Estate Romana 2017: eventi dall'8 al 14 settembre

Estate Romana 2017

Cultura, scienza e spettacolo conquistano la città

Ecco le manifestazioni previste per musica, film, percorsi, teatro, incroci artistici ed esperimenti dall’8 al 14 settembre

www.estateromana.comune.roma.it

#estateromana2017

Roma, 7 settembre 2017 – A settembre, una nuova settimana ricca di eventi per la 40ma edizione dell'Estate Romana. In tanti Municipi, saranno diverse le iniziative e le manifestazioni che costelleranno le piazze, i parchi e i luoghi storici di Roma. Assistendo a un concerto o a uno spettacolo teatrale, prendendo parte alla presentazione di un libro, guardando un film o semplicemente attraversando a piedi la città, tante e irripetibili occasioni per conoscere o riscoprire la Capitale. 

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La VII Commissione del Senato in visita a Pompei

La VII Commissione del Senato in visita a Pompei

7 settembre 2017

Si è tenuto questa mattina all’Auditorium degli scavi di Pompei l’incontro con la VII Commissione Permanente (istruzione Pubblica, beni culturali) del Senato, in visita al sito archeologico, per un aggiornamento sullo stato dei lavori del Grande Progetto Pompei (GPP). Il tavolo di lavoro è stato presieduto dal Presidente della VII Commissione, Senatore Andrea Marcucci, dal Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, dal Direttore Generale del Grande Progetto Pompei, Generale Luigi Curatoli e dal Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo, on. Antimo Cesaro.

Dopo un punto della situazione che ha dettagliato i vari cantieri relativi ai 76 interventi finanziati dal GPP, di cui 64 sono ad oggi conclusi,  9 in corso ( e tra questi entro fine mese si apriranno al pubblico la Casa di Championnet e la Casa del Marinaio)  e solo 3 in attesa di avvio, la Commissione ha effettuato un sopralluogo all’interno degli scavi.
La delegazione guidata dal Direttore Generale Massimo Osanna ha visitato l’Antiquarium degli scavi, il tempio di Venere, il Foro, il cantiere del complesso di Championnet, con la casa dei Mosaici geometrici, la casa di Sirico e dell’Orso Ferito  di recente apertura.

Anni fa i dubbi sul futuro di Pompei erano tanti. Oggi è stata fatta tanta strada per  la  sua salvaguardia e la Commissione, che ha in tutti questi anni manifestato una costante e grande attenzione al sito, è stata qui per osservare direttamente i risultati raggiunti. - Ha dichiarato il Presidente Marcucci -  Il rilancio di Pompei, grazie all’impulso prima del Ministro Bray e poi dell’attuale Ministro per i beni, le attività culturali e il turismo Franceschini, è una partita che è vinta dall’Italia tutta, non è una vittoria di una sola parte politica”
Prima Pompei era vista come un problema e non una opportunità per il Paese –ha aggiunto il Sottosegretario Cesaro - Oggi si può guardare al sito come vanto, non solo in termini quantitativi per il crescente incremento di visitatori, ma anche qualitativi per l’ampia e valida offerta di visita al pubblico. Il ruolo della Commissione e del suo interessamento per il sito,  vuole  essere una presa d’atto di quanto finora realizzato, ma anche delle eventuali criticità ancora da risolvere e di come affrontarle in termini concreti, affinché Pompei possa essere volano di sviluppo di tutto il territorio, anche in termini di indotto e di occupazione. Si tratta di una sfida non più derogabile che la classe politica locale e nazionale è chiamata ad affrontare e vincere, per dare una speranza concreta alle tante giovani professionalità della Campania e di tutto il Mezzogiorno”.
“Con il Grande Progetto Pompei ci si è finora dedicati al restauro degli apparati architettonici e  decorativi degli edifici dell’area archeologica di Pompei.  – ha chiarito il Direttore Generale del Grande Progetto Pompei, Generale Luigi Curatoli –Ora siamo partiti anche sul fronte del piano strategico per lo sviluppo socio-economico della buffer zone, che include 9 comuni a ridosso dell’area archeologica vesuviana. I contenuti del piano saranno condivisi con i Sindaci dei Comuni, il Sindaco della città metropolitana, la Regione e gli altri enti locali coinvolti e presentati al Comitato di gestione presieduto dal Ministro Franceschini. Questa sfida, come quella sul  restauro archeologico, vede tutti coinvolti, politici, cittadini, funzionari di stato e avrà alla luce dei risultati finali e degli sforzi profusi, tutti vincitori o tutti vinti.
“Pompei è ormai un laboratorio di restauro e conoscenza, cresciuto nell’ambito dei capillari interventi di messa in sicurezza e restauro anche del Grande Progetto Pompei, che hanno restituito al pubblico la fruizione di interi quartieri della città –dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale del Grande Progetto Pompei - Le mostre, gli eventi diurni e notturni di questi anni, hanno tra l’altro completato l'offerta culturale del sito archeologico. L’ impegno del Ministero e dell’Unione Europea che hanno creduto nel Grande Progetto Pompei e nel lavoro di squadra di tanti professionisti è stato premiato dall’aumento costante e significativo in termini di visitatori.”

Testo e immagini da UFFICIO STAMPA Parco Archeologico di Pompei
web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc


Allievi SAF-ISCR di Roma e di Matera al lavoro “sul campo” nelle Marche

RESTAURO: I CANTIERI DIDATTICI DELLA SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
Gli allievi SAF-ISCR di Roma e di Matera al lavoro “sul campo”

Un’opera simbolo del sisma dello scorso anno e la messa in sicurezza di tanti altri beni del territorio delle Marche: accanto a opere in condizioni “estreme” tanti altri cantieri, dall’archeologia all’arte moderna, che coprono un ampio ventaglio di temi e problemi conservativi.  Ripartono il 4 settembre i cantieri didattici della Scuola di Alta Formazione dell’ISCR che vedranno impegnati gli allievi di entrambe le sedi di Roma e Matera.
Roma, Domus delle Terme degli stucchi dipinti presso Tor Vergata, particolare del pavimento in battuto cementizio
Misurarsi con i capolavori del nostro patrimonio e affrontare i problemi nella loro singolarità; sono questi due dei principali criteri che guidano la scelta delle opere su cui gli studenti della SAF-ISCR apprenderanno il mestiere di restauratore di beni culturali. E tra le opere prescelte per i cantieri estivi 2017 l’offerta di temi è particolarmente vasta sia per condizioni e complessità dei danni, che per ambito geografico e cronologico.
Si va dagli elmi di manifattura persiana del Museo Stibbert di Firenze o dal mosaico "battuto" della Domus delle Terme degli stucchi dipinti a Roma fino alla pittura del 20° secolo con le tele di Umberto Coromaldi, passando per il Medioevo della facciata del Duomo di Pisa, gli affreschi della sala capitolare di San Nicolò a Treviso, le preziose tavole di Antonio Vivarini da Venezia, fino agli stucchi barocchi di Santa Pudenziana a Roma.
Madonna col Bambino, terracotta dipinta, dalla chiesa di San Placido presso Ussita, presso i laboratori dell’ISCR, prima del restauro
Un’attenzione particolare è dedicata anche al patrimonio colpito dal terremoto dello scorso anno. Oltre alla continuazione dell’opera di pronto intervento e messa in sicurezza presso la Mole Vanvitelliana di Ancona (che vede presente l’ISCR sin dallo scorso novembre), gli allievi del primo anno avranno in cura il frammentario altorilievo in terracotta da San Placido di Ussita, la cui immagine della Madonna col Bambino è divenuta un malinconico simbolo dei rovinosi effetti del sisma.
10 progetti per 71 allievi da 2 sedi SAF, al lavoro su opere provenienti da tutto il territorio nazionale.
I cantieri in dettaglio
Pisa, paramenti esterni del Duomo; cantiere didattico estivo 2015
La collaborazione della SAF con l’Opera Primaziale del Duomo di Pisa è stata avviata nel 2013 e ha visto in questi ultimi anni gli allievi impegnati negli interventi sulle superfici esterne della facciata e dell’abside. Quest’anno è la volta della facciata laterale sud del Duomo: dopo la mappatura dello stato di fatto si procederà all’intervento che prevede la rimozione di giunti e integrazioni non idonee, la pulitura dei materiali lapidei, consolidamenti e reintegrazioni. Gli allievi e i loro docenti collaboreranno con i restauratori dell'Opera e avranno modo di vedere in anteprima i risultati dell'applicazione sperimentale dei nuovi consolidanti e protettivi formulati per il progetto europeo NanoCathedral 
Treviso, Sala capitolare del Convento di San Nicolò, affreschi di Tommaso da Modena: particolare della parete con la raffigurazione di due papi e un cardinale domenicani
Il Ciclo dei domenicani illustri dipinto nel 1352 da Tomaso da Modena nella sala capitolare del convento di San Nicolò a Treviso raffigura, con un realismo inedito per l’epoca, santi, papi, cardinali, teologi appartenenti all’Ordine domenicano, colti in meditazione o intenti nelle loro occupazioni presso lo scriptorium attivo nel complesso trevigiano. I quindici allievi della SAF lavoreranno al completamento del restauro avviato nel 2013 dalla Soprintendenza.  Il 4 settembre si terrà l’apertura ufficiale del cantiere didattico alla presenza di rappresentanti della Diocesi di Treviso e del MiBACT.
Roma, Cappella di San Pietro in Santa Pudenziana; ristabilimento dell’adesione dello strato di finitura degli stucchi
Le superfici decorate della cappella di San Pietro in Santa Pudenziana (Roma) sono state oggetto di una tesi di laurea SAF-ISCR nel 2015. Il lavoro allora compiuto dalla laureanda con il coordinamento della docente restauratrice ISCR ha inaugurato una sorta di procedura “virtuosa”: la tesi ha sviluppato la fase conoscitiva, il progetto generale ed eseguito il restauro completo del dipinto murale della lunetta di Giovanni Baglione, raffigurante San Pietro che celebra l'eucaristia in casa di Pudente, e un’area campione sugli stucchi della volta.  Il cantiere didattico estivo della SAF prosegue, sulle linee tracciate, il restauro degli stucchi della volta della cappella (attribuiti a Leonardo Reti), affrontando principalmente le gravi problematiche del ristabilimento dei difetti di adesione e coesione dei materiali costitutivi degli stucchi e l'alterazione dei materiali di restauro impiegati in precedenti interventi, mediante l'impiego di biotecnologie e di nuovi prodotti  nanometrici.
Duplice esperienza di lavoro, sia di primo intervento sullo scavo che attività di conservazione e restauro a carattere didattico, sarà quella presso uno degli ambienti del complesso monumentale “Domus delle Terme degli stucchi dipinti”, villa romana del I secolo d.C., rinvenuta fortuitamente nel 2013. Le pratiche conservative avverranno contestualmente allo scavo e saranno seguite dal rinterro temporaneo delle superfici al fine di contenere il danno dovuto a fattori ambientali ed antropici. L’obiettivo è mettere in sicurezza (anche in previsione di scavi o interventi futuri) un pavimento in cementizio con scaglie di pietra policroma e probabile rubricatura rossa, realizzato secondo una tecnica che consentiva effetti decorativi e cromatici senza raggiungere la preziosità del mosaico vero e proprio.
Tondo di scuola di Botticelli dalla Galleria Palatina di Firenze, restauro presso i Laboratori ISCR
Il polittico del Corpo di Cristo, concepito come monumentale tabernacolo per la cappella di San Tarasio presso San Zaccaria, è uno dei più importanti complessi pittorici e scultorei realizzati a Venezia nel XV secolo. Le due tavole dipinte da Antonio Vivarini sono state affidate alle cure all’ISCR all’inizio di quest’anno; la complessità dei loro problemi conservativi le ha rese ideali per l’attività didattica.
Polittico di Antonio Vivarini da San Zaccaria a Venezia, restauro presso i Laboratori ISCR
Durante il cantiere estivo gli allievi si dedicheranno alla reintegrazione pittorica che si presenta, per l’estensione e la tipologia delle lacune, particolarmente impegnativa e laboriosa.
Anche il tondo di scuola Botticelliana, proveniente dalla Galleria Palatina di Firenze, dotato di una preziosa cornice dipinta e dorata con perle ad intaglio, offriva una casistica di problemi conservativi che lo ha reso un “banco di prova” ottimale per gli allievi.  Durante il cantiere estivo gli studenti saranno impegnati sia sul dipinto, ove la reintegrazione pittorica si presenta difficile e complessa, sia sulla cornice dove sarà necessario riproporre la doratura di alcuni elementi del motivo decorativo a rilievo.
Ancona, Mole Vanvitelliana
La Mole Vanvitelliana di Ancona è lo spazio che accoglie i beni artistici feriti dal terremoto dello scorso anno, provenienti dalle aree marchigiane. È un deposito dove le opere vengono temporaneamente custodite, ma anche “soccorse” da funzionari e tecnici dell’ISCR, affiancati da colleghi degli uffici territoriali MiBACT. Alla squadra di restauratori attiva da marzo nelle operazioni di messa in sicurezza e pronto intervento sono stati affiancati a luglio gli allievi della SAF della sede di Roma e a settembre sarà la volta degli allievi della SAF sede di Matera. Le opere provengono nella maggioranza dei casi dalle chiese colpite, ma anche da musei civici e statali.  Gli allievi si occuperanno della messa in sicurezza e della stabilizzazione del degrado delle opere costituite da una vasta classe di materiali: dalle tavole alle tele e alle sculture lignee. È per loro, inoltre, di grande interesse il lavoro di catalogazione e riordino dei numerosi frammenti di dipinti murali che stanno giungendo dalle chiese nelle quali, dopo la messa in sicurezza statica, si sta lavorando al recupero delle decorazioni pittoriche.
Ciclo della pesca di Umberto Coromaldi; allievi al lavoro su La mattanza
Il pittore Umberto Coromaldi realizzò nel 1911, in occasione dell’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma, il ciclo della Pesca. Dimenticato per circa un secolo in un magazzino, questo insieme di cinque grandi tele è stato di recente “riscoperto” e, per le pessime condizioni in cui versava, affidato nel 2015 agli esperti dell’Istituto. Gli allievi SAF si confrontano per questo cantiere estivo con una delle tele più problematiche del gruppo, La mattanza: accentuate deformazioni del supporto, estese lacune, attacchi biologici particolarmente evidenti. I risultati del lavoro su questa e altre due tele del ciclo (La sciabica e L’uscita a mare) saranno presentati in occasione della mostra in programma per marzo 2018 negli spazi dell’ex Carcere del San Michele.
Firenze, Museo Stibbert, elmo con camaglio di manifattura persiana
Quattro preziosi elmi con camaglio di manifattura persiana datati dal 17° al 18° secolo, in acciaio dorato o argentato e con raffinate decorazioni incise o ageminate; è questo il cantiere estivo che si concentrerà sul restauro delle opere in metallo. Per stato di conservazione, materiali costitutivi e la gran varietà di tecniche esecutive anche questi manufatti costituiscono una “palestra” ideale per gli allievi restauratori. Provengono dal Museo Stibbert di Firenze, istituzione con la quale si è instaurata da oltre un decennio una collaborazione ormai consolidata da tanti progetti condivisi.
Madonna col Bambino, terracotta dipinta, dalla chiesa di San Placido presso Ussita, ricoverata presso la Mole Vanvitelliana di Ancona
La sua immagine, in innumerevoli frammenti blu e rossi che emergono dalle macerie, l’ha resa un simbolo dolente del disastro del terremoto dell’agosto 2016. La Madonna col Bambino dalla Chiesa di San Placido (nei pressi di Ussita) è un altorilievo a grandezza naturale in terracotta dipinta, di datazione incerta. Dopo la schedatura e la messa in sicurezza presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, l’opera è stata trasferita nei laboratori romani dell’ISCR. Gli allievi SAF saranno alle prese con la complessa fase del riassemblaggio dei frammenti e la restituzione della forma dell’opera mentre si approfondiranno gli studi storici e scientifici, anche attraverso lo svolgimento di indagini, per la redazione del progetto di completamento del restauro, inclusivo di un supporto strutturale che ne assicuri la massima sicurezza.
Ancona, Mole Vanvitelliana
Anche nel mese di luglio si sono svolti cantieri didattici, su La mattanza di Coromaldi, sulla fontana del Nettuno di Bologna e presso la Mole Vanvitelliana di Ancona che proseguono nel mese di settembre. Si è invece concluso durante il mese di luglio il cantiere presso il Convicinio di Sant’Antonio a Matera.
Presso la Scuola di Alta Formazione (SAF) dell'ISCR sono attivi i seguenti Percorsi Formativi Professionalizzanti (PFP):
PFP 1: Materiali lapidei e derivati, superfici decorate dell’architettura
PFP 2: Manufatti lignei su supporto ligneo e tessile. Manufatti scolpiti in legno. Arredi e strutture lignee. Manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti
PFP 4  Materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici. Materili e manufatti in metalli e leghe
Fonte dati:
Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro - Roma
Tel 06 6723 6427 – 339 899 7459

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone


La necropoli di Onna: indagini, studi e prospettive di valorizzazione

La necropoli di Onna - Indagini, studi e prospettive di valorizzazione. Presentazione pubblica degli esiti degli scavi diretti dalla Soprintendenza.

Onna continua il suo percorso di rinascita attraverso la riscoperta e la valorizzazione della sua storia più antica: il forte senso di appartenenza della comunità al proprio territorio si manifesta sempre più nella volontà di riscoprire le proprie radici. E le indagini archeologiche condotte nel 2016 nell’ambito dei lavori per la riqualificazione della stazione ferroviaria si sono rivelate una formidabile occasione per aprire una finestra sul passato. I lavori hanno infatti messo in luce 46 tombe con notevoli corredi, pertinenti ad una necropoli vestina solo parzialmente indagata, databile fra VIII e II sec. a.C.
I segreti della necropoli di Onna - nel più ampio quadro delle attività di tutela archeologica nell'area del capoluogo e del cratere sismico - verranno raccontati nel corso dell’incontro promosso dall'Associazione "Onna onlus" e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per L'Aquila e cratere, che si è tenuto presso “Casa Onna” mercoledì 6 settembre, alle ore 18.00. Ne parleranno con l'Associazione e i cittadini la Soprintendente Alessandra Vittorini e gli archeologi che hanno diretto ed eseguito lo scavo: Rosanna Tuteri, funzionaria archeologa della Soprintendenza, Gabriella Cercone e Dario Mangolini, in un confronto moderato dalla giornalista Michela Corridore.

L’attività di tutela svolta dalla Soprintendenza dell’Aquila attraverso il costante monitoraggio territoriale e attraverso l’applicazione delle norme riguardanti l’archeologia preventiva, costituisce una risposta concreta non solo agli obblighi di tutela ma anche alle attese della popolazione. L'archeologia preventiva può - e deve essere - alleata della ricostruzione: per salvaguardare le radici di un territorio ricostruendone la storia, con l’obiettivo di conoscere e rispettare l’identità dei luoghi attraverso la valorizzazione del passato, in sinergia con le azioni di recupero economico e sociale.
Anche per questo la Soprintendenza ha cercato di ampliare il campo di interesse ed indagine sul tema, coinvolgendo gli istituti MIBACT più autorevoli e più direttamente impegnati nel settore.
Hanno già assicurato piena disponibilità nel programma di studio sia l'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), diretto da Gisella Capponi - con il quale si stanno definendo gli accordi per le attività connesse al restauro dei reperti e al micro-scavo dei sedimenti conservati all’interno dei vasi funerari, con l’obiettivo di raccogliere informazioni circa eventuali offerte di cibo - sia il neonato Museo delle Civiltà (MUCIV), diretto da Filippo Maria Gambari, con il quale la Soprintendenza ha già stipulato un importante Accordo di collaborazione scientifica per lo studio dei numerosi resti ossei recuperati, non solo a Onna ma anche in altri contesti della zona aquilana. Alla stipula è seguita la tempestiva consegna (nel luglio scorso) di tutti i materiali rinvenuti, per l'immediato avvio degli studi. Si tratta di 110 cassette contenenti resti scheletrici umani provenienti da diversi siti del territorio aquilano (Onna e Amiternum) e dalla stessa città dell’Aquila (via della Polveriera e area adiacente la Chiesa di Santa Giusta) che ricoprono un arco cronologico amplissimo, dalla Protostoria al tardo Medioevo.
"Si tratta di collaborazioni di alto livello scientifico che proiettano a livello nazionale la realtà del territorio del cratere sismico aquilano e le sue testimonianze più antiche, aprendo la strada, allo stesso tempo, ad un approccio interdisciplinare. - afferma la Soprintendente Alessandra Vittorini L’Aquila e il Cratere possono costituire in tal senso un laboratorio e un esempio per gli altri territori colpiti da eventi sismici e attualmente impegnati in percorsi di ripresa e rinascita".
Gli specialisti antropologi del Museo delle Civiltà, coordinati da Luca Bondioli e Alessandra Sperduti, hanno già avviato i loro studi che si baseranno sull’integrazione dei dati archeologici con quelli biologici, offrendo una migliore comprensione delle caratteristiche e delle condizioni di vita delle antiche comunità. Il Servizio di Bioarcheologia del Museo curerà lo studio antropologico dei resti scheletrici. In particolare verranno effettuate analisi volte alla ricostruzione degli aspetti legati alle ritualità funerarie, la paleodemografia, lo stato di salute, la nutrizione e la mobilità. Accanto ai tradizionali metodi di studio dei reperti ossei e dentari, saranno applicate tecniche di micro-scavo (per il recupero degli scheletri infantili sepolti in coppi) affiancate da radiografie, TAC, analisi fisico-chimiche e paleogenetiche.
Le operazioni di pulizia e riorganizzazione dei materiali sono iniziate da pochi giorni, ma il primo esame dei reperti ha già restituito un caso interessante relativo all’individuo maschile adulto sepolto nella tomba 45 che risulta affetto da una patologia ossea molto rara e fortemente invalidante: l’uomo, pur impossibilitato a partecipare alle attività produttive, è stato evidentemente accudito e mantenuto in vita dagli antichi abitanti di Onna.
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Fundraising Parco Archeologico di Paestum: nasce il circolo di Athena

Fundraising Parco Archeologico di Paestum: nasce il circolo di Athena

Paestum avvia un nuovo progetto di raccolta fondi. Obiettivo: restaurare il magnifico tempio di Athena, costruito intorno al 500 a.C. e tra i meglio conservati al mondo di questo periodo. Per raggiungere l'importo calcolato dai tecnici del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), pari a 60mila Euro per un intervento "di pronto soccorso", il direttore Zuchtriegel aveva puntato anche su privati e aziende del territorio - con successo, come è appunto accaduto.
Il primo contributo arriva dal Caseificio Barlotti. I fratelli Raffaele, Enzo e Gaetano, alla guida dell'azienda hanno deciso di finanziare i costi per un'intera fronte del tempio: "Siamo onorati di poter dare il via al restauro di uno dei simboli più rappresentativi della nostra città antica" - hanno commentato.
"Prosegue con successo l'opera di tutela e di conservazione accanto alle efficaci iniziative di promozione e valorizzazione dell’area archeologica e del Museo di Paestum” – afferma Alfonso Andria – consigliere di Amministrazione del Pae. “Ed è incoraggiante registrare una crescente attenzione da parte dell'imprenditoria locale a sostegno di un programma di interventi e sulla base di alcuni importanti risultati già conseguiti".
I problemi da affrontare sono vari, come spiega il direttore: "Da un lato dobbiamo combattere il cosiddetto biodegrado, ovvero la crescita di piante sulle pietre che, con le loro radici, minacciano il monumento. Visto che parliamo di un tempio conservato fino al punto più alto del frontone, non è facile arrivare in tutti i punti - ci vuole un braccio mobile, e i costi sono alti. Inoltre c'è una peculiarità che già nel '700 aveva suscitato le critiche di Gianbattista Piranesi: l'uso di due tipi di pietra, travertino e arenaria. L'arenaria, usata nel fregio che corre sopra le colonne, è molto friabile e tende a polverizzarsi, mettendo a rischio l'intera struttura. I restauratori devono intervenire per stabilizzarla."
Il progetto, caricato sul portale Artbonus introdotto dal ministro Franceschini per incentivare donazioni per i beni culturali, prevede sgravi fiscali fino al 65%: http://artbonus.gov.it/2016-5-parco-archeologico-di-paestum.html
Nell'anno scorso, il Parco Archeologico ha raccolto 80mila Euro tra donazioni e sponsorizzazioni.
fonte dati:
Parco Archeologico di Paestum
Tel/fax 0828/811023
sito web: www.museopaestum.beniculturali.it
Facebook: Parco Archeologico Paestum
Twitter: @paestumparco
Instagram: paestumtempli

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone


Roma, Teatro di Villa Torlonia: 8 settembre, Italia Argentina Canta in Festival; 10 settembre Anna Burkina Recital

TEATRO DI VILLA TORLONIA

 

Venerdì 8 settembre ore 20.00

ITALIA ARGENTINA CANTA IN FESTIVAL

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 060608

Domenica 10 settembre ore 11.00

ANNA BULKINA RECITAL

Ingresso 5 euro con prenotazione obbligatoria allo 060608


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Roma: week-end al museo, eventi del 9-10 settembre

WEEK-END AL MUSEO | 9 – 10 SETTEMBRE

SABATO 9 SETTEMBRE

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali| Apertura dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)

“Francesco Lento Quintet”

“Cicconetti/Cantarano/Mazzeo Trio”

in collaborazione con la Casa del Jazz

Biglietto del costo simbolico di 1 euro

 

DOMENICA 10 SETTEMBRE | Concerto gratuito

Museo Pietro Canonica | ore 16.30 – “L’ensemble Barocco”  in collaborazione con Roma Tre Orchestra


Roma, 6 settembre 2017 - I suoni della musica jazz e i grandi compositori dell’epoca barocca saranno al centro del programma di eventi culturali del prossimo fine settimana organizzati in collaborazione con la Casa del Jazz e Roma Tre Orchestra. Si comincerà sabato 9 settembre con le performance jazzistiche del Francesco Lento Quintet e del Trio Cicconetti/Cantarano/Mazzeo durante l’apertura serale dei Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali (dalle 20 alle 24 ultimo ingresso ore 23 – biglietto simbolico di un euro) e si concluderà domenica 10 alle ore 16.30 presso il Museo Pietro Canonica di Villa Borghese con lo spettacolo L’ensemble Barocco dei musicisti Nelita Maiolatesi (oboe), Angela Naccari (clavicembalo) e Marco Simonacci(violoncello).
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Locride. 1° Forum tematico “Obiettivo turismo”- Quale modello per la Riviera dei Gelsomini?

Locride. 1° Forum tematico “Obiettivo turismo”- Quale modello per la Riviera dei Gelsomini?

Museo Archeologico Nazionale di Locri

Locri (Reggio Calabria)

Venerdì 8 settembre 2017 – Ore 16.30

Venerdì 8 settembre 2017, alle ore 16.30, presso il Museo Archeologico Nazionale di Locri, si terrà l’attesa iniziativa Locride. 1° Forum tematico “Obiettivo turismo” - Quale modello per la Riviera dei Gelsomini?

Molte le autorità istituzionali che si confronteranno su una tematica fondamentale per l’affermazione di questo territorio che detiene straordinarie risorse umane e materiali.

Parteciperanno, infatti, a questo atteso Forum: Angela Acordon, direttore del Polo Museale della Calabria; Rossella Agostino, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Locri; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri; Franco Candia, presidente associazione comuni della Locride; Rosario Rocca, presidente comitato dei sindaci della Locride; Maurizio Reale, vice presidente consorzio Jonica Holidays; Mario Diano, coordinatore Corsecom; Maurizio Baggetta, presidente Federalberghi Reggio Calabria; Giuseppe Bombino, presidente Parco Nazionale d’Aspromonte; Riccardo Mauro, vice sindaco città metropolitana di Reggio Calabria; Sebi Romeo, consigliere regionale della Calabria; Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo e Mario Oliverio, presidente Regione Calabria. I lavori, moderati da Barbara Panetta, si avvarranno del video teaser “Riviera dei Gelsomini” a cura di silverfactory.

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Un metodo statistico per catturare gli stili musicali

Un metodo statistico per catturare gli stili musicali
 
Il modello, messo a punto dalla Sapienza nell’ambito di un team di ricerca internazionale, è utilizzabile anche per generare artificialmente brani musicali evitando i fenomeni di plagio. La ricerca è pubblicata su Scientific Reports
Dai principi statistici a un nuovo metodo per l’individuazione delle strutture principali delle melodie musicali. È la scoperta di un team di ricerca internazionale, di cui fanno parte Vittorio Loreto e Francesca Tria di Sapienza Università di Roma, che ha dimostrato come un nuovo metodo, sia in grado di identificare le strutture di associazione fondamentali in una sequenza musicale. Il modello è utilizzabile anche per generare artificialmente brani musicali con lo stesso stile, evitando però i fenomeni di plagio.
La musica è un sistema formato da un complesso network di componenti interagenti tra loro, le note, equiparabili ai neuroni del sistema nervoso; la statistica, attraverso il metodo del calcolo delle probabilità, è in grado di individuare le relazioni esistenti tra le note e guidare nella composizione algoritmica di nuove melodie.
La sfida del gruppo di ricerca è stata quella di individuare un modello, quello della Maximum Entropy, per la determinazione di distribuzioni di probabilità a partire da informazioni “parziali”, capace ugualmente di generare nuove melodie che abbiano gli stessi elementi stilistici del brano di riferimento.
Data una sequenza di elementi, in questo caso le note, si può determinare per ogni coppia di note “x” e “y”, la probabilità che “x” sia seguito da “y”; da questo insieme di probabilità si può ricavare, mediante elaborazione digitale, una sequenza casuale che mantiene le stesse probabilità: a partire da un dato corpus di brani il metodo è in grado di generare, mediante uno specifico algoritmo,  brani musicali con lo stesso stile del corpus di riferimento.
“Per evitare il plagio – spiega Vittorio Loreto, professore di Fisica alla Sapienza – utilizziamo un particolare algoritmo che permette di limitare la lunghezza delle sequenze “copia” nei brani generati artificialmente. Mediante l’uso di algoritmi di compressione possiamo in seguito verificare sia la vicinanza della nuova composizione al corpus di riferimento, sia il grado di plagio. In tal modo si riesce a controllare il bilancio tra innovazione e similarità.”
“La sua generalità – aggiunge Loreto – dà al nostro modello maggiore libertà nella creazione di nuove melodie che riecheggino lo stile di un dato corpus di brani e apre una serie di applicazioni sia in ambito musicale (per affrontare questioni relative al ritmo, alla polifonia e all'espressività) sia in altri ambiti (ad esempio il linguaggio o l'arte)  in cui gli elementi stilistici e creativi rappresentano elementi cruciali, inserendosi nel grande dibattito sulla creatività artificiale e sulle interazioni creative tra umani e macchine.”
Riferimenti:
Maximum entropy models capture melodic styles - Jason Sakellariou, Francesca Tria, Vittorio Loreto &Francois Pachet
Doi:10.1038/s41598-017-08028-4
Testo da Settore Ufficio stampa e comunicazione SAPIENZA Università di Roma
Lezione di musica da un’idria a figure rosse di Phintias, da Vulci, 510 a. C. circa. Da WikipediaPubblico Dominio, caricata e di Bibi Saint-Pol.

Paestum: grandi interventi paesaggistici per Athena

Paestum: grandi interventi paesaggistici per Athena

Novità sul santuario della dea Athena a Paestum: lo suggeriscono i primi risultati della campagna di rilievi e prospezioni georadar e geomagnetiche eseguiti da un gruppo di Ricerca diretto dalla Prof.ssa Rebecca Miller Ammermann dell'università di Colgate (USA), in collaborazione con l'Università di Bologna.
Secondo gli studiosi, che hanno "radiografato" il terreno intorno al tempio di Athena, la piccola collinetta sulla quale sorge l'edifico dorico dedicato alla dea della guerra e dell'artigianato, è in parte artificiale. "Specie la parte occidentale della collina sembra essere il risultato di un intervento massiccio di rimaneggiamento del terreno, con un rialzamento di alcuni metri", spiega la professoressa Ammerman. "Anche se dobbiamo aspettare l'elaborazione definitiva dei dati, siamo molto soddisfatti dai risultati".
Soddisfatto anche il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel: "Se si confermano le ipotesi, vuol dire che dobbiamo immaginare un mega intervento che, prima ancora dell'architettura, investe il paesaggio di Paestum: i templi di Athena sono spesso collocati su delle alture - si pensi ad Atene, ma anche a Sparta - ma visto che Paestum è ubicata in pianura, i Greci hanno forse sentito la necessità di modificare l'orografia del terreno, per creare uno spazio degno della dea e del suo grande tempio."
Per la verifica dei dati, sono previsti dei carotaggi nel mese di novembre.
Intanto, anche gli "scavi" nei depositi continuano a produrre novità. Insieme al Parco Archeologico, l'Università di Salerno sta lavorando alla realizzazione di una mostra, in programma per novembre -  che illustrerà le ricerche, dirette dal prof. Fausto Longo, sugli oggetti metallici quali scudi, lance, elmi ed altri provenienti dal santuario di Athena. Sono oggetti spesso conservati malissimo e di piccole dimensioni che, però, possono raccontare grandi storie, come sottolinea Zuchtriegel: "Anche grazie alle ricerche dei colleghi di Salerno si aprono nuove prospettive sul rituale e sulle storia del santuario, per esempio riguardo cesure ed eventi catastrofici, ma anche nuove domande che nel futuro ci auguriamo di affrontare sottoscrivendo collaborazioni tra il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact) e le Università italiane e straniere."
http://www.museopaestum.beniculturali.it/paestum-grandi-interventi-paesaggistici-per-athena/
Fonte dati:
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Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone