Roma: War Pictures in Jazz, concerto a Palazzo Braschi

DOMENICA 27 DICEMBRE, ORE 12.00

MUSEO DI ROMA  - PALAZZO BRASCHI

 WAR PICTURES IN JAZZ

Un concerto della Roberto Spadoni Ensemble

Roberto Spadoni - chitarra

Francesco Diodati - chitarra

Matteo Bortone - contrabbasso

Enrico Morello – batteria

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Cosa si ascoltava in Italia nei drammatici anni della seconda guerra mondiale? Che genere di produzione musicale veniva utilizzata per il cinema, per la radio, per gli spettacoli di varietà? O ancora, quale colonna sonora potremmo oggi immaginare vedendo le fotografie grandiose e terribili in esposizione della mostra in corso “WAR IS OVER. L’Italia della Liberazione nelle immagini dei U.S. Signal Corps e dell’Istituto Luce, 1943-1946”, dove compaiono vincitori e vinti, paura e speranza, bellezze e macerie?
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Pompei: riaprono oggi 6 nuove Domus restaurate

POMPEI, IL 24 DICEMBRE RIAPRONO 6 NUOVE DOMUS RESTAURATE ALLA PRESENZA DI RENZI E FRANCESCHINI

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La mattina di giovedì 24 dicembre verranno riaperte a Pompei 6 domus recentemente restaurate. Con l’occasione sarà fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori del Grande Progetto. Interverranno il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini;  il Soprintendente archeologico di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna; il Direttore del Grande Progetto Pompei, Giovanni Nistri.
Roma, 23 dicembre 2015
Ufficio Stampa MiBACT

Gli edifici restaurati, che già dal 24 dicembre saranno accessibili al pubblico a partire dalle ore 13, sono: la Fullonica di Stephanus, la Casa del Criptoportico, la Casa di Paquius Proculus, la  Casa del Sacerdos Amandus, la Casa di Fabius Amandio e la Casa dell’Efebo.
Inoltre dal 26 dicembre e fino al 10 gennaio Scabec, con il circuito Campania>Artecard, propone due percorsi inediti che guideranno gli ospiti alla scoperta di domus appena restaurate e aree normalmente chiuse al pubblico.
I percorsi sono:“Di domus in domus” (visite dalle ore 10.00 alle 15.00 – biglietteria di Piazza Esedra – tutti i giorni tranne il 1 gennaio) che prevede la visita  all'antica "tintoria" Fullonica di Stephanus dove  sarà illustrato il trattamento dei tessuti utilizzato dagli antichi romani, ai quattro ambienti termali della Casa del Criptoportico, alla Casa di Paquius Proculus con le sue scritte elettorali, alla  Casa del Sacerdos Amandus con le pitture del triclinio che riprendono le imprese degli eroi e all’attigua Casa di Fabius Amandio un esempio di piccola casa del ceto medio e infine alla Casa dell’Efebo, una ricca dimora di mercanti che si distingue per il lusso e il fasto delle decorazioni delle pareti e dei pavimenti.
Il secondo percorso proposto da Campania>Artecard è “Memorie e suggestioni - viaggio dal 79 d.C. ad oggi” (visite alle ore 11.00, 13.00, 15.00 – biglietteria di Porta Anfiteatro tutti i giorni tranne il 1 gennaio) che prevede la visita all’Anfiteatro e alla Piramide, realizzata dall'architetto Francesco Venezia che custodisce i calchi, e la  Palestra Grande, un tempo utilizzata per l’educazione fisica della juventus e arricchita dalla mostre degli affreschi provenienti dalla Villa di Moregine.
Le visite sono comprese nel biglietto d'ingresso agli Scavi ma è necessario prenotarsi. Disponibilità fino ad esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni 800 600 601 cellulari ed estero +39 06 39967650 , www.campaniartecard.it
I percorsi speciali di Campania>Artecard a Pompei sono realizzati dalla Scabec, la società campana beni culturali, che ha curato anche il progetto "Pompei, un'emozione notturna", le visite notturne guidate spettacolarizzate che si sono tenute durante l'estate ed ha prodotto il cortometraggio promozionale di Pappi Corsicato "Pompei, eternal emotion".
Soprintendenza Speciale per  Pompei, Ercolano e Stabia
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
23 - 24 Dicembre 2015

Rassegna Stampa

Link: Repubblica Napoli; Il Mattino; The Telegraph; The History BlogANSAmed; Archaeology News Network via AFP; FAI
 


Agricoltura o no, le popolazioni crebbero allo stesso modo

21 Dicembre 2015
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Le popolazioni di cacciatori raccoglitori preistorici che vissero nell'area corrispondente agli odierni stati di Wyoming e Colorado, tra seimila e tredicimila anni fa, crebbero allo stesso modo degli agricoltori europei.
Questi i risultati di un nuovo studio che quindi confuterebbe l'assunto che l'agricoltura (il cui avvento si ebbe tra i dieci e i dodicimila anni fa) avrebbe accelerato la crescita della popolazione umana. In generale, tassi simili di crescita (attorno allo 0,04%) si sarebbero misurati per le popolazioni preistoriche a livello globale.
A determinare la crescita a lungo termine sarebbero perciò state altre ragioni, di carattere biologico o legate al clima, e non l'adattabilità all'ambiente locale o pratiche di sussistenza.
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Un felice 2015 per l'IDEA-MAT

UN ISTITUTO E UN MUSEO IN CRESCITA: UN FELICE BILANCIO

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Il 2015 chiude in bellezza per l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia e per il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari: confermando una netta tendenza alla crescita, sia come presenze di pubblico che come introiti . Infatti, dal 2013 a oggi, l’Istituto, nella sua sezione espositiva museale, presente nelle belle sale del Palazzo delle Tradizioni popolari di Piazza Marconi, ha conseguito un incremento di oltre il 30% dei visitatori. Grande è anche il rinnovato interesse della stampa, e della comunicazione radiotelevisiva, le quali hanno dato ampio spazio alle notizie sulle nostra attività. Queste le ragioni di una tendenza allo sviluppo: iniziative originali e di produzione da parte dell’Istituto, adesione e promozione delle iniziative istituzionali del Mibact, quale la gratuità della prima domenica del mese, e, motivo di orgoglio, l’avvio di un programma educativo e di conoscenza per le scuole, ideato e gestito interamente dal personale interno dell’Istituto, programma che ha riscosso un successo superiore ad ogni aspettativa.
L’anno si è aperto con una importante e nuova mostra di arte tessile contemporanea: Off Loom- Fiber Art. Una mostra collettiva che si è proposta di censire il meglio della produzione artistica tessile contemporanea  nell’intero Paese. Buone vendite del libro-catalogo, edito da Corraini di Mantova, e ottime recensioni  della stampa generale e di settore. Ma la sorpresa è stata, per molti visitatori nuovi, scoprire gli ambienti dell’EUR, i saloni intatti nelle forme architettoniche razionaliste del Ventennio.
L’Atelier dei Bambini, inaugurato con un clamoroso successo di presenze di bimbi e famiglie il 12 aprile, ha già raggiunto, in questo primo anno di esercizio, ben oltre 3000 presenze e oltre 100 classi diverse. Ma il calendario delle prenotazioni per il 2016 è già sorprendentemente nutrito di scuole di ogni quartiere di Roma, mentre crescono le iniziative domenicali per le famiglie (burattini e teatro di figura). A questo proposito, significativo il dato numerico delle domeniche gratuite 2015, premiato con una media di 450 visitatori per volta: e’ innegabile che i romani si stanno riabituando a pensare al quartiere Eur come a una possibile meta domenicale per un pomeriggio di arte e cultura.
A chiusura dell’attività espositiva del 2015, ci piace ricordare la mostra delle fotografie di Arturo Zavattini, uomo di cinema e insospettato – e sinora inedito - grande autore della fotografia italiana. Una passeggiata in un’Italia semplice, dinamica e colma di speranze per il futuro: quella della ricostruzione del secondo dopoguerra, che stimola riflessioni per il nostro presente.
Le feste di fine anno sono salutate dal riallestimento del “Presepe del Re”, il monumentale presepe settecentesco napoletano, nella interpretazione  di uno degli ultimi maestri presepiari della tradizione.
In conclusione, un bilancio sociale lusinghiero, per una collezione importante che richiede un sforzo di comprensione per coniugare il passato con il presente. A fronte di questi dati, senza dubbio positivi, come Istituto ci si è interrogati  sul valore dei dati stessi, sul piano del capitale umano. E’ questa la vera risorsa: la relazione che nasce con il pubblico dall’impegno quotidiano nella tutela e promozione delle collezioni e del mandato istituzionale di conoscenza dell’etnografia italiana attuale. Tutto ciò è un augurio per il 2016.

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
Logo del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari  (http://museonazionaletradizionipopolari.tumblr.com/)da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricato da Vicipaedianus x
 


Mostra "Un prezioso gruzzolo di monete greche antiche da Poggio Picenze"

22 Dicembre 2015

Un prezioso gruzzolo di monete greche antiche da Poggio Picenze

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È il titolo della mostra che si inaugura il 23 dicembre alle ore 10,30 a L’Aquila presso la filiale della Banca d’Italia  in cui vengono esposte 80 monete  d’argento (denominate tetradrammi, trioboli e dracme) emesse da zecche greche del Peloponneso, dalla Lega Achea, da Atene e dai re della Cappadocia, tra il III e il II secolo avanti Cristo. L’esposizione è frutto della collaborazione tra la Banca d’Italia, filiale dell’Aquila e la Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo nell’ambito della presentazione della nuova banconota da 20 euro.
Di questo “tesoretto” ci rimangono 400 monete rinvenute nel 1953 in una cava di pietra a Poggio Picenze, nel Comune dell’Aquila, che per la prima volta sono esposte al di fuori del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti.  Sulle monete sono rappresentati simboli caratteristici della vita politica, sociale e religiosa del mondo antico greco.
Sul dritto delle tetradramme di Atene è rappresentata la testa della divinità protettrice della città, Atena, mentre sul rovescio compare la civetta, animale sacro alla dea, simbolo di sapienza e saggezza.
Sul dritto dei trioboli della Lega Achea, unione politica ed economica di città–stato, è raffigurata la testa di Zeus, patrono della Lega, protettore delle alleanze e delle federazioni di popoli. Sul rovescio, invece, accanto al monogramma della Lega, è apposto un simbolo individuale di ogni poleis quale il tridente, il delfino, il fulmine, la testa di capra: questi simboli rappresentano un segno di autonomia, paragonabili a quelli utilizzati sulle odierne banconote e monete dell’euro.
Il tesoretto fu nascosto probabilmente nell’80 a.C. e contiene molti pezzi emessi due secoli prima. Ciò non deve meravigliare: anticamente  le monete rimanevano a lungo in circolazione e alcuni tipi, come quello delle monete d’argento di Atene, ebbero prolungato successo “internazionale” per la qualità della lega metallica e per il peso regolare.
È probabile che il gruzzolo di Poggio Picenze e altri tesoretti simili, ritrovati fuori dai confini della diffusione della civiltà greca, fossero proprietà di militari che avevano partecipato alle campagne belliche condotte in Grecia da Silla contro Mitridate VI Eupator (88–85 a.C).
Una parte rappresentativa del tesoretto è esposta dal 1985 nelle sale della Collezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale dell’Abruzzo a Chieti.
La mostra sarà visitabile fino al 16 maggio 2016 durante gli orari di apertura al pubblico della Banca d'Italia: dal lunedì al venerdì 8,15 - 13,30.

 
Come da MiBACT, Redattore Giuseppe La Spada
Piazza Duomo a L'Aquila, foto da WikipediaCC BY-SA 2.5, caricata da e di Raboe001 (Ra Boe - selbst fotografiert DigiCam C2100UZ).
 


Mostra "Sorella Terra. La nostra casa comune" al Museo di Roma Palazzo Braschi

MUSEO DI ROMA PALAZZO BRASCHI

FINO AL 28 FEBBRAIO 2016

SORELLA TERRA. LA NOSTRA CASA COMUNE

Mostra fotografica di National Geographic Italia

A cura di Marco Cattaneo

The Blue Hole at Lighthouse Reef in the middle of the 160-mile MesoAmerican Barrier Reef, the second largest barrier reef in the world. The Blue Hole is 400-feet deep and more than 1,000 feet across. It is a sunken cave that was flooded during the last ice age.
.JAD DAVENPORT/National Geographic Parco Naturale Great Blue Hole, Distretto di Belize, Belize. Il Great Blue Hole, profondo più di 120 metri e ampio oltre 300, è il tetto crollato di un sistema di cave sommerse nei pressi di Lighthouse Reef.

Il 22 dicembre al Museo di Roma Palazzo Braschi, si inaugura la mostra SORELLA TERRA, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e realizzata
da National Geographic Italia con oltre 60 fotografie.

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Egitto: ulteriori dettagli sullo scheletro di Wadi Kubbaniya

22 Dicembre 2015

Ulteriori dettagli sull'antico scheletro di Wadi Kubbaniya

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In risposta a coloro che avevano richiesto (al Ministero delle Antichità Egizie, NdT) ulteriori dettagli circa lo scheletro di Wadi Kubbaniya, che è ora esibito al Museo Egizio, si riferiscono i seguenti dettagli:
lo scheletro data alla Preistoria, al Tardo Paleolitico, (21.000-19.000 anni prima del tempo presente) in seguito alla datazione al radiocarbonio dei siti vicini alla sepoltura. Fu scoperto da Fred Wendorf e Romuald Schild nel 1982 a Wadi Kubbaniya, sulla riva sinistra del Nilo, a 12 km a nord di Aswan.

Si tratta di uno scheletro umano fossilizzato che fu ritrovato in una fossa ricoperta dalla sabbia, e racchiuso in un blocco di arenaria calcarea. Il corpo è stato seppellito a faccia in giù, in posizione estesa, con la testa rivolta verso Est e le braccia lungo i fianchi. Le gambe non sono state ritrovate, ma porzioni frammentate delle estremità inferiori sono state identificate. Si crede che le gambe possano essere state flesse e piegate, ma la loro prima esposizione condusse a notevoli danni a causa dell'abrasione. Un anno dopo la scoperta, un permesso fu emesso dall'Organizzazione delle Antichità Egizie per inviarlo per un anno al Museo Nazionale degli Stati Uniti, a Washington, per la rimozione dello scheletro dalla matrice che lo avvolgeva, per la preparazione degli stampi la conduzione di uno studio tecnico dello scheletro. Il risultato dello studio mostrò che lo scheletro apparteneva a un giovane uomo (23 anni circa). L'altezza del giovane uomo è stata stimata a 172 cm. Era un lanciatore muscoloso e forte che usava la sua mano destra. Lo studio spiega anche la causa della morte: c'erano due lame in selce nella regione addominale di sinistra, così si suppone che sia stato vittima di una lancia dalle spalle. Una punta di lancia rimane nella posizione dell'aorta addominale e l'altra vicino la posizione del rene sinistro e aorta, entrambi potrebbero aver causato l'emorraggia fatale.
Vale la pena menzionare che lo scheletro fu conservato presso i magazzini del Museo Egizio e che è stato esibito per la prima volta agli inizi di questo mese (Dicembre 2015).

Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities: Eman. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.


Russia: un infante di 4.500 anni fa presso il Lago Itkul

21 Dicembre 2015
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Figurine usate forse come giocattoli e sonagli o amuleti, sono state ritrovate nella sepoltura di un infante di 4.500 anni fa sulla sponda nord-occidentale del Lago Itkul, nel bacino del Minusinsk, nell'Oblast' di Chelyabinsk.
Appartenuto alla Cultura Okunev, la sua testa era rivolta a sud-ovest. Tra i reperti ritrovati: 11 placche in rame (forse dal copricapo), un orecchino.
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Link: Live Science
Il Lago Itkul, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Алекс7775.
 
Chelyabinsk Oblast, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Russia edcp location map.svg (by Uwe Dedering)).


Comunicazione e linguaggio: è una questione di turni

15 Dicembre 2015
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Quando dialoghiamo, facciamo evidentemente a turno.  Gli intervalli tra una risposta e l'altra sono però sorprendentemente brevi: appena 200ms, da confrontarsi con i 600ms necessari per preparare la parola. Ciò implica una sostanziale sovrapposizione tra ascolto e comprensione da una parte e preparazione della risposta e produzione del linguaggio dall'altra.
Una caratteristica che, secondo la nuova ricerca che ha affrontato l'argomento, inizierebbe a svilupparsi già da neonati, e sarebbe derivata dai primati, in particolare dalle grandi scimmie (Hominidae). Questi utilizzerebbero un sistema di gesti a turni alternati e avrebbero un canale vocale, sebbene meno complesso del nostro.
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Politica e religioni: un legame stretto, oggi come allora

21 Dicembre 2015

Sarah Barber, University of Central Florida. Credit, UCF: Nick Russet
Sarah Barber, University of Central Florida. Credit, UCF: Nick Russet

Una nuova ricerca ha preso in esame le relazioni tra politica e religione, per quanto riguarda l'area di Oaxaca, nel Messico precolombiano, tra il 700 a. C. e il 250 d. C.
Al contrario di quanto ritenuto, in quel periodo di formazione e di emersione degli stati e delle società locali, le religioni sarebbero state importanti secondo modalità differenti, ma avrebbero contribuito a dividere più che a unire, conducendo a tensioni e a conflitti. Lo studio sottolinea infine il ruolo delle religioni nei processi politici (allora come oggi).
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