Cagliari: i Carabinieri restituiscono alla Chiesa di Sant'Agostino Nuovo la statua del Santo

CAGLIARI: I CARABINIERI RESTITUISCONO ALLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO NUOVO LA STATUA DELL’OMONIMO SANTO

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QUESTA MATTINA, ALLA PRESENZA DEL DOTT. RAIMONDO SPANO, RESPONSABILE DEL FONDO EDIFICI DI CULTO DELLA PREFETTURA DI CAGLIARI E DELLA DOTT.SSA MARIA PASSERONI, FUNZIONARIA DELLA SOPRINTENDENZA BELLE ARTI E PAESAGGIO DI CAGLIARI, I CARABINIERI DEL NUCLEO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE DI CAGLIARI HANNO RESTITUITO NELLE MANI DI DON VINCENZO FOIS, RETTORE DELLA CHIESA CAGLIARITANA DI SANT’AGOSTINO NUOVO, UNA PREGEVOLE STATUA LIGNEA DEL XVII SECOLO ATTRIBUITA PROPRIO AL SANTO DI IPPONA E FACENTE PARTE DEL PATRIMONIO DI QUELL’ISTITUTO RELIGIOSO.
DELL’OPERA, REALIZZATA CON LA TECNICA “DELL’ESTOFADO DE ORO”, TIPICA DELLA SARDEGNA DEL XVI E XVII SEC., SI ERANO ORMAI PERSE LE TRACCE E DELLA SUA PRESENZA IN CHIESA RIMANEVA SOLO UN FLEBILE RICORDO NELLA MEMORIA DI QUALCHE ANZIANO PARROCCHIANO.
CIRCA UN ANNO FA I MILITARI, DURANTE UN CONTROLLO AMMINISTRATIVO AD UN ESERCIZIO COMMERCIALE DI SETTORE NEL QUARTIERE DELLA MARINA, RISCONTRAVANO LA PRESENZA DELLA SCULTURA SULLA QUALE ERANO IN CORSO, PER CONTO DI UN NOTO PROFESSIONISTA CAGLIARITANO, ALCUNI IMPORTANTI INTERVENTI DI RESTAURO CONSERVATIVO IN ASSENZA, PERO’, DEI PREVISTI TITOLI AUTORIZZATIVI. LE INDAGINI FINALIZZATE A RISCONTRARNE PROVENIENZA E PROPRIETA’ CONSENTIVANO DI COLLOCARE LA STATUA ALL’INTERNO DELLA CHIESA FINO AL 1946. DOPODICHE’ NULLA PIU’.
DURANTE IL CONTROLLO UN PARTICOLARE AVEVA DESTATO L’ATTENZIONE DEI MILITARI: LA MANCANZA DELLE TRE DITA DELLA MANO DESTRA DELLA SCULTURA. STESSA CARATTERISTICA CHE VENIVA EVIDENZIATA IN UN INVENTARIO DEL 1946, ACQUISITO GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON LA PREFETTURA DI CAGLIARI, IN CUI, L’ALLORA SOPRINTENDENTE, ELENCAVA TUTTE LE OPERE D’ARTE FACENTI PARTE DEL PATRIMONIO MOBILE DELLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO TRASFERITE, PER MOTIVI DI SICUREZZA, NEL DUOMO DI CAGLIARI.
LA STATUA, SEQUESTRATA A MAGGIO DI QUEST’ANNO E DOPO GLI ESAMI TECNICO-SCIENTIFICI DEGLI STORICI DELL’ARTE DELLA SOPRINTENDENZA CHE HANNO DEFINITIVAMENTE CONSENTITO DI RICONDURLA AL PATRIMONIO MOBILE DELLA CHIESA, E’ STATA FINALMENTE RESTITUITA AL CULTO DEI FEDELI.
UNA PERSONA E’ STATA DENUNCIATA PER IL REATO DI OPERE ILLECITE.
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Cagliari, 21 dicembre 2015
Fonte dati:
Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Nasce Italiajazz.it, il nuovo portale del jazz italiano

NASCE CON IL SOSTEGNO DEL MIBACT ITALIAJAZZ.IT
Il nuovo portale del jazz italiano

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Oltre 1.900 artisti, 570 tra band, orchestre e collettivi, più di 280 festival e rassegne e circa 80 club. E ancora, 700 strutture tra scuole di musica, Conservatori e associazioni di musicisti, 900 concerti e oltre 470 luoghi di spettacolo. È ItaliaJazz.it, il nuovo portale dedicato al mondo del jazz italiano e alla sua promozione. Non solo network "dinamico e aperto agli operatori", il nuovo portale è stato ideato dall'associazione I-Jazz ed è destinato a diventare "la nuova casa" di artisti, strutture organizzative e pubblico. La sua porta sarà "aperta per chiunque vorrà entrare e fare un viaggio nella nostra musica, il jazz italiano", ha detto Paolo Fresu, tra i jazzisti italiani più conosciuti intervenuto oggi alla Casa del jazz di Roma per la presentazione del portale. "Abbiamo tantissimi giovani incredibili e il portale offrirà anche a loro una opportunità virtuale per essere visibili all'esterno", ha aggiunto Fresu.

