Apertura della Pinacoteca Metropolitana di Bari per il 25 aprile

Francesco Netti (Santeramo in Colle 1832 – 1894)
“In campagna”
acquerello su carta color sabbia
cm 25,4x36
Pinacoteca, collezione permanente
Martedì 25 aprile, Festa della Liberazione,
APERTURA STRAORDINARIA della Pinacoteca Metropolitana di Bari dalle 9:00 alle 13:00 (ultimo ingresso ore 12:30).
www.pinacotecabari.it

Carabinieri TPC recuperano beni sottratti in Italia ed esportati negli USA

I CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE E l’HSI-ICE STATUNITENSE RECUPERANO BENI SOTTRATTI IN ITALIA ED ESPORTATI NEGLI USA

Il 19 Aprile, a Boston (USA), alle 10 -ora locale-, presso la Boston Public Library, alla presenza del Sindaco di Boston, dott. Marty Wash, del Console Generale d’Italia a Boston, dott. Nicola De Santis, e di Beth Prindle, Head of Special Collections della Boston Public Library, si è svolta la cerimonia di restituzione al Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, di:
- due manoscritti, di importante valore storico culturale, del XIV e XV sec., denominati “Mariegola della Scuola Grande di Santa Maria di Valverde della Misericordia” e “Mariegola della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista”, entrambi rubati nel 1949 dal l’Archivio di Stato di Venezia. La “mariegola” che in latino “matricula” o, ancora, definita “Regola Madre” è quel libro in cui venivano raccolte le leggi sistematiche di alcune corporazioni di arti e anche di luoghi di culto, statuti di confraternite religiose o di corporazioni laiche.
Nel 1950, furono individuati e processati i responsabili del furto, ma i beni non furono recuperati.
Solo nel 2013, la “Mariegola della Scuola Grande di Santa Maria di Valverde della Misericordia” e una pagina miniata appartenente alla “Mariegola della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista” sono state individuate tra le collezioni della Boston Public Library. In forza di una Commissione di Rogatoria internazionale inviata agli USA dall’Autorità Giudiziaria di Venezia, i beni sono stati sequestrati dall’Homeland Security Investigations (HSI) - Immigration and Customs Enforcement (ICE) e la Boston Public Library ha rinunciato al possesso agevolandone, così, la restituzione all’Italia.
- un pregiato volume della fine del XVI sec., asportato dalla biblioteca arcivescovile “L. Torres” di Monreale (Palermo), scritto da Bernardino Telesio, con la firma del Cardinale Ludovico II de Torres, Arcivescovo di Monreale dal 1588 fino alla sua morte avvenuta nel 1609 (i libri personali dell'Arcivescovo portavano la sua firma in prima pagina. Tutta la sua collezione è stata donata alla libreria intitolata in suo onore ed era protetta da una bolla di Papa Clemente VIII del 1593).
Il libro, segnalato come rubato in circostanze sconosciute e localizzato nel catalogo della Boston Public Library dal Direttore della biblioteca arcivescovile di Monreale, era stato legittimamente acquistato dall’istituzione statunitense nel 1980. Informata delle prove raccolte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale a sostegno dell’identificazione del volume acquisito per quello rubato a Monreale, la Boston Public Library ha spontaneamente rinunciato alla proprietà del bene, consegnandolo all’HSI-ICE per la restituzione al Governo italiano.
- 198 monete di origine romana, nella maggior parte risalenti al periodo dell'imperatore Costantino I (337 d.C. circa).
Nel 2014, l’Ufficiale di collegamento dell’HSI-ICE a Roma ha informato il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di una spedizione sospetta giunta dagli Emirati Arabi Uniti a una persona di Cincinnati, nota a quel Servizio per precedenti legati al traffico di beni culturali.
Grazie agli accertamenti condotti congiuntamente dall’HSI-ICE e dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, è stato possibile dimostrare che le 198 monete romane, oggetto della spedizione, di recente, erano state scavate clandestinamente in Italia e illecitamente esportate.
I beni, pertanto, sono stati sequestrati dalle Autorità statunitensi per violazioni in materia di importazione e commercializzazione di beni culturali rubati.
Durante la cerimonia, l'Agente Speciale dell’HSI-ICE di Boston Matthew Etre, ha tenuto a precisare come “Il furto di antichità culturali impoverisce una nazione della sua storia, la sua gente del loro orgoglio e identità privandola di quei riferimenti storici fondamentali che un paese può consegnare alle generazioni future”.
Questo importante evento è l’ulteriore dimostrazione della straordinaria collaborazione tra Homeland Security Investigations, Immigration and Customs Enforcement e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Roma, 19 aprile 2017

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Taranto: appuntamenti del 22 e 23 aprile al MArTA

Divertimarta: Primi culti della preistoria

Sabato 22 aprile il Museo Archeologico Nazionale di Taranto continua con la sua programmazione culturale dedicata al tema “Uomini e Dei” con DIVERTIMARTA. Visita tematica in mostra mirata alla conoscenza delle prime manifestazioni di culto come pitture rupestri. A seguire attività didattica di manipolazione creativa: i graffiti. Inizio attività ore 17:30. Età 6/12 anni. Durata circa 2h. Tariffa euro 8,00 a bambino. Prenotazione obbligatoria. Info e Prenotazioni:Tel:099 4538639 o e-mail:[email protected]

Come da MiBACT, Redattrice Rosa Zampa

Visite guidate tematiche al MArTA: HYAKINTHOS E POLYBOIA

Sabato 22 aprile il Museo Archeologico Nazionale di Taranto dedica la sua programmazione culturale a “Uomini e Dei” con visita guidata tematica sui personaggi e divinità della mitologia greca e romana e domenica 23 aprile approfondimento tematico in mostra a cura di un archeologo su HYAKINTHOS E POLYBOIA. Sabato ore 17.00 e domenica ore 11.30. Tariffa visita: euro 5:00+ Biglietto ingresso euro 8:00. Info e Prenotazioni:tel099 4538639 o e-mail:[email protected]

Come da MiBACT, Redattrice Rosa Zampa

Paisiellando al MArTA – MArTA in musica

Domenica 23 aprile incontro concertistico tra il Museo Archeologico Nazionale di Taranto e l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G.Paisiello” di Taranto. Presso la “Sala Incontri”: Soundtrack Cinema piano solo. Mirko Signorile, pianoforte. “Soundtrack cinema”, il titolo lo suggerisce, è un omaggio all mondo del cinema e soprattutto una dichiarazione d’amore per la musica da film. Alle composizioni inedite, Mirko Signorile affianca quattro riletture proposte in chiave personale dei temi di grandi autori melodicamente affini (Piovani, Ryuichi Sakamoto, Björk, Yann Tiersen) ed alcune composizioni tratte dai suoi precedenti album tra cui “For a film” (da From the heel ) e “Come burattini” (da Magnolia) con i suoi rimandi alla musica rotiana. Orari e Tariffe: Ingresso alla sala del concerto alle ore 10:30, l’inizio del concerto alle ore 11:00. Si accede al concerto con l’acquisto del biglietto di ingresso del museo che sarà utilizzabile per la visita alle sale del Museo un giorno a scelta nell’arco di una settimana a partire della domenica del concerto. Biglietteria e prenotazioni: Il biglietto di ingresso si acquista presso la biglietteria del Museo. Causa posti limitati, si consiglia vivamente la prenotazione. Contatti per info e prenotazioni: Museo Archeologico Nazionale di Taranto – Via Cavour n°10; 74123 Taranto; Tel:099 4538639 o e-mail:[email protected]

Come da MiBACT, Redattrice Rosa Zampa
Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.


Università La Sapienza a Roma: eventi dal 26 al 29 Aprile

20 aprile 2017

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.
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Nelle ossa il segreto dei Fuegini per sopravvivere in ambiente estremo

Nelle ossa il segreto dei Fuegini per sopravvivere in ambiente estremo

I primi abitanti della Terra del Fuoco si nutrivano di otarie e uccelli marini per contrastare la rigidità del clima. I nuovi dati emersi dall’analisi delle collezioni scheletriche rivelano la capacità delle antiche popolazioni della Patagonia di adattare il proprio regime alimentare nonostante le trasformazioni apportate dai conquistatori. Lo studio su PlosOne

 Cosa mangiavano i “Fuegini”, le antiche popolazioni della Terra del Fuoco per contrastare il freddo glaciale come quello antartico? Nonostante un abbigliamento semplice, composto da un ridotto mantello di pelliccia queste popolazioni riuscirono con una alimentazione ricca di grassi animali a resistere ai rigidi inverni della regione. Ad aggiungere un nuovo tassello nella conoscenza di queste antiche popolazioni del Sud America, ormai estinte, ci ha pensato un team di ricerca  guidato da Mary Anne Tafuri del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza, in collaborazione con ricercatori dell’Università di Firenze e del CONICET di Buenos Aires e Ushuaia che ha pubblicato recentemente i risultati di un’indagine paleonutrizionale su due importanti collezioni scheletriche provenienti dalla Terra del Fuoco.

Il lavoro, pubblicato su PLOSone, è basato sulla misurazione del rapporto isotopico di carbonio e azoto nel collagene delle ossa che ha permesso di ricostruire la dieta seguita dai Fuegini nel corso dell’ultimo millennio. Le serie scheletriche hanno offerto infatti la possibilità di studiare il variare della dieta di queste popolazioni, successivamente all’arrivo degli esploratori Europei e Nord Americani attratti anche dall’opportunità di sfruttamento dei pinnipedi (in questa zona soprattutto otarie) fonte principale di cibo per le popolazioni indigene.

I risultati della ricerca mostrano una sorprendente omogeneità nel regime alimentare dei Fuegini nelle fasi precedenti al contatto con gli Europei e successivamente al loro arrivo. Tale omogeneità è stata interpretata come segnale di adattamento delle popolazioni locali, che modificarono il proprio regime alimentare in modo da mantenere invariato il carico proteico sostituendo i pinnipedi, oramai depredati, con altre risorse (prevalentemente uccelli marini).
 
Le due collezioni oggetto di studio, risalenti al XIX secolo sono conservate presso il Museo di Antropologia “G. Sergi” della Sapienza e il Museo di Storia Naturale di Firenze e furono raccolte nel corso delle spedizioni del Capitano Giacomo Bove in Patagonia sul finire dell’800.

Focus
Vennero chiamati “Fuegini” le popolazioni aborigene della Terra del Fuoco, il vasto arcipelago situato all’estremità dell’America del Sud. Queste popolazioni comprendevano sia i gruppi arcaici del sud e dell'ovest, cioè Halakwùlup (Alakaluf) e Yámana, sia gli Ona, stanziati a est, affini ai Patagoni. Il nome deriva dai numerosi focolari che i primi navigatori occidentali videro sulle coste. I loro usi e costumi furono raccontati da Charles Darwin nel saggio “Viaggio di un naturalista intorno al mondo”.
Le due etnie, oggi estinte, si differenziavano antropologicamente per alcuni caratteri: più alti, con corpo robusto, testa mesomorfa, faccia affilata e molto sviluppata in altezza, gli Ona; statura piccola, cranio lungo con forti arcate sovraorbitali, faccia larga, pelle bruno-rossastra, gli altri. Queste popolazioni avevano uno straordinario adattamento al clima rigido della zona da loro abitata; indossavano, infatti, un abbigliamento ridottissimo anche durante l'inverno.
I Fuegini vivevano di pesca, di raccolta di molluschi e di caccia e usavano come abitazione semplici ripari di frasche. Le strutture sociali erano semplici: mancavano capi ed entità totemiche; la famiglia, monogama, era patrilineare, sebbene la donna godesse di una certa libertà; fondamentali i riti (officiati da una sorta di stregone privo di poteri) che tramandavano le consuetudini sociali, morali e religiose; entrambe le etnie credevano in un essere supremo.
Queste etnie furono decimate dall’incontro con gli Europei, dalle malattie, dall’impoverimento dell’habitat dovuto all’introduzione degli ovini, dalla concentrazione in nuclei abitativi stabili (le cosiddette reducciones missionarie). Le lingue parlate dai Fuegini appartenevano al gruppo dell’Araucano.

Settore Ufficio stampa e comunicazione SAPIENZA Università di Roma
 
 
 


25 aprile: apertura musei, monumenti e aree archeologiche del Polo Museale della Calabria

 

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

Festività 25 aprile 2017

Apertura musei, monumenti e aree archeologiche

Il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, comunica che in occasione della festività del 25 aprile 2017 rimarranno aperti al pubblico i luoghi della cultura statali di propria competenza di seguito elencati.

Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” – (Vibo Valentia)

Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri - Locri (Reggio Calabria)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium – Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)

Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)

Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)

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Dall’Appia Regina Viarum la tomba delle ampolline di vetro

Dall’Appia Regina Viarum la tomba delle ampolline di vetro

In un terreno privato a Marina di Minturno (Minturno, Lt) in questi giorni è stata riportata in luce una sepoltura, scavata nel terreno, a cassa laterizia, rettangolare, rivestita da tegole sul piano di deposizione e sui lati, con copertura piana in coppi allineati, conservata solo parzialmente nella parte centrale. La presenza di un numero cospicuo di chiodi in ferro disposti lungo il perimetro lascia ipotizzare che il defunto fosse stato deposto in una cassa lignea.
Il rinvenimento non è fortuito, ma conseguente - secondo prassi - ad un intervento programmato, finalizzato al parere archeologico per la costruzione di un edificio per civile abitazione.
La tomba, prossima al tracciato della via Appia, è orientata est ovest, e presenta un considerevole schiacciamento verso S (dovuto dall’assestamento del banco di argilla in cui è scavata) più o meno uniforme su tutta la sepoltura, che ha comportato la conseguente compressione dell’inumato.
Posto a piedi di quest’ultimo, al di fuori della probabile cassa lignea in cui era deposto, è stato rinvenuto il corredo costituito da 7 ampolle in vetro (4 integre e 3 frammentarie) a corpo tronco-conico e lungo collo.
I resti scheletrici rinvenuti, da una prima analisi autoptica, fanno presumere si tratti di un individuo adulto, uomo, alto circa 1,55m. l’Inumato era deposto con orientamento est ovest.
La tipologia del corredo suggerisce una datazione tra il I e il II sec. d. C.
Le trincee effettuate nella parte più interna del lotto non hanno evidenziato altre tracce di frequentazione, ma le indagini proseguiranno su tutta la fascia limitrofa alla via Appia per verificare la presenza di altre sepolture e/o tracce di antropizzazione di epoca antica.
Lo scavo - diretto dalla Soprintendenza - è condotto sul campo dall’archeologo dott. Mauro Treglia, con la collaborazione dell’antropologa dott. Silvia Sofia Staiano.
Tutti i reperti sono stati portati nei magazzini archeologici del Museo di Minturnae, per i restauri e gli studi, in attesa dell' allestimento e della presentazione al pubblico.
http://www.h24notizie.com/2017/04/le-operazioni-recupero-della-tomba-antica-rinvenuta-minturno-video/

Come da MiBACT, Redattore Giovanni Coviello


Venezia: il 2017 della Fondazione MUVE, ricchissimo di appuntamenti

VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO, INTERVENTI DI
RESTAURO E RESTYLING SUI SITI, GRANDI MOSTRE.
IL 2017 DELLA FONDAZIONE MUVE, RICCHISSIMO DI APPUNTAMENTI


Avviatosi all’insegna delle grandi mostre e delle collaborazioni internazionali, con le esposizioni in corso su Jheronimus Bosch a Palazzo Ducale, William Merritt
Chase a
Ca’Pesaro e sui disegni dei pittori francesi dalla Collezione Prat al Museo Correr, il 2017 vede un calendario fittissimo di impegni per la Fondazione Musei
Civici di Venezia.
Da un lato gli eventi temporanei– ben 21 i progetti espositivi inseriti nel programma dei musei veneziani, molti dedicati a nomi di fama mondiale come David Hockney, Shirin Neshat, Gaetano Pesce ma anche a raccolte di straordinario valore come la Collezione Al Thani in arrivo per la prima volta in Italia – dall’altro gli interventi sulle collezioni permanenti, sul patrimonio archivistico, sulle strutture museali e i relativi servizi al pubblico.
Tra le parole d’ordine della Fondazione - con la direzione di Gabriella Belli da dicembre 2011 e la presidenza di Mariacristina Gribaudi, che ha da poco festeggiato
il primo anno alla guida dei musei - c’è infatti la valorizzazione dei siti e del patrimonio (12 palazzi storici, circa 700.000 opere d’arte e immensi archivi) -
che significa ricerche, restauri, adeguamenti funzionali, aperture di nuovi ambienti e percorsi, forme rinnovate di accessibilità e vivibilità dei musei
oltre a sistemi adeguati di comunicazione e coinvolgimento del pubblico: il tutto con un occhio di riguardo per i veneziani e per la città nella sua accezione
metropolitana.

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Roma: mostra "Litoralis. Dalla terra al mare"

Museo Civico di Zoologia

20 aprile – 4 giugno 2017

LITORALIS. Dalla terra al mare

Il litorale romano nella immagini di Luca Bragalli

 

Il Museo Civico di Zoologia, da sempre impegnato nella conoscenza della biodiversità faunistica del territorio e, in particolare, di quella che un tempo veniva chiamata “Campagna Romana”, ospiterà dal 20 aprile al 4 giugno 2017 la mostra fotografica LITORALIS – DALLA TERRA AL MARE. Luca Bragalli, attraverso le sue straordinarie immagini, racconterà i quasi 16.000 ettari di terra agricola e aree protette ad ovest della Capitale, fino al loro concludersi verso il mare, documentando anche gli effetti dell’impatto antropico sull’ambiente e il paesaggio.
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Musei Statali aperti per Pasqua e Pasquetta

MUSEI STATALI APERTI PER PASQUA E PASQUETTA
On-line tutte le informazioni delle aperture di domenica 16 e lunedì 17

Domenica 16 e lunedì 17 aprile in occasione delle festività di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo i principali musei, aree archeologiche e luoghi della cultura statali resteranno aperti, rispettando il normale piano orario e tariffario.

Dagli Scavi di Pompei alla Pinacoteca  Brera, dal Castello di Miramare di Trieste al Museo Nazionale Archeologico di Napoli, da Paestum agli Uffizi, dal Parco Archeologico di Ostia Antica al Cenacolo Vinciano, dalla Reggia di Caserta al Colosseo, dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma ai Musei Reali di Torino, dal Museo d’Arte Orientale di Venezia a Castel Sant’Angelo, dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto a quello di Reggio Calabria.
Un lungo fine settimana all’insegna della cultura in cui cittadini e turisti potranno visitare le vaste collezioni dei principali musei italiani.

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