Canne nel Medioevo

“Canne nel Medioevo”. IV Convegno internazionale di studi “Storia della città”

"Canne nel Medioevo. Nuove prospettive di indagine" è il titolo del IV convegno internazionale di studi "Storia della città" organizzato a Barletta dall'Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi nell'ambito dell'omonimo programma triennale di ricerca.

Il convegno si svolgerà nella giornata del 16 dicembre 2018 a Palazzo Della Marra a Barletta.

La civitas di Canne, celebre per la battaglia nella quale Annibale sconfisse i romani nel 216 a.C., è sempre stato uno dei luoghi chiave per l'accesso alla Puglia meridionale. Situata a guardia del fiume Ofanto e del suo sbocco a mare, centro di battaglie sanguinose anche nel Medioevo, la città fortificata di Canne fu sede di signori orgogliosi e di vescovi coriacei. Spopolatasi in favore di Barletta nel corso del secolo XIII, la cittadella fortificata era stata centro di un importante connestabilia normanna e poi di guarnigioni armate, sino al definitivo abbandono, nel corso del secolo XV, anche del castello. Tuttavia, restò viva la memoria della città grazie al suo titolo vescovile, unito a quello nazareno a partire dal secolo XV.

Ponendo l'attenzione su Canne, l'Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi propone un programma di indagine che, mettendo al centro degli interessi della comunità scientifica la Canne medievale, intende indagare sulle origini della sistemazione militare ed economica del territorio ofantino e sulla nascita stessa della città di Barletta.

L'evento su AcademiaFacebook.

Canne nel MedioevoCanne nel Medioevo
Qui di seguito il programma:

CANNE NEL MEDIOEVO
Nuove prospettive di indagine

IV Convegno internazionale di studi “Storia della città”
Barletta, Palazzo Della Marra, 16 dicembre 2018

organizzato da
Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi

con la collaborazione di
Comune di Barletta
Polo Museale della Puglia
Istituto Storico Italiano per il Medioevo
Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari
Società di Storia Patria per la Puglia - sezione S. Santeramo di Barletta

con il patrocinio di
Regione Puglia
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Università degli Studi di Foggia
Università degli Studi della Basilicata

Mattina

Presiede Giuliano Volpe
Università degli Studi di Foggia

ore 9.30
Saluti

Cosimo Cannito
Sindaco di Barletta

Ruggiero Mennea
Regione Puglia

Mariastella Margozzi
Direttrice del Polo Museale della Puglia - MiBAC

Maria Giulia Picchione
Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia

Miranda Carrieri
Direttrice dell’Antiquarium e della zona archeologica di Canne della Battaglia - Polo Museale della Puglia

Antonietta Magliocca
Presidente Società di Storia Patria per la Puglia - sezione S. Santeramo di Barletta

ore 10.00
Francesco Violante
Presidente Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi
Introduzione ai lavori

ore 10.20
Italo M. Muntoni
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia
Canne prima di Canne: studi, scavi, ricerche

ore 10.40
Ruggero G. Lombardi, Giovanni Gorgoglione
Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Polo Museale della Puglia
Archeologia cristiana a Canne: analisi stratigrafica degli edifici di culto

ore 11.00
pausa

ore 11.20
Marco Campese, Vincenzo Valenzano
Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università degli Studi di Foggia
Il castello

ore 11.40
Maurizio Triggiani
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Archeologia degli elevati: le mura della cittadella medievale

ore 12.00
Roberta Giuliani
Università degli Studi di Foggia
Il Corpus dell'Architettura Religiosa Europea (CARE) nella valle dell'Ofanto

ore 12.20
Roberto Goffredo
Università degli Studi di Foggia
Insediamenti e territorio nell’area ofantina tra Tarda Antichità e Medioevo

Pomeriggio

Presiede Jean-Marie Martin
CNRS France

ore 15.00
Pasquale Cordasco
Università degli Studi di Bari; Direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari
Fonti documentarie per la storia di Canne medievale

ore 15.20
Alessandro Di Muro
Università degli Studi della Basilicata
Il castrum Cannarum nel sistema militare territoriale

ore 15.40
Francesco Panarelli
Università degli Studi della Basilicata
Chiese e monasteri tra X e XII secolo

ore 16.00
pausa

ore 16.20
Francesco Violante
Università degli Studi di Foggia
Il territorio: produzione e scambi

ore 16.40
Victor Rivera Magos
Université de Caen Normandie
Da Canne a Barletta:“diaspora” e assimilazione di una élite militare

ore 17.00
Isabella Aurora
Biblioteca Apostolica Vaticana
Da Canne a Canne-Nazareth: la diocesi

ore 17.20
Luisa Derosa
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Per una “storia dell’arte” di Canne medievale: cosa rimane?

ore 17.40
Discussione

ore 18.00
Jean-Marie Martin
CNRS France
Conclusioni

Il convegno è inserito nel programma di studio del dottorato di ricerca in “Storia, cultura e saperi dell’Europa mediterranea dall’Antichità all’Età contemporanea” dell’Università degli Studi della Basilicata.

A coloro che ne faranno richiesta, verrà rilasciato un Attestato di partecipazione.

Organizzato da
Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi

a cura di
Francesco Panarelli, Ruggero Lombardi, Victor Rivera Magos


Roma: giornata di studio "1938 - 2018. La vergogna della razza"

1938 - 2018

La vergogna della razza

Memoria e rimozione

Un incontro alla Casa della Memoria e della Storia

per ricordare il drammatico periodo storico dalle leggi razziali alla Shoah

 

L’appuntamento ad ingresso libero di martedì 30 ottobre alle 17.00 alla Casa della Memoria e della Storia è una rievocazione corale della campagna antiebraica che  ha raggiunto, ottant'anni fa, il suo apice a partire dall'estate del 1938.

Un’iniziativa e giornata di studio voluta fortemente dalle Associazioni della Casa della Memoria e della Storia che hanno invitato storici, giornalisti, e testimoni per  raccontare insieme la vergogna della razza, tra memoria e rimozione

Sarà un'ampia narrazione, dalle leggi razziali alla Shoàh; dal racconto delle disposizioni antiebraiche alla netta affermazione della scienza che le razze umane non esistono, dalle memorie di chi dalla scuola era stato bruscamente allontanato alle testimonianze.

Testimonianze che riportano alla memoria ricordi dolorosi: il censimento dell'agosto del 1938 rivolto esclusivamente alla minoranza ebraica, che nonostante venisse rappresentata come un grave pericolo rappresentava solo l'1 per mille della popolazione; le coppie miste alle quali le leggi razziali impedivano di sposarsi, creando difficili situazioni per i figli che si sarebbero protratte nel tempo; la spinta all'emigrazione in modo da allontanarsi dal luogo di nascita diventato poco a poco ostile; i diari che permettono di approfondire l'ansia per un presente oscuro, le difficoltà del presente, la speranza di un futuro più sereno.  

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vino Pompei

Il vino pregiato di Pompei, apprezzato sin dall'antichità

Terminata la consueta vendemmia a Pompei, facciamo un salto indietro e parliamo della città antica e della sua produzione vinaria. La vendemmia infatti era una delle attività più remunerative dell’area vesuviana, terra fertile e famosa sin dall’antichità per le uve pregiate e particolarmente redditizie. Nell’economia della città, oltre al garum, uno dei prodotti largamente diffusi era proprio il vino. I vini prodotti dalle viti coltivate sotto le pendici del Vesuvio dove il terreno ricco di acido fosforico favoriva la qualità e l’abbondanza dei raccolti erano particolarmente pregiati e richiesti. Anche il naturalista Plinio il Vecchio, celebre vittima dell’eruzione del 79 d.C. e ammiraglio della flotta di Capo Miseno ricorda la bontà dei vini prodotti proprio a Pompei che raggiungevano il massimo del pregio nell’arco dei 10 anni, anche se risultavano particolarmente pesanti tanto da procurare terribili mal di testa per ore. Una tipologia di vite, denominata Murgentina perché proveniente dalla città di Morgantina in Sicilia, fu trapiantata a Pompei e da lì in poi ebbe uno sviluppo tale da mutare addirittura il nome in Pompeiana. Altra varietà di vite, denominata Holconia e poi diffusa anche in Etruria, prendeva il nome da un’importante famiglia, quella degli Holconi, celebri viticoltori di origine pompeiana  vissuti in età augustea. Anche la fortuna di un’altra celebre famiglia pompeiana, gli Eumachi, dipendeva in buona parte dalla coltivazione della vite oltre che dell’olivo.

Foto Parco Archeologico di Pompei

La tecnica della viticoltura era particolarmente articolata, così come la disposizione delle viti che, secondo Plinio il Vecchio, doveva seguire delle regole ben precise. I filari erano così sostenuti da pergole (vitis compluviata) e posti ad una distanza regolare a poco meno di un metro e mezzo l’una dall’altro. L’archeologia a Pompei, oltre a restituire meravigliose strutture edilizie, ha anche riportato alla luce, grazie agli studi condotti dal Laboratorio di ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei,  le radici di alcune vigne, consentendo così di ricostruire la disposizione interna dei filari antichi. Gli scavi hanno permesso inoltre di identificare piante di legumi, in genere fave, piantate tra le viti, non solo perché arricchivano il raccolto ma anche perché fornivano al terreno sali minerali. Dopo il raccolto e la pigiatura con i piedi, i grappoli venivano portati tramite ceste al torchio dove si cercava di ricavare, attraverso la spremitura con la pressa, una maggiore quantità di succo. Il prodotto veniva poi raccolto in un canaletto e condotto nella cella vinaria sottostante. Il liquido, alla fine del processo, si conservava in orci di terracotta che venivano disposti su file e in parte interrati per evitare che gli sbalzi di temperatura potessero danneggiarne la fermentazione.

Ricostruzione di Torcularium. Foto Parco Archeologico di Pompei

Il commercio del vino prodotto andava ben oltre i confini della Campania. Trasportato in anfore, dotate di una parte terminale appuntita per facilitare l’inserimento nelle stive delle navi a file alternate,  il vino di Pompei è arrivato sulle tavole della Gallia Narbonense e dell’Africa settentrionale. Grazie proprio all’analisi dei bolli impressi sulle anfore, nel corso degli anni, è stato possibile ricostruire il commercio del vino. I prodotti agricoli dell’ager pompeianus erano diffusi  grazie ai rapporti d’affari tra viticoltori e negotiatores, i grandi commercianti, che portavano i loro traffici in tutto il bacino del Mediterraneo e ben oltre i confini nord italici. Bolli di viticoltori pompeiani sono stati rintracciati su anfore da trasporto in Gallia meridionale; famoso il caso- studio di Porcio, forse il M. Porcio ricordato da alcune iscrizioni per essere stato uno dei finanziatori per la costruzione dell’Anfiteatro di Pompei e dell’Odeion e grande affarista. Il commercio del vino di Porcio aveva addirittura un percorso molto interessante perché dalla Campania arrivava a Narbonne per poi giungere a Toulose e infine a Bordeaux. Il vino prodotto dagli Eumachi, della cui famiglia faceva parte anche la sacerdotessa Eumachia, arrivava invece sulle coste dell’Africa e in particolare a Cartagine dove sono stati ritrovati anche numerosi bolli anforari della famiglia che, oltre a produrre vino, era famosa anche per la fabbricazione di anfore da trasporto, attività nella quale era impegnata un’altra famosa famiglia pompeiana, quella dei Lassi.

Vigneti presso l'Anfiteatro. Foto Parco Archeologico di Pompei

Università La Sapienza Roma

Università La Sapienza a Roma: eventi dal 29 al 31 ottobre

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Contemporaneamente Roma 2018: appuntamenti dal 26 ottobre al 1 novembre

Contemporaneamente Roma 2018

Arte, cinema, teatro, danza, esplorazioni urbane

Appuntamenti dal 26 ottobre al 1 novembre

Roma, 25 ottobre 2018 – Al via una nuova settimana di Contemporaneamente Roma 2018, manifestazione dedicata alla produzione culturale contemporanea, che propone numerosi appuntamenti di arte, cinema, teatro, danza, fotografia ed esplorazioni urbane, con diverse iniziative presentate dalle istituzioni cittadine e dagli operatori culturali selezionati attraverso l’Avviso Pubblico di Roma Capitale. Contemporaneamente Roma 2018 è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale ed è realizzata in collaborazione conSIAE e con i principali enti e istituzioni culturali della città. Le attività di comunicazione sono realizzate con il supporto di Zètema Progetto Cultura.

Il programma completo e gli aggiornamenti su tutte le manifestazioni in programma sono consultabili sul sitowww.contemporaneamenteroma.it e sull’account social CulturaaRoma su Facebook, Twitter e Instagram o telefonando al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). L’hashtag ufficiale della rassegna è#contemporaneamenteroma.

