Classici contro: 30 appuntamenti. Tema del 2018, Dike, la Giustizia

Venerdì 6 e sabato 7 aprile a Vicenza per il progetto ideato dai docenti di Ca’ Foscari Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani
CLASSICI CONTRO: 30 APPUNTAMENTI

TEMA DEL 2018 DIKE, LA GIUSTIZIA

Teatri e musei, licei e carceri i luoghi in cui i classici si sveleranno per fare luce sul presente

Continua a Vicenza il 6 e 7 aprile, dopo i primi appuntamenti di San Donà di Piave, Cittadella e Vittorio Veneto, il ciclo di incontri per il 2018 di Classici Contro, un progetto dell’Università Ca’ Foscari a cura del grecista Alberto Camerotto e del filologo classico Filippomaria Pontani che cresce nel tempo e dimostra l’interesse verso i classici oltre che la bruciante attualità dei temi che gli antichi ci propongono.

Sono ben trenta gli incontri in calendario in altrettante città d’Italia, che toccheranno licei, teatri, istituzioni, musei e carceri, da Palermo a Torino, da Vicenza a Reggio Calabria, da Lecce a Milano.

Quest'anno il tema intorno al quale si dibatterà attraverso le voci della ricerca e della cultura è «Dike, la Giustizia». Immersi in una società in cui scorgiamo troppe ingiustizie e diseguaglianze, siamo abituati quotidianamente ad accapigliarci sulle leggi, a dibattere il modo di amministrare il diritto, a invocare un riequilibrio ultraterreno agli squilibri umani. Cos’è giusto fare dinanzi a una catena di delitti di cui si è dimenticata l’origine, dinanzi a una legge palesemente inumana, dinanzi a chi propaganda un’idea che mette in dubbio le nostre certezze, dinanzi a una richiesta d’asilo che mette a rischio la comunità?

Qual è il rapporto tra la giustizia umana e quella divina? Come si configura la dialettica tra la sacrosanta giustizia olimpica garantita dal regno di Zeus e l'amministrazione quotidiana della giustizia nei tribunali di Atene e di Roma? In un momento storico in cui i problemi connessi alla legge, al diritto e all'equità sociale e politica continuano a dominare l'attualità, la rassegna 2018 dei Classici Contro prova ad andare alla radice storica e culturale di questi fenomeni, facendo parlare (e a tratti cantare) i testi antichi più importanti sul tema, da Omero a Esiodo, da Eschilo a Virgilio, da Lisia a Cicerone.

Il mondo greco-romano ha prodotto una gran mole di pensiero sulla e per la giustizia: non c’è quasi problema della giustizia del nostro tempo che non possa essere codificato – in senso mitico o come parallelo storico – nei termini antichi, e dunque rivitalizzato e meglio compreso. Questo intende fare Classici Contro 2018

Le prossime tappe del percorso saranno: Vicenza Il 6 e il 7 aprile al Teatro Olimpico di Vicenza e alle Gallerie D'Italia - Palazzo Leoni Montanari

Venerdì 6 aprile a Palazzo Leoni Montanari si affronteranno due prospettive convergenti sul diritto e la giustizia: da un lato lo sviluppo del concetto nell’epica arcaica (ne parlerà Carlo Pelloso, storico del diritto greco dell’Università di Verona), dall’altro lo sviluppo dei diritti fondamentali dall’antichità a oggi in relazione al tema dell’identità personale e collettiva (ne discuterà il giurista Marcello Francanzani, recentemente nominato giudice della Corte di Cassazione). Ma la giustizia ha anche un aspetto molto pratico: la sua applicazione, i premi e le pene. Nella sera di venerdì ne parleranno da angolazioni diverse la direttrice di un grande carcere (Claudia Clementi, del Dozza di Bologna), un classicista attivissimo nella riflessione e la pratica della non-violenza e della giustizia quotidiana (Andrea Cozzo, dell’Univ. di Palermo), un giornalista d’assalto che conosce il Nordest come pochi (Ernesto Milanesi, del manifesto). Queste parole ardue e complesse saranno accompagnate dalle musiche antiche di Nikos Xanthoulis, dedicate ad alcuni testi di Omero, Eschilo, Sofocle relativi alla giustizia; e lo stesso musicista greco nella mattinata di sabato 7 aprile a Palazzo Leoni Montanari terrà insieme ad Angelo Meriani una lezione sulla musica antica, accompagnata da una presentazione della mostra “Seduzione nel mondo antico” a cura della curatrice Federica Giacobello.

La Giustizia è anche immagine, dai bronzetti antichi con la bilancia alla Minerva dei nostri tribunali, ma è anche multiforme, come lealtà e nemesi: ne parlerà sabato pomeriggio, sempre a Palazzo Leoni Montanari, Aglaia McClintock (Univ. del Sannio), mentre Gabrio Forti, insigne giurista e raffinato letterato, analizzerà la ricezione del tema giustizia nella riscrittura goethiana dell’Ifigenia. Al centro della serata di sabato al Teatro Olimpico ci sarà invece la legge: il sottile confine tra giusto e legale (Massimo Manca, latinista di Torino), il fondamento sostanziale del nomos (Gennaro Carillo, filosofo napoletano), e la divaricazione fra la giustizia antica e moderna, di cui parlerà il Primo Presidente emerito della Corte di Cassazione Giovanni Canzio.

LE CITTÀ TOCCATE DA CLASSICI CONTRO

Dopo l'Olimpico i Classici Contro arriveranno in tutta Italia, per parlare di giustizia, al Teatro Don Orione di Palermo, al Circolo dei Lettori e al Liceo Massimo D'Azeglio di Torino, al Teatro Masini di Faenza, alla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa, a Villa Emo a Fanzolo di Treviso, al Teatro Civico di Schio, all'Abbazia al Goleto di Sant'Angelo dei Lombardi, alTeatro Comunale di Alessandria, davanti ai Bronzi di Riace al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, al Tribunale e al Convento dei Teatini di Lecce,  al Teatro Rosso di San Secondo a Caltanissetta, al Teatro Ristori di Verona,  al Carcere di Bollate a Milano, al Collegio Marconi di Portogruaro, all'Università degli Studi di Pavia, al Palazzo Festari diValdagno. E in autunno i Classici Contro continueranno il loro percorso alla Villa Belvedere di Mirano, alla Stazione Marittima di Trieste, al Liceo Bartolomeo Zucchi di Monza, al Liceo Leone XIII di Milano, al Carcere di Rebibbia a Roma, per concludere al Teatro di Santa Margherita a Venezia.

I Classici Contro dell'Università Ca' Foscari, in collaborazione con le Università, i Licei, le istituzioni, portano come sempre la ricerca e la parola dei classici antichi nei teatri di fronte ai cittadini per un contributo di pensiero sui problemi più scottanti del presente. In una prospettiva europea che guarda al futuro, con la consapevolezza culturale di tremila anni di pensieri e di storia che ci viene dai classici. Una risorsa da condividere tra tutti i cittadini.

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Milano: il capolavoro di Giovanni Bellini “Paliotto Barbarigo” nella mostra su Dürer

Palazzo Reale

“Dürer e il rinascimento tra Germania e Italia”: da oggi il capolavoro di Giovanni Bellini “Paliotto Barbarigo” potrà essere ammirato nel percorso della mostra

Milano, 26 marzo 2018 - Come annunciato in apertura della grande mostra “Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia”, aperta a Palazzo Reale fino al prossimo 24 giugno, è stato allestito ieri nella prima sala del percorso il capolavoro di Giovanni Bellini (1430 – 1516), “Paliotto Barbarigo”, che da oggi i visitatori potranno ammirare nella sua versione originale.

L’olio su tela che il maestro italiano dipinse nel 1488, custodito a Murano presso la Chiesa di San Pietro Martire, era stato commissionato a Bellini dal doge in occasione della sua elezione; la sua presenza in mostra è stata fortemente voluta dai curatori non solo per il suo valore artistico, ma anche per la valenza fondamentale del dipinto nel percorso di confronto con gli artisti protagonisti del Rinascimento tedesco e italiano, che rimane uno degli obiettivi narrativi principali della mostra. L’esposizione di Palazzo Reale racconta al visitatore infatti non solo l’arte di Albrecht Dürer, ma anche il quadro dei rapporti artistici che si stabilirono tra nord e sud Europa verso la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

Così ricorda il rapporto tra i due artisti Bernard Aikema, curatore della mostra: “A Venezia, nel 1505-1507, Albrecht Dürer rispettava ed ammirava un pittore in particolare: l’ormai vecchio ma ancora attivissimo caposcuola lagunare Giovanni Bellini. Per la sua epocale pala del Rosario – prosegue Aikema – il giovane pittore tedesco prese come esempio, per l’appunto, uno dei grandi capolavori di Bellini, il dipinto votivo per il Doge Barbarigo, ora nella chiesa di San Pietro Martire di Murano, che siamo felici e orgogliosi di presentare in mostra.”

Poiché il dipinto giunge a mostra avviata, il Comune di Milano, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura ricordano, come segnalato presso la biglietteria fin dall’apertura, la possibilità - per chi avesse già visitato la mostra nei giorni scorsi - di ritornare gratuitamente in mostra per ammirare anche quest’opera, esibendo il biglietto d’ingresso originario timbrato su richiesta del visitatore dalla biglietteria stessa in occasione della prima visita.

Come da Comune di Milano.


Vediamoci a Ostia Antica. Evoluzione paleoambientale del suolo di Ostia Antica

Vediamoci a Ostia Antica - Evoluzione paleoambientale del suolo di Ostia Antica

Il 28 marzo alle 16.30 comincia #vediamociaostiantica con l'incontro dedicato a Evoluzione paleoambientale del suolo di Ostia Antica.
La partecipazione è gratuita, è richiesta la prenotazione a

[email protected]

o segui la diretta Facebook dell’evento

Venti secoli fa Ostia e Portus alimentavano la città più potente del Mediterraneo, con merci pervenute da ogni angolo del mondo conosciuto. Dal I secolo d.C. gli Imperatori investono in infrastrutture portuali per incrementare il potere e il prestigio di Roma. Oggi il sistema portuale antico si arricchisce di nuovi dettagli, con il reportage sulle indagini che hanno individuato la foce antica del Tevere e una via d'acqua che collegava i porti imperiali. Ne emerge una nuova visione del paesaggio litoraneo romano antico, illustrato da foto di scavo, ricostruzioni di mappe e restituzioni virtuali. L'apparato multimediale accompagnerà il racconto di ricerche e indagini di Paola Germoni, Alessandra Ghelli, Carlo Rosa. Introduce i lavori il Direttore del Parco Archeologico di Ostia Antica, Mariarosaria Barbera

Come da MiBACT, redattore Flavio Silvestrini


Nuovi scavi della Regio V, dopo decenni si scava una nuova area di Pompei

POMPEI. I NUOVI SCAVI DELLA REGIO V.

DOPO DECENNI SI SCAVA UNA NUOVA AREA DI POMPEI

A 270 anni dalla scoperta di Pompei, il Parco archeologico celebra le sue meraviglie raccontando i nuovi scavi in corso nella Regio V

Il 23 marzo 1748, dieci anni dopo la scoperta di Ercolano, un ritrovamento fortuito di alcuni reperti nella zona di Civita a Pompei, spostò l’interesse degli scavi Borbonici in quest’area. Inizialmente identificata con la città di Stabiae, solo nel 1763 ci si rese conto che si trattava dell’antica città di Pompei.

270 anni dopo, l'anniversario di questo grande inizio, che cambiò la storia dell'archeologia e concesse al mondo l'unicità del patrimonio pompeiano, viene celebrato attraverso il racconto dei nuovi scavi di recente avviati in una parte della Regio V. Un importante intervento di scavo nell’area non indagata della città antica, dal dopoguerra.

L'intervento in corso, è pertinente a una superficie di oltre 1000 m2, il cosiddetto “cuneo”, posto tra la casa delle Nozze d’Argento e la casa di Marco Lucrezio Frontone.

Il cantiere rientra nel più grande intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, che delimitano l’area non scavata di Pompei, di circa 22 ettari.

Oltre 2,5 km di muri antichi saranno messi in sicurezza, mentre l’area non scavata alle spalle dei fronti di scavo, nelle Regiones I-III-IV-V-IX, sarà oggetto di intervento di mitigazione del rischio idrogeologico, che assicurando un adeguato drenaggio del suolo consentirà di ridurre la spinta del terreno sui muri antichi, problema particolarmente insistente nel periodo delle piogge.

L’intervento globale su tutti i fronti della città antica rientra nel Grande Progetto Pompei e durerà circa due anni per un costo complessivo di circa 8,5 mln €.

I lavori procederanno per sottocantieri al fine di continuare a garantire la fruibilità del sito. Periodicamente verranno forniti aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori.

Lo scavo del cuneo sta portando in luce strutture e reperti di ambienti privati e pubblici che contribuiranno ad arricchire la conoscenza del sito e lo stato di avanzamento della ricerca archeologica.

Il primo stadio di intervento ha previsto la rimozione di tutta quella parte di terreno proveniente dagli scavi di fine ‘800 e ‘900, che veniva riversato nella zona del cuneo.

Al di sotto di questi livelli è stata riportata in evidenza la stratigrafia vulcanica, con il livello di cenere sovrapposto agli strati di lapillo.

Tra gli ambienti al momento emersi in adiacenza alla Casa della Soffitta, è stata individuata un’area aperta, probabilmente destinata a giardino, la cui funzione potrà essere meglio definita grazie a indagini e analisi paleobotaniche che il Parco Archeologico di Pompei condurrà contestualmente allo scavo. Nell’angolo sud-orientale di questo spazio già affiorano alcune anfore, di cui si sta studiando la tipologia e il contenuto.

Poco oltre, sta emergendo il vicolo che partendo da via di Nola fiancheggiava la Casa delle nozze d’Argento. Leggermente in salita, si presenta nella sua originaria configurazione con lo zoccolo dei marciapiedi e gli ingressi degli edifici che vi si affacciavano.

Nel Vicolo delle Nozze d’Argento stanno venendo alla luce alcune strutture archeologiche, tra le quali l’ingresso di una domus, con pareti affrescate a riquadri su fondo rosso con al centro l’immagine dipinta di una coppia di delfini.

Nell’area logistica appositamente realizzata sul pianoro delle regiones IV e V è stato, invece, predisposto un grande deposito archeologico con annesso laboratorio, per assicurare il lavaggio, la siglatura, lo studio preliminare e la conservazione temporanea dei reperti emersi dagli scavi.

Un aspetto inatteso delle indagini archeologiche finora condotte è stato il rinvenimento di un gran numero di reperti, quali antefisse e decorazioni fittili, frammenti di affreschi e di stucchi, frammenti di anfore e mattoni bollati, nella terra di risulta proveniente dagli scavi ottocenteschi e primo-novecenteschi svolti nelle adiacenze. Probabilmente all’epoca non c’era stato interesse al recupero di oggetti frammentari o non ricostruibili, che venivano pertanto scartati.

A partire da questo momento gli scavi, proseguendo in strati mai manomessi dopo l’eruzione del 79 d.C., potranno restituire sorprendenti reperti che saranno oggetto di studio multidisciplinare e di nuove metodologie di analisi.

Si torna a scavare a Pompei su vasta scala, ma soprattutto con l’impiego di strumenti di nuova tecnologia messi al servizio dell’archeologia (dal drone al georadar) e il supporto di un team interdisciplinare.

- dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei –

Oltre ai tecnici della conservazione, anche vulcanologi, paleobotanici, antropologi e archeozoologi. Questo confronto costante di professionalità consentirà di documentare in modo approfondito ogni fase di scavo e comprendere tutti gli aspetti che contribuiscono alla ricostruzione della vita e del paesaggio vesuviano al 79 d.C..

La messa in sicurezza globale dei fronti di scavo e l’indagine del cuneo rappresentano il più grande intervento nell’area non scavata di Pompei, dal dopoguerra. Finora si era sempre proceduto per piccoli interventi di tamponamento nei punti più critici. Oggi si sta procedendo in maniera radicale al consolidamento dei fronti e all’individuazione di una soluzione definitiva al problema dell’acqua che si accumula nei terreni. Entro il 2019 l’area archeologica di Pompei sarà interamente consolidata”

Dichiara il neo Direttore Generale di Progetto Gen. B. CC Mauro Cipolletta: “L’ intervento GPP “M” - Intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo e mitigazione del rischio idrogeologico delle regiones I III IX IV V del sito archeologico - rimane uno degli ultimi cantieri avviati nell’ambito del Grande Progetto Pompei con copertura comunitaria, bandito ad agosto 2015 e aggiudicato nel maggio 2016. Si tratta di uno degli interventi facenti parte del Piano delle Opere del GPP finanziariamente più rilevanti che si concluderà presumibilmente entro maggio 2019 e comunque nei termini di chiusura del PON 2017-2020. Nonostante la complessa articolazione del cantiere, la Direzione Generale di Progetto in sinergia con il Parco Archeologico di Pompei assicurerà il pieno rispetto del Protocollo di Legalità, attraverso i controlli degli accessi e dei pagamenti ed il costante monitoraggio dei flussi finanziari tra tutti i soggetti interni alla filiera, supportando il lavoro del Dipartimento per la Programmazione e il coordinamento della Politica Economica (DIPE) della Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso il riversamento dei dati acquisiti nel sistema informatico Monitoraggio delle Grandi Opere

Testo e immagini da UFFICIO STAMPA Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale

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"Michelangelo Antonioni: il racconto di una vita" alla Casa del Cinema di Roma

Michelangelo Antonioni: il racconto di una vita

Lunedì 26 marzo alla Casa del Cinema il ricordo del maestro con la proiezione del film L’Avventura e la presentazione del libro Il mio Antonioni

Roma, 23 marzo 2018 – Lunedì  26 marzo alle ore 18, in occasione della presentazione del libro Il mio Antonioni scritto e curato da Carlo di Carlo, la Casa del Cinema ricorderà la figura del maestro Michelangelo Antonioni insieme a illustri ospiti del mondo del cinema e della cultura.

L’evento organizzato dall’Istituto Luce Cinecittà e Cineteca di Bologna, in collaborazione con Casa del Cinema e Cineteca Nazionale inizierà alle ore 15.30 con la proiezione in Sala Deluxe del film L’avventura. Seguirà la presentazione del libro durante la quale interverranno Enrica Fico Antonioni, lo storico del cinema Lorenzo Cuccu, il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli, il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti e il Presidente della Fondazione CSC Felice Laudadio.

Il volume è il racconto in prima persona di un maestro del Novecento che ripercorre la sua vita nell’arte attraverso un inedito “montaggio” dei suoi scritti, riflessioni e dichiarazioni, composto dal regista e saggista Carlo di Carlo. Il mio Antonioni è stato edito da Cineteca di Bologna e Istituto Luce – Cinecittà in occasione della grande retrospettiva americana di Antonioni svoltasi alla fine del 2017 al MOMA – Museum of Modern Art di New York.

“Per molti anni – dice Giorgio Gosetti – Carlo di Carlo ha seguito l’avventura artistica di Antonioni con l’attenzione filologica del critico e la passione complice dell’amico oltre che dell’uomo di cinema. Ne è nato un racconto di ricordi, idee, riflessioni sul mestiere e sull’arte che, pur nella soggettività del curatore, diviene preziosa testimonianza in prima persona della visione di Michelangelo Antonioni. Grazie al paziente lavoro di Lorenzo Cuccu e con l’indispensabile supporto della Cineteca di Bologna e di Istituto Luce Cinecittà, adesso il volume diventa patrimonio di tutti coloro che amano il cinema e l’arte del grande regista. Sono specialmente grato a Enrica Fico Antonioni di essere con noi in quest’occasione che inaugura il nuovo spazio editoriale di Casa del Cinema insieme a Vyta  Santa Margherita e alla Cineteca Nazionale che, per volontà del suo Presidente Felice Laudadio, ha scelto di dedicare la giornata al Maestro con la proiezione del suo capolavoro L’avventura”.  Leggere di più


Museo Archeologico dell’antica Kaulon: "Dalla storia al laboratorio"

Dalla storia al laboratorio

Museo Archeologico dell’antica Kaulon

c/da Runci SS 106 – Monasterace (Reggio Calabria)

Si è concluso nel Laboratorio di Restauro del Museo Archeologico dell’antica Kaulon, ubicato a Monasterace (Reggio Calabria), il progetto Dalla storia al laboratorio.

Avviato il 19 marzo 2018 con la Scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “De AmicisMaresca”, plesso Santa Monica – Locri il progetto ha riguardato la proiezione di un powerpoint sulla storia della colonia greca di Kaulonia, effettuata nella scuola indicata, ed alcune attività laboratoriali svolte nel Museo.

Un’esperienza gratificante che ha permesso ai ragazzi di approfondire la storia di questo antico territorio in modo coinvolgente e partecipativo.

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Università La Sapienza a Roma: eventi dal 26 al 27 marzo

22 marzo 2018

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Milano: nel centenario del primo conflitto mondiale, una mostra racconta il contributo di Milano al Paese

Palazzo Morando

Nel centenario del primo conflitto mondiale, una mostra racconta il contributo di Milano al Paese

Milano, 20 marzo 2018 – Fino al 15 luglio, a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, in via Sant’Andrea 6, una mostra storico-documentaria racconta, nel centenario della fine del primo conflitto mondiale, l’enorme impegno e il contributo che il Comune e i suoi cittadini offrirono al Paese in uno dei momenti più difficili della sua storia.

Allestita nelle sale espositive al piano terra del Palazzo, “Milano e la Prima Guerra Mondiale. Caporetto, la Vittoria, Wilson” – questo il titolo completo della mostra – è curata da Barbara Bracco ed è a ingresso gratuito.

“Il Novecento Italiano è stato un secolo di straordinaria complessità culturale e sociale – afferma l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. In particolare, il primo ventennio ha rappresentato per Milano una palestra di orgoglio, solidarietà, spirito di iniziativa e creatività, come dimostra questa mostra documentando gli sforzi e la generosità del Comune e dei milanesi nel difficile percorso della ripresa del primo dopoguerra. Un periodo in cui Milano era già perfettamente in grado di fare squadra tra pubblico e privato, in una logica di condivisione che costituisce da sempre la cifra della milanesità”.

Enti pubblici e privati hanno messo a disposizione archivi e collezioni, documenti e materiali fotografici, in parte inediti, per un itinerario espositivo che inizia con la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917, prosegue fino alla vittoria il 4 novembre 1918 e si conclude con la visita del presidente americano Woodrow Wilson nel gennaio del 1919 quando, oltre alla complessa elaborazione del lutto, Milano dovette confrontarsi con i nuovi scenari politici nazionali e internazionali.

Dopo Caporetto, il fronte si fermò sulla linea del Piave ma Milano si trovò in prima linea nell’assistenza ai feriti e nella mobilitazione industriale, ambiti in cui fin dall’inizio del conflitto aveva prodigato il proprio contributo.

Lungo il percorso espositivo – tra manifesti, fotografie di angoli della città, di ospedali e di fabbriche – emerge l’immagine di una Milano in piena espansione industriale ed economica, con una popolazione che, alla vigilia della guerra, si avvia ai 700.000 abitanti. Un capoluogo in grado di proporre una nuova forma di solidarietà a partire dall’assistenza ai soldati: ospedali specializzati precursori della moderna ortopedia, centri e luoghi di incontro come le Case del soldato, punti di ristoro, case per i feriti e per le loro famiglie.

Lo sforzo – come sarà documentato – fu anche economico. Le spese effettive sostenute dal Comune di Milano passarono infatti, nel corso della guerra, da 61 milioni di lire nel 1914 a quasi 94 milioni nel 1918. Come sostenne il sindaco Emilio Caldara, il conflitto pesò complessivamente sulle casse civiche per quasi 85 milioni di lire.

Per far fronte all’accoglienza e all’assistenza degli emigranti italiani rimpatriati nell’estate 1914 e dei profughi, che subito dopo la rotta di Caporetto approdarono a Milano dalle zone invase dal “nemico” (in tutto oltre 100mila persone), la città e la giunta riformista del sindaco Caldara seppero guidare una sollecita ed efficiente sinergia tra istituzioni pubbliche e associazioni private.

Come da Comune di Milano.


Taranto: iniziative del MArTA per il fine settimana 24-25 marzo

WEEK-END al MArTA

Nell'ambito del programma culturale del mese di marzo dal tema “La donna”, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, in collaborazione con il Concessionario Nova Apulia, propone sabato 24 marzo alle h. 17:15 visita guidata tematica sulla figura della donna nella società greca e romana. Tariffa intera: € 14,50 (ingresso + visita guidata); ridotta: € 10,50 (ingresso + visita guidata). Domenica 25 marzo alle h. 11:30 sarà la volta della visita tematica con approfondimento a cura di un archeologo dello staff di Nova Apulia su “ Donne e dee”. Tariffa intera: € 14,50 (ingresso + visita guidata); ridotta: € 10,50 (ingresso + visita guidata). Prenotazione obbligatoria. PER INFO E PRENOTAZIONI – tel. 099.4538639 o e-mail: [email protected]

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

Divertimarta

Nell'ambito del programma culturale del mese di marzo dal tema “La donna”, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, in collaborazione con il Concessionario Nova Apulia, propone sabato 24 marzo alle ore 17:00 laboratorio didattico per bambini dal tema: “Gli Ori di Taranto”. Attività: visita guidata tematica sui gioielli delle antiche donne greche con particolare riferimento agli “Ori di Taranto”. A seguire laboratorio didattico finalizzato alla creazione di un piccolo gioiello dell'epoca. Età 6/12 anni. Tariffa 8,00 euro. Durata 2h30. Info e prenotazioni: tel. 099 4538639 o mail: [email protected]

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.


Roma: i Papi di Napoleone in mostra al Museo Napoleonico

I Papi di Napoleone in mostra al Museo Napoleonico

Esposti due dipinti di Giovanni Gasparro raffiguranti Pio VI e Pio VII accanto a opere di fine ’700 inizio ’800 che illustrano i momenti salienti dei due pontificati

Museo Napoleonico | 22 marzo – 6 maggio 2018

Presentazione mostra giovedì 22 marzo ore 12.00

Giovanni Gasparro. I Papi di Napoleone è un’esposizione incentrata su due dipinti del giovane artista pugliese raffiguranti i pontefici regnanti durante l’età di Napoleone: Pio VI Braschi e Pio VII Chiaramonti. La mostra, ospitata al Museo Napoleonico dal 22 marzo al 6 maggio 2018, è promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Insieme ai due dipinti saranno esposti anche alcuni bozzetti, utili per comprendere il processo creativo dell’artista. A corredo dell’esposizione, il Museo Napoleonico presenterà un selezionato nucleo di opere grafiche generalmente conservate nei depositi, attraverso le quali saranno illustrati aspetti e momenti differenti dei pontificati di Pio VI e Pio VII, entrambi caratterizzati da lunghi periodi d’esilio.

In un ideale dialogo con i dipinti di Giovanni Gasparro, saranno espostiacquerellidisegniincisioni, realizzati da numerosi artisti significativi vissuti tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento. Tra essi, l’orafoPaolo Spagna, autore di un disegno raffigurante lo stemma di papa Braschi, Giuseppe Valadier, del quale si presenterà il progetto per un arco trionfale, e Jean–Baptiste Wicar, rappresentato in mostra da un raffinato disegno preparatorio per un grande dipinto oggi nella residenza pontificia di Castel Gandolfo.

Giovane, ma già affermato pittore, Giovanni Gasparro è nato a Bari nel 1983. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Il suo lavoro ha ricevuto importanti riconoscimenti: nel 2014, con Quum memoranda - ritratto di papa Pio VII (esposto in mostra), Giovanni Gasparro ha vinto il Premio Pio Alferano e il Premio Brazzale. Nella Basilica di San Giuseppe Artigiano all’Aquila ha dipinto 19 tele, commissionate nel 2011 a seguito del terremoto, che rappresentano il maggior ciclo di pitture religiose eseguito in Italia negli ultimi decenni.

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