ha cercato di comprendere a quale di queste due cause attribuire la morte di un gheppio comune europeo (Falco tinnunculus), ritrovato mummificato e ora presso il Museo di Iziko a Città del Capo, in Sud Africa (SACHM 2575).
 
Fino ad oggi si sono ritrovate mummie animali a milioni: comuni a partire dal 600 a. C. e fino ad epoca romana, il termine della pratica si verifica attorno al 250 d. C. Gli studiosi si interrogavano sul grande quantitativo di rapaci ritrovati: erano cacciati, o trovati morti, o allevati? Scoprendo che la sorte del gheppio SACHM 2575 sarebbe derivata dalla sua alimentazione forzata, lo studio in questione fa propendere proprio per l'ultimo caso, fornendo pure la prima prova dell'allevamento in massa di gheppi in Egitto. Con la mummificazione, si sarebbero ottenute offerte per gli Dei.
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Polo Reale di Torino: riapertura della Caffetteria Reale

3 Settembre 2015

POLO REALE DI TORINO RIAPERTURA DELLA CAFFETTERIA REALE

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Sabato 5 settembre, dopo solo qualche settimana di chiusura per consentire lo svolgimento di alcuni lavori di manutenzione, riapre al pubblico la Caffetteria del Polo Reale di Torino che offre un momento di ristoro in una cornice magnificente adorna di oggetti preziosi facenti parte delle collezioni sabaude. Inaugurata nel 2007 in seguito ad accurati restauri, la Caffetteria occupa l’area dell’antico “Servizio di Frutteria”, un gruppo di locali che compare sin dal Settecento nelle fonti storiche relative al Palazzo Reale quale luogo deputato alla conservazione di porcellane pregiate in appositi armadi. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, nell’ambito dei lavori diretti da Emilio Stramucci per la realizzazione della Manica Nuova di Palazzo Reale ora sede della Galleria Sabauda, questo nucleo risulta ridotto a tre stanze destinate semplicemente a magazzino della frutta.

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Angela Tecce, nuovo Direttore del Polo Museale Regionale della Calabria

3 Settembre 2015

Angela Tecce, nuovo Direttore del Polo Museale Regionale della Calabria

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Angela Tecce dal 1 settembre 2015 è il nuovo dirigente Direttore del Polo Museale della Calabria, ufficio recentemente istituito nell'ambito della riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

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