Tra gli appuntamenti dal 26 ottobre al 1 novembre, si segnala mercoledì 31 ottobre la mostra Interni Romani, del pittore cinese Lu Song, a cura di Ludovico Pratesi, che aprirà al pubblico nella sede espositiva del Mattatoio a Testaccio. L’artista presenta una serie di dipinti recenti di grande dimensione, abbinati ad alcune opere realizzate per l’occasione e dedicate a Roma, che suggeriscono al visitatore un’immersione nell’atmosfera fiabesca della scena, dove si uniscono tradizione e contemporaneità, passato e presente.

Dal 31 ottobre al 4 novembre prende il via nei Giardini di Largo Ravizza a Monteverde il progetto multimedialeNew Roma Imago Urbis, a cura di Cinema Mundi Cooperativa Onlus, che con incontri, perfomance e concerti coinvolgerà attivamente i cittadini in un percorso partecipativo che li porterà a realizzare alcuni cortometraggi.Mercoledì 31 ottobre e giovedì 1 novembre il format prevede alle 16 la presentazione del tema della giornata, seguito alle 17 da unaperformance teatrale-artistica e dalle 18 alle 20 da incontri con gli ospiti della giornata. Alle 21 concerto ed effetti sonori/video e alle 22 una performance teatrale-artistica.

Si avvia a conclusione la XIII edizione della Festa del Cinema di Roma a cura della Fondazione Cinema per Roma, che sabato 27 ottobre alle 18.30 come ultimo appuntamento selezionato per Contemporaneamente propone al MAXXI l’incontro con la fotografa e videoartista iraniana Shirin Neshat, premiata alla Biennale di Venezia del 1999. Neshat incontrerà il pubblico raccontando anche la sua esperienza cinematografica con particolare riferimento al suo film d’esordio Donne senza uomini, opera tratta dal romanzo omonimo di Shahrnush Parsipur, con cui si è aggiudicata il Leone d’argento per la miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia 2009. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Venerdì 26 ottobre al Nuovo Cinema Aquila e poi sabato 27 e domenica 28 ottobre al Cinema Odeon Multiscreen, verranno proiettati, ad ingresso libero, tutti i cortometraggi realizzati dai giovani filmakers nell’ambito del contest internazionale The 48 Hour Film Project organizzato dall’Associazione Culturale Le Bestevem. La serata di premiazione del contest è prevista domenica 28 ottobre dalle 21.30 in poi al Teatro Brancaccio di via Merulana (capienza del teatro 1300 persone). Maggiori info sul sitohttps://www.48hourfilm.com/it/rome-it

Ultimi due giorni di eventi, venerdì 26 e sabato 27 ottobre, per la terza edizione di Rome Art Week, la rassegna annuale promossa da KOU Associazione Culturale e dedicata all’arte contemporanea della città di Roma, che vede aperti al pubblico con inaugurazioni, mostre e incontri, oltre 154 tra gallerie d’arte, accademie e istituti culturali italiani e stranieri.

Chiude venerdì 26 ottobre al Mattatoio di Testaccio l’esposizione Photo IILA che celebra i 10 anni del Premio IILA Fotografia rilasciato da IILA – Organizzazione internazionale Italo-latino americana con una selezione dei progetti delle edizioni precedenti e i lavori realizzati a Roma dai vincitori degli anni passati.

Prorogata invece al 4 novembre nella Sala Santa Rita, l’installazione dell’opera site specific Linee e Punti No. 1 dell’artista tedesco Robert Henke, pensata appositamente per questo spazio espositivo nell’ambito delRomaEuropa Festival 2018.

Alcune manifestazioni sono nella fase preparatoria costituita da laboratori o call aperte ed inaugureranno al pubblico nelle prossime settimane. Tra queste Dominio Pubblico: Millennials A(r)T Work dell’Associazione Culturale Dominio Pubblico rivolta a ragazzi under 25, impegnati, per tutto ottobre e novembre, nella raccolta di video-interviste e fotografie nei quartieri Marconi, Trullo e Corviale. Per partecipare è aperta una call fino all’8 dicembre sul sito dominiopubblicoteatro.it

Prosegue infine anche la fase di preparazione della rassegna Oscillazioni, a cura dell’Associazione Culturale Il Triangolo Scaleno, il cui programma di danza, teatro e musica è inserito all’interno della 12^ edizione di Teatri di Vetro festival delle arti sceniche contemporaneeFino al 4 novembre ci si può candidare all’Open Call on-line rivolta alla selezione di dieci cittadini/amatori per la performance Lo Spazio Delle Relazioni della compagnia Sonenalé e del coreografo Riccardo Fusiello che verrà realizzato il 10 novembre al Teatro del Lido di Ostia. Info https://www.facebook.com/events/257304598311348/

 

PROGRAMMA 26 OTTOBRE – 1 NOVEMBRE

 

 

ESPLORAZIONI E PERCORSI URBANI

Entra nel vivo il progetto Alla Fine della Città. Narrazioni, viandanze e immagini nelle periferie, a cura dell’Associazione Culturale Ti con Zero. Un modo per conoscere Roma più lentamente, più profondamente, guardandola con gli occhi di un urbanista, di una scrittrice, di un attore, di un fotografo, lungo un itinerario che parte dal centro e camminando o pedalando arriva al mare, attraversando i Municipi VIII, IX e X. Sabato 27 ottobre in programma la prima pedalata, a cura dell’associazione Fiab-RuotaLibera, con partenza alle 9.15 dalla Stazione Termini e arrivo alle 16.30 al Museo delle Civiltà all’Eur, passando da piazza Bologna, Foro Italico, Stadio dei Marmi, Prati e Garbatella. Un itinerario di luoghi e immagini, che ha come tema l’architettura razionalista a Roma fra il 1920 e il 1940. Conducono Alessandra Grusovin e Roberto Cavallini. La pedalata percorrerà 38 km (25 km di mattina, 13 km di pomeriggio) per una durata di 7 ore. Previsto pranzo al sacco con sosta pranzo alle 13 circa in zona Ostiense, vicino Eataly. Domenica 28 ottobre in programma una seconda pedalata, a cura dell’associazione  VediRomaInBici,con partenza alle 9.15 da largo Corrado Ricci per percorrere poi la via Ostiense. Conduce Piero Tucci. Si passa dai resti di archeologia industriale (il gazometro e la Centrale Montemartini) a quartieri popolari costruiti negli anni Venti (la Garbatella), aquartieri popolari degli anni Sessanta (Valco San Paolo). Preziose testimonianze del mondo classico e cristiano: la Basilica di San Paolo, Porta San Paolo con la Piramide, fino ai forti militari che circondano la città, costruiti per difendere la giovane capitale dello stato unitario subito dopo la presa di Porta Pia. Verranno percorsi 20 km per una durata di 4 ore. Pausa caffè a metà del percorso (Basilica San Paolo).

Al Museo delle Civiltà all’Eur è ancora visitabile fino al 17 novembre l’installazione artistica Periscopi, con fotografie di Giovanni De Angelis, il reportage in mp3 di Carola Susani ed il libro installazione di Fernanda Pessolano. Periscopi tratta l'attualità, è un viaggio caleidoscopico nelle periferie metropolitane, uno sguardo sulla vita quotidiana (da martedì a domenica ore 8-19).        

Prosegue per tutto ottobre e novembre il percorso di formazione Dominio Pubblico: Millennials A(r)T Work organizzato dall’Associazione Culturale Dominio Pubblico e rivolto a ragazzi under 25, che – attraverso una call aperta fino all’8 dicembre – costituiranno un teamwork che affiancherà un gruppo di street artist nella produzione artistica di un progetto urbano volto a raccontare la storia dei quartieri Marconi, Trullo e Corviale attraverso video-interviste, creazioni artistiche e materiale fotografico. La documentazione raccolta tra ottobre e novembre verrà presentata nell’evento pubblico Open MA(r)T in programma dal 6 all’8 dicembre al Teatro India e nei quartieri coinvolti. Info www.dominiopubblicoteatro.it

Dal 31 ottobre al 4 novembre si svolge nei Giardini di Largo Ravizza a Monteverde il progetto multimediale New Roma Imago Urbis, a cura di Cinema Mundi Cooperativa Onlus, che coinvolgerà attivamente i cittadini con incontri, le perfomance di Desiderè Giorgetti e Giulio Mezza, i concerti di Marcello Fraioli, effetti sonori e video, in un percorso partecipativo che li porterà a realizzare alcuni cortometraggi. Mercoledì 31 ottobre alle 16 presentazione del tema della giornata: Genius Loci - Natura e Mito: il principio Giano Bifronte e le querce del Gianicolo, il Tevere, i Colli Sacri. Segue alle 17 una performance teatrale-artistica. Dalle 18 alle 20incontri con gli ospiti della giornata. Alle 21 concerto/effetti sonori/video. Alle 22 performance teatrale-artistica. Giovedì 1 novembre alle 16 presentazione del tema della giornata: Gli Spettacoli, l’Immortalità, il Mito, le Gesta, l’Immagine, i Volti. Alle 17performance teatrale-artistica e dalle 18 alle 20 incontri con gli ospiti della giornata. Segue alle 21 il concerto/effetti sonori/video e alle 22 performance teatrale-artistica.

In corso la fase di preparazione della seconda edizione di HER: She Loves S. Lorenzo, il primo festival di quartiere dedicato all’arte, ai dati e alla cultura dei dati, promosso dal centro di ricerca HER - Human Ecosystems Relazioni e che si svolgerà dal 3 novembre al 21 dicembre, in diverse location del quartiere San Lorenzo. Scopo della manifestazione stimolare le connessioni fra gli attori del quartiere di San Lorenzo, creando network e cortocircuiti fra mondi diversi, e attraverso workshop, talk, seminari e performance far comprendere la complessità dei dati nel mondo contemporaneo attraverso i linguaggi dell’arte. Attive sul sito web del festival due call: la call for Art&Data beloved project (aperta fino al 16 novembre) intende promuovere e diffondere le forme artistiche che esplorano dati, algoritmi, e il dominio della computazione (intelligenza artificiale, algoritmi), per come intervengono nella cultura e nel vissuto quotidiano delle persone. La call for Art&Data lovers (aperta fino al 20 novembre) è invece rivolta a tutti gli esercizi commerciali del quartiere, per invitarli a ospitare un evento e/o opera, rendendola accessibile al pubblico per la durata dell’iniziativa e diventare così i Lover del festival. Maggiori Info sul sito https://www.he-r.it/her-she-loves-san-lorenzo-winter-2018-calls/

DANZA

 

Per la rassegna Oscillazioni, a cura dell’Associazione Culturale Il Triangolo Scaleno, il cui programma di danza, teatro e musica è inserito all’interno della 12^ edizione di Teatri di Vetro festival delle arti sceniche contemporanee, prosegue intanto la fase di preparazione e costruzione dei formati performativi e degli spettacoli. C’è tempo fino al 4 novembre per candidarsi all’Open Call on-line rivolta alla selezione di dieci cittadini/amatori per la performance Lo Spazio Delle Relazioni della compagnia Sonenalé e del coreografo Riccardo Fusiello. Lo stage intensivo del coreografo previsto con i dieci selezionati sarà realizzato il 10 novembre al Teatro del Lido di Ostia. Tutte le info alla pagina https://www.facebook.com/events/257304598311348/ e su https://teatridivetro.it/news/call-lo-spazio-delle-relazioni/

 

TEATRO

 

Dal 30 ottobre al 19 dicembre PAV snc di Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione presenta Fabulamundi Playwriting Europe: Beyond borders? un progetto per la promozione e il sostegno della drammaturgia contemporanea  realizzato con la cooperazione di teatri, festival e organizzazioni culturali provenienti da 17 Paesi europei. Coinvolti nella programmazione, che prevede laboratori, spettacoli teatrali e una residenza artistica, il Teatro India, il Teatro Biblioteca Quarticciolo e l’Università La Sapienza. A condurre i laboratori e ad animare le scene, registi, attori, giornalisti e formatori. I laboratori si concluderanno con alcune rappresentazioni aperte al pubblico e previste a novembre e dicembre. Info su www.pav-it.eu

Nell’ambito della XVII edizione di TREND nuove frontiere della scena britannica, l’unica rassegna in Italia interamente dedicata alla drammaturgia inglese, al Teatro Belli venerdì 26 e sabato 27 ottobre alle 21 ultime due repliche dello spettacolo My Brilliant Divorce di Geraldine Aron, con Francesca Bianco, regia Carlo Emilio Lerici. Angela è una donna di mezza età. Suo marito Max l’ha lasciata per una giovane amante. La figlia si è trasferita in un'altra città. Rimasta sola, in compagnia del suo cane Dexter, Angela deve imparare a fare i conti con la sua nuova condizione di “single involontaria”. Dal 29 ottobre al 1 novembre ogni sera alle 21 va in scena lo spettacolo Ivan & The Dogs di Hattie Naylor, con Lorenzo Lavia e la regia di Massimiliano Farau. Siamo nella Russia povera degli anni Novanta, la gente è così povera che i genitori cominciano ad abbandonare chi in casa mangia o ha bisogno di cure. I primi a essere abbandonati sono i cani, poi i bambini. E’ lo stesso destino che tocca al piccolo Ivan che deve affrontare il difficile mondo della strada insieme a un cane bianco, suo inseparabile compagno.

Per il “Ciclo proiezioni Digital Theatre”, in lingua originale senza sottotitoli ad ingresso gratuito, venerdì 26 ottobre viene proiettato Parlour Song di Jez Butterworth, mentre sabato 27 ottobre è la volta di A Disappearing Number di Simon McBurney. Inizio proiezioni alle 18.

 

CINEMA

Si avvia a conclusione la XIII edizione della Festa del Cinema di Roma a cura della Fondazione Cinema per Roma. Tra gli ultimi eventi selezionati per il programma di Contemporaneamente Roma la kermesse romana proporrà in collaborazione con Videocittà l’Incontro ravvicinato con Shirin Neshat. Sabato 27 ottobre alle ore 18.30 la fotografa e videoartista iraniana, premiata alla Biennale di Venezia del 1999, dialogherà con il pubblico del MAXXI raccontando anche la sua esperienza cinematografica con particolare riferimento al suo film d’esordio Donne senza uomini, opera tratta dal romanzo omonimo di Shahrnush Parsipur, con cui la Neshat si è aggiudicata il Leone d’argento per la miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia 2009. Nel corso degli anni, l’artista si è imposta grazie alla sua capacità di descrivere le complesse condizioni sociali all’interno della cultura islamica, rivolgendo uno sguardo particolare al ruolo della donna. Nell’ambito della Festa in città, continuerà fino al 17 novembre, invece, la mostra La prigioniera di Marina Sagona allestita nella Fondaco Gallery di via della Frezza. Attraverso una serie di disegni e sculture e anche con un’opera sonora, l’artista racconterà i tormenti e la claustrofobia dei rapporti sbagliati.

 

Entra nella fase conclusiva la XII edizione del contest internazionale The 48 Hour Film Project, organizzato dall’Associazione Culturale Le Bestevem, che ha visto giovani filmaker sfidarsi nella realizzazione di un cortometraggio di 7 minuti in sole 48 ore. Tutti i cortometraggi prodotti vengono proiettati venerdì 26 ottobre dalle 19.30 alle 23, al Nuovo Cinema Aquila, e sabato 27 e domenica 28 ottobre dalle 11 alle 15 al Cinema Odeon Multiscreen. Le proiezioni sono gratuite e aperte a tutti. Domenica 28 ottobre dalle 21.30 in poi Serata di premiazione al Teatro Brancaccio di via Merulana (capienza 1300 persone). Maggiori info sul sito  https://www.48hourfilm.com/it/rome-it.

Prosegue fino al 9 novembre, nella Galleria Monte Santo, a pochi passi da Piazza Mazzini, la mostra Michelangelo Antonioni: raccontare l’incomunicabilità, dedicata al maestro ferrarese e organizzata da A.E.A. srl. L’esposizione, costituita da pannelli di grande formato relativi ad alcuni film del grande regista (Deserto RossoL’AvventuraLa NotteL’Eclisse), si pone l’obiettivo della divulgazione di tematiche culturali e sociali direttamente trasmesse dalla sua ineguagliabile filmografia. Tematiche che vengono affrontate in una serie di incontri-dibattiti come quello di sabato 27 ottobre alle ore 11 tenuto dalla dottoressa Alexia Di Filippo e dedicato all’incomunicabilità nel rapporto uomo/donna, all’alienazione del rapporto, le nevrosi e le patologie comportamentali. La mostra è visitabile da lunedì a sabato ore 9.30-19.30 a ingresso gratuito.

 

ARTE

 

Ancora in corso per altri due giorni, venerdì 26 e sabato 27 ottobre, la terza edizione di Rome Art Week, la rassegna annuale promossa da KOU Associazione Culturale, che presenta al pubblico una panoramica della proposta di arte contemporanea della città di Roma attraverso eventi gratuiti in spazi espositivi, open studio di artisti professionisti e progetti culturali. Vi partecipano 154 tra gallerie d’arte, Fondazioni, Istituti di cultura e Accademie, aprendo le loro porte alle inaugurazioni, ai finissages, ai talk e alla promozione di artisti attraverso numerosi eventi. Per guidare il pubblico nella moltitudine di eventi fruibili, noti critici, curatori e operatori del settore forniranno il loro punto di vista sui partecipanti e sugli eventi delineando percorsi omogenei ed evidenziando le eccellenze della manifestazione. In programma visite guidate gratuite durante tutto l’arco della manifestazione in orari e percorsi differenti che attraversano tutta la città anche con appuntamenti serali. Schede dei partecipanti, calendario degli appuntamenti giornalieri, visite guidate e mappa interattiva sul sito web  www.romeartweek.com.

Il padiglione 9A del Mattatoio di Testaccio, dal 31 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019, ospiterà la mostra Lu Song. Interni Romani, prima mostra in Europa del pittore cinese Lu Song (Pechino, 1982), curata da Ludovico Pratesi. La pittura dell’artista, di matrice figurativa, si ispira ad un’analisi attenta e puntuale della storia dell’arte europea, con una particolare attenzione al paesaggio, colto  in maniera surreale e fantastica, quasi evocativa. Tele di grandi dimensioni riprendono tematiche presenti della pittura romantica tedesca, da Gaspar David Friedrich ad Arnold Bocklin, che ha vissuto a Roma e ha intrepretato con una sensibilità nordica le suggestioni del mondo classico romano. Lu Song si ricollega a questa tradizione e presenta al Mattatoio  una serie di dipinti recenti, abbinati ad alcune opere realizzate per l’occasione e dedicate a Roma, con colori bronzei e quasi metallici, che suggeriscono al visitatore un’immersione nell’atmosfera fiabesca della scena, dove si uniscono tradizione e contemporaneità, passato e presente. La mostra sarà visitabile da martedì a domenica ore 14-20.

Prorogata al 4 novembre, nella Sala Santa Rita, l’installazione dell’opera site specific Linee e Punti No. 1 di Robert Henke, artista, musicista e ingegnere informatico tedesco, realizzata nell’ambito del RomaEuropa Festival 2018 e pensata appositamente per lo spazio di via Montanara. Henke ha creato un vero e proprio dialogo tra l’architettura e un organismo elettronico animato dai laser e dal suono. Fasci di luce accarezzano le pareti, punti e griglie saltano sul pavimento e cercano di comprendere, in una danza algoritmica senza fine, i meccanismi che rendono vivo lo spazio (visitabile ad ingresso libero da martedì a giovedì ore 16-20; venerdì e sabato ore 16-23; domenica ore 11-19).

Palazzo delle Esposizioni fino al 20 gennaio 2019 è allestita la mostra Pixar 30 anni di animazione, curata da Elyse Klaidman e da Maria Grazia Mattei per l'edizione italiana. Con oltre 400 opere tra disegni, sculture, bozzetti, collage e storyboard, e una ricchissima selezione di materiali video, l’esposizione è un vero e proprio viaggio negli Studios e nell'universo creativo della Pixar. Fino al 6 gennaio 2019 invece è in corso la rassegna Giappone a colori, con due mostre a ingresso libero: al Bookstore è allestitaNihon no Ehon – Libri dal Giappone, a cura di Yukiko Hiromatsu e Yasuko Doi, che presenta una selezione di 50 libri illustrati per bambini pubblicati negli ultimi cinque anni. La mostra è organizzata dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dal Japanese Board on Books for Young People (JBBY) in occasione del 150esimo anniversario di relazione diplomatica tra l’Italia e il Giappone. Nello spazio Forum sono invece esposte le tavole originali del libro Mukashi Mukashi. C’era una volta in Giappone nato dalla collaborazione tra Fondazione Štěpan Zavřel e Franco Cosimo Panini in occasione della 35esima edizione della mostra “Le immagini della fantasia a Sarmede”. Illustratori giapponesi - Susumu Fujimoto, Kotimi, Junko Nakamura e Satoe Tone – e italiani - Mara Cozzolino, Philip Giordano, Simone Rea e Valeria Petrone - sono stati chiamati a dare forma alle più belle fiabe della tradizione nipponica, riscritte dalla penna di Giusi Quarenghi. Una serie di eventi speciali, incontri e presentazioni arricchiscono la rassegna. Tutte le mostre in corso sono visitabili domenica, martedì, mercoledì e giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22.30.

Molte sono le iniziative a ingresso gratuito proposte dal Macro Asilo in via Nizza, tra le quali venerdì 26 ottobre alle 16 la lectio magistralis La bellezza nascosta con Valerio Jalongo. A seguire proiezione del film Il senso della bellezza di Valerio Jalongo. Sabato 27 ottobre alle 10 conferenza La città, la Televisione. Quattro cataloghi per un libro con Mario Sasso. Alle 16 performance di Luca Rossi e alle 20 performance di Mike Watson. Domenica 28 ottobre alle 11 performance di Claudio Jankowski e alle 16performance di Sabina Meyer Segue alle 17 l’incontro con Luca Rossi. Martedì 30 ottobre alle 16 performance di Lydia Predominato e alle 18 performance elettronica di Piero Mottola. Giovedì 1 novembre alle 18 in programma Female Touch. Il tocco femminile nel cinema (III Edizione), proiezioni e incontri con le professioniste del cinema. Una produzione Blue Desk a cura di Floriana Pinto.

 

FOTOGRAFIA

 

Chiude venerdì 26 ottobre nel Padiglione B del Mattatoio di Testaccio la mostra Photo IILA, dedicata ai 10 anni del Premio IILA Fotografia rilasciato da IILA – Organizzazione internazionale Italo-latino americana con una selezione dei progetti delle edizioni precedenti e i lavori realizzati a Roma dai vincitori degli anni passati (visitabile ore 14-20).

In corso alle Officine Fotografiche all’Ostiense la mostra fotografica Resolution 808 – Inside the Yugoslavia Tribunal curata da Pinup srl per il Festival della Diplomazia. Un percorso fotogiornalistico di Martino Lombezzi, Jorie Horsthuis con la curatela di Daria Scolamacchia che racconta l’esperienza pionieristica del Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia (ICTY) istituito nel 1993 con la risoluzione 808 del Consiglio di sicurezza dell'ONU (visitabile fino al 9 novembre da lunedì a venerdì ore 10.00-13.30 / 15.30 – 19.30).

In corso al Museo di Roma in Trastevere la mostra Lisetta Carmi, la bellezza della veritàprima mostra pubblica a Roma dedicata alla fotografa, nata a Genova nel 1924, e al suo lavoro ventennale, realizzato tra gli anni Sessanta e Settanta in Italia e in giro per il mondo in Paesi come Israele, Afghanistan, India e America Latina. Esposti oltre 170 scatti con opere conosciute e inediti presentati per l’occasione (visitabile fino al 3 marzo 2019 da martedì a domenica ore 10-20; la biglietteria chiude alle 19).

INFO PER IL PUBBLICO

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Testo e immagini da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


“Fantasmi a Pompei”: dal 31 ottobre, la mostra di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla al MANN

“Fantasmi a Pompei”: dal 31 ottobre, la mostra di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla al MANN

Nelle Sezioni Affreschi e Mosaici, 41 creazioni fotografiche incontrano il passato

In una città antica deserta e bellissima, si muovono figure misteriose: sono i “Fantasmi a Pompei”, che Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla raccontano con quarantuno scatti, in esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 31 ottobre 2018 (vernissage alle 17) all’8 gennaio 2019.

I due fotografi intraprendono il proprio percorso creativo perdendosi nelle strade dell’antica Pompei e fissando, con l’obiettivo, scorci di rovine e paesaggi all’ombra del Vesuvio: pochissime le presenze umane, come se la città fosse sospesa nel tempo, immune dal flusso turistico che ne caratterizza la dimensione quotidiana alle soglie del terzo millennio.

Il momento successivo della ricerca è offerto dallo studio degli affreschi e dei mosaici del MANN: nelle sale dell’Archeologico, gli scatti si concentrano, piuttosto, sui personaggi, sugli uomini e le donne che popolarono la creatività degli artisti di un tempo.

Le tecnologie digitali fanno il resto: le raffigurazioni pittoriche e le decorazioni musive vengono ritagliate e rese evanescenti, in modo da risultare sovrapposte e sospese nel magico scenario di Pompei.

“Abbiamo immaginato di chiudere gli occhi lasciandoci trasportare dalla fantasia; abbiamo passeggiato per le antiche strade, accompagnati da una misteriosa melodia e dagli spettri che tornavano nella propria dimora”, commentano Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla, ripercorrendo l’iter che li ha condotti alla realizzazione della mostra “Fantasmi a Pompei”.

Così, grazie al fotomontaggio, una giovane donna, mentre allatta il suo bambino, è protetta dallo sguardo lontano, eppur presente, di una mamma d’un tempo; una ragazza fuoriesce da un antico dipinto per accarezzare un cagnolino; alcune magiche figure femminili fluttuano in un cielo nuvoloso che racchiude, come appesantito da una moderna eruzione, le colonne ed i tetti di Pompei.

“Allestendo Fantasmi a Pompei, abbiamo accostato le creazioni fotografiche di Dario Assisi e Riccardo Cipolla ad alcune opere della sezione mosaici ed affreschi: in tal modo, l’incontro tra passato e presente produce suggestioni immediatamente percepibili agli occhi di un visitatore che sceglie un approccio emozionale all’opera d’arte”, afferma il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

 


“...ma poi, che cos’è un nome?” Una mostra racconta il censimento degli ebrei a Milano nel 1938

Milano è Memoria

“...ma poi, che cos’è un nome?”, una mostra racconta il censimento degli ebrei a Milano nel 1938

In Triennale fino al 18 novembre. Cocco: “Un’importante testimonianza storica a disposizione di tutti grazie alla digitalizzazione”

Milano, 23 ottobre 2018 – In occasione dell’80esimo anniversario delle Leggi antiebraiche, è stata inaugurata oggi alla Triennale di Milano la mostra “…ma poi, che cos’è un nome?” dedicata al censimento degli ebrei a Milano nell’agosto 1938.

Realizzata nell’ambito delle iniziative di “Milano è Memoria” del Comune di Milano, la mostra è promossa da Comune di Milano – Assessorato alla Trasformazione digitale e Servizi civici e realizzata da Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC in collaborazione con Università degli Studi di Milano e Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e grazie a Easynet, che ha fornito i dispositivi informatici.

Allestita nell’atrio centrale del Palazzo della Triennale in forma di una monumentale installazione, la mostra racconta in modo originale le 10.591 biografie delle persone censite a Milano il 22 agosto 1938, private poi dei loro diritti di cittadini con i provvedimenti antiebraici del 17 novembre 1938. I “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”, infatti, misero gli ebrei al bando dalla vita pubblica del Paese imponendo il loro allontanamento dai posti di lavoro, dalle scuole, da qualsiasi ente, associazione o circolo, pubblico o privato, culturale o ricreativo e l’annullamento di ogni diritto acquisito fino alla cancellazione delle identità.

L’esposizione è stata inaugurata oggi dall’assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici Roberta Cocco, insieme alla senatrice a vita Liliana Segre, il presidente di Triennale Stefano Boeri, il presidente di Fondazione CDEC Giorgio Sacerdoti e il prorettore dell’Università statale di Milano, Marilisa D’Amico.

“Questa mostra è il risultato di un lavoro storico eccellente – ha commentato l’assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici Roberta Cocco – che ha visto la stretta collaborazione tra la Cittadella degli Archivi e il Dipartimento di Storia dell’Università Statale, ma è anche la dimostrazione di come la tecnologia possa aiutarci oggi a comprendere e interpretare i grandi eventi del passato. Grazie all’importante processo di digitalizzazione compiuto sui documenti del censimento, potremo preservare queste importanti testimonianze dall’usura del tempo”.

“La Fondazione CDEC, come principale istituto ebraico milanese e nazionale per la storia della Shoah in Italia è stato uno dei promotori di questa mostra – ha dichiarato il direttore di Fondazione CDEC, Gadi Luzzatto Voghera –. Si tratta per noi di un evento importante per la ricorrenza, l’80esimo anniversario dell’emanazione delle leggi che colpirono gli ebrei di tutta Italia, e perché ospitato in un luogo, centrale per la vita culturale della nostra città, quale è la Triennale. Il fatto che la mostra sia stata realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi e con il Comune di Milano - sia come Cittadella degli Archivi, sia come ‘Milano è Memoria’ - amplifica ulteriormente il valore di questo evento. Come Fondazione CDEC siamo lieti che da questa occasione sia nata la possibilità di condividere le informazioni sul censimento, ampliare il patrimonio di conoscenza sulla persecuzione degli ebrei a Milano e così avviare nuovi filoni di ricerca e studio”.

La mostra nasce dalla ricerca dello storico Emanuele Edallo del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e dalla collaborazione con Laura Brazzo e Daniela Scala dell’Archivio della Fondazione CDEC.

La documentazione sul censimento, su cui si è basata la ricerca storica e ora la mostra, è stata rinvenuta nel 2007 nei depositi del Comune di Milano ed è conservata oggi presso la Cittadella degli Archivi.

Gli esiti della ricerca vengono resi pubblici per la prima volta con questa mostra permettendo di ricostruire, come in una mappa, la fisionomia dell’ebraismo milanese del 1938: i nomi, le provenienze, le professioni. Con le informazioni provenienti dalla decennale ricerca della Fondazione CDEC sulle vittime della Shoah in Italia, è stato possibile ricostruire anche il destino di queste persone dopo l’8 settembre 1943: chi fu arrestato e deportato e chi invece riuscì a salvarsi.

La narrazione visuale delle oltre diecimila micro-illustrazioni biografiche costituisce l’anima della mostra ed è opera della graphic designer Giorgia Lupi e del suo studio Accurat di Milano. Con questa opera vengono restituiti i dettagli della ricerca storica in una rappresentazione d’insieme di forte impatto visivo ed emotivo che s’integra alla struttura allestitiva progettata dagli architetti Annalisa de Curtis e Guido Morpurgo dello studio Morpurgo de Curtis ArchitettiAssociati, che riproduce l’effetto della “cesura” nelle vite come nella storia.

All’interno della mostra è possibile consultare l’applicazione digitale realizzata dall’Unità SIT Centrale e Toponomastica del Comune di Milano che permette la navigazione e la ricerca dei dati essenziali del censimento sulla mappa della Milano del 1938.

I documenti dell’archivio del censimento sono proposti in formato digitale mentre alcuni significativi esemplari sono esposti in originale. Il supporto digitale è utilizzato anche per presentare una galleria di ritratti fotografici provenienti dall’archivio CDEC, accompagnati da brevi profili biografici.

La mostra rimarrà aperta al pubblico sino al 18 novembre 2018. Ingresso libero.

Come da Comune di Milano.


Firenze: iniziati i lavori in vista della realizzazione del Museo delle Carrozze

FIRENZE - INIZIATI I LAVORI DI SGOMBERO IN VISTA DELLA REALIZZAZIONE DEL MUSEO DELLE CARROZZE

Il Bastione settentrionale di Palazzo Pitti è la grande struttura sotto il teatro del Rondò di Bacco le cui grandi pietre di rivestimento sono state pulite e consolidate solo pochi mesi fa, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale. Al suo interno, si trovano ambienti enormi, coperti a volta, maestosi: sono le ex stalle lorenesi, destinate ad ospitare il futuro Museo delle Carrozze di Palazzo Pitti. Dopo la partenza dei Lorena nel 1859, nel periodo di Firenze capitale, tra il 1865 e il 1870, per le Scuderie Reali fu costruito un edificio nuovo dalle parti di Porta Romana, e gli spazi sotto il Rondò di Bacco diventarono a poco a poco un magazzino di roba inservibile e difficile da eliminare, che si è accumulata al punto da renderne lo smaltimento un’impresa lunghissima ed eroica da parte dei funzionari e degli addetti.
Già adesso che le operazioni sono iniziate da una settimana, tuttavia, si intuisce come questi ambienti maestosi, e le opere che vi saranno esposte, diventeranno un’ulteriore fantastica attrattiva del sistema museale delle Gallerie degli Uffizi.


“Sono spazi bellissimi - dichiara il direttore Eike Schmidt –che offriranno ai visitatori l’opportunità di apprezzare un nuovo straordinario museo dedicato alla collezione di carrozze storiche delle Gallerie, nel quale saranno collocate anche opere d’arte prestigiose collegate all’argomento, come il fastoso Corteo del carro carnevalesco del principe Giovan Battista Borghese per la mascherata del giovedì grasso del 1664 di Johann Paul Schor, acquistato all’ultima Biennale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini”.
Alessandra Griffo, curatrice della collezione degli arazzi, degli appartamenti imperiali e reali di Palazzo Pitti, curatrice della pittura del settecento, e responsabile del futuro Museo delle Carrozze è impegnata a guidare questa prima fase, molto complessa, di lavoro: “Qui si trova di tutto – dice – dai reperti strettamente collegati alle carrozze ai materiali dismessi del teatro del Rondò di Bacco che visse il suo momento di prestigio nel panorama cittadino tra il 1975 e i primi anni ‘80, dai materiali accumulati anche da chi abitava negli appartamenti afferenti al complesso di Pitti ai reperti lapidei, la cui natura ed origine sono ancora incerte, e che verranno ora spostati in ambienti più idonei per la loro conservazione e catalogazione”.
Una volta conclusi i lavori di ristrutturazione e restauro che si prevede possano durare un paio di anni, l’ingresso al nuovo museo sarà da piazza Carlo Levi, la piazzetta, a sinistra del Rondò di Bacco guardando il Palazzo, dedicata, la scorsa primavera, al pittore e autore di “Cristo si è fermato ad Eboli”, scritto proprio in una casa prospiciente Piazza Pitti e pubblicato nel 1945.
Le Scuderie di Palazzo furono realizzate verso la fine del ‘700 dai Granduchi della casata Asburgo-Lorena che volevano una serie di ambienti adatti ad ospitare le carrozze della casa granducale ed i relativi cavalli, per i quali furono approntati degli eleganti stalli che già da soli riescono ad evocare i fasti raggiunti dall’equitazione Lorenese.

Firenze, 24 ottobre 2018

fonte dati:
Opera Laboratori Fiorentini – Civita

Come da MiBAC, Redattore Renzo De Simone.


Vita e morte nella Regio V di Pompei. Individuati sei scheletri nella "Casa del Giardino"

Vita e morte nella Regio V di Pompei. Tasselli di storia che come un puzzle ci danno una visione sempre più ampia di un lato della città ancora inedita ma che man mano ci svelano ulteriori particolari tragici degli ultimi istanti di vita degli abitanti. In una stanza, la più remota della "Casa del Giardino", gli archeologi hanno ritrovato i resti sconnessi di almeno sei individui, rifugiatisi nel posto più sicuro, dalla furia del Vesuvio.

Una morte orrenda, che non ha risparmiato nessuno, colpiti dal flusso piroclastico della seconda fase dell’eruzione e saccheggiati post 79 d.C. da tombaroli che già in epoca moderna e prima degli scavi borbonici del 1748 si erano addentrati tramite cunicoli scavati appositamente alla ricerca di oggetti di valore.

Ritrovamenti sconnessi e scheletri ritrovati in più punti dell’ambiente; un cranio di un individuo schiacciato dalle tegole del tetto e accanto arti superiori e inferiori di un altro individuo con ancora addosso oggetti sfuggiti al saccheggio, tra cui un anello ancora alle dita. Questi pompeiani, forse gli abitanti della domus, avevano cercato rifugio, ma da lì non sono più usciti, investiti dal flusso piroclastico che travolse gli ambienti della casa e fece crollare il tetto e la parte superiore del muro dell’ambiente.

La presenza di più cunicoli precedenti il 1748 ha comunque permesso agli archeologi che stanno lavorando alla Regio V di documentare con grande dettaglio la storia di un’epoca di scavo completamente differente dal metodo stratigrafico moderno, nell’approccio e soprattutto nelle finalità.


Convegno di studi internazionale "Testa del Sele"

Convegno di studi internazionale

Testa del Sele

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Sabato 27 ottobre 2018 – Ore 9.30

Sabato 27 ottobre 2018, alle ore 9.30, presso il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia si terrà, prima della restituzione dell’importante opera bronzea Testa del Sele, un convegno di studi internazionale che vedrà la partecipazione di alcuni tra i più importanti studiosi delle immagini di culto in ambito greco, magnogreco e romano.

Gli interventi previsti nel corso della giornata approfondiranno il tema dell’importante ruolo che le immagini di culto hanno rivestito nell’antichità. 

L’opera scultorea bronzea a cera persa, proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Paestum, è stata prestata in un rapporto di reciprocità di scambio al museo di Vibo Valentia in cambio della Laminetta Aurea di Hipponion, consegnata per le celebrazioni e l’allestimento dell’importante mostra “L’immagine invisibile”, in occasione del 50° anniversario del rinvenimento della tomba del tuffatore. 

Il capolavoro virile e barbato ha una datazione incerta. Gli studiosi propendono  per un ampio arco cronologico, compreso tra la seconda metà del IV sec. a.C. e l’epoca romana (seconda metà del I sec. a.C. – prima metà del I sec. d.C.).
Il rientro dell’opera presso il Museo Archeologico di Paestum è previsto nei giorni immediatamente successivi al convegno, mentre è già rientrata la preziosa Laminetta Aurea ed è visitabile nella sua importante sede di sempre, il Museo di Vibo.

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La Laminetta aurea di Hipponion è difatti ritornata, dopo essere stata esposta alla prestigiosa rassegna L’immagine invisibile, al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia nella sua affascinante sede: il Castello Normanno Svevo.

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