Risultati delle scansioni radar digitali presso la Tomba di Tutankhamun

1 - 2 Aprile 2016

Risultati delle scansioni radar digitali presso la Tomba di Tutankhamun ————————————————————————————————————

944338_478682932336856_3321172640890949605_nLe dieci ore di lavoro della squadra egiziana e americana presso la Tomba del Faraone Tutankhamun (KV62) a Luxor si sono completate da poco.
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Il lavoro di squadra ha assicurato che i risultati preliminari finora raggiunti non contraddicessero i risultati delle precedenti scansioni radar (giapponesi). Gli esperti radar hanno aggiunto che 40 scansioni sono state effettuate su livelli multipli (fino a 5 livelli), utilizzando due antenne radar (400 MHZ & 900 MHZ), che permettono maggiore penetrazione (fino a 4 metri) e una maggiore risoluzione. La squadra ha pure sottolineato che la qualità dei dati grezzi è eccellente, e che anomalie sono state rilevate ma altre arriveranno presto.
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Altre attività radar saranno effettuate alla fine di Aprile dall'esterno della sommità della tomba e i risultati saranno annunciati in una conferenza stampa il prossimo Maggio.
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La squadra di lavoro comprende il dott. Khaled Al Anany (Ministro delle Antichità), il dott. Mamdouh Eldamaty (precedente Ministro delle Antichità), Nicholas Reeves (Egittologo – Spedizione Egiziana – Università dell'Arizona), Eric Berkenpas (Ingegnere elettrico, specialista GPR – National Geographic), Alan Turchik (Ingegnere Meccanico, specialista GPR – National Geographic), il dott. Yasser Elshayeb (Meccanica delle rocce – Università del Cairo), dott. Mahmoud Afify, Direttore del Settore Antico Egitto del Ministero delle Antichità), Ing. Wadallah Abu ELella, Direttore del Settore Progettuale del Ministero delle Antichità) e il dott. Abbas Mohammad, membro del Centro Geofisico di Ricerca in Egitto.

 
Link: Ministry of Antiquities – Egypt 1, 2
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Eman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto dal Ministero delle Antichità Egizie.
Link del 4 Aprile 2016: AlphaGalileo via Universiteit Leiden.
Gli sviluppi precedenti della vicenda: 1234567, 8.


Fasi di espansione e crisi nel Sud Ovest nordamericano

1 Aprile 2016

Pueblo Bonito, Chaco Canyon, New Mexico. Credit: Nate Crabtree
Pueblo Bonito, Chaco Canyon, New Mexico. Credit: Nate Crabtree

La scomparsa dei Pueblo dal Colorado sud occidentale costituisce una delle questioni più aperte nell'archeologia del Sud Ovest nordamericano.
Non sarebbe però stata l'unica a verificarsi: nei cinque secoli si sarebbero verificate tre transizioni culturali. I ricercatori hanno pure documentato narrazioni nelle quali i Pueblo si accordavano su canoni, rituali, comportamenti e credenze, per poi verificare un dissolvimento in conseguenza dei cambiamenti climatici (con danni alle coltivazioni) e quindi con l'instabilità sociale derivante.
Siccità di cinque o dieci anni erano in grado di determinare grandi cambiamenti, che avevano conseguenze nel rituale e nel rapporto col sovrannaturale.
Queste le conclusioni di un nuovo studio, pubblicato su Science Advances, che ha preso in esame 29.311 anelli di alberi da oltre mille siti archeologici e per un periodo compreso dal 500 al 1.400 d. C., al fine di ricostruire la coltivazione del mais nel periodo.
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L'architettura maya influenzò quella coloniale religiosa spagnola

31 Marzo 2016

La chiesa coloniale da Dzibilchaltún
La chiesa coloniale da Dzibilchaltún

L'architettura Maya avrebbe influenzato quella religiosa dei coloni spagnoli. Questi i risultati della tesi di dottorato in archeologia di Teobaldo Ramirez Barbosa, che ha confrontato le chiese coloniali spagnole e gli edifici maya nella penisola dello Yucatán, in Messico e Belize.
Sarebbe insomma possibile verificare una ibridizzazione, per cui le materie da costruzione e le forme utilizzate in epoca preispanica continuavano ad essere impiegate anche dopo.
La tesi "Churches, chapels, and Maya dwellings of Colonial Yucatán and Belize. A Postcolonial Approach", di Teobaldo Ramirez Barbosa, è disponibile presso la Göteborgs Universitetsbibliotek.
Link: Göteborgs UniversitetsbibliotekAlphaGalileo via University of Gothenburg


La Via della Seta si spingeva più a sud di quanto ritenuto?

1 Aprile 2016

Maschera in oro/argento dal complesso della tomba 5 a Samdzong, Mustang (Nepal). Credit: M. Aldenderfer
Maschera in oro/argento dal complesso tombale 5 a Samdzong, Mustang (Nepal). Credit: M. Aldenderfer

Resti di un tessuto in seta, ritrovati dalla complesso tombale 5 a Samdzong, nel Mustang (Nepal), fanno ritenere che la Via della Seta si spingesse più a sud di quanto ritenuto.
Samdzong non è infatti un luogo di produzione della seta (non vi sono prove in merito), ma i materiali ritrovati suggeriscono un utilizzo di materiali importati da Cina e India in congiunzione con quelli locali.
 
Probabili resti di decorazioni per la testa, forse uniti alla maschera in oro/argento. Credit: M. Gleba
Probabili resti di decorazioni per la testa, forse uniti alla maschera in oro/argento. Credit: M. Gleba

Le prime analisi su tessuto e pigmenti utilizzati lo collocano tra il 400 e il 650 d. C. Pochi tessuti dell'epoca sono sopravvissuti, ma le condizioni ambientali hanno permesso lo straordinario ritrovamento. Il sito di Samdzong è datato alla stessa epoca, e consta di dieci tombe a pozzo, presso una collina a 4.000 metri di altitudine.
Un oggetto ritrovato sarebbe poi in lana con grani in rame, vetro e tessuto: è stato ritrovato vicino una bara di un adulto che portava una maschera funeraria in oro/argento. Piccoli buchi sulla maschera fanno ritenere che il tutto costituisse una decorazione per la testa.
Il Mustang non sarebbe quindi stato un luogo isolato, ma parte di una rete di persone e luoghi. Queste le conclusioni di un nuovo studio, pubblicato su STAR: Science & Technology of Archaeological Research.
Seta in colore rosso irregolare. Non essendovi indicazioni di Samdzong come luogo di produzione locale del materiale, si suggerisce fosse parte del commercio sulla lunga distanza della Via della Seta. Credit: M. Gleba
Seta in colore rosso irregolare. Non essendovi indicazioni di Samdzong come luogo di produzione locale del materiale, si suggerisce fosse parte del commercio sulla lunga distanza della Via della Seta. Credit: M. Gleba

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L'Homo floresiensis sarebbe sparito prima di quanto ritenuto

30 Marzo 2016
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L'Homo floresiensis è un ominide dalle dimensioni ridotte, scoperto nel 2003 nella grotta di Liang Bua sull’isola indonesiana di Flores. Visse nel Tardo Pleistocene.
Un nuovo studio, pubblicato su Nature, ha rivisto la datazione per l'esemplare di Homo Floresiensis più recente, collocandolo a 50 mila anni fa e non a 11-13 mila. La ricerca - che avrebbe individuato dei problemi nelle precedenti datazioni del sito - indicherebbe dunque una sparizione dell'ominide molto precedente la data finora ritenuta corretta.
Nel comunicato della Griffith University, si spiega che l'Homo Floresiensis sarebbe dunque scomparso subito dopo l'arrivo dell'Homo sapiens sull'isola, il che porterebbe a supporre che sia stata la nostra specie a portarli all'estinzione. Nello studio su Nature si sottolinea come rimanga una questione aperta la possibilità che l'Homo Floresiensis sia sopravvissuto in un'epoca successiva a 50 mila anni fa, e se abbia incontrato o meno i moderni umani o altri ominidi, come i Denisovan.
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Milano, Il Mio Amico Museo: sabato 2 e domenica 3 Aprile, nuovi laboratori per bambini

MILANO: SABATO 2 e DOMENICA 3 APRILE 2016 I NUOVI LABORATORI PER BAMBINI DE IL MIO AMICO MUSEO

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Proseguono per tutto il mese di aprile, i laboratori de IL MIO AMICO MUSEO, il palinsesto di proposte culturali per bambini e genitori, promosso dal Museo Diocesano di Milano, con il patrocinio del Comune di Milano, che si tengono nei fine settimana in una rete di 17 musei milanesi.
IL MIO AMICO MUSEO, giunto alla sua seconda edizione, offre l’occasione di avvicinarsi all’arte e alla cultura grazie a un percorso che nel corso dell’anno conduce genitori e figli alla scoperta dei musei milanesi.
Questo il programma del weekend:
Sabato 2 aprile
ore 10.30 - Anfiteatro e Antiquarium Alda Levi (via E. De Amicis, 17): Caccia al tesoro sulle tracce di Urbicus
ore 16.00 - FAI-Villa Necchi Campiglio (via Mozart, 14): Progetta la villa dei tuoi sogni!
Domenica 3 aprile
Ore 10.30 - Museo del Novecento (via Marconi, 1): Io sono colore
Ore 15.30 - Museo del Novecento (via Marconi, 1): Dipingiamo il movimento
Milano, aprile 2016
IL MIO AMICO MUSEO
Per informazioni e prenotazioni
Tel. 02 92 800 918
dal lunedì al venerdì, dalle 08:00 alle 18:30
www.ilmioamicomuseo.it

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Maser, conversazioni in villa: Paolo Veronese e il trionfo della luce

Nella Villa di Maser opera del Palladio, straordinario concentrato di arte e bellezza, il prossimo 4 aprile:


Maser, conversazioni in villa.
PAOLO VERONESE IL TRIONFO 
DELLA LUCE - suggestioni e nuovi studi
con Irina Artemieva, Giuseppe Pavanello e Denis Ton.Locandina DEFINITIVO bassa
Primo atto del progetto “Villa di Maser e Paolo Veronese”, che vuole la villa affrescata dal sommo pittore punto di riferimento internazionale di studi e ricerche sul maestro.


Maser, lunedì 4 aprile 2016, ore 11.00 – Ingresso libero fino ad esaurimento posti

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Venezia: Vito Mancuso, “L’Evoluzione di Dio. L’uomo e la ricerca del sacro”

Al via "I Dialoghi” dalla Fondazione Giancarlo Ligabue per diffondere liberamente il piacere della conoscenza

VITO MANCUSO
“L’Evoluzione di Dio. L’uomo e la ricerca del sacro”.

giovedì 7 aprile ore 17.00
Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Palazzo Cavalli Franchetti

Sarà il noto teologo, famoso anche per le sue posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, il protagonista del primo incontro promosso dalla Fondazione Giancarlo Ligabue

Ingresso libero


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Shakespeare 2016 Memoria di Roma 7-20 aprile 2016: presentazione al pubblico

Stephen Greenblatt, Patrick Spottiswoode, Gigi Proietti, Antonio Calbi, Masolino d’Amico, Giorgio Gosetti, Fabio Cavalli, Gary Taylor, Robert Miola, Andrew Hadfield e i più importanti studiosi internazionali tra gli ospiti delle due settimane di celebrazione 

Shakespeare 2016 Memoria di Roma 7-20 aprile 2016

7 aprile ore 10,30 – Presentazione alla stampa e al pubblico - Aula Magna Rettorato Sapienza Università di Roma

800px-ShakespeareNel quadricentenario dalla morte di William Shakespeare le tre università pubbliche di Roma - Sapienza Università di Roma, Università di Roma "Tor Vergata", Università Roma Tre – promuovono la manifestazione che si svolgerà dal 7 al 20 aprile attraverso una serie di iniziative dirette a evidenziare il significato profondo della presenza di Roma nell’opera shakespeariana. 
Tra gli appuntamenti in programma: il convegno internazionale “Shakespeare 2016. Memoria di Roma”, conferenze, seminari, lectio magistralis, tavole rotonde, 2 mostre bibliografiche di cui una con le traduzioni originali di Giuseppe Ungaretti, 3 esperimenti scenici nel Foro di Cesare (apertura straordinaria), 2 spettacoli di musica danza e recitazione, un reading dello Shakespeare’s Globe Theatre di Londra, 3 concerti, 6 proiezioni cinematografiche, una mostra fotografica.
L’evento si aprirà giovedì 7 aprile nell’aula magna della Sapienza con gli interventi dei tre Rettori delle università romane: Eugenio Gaudio, Sapienza Università di Roma, Giuseppe Novelli, Università di Roma "Tor Vergata" e Mario Panizza, Università di Roma Tre. Parteciperanno inoltre i membri del Comitato Promotore dei tre Atenei: Rosy Colombo (Sapienza), Maria del Sapio Garbero (Roma Tre), Daniela Guardamagna (“Tor Vergata”).
Ad aprire i lavori della giornata sarà Franco Piperno, Delegato del Rettore della Sapienza alle Iniziative culturali. Durante l’incontro verrà proiettato il film Cesare deve morire dei fratelli Taviani alla presenza di Fabio Cavalli, regista della rappresentazione teatrale originale realizzata nella Casa circondariale di Rebibbia. Dopo la proiezione sarà realizzata una diretta streaming con Rebibbia, un’assoluta novità attraverso la quale, grazie ad un permesso speciale del Ministero della Giustizia, i detenuti interpreti della pellicola saluteranno in diretta il pubblico della Sapienza. Le tre università romane sono da tempo impegnate a offrire a decine di detenuti-studenti di Rebibbia corsi a distanza e moltissimi tra di loro hanno raggiunto la laurea in varie discipline.
Sabato 9 aprile al Teatro Palladium (Università di Roma Tre) si potrà assistere, su prenotazione, allo spettacolo di musica, danza e recitazione a cura di Luca Aversano dal titolo “Della rovina, di tempo e di bellezza. Shakespeare e il destino di Roma”.
Lunedì 11 aprile presso l’Università di Roma “Tor Vergata” è prevista la Lectio Magistralis di Alessandro Serpieri, professore emerito dell'Università di Firenze e uno dei massimi esperti di Shakespeare, dal titolo “Entra la folla: Giulio Cesare e Coriolano”. Seguirà la proiezione del Coriolanus per la regia di Ralph Fiennes
Cuore delle celebrazioni un Convegno Internazionale di altissimo profilo scientifico che si aprirà in Campidoglio mercoledì 13 aprile con la relazione inaugurale di Stephen Greenblatt della Harvard University; il 15 aprile, al Teatro Palladium, si terrà uno spettacolo – reading con attori dello Shakespeare Globe Theatre di Londra; i lavori si concluderanno sabato 16 aprile al Teatro Argentina con un breve spettacolo, proiezioni e interventi di Antonio Calbi, Laura Caretti, Antonio Calenda, Masolino d’Amico, Luigi Proietti, Daniele Salvo, Patrick Spottiswoode.
 
Altri incontri si terranno all’Accademia dell’Arcadia, al Foro di Cesare, alla British School at Rome. La manifestazione si chiuderàmercoledì 20 aprile alla Casa delle Letterature presso il cortile degli Aranci con letture di Sonetti shakespeariani a cura di Fabio Cavalli nella traduzione di Giuseppe Ungaretti e con le musiche di MuSa Coro diretto dal maestro Paolo Camiz. Tre le mostre previste: all’interno della Città universitaria della Sapienza l’Aula Magna e la Biblioteca Alessandrina ospiteranno una mostra bibliografica dedicata a William Shakespeare, mentre al Teatro Argentina si potrà visitare una mostra fotografica di Renato Rizzi dedicata al teatro shakespeariano di Danzica, infine nella Casa delle Letterature sarà possibile vedere i manoscritti delle traduzioni ungarettiane dei Sonetti di William Shakespeare.
 
 
Shakespeare 2016 Memoria di Roma ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Tutte le informazioni sulla manifestazioni possono essere consultate sul sito della manifestazione http://www.shakespeare2016.it oppure scrivendo a [email protected]
 

Focus
Roma nelle opere di Shakespeare
Nell’Inghilterra Elisabettiana, quella in cui Shakespeare nasce e si forma, la funzione svolta della cultura classica è una funzione di primo piano. Il latino è la lingua della scienza, della medicina, della politica ed è la lingua stessa elettiva del Sovrano. Ne è perfino la lingua privata: alcune lettere familiari della Regina Elisabetta sono redatte in latino.È la lingua dei testi su cui gli scolari delle classi dirigenti si formano sin dai primi anni; è la lingua delle università. Le opere di Ovidio, Virgilio, Livio, Tacito sono oggetto di conoscenza diffusa tra le persone colte. Roma e l’immagine di Roma, al di là delle tensioni religiose, dello scisma e delle contese civili, sono un modello costante di splendore e di universalità -- la storia romana permea con la sua immagine la cultura di vasti strati sociali. È proprio la drammaturgia shakespeariana a portare la storia romana sulle scene: Tito Andronico, Giulio Cesare, Antonio e Cleopatra, Coriolano non sono solo opere immortali del teatro di tutti i tempi, ma sono anche un mezzo col quale, arditamente ripercorrendo la chiarissima distinzione aristotelica tra storia e teatro, Shakespeare, sulla scorta di Plutarco, ricostruisce sulle scene del suo teatro un’immagine vivissima e pulsante della Roma antica, che dimostra una profonda e attenta conoscenza delle fonti. D’altra parte, anche il giovane Shakespeare dei poemetti Venere e Adone e Il ratto di Lucrezia dà ampia prova dello stretto rapporto con Ovidio e con Livio, un rapporto che si conserva nella raccolta dei suoi Sonetti. Certamente in ciò Shakespeare non si distacca molto dal fervere degli studi umanistici propri dell’Inghilterra Elisabettiana, ed anche, in parte, del precedente periodo Tudor, quando si moltiplicano le traduzioni dal latino, dal greco antico, dall’italiano, dal francese e dallo spagnolo – un’intensa temperie intellettuale che attraversa l’epoca.
Influenza del teatro di Shakespeare
Roma ha nell’opera shakespeariana un ruolo particolare, non è solo un luogo dove ambientare vicende umane; il drammaturgo infatti interpreta Roma e la storia romana come metafora dell’universalità, quella stessa universalità che costituisce la chiave di tutta la sua drammaturgia. Per la prima volta si celebra a Roma un centenario shakespeariano, anche se il poeta inglese non ha mai visitato la città. Roma rappresenta il luogo della contemporaneità – non solo per il pubblico elisabettiano, ma per gli spettatori dei nostri giorni. Il teatro shakespeariano ha largamente permeato la cultura tardo illuminista, le poetiche romantiche, l’Ottocento, il nostro melodramma e, nel nostro dopoguerra, la miriade di traduzioni e di messe in scena ha portato questa grande drammaturgia a collegarsi intimamente ad esponenti importanti della nostra letteratura come Montale, Ungaretti, Sanguineti, ma soprattutto all’opera di grandi registi come Visconti, Strehler, Squarzina. L’università italiana ha largamente contribuito nel tempo agli studi shakespeariani sul piano internazionale e in particolare la scuola romana si è largamente affermata con studiosi che nel mondo hanno illustrato con i loro studi shakespeariani e col loro magistero, tenuto proprio all’Università di Roma, la cultura italiana contemporanea, Agostino Lombardo, Giorgio Melchiori, Vanna Gentili, la cui memoria questa manifestazione vuole anche implicitamente onorare.

Comitato Promotore, composto dai professori Rosy Colombo (Sapienza), Maria Del Sapio Garbero (Roma Tre), Daniela Guardamagna (“Tor Vergata”) e Giuseppe Massara (Sapienza).
Comitato scientifico: Silvia Bigliazzi (Università di Verona), Piero Boitani (Sapienza Università di Roma), Laura Caretti (Università di Siena), Masolino d’Amico (Università Roma Tre), Laura Di Michele (Università dell’Aquila), Roger Holdsworth (University of Manchester), Michele Marrapodi (Università di Palermo), Alessandra Marzola (Università di Bergamo), Stephen Orgel (Stanford University), Viola Papetti (Università Roma Tre), Stanley Wells (Shakespeare Institute, University of Birmingham). Con lo speciale contributo di Keir Elam e Nadia Fusini.
Patrocini: UNESCO, Presidenza del Consiglio dei Ministri, MIBACT, MIUR, Ambasciata del Regno Unito, British Council Italy, American Academy in Rome, ESRA (European Shakespeare Research Association), ANDA (Associazione Nazionale Docenti di Anglistica), IASEMS (Italian Association of Shakespearean and Early Modern Studies).
Collaborazioni: Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, London Shakespeare’s Globe Theatre, Silvano Toti Globe Theatre di Roma, Teatro di Roma, Teatro Palladium, Teatro di Villa Torlonia, British School at Rome, Zètema progetto cultura, Accademia dell’Arcadia, Fondazione Roma Sapienza, Biblioteca Alessandrina, Conservatorio Santa Cecilia, Istituzione Universitaria dei Concerti, Music Theatre International, Roma nel Rinascimento, e in particolare l’Istituto Italiano per la Storia Antica.

Event partners: ‘Around Shakespeare’ (Casa del Cinema), ‘Shakespeare Lives’ (British Council, Great Britain)
Sponsor: AIA (Associazione Italiana di Anglistica), Fondazione Silvano Toti, Lions Club Roma Sistina, ATAC, Banca Mediolanum, Sergio Allegra, Luigi Gemma.
 
 
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Testo dall’Ufficio Stampa e Comunicazione Università La Sapienza di Roma.
Il Ritratto di Chandos, attualmente alla National Portrait Gallery di Londra, artista e autenticità non confermati (potrebbe trattarsi del pittore chiamato John Taylor, membro importante della Painter-Stainers’ Company.[1]Official gallery link), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da GianniG46.
Il cortile del Palazzo della Sapienza, foto di Anthony Majanlahti (antmoosehttp://www.flickr.com/photos/antmoose/14694803/), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da Foundert~commonswiki.


Università La Sapienza a Roma: eventi dal 4 al 9 Aprile

31 Marzo 2016
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Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente):
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