Roma: Rolf Nowotny al Museo Canonica per il ciclo espositivo Fortezzuola

Rolf Nowotny

al Museo Canonica per il ciclo espositivo Fortezzuola

L’artista danese rivisita il concetto classico di ritratto attraverso “maschere” eseguite con mezzi e soluzioni tecniche differenti

A cura di Pier Paolo Pancotto

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

22 settembre – 28 ottobre 2018

Inaugurazione venerdì 21 settembre 2018 ore 14.00-15.30

Con la mostra di Rolf Nowotny, la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione in Italia, prosegue al Museo Pietro Canonica di Villa Borghese il ciclo espositivo dal titolo Fortezzuola, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali di Zètema progetto Cultura.

Il progetto Fortezzuola, ideato e a cura di Pier Paolo Pancotto, riflette sul rapporto tra protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e l’Italia, offrendo al pubblico l’opportunità, per la prima volta, di apprezzare la produzione di esponenti particolarmente rappresentativi della creatività odierna ma scarsamente presenti, se non del tutto assenti, nella scena espositiva pubblica italiana. Ancora oggi molti artisti stranieri si confrontano con il contesto storico e culturale italiano, rinnovando un’antica tradizione e reinterpretandone canoni e modalità esecutive. Ciascun autore è chiamato a realizzare un intervento originale concepito espressamente per le sale del museo, in stretta relazione alle loro caratteristiche storiche e strutturali.

In sintonia con queste linee guida generali, Rolf Nowotny, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Canonica che articola il suo percorso creativo attraverso installazioni, composizioni plastiche, grafiche e sonore. A far loro da comune denominatore, una riflessione sull’idea di scultura e il significato che tale sistema espressivo, attorno a cui Pietro Canonica ha incentrato larga parte della sua produzione, possiede oggi. A tale scopo l’artista si concentra sul tema del volto umano dando luogo a una serie di “maschere” eseguite con mezzi e soluzioni tecniche differenti – plastica, resina, metallo, residui naturali – apportando modificazioni morfologiche più o meno evidenti (nel colore, nelle misure, nelle componenti identitarie…) e presentandole in soluzioni alternative a quelle tradizionali: a terra, legate tra loro, rivolte verso il suolo, mescolate a oggetti d’uso comune. Nowotny rivisita così il concetto classico di ritratto offrendo una personale chiave di lettura sul valore semantico che questo genere espressivo, così rilevante nel percorso professionale di Canonica, assume nell’odierno contesto sociale.

Piccole figure dal sapore selvaggio, quasi primitivo, compaiono nelle vetrine offrendo un altro punto di vista sul tema delle proporzioni e della riproducibilità in scultura. A esse si sommano alcune installazioni ambientali e sonore con le quali egli “incornicia” idealmente le opere appartenenti alla collezione permanente e le sale del museo modificandone la percezione visiva e, di conseguenza, quella interpretativa. In tal modo, egli rilegge in soluzione diacronica e trasversale epoche e storie che si sedimentano nella Fortezzuola, dall’età romana, rappresentata dalla raccolta archeologica, al XIX-XX secolo, identificato emblematicamente nella vita e nel lavoro di Canonica.

Le opere appena citate (concepite tutte per l’occasione e datate 2018) sono disposte in numero e soluzione variabile sui diversi piani del museo e si integrano a quelle appartenenti alla collezione permanente enfatizzando così il dialogo virtuale con la produzione di Pietro Canonica. Come Martin Soto Climent, Alfredo Aceto / Claire Tabouret, Tillman Kaiser, Claire Fontaine, Ciprian Mureşan, Nick Devereux, Benjamin Hirte / Chadwick Rantanen, Denis Savary, Şerban Savu, anche Rolf Nowotny dà luogo a un percorso visivo site specific sviluppato mantenendo un atteggiamento quasi “performativo” (operando di giorno in giorno all’interno del museo, abbandonandosi alle suggestioni del luogo) il cui esito finale sarà noto solo al termine della sua realizzazione, vale a dire a ridosso della data di inaugurazione della mostra.