Egitto: la tomba della balia di Tutankhamun presto aperta al pubblico

20 Dicembre 2015

La tomba della balia di Tutankhamun presto aperta al pubblico

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Il dott. Mamdouh Eldamaty ha dichiarato oggi che la "Tomba di Maya", la balia del Faraone "Tut Ankh Amun" che è situata nel sito di Bubastis presso Saqqara sarà aperta per la prima volta a visite nazionali e internazionali. La dichiarazione si è avuta durante la visita del Ministro per celebrare il completamento delle procedure di pulizia della tomba.
Alle celebrazioni hanno partecipato il dott. Khaled Zakarya, Governatore di Giza, il dott. Mahmoud Afifi, a capo del Settore delle Antichità Egiziane, e il dott. Alain Zivie, a capo della missione francese a Bubastis presso Saqqara dal 1996, la missione che ha esplorato, a quel tempo, questa tomba unica che è considerata importante, poiché ha relazioni con uno dei più importanti sovrani dell'età faraonica, "Tut Ankh Amun".
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Eldamaty attraverso la sua affermazione ha riferito di un coccio che è stato ritrovato all'interno della tomba durante i lavori di pulizia e preparazione. Sul coccio il titolo "Grande degli Harim" (NdT: "Great one of the Harim" in Inglese) era iscritto, così il lavoro di squadra tende a credere che "Maya" non fosse solo la balia privata del Faraone "Tut Ankh Amun ", ma si suggerisce che avesse una posizione più elevata, poiché portava un importante titolo come quello de "la Grande degli Harim" , sebbene il titolo di nutrice del sovrano sia il più celebre.
Il Ministro ha aggiunto che la stessa Maya potrebbe essere la sorella maggiore del Faraone "Tut Ankh Amun", portando il nome di "Merit Aten", indicando una scena nella tomba reale a "Tal Al-Amarna" che rappresenta la sepoltura di "Meketaten" la figlia maggiore del Faraone "Akhenaten ", nella stessa scena "Merit Aten" appare mentre porta un neonato e lo allatta, e questo bambino si suggerisce essere il Faraone "Tut Ankh Amun".
Questa ipotesi enfatizza che il periodo a venire testimonierà il rivelarsi di ulteriori segreti, e altre sorprese per il Faraone "Tut Ankh Amun", in particolare in seguito alle diverse ricerche effettuate con le scansioni radar presso la tomba del Farone bambino presso "La Valle dei Re", che potranno condurci alla scoperta di camere nascoste connesse alla stessa “Merit Aten”.
Da parte sua, Mahmoud Afifi, a capo del Settore delle Antichità Egizie, ha riferito che questa tomba sarà pronta per i visitatori, egiziani e stranieri, indicando il riutilizzo di questa tomba nel Periodo Tardo e in epoca greco-romana come cimitero per i gatti, dove iscrizioni e scene originali erano coperte da pietre e materiali da costruzione, con riferimento ai lavori di pulizia che hanno rimosso tutti questi resti e riportato la tomba alla sua condizione originale.
Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa: scritto da Gehad El Rawy, tradotto da Hend Monir. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.
20 – 21 Dicembre 2015

Rassegna Stampa

Nel ribadire l'apertura della tomba al pubblico, il mese prossimo, si sottolinea che sulla base dell'iscrizione, la nutrice di Tutankhamun potrebbe essere stata anche sua sorellastra o sorella.
Link: Science Daily via AFP; Ahram Online 1, 2; Daily MailThe Guardian; IndependentThe History Blog; Live Science; Discovery NewsAl ArabiyaABC.net.au; Repubblica 1, 2; Euronews


41 anni fa usciva nelle sale “C’eravamo tanto amati”

41 anni fa usciva nelle sale “C’eravamo tanto amati”

di Antonella Lobraico

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1954-1974: tre ex partigiani, dopo aver vissuto sulla propria pelle il secondo conflitto mondiale, si rincontrano e si riallontanano in un susseguirsi di eventi. È il dopoguerra italiano e Gianni (Vittorio Gassman), Nicola (Stefano Satta Flores) e Antonio (Nino Manfredi) sono i tre amici protagonisti del film cult “C’eravamo tanto amati” (1974) diretto da Ettore Scola.

La pellicola, che rientra tra i più straordinari esempi di commedia all’italiana, ripercorre circa 30 anni della storia d’Italia a partire dal secondo dopoguerra del quale vengono messi a nudo illusioni, speranze, delusioni. In questo senso i tre amici, diversi tra loro a livello ideologico, sono una chiara rappresentazione dei tre volti dell’Italia dopo il conflitto mondiale.

Gianni è il simbolo dell’idealismo sceso a compromessi con il denaro: sposa infatti la figlia di un uomo ricco e disonesto, tramite il quale potrà fare carriera. Nicola invece nel suo ostinato intellettualismo, rincorre rivoluzioni mancate che lo portano a perdere la famiglia e il lavoro, finendo infine per scrivere recensioni cinematografiche (per di più firmate “Vice”) su svariati giornali. Antonio diventa espressione del partito comunista, pronto a battersi e a non svendere i propri valori. Tra loro ruota la figura di Luciana (Stefania Sandrelli) la quale, dopo essere entrata in contatto intimamente con ognuno dei tre amici finisce per premiare Antonio, colui che non l’ha mai tradita e che l’ha amata fin dal primo momento.

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Un triangolo amoroso ricorrente quindi, con uno scambio continuo di pedine: tematica che Scola aveva già affrontato nel precedente “Dramma della gelosia” (1970). Un film cult tanto per gli argomenti rappresentati quanto per i numerosi omaggi al Neorealismo (“Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica), ad Ejzenštejn (“La Corazzata Potëmkin”), ad Antonioni (“L’Eclisse”), passando per le sequenze metacinematografiche (le riprese di una scena del film “La dolce vita” di Fellini) sino ad arrivare alla focalizzazione sul medium televisivo, momento di raccoglimento della famiglia italiana, ma allo stesso tempo manipolatore dell’opinione pubblica.

Uno spietato e cinico spaccato di un’Italia divorata dai deludenti entusiasmi politici: speranze vacue che hanno condotto gli italiani alla precarietà, alla perdita di se stessi, alla sfrenata ricerca di un’avida ed ingorda ricchezza materiale, magistralmente rappresentata dalla goffa quanto vorace famiglia Catenacci. Uno scenario valido ieri quanto oggi: l’incomunicabilità tra i componenti della famiglia di Gianni che si cercano senza trovarsi per poi raggiungere ognuno il proprio e personale veicolo (auto o moto), svuotando il garage in una sorta di specchio del proprio io, l’amara consapevolezza di “voler cambiare il mondo, ma il mondo ha cambiato noi”, la voluta rottura con il meccanismo di illusione cinematografica. Scola infatti, focalizzando a turno l’attenzione sui personaggi crea un dialogo diretto con lo spettatore, richiamandone e sollecitandone l’attenzione, introducendolo infine in un film che dopo pochi minuti diventa un lungo flashback in bianco e nero e che solo nella seconda parte del film acquisirà colore.

L’amarezza di fondo e l’evidente umorismo critico consegnano allo spettatore di ieri, oggi e domani un rifugio ancora autentico: il cinema. Un gioiello della cinematografia italiana, un racconto dell’Italia di sempre reso concreto attraverso un film dall’impostazione fortemente teatrale e dal sempre vivo potere del cinema: tutto questo è C’eravamo tanto amati.

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Dai consigli sulla grammatica allo stile di scrittura

18 Dicembre 2015
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Un nuovo studio ha esaminato l'impatto dei libri del mercato di massa, pubblicati a partire dagli anni cinquanta del secolo scorso, che promuovevano un certo stile di scrittura in lingua inglese.
Ne è risultata un'influenza notevole, particolarmente evidente nelle proposizioni relative (Standard English Relative Clause): confrontando i testi dei primi anni '60 con quelli degli anni '90 è apparso un cambiamento evidente, con gli scrittori che hanno preferito utilizzare sempre più that e non which.
Quegli stessi scrittori che hanno seguito questo consiglio tendevano poi a seguire anche l'altro, di evitare il passivo. Dall'altra parte, invece, tendevano comunque a concludere le frasi con una proposizione, il che era al contrario bandito. Tutti questi mutamenti hanno carattere informale, il che - secondo gli autori dello studio - dimostrerebbe che le norme grammaticali tendono ad avere maggiore successo quando lo presentano.
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Austria: una protesi del sesto secolo da Hemmaberg

14 Dicembre 2015 - 12 Gennaio 2016
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Una rara protesi del sesto secolo d. C. è stata scoperta nel sito di Hemmaberg, vicino al villaggio austriaco di Globasnitz, nella Carinzia meridionale.
Il ritrovamento è avvenuto per una tomba che ha anche fornito reperti come una spilla pennanulare e uno scramasax (arnese da taglio di origine germanica). La tomba, scoperta nel 2009, era occupata da un uomo, di età compresa tra i 35 e i 50 anni, a cui mancava il piede sinistro e parte di tibia e fibula. Gli archeologi hanno qui verificato l'esistenza della protesi, composta da parti in ferro e materiali organici, questi ultimi però sopravvissuti solo in parte nei resti in legno. La tomba dell'uomo, di alto rango, era in un cimitero franco vicino una chiesa.
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Le protesi non sono un ritrovamento usuale, e però se ne parla persino in alcuni testi dell'antichità, in Erodoto e Plinio. Le prove archeologiche sono assai più deboli, anche se un esemplare eccezionale ci viene dalla mummia di Tabaketenmut.
L'analisi dello scheletro sarà sul numero di Marzo della rivista International Journal of Paleopathology.
Link: The History Blog; Forbes; Daily Mail; Atlas Obscura; Archaeology News Network via AFP.
Vista di Hemmaberg, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Griensteidl.
La Carinzia, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - File:Austria location map.svg by Lencer).
 
 


Cipro: scavi e rilevamenti condotti a Dromolaxia-Vizakia

16 Dicembre 2015
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Scavi e rilevamenti condotti a Dromolaxia-Vizakia (Hala Sultan Tekke) hanno rivelato un quartiere della città. Sono risultati tre strati, i due superiori datano al dodicesimo secolo a. C., con una transizione di appena 50 anni dal primo al secondo (avvenuta forse nella seconda metà del tredicesimo secolo a. C.), ed evidenziando il verificarsi di eventi catastrofici visibili con strati di cenere.
Uno dei muri dello Strato 1 è ancora visibile: forse era una struttura difensiva. Per lo Strato 2, meglio conservato, si è trovato un complesso (industriale) con diverse stanze. Ritrovati qui proiettili di fionda, contenitori in alabastro, ceramiche micenee e oggetti di origine egiziana in faïence. Nell'Area A della città si sono trovati pozzi, cisterne e due tombe. In un pozzo si son ritrovati contenitori e uno scarabeo della diciannovesima dinastia.
Solo una piccola porzione della città, che data fino al sedicesimo secolo a. C. almeno, è stata finora scavata. L'insediamento fu poi abbandonato attorno alla seconda metà del dodicesimo secolo a. C.
Link: Republic of Cyprus - Department of Antiquities; Cyprus Mail
Il Distretto di Larnaca, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Cyprus location map.svg (by NordNordWest)).


Iran: tomba di una quarantenne di 4.600 anni fa da Shahr-e Soukhteh

14 Dicembre 2015
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Scoperta una tomba una donna benestante (attorno ai 40 anni) vissuta 4.600 anni fa presso la Città Bruciata (Burnt City, Shahr-e Soukhteh), nella provincia iraniana del Sistan-Baluchistan. Si sono ritrovati 112 manufatti.
Link: Iran Daily
La Provincia del Sistan e Baluchistan, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Nima Farid (Original work by Uwe Dering. Highlighted by Dr. BlofeldBased on File:Iran location map.svg).


L'agricoltura determinò l'inizio dell'Antropocene

17 Dicembre 2015
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Un nuovo studio sottolinea come un pattern naturale, durato 300 milioni di anni, sia stato interrotto seimila anni fa con l'inizio di determinate attività umane. Si tratta in particolare delle attività agricole, che modificarono il paesaggio e determinarono una ristrutturazione delle comunità di piante e animali.
Queste le conclusioni degli autori di un nuovo studio pubblicato su Nature, che riconducono dunque all'agricoltura l'inizio dell'Antropocene, che secondo la definizione di Eugene F. Stoermer è l’era geologica segnata dalle attività umane, il cui impatto sugli ecosistemi del pianeta è rilevante.
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Riapre a L'Aquila il Museo Nazionale d'Abruzzo - MUNDA

DOPO IL DISASTROSO TERREMOTO DEL 2009, A L’AQUILA RIAPRE IL “MUNDA” IL MUSEO NAZIONALE D’ABRUZZO,
NELLA SEDE DELL’EX MATTATOIO COMUNALE
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Lavori di ristrutturazione all’avanguardia per le tecnologie antisismiche e un percorso di grande fascino, con una selezione di oltre 100 opere, in attesa del pieno recupero del castello cinquecentesco. Visitabile gratuitamente fino al 3 gennaio.
Accurati restauri hanno riportato in vita tanti capolavori gravemente danneggiati dal sisma: ora restituiti agli aquilani e alla comunità internazionale.

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