Napoli: mostra "Carlo di Borbone e la diffusione dell'antichità"

NAPOLI MANN FINO AL 16 MARZO "CARLO DI BORBONE E LA DIFFUSIONE DELL'ANTICHITÀ" UNA NUOVA COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE IN TRE SEDI NAPOLI, MADRID E CITTÀ DEL MESSICO


NEL TRECENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI CARLO III DI BORBONE, AL MANN DI NAPOLI, CHE CONSERVA PRESTIGIOSE EDIZIONI D’EPOCA E OLTRE 5000 RAMI DELLA STAMPERIA REALE, DED.
UNA NUOVA COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE DEL MANN DI NAPOLI, SOTTO LA DIREZIONE DI PAOLO GIULIERINI, CHE SI APPRESTA A RAGGIUNGERE ENTRO L’ANNO 500.000 VISITATORI. UNA MOSTRA IN CONTEMPORANEA IN TRE SEDI, A NAPOLI, MADRID E CITTÀ DEL MESSICO, COLLEGATE TRA LORO E ACCESSIBILI RECIPROCAMENTE GRAZIE ALLA MULTIMEDIALITÀ.
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Restaurare il cielo alla Casa del Cinema di Roma

 

Restaurare il cielo alla Casa del Cinema

Venerdì 16 dicembre alle 18 anteprima del film-documentario di Tommaso Santi dedicato all’epocale restauro della Basilica della Natività di Betlemme

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Per le feste di Natale la Casa del Cinema sceglie di fare gli auguri al suo pubblico, agli appassionati d’arte e a quelli di cinema con l’anteprima di un film-documentario d’eccezione: “RESTAURARE IL CIELO” di Tommaso Santi, dedicato all’epocale restauro di uno dei tesori dell’umanità, la Basilica della Natività di Betlemme.
Il film verrà presentato
alla presenza dell’autore venerdì 16 dicembre alle ore 18 nella Sala Deluxe.

Promosso nel 2013 dall’Autorità palestinese, il restauro della Basilica della Natività, inserita nel 2012 dall’Unesco nella lista dei monumenti patrimonio dell’umanità, ha coinvolto le tre confessioni che custodiscono il luogo della nascita di Cristo (ortodossi, cattolici e armeni), finanziatori da tutto il mondo e oltre 60 ditte specializzate a cominciare dall’italiana Piacenti che si è aggiudicata il bando per l’esecuzione dei lavori sotto la supervisione universitaria.

Fondata in epoca costantiniana e poi ricostruita nel VI secolo dall’imperatore Giustiniano, la Basilica ha attraversato tutta la storia della Palestina resistendo a invasioni, guerre, dominazioni; ma l’incuria, il tempo e le infiltrazioni hanno compromesso gravemente l’edificio rendendo necessario un grande restauro che ha dato vita, in questi anni, a un vero cantiere medievale, una “fabbrica del duomo” in cui le maggiori competenze e specializzazioni hanno ridato luce ai tesori perduti. Prima fra tutte la magnifica decorazione a mosaico del XII secolo, che comprende la processione angelica, di cui sono oggi sopravvissuti circa 130 mq di tessere musive originali, oggetto di un pensiero da parte di Papa Francesco. “Mi è stato riferito – ha detto in udienza nel giugno scorso – che nel corso dei restauri è venuto alla luce un settimo angelo in mosaico che, insieme agli altri sei, forma una specie di processione verso il luogo che commemora il mistero della nascita del Verbo. Questo fatto ci fa pensare che anche il volto delle nostre comunità ecclesiali può essere coperto da ‘incrostazioni’ … ma tutti voi con i vostri progetti e le vostre azioni potete cooperare a questo ‘restauro’ perché il volto della Chiesa rifletta la luce di Cristo”.

Il ritrovamento del settimo angelo è però solo l’inizio di un’enorme quantità di scoperte e di studi ancora in corso. Questo lavoro è reso possibile grazie alla collaborazione fra persone provenienti da imprese diverse, con conoscenze e competenze differenti, ma tutte necessarie per completare il lavoro. Si è trattato, inoltre, di persone di religione, nazionalità e culture anch’esse differenti. La collaborazione stessa è diventata così l’occasione di una condivisione che supera i confini delle diffidenze e differenze, mettendo insieme anche chi difficilmente si sarebbe accostato all’altro.

Il cantiere della Basilica della Natività ha avuto nei mesi scorsi un visitatore d’eccezione come il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il film di Tommaso Santi RESTAURARE IL CIELO racconta passo dopo passo questa incredibile avventura e svela la meraviglia di un luogo simbolico che racchiude tra l’altro la grotta del Bambino Gesù. Il toscano Tommaso Santi, sceneggiatore e regista, è stato scelto dal Gruppo Piacenti per le sue qualità e affinità con il grande cantiere toscano a Betlemme: vincitore al “Premio Solinas” del concorso “Storie per il cinema”, autore di numerosi lavori documentari tra cui “I bambini della miniera”, ha presentato “Restaurare il cielo” sia al Consolato italiano di Gerusalemme (alla presenza del consigliere per gli affari religiosi del governo palestinese, Ziad Albandak) che alla Cineteca di Tel Aviv. Nello scorso novembre il film è stato poi selezionato al prestigioso “Idfa – Doc for Sale” di Amsterdam. In occasione dell’anteprima alla Casa del Cinema, Piacenti e Kove vogliono festeggiare il pubblico, gli appassionati e gli addetti ai lavori con un brindisi augurale per l’imminente Natale.

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Roma: presentazione libro "Un garibaldino a Casa Giacometti"

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

sabato 10 dicembre 2016 ore 16.00

 presentazione del volume

 UN GARIBALDINO A CASA GIACOMETTI

Roma 1849-1943

 di Giovanni Adducci

Palombi Editori

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A poche decine di metri dall’entrata di Villa Doria Pamphili, un curioso edificio giallo, dal caratteristico profilo alto e stretto, segnala lungo la Via di S.Pancrazio l’arrivo alla storica Osteria Scarpone, antico luogo di svago e piaceri culinari immortalati dal colorito soprannome affibbiato da Giuseppe Garibaldi al rustico gestore, reo di avere sempre le scarpe sporche di fango per via dell’intensa frequentazione dell’orto da lui tenuto ad uso della sua verace osteria fuori porta. Garibaldi, che la frequentò assiduamente durante il suo soggiorno romano, amò infatti particolarmente questo luogo, ove soleva consumare un parco pasto seduto all’aperto all’ombra della vegetazione, con il fido cavallo legato poco distante.
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Taranto: "lo zoo delle meraviglie" al MArTA

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Per tutto il mese di dicembre, come avviene per tutti i mesi, c'è "un tema" al quale il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA e il MIBACT dedicano spazio.

Lo zoo delle meraviglie” è la nuova campagna social promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: un viaggio nell’arte attraverso i secoli che, per tutto il mese di dicembre, propone una galleria variegata delle immagini di animali provenienti dalle più belle collezioni dei musei statali.
Il nostro protagonista è il vaso di Libagione a Testa di Mulo del Museo Archeologico Nazionale di Taranto della fine del V secolo.L'invito rivolto ai visitatori è quello di una vera e propria caccia al tesoro digitale nei musei italiani, muniti di smartphone o macchina fotografica, alla ricerca di figure di animali in dipinti, sculture, vasi figurati, arazzi e affreschi delle epoche e delle collezioni più disparate.
Tutti possono condividere le proprie foto con gli hashtag #dicembrealmuseo e #zoodellemeraviglie e invadere i social con opere da tutta Italia, seguendo un filo rosso che unisce, nella bellezza, le straordinarie collezioni dei Musei Italiani.

Napoli: aperture prolungate Mostra "Steve McCurry senza confini"

MOSTRA STEVE MCCURRY SENZA CONFINI

al Palazzo delle Arti di Napoli

DOMENICA 18 DICEMBRE APERTURA FINO ALLE 19,30

aperture prolungate anche nelle festività natalizie

mccurry-senza-confiniSi annuncia per domenica prossima il prolungamento di orario per la Mostra del fotografo statunitense Steve McCurry al Pan con apertura alle 9,30 e chiusura alle 19,30.

Lo stesso orario è previsto per domenica 18 dicembre, fino ad entrare nel pieno del clima natalizio con un’offerta diversificata che permetterà la visita tutti i giorni (tranne il martedì) dalle ore 9,30 alle ore 19,30 e in più

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Festa di Natale al Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri

Festa di Natale

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri

SS106, c/da Marasà Locri (Reggio Calabria)

16 dicembre 2016 – Ore 16.30

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Venerdì 16 dicembre 2016, alle ore 16.30, presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, si terrà Festa di Natale, suggestiva iniziativa promossa dal Museo Archeologico Nazionale di Locri e dall’assessorato  alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Locri.

Accattivante il programma predisposto che prevede: una tombolata “archeologica” con l’utilizzo di cartelle realizzate appositamente con raffigurazioni di reperti del Museo locrese; un intermezzo musicale offerto dagli allievi dell'Accademia Senocrito di Locri e un interessante spazio dedicato alla fase conclusiva della ormai tradizionale manifestazione  Le arance del Parco archeologico di Locri, curata dal Museo Archeologico Nazionale di Locri e dal Sidus Club di Siderno.

Da segnalare altresì, a cura dei Servizi Educati del museo, una tombolata riservata ai ragazzi delle scuole che si terrà nella mattinata del 16 dicembre 2016.

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Sempre nel Museo Archeologico Nazionale di Locri, guidato con dedizione e passione da Rossella Agostino, si potrà assistere, giovedì 22 dicembre 2016, alle ore 19.00, alla performance Circe della Compagnia Scena Nuda.

Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri afferisce al Polo Museale della Calabria, diretto dalla ligure Angela Acordon strenuamente impegnata per assegnare un ruolo di primo piano alle strutture della cultura statali di propria competenza.

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Locri - Museo Archeologico Nazionale di Locri (3)
Festa di Natale
Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri
SS106, c/da Marasà Locri (Reggio Calabria)
16 dicembre 2016 – Ore 16.30
Testo e immagini dal Polo Museale della Calabria


Pompei: messa in sicurezza Regio V e IX, nuove domus visitabili

COMPLETATA LA MESSA IN SICUREZZA DELLA REGIO V E IX (50 MILA METRI QUADRI)
NUOVE DOMUS VISITABILI E UN NUOVO SCAVO

Casa di Obellio Firmino
Il piccolo Lupanare, la casa di Obellio Firmo, la casa di Marco Lucrezio Frontone ma anche lo scavo inedito di un ambiente totalmente occultato dal terreno. Sono gli altri tesori che Pompei restituisce alla fruizione, al termine del grande lavoro di completamento degli interventi di messa in sicurezza delle Regiones V e IX realizzati nell’ambito del Grande Progetto Pompei dalla Soprintendenza e dalla Direzione Generale del GPP con le risorse POIn 2007-2013 e PON 2014-2020.  Un’area di 50mila metri quadrati, che si estendeva tra il centro e il confine settentrionale della città antica, ora interamente percorribile.
Piccolo Lupanare
Piccolo Lupanare
I lavori della messa in sicurezza hanno interessato le murature (integrazione di lacune e mancanze, stilatura dei giunti, revisione delle creste murarie, manutenzione o sostituzione di piattabande), gli apparati decorativi (pulizia, consolidamento, piccole integrazioni, sostituzione di materiali non idonei di vecchi restauri), oltre a prevedere interventi su strade e marciapiedi, cancelli e coperture, consentendo anche di conoscere e documentare dettagli finora ignoti delle aree interessate.
Piccolo Lupanare
Piccolo Lupanare
In particolare tra le novità di questo grande cantiere, vi è la messa in luce di due edifici vicini, ma distinti: una domus e un impianto commerciale adibito in epoche diverse all’attività prima di panificio (pistrinum) e in una seconda fase di lavanderia (Fullonica).
Atrio casa Obellio Firmo
Atrio casa Obellio Firmo
Gli interventi strutturali sulle murature più compromesse hanno, invece, consentito la rimozione di puntellature che impedivano l’accesso a strade e case finora irraggiungibili, e  finalmente resi accessibili gli edifici del piccolo lupanare (Regio IX, insula 5, 16),  custode di un’altra serie di affreschi erotici in uno degli ambienti,  la maestosa Casa di Obellio Firmo ( Regio IX insula 14 civico 4) aperta sul decumano di Via di Nola e   la casa  di Marco Lucrezio Frontone (Regio V) completata con il restauro  dell’ambiente triclinare, con lo splendido affresco che raffigura l’uccisione di Neottolemo da parte di Oreste.
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Domus di M. Obellio Firmo (IX 14, 3-4)
La dimora, tra le più grandi e articolate di Pompei, si apre sul lato meridionale di uno dei decumani maggiori, via di Nola.
Una famiglia aristocratica vi abitò: l'ultimo proprietario fu M. Obellius Firmus, il cui nome era iscritto nell'angolo N-O del peristilio. Il padre veniva menzionato nelle tavolette cerate rinvenute nella casa del banchiere Cecilio Giocondo. Simbolo della ricchezza è la cassaforte in bronzo e ferro rinvenuta nell'atrio.
La casa si articola su due ingressi, dei quali il più grandioso, chiuso da un poderoso portone, è quello posto al n. 4, aperto su un monumentale atrio a quattro colonne in tufo che raggiungono un'altezza di 7,20 m. Visibile anche dalla strada, a ribadire lo status sociale della famiglia, arredava l'atrio un gruppo di arredo composto dal cartibulum (tavolo) in marmo, un monopodio di sostegno per una statuetta e un bacino su sostegno scanalato.
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Un atrio secondario era destinato all'accoglienza dei clientes: sedili in muratura arredavano l'ambiente. Al suo ingresso si ripararono cinque individui in fuga durante l'eruzione del 79 d.C., come attestano i resti scheletrici messi in luce. Su questo atrio gravitava anche il settore privato della casa, con la cucina e il piccolo quartiere termale, tra i più antichi di Pompei.
I due atri affacciano sull'ampio peristilio circondato su tre lati da un colonnato dorico in tufo. Nel braccio di fondo del peristilio si apre l'oecus, sala di rappresentanza, con la bellissima decorazione parietale; nello zoccolo un paesaggio lacustre, e due quadri di soggetto religioso: l'uno con donne offerenti presso una tomba, l'altro raffigurante Cibele con timpano sotto al braccio.
L'esame delle decorazioni attesta due fasi distinte: una prima, a cui si riferiscono alcuni affreschi in I Stile (prima metà del I sec. a.C.), e una di II Stile, risalente a circa 50 anni più tardi, quando la casa modificò verosimilmente l'articolazione planimetrica e il ciclo pittorico adeguato alle nuove mode: in alcuni ambienti il ciclo pittorico di II Stile si mescola a interessanti graffiti di argomento gladiatorio.
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Domus di Marco Lucrezio Frontone (V 4, A)
Su uno dei vicoli perpendicolari al decumano di Via di Nola si apre una raffinata abitazione, datata al II sec. a.C. e attribuita, grazie alle iscrizioni elettorali rinvenute durante gli scavi, a Marcus Lucretius Fronto che aveva intrapreso una brillante carriera politica, candidandosi alle principali cariche pubbliche della città. Sebbene di modeste dimensioni (circa 460 m²) la domus vanta un apparato decorativo di notevole qualità, attribuibile per la maggior parte al III stile finale e ricco di rimandi intellettuali degni dello status sociale del proprietario. Il fulcro planimetrico dell’abitazione è rappresentato dall’allineamento atrio-tablino, in cui spicca l’elegante decorazione ad affresco su fondo nero, con quadretti raffiguranti immaginarie ville marittime che affiancano i quadri principali: quello con il trionfo di Bacco e Arianna (lato destro) e quello con gli amori di Venere e Marte (lato sinistro). A fianco del tablino si apre un piccolo cubicolo sulle cui pareti, di colore giallo ocra intenso, amorini in volo fanno da contorno a due scene moraleggianti in cui si riconoscono Narciso e Perona, rappresentata mentre allatta il vecchio padre Micone per salvarlo dalla morte a cui era stato condannato. L’esempio di amore filiale del mito proposto è celebrato dai distici elegiaci dipinti nell’angolo superiore sinistro della composizione che recitano: “triste pudore fuso con pietà”.
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I ritratti di fanciulli nella coppia di medaglioni dipinti ai lati dell’ingresso suggeriscono di identificare l’ambiente con la camera dei figli del proprietario a cui probabilmente erano rivolti i due esempi di insidia e virtù dell’età giovanile. Sul lato sud dell’atrio si apre un secondo cubicolo forse di pertinenza della domina per l’atmosfera tipicamente femminile dei soggetti rappresentati; sul quadro della parete destra Arianna porge a Teseo il filo che gli consentirà di uscire dal labirinto visibile sullo sfondo, mentre sul lato opposto è raffigurata una scena di toelette di Venere. A conclusione dei lavori di Messa in Sicurezza viene riaperto e restituito alla fruizione della Casa il grande triclinio, affacciato sull’atrio, in cui campeggia il quadro con l’episodio dell’uccisione di Neottolemo per mano di Oreste davanti al tempio di Apollo a Delfi. La parte posteriore della casa è occupata dal quartierino di servizio, con cucina e latrina, dal viridario e da un portico con tre colonne su cui si affacciano diversi ambienti di soggiorno. Da uno di essi provengono gli scheletri di cinque adulti e tre bambini schiacciati dal crollo del tetto durante l’eruzione che distrusse la città nel 79 d.C. Sulle pareti del giardino è ancora visibile l’affresco con scena di paradeisos in cui si articolano episodi di caccia tra belve (leoni, pantere e orsi) e animali domestici (tori, buoi, cavalli). Sul lato sud del dipinto l’animale contro cui si avventa il leone, forse un orso, è stato danneggiato dal foro praticato dagli scavatori antichi detti cunicolari.
Regio IX, insula 3: nuovi edifici.
Impianto commerciale (n. 21) e domus (n. 22)
Sono stati messi in luce due distinti edifici, ciascuno servito da un ingresso accessibile dal Vicolo di Tesmo (civici 21, a sud, e 22, a nord), con uguale orientamento e analoga articolazione planimetrica, oltre che dimensionale.
L'edificio 21 si apriva su un atrio sul quale affacciavano, a sinistra, cucina e latrina, sugli altri lati cubicula e tablinum; sul fondo si apriva il giardino.
Il pavimento in basoli, individuato in diversi parti dell’edificio al civico 21, unitamente ad altri elementi quali, ad esempio, la meta di una macina in uno dei vani, attestano la trasformazione di questa casa in un panificio (pistrinum); contestualmente a questa trasformazione, a causa delle nuove esigenze, si intervenne in due modi: aprendo un più ampio ingresso lungo il lato est dell’insula e articolando diversamente gli ambienti. A una seconda fase appartiene l’ulteriore trasformazione del pistrinum in un'officina di fulloni, lavoratori che si occupavano di lavare e smacchiare le vesti (fullonica). In questo periodo si realizza un vano con vasca e annesso lavatoio, mentre, all’ingresso dell’edificio, si colloca un contenitore per la raccolta delle urine, il quale mostra il reimpiego, come base d’appoggio, di un catillus delle macine e, infine, la disposizione accanto alla soglia di un orinatoio. Sempre in questo stesso periodo s’innalzano le quote pavimentali, mentre un battuto in lavapesta copre il piano pavimentale a basoli del pistrinum.
L'edificio al 22 è una domus articolata in atrio e peristilio. Il terremoto del 62 d.C. costituisce un momento di profondo cambiamento: s’interviene modificando l’apparato decorativo. Gli affreschi di IV stile degli ambienti del civico 22 risalgono probabilmente a questo momento, mentre i pavimenti in signinum attestano l'impianto più antico.
A ridosso dell’eruzione del 79 avviene l’ultima trasformazione dei due edifici: i muri di entrambe le strutture, abbandonate forse a causa di ulteriori danneggiamenti legati a nuovi eventi sismici, vengono rasati, si chiude l’ingresso al civico 21 mediante l'impiego di blocchi in calcare, si ostruisce il passaggio tra alcuni vani e l’intera area è adibita a deposito di scarti di costruzione, così come la ritroverà Giuseppe Fiorelli circa ottocento anni dopo.
Regio V
Regio V
Pompei, 07/12/2016
fonte dati:
UFFICIO STAMPA Soprintendenza Pompei

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Taranto, DivertiMArTA: Dies Natalis Solis Invicti

DIVERTIMArTA 

DIES NATALIS SOLIS INVICTI: VERSO L’UNIONE DELLE RELIGIONI

IL DIO SOLE

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Il Museo MArTA è felice di proporre per Sabato 10 dicembre i Laboratori didattici di manipolazione creativa a tema, preceduti da visita tematica, sui 
Miti e le religioni degli antichi greci.
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ETA': 6/10 ANNI 
DURATA: 2H
TARIFFA: 8,00 EURO
Posti LIMITATI!
Prenotazione OBBLIGATORIA!

MArTA: "Solstizio d'inverno. Culti, miti ed iconografie"

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto - MArTA 
Dedica la propria programmazione dicembrina ai  laboratori didattici con  visite guidate sul tema
 
   "Solstizio d'inverno. Culti, miti ed iconografie"

Visite tematiche 
 
TUTTI I SABATI
3, 10 e 17 alle ore 17:00
TUTTE le DOMENICHE 
11 e 18 alle ore 11:30
​e IL LUNEDI' 
26/12 alle ore 17:00
Tariffa promozionale (ingresso+visita)
8 euro
Prenotazione vivamente consigliata al tel. 0994538639 
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Università La Sapienza a Roma: eventi dal 12 al 14 Dicembre

7 Dicembre 2016
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Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.
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