 Rolf Nowotny (Copenhagen, 1975; vive e lavora a Copenhagen), Mostre personali (selezione): Christian Andersen, Copenhagen (2016; 2013; 2010), Tranen, Copenhagen (2015); Fauna, Copenhagen (2015); Ditte Gantriis & Rolf Nowotny, Die Raum, Berlin (2014); Antechamber, Copenhagen (2012); Overgaden, Copenhagen (2011). Mostre collettive (selezione): iwillmedievalfutureyou, Kunsthal, Aarhus (2018; 2016);Nordic Biennial for Contemporary Art, Moss (2017); Sculpture Odense, Odense (2017); Artists’ Books, Growing Wildly, Den Frie Centre of Contemporary Art, Copenhagen (2016); Shapes in the making, Konsthall, Lund (2013); Sandly Island, Nomas Foundation, Roma (2013);Ground, Kunstmuseum, Sorø (2013); Spatium, KUMU Art Museum, Tallinn (2012).

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mummia mummie mumia

Basta un poco di ‘mummia’ e la pillola va giù!

Negli ultimi giorni si è molto parlato della notizia del ritrovamento della mummia, avvenuto ad Assuan; prendiamo spunto da qui per una curiosità: lo sapevate che dal XII al XX secolo son stati venduti, in tutto il mondo, resti umani mummificati e polverizzati, usati come pigmento o, peggio, come medicina, sotto l’accattivante nome di “Mumia”? La richiesta di questo “discutibile” materiale era tanto alta che superava di gran lunga i rifornimenti e la povere era spesso fatta da animali mummificati o cadaveri non tanto ‘antichi’.

mummia mummie mumia
Contenitore di un'erboristeria del diciottesimo secolo con la scritta MUMIA. Foto di Bullenwächter, CC BY-SA 3.0

Nel XVI secolo il pigmento “Mummy Brown” (il Marrone ‘Mummia’) divenne alquanto popolare tra i pittori in tutta Europa, ma il suo uso in medicina risale a tempi ben piu remoti, con gli arabi che a loro volta ripresero una credenza dell’antica greca per la quale il bitume usato durante la mummificazione avesse un qualche potere curativo. Abd’ el Latif, nel XII sec, affermava, infatti, che il bitume che ricopriva le mummie poteva essere tranquillamente riutilizzato e non differiva poi tanto da quello trovato in natura. Allora, perche non polverizzare direttamente qualche corpo mummificato, piu facile da reperire, che avrebbe reso il processo più esotico e intrigante?

Asfalto naturale/bitume dal Mar Morto. Foto di Daniel Tzvi

Dal momento che la parola persiana per ‘bitume’ era proprio mum or mumiya, questi termini finirono per essere applicati direttamente a quei corpi cosi ben preservati e ricoperti di bitume. Ancora oggi infatti usiamo la parola “mummia” (in inglese “mummy”) e lo dobbiamo proprio a questo.

Venditore di mummie (1875), Foto di Félix Bonfils

La ‘polvere di mummia’ veniva entusiasticamente prescritta per alleviare la tosse, per le infezioni urinarie, per curare le ferite, per i dolori del parto, per l’artrosi (ovvio, no?), per la dissenteria, per il mal di testa e particolarmente per l’epilessia. Insomma una panacea per tutti i mali!

Se volete sapere di più sull’argomento vi suggerisco l’articolo di Philip McCouat, The life and death of Mummy Brown, pubblicato nel Journal of Art in Society.

mummia mummie mumia
Contenitore in legno da erboristeria con la scritta MUMIÆ, da Museo di Amburgo. Foto di Christoph Braun

Si torna a scavare nell'area archeologica di Paestum

Il 10 settembre sono ripresi gli scavi a Paestum con ben 3 cantieri in corso: all'Athenaion (Università di Salerno), all'Agora (Fondazione Paestum) e alla casa arcaica (Università degli Studi dell'Orientale di Napoli). Tre cantieri distinti che chiuderanno alla fine del mese con l'obiettivo, come sempre, di far avanzare le conoscenze topografiche e architettoniche sulla città.

Scavi Athenaion

Il cantiere dell'Athenaion, diretto da Fausto Longo e coordinato sul campo da Marialuigia Rizzo, ha lo scopo di indagare la parte meridionale del santuario lì dove negli anni '20 e '30 fu trovata la cosiddetta “stipe del santuario” con migliaia di oggetti ceramici, terrecotte e metalli. Dallo studio degli oggetti in bronzo, in particolare le armi (scudi, elmi, lance, giavellotti ecc. oggi in mostra al Museo Archeologico nella mostra 'Le armi di Athena'; qui maggiori informazioni sulla mostrahttp://www.museopaestum.beniculturali.it/le-armi-di-athena-il-santuario-settentrionale-di-paestum/ ), e dal tentativo di ricostruire il contesto di provenienza - e quindi la storia più antica del santuario - nasce il progetto di intervento nel santuario, ormai 90 anni dopo lo scavo diretto da Maiuri (1928).

Scavo agorà

Nell'agora lo scavo diretto da Emanuele Greco, coordinato sul campo da Federica Di Biase, mira a proseguire lo studio della lunga Porticus, un edificio colonnato di età romana che ha obliterato edifici più antichi. L'indagine di questi giorni (e dei prossimi anni) mira a conoscere più in dettaglio il monumento, ma soprattutto a recuperare maggiori informazioni sulle fasi di età arcaica e classica.

Scavo casa arcaica

Infine lo scavo della casa arcaica rinvenuta ad ovest dell'Athenaion diretto da Laura Ficuciello. Già indagato negli anni Ottanta il complesso, dove lo scorso anno furono effettuati nuovi scavi, è l'unica casa di età arcaica che conosciamo di Paestum e una delle poche rinvenute in Magna Grecia.

Delle tre équipes fanno parte studenti dell'Università di Salerno, dell'Orientale di Napoli, di Roma-Sapienza e di Padova che operano in un clima di grande collaborazione.

Foto Courtesy of Press Office Parco Archeologico di Paestum


Ricco programma di appuntamenti per il Museo Egizio in questo weekend

La cultura alimentare egiziana è ricca, ma generalmente sottovalutata a livello internazionale. I prodotti egiziani segnalati nell’Arca del Gusto di Slow Food sono attualmente 22. Si va dal miele dell’ape mellifera egiziana all’assenzio, dalla menta habak alla salvia bardaqush, per finire con la vasta gamma di pani tradizionali preparati con farine di diversi cereali e in una varietà di forme che testimoniano una cultura millenaria. Quella stessa cultura le cui radici e il massimo splendore sono straordinariamente raccontati dentro le sale del Museo Egizio.

Da venerdì 21 a lunedì 24 settembre il Museo Egizio propone una serie di iniziative in occasione dell’edizione 2018 di Terra Madre Salone del Gusto dove il cibo e l’alimentazione sono al centro delle visite tematiche.

Lunedì 24, inoltre, il Museo prolungherà l’orario di apertura fino alle ore 18:30.

Venerdì 21, sabato 22, domenica 23 e lunedì 24 settembre alle 10:40, il Museo Egizio propone la visita guidata, dedicata agli adulti, “Ogni cosa buona e pura per l’anima”.

Il nuovo percorso conduce il visitatore alla scoperta delle proprietà nutritive e medicamentose del cibo e dei prodotti naturali usati nell’antico Egitto.

Sempre in queste giornate alle ore 11:40 il Museo Egizio presenta il percorso olfattivo: “Egitto Essenziale”.

Nella cultura faraonica, infatti, la cura del corpo e l’esaltazione della bellezza avevano molta importanza e le pratiche di cosmesi avevano finalità terapeutiche, ma anche simboliche.

Si fondavano sul desiderio di preservare il corpo dalla dissoluzione del tempo, mirando all’immortalità.

In questa prospettiva essenze e profumi presenti in natura erano ampiamente utilizzati, come documentano le collezioni del Museo Egizio.

Sabato 22 e domenica 23 settembre il Museo Egizio propone la visita guidata per i più piccoli, “Una fame da oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito”che indaga le abitudini alimentari della civiltà faraonica.

Attraverso l’osservazione di curiosi oggetti, di alimenti straordinariamente conservati o delle loro raffigurazioni sulle pareti delle tombe, i bambini impareranno a conoscere gli ingredienti più comuni di questo popolo ed i prodotti più pregiati riservati invece alle tavole di faraoni e dèi.

Sempre sabato 22 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il Museo Egizio sarà aperto fino alle ore 23 con la tariffa unica 5 €. I visitatori troveranno lungo tutto il percorso museale i volontari dell’ACME - Associazione Amici Collaboratori del Museo Egizio di Torino - che saranno pronti a rispondere a tutte le domande e curiosità del pubblico.


Giornate Europee del Patrimonio. “A spasso nel tempo a Villa Giulia”

Tornano sabato 22 e domenica 23 settembre le Giornate Europee del Patrimonio, manifestazione promossa fin dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europeaper favorire e potenziare il dialogo e lo scambio in ambito culturale fra le Nazioni europee e che in tutta Italia, con visite guidate e iniziative speciali, celebrano il patrimonio culturale, nel segno della condivisione.

Nel corso delle due giornate si accederà al Museo di Villa Giulia e a Villa Poniatowski con orari e costi di ingresso ordinari, mentre la sera di sabato 22 è prevista un’apertura serale straordinaria al costo simbolico di 1,00 € e gratuito per gli aventi diritto, dalle 20.00 alle 23.00, ultimo ingresso alle 22.15 e chiusura delle sale a partire dalle 22.30. Il biglietto scontato è acquistabile a partire dalle ore 19.30.

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2018 postazioni didattiche allestite e animate da gruppi di rievocatori storici aderenti alla Federazione dei Rievocatori storicie al Cers* popoleranno gli spazi aperti di Villa Giulia (giardini ed emiciclo) e consentiranno di approfondire alcuni aspetti della vita quotidiana nel mondo antico e di quella militare, con particolare riguardo alla “Grande Guerra”, di cui ricorre il centenario della fine. La giornata di domenica è inoltre un autentico Open day di archeologia sperimentale, rivolto a un pubblico eterogeneo di adulti e bambini, che si propone di rendere note le pratiche dell’archeologia sperimentale, in un’ottica di inclusione e di partecipazione.


Roma: mostra "L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo 1911-1943"

L’occupazione italiana della Libia

Violenza e colonialismo 1911-1943

 

Alla Casa della Memoria e della Storia una mostra foto-documentaria testimonia la storia del recente passato della Libia

Casa della Memoria e della Storia

27 settembre - 22 novembre 2018

inaugurazione giovedì 27 settembre ore 18.00

Negli ultimi anni la Libia è stata quasi quotidianamente al centro dell’attenzione dei mezzi di comunicazione per i numerosi e violenti conflitti che hanno contraddistinto la sua storia recente.

La mostra foto-documentaria L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo 1911-1943, alla Casa della Memoria e della Storia di Roma dal 27 settembre al 22 novembre 2018, restituisce al visitatore la possibilità di conoscerne meglio la storia, approfondendo, in particolare, gli avvenimenti legati al periodo coloniale italiano, ancora poco noti.

Le drammatiche vicende storiche di quegli anni sono narrate attraverso un percorso storico-didattico che si articola attraverso oltre duecento foto e decine di documenti provenienti dall’Archivio Nazionale di Tripoli e dai principali archivi nazionali.

La mostra - organizzata dall’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR) e dalla Fondazione MedA - Onlus, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri - è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Zètema Progetto Cultura. È stata realizzata dallo storico Costantino Di Sante con il contributo del Centro per l’Archivio Nazionale di Tripoli e la consulenza di Salaheddin Sury, uno dei maggiori storici libici dell’età contemporanea.

L’esposizione sarà inaugurata giovedì 27 settembre alle 18,00 alla Casa della Memoria e della Storia, in Via S. Francesco di Sales n. 5, con la partecipazione di Luisa Musso dell’Università di Roma Tre e Alessandro Triulzi dell’Università di Napoli L’Orientale.

A lato dell’esposizione è stato organizzato un corso di formazione per insegnanti e studenti dal titolo: Colonialismo italiano e razzismi.

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Roma. Mausoleo Ossario Garibaldino: apertura straordinaria 20 settembre 2018

giovedì 20 settembre 2018 dalle ore 8.00 alle ore20.00

Apertura straordinaria del

Mausoleo Ossario Garibaldino

nella ricorrenza della Presa di Porta Pia

Il monumento sarà accessibile al pubblico in apertura straordinaria per l’intera giornata. L’evento è promosso da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

La fiamma dei bracieri del monumento di via Garibaldi ricorderà a romani e turisti che, nella storica data del 20 settembre 1870, gli scontri per la conquista di Roma allo Stato Italiano non interessarono solo il settore nord-est della città, gravitante sulla via Nomentana in prossimità di Porta Pia, dove avvenne la storica breccia. È realtà meno nota, infatti, che i combattimenti coinvolsero più punti della cinta muraria della città, assediata dalle truppe dell’esercito italiano decise a conquistare la città emblema della penisola italiana al nuovo Regno d’Italia.

Tra i luoghi in cui più significativo fu l’urto bellico delle artiglierie italiane figura proprio il Gianicolo, fuori Porta San Pancrazio. Qui, a distanza di 21 anni dalla sfortunata e gloriosa estate del 1849, alcuni dei protagonisti della resistenza della Repubblica Romana all’assedio delle truppe francesi filo-papaline tornarono alla testa di reparti del nuovo Stato italiano a conquistare le mura un tempo difese con tanta veemenza contro lo straniero. Sul “luogo del delitto” non poterono fare a meno di recarsi nuovamente figure emblematiche come Nino Bixio e Giacomo Medici. Quest’ultimo fu in seguito detto “del Vascello” proprio perché volle rimanere per sempre legato a quei luoghi acquistando, a Roma ormai italiana, la celebre villa del Vascello, di fronte a Porta San Pancrazio, dove nel 1849 resistette fieramente – nell’unico avamposto rimasto fuori le mura – per quasi un mese dal feroce assalto nemico.

Queste e altre storie, legate ai fatti del 1849 e del 1870, saranno evocate nel corso di una visita guidatacondotta da Mara Minasiresponsabile dell’area monumentale del Mausoleo Ossario Garibaldino e del vicino Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di Porta San Pancrazio, nella cripta del monumento dedicato a tutti i caduti per la presa di Roma dal 1849 al 1870, al cospetto delle spoglie dei soldati morti proprio negli scontri del 20 settembre 1870.

Per la visita guidata appuntamento alle ore 18.00 nel piazzale antistante il Mausoleo, mentre l’area monumentale – che custodisce tra l’altro il sepolcro del vate dell’Italia Goffredo Mameli, autore del nostro inno nazionale – sarà liberamente accessibile per l’intera giornata, dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

Mausoleo Ossario Garibaldino

Via Giuseppe Garibaldi, 29

Info: 060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Giornate Europee del Patrimonio: Prospettiva Gold Cosenza

Giornate Europee del Patrimonio

Prospettiva Gold Cosenza

Galleria Nazionale di Cosenza

Cosenza - Palazzo Arnone

22/23 settembre 2018

Sabato 22 e domenica 23 settembre 2018 la Galleria Nazionale di Cosenza celebra le Giornate Europee del Patrimonio con numerosi imperdibili appuntamenti.

Queste in dettaglio le iniziative previste:

Prospettiva Gold Cosenza”

Data: sabato 22 settembre 2018, ore 16.30-18.30; domenica 23 settembre 2018, ore 10.00-18.00

ingresso gratuito

Lungo il percorso espositivo della Galleria Nazionale di Cosenza, una finestra si apre sul paesaggio della città storica. L’iniziativa Prospettiva Gold Cosenza trae spunto dallo straordinario colpo d’occhio per offrire al visitatore gli strumenti conoscitivi utili a comprendere il tesoro di memorie che vi è custodito. La finestra diventa osservatorio: una mappa indica i principali edifici, monumenti, luoghi di cultura visibili a chi si sofferma ad ammirare il panorama da questa angolazione. Lo scorcio incorniciato dalla finestra, così valorizzato, stimola la curiosità dell’osservatore e gli suggerisce nuovi possibili itinerari di scoperta della città vecchia. La postazione, inoltre, è allestita come spazio-laboratorio dove ciascuno può interpretare le suggestioni del paesaggio e descriverle in poche righe o fermarle con un rapido schizzo utilizzando il materiale che il museo metterà a disposizione.

Giorno dopo giorno i contributi individuali comporranno un originale almanacco collettivo che servirà a rafforzare la consapevolezza dei valori condivisi racchiusi nel contesto storico-paesaggistico per trasmetterli, con senso di responsabilità, alle generazioni future.

L’iniziativa, presentata in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, proseguirà negli orari di apertura diurna della Galleria Nazionale di Cosenza.

Apertura serale straordinaria

Data: sabato 22 settembre 2018, dalle ore 20.00 alle 23.00

Evento: ore 21.00

Improvvisazioni per synth e musica elettronica. Tape music // Inno alla gioia di Beethoven”

ingresso gratuito

Progetto artistico a cura di Tommaso Muto, compositore ed esecutore, allievo della scuola di Composizione Musicale Elettroacustica del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza. Musiche e percorsi video interpretano suoni e immagini, espressioni del nostro tempo.

domenica 23 settembre 2018, ore 11.00

Vacanze al Museo - Edizione Speciale GEP”

Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, domenica 23 settembre 2018 dalle ore 11.00 alle 12.30, i Servizi educativi della Galleria Nazionale di Cosenza danno appuntamento ai bambini per un’edizione speciale di “Vacanze al Museo”. Si giocherà insieme salutando l’estate e festeggiando l’Arte con tanti passatempi istruttivi. L’iniziativa è dedicata ai bambini dai 5 ai 10 anni ed è gratuita.

Info: [email protected] +39 0984 795639

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La mano di Prêles è la più antica scultura europea in bronzo?

Uno straordinario ritrovamento, quello effettuato nell'autunno del 2017 a Prêles, nel cantone di Berna: una mano scolpita in bronzo e oro. Risalente a 3500 anni fa, potrebbe trattarsi della più antica scultura in bronzo europea. Tantissime le domande che sorgono in merito alla sua funzione.

La mano di Prêles, del peso di 500 grammi circa. Foto © Service archéologique du canton de Berne, Philippe Joner.

In seguito alla scoperta, effettuata da due cittadini col metal detector, i ricercatori svizzeri sono riusciti a ritrovare, all'inizio dell'estate di quest'anno, una tomba al cui interno erano i resti di un adulto, con una fibula e una spirale in bronzo (quest'ultima ornamento per capelli) e dei frammenti in oro presumibilmente provenienti dalla mano scolpita. La presenza di un dito dalla mano in bronzo ha confermato che la stessa proveniva effettivamente dalla tomba. Quest'ultima aveva purtroppo subito dei danni a causa di lavori recenti.

Al momento è anche in corso un procedimento penale: la tomba sarebbe stata visitata da saccheggiatori, come confermato da Adriano Boschetti, archeologo cantonale a Berna. Le attività scientifiche si sarebbero svolte il più rapidamente possibile, ma alcuni reperti risulterebbero ad ogni modo mancanti.

Al di sotto della tomba una costruzione in pietra: apparentemente l'uomo fu seppellito deliberatamente al di sopra di questa costruzione più antica. Doveva trattarsi di un individuo di alto rango.

La costruzione in pietra al di sotto della quale è stata ritrovata la tomba. Foto © Service archéologique du canton de Berne, Guy Jaquenod.

La datazione del reperto è stata effettuata al carbonio 14 e lo colloca tra il 1500 e il 1400 a.C. Ritrovate anche una lama di un pugnale e una costola umana, che sarebbe più recente di un centinaio d'anni. Si è inoltre analizzata la colla vegetale utilizzata per fissare la sottile placca d'oro al polso. Le due datazioni, che le collocano all'Età del Bronzo medio, sono coerenti con quanto noto per la lama in bronzo.

Secondo gli specialisti svizzeri, non sono note simili sculture per l'Età del Bronzo nell'Europa centrale. Sottolineano che si tratta della prima raffigurazione anatomica in bronzo per l'Europa, di un reperto unico e notevole, ma del quale non conosciamo la rilevanza e le funzioni ad esso attribuite. Si suppone possa trattarsi di un simbolo di potere, distintivo di una élite sociale o di una divinità. Il prolungamento della mano suggerisce pure che potesse essere montato al di sopra di altro oggetto: forse uno scettro o una statua. Nei prossimi mesi studi scientifici potranno affrontare queste questioni.

 

Dal 18 settembre al 14 ottobre la mano in bronzo e oro sarà esposta al Nouveau musée Bienne.

Gli oggetti ritrovati: la lama di un pugnale, una fibula e una spirale, la mano in bronzo e oro, dalla quale plausibilmente provengono gli altri frammenti in oro. Foto © Service archéologique du canton de Berne, Philippe Joner.

 

Link: Service archéologique du canton de Berne; RFJ; RJB; Berner Zeitung; SRF.

Si ringrazia Alessandro Vanzetti per la segnalazione degli aggiornamenti sul procedimento penale.


Una mummia avvolta nel lino scoperta ad Assuan

Ancora scoperte da Assuan. Questa volta si tratta di una mummia avvolta nel lino, all'interno di un sarcofago antropoide in arenaria, in buone condizioni.

 

 

Il ritrovamento è avvenuto in una tomba del Periodo tardo, durante gli scavi nei pressi del Mausoleo di Aga Khan sulla riva occidentale del Nilo. Nella tomba si è ritrovato anche un gruppo di mummie disposte alla rinfusa, il che fa pensare a una sepoltura comune.

Il Mausoleo di Aga Khan. Foto di Hedwig Storch, CC BY-SA 3.0

Nell'area si sono localizzate altre due tombe con resti di sarcofagi in terracotta dipinti, oltre a quelli di uno ligneo riportante testi in geroglifico. I muri delle sepolture sono decorati con immagini di Iside, Hathor e Anubi.

Una testa di statua in arenaria è stata anche ritrovata con un gruppo di amuleti in faience.

Così nelle dichiarazioni del dottor Mostafa Waziri, segretario del Consiglio Superiore delle Antichità Egizie, e del dottor Abdel Moneim Saeed, direttore generale delle Antichità per Assuan e la Nubia, che hanno commentato il ritrovamento da parte della Missione archeologica egiziana.

Link: Ministry of Antiquities; Ahram; Djed Medu

Tutte le foto dal MOA, ad eccezione di quella del Mausoleo di Aga Khan