Forma Urbis di Aprile 2016: "Religiosità e ritualità nella Basilicata antica"

In edicola il mensile "Forma Urbis" di Aprile 2016 dal titolo "Religiosità e ritualità nella Basilicata antica"

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Pubblicato il numero 4 di Forma Urbis – mensile archeologico, dal titolo "Religiosità e ritualità nella Basilicata antica", in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Basilicata.
Il fascicolo è attualmente in edicola e vi rimarrà fino alla metà di maggio

Documentazione: Copertina, editoriale e sommario
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Ecco Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Tra le tante performance che celebreranno i 400 anni dalla morte di William Shakespeare in tutto il mondo, Venezia ricorderà anche quella di un software.

Si chiama Sparsar ed è stato programmato nel Computational Linguistics Laboratory di Ca’ Foscari. Si esibirà presto di fronte ad alcuni tra i più importanti linguisti e studiosi italiani di letteratura inglese, ai quali declamerà, con espressione e pronuncia vicini all’originale d’epoca, i sonetti shakespeariani 20 e 66.
La recitazione, però, non è la sua principale ambizione. Quello che conta e che appassiona i linguisti, infatti, è l’analisi ricca e minuziosa che la tecnologia permette di fare. “I sonetti sono stati studiati ormai per secoli dai critici letterari – spiega Rodolfo Delmonte, creatore di Sparsar e direttore del laboratorio al Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati – ma solo recentemente e grazie ai computer hanno iniziato a comparire analisi quantitative su fonetica e fonologia, ritmo e metrica, semantica e relazioni pragmatiche nel componimento. Il computer ci permette di fare un’analisi linguistica approfondita e di avanzare nuove ipotesi interpretative basate sui dati”.
Il System for Poetry Analysis and Reading, in breve Sparsar, ha esordito esercitandosi sulle poesie di Sylvia Plath. La sfida sulle poesie di Shakespeare è recente: Delmonte ne ha appena pubblicato i risultati sulla rivista internazionale Linguistics and Literary Studies, dimostrando come le sensazioni comunicate dalla lirica siano strettamente correlate ai suoni utilizzati dall’autore, oltre che dal loro significato. L’analisi è stata condotta da Sparsar su tutti i 154 sonetti.
Ora in gioco c’è la pronuncia originale, vicina all’early modern English secentesco, che aggiunge variabilità e complessità al lavoro di programmazione di Sparsar. Basti pensare che nei sonetti ci sono 821 contrazioni imprevedibili, da rendere pronunciabili dal programma tenendo anche conto del ritmo del verso. La recitazione in inglese elisabettiano è un nuovo traguardo di Sparsar che Delmonte presenterà al prossimo congresso della Società di linguistica italiana.
Nel frattempo, il debutto pubblico veneziano: il 12 maggio alle 16 alla Biblioteca Marciana Sparsar sarà protagonista nell’evento “Omaggio a Shakespeare. Poesia, musica e computer”, ideato dal compositore veneziano Claudio Ambrosini. “La chiave sarà la mescolanza tra antico e ultramoderno – anticipa Delmonte – quindi madrigali elisabettiani saranno alternati alla musica di Ambrosini. Il computer leggerà i sonetti 20 e 66 utilizzando due voci: una britannica con la pronuncia il più possibile vicina a quella antica e l’altra americana moderna”.
Enrico Costa
Testo dall'Università Ca' Foscari - Venezia
Il Ritratto di Chandos, attualmente alla National Portrait Gallery di Londra, artista e autenticità non confermati (potrebbe trattarsi del pittore chiamato John Taylor, membro importante della Painter-Stainers’ Company.[1]Official gallery link), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da GianniG46.
 


Roma: visite tattili di Maggio

VISITE TATTILI MAGGIO
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L'accessibilità museale come superamento delle barriere architettoniche e sensoriali.
Visite guidate gratuite su prenotazione in cui è proposta l’esplorazione tattile di sei opere selezionate dalle collezioni permanenti del museo.

MAGGIO 2016
4 maggio MACRO. Via Nizza. 138 - dalle ore 10.30 alle 13.30
5 maggio Galleria d’Arte Moderna. Via Francesco Crispi. 24 - dalle ore 16.00 alle 18.30
11 maggio Museo di Roma. Piazza di S. Pantaleo. 10 - dalle ore 10.30 alle 13.30
18 maggio Galleria d’Arte Moderna. Via Francesco Crispi. 24 - dalle ore 10.30 alle 13.30
24 maggio MACRO. Via Nizza. 138 - dalle ore 16.00 alle 18.30
25 maggio Museo Napoleonico. Piazza di Ponte Umberto I. 1 - dalle ore 10.30 alle 13.30
 
 
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Segni della fragilità e delle carestie nella Londra medievale

2 Maggio 2016

Ipoplasia dello smalto (i solchi orizzontali) sono indicativi di stress fisiologico tra i sei mesi e i sei anni. Credit: Sharon DeWitte
Ipoplasia dello smalto (i solchi orizzontali) sono indicativi di stress fisiologico tra i sei mesi e i sei anni.
Credit: Sharon DeWitte

In una ricerca pubblicata sull'American Journal of Physical Anthropology, si è lavorato coi resti provenienti dagli scavi del cimitero londinese di St. Mary Spital, in uso dal 1120 al 1540 d.C. In questo lavoro sono stati escluse le sepolture collegate alla Peste nera, per concentrarsi sugli effetti delle carestie.
Tra le conclusioni alle quali le studiose sono giunte, quelle relative all'ipoplasia dello smalto (caratterizzata da solchi orizzontali) determinata a seguito di traumi fisiologici tra i sei mesi e i sei anni di età. Questo indicatore sarebbe stato collegato pure alle carestie. Al contrario, le lesioni periostali sarebbero legate a persone in buona salute, un fatto inaspettato per molti.
Samantha Yaussy e Sharon DeWitte. Credit: University of South Carolina
Samantha Yaussy e Sharon DeWitte.
Credit: University of South Carolina

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Due grandi cambiamenti genetici nell'Europa tra 45 e 7 mila anni fa

2 Maggio 2016

Tre teschi di 31 mila anni fa circa da Dolni Věstonice nella Repubblica Ceca. Credit: Martin Frouz and Jirí Svoboda
Tre teschi di 31 mila anni fa circa da Dolni Věstonice nella Repubblica Ceca. Credit: Martin Frouz and Jirí Svoboda

L'analisi del DNA antico ritrae un quadro drammatico di cambiamenti per l'Europa tra i 45 mila e i 7 mila anni fa. I moderni umani giunsero nel continente attorno ai 45 mila anni fa, causando infine la scomparsa dei Neanderthal. Due grandi cambiamenti si sarebbero poi verificati dopo la fine dell'ultima Era Glaciale, attorno a 19 mila anni fa. Col ritirarsi dei ghiacci, l'Europa sarebbe stata ripopolata a partire dagli umani preistorici nel sud ovest del continente (Spagna, ad esempio). Attorno a 14 mila anni fa, invece, popolazioni con una componente collegata ai moderni abitanti del Vicino Oriente, si sarebbe diffusa a partire dal sud est dell'Europa (Turchia e Grecia, ad esempio) si diffusero, e rimpiazzando il primo gruppo umano.
Anche se non ci sono prove che i più antichi moderni umani in Europa abbiano contribuito all'attuale composizione genetica degli attuali abitanti del continente, tutti gli individui tra i 37 e i 14 mila anni fa discenderebbero da un'unica popolazione fondatrice, che costituirebbe parte della stirpe dei moderni Europei. Questa popolazione (rappresentata da un campione dal Belgio) sarebbe persistita in Europa per tutta l'Era Glaciale, con delle profonde ramificazioni per il continente. Sarebbe stata rimossa da molti luoghi attorno ai 33 mila anni fa, per vedere poi una nuova espansione attorno ai 19 mila anni fa.
Queste le conclusioni di un nuovo studio, pubblicato su Nature, che ha preso in esame il genoma da 51 Eurasiatici vissuti tra i 45 mila e gli 8.500 anni fa. Per questo periodo, la proporzione di DNA da Neanderthal diminuì dal 3-6% al 2% circa, coerentemente con la selezione naturale delle varianti Neanderthal nei moderni umani. I cambiamenti per il periodo considerato non sarebbero perciò meno drammatici di quelli degli ultimi settemila anni, con episodi multipli di migrazioni e di sostituzioni di popolazioni.
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Marmi Sommersi e nuove linee guida SASMAP per salvaguardia siti archeologici subacquei

È IN RETE MARMI SOMMERSI
Un portale scientifico, in lingua italiana e inglese

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È da poco pubblicato il sito internet www.marmisommersi.com, finanziato dal MiBACT nell'ambito del progetto dell'ISCR Restaurare sott'acqua.
Marmi Sommersi è un portale scientifico, in lingua italiana e inglese, rivolto anche al grande pubblico, dedicato allo studio di manufatti archeologici di pietra di provenienza subacquea e al particolare tipo di degrado biologico, la bioerosione, a cui questi manufatti sono sottoposti nel corso della permanenza sul fondo dei mari, degli oceani dei laghi e dei fiumi.
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Biblioteca Angelica: i vincitori della seconda edizione del concorso “Oltre i libri”

Biblioteca Angelica, svelati i nomi dei vincitori della seconda edizione del concorso “Oltre i libri”
Sono 28 gli artisti che il 26 maggio esporranno le loro opere in una mostra personale

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La seconda edizione di “Oltre i libri – l’arte del presente incontra i libri del passato”, rassegna culturale promossa dalla Biblioteca Angelica di Roma,  ha i suoi vincitori. La giura, composta da Gianni Dessì (Artista), Isabella de Stefano (Curatrice e ideatrice “Oltre i libri”),  Jas Gawronski (Giornalista), Francesca Barbi Marinetti (Direttrice e Fondatrice D.d'Arte), Federico Mollicone (Coordinatore Comitato Carnevale Romano e Girandola di Castel Sant'Angelo), Fiammetta Terlizzi (Direttrice Biblioteca Angelica) e Shara Wasserman (Direttrice Gallery of Temple University Rome), ha selezionato e reso noti i nomi degli artisti che il prossimo 26 maggio esporranno le loro opere all’interno della Galleria della Biblioteca Angelica in una mostra personale.
Sono 28 le opere dei vincitori, 5 per le aree tematiche di pittura, scultura, installazione, fotografia e grafica, 3 invece per l’area video. Tra i 28 vincitori, uno è tedesco, due sono argentini, uno giapponese, uno olandese, uno proveniente dal Kazakistan, uno spagnolo e uno americano.

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I nuovi orari d'apertura della Galleria Nazionale dell'Umbria e dei musei del Polo Museale Umbro

I nuovi orari d'apertura della Galleria Nazionale dell'Umbria e dei musei del Polo Museale Umbro

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GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA
Chiuso il 25 dicembre 2015 e il 1 gennaio 2016
Apertura Lunedì 28 dicembre e 4 gennaio 2016
Orari  Lunedì 9,30 – 19,30 ( la biglietteria chiude alle 18,30)
 lunedì dal 28.3.2016 fino al 26.9.2016
Apertura martedì alla domenica 8,30 – 19,30
Intero 8,00 euro
Ridotto 4,00
Gratuito sotto i 18 anni
POLO MUSEALE UMBRIA

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Scopri il tuo museo: un progetto sperimentale nazionale di educazione al patrimonio culturale

SCOPRI IL TUO MUSEO
Un progetto sperimentale nazionale di educazione al patrimonio culturale

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Scopri il tuo museo è un progetto sperimentale nazionale di educazione al patrimonio, ideato dal Centro per i servizi educativi, che presenta 40 nuove strutture museali di tutte le Regioni dell’Italia, per imparare ogni volta qualcosa di nuovo in tutto il territorio nazionale.
Dedicato ai ragazzi in età tra i 6 e 11 anni, ai loro insegnanti, ma anche alle famiglie e a chi viene a visitare il nostro Paese per scoprire, in maniera semplice e divertente i tesori nascosti nei nostri musei.

Una nuova interpretazione della Pietra runica di Rök

2 Maggio 2016

Per Holmberg, ricercatore presso l'Università di Goteborg, con la Pietra runica di Rök. Credit: University of Gothenburg
Per Holmberg, ricercatore presso l'Università di Goteborg, con la Pietra runica di Rök. Credit: University of Gothenburg

Per Holmberg, ricercatore presso l'Università di Goteborg, propone ora un'interpretazione della celebre Pietra runica di Rök che differisce dalle altre presentate fino a questo momento.
La più celebre pietra runica fu eretta nel tardo nono secolo dell'era volgare, nella provincia svedese dell'Östergötland. Tradizionalmente si ritiene parli di gesta eroiche, sovrani e guerre. Si sono dunque cercate pure relazioni tra colui che incise la pietra, Varin, e i sovrani dei Goti.
Per il nuovo studio, sulla Pietra runica di Rök vi sarebbero invece solo riferimenti al monumento stesso: come avviene per altre pietre runiche, d'altra parte. Il riferimento a Teodorico sarebbe dovuto a un errore nella lettura, come già proposto dal prof. Bo Ralph dieci anni fa. Gli indovinelli presenti non sarebbero difficili da comprendere: quelli anteriori si riferirebbero alla luce solare, della quale ci sarebbe bisogno per leggere la pietra runica; mentre quelli posteriori parlerebbero dell'incisione delle rune e dell'alfabeto runico.
La Pietra runica di Rök insomma conterrebbe un messaggio sulla scrittura, su come questa ci permetta di commemorare i defunti.
Lo studio "Svaren på Rökstenens gåtor: En socialsemiotisk analys av meningsskapande och rumslighet", di Per Holmberg, è stato pubblicato sul periodo scientifico Futhark. International Journal of Runic Studies 6 (2015).
Link: AlphaGalileo, EurekAlert! via University of Gothenburg