Caserma romana di Amba Aradam per la prima stazione archeologica di Metro C

La caserma romana di Amba Aradam per la prima stazione archeologica di Metro C

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Roma, 16 maggio 2016
Oggi è stata presentata ai media la caserma romana di età adrianea scoperta durante i lavori per la realizzazione della stazione della Metro C Amba Aradam. Si tratta di una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni a Roma: oltre trenta vani articolati lungo un corridoio e decorati con affreschi parietali e pavimenti a mosaico.
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«L’eccezionalità del ritrovamento –spiega il Soprintendente Francesco Prosperetti– è nella estensione dei resti rimessi in luce, oltre mille metri quadrati di una antica caserma. Resti che quindi vanno valorizzati nella loro interezza e restituiti al pubblico, come erano dove erano. Abbiamo chiesto a Roma Metropolitane uno studio di fattibilità di questo intervento di recupero archeologico, che dovrà sposarsi con una progettazione architettonica di qualità adeguata all’importanza del ritrovamento. Dovrà essere il modello per tutte le nuove stazioni della linea C destinate ad attraversare il centro storico di Roma. Una organizzazione funzionale degli spazi, ma volta a integrare lo straordinario patrimonio archeologico del sottosuolo di Roma con le infrastrutture della città moderna. Per ottenere questo obiettivo è ipotizzabile anche la rimozione dei reperti in grandi blocchi e, a stazione ultimata, la loro ricollocazione nella posizione originale».
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Il cantiere di Amba Aradam non è stato bloccato nella sua interezza, ma solo nel perimetro strettamente interessato dai ritrovamenti archeologici, e la realizzazione della stazione continua nelle altre aree.
«I resti della caserma romana sono emersi a 9 metri sotto l’attuale livello stradale –dice la dottoressa Rossella Rea responsabile scientifico dello scavo archeologico–, una profondità in cui è praticamente impossibile con gli strumenti attuali poter prevedere la presenza di strutture antiche. Occorre quindi uno scavo vero e proprio, che questa volta ci ha riservato una bellissima sorpresa: parte di una caserma della prima metà del II secolo d.C., abbandonata quando, nel III secolo, furono costruite le mura Aureliane e di cui si era perso il ricordo. La caserma fa parte di un vero e proprio acquartieramento militare, che gravita verso il campus martialis che corrisponde all’attuale piazza San Giovanni in Laterano. Ai lati di un corridoio lungo oltre 100 metri si aprono 39 ambienti, dei quali 25 ampi 16 metri quadri e identificabili come alloggiamenti dei militari. Alcuni locali conservano i pavimenti a mosaico con disegno geometrico e sulle pareti intonaci semplicemente affrescati».
l'ufficio stampa
SOPRINTENDENZA SPECIALE
PER IL COLOSSEO E L’AREA ARCHEOLOGICA CENTRALE DI ROMA

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Documentazione: Comunicato stampa caserma Amba Aradamscheda
Come da MiBACT, Redattrice Sandra Terranova
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Treni sulla Metro C, foto di Raoli, da WikipediaCC BY-SA 4.0.


Un rifugio in Arabia meridionale durante l'Era Glaciale

11 Maggio 2016

La dott.ssa Francesca Gandini. Credit: University of Huddersfield
La dott.ssa Francesca Gandini. Credit: University of Huddersfield

Durante l'Era Glaciale, parte della superficie terrestre divenne ostile, ma rimanevano oasi o rifugi nei quali le persone erano in grado di sopravvivere (20 mila anni fa).
In un nuovo studio, pubblicato su Nature: Scientific Reports, si è dimostrato che uno di questi rifugi si collocava nell'Arabia meridionale. Nell'ultimo periodo dell'Era Glaciale (15 mila anni fa), fu a partire da qui che si ebbe il popolamento dell'Arabia e del Corno d'Africa, e forse di ulteriori aree. Queste conclusioni contrastano con quanto ritenuto finora, e cioè che il popolamento dell'Arabia sia avvenuto solo con l'agricoltura, attorno a 10-11 mila anni fa.
Il prof. Martin Richards. Credit: University of Huddersfield
Il prof. Martin Richards. Credit: University of Huddersfield

Lo studio di archeogenetica si fonda su un raro DNA mitocondriale, R0a, che è più presente in Arabia e nel Corno d'Africa.
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Roma, sabato 21 Maggio: La Notte dei Musei

LA NOTTE DEI MUSEI

Roma, sabato 21 maggio 2016

Dalle ore 20.00 alle ore 2.00

Ingresso 1 euro

StampaIn contemporanea con il grande evento europeo, che coinvolgerà quest'anno oltre 3000 musei e circa 30 paesi d’Europa, sabato 21 maggio 2016 torna a Roma la NOTTE DEI MUSEI con i principali Musei Civici e Statali della Capitale straordinariamente aperti in orario serale dalle ore 20.00 alle 02.00 (ultimo ingresso ore 01.00).

La Notte dei Musei è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Aderisce all’iniziativa il MiBACT - Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo, con la partecipazione di numerosi Musei Statali che saranno straordinariamente aperti in orario serale. Per l’elenco completo www.beniculturali.it

Pagando il biglietto simbolico di 1 euro (salvo diversa indicazione) si potrà accedere al singolo museo o spazio culturale coinvolto, visitando tutte le mostre temporanee e permanenti ospitate, e assistere a concerti e spettacoli dal vivo.

foto di Matteo Nardone
foto di Matteo Nardone

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Roma: presentazione novità scavi Arslantepe (Turchia) e Abu Tbeirah (Iraq)

Visioni di Oriente nell’archeologia della Sapienza. Presentate le novità degli scavi in Turchia e Iraq

Storia di un successo italiano che trova conferma nella 15° posizione del ranking internazionale della QS. 

TURCHIA Arslantepe - attività di scavo
TURCHIA Arslantepe - attività di scavo

L’archeologia della Sapienza ha di recente ottenuto la 15esima posizione nel World University Rankings per materie, ed è solo uno dei tasselli che fanno di questo settore un’eccellenza a livello mondiale. Questo anche grazie agli scavi nel Vicino Oriente, uno dei fiori all’occhiello in questo campo.

Mercoledì 18 e giovedì 19 maggio saranno presentati i risultati di due tra i più importanti scavi coordinati dalla Sapienza nella Regione mediorientale.
 
Mercoledì 18 alle ore 10.00, presso il Rettorato, si svolge l’incontro “Abu Tbeirah: 5 anni nel nostro Iraq”, che propone i risultati dell’attività nell’Iraq meridionale da parte della Missione Archeologica coordinata da Franco D’Agostino e Licia Romano. Di seguito nel testo il comunicato: Abu Tbeirah: 5 anni nel nostro Iraq. La missione della Sapienza, attiva dal 2011, è stata il primo scavo archeologico nel sud della nuova Repubblica irachena affidato a una missione straniera. I risultati scientifici saranno presentati il 18 maggio alla presenza dell’ambasciatore dell’Iraq in Italia
Giovedì 19 maggio alle ore 11.00, sempre al Rettorato, l’archeologa Marcella Frangipane illustrerà le importanti novità emerse durante l’ultimo scavo ad Arslantepe (Turchia) dal più antico “Palazzo” del Vicino Oriente sulle rive dell’Eufrate turco. Di seguito nel testo il comunicato: In Turchia (Arslantepe) individuato l’Edificio delle udienze, la prima testimonianza di potere laico. La scoperta raccontata dall’archeologa della Sapienza Marcella Frangipane, unica donna italiana membro della National Academy of Sciences

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Software di astronomia usato per datare frammento di Saffo

13 Maggio 2016

Figura a colori dal Digitized Sky Survey. Credit: NASA/ESA/AURA/Caltech
Figura a colori dal Digitized Sky Survey. Credit: NASA/ESA/AURA/Caltech

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Astronomical History and Heritage, ha utilizzato il software di astronomia Starry Night per individuare la notte della quale ci racconta la poetessa greca Saffo, nel testo noto come frammento 168 B Voigt (in Inglese, Midnight Poem, Ippolito Nievo lo chiamò "Notte Solitaria").
Il testo fu tradotto da molti autori (in questo caso si è scelto Pavese): "Tramontata è la luna / E le Pleiadi, è mezza / Notte, è passata l'ora: / giaccio sola nel letto".
Si è dunque cercata la stagione nel 570 a. C., corrispondente a quella descrizione del cielo stellato a mezzanotte, dall'isola di Lesbo. Si è così dimostrato che le Pleiadi sarebbero tramontate a quell'ora del 25 Gennaio di quell'anno. Sarebbe la prima data a partire dalla quale riferire il testo. L'autore Manfred Cuntz aggiunge che non molti autori antichi commentano le osservazioni astronomiche con altrettanta chiarezza.
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Relitto del Mercurio rivela nuovi particolari su vita marinai del Regno Italico

RELITTO DEL MERCURIO RIVELA NUOVI PARTICOLARI

SULLA VITA DEI MARINAI DEL REGNO ITALICO

Ca’ Foscari presenta un cannone restaurato e una mostra sui risultati degli scavi di archeologia marittima sul brigantino affondato nel 1812

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VENEZIA – Colò a picco, con il brigantino che difendeva, all’alba del 22 febbraio 1812, al largo di Lignano. Fatta riemergere dal fondale adriatico, è stata restaurata dagli scienziati dell’Università Ca’ Foscari Venezia esperti di corrosione. La petriera, piccolo cannone ad avancarica in bronzo, sarà in mostra nella sala Colonne di San Sebastiano (Venezia) dal 17 maggio al 28 ottobre (inaugurazione lunedì 16 maggio ore 11) assieme alla storia del Mercurio, la più antica nave battente bandiera tricolore conosciuta e tra le più importanti scoperte dell’archeologia marittima.
[GUARDA la petriera in 3D]
Il restauro ha impegnato per un anno e mezzo il gruppo di ricerca sulla corrosione del Dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi, coordinato da Giuseppe Moretti. Progettata e realizzata una vasca adatta al reperto, i ricercatori e gli studenti coinvolti nel progetto hanno alternato elettrolisi, lavaggi e pulitura meccanica, riuscendo a togliere le tante incrostazioni e proteggere la superficie originale del cannone.
La petriera restaurata è tra le tante novità frutto di anni di studi sulle centinaia di resti e reperti rinvenuti, ma non è l’unica. Gli archeologi marittimi di Ca’ Foscari hanno infatti rinvenuto una delle prime lattine ermetiche in circolazione. Questo contenitore, che avrebbe rivoluzionato l’alimentazione specialmente in ambito militare, era stato brevettato in Inghilterra appena pochi mesi prima, nel 1810.
«La lattina permette di conservare il cibo per lungo tempo – spiega Carlo Beltrame, direttore degli scavi sul Mercurio - dava così la possibilità ai marinai di avere un’alimentazione forse non succulenta ma certo più variata e soprattutto vitaminica. La maggior parte delle provviste veniva stivata in sacchi o contenitori di legno e veniva servita agli ufficiali su stoviglie pregiate, come la maiolica e la porcellana trovate sul relitto, e ai soldati semplici su ceramica povera».
Il brig della flotta del Regno Italico, con base a Venezia, si adagiò al fondale su un fianco, quello sinistro. Quel lato della nave è dunque arrivato ai giorni nostri in uno stato di conservazione migliore e lì gli archeologi hanno scavato in profondità portando alla luce, ad esempio, gli attrezzi del calafato, lo specialista che aveva il compito di mantenere stagne le connessure tra le tavole del fasciame e di impeciare lo scafo dentro e fuori.
Lungo i pannelli esposti a San Sebastiano si aprono scorci sulla vita a bordo del Mercurio, sulle uniformi e le calzature indossate dall’equipaggio, sugli oggetti personali e, naturalmente, sulle armi. Il Mercurio, la notte in cui esplose e colò a picco, scortava il Rivoli, un vascello francese da 80 anni  varato in Arsenale e qui rimasto fermo per molti mesi, che Napoleone voleva prendesse per la prima volta il mare.
L’intelligence inglese aveva intuito e allertato il vascello Victorius, comandato dal capitano di vascello Talbot, e il brig Weasel, comandato dal capitano di fregata Andrew, i quali incrociavano la costa veneta nella convinzione che la squadra italo-francese da lì a poco sarebbe uscita dal porto di Malamocco. Barré, comandante del vascello Rivoli, ordinò infatti alla squadra di prendere il largo verso nord.
Alle 2.30 del mattino, il Victorius avvistò la formazione nemica e diede ordine al capitano del Weasel di attaccare il brig italiano da poppa. Le cronache parlano di un cannoneggiamento che durò quaranta minuti e che si concluse con l’esplosione del Mercurio, colpito nella Santa Barbara.
La mostraIl relitto del Mercurio e la battaglia di Grado” è realizzata dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi e la Sovrintendenza Archeologia del Veneto. Sarà aperta fino al 28 ottobre nella Sala Colonne di San Sebastiano.
 
La mostra
Il relitto del Mercurio e la Battaglia di Grado
Inaugurazione lunedì 16 maggio alle 11
 
Mostra a cura di Carlo Beltrame
dal 17 maggio al 28 ottobre
San Sebastiano, Aula Colonne (Dorsoduro 1686, Venezia)
Lunedì-Venerdì 9-19, ingresso libero
La mostra resterà chiusa dal 13 al 21 agosto
 
Testo e immagine dall’Ufficio Comunicazione Università Ca’ Foscari Venezia.


Palermo: Dipinto di Blu, il ritorno di Ade

ADE_FB POST JPGAl Museo Salinas di Palermo, l’11 maggio alle ore 11, è stata esposta, per la prima volta in Italia, la famosa Testa di Ade proveniente da Morgantina, chiamata Barbablù a causa del colore della sua folta barba a riccioli. L’esposizione, fortemente voluta dall’Assessore Regionale ai Beni Culturali Avv. Carlo Vermiglio, è stata resa possibile - in attesa della conclusione del procedimento giudiziario e della definitiva assegnazione alla Regione Siciliana - grazie all’autorizzazione del Sostituto Procuratore di Enna Dott. Francesco Rio che ne ha disposto temporaneamente la giudiziale custodia al Direttore del Museo Salinas, Dott.ssa Francesca Spatafora.

Foto di Sandro Garrubbo
Foto di Sandro Garrubbo

Particolarmente suggestivo e avvolgente l’allestimento curato dall’Arch. Stefano Biondo, che ricrea – all’interno di una sala appositamente predisposta - tutti gli elementi simbolici e cromatici che caratterizzano l’iconografia legata al culto del dio degli inferi.

Foto di Giuseppe Mineo
Foto di Giuseppe Mineo

Intricata e assai particolare è la storia legata a questa splendida opera della coroplastica greca. Attraverso rogatorie internazionali della Procura della Repubblica di Enna, con la collaborazione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Nucleo di Palermo e la disponibilità del Consolato Italiano a Los Angeles e del Paul Getty Museum di Los Angeles, la testa, trafugata negli anni settanta dal sito archeologico di Morgantina, è rientrata in Italia il 29 gennaio 2016. Arrivata nel mercato antiquario l’opera fu acquistata dal magnate americano Maurice Tempelsman e nel 1985 acquisita dal Paul Getty Museum di Malibù. Il sospetto della provenienza da Morgantina nacque dal confronto di un ricciolo caratterizzato dal colore blu custodito nel magazzino del Museo di Aidone, pubblicato nel 2007 da Serena Raffiotta nel suo studio sulle terrecotte figurate da Morgantina, con la testa dalla folta barba blu conservata al Getty ed esaminata da Lucia Ferruzza nell’ambito della sua pubblicazione sulle terrecotte figurate del museo statunitense. A seguito dell’esito positivo della comparazione tra i due reperti, il Getty manifestò nel 2013 la volontà di restituire all’Italia l’opera.

Foto di Sandro Garrubbo
Foto di Sandro Garrubbo

La provenienza da un luogo di culto dedicato a Demetra e Kore, figure centrali della religiosità antica in Sicilia, ha permesso l’identificazione della testa con il dio dell’oltretomba. Non è escluso che la statua di Ade possa essere stata associata a quella di Persefone, ed entrambe destinate a un ambiente del santuario di San Francesco Bisconti da cui verosimilmente provengono anche i due acroliti di marmo e la cosiddetta Dea di Morgantina.

Foto di Sandro Garrubbo
Foto di Sandro Garrubbo

L’uso del colore nella Testa di Ade ha un chiaro valore simbolico: l’azzurro, infatti, con cui è resa la barba, privo di riferimenti realistici, richiama il concetto di eternità per l’assimilazione con il colore del cielo, ma ha anche riferimenti funerari, ben relazionandosi, dunque, all’immagine del dio degli inferi.

Foto di Giuseppe Mineo
Foto di Giuseppe Mineo

Una storia fatta di coincidenze che rappresenta un momento positivo per la ricerca archeologica e una vittoria per la legalità.

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La clip di presentazione ideata da Giusi Garrubbo descrive l’evento attraverso una raffigurazione “carceraria”, con videocamere di sorveglianza e bianco/nero “sporco”, una trasfigurazione contemporanea del sovrano degli inferi, sorretta da musica underground. Clip https://www.youtube.com/watch?v=wlnADOT2l2U

Foto di Giuseppe Mineo
Foto di Giuseppe Mineo

La mostra sarà visitabile fino al 29 maggio 2016. Orari apertura: mar-dom ore 9.30-19.00. Ingresso libero.

 
 
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Università La Sapienza a Roma: eventi dal 16 al 21 Maggio

13 Maggio 2016
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Per la settimana, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente):
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International Museum Day: musei e paesaggi culturali tra comunicazione e promozione

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Musei e paesaggi culturali tra comunicazione e promozione

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Il 18 maggio 2016, dalle ore 9 alle 13, nella prestigiosa Sala Dante dell’Istituto Centrale per la Grafica in via Poli 54, la Direzione generale Musei celebrerà la ricorrenza dell’International Museum Day istituito dall’International Council of Museum (ICOM) nel 1977, con una giornata dedicata alla presentazione in anteprima assoluta delle principali iniziative promosse dal MiBACT per la comunicazione e la promozione del Sistema Museale Nazionale prefigurato dalla recente riforma riorganizzativa del Ministero.
Sarà questa l’occasione per i giornalisti e il pubblico di avere un’anteprima sui contenuti della 24° Conferenza generale dei Musei (Museums and cultural landscapes) promossa dall’ICOM e ospitata per la prima volta a Milano dal 3 al 9 luglio prossimi, nonché sui grandi eventi organizzati dal MiBACT per promuovere una visione condivisa e partecipata del patrimonio culturale materiale e immateriale italiano (21/5 Notte Europea dei Musei, 2-3/7 Festa dei Musei, 24-25/9 Giornate Europee del Patrimonio), nello spirito auspicato dalla “Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore dell'eredità culturale per la società” siglata a Faro nell’ottobre del 2005 e prossima alla ratifica da parte del nostro Parlamento.
E proprio la Convenzione di Faro sarà al centro di iniziative ormai da tempo consolidate, come le Giornate Europee del Patrimonio (#CulturaèPartecipazione: previste per il 24 e il 25 settembre 2016) o appositamente istituite, come l’inedita Festa dei Musei (sul tema comune alla conferenza ICOM del rapporto tra Musei e Paesaggi culturali: prevista per il 2 e il 3 luoglio 2016).
Verranno quindi presentati gli obiettivi e gli esiti del bando nazionale “MuSST: Musei e sviluppo dei sistemi territoriali”, uno dei primi incentivi alla costituzione di una rete integrata per la promozione del patrimonio culturale, e le altre iniziative poste in essere per implementare la visibilità e la fruizione dei Musei: dal primo sito web MiBACT pienamente aderente alle norme codificate dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), alla pubblicazione delle linee guida per la comunicazione nei Musei (dalla segnaletica interna alle didascalie e ai pannelli), fino alla presentazione del progetto su misura di bambino “Scopri il tuo museo”, portato avanti, congiuntamente, dalla Direzione generale Musei in collaborazione con la Direzione generale Educazione e Ricerca.
A conclusione della giornata l'Istituto centrale per la grafica presenterà le proprie iniziative dedicate al tema 'Musei e paesaggio culturale'. Dalla mostra Solo Italia. Architettura e paesaggio culturale – Disegni dal Settecento ad oggi, in collaborazione con la Fondazione Tchoban di Berlino e la Galleria statale Tretyakov di Mosca, al reportage del fotografo Angelo Antolino ispirato al Viaggio in Italia di Goethe a duecento anni dalla prima edizione italiana.
Sede: Istituto Centrale per la Grafica, Sala Dante, via Poli, 54
Orario della manifestazione: 9.00-13.30
Per gli accrediti stampa scrivere a: [email protected]
Registrazione dei giornalisti accreditati: ore 9.00-9.30
L'Accesso al Convegno è libero e gratuito fino ad esaurimento posti, la registrazione è obbligatoria su https://goo.gl/zWQO7U
L'evento è trasmesso in streaming 

Per seguire l’evento sui social #MuseumDay #GiornatadeiMusei

 

Documentazione: InvitoLocandinaProgramma

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Mitoraj: 30 sculture a Pompei

Mitoraj: 30 sculture a Pompei

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30 monumentali sculture dell’artista Igor Mitoraj trovano collocazione nell’area archeologica di Pompei. E’ proprio di questi giorni l’allestimento, appena concluso, della straordinaria mostra postuma dell’artista polacco - ma italiano d’adozione - che resterà visibile fino a gennaio 2017. Le maestose sculture in bronzo sono state collocate in diversi settori degli scavi, sotto la direzione artistica di Luca Pizzi dell’Atelier Mitoraj. Dal Tempio di Venere alla Basilica e al Foro, da Via dell’Abbondanza alle Terme Stabiane, dal Foro Triangolare fino al Quadriportico dei Teatri. Dopo il successo delle esposizioni nella Valle dei Templi di Agrigento e nei Mercati di Traiano di Roma, la mostra va a suggellare un binomio osmotico tra l’archeologia e la contemporaneità dell’arte del Maestro Mitoraj. Due realtà che finiscono col fondersi e col con-fondersi, senza mai sopraffarsi l’un l’altra, instaurando un legame dialettico armonioso che evidenzia e valorizza tanto la solennità storica degli scavi quanto le figure del maestro polacco. Gli imponenti ed eleganti personaggi scultorei convivranno quindi con le più famose architetture dell’antica Pompei: Dedalo e il Tempio di Venere, il Centauro e il Foro, il Centurione e le Terme Stabiane, Ikaro alato e il Foro triangolare.
“Dei ed eroi mitologici popoleranno le strade e le piazze della città sepolta dal Vesuvio, emergendo come sogni dalle rovine – dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale della Soprintendenza Pompei - Simboli muti e iconici, le opere di Mitoraj ci ricordano, nella loro immanenza, il valore profondo della classicità nella cultura contemporanea. A Pompei, come scrive Théophile Gautier nel 1852, «due passi separano la vita antica dalla vita moderna»”.
Un grande evento espositivo ideato e promosso dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e organizzato dalla Soprintendenza Pompei, dalla Galleria d’arte Contini e dall’Atelier Mitoraj (Pietrasanta).
Fonte dati: http://www.pompeiisites.org/
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone