Il 79° Anniversario della Scoperta delle Grotte di Castellana

 

Il 79° Anniversario della Scoperta delle Grotte di Castellana


16 Gennaio 2016, Castellana Grotte - La mattina del 23 gennaio del 1938 il professor Franco Anelli si affacciò sull'orlo della Grave, seguito da Vito Matarrese, per scendere a 70 metri di profondità, nel buio più totale, armato di una flebile luce e di tanto coraggio, trovandosi infine davanti ad uno scenario di incomparabile bellezza.
Il 79° anniversario della scoperta delle Grotte di Castellana, Meraviglia di Puglia, si celebrerà come da tradizione il prossimo 23 gennaio, alle ore 11.30, con una Santa Messa officiata quest'anno dal Vescovo della Diocesi Conversano-Monopoli, S.E. Mons. Giuseppe Favale. Alla suggestiva Celebrazione Eucaristica nella Caverna della Grave parteciperanno il sindaco prof. Francesco Tricase in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale, il Consiglio di Amministrazione delle Grotte di Castellana srl guidato dal Presidente Domi Ciliberti, il figlio di Franco Anelli, ed una delegazione di studenti delle Scuole Primarie di Castellana Grotte.
Al termine, uno speleologo del "Gruppo Puglia Grotte" si calerà dalla bocca della Grave per far rivivere l'emozione provata dal prof. Franco Anelli in quella discesa che cambiò la storia di Castellana.
Durante la giornata, il Museo Franco Anelli sarà aperto ai visitatori che vorranno scoprire e approfondire il meraviglioso mondo delle Grotte di Castellana con l'ausilio di materiale scientifico e fotografico.
In serata, alle ore 19.00, presso la Sala delle Cerimonie del Municipio, il Comune di Castellana Grotte e le Grotte di Castellana patrocineranno la presentazione del libro "Storia del personale delle Grotte di Castellana dalla scoperta fino ai nostri giorni. Più di settant'anni di storia delle Grotte di Castellana (1938 -2015)" a cura di Francesco Tinelli. Interverranno oltre all'autore, il sindaco prof. Francesco Tricase, il presidente della Società Grotte Domi Ciliberti e lo storico locale Domenico Bulzacchelli.
Testo e immagine da Ufficio Stampa Grotte di Castellana Srl


Università La Sapienza a Roma: eventi dal 16 al 20 Gennaio

12 Gennaio 2017

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.
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Roma: Il cinema di Michelangelo Antonioni

PAESAGGI CON FIGURE.

IL CINEMA DI MICHELANGELO ANTONIONI

Dal 16 gennaio al 27 febbraio 2017 alla Casa del Cinema

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Nel decennale della morte del grande regista (30 luglio 2007), Cineteca Nazionale e Casa del Cinema rendono omaggio al suo cinema attraverso una serie di appuntamenti.
(Ri)vedere i suoi film significa comprendere la modernità del suo sguardo. Perché come ha scritto giustamente Giorgio Tinazzi «Antonioni […] è unautore difficile. Lo è stato […], come testimoniano le costanti difficoltà da lui incontrate con i produttori, ai quali il suo rigore ha sempre dato fastidio; lo è stato con gli apparati repressivi sociali, come la censura, perché ha toccato di frequente i punti deboli che la rete dei “valori”  copriva; lo è stato per il pubblico, con il quale non ha mai avuto un contatto semplice, e che ha conosciuto anzi vuoti clamorosi (basti pensare all’accoglienza decisamente ostile riservata alla proiezione a Cannes dell’ Avventura, quando il regista aveva già, si può dire, i suoi bravi titoli di merito). D’altronde, fino a un certo punto, i resoconti degli incassi sono oggettivi testimoni.
È autore difficile, infine, per la critica: parlando in generale non si può dire che il riconoscimento della sua “novità” sia stato immediato; i ritardi sono sintomatici, così come alcune “consacrazioni” tardive, che talora avevano più l’aria di risarcire una colpa che di riesaminare i film o verificare gli errori». Ma malgrado tutto ciò, come ricordava Carlo di Carlo, suo collaboratore storico recentemente scomparso e che in questa sede vogliamo ricordare, «Michelangelo Antonioni è una figura centrale nella cultura del Novecento,uno dei testimoni più lucidi della nostra epoca per avere saputo individuare e analizzare con le sue opere, attraverso un percorso solitario, originale e spesso trasversale, la “malattia dei sentimenti”, i problemi, le angosce, le paure dell’uomo nella società contemporanea. Antonioni è un autore che ha attraversato il suo tempo, ma che è stato anche sempre fuori dal tempo, diventando un maestro di stile e un innovatore del linguaggio».
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Venezia: convegno e progetto "L'arte nelle imprese venete"

Mercoledì 18 gennaio: mattinata a Ca’ Foscari, pomeriggio alla Fondazione Bevilacqua La Masa

L’ARTE NELLE IMPRESE VENETE

CONFRONTO TRA RICERCATORI E AZIENDE

Parte il progetto “Arte e Business” finanziato dai fondi FSE

 
VENEZIA – Come entra l’arte nelle imprese venete? Lo esplora il progetto “Arte e Business. Accrescere il contenuto creativo-culturale delle imprese”, che sarà presentato mercoledì 18 gennaio dalle 9.30 in una giornata di convegno che si snoderà tra Ca’ Foscari e Palazzetto Tito, sede della Fondazione Bevilacqua la Masa.
La ricerca, finanziata dalla Regione Veneto nell’ambito del Programma Operativo Regionale FSE 2014-2020, ha l’obiettivo di indagare  il potenziale innovativo delle aziende venete e la sua relazione con la  loro competitività. Attraverso la collaborazione tra mondo artistico-culturale e realtà aziendali e l’attivazione di specifiche attività artistiche aziendali, il progetto mira ad aumentare la capacità e la propensione innovativa delle aziende del territorio.
«Lavoriamo sull’idea – spiega Fabrizio Panozzo, professore del Dipartimento di Management, membro del laboratorio maclab e autore del progetto - di una connessione produttiva tra ricerche e pratiche artistiche e competitività delle imprese. In particolare, l’arte contemporanea sembra essere attivabile come “motore di creatività” utile a caratterizzare il “made in Italy”. In realtà, al di là delle affermazioni retoriche, poco si sa delle modalità concrete con cui si intersecano pratiche artistiche e imprenditoriali, e ancora meno delle conseguenze che generano».
Il workshop vuole aiutare a saperne di più testando le possibilità di “artificare” l’impresa con presenze e linguaggi in grado di illuminare cruciali processi economici.
Durante la mattina, a Ca’ Foscari, si presenteranno gli obiettivi del progetto, le azioni previste e i primi risultati del lavoro di ricerca sulle esperienze di incrocio tra arte e business.
Nel pomeriggio, alla Fondazione Bevilacqua La Masa, si entrerà ancora più concretamente nel fenomeno con la presentazione di alcuni recenti e significativi episodi di collaborazione raccontati dagli imprenditori, i manager e gli artisti che li hanno vissuti.
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Milano, storia di una rinascita

Municipio 1

Milano, storia di una rinascita

A Palazzo Morando, sabato 14 gennaio, alle ore 15 ripartono le conferenze di approfondimento della mostra con il contributo di Valentino Scrima. L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Milano, 10 gennaio 2017 - Nel corso del 1943 Milano subisce una serie di devastanti bombardamenti aerei. Dai tempi di Barbarossa la città non era più stata oggetto di una simile furia distruttrice, tanto che al termine del conflitto il suo volto appare irriconoscibile, il suo profilo alterato in modo irrevocabile. Vengono colpiti la Scala, Palazzo Marino, la Galleria, il Castello, i teatri, le chiese, le dimore nobiliari. I milanesi sfollano in massa verso la Brianza e i laghi. Ovunque distruzione e morte. Si calcola che ben più della metà del centro cittadino sia stato distrutto o irreparabilmente lesionato. I morti alla fine si conteranno a migliaia – oltre duecento soltanto i bimbi sepolti nella scuola Crispi di Gorla.

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Crescono i visitatori alla Galleria Nazionale di Roma

MUSEI, CRESCONO I VISITATORI ALLA GALLERIA NAZIONALE DI ROMA

Con il nuovo allestimento raddoppiati gli ingressi. Collu: «Il museo non può rivolgersi a uno spettatore ideale, ma deve essere un luogo che parla a diverse tipologie di pubblico»
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ha chiuso il 2016 con 137.697 visitatori e incassi pari a circa 415.000 euro, dati in linea con quelli del 2015. Un risultato positivo se si pensa che durante l’anno, per sei mesi, la Galleria ha visto l’apertura parziale, con la maggior parte delle sale interessate dai lavori di riordino museografico e di riallestimento delle collezioni, e da un’operazione di riqualificazione dell’architettura per il ripristino della spazialità e della luminosità originaria dell’edificio del Bazzani. Un intervento avvenuto senza mai chiudere la Galleria al pubblico, che ha potuto continuare a visitare il museo con forme di bigliettazione agevolata.
«È stato un anno intenso, durante il quale abbiamo lavorato sulla collezione, sull’architettura e sui servizi al pubblico», dice Cristiana Collu, Direttore della Galleria Nazionale. «Time is Out of Joint ha aperto un nuovo capitolo della storia della Galleria e, attraverso una profonda rilettura delle collezioni, punta anche ad attivare le emozioni dei visitatori, un aspetto che rafforza il ruolo educativo del museo, perché proprio un’emozione può trasformarsi in un input capace di stimolare una ricerca personale. Il museo non può essere pensato come una istituzione che si rivolga unicamente a uno spettatore ideale o soltanto a storici dell’arte, ma come un luogo che deve saper parlare a diverse tipologie di pubblico e offrire la possibilità di un incontro con l’opera».
L’analisi dei numeri mensili evidenzia che i visitatori della Galleria sono aumentati considerevolmente a partire da giugno con la mostra temporanea The Lasting. L’intervallo e la durata, per poi raggiungere numeri da record da ottobre a dicembre, con la riapertura di tutti i settori della Galleria e l’inaugurazione della mostra Time is Out of Joint.
Proprio nella parte finale del 2016, tre mesi importanti per la Galleria Nazionale, si sono infatti registrati i dati più rilevanti, che hanno confermato il trend positivo della nuova fase. La mostra Time is Out of Joint, che ha visto oltre 6.000 presenze nella sola serata inaugurale, continua a suscitare l’interesse del pubblico: dall’apertura a fine anno il numero dei visitatori è quasi raddoppiato, passando dai 28.532 dell’ultimo trimestre 2015 ai quasi 55.000 dello stesso trimestre 2016. Sono state oltre 30.000, inoltre, le persone che hanno usufruito degli spazi “free” dell’area accoglienza con bookshop e caffetteria, wifi gratuito e l’angolo Instagram, da cui rilanciare le foto scattate in Galleria sui social.
La Galleria Nazionale, infatti, è sempre più digital e social friendly: il nuovo sito web ha raggiunto mezzo milione di visualizzazioni da giugno a dicembre 2016 e, dopo il restyling di Facebook e Twitter, la Galleria ha lanciato il profilo Intagram che è arrivato a una crescita di 250 follower a settimana, ed è diventato il canale di punta della Galleria.
11 gennaio 2017

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, foto di helix84, da WikipediaCC BY 2.5.
 


Taranto: DIVERTIMARTA - Programmazione dei mesi di febbraio e marzo

DIVERTIMARTA - Programmazione del mese di Febbraio

DIVERTIMARTA - Laboratori didattici per bambini al Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA  - Febbraio 2017
La programmazione  del mese di febbraio è dedicata al tema "Attori e Maschere" teatro antico. Non perdete questi appuntamenti al Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA  dove i bambini sono i protagonisti.

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Casa del Cinema di Roma: I racconti di Bronx Film

CASA DEL CINEMA

Oggi, giovedì 12 gennaio ore 18.00

Ospiti d’onore serata 12 gennaio: Abel Ferrara e Gaetano Di Vaio

I RACCONTI DI BRONX FILM
Rassegna di documentari e cortometraggi

Fino al 9 febbraio

  
 
Nella famigerata ma ancora fertile zona di Scampia, a Napoli, da 10 anni è in crescita un albero socio-produttivo con rami cine-culturali che non a caso ha nome Bronx Film (dopo essere nato e affermatosi col marchio Figli del Bronx). Alla Bronx Film la Casa del Cinema dedica una rassegna di documentari, a cura del critico Maurizio Di Rienzo, che partirà il 12 gennaio con una serata speciale di presentazione a cui parteciperanno il regista Abel Ferrara, il produttore Gianluca Curti e Gaetano di Vaio, fondatore della Bronx Film, regista e produttore.
Laggiù, in fondo a due passi da noi – come dice Maurizio di Rienzo -  le Gomorre sono davvero di casa, eppure dal basso, da dentro quel meccanismo, qualcuno ha voluto e saputo partire per rinnegare un certo passato e per costruire idee, opportunità, storie. Gaetano Di Vaio, 'indigeno' reduce da errori giovanili mutati in consapevolezza e studi, insieme a giovani registi e compagni di viaggio come le produzioni Eskimo Film di Dario Formisano e Minerva Pictures di Gianluca Curti, ha via via reso quel Bronx uno strumento di lotta pragmatica attraverso immagini e racconti, cioè cortometraggi, documentari, film”. Sulla scena attuale di Napoli, tra le Vele e i Quartieri Spagnoli, la realtà raccontata e documentata dagli autori scelti per questo omaggio diviene corpo vivo e pulsante di un’umanità la cui antropologia è in costante mutazione e la cui verità è ben diversa da quella dei mass media.
La Casa del Cinema di Roma vuole ospitare il riassunto di questo decennio articolandolo in cinque giovedì dal 12 gennaio al 9 febbraio 2017: in programma alle ore 18 proiezioni e dibattiti per capire tali meccanismi d'indipendenza e di coraggio. Ecco Abel Ferrara coinvolto in un percorso complesso – Napoli, Napoli, Napoli - che appartiene al suo ambiente cine-etico e alle sue radici familiari. Da Guido Lombardi il bel corto su gioventù 'ammischiata' di quartieri diversissimi e il folgorante, pluripremiato alla Mostra di Venezia 2011 La-bas sulla strage d'immigrati africani nella Terra dei fuochi casertana. Altri corti di rilievo: Ciro del bravo Sergio Panariello e Ore 12del potente Toni D'Angelo legati al cinema del reale; Ritratti abusivi di Romano Montesachio, che sfata luoghi comuni attraverso umanità 'comune' quanto eccentrica. Sotto la stessa luna diCarlo Luglio, sincero e accorto incrocio di realtà e narrazione con cui a Locarno 2006 cominciò il cammino degli allora Figli del Bronx; e l'anima soul di Enzo Gragnaniello in giro per i Campi Flegrei in Radici dello stesso Luglio. Infine in programma due documentari di Gaetano Di Vaio, il motore nel Bronx: l'essenziale e molto personale Il loro Natale su vita e attese di familiari (donne) di detenuti e l'altro faccia a faccia del produttore-regista Largo baracche sulla gioventù dei quartieri di Napoli colti nei loro intricati vicoli fatti di salvezza e dannazione.
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Riorganizzazione delle Soprintendenze speciali e completamento riforma

RIORGANIZZAZIONE DELLE SOPRINTENDENZE SPECIALI E COMPLETAMENTO DELLA RIFORMA DEL MINISTERO

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha illustrato questa mattina il decreto di riorganizzazione della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica Centrale di Roma e della Soprintendenza Speciale Pompei.
Il decreto dà attuazione a una specifica disposizione legislativa, l’articolo 1, comma 432, della legge di bilancio 2017, riguardante la Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale e la Soprintendenza speciale di Pompei.
Il principale obiettivo del decreto è l’adeguamento di queste due Soprintendenze a tutti gli standard internazionali in materia di istituti e luoghi della cultura, completando così l’articolato processo di riforma del Ministero avviato nel 2014.
Nell’ambito della struttura del Mibact, le due Soprintendenze speciali di Roma e di Pompei presentano tratti peculiari: entrambe sono chiamate a svolgere non solo i fondamentali compiti di tutela ma anche numerose e complesse funzioni di gestione e di valorizzazione di alcuni tra i siti più importanti del mondo, quali il Palatino, il Foro romano, il Colosseo e l’area archeologica di Pompei.
Anche per queste ragioni le due Soprintendenze speciali di Roma e di Pompei non subirono alcuna modifica durante la prima fase della riforma. Tuttavia già con  il decreto sull’organizzazione e sul funzionamento dei musei statali (dicembre 2014)  furono sottoposte a molte delle norme previste per i musei, incluse quelle sugli organi (consiglio di amministrazione, comitato scientifico e collegio dei revisori). Anche gli interventi del 2015-2016 hanno compiuto alcuni adeguamenti: a) sono stati individuati e resi autonomi, tra i siti assegnati alle Soprintendenze speciali, ulteriori istituti di rilevante interesse nazionale, come il Museo nazionale romano e il Parco archeologico di Ercolano; b) i confini della Soprintendenza di Roma sono stati ridefiniti e ristretti al territorio della città entro le mura aureliane (corrispondente all’area del sito Unesco); c) i confini della Soprintendenza di Pompei sono stati significativamente ridotti, in modo da concentrare le attività di tale struttura sull’area archeologica e su altri istituti o luoghi della cultura ad essa connessi; d) infine, ai due Soprintendenti – come anche ai direttori dei neo-istituiti parchi archeologici di Ercolano, Campi Flegrei, Appia antica, Ostia antica – sono state attribuite, per il territorio di rispettiva competenza, le funzioni proprie delle Soprintendenze uniche Archeologia, belle arti e paesaggio.

Nuovi quesiti e interrogativi per "Il Tram" di Mario Sironi

Nuovi quesiti e nuovi interrogativi sono emersi nel dipinto de "Il Tram" di Mario Sironi esposto nella Pinacoteca della Gam di Palermo

"Può l'artista, come sembra stilisticamente, avere realizzato una consonante maiuscola nel dipinto? Oppure voleva essere una semplice pennellata? Questo ed altri i quesiti emersi da questi esami su Il Tram".
Queste analisi si sono svolte davanti a decine di giovani studenti di scolaresche liceali attratte ed appassionati dalle indagini che si andavano svolgendo sotto i loro occhi: un modo nuovo per avvicinare i giovani all'arte, che certamente sarà ripetuto.
Le illustrazioni sono state date dagli esperti Francesca Alberghina e Franco Fazzio supportati dall'architetto Antonio Di Lorenzo della Gam di Palermo.
Il Tram, che si trova presso la Gam di Palermo. Un'opera dal valore assoluto - così asseriscono gli studiosi Giovanni Taormina e Renato Tomasino - poiché in un piccolo supporto dalle dimensioni ridotte si rilevano tutti gli elementi fondamentali che saranno presenti nella estetica dell'artista. L'opera è stata composta nel periodo assai conflittuale del cosiddetto "biennio rosso" (1919/21) durante il quale presso gli artisti le problematiche della classe operaia e della città industriale sono venute a sostituire quelle belliche connotando il nuovo volto delle tendenze futuriste.
Le analisi a museo aperto sono partite da una intuizione dello studioso e coordinatore Giovanni Taormina, che osservando l'opera ed i suoi dettagli si è reso conto che Mario Sironi, probabilmente, nel definire i contorni del mozzo della ruota posteriore, a differenza di quello anteriore che segue una logica stilistica classica, si inventa un tratto che sembra voglia esaltare una "S": la esse di Sironi.
Investigare su questo indizio ha portato il GruppoArte16, insieme all'intervento di alta specificità, tecnico-scientifica della StarTest composto dai dottori Salvatore Schiavone e Francesca Alberghina, di ampliare lo spettro dell'indagine fino ad individuare porzioni di interventi successivi sul dipinto di cui non si avevano notizie ed individuare ed a progettare gli interventi di restauro filologico e non invasivo.
Durante le fasi studio, gli studiosi hanno evidenziato nell'opera le caratteristiche tipicamente sironiane della polemica nei confronti della Vogue impressionista, l'adesione al futurismo ed a una estetica industriale, l'esaltazione della macchina, dell'elettricità, delle periferie urbane ed industriali, in un contesto di città metafisica e prospettica che paradossalmente evoca le tavole di "città ideale del nostro Rinascimento". In questa piccola opera del 1920 Sironi si dichiara già come il poeta dell'estetica industriale ed insieme dell'arcaismo.
Un altro dettaglio in secondo piano è la struttura architettonica delle finestre che si notano tra i due edifici di forma cubica, dove in uno spazio ristretto si possono apprezzare una serie di pennellate in grigio e, che danno forma ad una architettura simile a quella che Piacentini rappresenterà nel suo Colosseo Quadrato: la nettezza smaltata dei contorni afferma, con precisione, il corpo degli edifici e nel mezzo di un intercapedine tra le due strutture, vi sono dipinte queste finestre in serie con arco a sesto acuto. Bene questo dettaglio che passa quasi inosservato presenta un'anticipazione de il Colosseo Quadrato o, Il "palazzo della Civiltà Italiana, chiamato anche della Civiltà del Lavoro"; un edificio monumentale concepito fin dal 1936 e progettato nel 1937, la sua costruzione iniziò nel luglio 1938 e fu inaugurato, benché incompleto, nel 1940; i lavori si interruppero nel 1943 per poi essere ultimati nel dopoguerra. Questo altro dettaglio che lo studioso siciliano ha messo in evidenza.
Lo storico dell'arte Stefano Zuffi, interpellato appositamente, ha definito l'opera de Il Tram, come uno dei capolavori di Mario Sironi.
Tutti gli esperti, che hanno contribuito alla realizzazione di questo speciale evento, sono riconosciuti anche in campo internazionale "basti sottolineare che alcuni degli esperti sono stati di recente impegnati a Brera, dove in anteprima hanno presentato il restauro del Polittico di Gand de "L'Agnello Mistico" dei Fratelli Van Eyk, un restauro citato ampiamente sul New York Times il 19 dicembre scorso".
I rilievi scientifici come la Riflettografia in infrarosso, la Fluorescenza ai raggi X e le osservazioni al microscopio digitale sono stati eseguiti dalla StarTest, mentre i rilievi fotografici sono stati eseguiti da Valerio Marche che si avvalso dell'ausilio di tecnologie digitali di ultima generazione ad alta risoluzione, queste hanno consentito lo studio dei particolari su schermi digitali, agevolando la lettura d'opera. Presente il fotoreporter de La Press, Guglielmo Mangiapane.
Molto entusiasta del progetto si è detta la direttrice della Gam di Palermo, la Dottoressa Antonella Purpura, che ha offerto tutto il supporto necessario per la realizzazione di questa giornata di ricerche e studi fruibili al pubblico.
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone