Cassano allo Ionio: "Alla ricerca degli animali protagonisti delle favole di Esopo"

Alla ricerca degli animali protagonisti delle favole di Esopo

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari

Cassano allo Ionio (Cosenza)

14 ottobre 2018

Domenica 14 ottobre 2018, al Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari, verrà celebrata la “Giornata nazionale delle famiglie al museo” con l’iniziativa Alla ricerca degli animali protagonisti delle favole di Esopo, un’accattivante caccia al tesoro ispirata dai racconti di alcune favole di Esopo.

I bambini accompagnati dalle loro famiglie, suddivisi in gruppi, durante il percorso di visita al Museo, saranno chiamati a rintracciare alcuni reperti a forma o con immagini di animali, protagonisti delle favole.

A conclusione del percorso, un’attività di laboratorio permetterà loro di riprodurre con la plastilina o con il disegno un oggetto a tema.

Lo scopo di tale iniziativa è quello di avvicinare i più piccoli all’affascinante mondo dell’archeologia, suscitando, nello stesso tempo, attrazione e curiosità per il notevole patrimonio in mostra al Museo.

Per la “Giornata nazionale delle famiglie al museo” si osserveranno gli orari di apertura ordinaria con i consueti costi, riduzioni e gratuità previsti per legge. Le attività di laboratorio, offerte gratuitamente, saranno condotte dal personale dei Servizi Educativi del Museo con la seguente tempistica: 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,30.

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Roma: laboratori e mostra "Il Gioco dell'Oca" alla Casina di Raffaello

Alla Casina di Raffaello la mostra

“Il Gioco dell’Oca. Storia e significato di un gioco senza tempo”

Riproduzioni di tavole antiche, giochi e pannelli didattici, per indagare le origini e il significato di un passatempo oggi celebre in tutto il mondo, ma nato proprio in Italia alla fine del XVI secolo

 

Dal 6 ottobre al 30 dicembre 2018

Roma, 1 ottobre 2018 - Dietro uno dei giochi più tradizionali di sempre, considerato oggi un semplice passatempo per bambini, si nascondono in realtà una storia centenaria e significati simbolici senza tempo. Il Gioco dell’Oca, il più classico dei giochi di percorso, è il protagonista della nuova mostra ospitata dal 6 ottobre al 30 dicembre 2018 alla Casina di Raffaello, Spazio Arte e Creatività di Roma Capitale, Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, gestito in collaborazione con Zétema Progetto Cultura.

L’esposizione “Il Gioco dell’Oca. Storia e significato di un gioco senza tempo”, organizzata da Le Macchine Celibi soc. coop., intende indagare le origini e il significato di un passatempo oggi celebre in tutto il mondo, ma nato proprio in Italia alla fine del XVI secolo. Avvalendosi della collaborazione scientifica della storica dell’arte Patrizia Giamminuti, che nel 2016, con una ricerca sul tema, ha vinto il Premio Gaetano Cozzi per saggi di storia del gioco (Fondazione Benetton Studi Ricerche), viene proposto un percorso che, attraverso l’esposizione di riproduzioni di tavole antiche, conservate nelle collezioni di alcuni tra i più celebri musei del mondo, come il British Museum di Londra, ma anche attraverso giochi e pannelli didattici, illustra la storia e il significato del Gioco dell’Oca, a partire dalle testimonianze più antiche e dal significato simbolico dell’oca. Tra gli oggetti in mostra, ci sarà anche un libro interamente dedicato a questo passatempo, grazie alla collaborazione di Casina di Raffaello con l’Istituzione Biblioteche di Roma, in particolare con la Biblioteca Centrale Ragazzi.

Una sezione della mostra è poi dedicata alle reinterpretazioni contemporanee, che continuano a rispettare lo schema e le regole principali del gioco tradizionale, con alcune varianti, come nel caso de Il gioco del volo dell’oca dell’artista Maria Lai, diventato anche un’installazione permanente presso il Museo dell’Olio della Sabina, o del Gioco dell’Oca creato da Studiolabo e illustrato da Stefano Marra, oggetto-icona della comunicazione dell’edizione 2017 del Brera Design District di Milano e ispirato all’insegnamento di Bruno Munari: “Progettare è un gioco, giocare un progetto”.

Completano il percorso espositivo alcune tavole selezionate, disegnate e colorate a mano, e un gioco in scatola progettati e realizzati dall’architetto Stefano Ferrante, grande appassionato di giochi dell’oca, che per l’occasione metterà a disposizione dei bambini che parteciperanno ai laboratori un tabellone originale, da lui disegnato.

La mostra sarà infatti accompagnata dal laboratorio Gioca con l’Oca, destinato agli studenti della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado e al pubblico di Casina di Raffaello, durante il quale i bambini potranno realizzare un tabellone personalizzato completo di pedine e dadi.

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Toccare con mano la letteratura contemporanea: Spazi900 e l'autografo di Saba

Dal 2015 la Biblioteca nazionale centrale di Roma, diretta da Andrea De Pasquale, ha inaugurato un’area espositiva chiamata Spazi900 che accoglie raccolte librarie e archivistiche di autori contemporanei.

La stanza di Elsa presso la Biblioteca Nazionale Centrale rappresenta l'officina di scrittura della Morante; una sala arredata con i mobili originari presenti nell'abitazione di Via dell'Oca 27 a Roma.

Figurano tra essi Elsa Morante, cui è dedicata una stanza con gli arredi originali, Pier Paolo Pasolini, Gabriele d’Annunzio, Giuseppe Ungaretti (l’intero suo archivio, comprendente il manoscritto originale di San Martino del Carso, è stato sottratto ad un’asta pagando 120 mila euro) Grazia Deledda, Benedetto Croce fino anche a nomi più di nicchia sebbene parte attiva della letteratura novecentesca, come Giorgio Vigolo e Arturo Onofri.

Il progetto Spazi900 è continuato tenacemente e proprio il 27 settembre scorso sono state presentate in un interessante convegno le ultime importantissime acquisizioni, come le lettere di d’Annunzio alla moglie, i racconti giovanili di Elsa Morante, carte autografe di Pasolini, opere di Carlo Levi (recente dedicatario di uno spazio esclusivo all’interno del museo), il primo rarissimo volumetto poetico di Sandro Penna.

Foto dalla rivista Epoca, N. 63, anno II, p. 91

Ma senza dubbio l’acquisizione che ha  incuriosito di più, soprattutto per un aneddoto divertente che sembra esserci dietro, è quella di una carta autografa recante la celebre poesia di Umberto Saba alla moglie Carolina (Lina) Woelfler, A mia moglie.

In Storia e cronistoria del Canzoniere Saba aveva raccontato di aver scritto in poche ore e senza indugi, mentre la moglie era fuori casa, “la poesia più bella” mai scritta, certo che la moglie l’avrebbe ringraziato ed elogiato per quelle parole. Invece il poeta, con sua grande sorpresa, arrivò quasi ad una lite con la moglie, rimasta delusa dall’essere stata paragonata, secondo uno schema di tipo anaforico, a sei diversi animali (una pollastra, una gravida giovenca, una cagna, una pavida coniglia, una rondine e una provvida formica).

Umberto Saba a Trieste. Foto dalla rivista Epoca, N. 63, anno II, p. 91

Anche il manoscritto, contrariamente a quanto testimoniato dall’autore, riporta diverse modifiche ai versi nel tentativo di far piacere quel componimento, letto tutto d’un fiato alla dedicataria appena rientrata dalle compere. Lina tuttavia mai cambiò idea e mai perdonò al marito l’aver reso nota quella poesia nella raccolta del 1911, come afferma la figlia della coppia, Linuccia, in una lettera ad Anna Pittoni (anche la lettera è stata acquisita dalla Biblioteca, per un totale di 5 mila euro).

Foto dalla rivista Epoca, N. 63, anno II, p. 88

Fonti:

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma: Spazi900

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma: Spazi900, convegno sulle nuove acquisizioni

Corriere della Sera