Si torna a scavare nell'agorà di Selinunte

Si torna a scavare a Selinunte. Da oggi riparte la campagna storica del DAI di Roma nell’agorà della città antica, sull’altopiano della Manuzza. L’Istituto Archeologico Germanico è ormai impegnato da oltre 20 anni nel sito e proprio l’ultima campagna cercherà di approfondire la trasformazione di Selinunte dopo il 409 a.C., cioè dopo la disfatta della città dopo lo scontro con i Cartaginesi.

Foto di Alessandra Randazzo

“Siamo molto felici della ripresa di queste ricerche – dichiara Enrico Caruso, direttore del Parco Archeologico di Selinunte -  perché si torna a lavorare in un particolare settore della Selinunte arcaica, abbandonata fuori dal circuito murario di età punica dopo la disfatta della città greca ad opera del possente esercito Cartaginese del 409 a.C. Questi scavi consentiranno di legare alcuni elementi significativi delle presenze in seno all'agorà, parzialmente indagate negli anni Settanta del secolo scorso, mediante dei saggi isolati che  portarono alla scoperta di una necropoli arcaica e di un santuario punico da parte della Prof.ssa Antonia Rallo delll'Università La Sapienza di Roma e di quelli, risalenti a non oltre un decennio fa, dell'Ing.-Arch. Dieter Mertens, il quale, nell'ambito della scoperta della vasta agorà e dell'isolato orientale che la delimitava, in un saggio pressoché centrale aveva scoperto la cosiddetta tomba dell'Ecista, cioè del fondatore della città.

Foto di Alessandra Randazzo

Tutti questi elementi isolati, finalmente, potranno essere messi in relazione tra di loro grazie agli scavi iniziati lo scorso anno sotto la direzione della Dott.ssa Sophie Helas, membro del DAI e nota per l'importante studio pubblicato sulle case puniche nell'Acropoli di Selinunte, che riprende anche quest'anno le sue ricerche iniziate nel 2017. Le premesse sono eccellenti, non vi è alcun dubbio sulla loro portata, ciò consentirà non solo di capire meglio l'organizzazione interna della grande piazza selinuntina prima della distruzione e dopo di essa, ma anche di capire quali erano le relazioni intrinseche tra le diverse parti esistenti, distinte temporalmente e topograficamente”.

Foto di Alessandra Randazzo

“ I nuovi scavi di quest’anno e quelli del 2017, sono indagini di una zona particolare dell’Agorà. La Dott.ssa Rallo aveva scoperto alcune tombe arcaiche di una prima fase dell’esistenza di Selinunte negli anni sessanta. Probabilmente potremmo essere in presenza di un sito di venerazione di personaggi che avevano un ruolo particolare  - ha affermato Ortwin Dally, Direttore dell’Istituto Archeologico Germanico - per l’identità della popolazione greca della città antica. Dopo  il 409 a.C. Selinunte fu conquistata dai Punici. La zona dell’Agorà fu trasformata. L’area investigata nel 2017, dal nostro Istituto Germanico, fu eventualmente trasformata in una nuova zona sacra. L’obiettivo è un tentativo di capire meglio la trasformazione della città di Selinunte dopo il 409 a.C."

È dal 1971 che l’Istituto Archeologico Germanico  è attivo a Selinunte, prima in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Trapani, poi con il Parco Archeologico di Selinunte.

Dopo gli scavi di questa estate guidati da Clemente Marconi in un accordo di collaborazione tra il Parco di Selinunte e l’Institute of Fine Arts della New York University, novità si attendono dal DAI.

La curiosità è tanta.

 

 


Una tomba dipinta del II secolo a.C. dalla necropoli di Cuma

UNA NUOVA TOMBA DIPINTA DA CUMA:
UN BANCHETTO PER L'ETERNITÀ
Dettaglio delle pitture conservate sulla porzione destra della parete d’ingresso © E. Lupoli, Jean Bérard Centre (CNRS_École française de Rome)

È dal 2001 che, ai piedi della rocca sulla quale si erge l’acropoli dell’antica città di CumaPriscilla Munzi, ricercatrice del Centre Jean Bérard (CNRS - École française de Rome) e Jean-Pierre Brun, professore del Collège de France, lavorano con la loro équipe per riportare alla luce l’antica necropoli cumana.

Oggi hanno deciso di svelare la loro ultima scoperta: una tomba dipinta datata al II secolo a.C., eccezionalmente conservata e le cui pitture immortalano una scena di banchetto.

Due volte più grande di Pompei, la città di Cuma è situata a 25 Km a ovest della città di Napoli, sulla costa tirrenica di fronte all’isola di Ischia e all’interno dell’attuale Parco archeologico dei Campi Flegrei.

Le fonti storiche la considerano come la più antica colonia greca d’Occidente, fondata da greci provenienti dall’Eubea intorno alla metà dell’VIII secolo a.C.

«Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei sostiene in forma sistematica la ricerca, con particolare riguardo a quella internazionale – ha commentato il direttore del PaFleg, Paolo Giulierini che accolto entusiasta la scoperta - e considera il rapporto con il Centro Jean Bérard una collaborazione di altissimo profilo. La scoperta, che arricchirà il museo e il Parco, è in primo luogo fonte di grande progresso scientifico e storico»

Da diversi anni gli archeologi francesi conducono le loro ricerche nella zona situata immediatamente al di fuori di una delle porte principali delle fortificazioni settentrionali, dove, nel corso dei secoli, si è sviluppata una grande necropoli pluristratificata.

Veduta dell’interno della camera funeraria con i letti per le inumazioni © E. Lupoli, Jean Bérard Centre (CNRS_École française de Rome)

Nel corso del II secolo a.C., il paesaggio funerario davanti alla Porta mediana è caratterizzato dalla presenza di diverse tombe a camera di tipo ipogeo, con volte a botte e facciata monumentale, costruite in blocchi squadrati di tufo.

L’accesso alle tombe avveniva attraverso un lungo corridoio scavato nella terra (dromos), mentre la porta della camera funeraria era chiusa da un grande blocco di pietra. I monumenti erano destinati ad accogliere inumazioni plurime, deposte in cassoni o su letti funerari. La tipologia architettonica e i corredi mostrano l’alto livello sociale conseguito dai defunti.

Nel mese di giugno di quest’anno i ricercatori francesi hanno riportato alla luce una nuova tomba riferibile alla stessa tipologia architettonica, ma dall’eccezionale decorazione figurata: sulla lunetta in corrispondenza dell’ingresso della camera funeraria, sono ancora visibili, infatti, una figura maschile nuda stante che sorregge nella mano destra una brocca in argento (oinochoe) e nella sinistra un calice; ai lati del personaggio, sono rappresentati un tavolino (trapeza) e alcuni vasi di grandi dimensioni tra i quali un cratere a calice su supporto, una situla e un’anfora su treppiede. Sulle pareti laterali, s’intravedono verosimilmente scene di paesaggio. La decorazione è delimitata nella parte alta da un fregio floreale. L’intradosso della volta è giallo, mentre le pareti al disotto della cornice e i tre letti funerari sono dipinti di rosso. La qualità delle pitture è eccezionale. Purtroppo la tomba è stata più volte visitata e pochi sono gli elementi dei corredi recuperati, anche se sufficienti a confermarne la datazione.

I temi rappresentati sulle pareti della tomba, poco consueti per questo periodo cronologico, offrono nuovi e importanti spunti di riflessione per delineare e ricostruire l’evoluzione artistica della pittura parietale cumana.

Lo scavo è stato realizzato grazie al sostegno finanziario del Ministère de l’Europe et des affaires étrangères, dell’École française de Rome e della Fondation du Collège de France. Le ricerche sono svolte nell’ambito di una concessione di scavo e ricerche del Ministero per i beni e le attività culturali e in collaborazione con il Parco archeologico dei Campi Flegrei.

Dettaglio dell’interno della camera funeraria e della scena figurata conservata sulla parete d’ingresso e sulle pareti laterali © E. Lupoli, Jean Bérard Centre (CNRS_École française de Rome)

 

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico dei Campi Flegrei


Lastra in marmo con combattimento di gladiatori torna in Italia

Capena (Roma): I Carabinieri del Comando TPC rimpatriano dall’Olanda un’importante lastra in marmo raffigurante un combattimento tra gladiatori provento di scavo clandestino nell’area archeologica di Lucus Feroniae.

Dopo oltre 10 anni dall’attività investigativa che aveva portato al recupero di dodici lastre costituenti un importante mausoleo funerario oggetto di scavi clandestini condotti a Fiano Romano, viene recuperata a cura del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale un’altra lastra marmorea facente parte del medesimo complesso.

Nel noto sito archeologico di “Lucus Feroniae” a Capena, nel 2006 durante lavori edili, una ditta per il movimento della terra aveva rinvenuto un importante mausoleo romano. I titolari della ditta, guardandosi bene dall’avvertire le competenti autorità, si erano impossessati di numerose lastre con bassorilievi costituenti il monumento e, dopo aver contattato alcuni ricettatori, erano riusciti a piazzare sul mercato clandestino alcune lastre. Venuti a conoscenza del ritrovamento, i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, avevano iniziato le proprie indagini e avevano identificato, congiuntamente a personale della Guardia di Finanza, i responsabili del reato. In quell’occasione venivano pertanto sequestrate 12 lastre pertinenti il mausoleo, in procinto di essere cedute a ricettatori operanti in campo internazionale. Lo scavo del sito archeologico, compiuto successivamente dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale, consentiva di portare alla luce il basamento del Mausoleo da cui proveniva il materiale sequestrato, evidenziando la notevolissima importanza scientifica e archeologica del ritrovamento. Ben consci che una parte delle lastre saccheggiate potevano essere state messe in commercio prima del loro intervento, i Carabinieri hanno continuato a monitorare il mercato specialistico.

In effetti nel 2016, il Comando TPC veniva a conoscenza dell’esistenza di una lastra pertinente il Mausoleo di Lucus Feroniae in vendita sul mercato estero. Un collezionista londinese infatti, dopo aver acquistato sul mercato internazionale una lastra marmorea scolpita, spinto anche dalla consapevolezza dei continui controlli svolti dai Carabinieri TPC sulle aste e sul mercato dell’arte in generale, aveva contattato i militari, manifestando la possibilità di restituirla al nostro Paese. Si era infatti reso conto dell’importanza archeologica del bene e della probabile provenienza illecita dall’Italia. La foto della lastra, preventivamente inviata agli investigatori, non lasciava spazio ad alcun dubbio. Grazie alla comparazione fotografica con le altre lastre ritrovate nel 2006 e già ricollocate nell’area archeologica di Lucus Feroniae, veniva accertato che il reperto andava a completare perfettamente le figure dei tre personaggi rappresentati (Allegato 1). Il collezionista, grazie ad una paziente e collaudata attività “diplomatica” svolta dai Carabinieri, decideva di riconsegnare spontaneamente l’opera presso un deposito in Olanda.

Il 22 settembre p.v., alle ore 16.30, presso l’Antiquarium di “Lucus Feroniae”, nel Comune di Capena (Roma) in Via Tiberina al Km 18.500, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, hanno restituito alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma l’importante bassorilievo in marmo, raffigurante una lotta tra gladiatori.

Alla manifestazione erano presenti anche i Sindaci dei Comuni di Capena e di Fiano Romano.

Roma, 21 settembre 2018

Testo e comunicato da Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Torna Venetonight e si fa invisibile

Edizione speciale della Notte della Ricerca di Ca’ Foscari: 28 settembre – 4 ottobre

TORNA VENETONIGHT E SI FA INVISIBILE

Una settimana di apertura per accogliere le scuole, tema INVISIBILE, organizzazione con Science Gallery Venice. In programma mostre ed eventi collaterali, visite speciali ai musei e attività per tutti negli Spazi Espositivi di Ca’ Foscari

Lead Angels Scopitone Festival 2014 ©Studio Frederik De Wilde

VENEZIA - Venerdì 28 settembre l’Università Ca’ Foscari aprirà le porte della ricerca al grande pubblico con una edizione della Notte della Ricerca piena di novità.

DURATA: DAL 28 SETTEMBRE AL 4 OTTOBRE

La tradizionale serata di incontro e scambio tra ricercatrici, ricercatori e la popolazione veneziana, alla quale l’ateneo veneziano partecipa assieme alle Università di Padova e Verona e con il contributo di Fondazione di Venezia e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, viene estesa ad una settimana (sabato 29 ore 10-13, domenica chiuso, da lunedì a giovedì 10-18), aprendo così le porte anche alle scuole primarie e alle secondarie di primo e secondo grado.

 

TEMA: L’INVISIBILE

Ca’ Foscari ha scelto un tema trasversale che porta alla luce aspetti della ricerca che non si palesano ai sensi ma che sono ugualmente significativi e con un forte impatto sulle nostre vite, sulla società e sul pianeta. Il fil rouge scelto è l’INVISIBILE, un tema sfidante per Ca’ Foscari e per il Distretto Veneziano Ricerca e dell’Innovazione (DVRI) che partecipa all’iniziativa mostrando come l'invisibile diventa visibile nella scienza, nell'arte, nella letteratura e nella cultura. Leggere di più


Amon è soddisfatto: sarà rimpatriato un bassorilievo trafugato da Karnak

Il dio Amon è soddisfatto e stavolta in senso letterale.

Cartiglio col nome di Amenhotep, "Amon è contento". Da Wikipedia

Il Ministero delle Antichità, che tra gli altri suoi compiti ha quello di recuperare i reperti trafugati, esportati e venduti illegalmente fuori dall'Egitto, ha reso noto di aver recuperato un bassorilievo con il cartiglio del faraone Amenhotep I, noto anche come Amenofi I (XVIII Dinastia).

Statua di Amenhotep I come Osiride, dal British Museum. Foto di Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg), CC BY-SA 4.0

Il Sovrintendente Generale del Ministero Shabaan Abdel Gawad ha dichiarato al giornale Ahram Online che il bassorilievo in questione fu notato per la prima volta da un archeologo qualche mese fa, quando, come spesso accade, fu messo all'asta a Londra pronto per essere venduto al miglior offerente.

La Cappella Bianca di Senusret I presso l'Open Air Museum. Foto di Markh, CC BY-SA 3.0

A quanto pare l'archeologo capì subito che si trattava dello stesso bassorilievo che fu rubato nel 1988 dall'Open Air Museum, il museo a cielo aperto presso il complesso templare di Karnak, a Luxor. Fece subito rapporto al Ministero delle Antichità egiziano che intraprese tutte le azioni legali e diplomatiche del caso per fermare la vendita di questo reperto e riportarlo sano e salvo in Egitto, nel luogo in cui appartiene.

Attualmente il bassorilievo si trova presso l'ambasciata egiziana a Londra e verrà riportato in Egitto nei prossimi giorni.

La Grande Sala Ipostila a Karnak, foto di Kurohito,
CC BY-SA 3.0

Festival del Medioevo: oltre cento eventi per la grande manifestazione eugubina

Sono davvero tantissimi gli appuntamenti di questa IV edizione del Festival del Medioevo che si terrà a Gubbio dal 26 al 30 settembre. Il tema di questa quarta edizione è Barbari. La scoperta degli altri, il cui programma potete trovare qui o scaricare qui.

Un viaggio tra i popoli e gli individui. In mezzo ai “forestieri” e intorno ai confini, le convenzioni della storia e della geografia: segni che indicano un limite comune. Qualcosa che separa ma allo stesso tempo può anche unire. E che costruisce l'alterità e l'identità, l'amico e lo straniero, l'estraneo e il diverso. Una parola che contiene in sé l'idea di un territorio definito, di una separazione. Ma che indica anche una meta da raggiungere o un obiettivo da superare.

In pochi anni il Festival del Medioevo è diventata la più importante manifestazione nazionale di divulgazione storica intorno ai secoli della cosiddetta Età di Mezzo. L'appuntamento annuale a Gubbio è insieme colto e popolare. Propone più di cento eventi. Oltre duecento i protagonisti:  storici, scrittori, artisti, architetti, scienziati e giornalisti.

Il Festival del Medioevo 2018 è quindi ricco di eventi collaterali al programma delle Lezioni di Storia: sono previste numerose attività come incontri con gli autori, la Fiera del libro medievale, mostre,
dimostrazioni, living history, spettacoli e concerti, visite guidate e attività per i più piccoli.

Ritroverete parte dei suddetti eventi in questo post in aggiornamento quotidiano.

Indice:

  • Trekking letterari gratuiti tra le meraviglie eugubine
  • Due spettacoli sotto gli affreschi di Ottaviano Nelli nella chiesa di Sant'Agostino
  • Tre spettacoli di falconeria al Festival del Medioevo
  • Il Gruppo Sbandieratori Gubbio per due esibizioni coinvolgenti
  • Bambini e ragazzi protagonisti tra letture, giochi di ruolo e teatro delle ombre
  • Laboratorio di danze medievali
  • Con la funivia per salire in cima al "Colle Eletto"

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Stanotte a Pompei. Con Alberto Angela in viaggio nel 79 d.C.

“Stanotte a…” è un programma TV macina ascolti. Gli Angela, si sa, ormai sono un marchio di garanzia per qualità e professionalità e i complessi meccanismi televisivi hanno sempre premiato con fedeltà i programmi in cui padre e figlio sono stati protagonisti. Ma quando l’accoppiata riguarda Alberto Angela e Pompei, le aspettative sono nettamente superiori. Il divulgatore più amato della TV e il sito archeologico più bello e famoso al mondo sbarcano in prima serata su RAI1 con uno speciale tutto dedicato alla tragedia del 79 d.C. Nasce così Stanotte a Pompei.

Pitture antiche, mosaici, tesori, corpi bloccati nell’ultimo istante di vita. Pompei e gli altri siti vesuviani raccontano storie e la notte amplifica sensazioni ed emozioni. Tutto sembra dormire, il tempo si blocca ed ecco che inizia il viaggio. Siamo nel 79 d.C., la notte prima dell’eruzione. Il programma seguirà la storia della tragedia, gli abitanti, gli attimi concitati e lo smarrimento per un evento ignoto. Le telecamere RAI percorreranno le strade di Pompei, di Ercolano, con le sue meravigliose terme ancora intatte, di Stabia e Oplontis con le faraoniche ville affacciate sul Golfo di Napoli. Ad accompagnare Alberto Angela e i telespettatori saranno via via ospiti illustri e soprattutto il testimone della tragedia, Plinio il Giovane, che ha raccontato della morte dello zio Plinio il Vecchio e di come invece lui si sia salvato. A farne rivivere la testimonianza sarà Giancarlo Giannini, una presenza costante nelle avventure notturne di “Stanotte a…”.

Alberto Angela: “Per oltre vent'anni abbiamo filmato di notte nei luoghi storici più importanti del mondo. È l'unico momento possibile per filmare le sale vuote o i reperti preziosi fuori dalle vetrine perché non ci sono visitatori. Ma di notte questi ambienti cambiano volto. Siete solo voi davanti ai capolavori immersi nel silenzio. L’ambiente si trasforma e sembra quasi mostrarvi e offrirvi i suoi tesori in un'atmosfera di intimità. Ho sempre voluto trasmettere e regalare questa atmosfera che ho respirato ai telespettatori. Così negli anni mi è venuta l'idea di questo programma. Immaginate: uscito l'ultimo visitatore, il direttore vi consegna le chiavi di un sito storico che è "vostro" per tutta la notte fino all'alba. Solo voi e i capolavori della genialità dell'uomo nei secoli. Passo dopo passo il passato vi svela i suoi segreti facendo riemergere cio’ che era dimenticato da millenni...

Le sorprese però non mancano. Alla conferenza stampa di lancio presso il Museo Archeologico di Napoli, Angela spiega una grandiosa scoperta. Una bottiglia di vetro quasi piena di quello che sembra olio d’oliva è stata trovata nei depositi immensi del MANN, durante le riprese televisive RAI effettuate qualche mese fa per il programma. Attualmente, l’eccezionale reperto è oggetto di studi approfonditi, proprio per l’eccezionale caratteristica. Non contiene infatti tracce labili di olio o residui, bensì, rispetto ad altri ritrovamenti in zone vesuviane, la bottiglia contiene un importante quantitativo di liquido biancastro e solidificato, quello che, secondo gli esperti, può essere appunto una sostanza grassa e non vino come si era ipotizzato in un primo momento. Entusiasta anche il direttore del MANN Paolo Giulierini perché proprio grazie a trasmissioni come questa si riesce ad incentivare la ricerca. E presto altri reperti saranno oggetto di approfondite analisi grazie ad una collaborazione con il dipartimento di Agraria dell'Università Federico II di Napoli nell'ambito di una convenzione quinquennale.

Foto Ufficio Stampa RAI

Riaprono due gioielli della via Flaminia: la tomba di Fadilla e dei Nasoni

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2018, l’apertura delle straordinarie Tombe dei Nasoni e di Fadilla lungo la via Flaminia, si preannuncia come un vero e proprio evento atteso da anni. Dopo un accurato restauro durato oltre dieci anni, la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma rende fruibili i due edifici tombali ricchi di immagini simboliche.

Le tombe rupestri di epoca imperiale, permettono di ricostruire l’importante paesaggio archeologico della via Consolare. La Tomba di Fadilla, scoperta nel 1923, deve il suo nome ad un’iscrizione inserita all’interno della camera sulla parete destra; la dedica del marito alla moglie morta, Fadilla, forse appartenente alla famiglia degli Antonini.

La Tomba dei Nasoni fu scoperta nel 1647 durante dei lavori di sistemazione della via Flaminia ma subì gravissimi danni tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 a causa di attività estrattive condotte nella zona. Si data al II secolo d.C. e fu scavata all’interno di un blocco di tufo dove venne ricavata una grande camera sepolcrale con nicchia sul fondo e altre tre per ogni lato.

Un’iscrizione rivela il proprietario: Nasonius Ambrosius, della famiglia dei Nasoni. L’interno doveva essere splendido, con ricche decorazioni pittoriche, oggi in parte perdute, che contenevano cicli mitologici legati al Giudizio di Paride, Atena ed Eracle, la guerra di Troia, arricchiti da elementi separativi come Vittorie, Geni alati, figure che alludevano alle stagioni.

Le aperture straordinarie delle Giornate Europee del Patrimonio daranno inizio a una serie di aperture al pubblico.

Tutte le foto sono della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.


Appuntamenti della Soprintendenza Speciale di Roma per le Giornate Europee del Patrimonio 2018

SOPRINTENDENZA SPECIALE
ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO DI ROMA
#GEP2018 - TUTTI GLI APPUNTAMENTI DELLA SOPRINTENDENZA SPECIALE ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO
#ARTEDICONDIVIDERE #EuropeForCulture
SABATO 22 E DOMENICA 23 SETTEMBRE 2018


LE FORME CONDIVISE DELL'ARTE ALLE TERME DI CARACALLA – Terme di Caracalla
SABATO 22 SETTEMBRE 2018 EVENTO ORE 11.00 (APERTURA SITO DALLE 9 ALLE 19.00)
SABATO 22 SETTEMBRE 2018 APERTURA STRAORDINARIA SERALE ORE 20.00/23.00
Archeologia, storia, scultura e performance si intrecciano tra le monumentali architetture delle Terme di Caracalla. Le Giornate Europee del Patrimonio si declinano nelle forme condivise dell'arte attraverso le grandi opere di Mauro Staccioli e la performance "Equilibrio Sospeso" che inaugurerà l'evento sabato 22 settembre alle ore 11.00.
Apertura straordinaria dalle 20 alle 23 di sabato per vivere l'esperienza di una visita al chiaro di luna tra le vestigia delle Terme Antoniniane.
Nell'arco delle giornate di sabato e domenica si succederanno visite guidate alla scoperta dell'area archeologica tra le più suggestive di Roma.
Non è necessaria la prenotazione, ingressi consentiti fino ad esaurimento posti

PASSEGGIATE GABINE – Parco archeologico di Gabii
SABATO 22 SETTEMBRE 2018 ORE 10.00/18.00
In cammino alla scoperta dell'antica città di Gabii. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma apre al pubblico l'area archeologica di Gabii. Un'occasione unica per conoscere, attraverso le Passeggiate Gabine, la storia dell'antica città che si inserisce nello scenario dei grandi centri laziali al momento della nascita di Roma e rientra tra le città che controllavano la bassa valle dell'Aniene e gli accessi alla valle del Sacco e del Liri. Gabii costituì un epicentro politico e culturale di fondamentale rilevanza nel Latium vetus.
Sabato 22 settembre dalle ore 10.00 alle ore 18.00 si susseguiranno le visite guidate, per un massimo di 30 partecipanti per gruppo.
La prima visita avrà inizio alle ore 10.30, la seconda alle ore 12.00, la terza alle ore 15.30
Non è necessaria la prenotazione. Ingressi consentiti fino ad esaurimento posti
Per informazioni è possibile contattare, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 15.00, il numero telefonico: 06 2261887 oppure inviare e-mail a: [email protected]

MUSEO DIFFUSO DI TESTACCIO: GLI ANTICHI LUOGHI DEL LAVORO - Porticus Aemilia
SABATO 22 SETTEMBRE 2018 ORE 19.00/22.00
Apertura straordinaria dell'Area archeologica della Porticus Aemilia sabato 22 settembre dalle ore 19 alle ore 22 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
La Porticus Aemilia era uno dei più grandi edifici pubblici di età repubblicana della città e restò in uso per tutta l'età imperiale. Tradizionalmente identificata come edificio di stoccaggio, è stata oggetto negli anni di altre proposte interpretative e funzionali, fra cui quella di struttura adibita a controlli fiscali sugli approvvigionamenti e quella di darsena militare sul Tevere (Navalia). I suoi resti monumentali hanno caratterizzato nei secoli il paesaggio della pianura subaventina e sono ancora riconoscibili lungo le vie Florio, Branca, Rubattino e Vespucci.
L'ingresso è libero in via Rubattino, 32.

LA RINASCITA DELL'ANTICA VIA FLAMINIA – Villa di Livia
SABATO 22 E DOMENICA 23 SETTEMBRE ORE 10.00/14.00
- Arco di Malborghetto
SABATO 22 SETTEMBRE ORE 20.00/23.00
Un percorso lungo l'antica via Flaminia dall'Arco di Malborghetto alla Villa di Livia a Prima Porta. Apertura straordinaria delle aree archeologiche della Villa di Livia e dell'Arco di Malborghetto per le Giornate Europee del Patrimonio.
Arte e natura si fondono insieme alla Villa di Livia, un sito archeologico di estremo interesse che sarà possibile visitare sabato 22 e domenica 23 settembre dalle ore 10 alle ore 14.
L'Arco di Malborghetto si accende di magia, invece, attraverso l'apertura straordinaria nella serata di sabato 22 settembre dalle ore 20 alle 23.
Non è necessaria la prenotazione, ingressi fino ad esaurimento posti.

I TESORI DELLE TOMBE DI FADILLA E DEI NASONII – Via del Casale Molinario
SABATO 22 E DOMENICA 23 SETTEMBRE ORE 10.00/14.00
Un vero e proprio evento l'apertura straordinaria delle Tombe di Fadilla e dei Nasonii lungo l'Antica via Flaminia.
Dopo oltre dieci anni, la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma riapre i luoghi di sepoltura al termine di un accurato intervento di restauro degli affreschi delle camere sepolcrali. Le due tombe, scavate nel massiccio tufaceo dei Saxa Rubra, rappresentano monumenti di grande importanza non solo per la struttura e la tipologia decorativa ma anche per la loro ubicazione in un’area caratterizzata dalla straordinaria concentrazione di edifici funerari di carattere monumentale, come attestano le altre tombe rupestri e quelle della vicina area archeologica di Grottarossa, contribuendo a qualificare questo settore suburbano di particolare importanza nell'età antica. Riapre così sulla via Flaminia un patrimonio culturale dimenticato di grande interesse e rilevanza, tombe rupestri imperiali, che permettono di ricostruire il paesaggio archeologico della importante via Consolare. Le aperture straordinarie delle Giornate Europee del Patrimonio daranno inizio a una serie di aperture al pubblico
Visite guidate alle 10.15, alle 11.00, alle 12.00 e alle 13.00 di sabato 22 e domenica 23 settembre.
Non è necessaria la prenotazione, ingressi fino ad esaurimento posti

ECHI D'EGITTO NEL CUORE DI ROMA – Piramide di Caio Cestio
SABATO 22 E DOMENICA 23 SETTEMBRE ORE 10.00/14.00
Un luogo di Roma entrato nell'immaginario collettivo, le Giornate Europee del Patrimonio saranno l'occasione per varcare la soglia della Piramide di Caio Cestio e scoprire la storia dell'eredità del pretore, tribuno della plebe e membro del Collegio dei Septemviri Epulones.
La forma dell'edificio è ispirata ai modelli egiziani, di moda a Roma dopo la conquista dell'Egitto in età augustea. La Piramide di Caio Cestio è l'unico monumento di questo tipo conservato a Roma.
Visite guidate sabato 22 e domenica 23 settembre dalle ore 10 alle ore 14
Non è necessaria la prenotazione, ingressi fino ad esaurimento posti

ALLA CORTE DEI SEVERI E DI ELENA, MADRE DI COSTANTINO – Comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme
SABATO 22 SETTEMBRE 2018 ORE 10.00/18.00 E ORE 20.00/23.00
DOMENICA 23 SETTEMBRE 2018 ORE 10.00/18.00
Il comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme è una delle aree più affascinanti di Roma che restituisce suggestioni delle residenze imperiali dei Severi e di Elena, la madre di Costantino. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il sito sarà aperto al pubblico sabato 22 e domenica 23 settembre con cicli di visite guidate per un massimo di 30 partecipanti per gruppo.
Apertura straordinaria anche la sera di sabato 22 settembre dalle ore 20 alle ore 23.
Le visite si svolgeranno la mattina alle ore 11.30 e nel pomeriggio alle ore 15.30 sia del sabato sia della domenica.
Sabato 22 settembre è prevista una visita guidata serale alle ore 21.
La prenotazione non è necessaria. Ingressi consentiti fino ad esaurimento posti.
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Testo da Soprintendenza Speciale Roma


Il Parco Archeologico di Pompei partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio

 PARCO ARCHEOLOGICO POMPEI

                   Giornate Europee del Patrimonio – 22 e 23 settembre 2018

                                      

Le Giornate Europee del Patrimonio rappresentano il più importante appuntamento che riunisce tutti i popoli dell’Europa nel segno della cultura. Il tema individuato in sede europea per il 2018 è “Anno europeo del patrimonio culturale: L’Arte di condividere”.

I siti archeologici dell’area vesuviana che fanno capo al Parco Archeologico di Pompei partecipano all’iniziativa con l’apertura di luoghi normalmente non aperti nelle mattine dei giorni indicati o con aperture straordinarie ed esponendo reperti che normalmente non sono visibili. I visitatori, di molteplici nazionalità, che costituiscono la platea di fruitori dei Beni Archeologici della Campania, insieme agli abitanti del territorio, potranno usufruire di questa occasione per vedere luoghi e reperti in numero maggiore rispetto al patrimonio archeologico già fruibile.

Il biglietto avrà il costo ordinario di € 15 per Pompei, € 7 cumulativo per Boscoreale e Oplontis.

Nel dettaglio, agli Scavi di Pompei, oltre alle aree normalmente aperte al pubblico, i giorni 22 e 23 settembre saranno visitabili, dalle ore 9,40 alle ore 13,40 i seguenti edifici, di solito non aperti la mattina: Casa di Trittolemo;    Casa di Octavius Quartio; Casa della Fontana piccola; Casa dell’Orso ferito;      Casa del triclinio all’aperto;    Fullonica di Stephanus; Casa del Menandro.

Saranno inoltre  eccezionalmente aperte solo la mattina del 22 e del 23 settembre 2018 i seguenti edifici: Casa delle Pareti Rosse; Casa di Marco Lucrezio Frontone; Termopolio di Vetuzio Placido.

All’Antiquarium di Boscoreale sarà possibile visitare, dopo l’esposizione museale, il cantiere di Villa Regina a Boscoreale dalle ore 9,30 alle ore 12,30. La visita si svolgerà a piccoli gruppi, accompagnati dagli addetti ai lavori che illustreranno gli interventi di restauro in corso.

A Torre Annunziata, alla Villa di Poppea di Oplontis, oltre alla normale visita, sarà possibile ammirare la statua di marmo raffigurante di Venere che si slaccia il sandalo rinvenuta in un ambiente della ricca dimora.

A Castellammare di Stabia, dalle 9,30 alle 12,30, oltre alla normale visita alle ville di S. Marco e Arianna, sarà possibile vedere a Villa S. Marco alcuni pannelli ad affresco rinvenuti in frammenti durante lo scavo, eccezionalmente esposti per l’occasione.

Nella serata del 22 settembre, al costo di € 1, sarà invece possibile visitare i siti archeologici del Parco Archeologico di Pompei con il seguente programma e con il seguente orario (dalle ore 20,30 alle ore 23,00 con ultimo ingresso alle ore 22,30):

Scavi di Pompei – percorso notturno con ingresso da Porta Marina e visita del Foro con edifici adiacenti e Antiquarium;

Scavi di Oplontis – percorso notturno alla Villa di Poppea;

Antiquarium di Boscoreale – apertura delle sale del museo e delle sale delle mostre temporanee con esposizione “work in progress”;

Infine, con ingresso gratuito:

Castellammare di Stabia, Villa S. Marco - apertura notturna del sito con lettura delle lettere di Plinio il Giovane sull’eruzione del 79 d.C.

Testo e immagine da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei