"OpenMann" la card per accedere al Museo Archeologico di Napoli

Un grande regalo per gli amanti del Museo Archeologico di Napoli. Dal primo dicembre 2018 sarà disponibile l’abbonamento annuale per l’acquisto di una card nominativa che consentirà di accedere liberamente al museo, poter vedere mostre in programma e accedere ad una serie di servizi assolutamente esclusivi.

OpenMANN”, potrà essere acquistata secondo diverse tipologie: ordinaria (per un pubblico di adulti over 25 anni), con prezzo di lancio, tra il 1° dicembre 2018 ed il 07 gennaio 2019, di 15 euro (oltre la data di conclusione della promozione, si passerà al costo di 25 euro); young (giovani dai 18 ai 25 anni), acquistabile a 10 euro nel periodo di promo e, poi, a 13 euro; family, che permetterà l’ingresso a due adulti over 25 (prezzo lancio: 30 euro; dopo il 7 gennaio: 40 euro). Prevista la possibilità, per le aziende e le associazioni, di aderire ad un’offerta corporate, da regolare mediante convenzione stipulata con il Museo.

La card avrà il valore di 365 giorni e consentirà ingressi illimitati e tanti altri servizi come la possibilità di visitare le collezioni permanenti, le mostre temporanee e la riduzione per la partecipazione agli eventi con biglietto dedicato; sconto per ammirare i sedici siti della Rete Extramann (per l’elenco completo, si rimanda al link: https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/extramann-rete-dei-partner/) e sconti presso il bookshop del museo, per i servizi audio guida e le consumazione presso la Caffetteria di prossima apertura.

OpenMANN, personale e non cedibile, darà diritto inoltre ad un biglietto ridotto per eventuale accompagnatore e sarà acquistabile direttamente on site al Museo o tramite i seguenti canali online: openmann.it, museoarcheologiconapoli.it, coopculture.it.

Così commenta il direttore Paolo Giulierini: “Consentire ai cittadini ed ai turisti di vivere il Museo nel quotidiano: con OpenMann, l’Archeologico dialoga in modo stretto e dinamico con il territorio, configurandosi sempre più come punto di riferimento costante del pubblico partenopeo”.

 

 


El-Assasif

Mummie in mondovisione, un'antica tomba intatta e sarcofagi perfettamente preservati in Luxor

Mummie in Mondovisione - Breaking news dall'Egitto: scoperta un'antica tomba intatta e sarcofagi perfettamente preservati in Luxor

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1066399753599139840

La tomba, portata alla luce durante la campagna di scavo tutta egiziana, iniziata a marzo di quest'anno e ancora in fieri, presenta immagini che ritraggono la regina Ahmos-Nefertari e suo figlio Amenhotep I, secondo quanto riportato dal Ministero delle Antichità Egiziane.

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1066435377152647176

La tomba, situata nella necropoli dell'Asasif, apparteneva ad un uomo chiamato Shu-en-khet-ef ("Il Vento del Nord è alle sue spalle") che fu uno "scriba del tempio di Mut" e probabilmente supervisore della mummificazione presso l'omonimo tempio, cosí come affermato durante la rassegna stampa dal dott. Mostafa Waziri segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità.

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1066692955820490752

https://twitter.com/AntiquitiesOf/status/1066664858794565632

Nella stessa tomba fu sepolta la moglie dello scriba che tra i suoi titoli enoverava anche quello di "cantante di Mut". Nella loro tomba son stati trovati 1200 ushabti (le piccole statuette che dovevano aiutare il defunto nell'aldilà) insieme a figurine in faience, maschere funerarie di legno dipinto e papiri. Nella stessa tomba, un'altra stanza, chiusa con un muro di mattoni crudi, conteneva altri due sarcofagi, perfettamente conservati e con ancora le corone di fiori. Questi due sarcofagi apparterrebbero alla XV o alla XVI dinastia. Uno appartiene al sommo sacerdote di Amon, Padiese, mentre l'altro appartiene alla moglie.

Durante la giornata di ieri le autorità egiziane hanno aperto un sarcofago contenente la mummia perfettamente conservata di una donna vissuta più di 3000 anni fa. La notizia non sarebbe così eclatante se non fosse che l'apertura è stata fatta, per la prima volta, in mondovisione, davanti ai media internazionali, con fotografi e telecamere da tutto in mondo.

Il sarcofago è uno dei due scoperti un mese fa dalla missione francese nella necropoli di El-Asasif. "Il primo era un sarcofago rishi (il termine "rishi" significa "piume" in arabo e si deve proprio alla presenza di due lunghe ali piumate che avvolgono l'intero sarcofago antropoide, n.d.r) e risale alla XVII dinastia mentre il secondo appartiene probabilmente alla XVIII dinastia", afferma il Ministro delle Antichità Khaled Al Anani.

Nessuna di queste persone avrebbe mai pensato che più di 3000 dopo la loro dipartita il loro corpo mummificato sarebbe stato visto da milioni persone provenienti da continenti di cui non sapevano neanche l'esistenza.

El-Assasif mummie Luxor
La necropoli di El-Assasif. Foto di Steve F-E-Cameron, CC BY 3.0

La piccola grande comparsa nella serie "I Medici": Poliziano

In questi ultimi anni ha spopolato in televisione come in rete la serie esclusiva Rai, frutto di una magistrale collaborazione tra Italia e Inghilterra, che ha raccontato le vicende di una tra le famiglie più celebri del Rinascimento (se non della storia) italiano: quella dei Medici, signori di Firenze.

Centro storico di Firenze. Particolare della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e del Battistero di San Giovanni.
Foto di Lorenzo Testa, CC BY SA 4.0

In particolar modo quella che è andata in onda in queste settimane, esordendo il 23 ottobre e concludendosi il 13 novembre, è stata la seconda stagione e ha visto protagonisti i figli di Piero di Cosimo de’ Medici (Julian Sands), detto il Gottoso, Lorenzo (Daniel Sharman) e Giuliano (Bradley James), nel loro percorso di ascesa per il potere, sapientemente tracciato dal nonno Cosimo (Richard Madden), di cui si era ben visto l’operato nella prima stagione. Ovviamente, trattandosi di una serie televisiva liberamente tratta e non di un documentario, non sono mancate alcune incongruenze storiche, che hanno fatto storcere il naso ai ferrati in materia, così come alcuni fatti e alcune relazioni tra personaggi sono stati romanzati per rendere la storia più godibile e coinvolgente agli occhi di una fetta di pubblico il più vasta possibile.

Lorenzo de' Medici, ritratto di Agnolo di Cosimo, 1555-1565, conservato oggi alla Galleria degli Uffizi di Firenze
Daniel Sharman, ha interpretato Lorenzo nella serie. Molti hanno criticato la scarsa somiglianza, fisica e caratteriale (ma quello dipende dalla sceneggiatura ovviamente) tra lui e il suo personaggio.
Foto di Gage Skidmore, CC BY SA 3.0.
Giuliano de' Medici, ritratto di Sandro Botticelli, oggi alla National Gallery di Londra.
Bradley James, ha interpretato Giuliano nella serie e anche lui ha subito delle critiche riguardo la sua poca somiglianza con il personaggio, oltre che con il collega attore, con il quale dovrebbe dimostrare un rapporto di parentela.
Foto di Gage Skidmore, CC BY SA 3.0.

Ma in un momento storico in cui il nostro passato non è che un peso per una memoria già affollata di cose considerate più importanti, a parere di chi scrive è stato emozionante vedere gli spettatori confrontarsi sui social network riguardo l’evolversi della storia e dichiarare la propria volontà di approfondire al più presto.

Certamente l’intento del presente articolo non è recensire questa serie, ma “dar voce” ad un personaggio che, proprio in questa seconda stagione, di contro alla sua importanza accanto alla figura del Magnifico, è stato appena appena nominato: si tratta del Poliziano (interpretato da Jack Bannon).

È una scelta che si può comprendere sotto diversi aspetti, malgrado il malcontento della compagine letteraria all’ascolto. Si potrebbe riassumere in pochi punti. Avendo già mostrato al pubblico (coerentemente con la realtà) il grande interesse che avesse la famiglia Medici a rendere Firenze una città artistica, oltre che circondarsi essa stessa di personaggi illustri, la produzione può aver voluto dare più spazio al Botticelli (Sebastian De Souza) che al Poliziano, continuando il binomio mecenate/artista rappresentato nella prima stagione da Cosimo de’ Medici e Filippo Brunelleschi (Alessandro Preziosi); sicuramente un'arte “visiva” come quella del Botticelli si sposa meglio ad una trasposizione televisiva che quella filologico/compositiva del Poliziano; mostrare l’operato del Botticelli porta a mostrare i suoi splendidi ritratti di Simonetta Vespucci (Matilda Lutz), e dunque quella breve ma intensa relazione amorosa che ella ebbe con Giuliano de’ Medici, che ha fatto sognare milioni di telespettatori, ma anche l’amore incondizionato che l’artista ebbe per la sua Musa, che vivrà eternamente nei suoi dipinti.

Dettaglio de La nascita di Venere, Sandro Botticelli, databile tra il 1482 e il 1485 e conservato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. È uno degli innumerevoli quadri che hanno reso immortale il volto della donna genovese tra le più belle dell'epoca.
Matilda Lutz, nel ruolo di Simonetta Cattaneo in Vespucci. L'attrice ha dichiarato in una intervista di considerare un onore essere stata scelta per impersonare la donna, con la quale condivide, oltre una certa somiglianza, persino la data di nascita, il 28 gennaio.

Poco o nulla invece, come si preannunciava, è stato raccontato agli spettatori di colui che meglio seppe trasporre in poesia il gusto umanistico-rinascimentale, lo scrittore Angelo Ambrogini (1454-1494), detto Poliziano da “mons Politianus” (Montepulciano, provincia di Siena, ove nacque).

Angelo Ambrogini Poliziano
Angelo Poliziano, particolare di Zaccaria nel Tempio, Domenico Ghirlandaio.

Quello che nella fiction viene presentato solo come un compagno di brigata, forse un po’ impacciato, fu in realtà un ragazzo padrone delle lingue classiche giovanissimo, brillante e caparbio al punto che neanche ventenne era già membro della cancelleria privata di Lorenzo e precettore del piccolo Piero, nonostante le modeste origini. Si prospettava per lui, dopo la perdita dei genitori in tenera età ma con la protezione del Magnifico, una vita dedita agli studi e libera da obblighi politici, che gli valse il titolo di maggiore umanista di Firenze (accanto a Marsilio Ficino, che era stato maestro di Lorenzo).

Senza dubbio da ricordare la sua opera di esordio, una traduzione dal greco al latino dell’Iliade, fatta appena sedicenne, trasudante un rigore filologico ed una sensibilità che mai si potrebbero apprendere sui libri. Seguono una ricca produzione giovanile in latino (*epigrammi, *egloghe, *odi) e poi anche in volgare (soprattutto *canzonette, *canzoni da ballo e *rispetti continuati e *spicciolati) dove il tema portante per il poeta è la bellezza femminile, la sua caducità e la necessità di goderne prima che sfiorisca (“Quando la rosa ogni suo’ foglia spande, / quando è più bella, quando è più gradita, / allora è più buona a mettere in ghirlande, / prima che la sua bellezza sia fuggita, Rime).

Il Poliziano scelse di dedicarsi anche ad altre forme, cimentandosi in due opere molto significative per aspetti però diversi: Le Stanze per la Giostra (1475-1478) e La Fabula di Orfeo (1480).

Le Stanze furono concepite come un poemetto in ottave con intenzione encomiastica, secondo la tradizione del *poema cavalleresco e dei *cantari, ed intendeva esaltare i fratelli Medici per il loro trionfo nella torneo d’armi del 1475. Tuttavia non sapremo mai né quale sarebbe stato il progetto reale dell’autore, né se ne sarebbe stato all’altezza, giacchè la morte per tubercolosi di Simonetta nel 1476, la morte di Giuliano durante la congiura ordita dalla famiglia Pazzi due anni dopo, fecero desistere il Poliziano dall’andare oltre la quarantaseiesima ottava del secondo libro. Ciò che si legge oggi è quello che il poeta aveva scritto, ma non fu pubblicato da lui bensì stampato a Bologna poco dopo la sua morte, senza il suo consenso e deliberatamente rimaneggiato. Tra le pagine di questo poema, per quanto una trama scorrevole sia sacrificata in onore dell’elemento descrittivo, saltano all’occhio le numerose fonti letterarie, equamente classiche (Virgilio, Orazio, Ovidio delle Metamorfosi)  e stilnovistiche/volgari (Cavalcanti, Dante, Petrarca, Boccaccio), sapientemente rielaborate in una nuova lingua, che è il volgare fiorentino arricchito sia di prestiti del parlato sia di latinismi, e in una nuova prospettiva, quella dell’evasione dalla società mediante la trasposizione mitica. Giuliano infatti diventa Iulio, un giovane sdegnoso dell’amore e dedito solo al piacere della caccia, che da Amore stesso per vendetta è condotto proprio mediante la passione per la caccia a Simonetta, una donna che aveva le sembianze di una cerva bianca. Iulio viene così vinto da Amore decide di dedicare la sua vita ad imprese gloriose per conquistare la sua donna, mentre Amore si vanta con la madre Venere di aver attratto a sé un nobile Medici. In quest’opera è evidente l’affinità di pensiero con il Botticelli, con cui il Poliziano condivide gli stessi temi (Giuliano e Simonetta rappresentati come Venere e Marte) e stilizzazioni (donne vestite di fiori).

Venere e Marte, Sandro Botticelli, databile tra il 1482 e il 1483 e conservato presso la National Gallery di Londra. Una delle tante incongruenze storiche lamentate nella serie ma che in fondo è piaciuta al pubblico è stata vedere Giuliano e Simonetta posare insieme per Botticelli, quando è evidente dalla datazione che entrambi erano morti al momento della realizzazione del quadro.

La Fabula di Orfeo invece appartiene ad un breve periodo che vede il Poliziano lontano dalla sua Firenze, a causa di temporanei dissapori con la famiglia Medici. Ospite a Mantova presso Francesco Gonzaga, approntò in pochi giorni, seppur con gli schemi tradizionali della *sacra rappresentazione, la prima opera teatrale in Italia di argomento profano, e non poté non scegliere di portare sulla scena un mito classico, nella fattispecie il mito di Orfeo, così caro alla cultura platonica della sua formazione. La vicenda è ripresa da Virgilio e da Ovidio e i metri sono vari, ma la vera nota originale è l’assenza di drammaticità nella perdita di Euridice da parte del cantore, che, tradito il patto con Plutone di non voltarsi a guardarla mentre va via dagli Inferi, maledice semplicemente l’amore e viene fatto a pezzi da un coro di Baccanti.

Fortunatamente la riappacificazione con Lorenzo riportò il Poliziano a Firenze dove dal 1481 ricoprì la cattedra di eloquenza greca e latina presso lo Studio cittadino. Qui può riprendere anche ciò che lo ha accompagnato per tutta la vita. L’attività filologica e gli studi di varia lunghezza su differenti argomenti si condensano nei Miscellanea, pubblicati nel 1489. Questa raccolta era ben diversa dal pedissequo commento riga per riga, procedimento usuale per le opere a carattere filologico, in favore di un’ottica e una cultura poliedrica. Il Poliziano mirava alla promozione della cultura e della lingua latina ad ogni livello: ad esempio non aveva disdegnato di studiare e copiare numerosi testi medici ma soprattutto credeva fermamente potessero essere presi a modello, qualora fossero validi, altri autori che non fossero obbligatoriamente Cicerone, senza che scattasse l’accusa di eclettismo (Poliziano la chiama docta varietas, in polemica contro le visioni di Lorenzo Valla e Paolo Cortese sul problema dell’imitazione). In ambito strettamente filologico fu un sostenitore della *collatio sistematica tra i manoscritti anche qualora si fosse sicuri del testo in proprio possesso (acquisizione questa molto prematura rispetto a studiosi con ben più mezzi dei suoi), sostenitore del criterio del *codex vetustissimus, contrario all’*emendatio ope ingenii se i codices bastano da soli a restituire il testo.

Quella che sembrerebbe la cronaca di una vita lunghissima è quella di un ragazzo di soli trenta anni, ma che era conosciuto già in tutta Europa. Dotti da ogni dove avevano sentito parlare di lui e dei suoi corsi su Ovidio, Stazio, Virgilio, Teocrito, Esiodo, Persio, Orazio, Omero e Aristotele, il filosofo che nei suoi ultimi anni di vita meglio rispose al razionalismo scientifico che ricercava nella lingua. Perché nel Poliziano tutto si risolve nel riconoscere che della parola bisogna fare un culto, perché è bellezza. E il compito dell’artista di valore è assimilare quanto più possibile da tutti i grandi scrittori del passato, perché il vero artista non potrebbe tollerare che si scegliesse un solo modello di lingua e andasse perduto tutto il resto. Anche la parola per il Poliziano può essere una forma di resistenza alle corruttele del tempo ed essere trasposta nell’eternità dell’arte.

Chi scrive non pretende di aver reso giustizia ad un autore al quale occorrerebbero più che alcune righe, ma almeno spera di aver approfittato della curiositas per dargli una voce.

Fonti

“La scrittura e l’interpretazione” di Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese; Palermo, 2011.

"Copisti e Filologi" di Reynolds, Wilson, 2016

"La genesi del metodo del Lachmann", Timpanaro, 2004

Enciclopedia Italiana, di Enrico Carrara, 1935

 

 


megaerbivori estinzione Africa ominidi

Non furono gli antichi ominidi a determinare l'estinzione dei megaerbivori in Africa

Non furono gli antichi ominidi - in particolare i nostri predecessori in grado di realizzare strumenti - a causare l'estinzione di gran parte dei grandi mammiferi erbivori in Africa. Queste le conclusioni alle quali è giunto un nuovo studio, pubblicato su Science, che va quindi a mettere in discussione una tesi a lungo sostenuta.

Anche se oggi rimangono solo cinque specie di megaerbivori, nel passato la diversità era ben superiore. Ad esempio, tre milioni di anni fa ad Hadar, in Etiopia, il nostro celebre antenato Lucy (Australopithecus afarensis) condivideva il suo ambiente con tre specie di giraffe, due di rinoceronti, una di ippopotami, e quattro di elefanti.

"Nonostante decenni di letteratura scientifica ad affermare che i primi ominidi abbero un impatto sull'antica fauna africana, ci sono stati pochi tentativi di verificare questo scenario o di esplorare alternative", afferma il professor Tyler Faith. "Riteniamo che il nostro studio sia un importante passo in avanti per comprendere la profondità degli impatti antropogenici sulle comunità di grandi mammiferi, e fornisce una convincente controargomentazione a questi punti di vista da lungo tempo sostenuti sui nostri antichi antenati."

Il team di ricerca ha analizzato fossili provenienti da oltre 100 siti africani. Credits J. Tyler Faith

Per verificare l'impatto degli antichi ominidi, i ricercatori hanno compilato un elenco di estinzione di erbivori nell'Africa Orientale, per un periodo di sette milioni di anni e con particolare attenzione appunto ai megaerbivori. I ricercatori sostengono che a causare le estinzioni sarebbe stata soprattutto l'espansione della savana, che a sua volta sarebbe correlata a una caduta dei livelli globali di CO2 atmosferica; bassi livelli di CO2 favoriscono l'erba rispetto agli alberi, che costituivano la fonte di cibo per i megaerbivori e può anche darsi che l'estinzione di alcuni carnivori sia legata alla scomparsa delle loro prede.

Spiega ancora Faith: "le nostre analisi mostrano un declino costante e di lungo termine della diversità dei megaerbivori, a cominciare da circa 4,6 milioni di anni fa. Questo processo di estinzione ebbe inizio oltre un milione di anni prima delle prime testimonianze di antenati umani in grado di creare strumenti o di macellare carcasse animali, e molto prima della comparsa di una qualsiasi specie di ominide realisticamente in grado di cacciarli, come l'Homo erectus".

Dente fossile di ippopotamo (Hippopotamus amphibius) (a sinistra) e di rinoceronte bianco (Ceratotherium simum) (a destra), due dei pochi megaerbivori ancora esistenti, dal Tardo Pleistocene del Kenya occidentale. Credits: J. Tyler Faith

In conclusione, spiega sempre Faith, a causare l'estinzione dei megaerbivori sarebbero stati soprattutto cambiamenti climatici e ambientali, per uno studio sull'impatto sugli ecosistemi da parte degli ominidi bisognerebbe invece concentrare la propria attenzione su quelli in grado di produrli, come l'Homo sapiens.

Moeritherium, opera di Heinrich Harder (1858-1935), The Wonderful Paleo Art of Heinrich Harder

Lo studio Plio-Pleistocene decline of African megaherbivores: No evidence for ancient hominin impacts, di J. Tyler Faith, John Rowan, Andrew Du, Paul L. Koch, è stato pubblicato su Science, 23 Nov 2018: Vol. 362, Issue 6417, pp. 938-941 DOI: 10.1126/science.aau2728.


Università Ca' Foscari Venezia Carlo Scarpa

Carlo Scarpa 'il professore': Ca' Foscari dedica un docufilm e ricordi inediti al grande architetto

Giornata scarpiana mercoledì 28 novembre dalle 9.15

SCARPA ‘IL PROFESSORE’: CA’ FOSCARI DEDICA

UN DOCUFILM E RICORDI INEDITI AL GRANDE ARCHITETTO

La figura di educatore, il rapporto con matematica, luce e cinema in Aula Baratto. Proiezione di “Nel cuore muto del divino” alle 14.30 a CFZ

Università Ca' Foscari Venezia Carlo Scarpa docufilm  

VENEZIA – Ca’ Foscari dedica una giornata a Carlo Scarpa “il professore”, tra i grandi dell’architettura del XX secolo come testimoniano anche gli interventi nel palazzo dell’ateneo ‘in volta de canal’. Proprio nell’Aula Baratto ridisegnata da Scarpa si svolgerà mercoledì 28 novembre dalle 9.15 un convegno aperto a tutti su “Carlo Scarpa come educatore”, seguito, alle 14.30, dalla proiezione del docufilm ”Nel cuore muto del divino, Carlo Scarpa a Ca’ Foscari”, del regista Riccardo De Cal (a CFZ Cultural Flow Zone, Zattere).

La giornata scarpiana chiude una serie di iniziative attorno al rapporto tra Scarpa e Ca’ Foscari che l’ateneo ha curato in occasione del 150° anniversario dalla sua fondazione. ll progetto “Una perla in volta de canal” ha infatti valorizzato con un film e una ricerca d’archivio uno spazio architettonico che racchiude in sé due straordinarie stagioni scarpiane (lavori del 1937 e 1957).

Gli interventi

Scarpa, la Tomba Brion e il fotografo Sekiya (1942-2002). Dall’archivio Sekiya, Tokyo

J.K. Mauro Pierconti, Waseda University, Tokyo

Una riflessione sull’opera di Carlo Scarpa attraverso gli scatti di un fotografo d’eccezione, il giapponese Sekiya Masaaki. Il lavoro di ordinamento del suo archivio sta portando alla luce molti fondi, tutti riguardanti architetti del XX° secolo, da F.L. Wright a Richard Rogers.

Il fondo Scarpa è uno dei più ricchi e solo alla Tomba Brion ha dedicato più di 1000 scatti. Una piccola selezione di immagini ci guiderà così in un percorso di lettura dell’opera di Scarpa più rappresentativa.

La luce di Carlo

Franca Pittaluga

Vagando tra stanze museali di Carlo Scarpa da tutti conosciute, si propone un itinerario inedito e assai tendenzioso: una sorta di ‘visita  guidata’ che induce ad ignorare le distanze di tempo e di territorio, per concentrarsi piuttosto sugli stratagemmi che l’allestitore preordina  nel ‘mettere in luce’ le opere che espone. Cercando di disvelarne gli artifizi, lungo l’itinerario proposto si focalizza lo sguardo su un solo elemento: la luce naturale. Imparando ad osservare come Scarpa la modula, la inquadra, la nega, la ruba, la chiama, la costringe… creando vere trappole emotive, di cui il visitatore diviene inconsapevole - se pur felice - vittima.

Carlo Scarpa e il cinema

Riccardo De Cal

Alcune considerazioni su cinema e architettura per arrivare nello specifico alla narrazione per immagini delle opere di Scarpa.

Capire la mente di un artista con la matematica

Paolo Pellizzari

Cosa aveva in mente Carlo Scarpa disegnando il pavimento-mosaico del Palazzo Querini Stampalia? La ricerca delle possibili fonti d’ispirazione e la decomposizione dell’opera in “componenti semplici” consente di costruire immagini “matematicamente” simili a quella messa in opera nel marmo. È illusorio affermare che si sia compreso il disegno originale e la sua complessità ma è interessante osservare altri pavimenti che forse avrebbero potuto essere ma non hanno mai visto la luce.

Carlo Scarpa come educatore

Tobia Scarpa e Ferruccio Franzoia

Ricordi e considerazioni sullo stile e sul ruolo di educatore di Carlo Scarpa.

Carlo Scarpa e la Grecia

Franca Semi

Carlo Scarpa come educatore

Guido Pietropoli

Perché Carlo Scarpa è quasi più noto con il titolo di Professore piuttosto che con quello di architetto? Dal 1926 alla sua morte (28/11/1978) Carlo Scarpa svolse un'intensa attività didattica presso l'Università come docente e lui stesso dichiarò che gli sarebbe stato difficile scegliere tra  la scuola e la professione d'architetto. Pochi studiosi hanno trattato questo versante della sua vita che si estende per più di cinquant'anni e se Franca Semi non avesse pubblicatone 2010  il suo libro che trascrive alcune lezioni tenute all'IUAV all'inizio degli anni '70 saremmo privi di una straordinaria testimonianza del suo metodo didattico. Fortunatamente un grande numero dei suoi disegni è custodito attualmente al Centro Carlo Scarpa di Treviso e al Museo MAXXI di Roma; grazie a questi documenti straordinari - più di 18.000 unità - è ora possibile ricostruire opera per opera il processo progettuale dell'architetto, quello che Paul Klee ha chiamato la "confessione creatrice" dell'artista.

Lo studio di questa mole straordinaria di elaborati regalerà importanti informazioni sulla sua  euristica progettuale e sulla genesi delle varie opere.Scarpa continuerà così a insegnare e a mostrare agli  allievi e agli architetti il suo processo di elaborazione della forma architettonica. Uno spunto interessante per avvicinare la personalità dell'architetto è offerto da un ritratto di Carlo Scarpa a firma di Andy Warhol; l'analisi di quest'opera sciamanica con le implicazioni concettuali che la sua visione comporta è l'occasione per ragionare sulla cultura come cibo dello spirito così come ne parla Platone nel suo Protagora.

Cenni biografici

Carlo Scarpa (1906-178) è stato un architetto, designer e accademico italiano tra i più importanti del XX secolo.

Si diplomò in architettura all'Accademia di Belle Arti nel 1926, anno in cui iniziò l'attività didattica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dove operò in qualità di professore ordinario di composizione dal 1964 al 1976 e come direttore dal 1972 al 1974. Grazie all'insegnamento, Scarpa contribuì alla formazione di diverse generazioni di architetti, ai quali trasmise grande perizia nell'uso dei materiali e la profonda conoscenza della storia.

La sua attività di professionista si concentrò prevalentemente nell'allestimento di esposizioni e mostre, nel restauro di complessi monumentali e musei, nella realizzazione di abitazioni private e negozi. Tra gli interventi museali più famosi si possono ricordare i lavori alle Gallerie dell’Accademia a Venezia (1948-55), Palazzo Abatellis a Palermo (1953-54), Gipsoteca Canoviana di Possagno (1956-57), Museo di Castelvecchio a Verona (1958-74) e Fondazione Querini Stampalia a Venezia (1961-65).

Fin dal 1926 lavorò come progettista di vetri e dal 1932 al 1947 fu alle dipendenze della vetreria di Murano Venini, divenendone anche direttore artistico. Al compimento dei suoi trent'anni, tra il 1935 e il 1937, Scarpa realizzò la sua prima opera impegnativa, la sistemazione della Ca' Foscari di Venezia, sede dell'omonima università.

Ottenne numerosi riconoscimento fra cui il Premio Nazionale Olivetti per l'architettura nel 1956 e la stessa azienda gli commissionò la sistemazione dello spazio espositivo Olivetti in piazza San Marco. La sua opera venne presentata in Italia e all'estero in importanti mostre personali presso il Museum of Modern Art di New York nel 1966, la Biennale di Venezia nel 1968, la Heinz Gallery di Londra, l'Institut de l'Environnement a Parigi, e infine a Barcellona nel 1978. Nello stesso anno ricevette una laurea honoris causa in architettura dall'Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Fra le opere più importanti si segnala la Tomba Brion a S. Vito di Altivole, che era quasi terminata quando nel 1978 Scarpa morì a Sendai in Giappone.

Testi da Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia:


METRO&THE CITY. Storie di Napoli e di Metropolitana

Una tavola rotonda con alcuni grandi architetti che hanno realizzato stazioni dell’arte ha aperto la mostra METRO&THE CITY,  inaugurata al MANN ed in programma sino al prossimo 31 dicembre. Una collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Metropolitana di Napoli e Ansaldo STS per raccontare la storia partenopea e i suoi cambiamenti, legati a quella che oggi è la più grande opera pubblica in città.

Dopo i saluti di Ennio Cascetta (Presidente della Metropolitana di Napoli S.p.A.), Giuseppe Gaudiello (Direttore Generale di Ansaldo STS) e Paolo Giulierini (Direttore del MANN), sono intervenuti cinque protagonisti dell’architettura mondiale che stanno lavorando a Napoli, in questi anni, alle stazioni dell’arteIvan Harbour (Rogers Stirk Harbour & Partners, Stazione Capodichino), Hans Kollhoff (Stazione Arco Mirelli), Boris Podrecca (Stazione San Pasquale), Uberto Siola (Stazione Chiaia), Joan Callìs (Miralles Tagliabue EMBT Studio, Stazione Centro Direzionale); la tavola rotonda è stata moderata dagli architetti Alessandro Castagnaro e Ugo Carughi, che hanno curato l’esposizione.

“Con questa mostra intendiamo raccontare come è cambiata la città con i grandi interventi architettonici realizzati per le stazioni della metropolitana. Innovazioni che in molti casi hanno trasformato luoghi anonimi o degradati in nuove bellezze, in altri casi la meraviglia degli interventi ci consente di lasciare ai posteri un patrimonio importante che si va ad aggiungere a ventisei secoli di storia della città che in questi anni si sono intrecciati con la metropolitana delle tre A, archeologia, arte e architettura che rendono questa infrastruttura unica al mondo”, ha commentato Ennio Cascetta.

"Raccontare, al MANN, la metropolitana di Napoli significa non soltanto rinsaldare il legame del Museo con la città, ma anche affermare che la connessione logistica ed infrastrutturale è il primo modo per condividere valori culturali e sociali. Per il MANN, inoltre, la stazione della metropolitana rappresenterà ancor di più, in futuro, uno snodo nevralgico per accedere all'Archeologico, uno spazio valorizzato dal marchio museale", ha dichiarato il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

"L’arte rappresenta una delle risorse più importanti di Napoli e dell’Italia. Queste iniziative, volte a valorizzare la conoscenza del patrimonio storico e artistico cittadino, contribuiscono vivamente ad accrescere lo status internazionale di Napoli come capitale della cultura. Ansaldo STS, per questo motivo, ha caratterizzato le stazioni della linea 6 – opera di cui è Concessionaria–, con la presenza di opere d’arte messe a sistema con i sistemi ingegneristici di trasporto all’avanguardia. Il risultato è la perfetta commistione tra arte e scienza che rende unico questo ambiente metropolitano in un ambiente urbano già intrinsecamente unico”, ha affermato Andy Barr, Amministratore delegato e General Manager di Ansaldo STS.

Le stazioni della metropolitana interessano luoghi che, pur ricchi di stratificazioni, restano legati ad un momento storico prevalente. Tale momento può essere testimoniato dall’aspetto che ancora conservano; oppure da ritrovamenti di particolare importanza che, occultati dalle successive trasformazioni, sono venuti in luce nel corso degli scavi.

Di conseguenza, è possibile riferire più stazioni a determinate aree urbane rappresentative di un preciso periodo storico, considerando la città, con le sue vicende oltre che con le sue urgenze, quale chiave di lettura della nuova infrastruttura urbana. Da qui il nome della mostra.

Così, le stazioni Garibaldi, Duomo e Università sono riferibili alla Città borghese, che trova la sua espressione più compiuta nell’intervento del Risanamento; Toledo e Municipio, ricche di stratificazioni, alla Città vicereale, ancora determinante per l’attuale impianto urbano; Chiaia, Mirelli, San Pasquale, allo sviluppo della città ad occidente; Mergellina, Lala, Viale Augusto, Piazzale Tecchio, di carattere essenzialmente urbanistico, all’ulteriore prolungamento a occidente, a cavallo di Fuorigrotta; Tribunale e PoggiorealeCentro DirezionaleCapodichino, al versante orientale; Museo e DanteMaterdei e Salvator RosaQuattro Giornate e Vanvitelli, all’espansione dell’abitato lungo le colline, partendo dal centro storico.


Online i bandi per i nuovi direttori di Musei e Parchi archeologici

On line i bandi per la nomina dei direttori dei seguenti musei:
Galleria dell’Accademia di Venezia, Reggia di Caserta, Parco archeologico di Pompei, Parco archeologico dell’Appia antica, Parco archeologico dei Campi Flegrei e Palazzo Reale di Genova

Sono online da oggi i bandi per la selezione pubblica internazionale per la direzione dei seguenti istituti autonomi:

- Galleria dell’Accademia di Venezia, Reggia di Caserta, Parco archeologico di Pompei (livello dirigenziale generale);
- Parco archeologico dell’Appia antica, Parco archeologico dei Campi Flegrei, Palazzo Reale di Genova (livello dirigenziale non generale).

Gli interessati, come previsto dai rispettivi bandi, consultabili all’indirizzo www.beniculturali.it/museitaliani, dovranno inviare la propria candidatura entro le 12:00 GMT del 22 dicembre 2018. Le candidature verranno valutate da una Commissione, composta da cinque esperti di chiara fama del settore del patrimonio culturale che verrà nominata dal Ministro entro il 31 dicembre 2018, operando una prima selezione di un massimo di dieci candidati, rispettivamente per gli istituti di livello dirigenziale generale e di livello non generale.

Da tali selezioni, a seguito di un colloquio con la Commissione, verrà individuata una terna da sottoporre al Ministro per i beni e le attività culturali il quale individuerà, per gli istituti di livello dirigenziale generale, il candidato cui conferire l’incarico. Per gli istituti di livello dirigenziale non generale, la terna sarà sottoposta al Direttore generale Musei che individuerà il candidato cui conferire l’incarico.


Ingresso gratuito al Museo Archeologico di Reggio Calabria

Tutti al MArRC, sabato 24 novembre, con l’ingresso gratuito per la Giornata Regionale dei Musei della Calabria, che celebra quest’anno la sua prima edizione.

 “Sai cosa ti perdi?” è lo slogan ideato dall’Assessorato Regionale all’Istruzione e alle Attività Culturali, che ne ha promosso l’istituzione allo scopo di incentivare un sistema museale integrato, per fare conoscere e valorizzare la straordinaria ricchezza del patrimonio culturale calabrese, diffuso nel territorio come in un unico e affascinante mosaico che racconta una grande storia di contaminazioni e di fertilizzazioni di popoli e tradizioni.

Il tema della luce è il filo rosso della programmazione al MArRC nel mese di novembre, che guiderà il viaggio nel tempo fino alle radici della comune identità attraverso le attività gratuite riservate ai visitatori nella Giornata di sabato 24, con il titolo “Luci della Magna Grecia”.

«Ringrazio l’assessore regionale Maria Francesca Corigliano per l’idea di istituire una Giornata dei Musei della Calabria, che incentiva il “fare rete” tra gli istituti della cultura del territorio, e in particolare i musei. È la strategia vincente per promuovere il turismo nella nostra magnifica regione, tutta da scoprire», dichiara il direttore Malacrino. «Questa prima edizione nasce nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, e quindi ha un valore simbolico e propositivo ancora più forte – aggiunge – nel promuovere la conoscenza della nostra storia, per comprendere meglio e più a fondo la nostra realtà e il nostro modo di abitare oggi al centro del Mediterraneo».

Il programma della Giornata prevede una ricca offerta di appuntamenti.

La mattina – alle ore 10.00, 10.40 e 11.20 – gli studenti del Liceo Scientifico Sportivo “Alessandro Volta” accompagneranno gli ospiti alla scoperta del magico mondo dei Giochi Olimpici, attraverso l’esposizione “La Fiamma che Unisce. Le Fiaccole Olimpiche, da Berlino 1936 a Rio de Janeiro 2016” a cura del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, nello spazio di Piazza Paolo Orsi. La torcia olimpica “accendeva” un tempo di pace nell’antica Grecia ed è anche oggi un simbolo di valori universali, di impegno per un obiettivo comune, di amicizia, di bellezza, di armonia.

Nel pomeriggio – alle ore 16.00 e 18.00 – guide specializzate rese disponibili dalla società Kore, concessionaria dei servizi aggiuntivi, condurranno i visitatori in uno straordinario percorso di conoscenza delle abitudini, le credenze e le emozioni nel vissuto dei Greci d’Occidente. Le tappe imperdibili di questo eccezionale viaggio nella storia, trasportati dalla meravigliosa collezione del MArRC, saranno le testimonianze del mito di Persefone, con i tanti temi collegati in forma dialettica (giorno e notte, primavera e autunno, vita e morte, amore e dolore), i maestosi Bronzi di Riace e gli affascinanti bronzi di Porticello. La visita si concluderà in Piazza Paolo Orsi, con l’esposizione “Fiat Lux. L’illuminazione tra antichità e medioevo”, curata dal direttore Carmelo Malacrino. Oltre settanta reperti, per lo più lucerne, con la loro bellezza “accenderanno” la luce della conoscenza su case, strade, santuari e lupanari dei popoli che ci hanno preceduto e sull’eredità culturale che ci hanno trasmesso.

 

Per prenotare telefonare al n. 3207176148. Per ogni informazione, visitare il sito web istituzionale, all’indirizzo: www.museoarcheologicoreggiocalabria.it.


Contemporaneamente Roma 2018: appuntamenti dal 23 al 29 novembre  

Campidoglio: ecco gli appuntamenti di 

Contemporaneamente Roma 2018

dal 23 al 29 novembre

Roma, 22 novembre 2018 – Continua la 3ª edizione di Contemporaneamente Roma 2018, la manifestazione dedicata alla produzione culturale contemporanea, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE e con i principali enti e istituzioni culturali della città. Le attività di comunicazione sono realizzate con il supporto di Zètema Progetto Cultura.

Anche questa settimana, dal 23 al 29 novembre, in programma tanti e interessanti appuntamenti di cinema, musica, teatro, arte ma anche esplorazioni urbane, workshop e presentazioni di libri: un viaggio alla scoperta della cultura contemporanea romana e di una città inedita. Accanto alle proposte delle istituzioni cittadine, un ricco cartellone di eventi selezionati attraverso l’Avviso Pubblico di Roma Capitale, per diffondere il ruolo di Roma come Capitale della cultura contemporanea.

Il programma completo e gli aggiornamenti su tutte le manifestazioni sono consultabili sul sitowww.contemporaneamenteroma.it e sull’account social CulturaaRoma su Facebook, Twitter e Instagram o telefonando al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). L’hashtag ufficiale della rassegna è#contemporaneamenteroma.

Al via questa settimana, alla Casa del Cinema a Villa Borghese, la VI edizione del Roma Web Fest (28-30 novembre), il primo festival italiano di prodotti audiovisivi nati per il web, quali webserie, fashion film e viral video. Fondato e diretto da Janet De Nardis e curato da ANCEF - Associazione Nazionale Creativi e Filmmaker, il festival intende supportare i creativi che scelgono di utilizzare “la rete” come canale produttivo e distributivo, mettendoli in contatto con il mercato tradizionale cinematografico e televisivo. Riflettori puntati quindi su talentuosi filmmaker e influencer italiani e stranieri, che grazie alle potenzialità del digitale sperimentano nuove tecniche di storytelling. Le tante proiezioni in programma nei tre giorni, dalle 10 alle 20, saranno accompagnate da workshop e tavole rotonde che affronteranno le più innovative tematiche dell’universo 4.0. Da segnalare mercoledì 28 novembre, dalle 14 alle 16, il workshop Come scrivere una webserie alle 16 il workshop Come costruire una web radio, dall’idea alla messa in onda mentre giovedì 29 novembre, dalle 11 alle 13, sarà la volta dell’incontro La creatività, i fondi e il mercato dei prodotti audiovisivi webnativi al quale seguirà, dalle 16 alle 17, l’incontro Dalla Tv al web: gli influencer. 

Info, dettagli sulle proiezioni e registrazione gratuita per partecipare alle giornate, su www.romawebfest.it

Al Nuovo Cinema Aquila venerdì 23 novembre si svolgerà invece la serata conclusiva del RIFF – Rome Indipendent Film Festival, la rassegna cinematografica ideata e diretta da Fabrizio Ferrari, che anche per questa XVII edizione ha proposto un ricco programma di lungometraggi, cortometraggi e film documentari. Alle 20 ci sarà la Premiazione della sezione sceneggiature e cortometraggi, mentre alle 21 si terrà la Premiazione della sezione lungometraggi e documentari. Info su www.riff.it

Tutte ad ingresso gratuito le proposte del Macro Asilo di via Nizza, il progetto sperimentale di museo “ospitale” curato da Giorgio de Finis. Tra i tantissimi appuntamenti in programma: venerdì 23 novembre alle 18 la lectio magistralis di Giacomo Marramao dal titolo “Arte, Filosofia e Democrazia” e domenica 25 novembre alle 11 la lectio magistralis di Pier Luigi Sacco dal titolo “Pratiche artistiche nello spazio pubblico: prospettive, potenzialità e paradossi della partecipazione”. Martedì 27 novembre alle 17 Piero Meogrossi svolgerà la lectio magistralis dal titolo “Stratificazioni x Roma”, seguita alle 18 dalla lectio magistralis di Adonay Bermúdez dal titolo “Il gioco entra nel museo. Sovvertimenti dal surrealismo ai video games”, con la partecipazione di Mauro Cuppone e con la collaborazione della Reale Accademia di Spagna in Roma. Mercoledì 28 e giovedì 29 novembre, dalle 10 alle 20, l’artista Navid Azimi Sajadi presenterà “Archway”, esecuzione live del lavoro conclusivo basato sulla documentazione e sulle fotografie realizzate durante la sua residenza al Macro Asilo, in collaborazione con Baris Saribas.  Il convegno si svolgerà anche giovedì 29 novembre, dalle 10 alle 14. Nella Sala Cinema fino al 25 novembre, ogni sera dalle 16 alle 20, proseguirà invece la rassegna video Wolf Vostell and Contemporary friends / Video Art Meeting a cura di Gianfranco Valleriani, promossa da Brain Art e Le Dame Art Gallery. In programma diverse proiezioni: “Video arte tra immagine e suono” (venerdì 23 novembre); “Video art, graphics, de/collage” (sabato 24 novembre); “Coscienza ed emozioni nella video arte” (domenica 25 novembre). Infowww.museomacro.it

Nell’ambito della 55ª edizione del Festival Nuova Consonanza sabato 24 novembre alle 20, ancora nella location del Macro Asilo, si terrà il concerto Viaggio nei mondi possibili, con Gianni Trovalusci (flauto) e Giuseppe Silvi (regia del suono), che eseguiranno musiche di Giorgio Nottoli (Trama lucente, per flauto ed elettronica); Domenico Guaccero (Luz, per flauto basso ed elettronica); Menije Qi (Spirit of Sword, per flauto e live electronics); Alessandra Ciccaglioni (Hestia, per flauto ed elettronica), Nicola Sani (Wassererinnerungen, per flauto basso e live electronics). Ingresso libero. Info www.nuovaconsonanza.it

Ultimo appuntamento per Romaeuropa Festival 2018 che da venerdì 23 a domenica 25 novembre alMattatoio di Testaccio, porterà in scena per Romaeuropa Kids OUT, spettacolo visuale e multidisciplinare di Unterwasser, un’interessante realtà romana tutta al femminile. OUT è un’originale fiaba di formazione, dedicata sia a un pubblico di adulti che di bambini, raccontata attraverso il linguaggio immaginifico e visionario del teatro di figura. Dalle scene ispirate da grandi protagonisti dell’arte contemporanea come Folon, Steinberg, Calder e Mondrian, alle figure animate e alla musica, tutto contribuirà a trasportare il pubblico in un universo onirico e meraviglioso. (Orario spettacoli: venerdì 23 ore 21; sabato 24 e domenica 25 ore 12; 15; 17). Info www.romaeuropa.net

Da venerdì 23 a domenica 25 novembre nella location dell’Aula Ottagona alle Terme di Dioclezianoverranno portate in scena le repliche dello spettacolo di teatro musicale Le Avventure di Pinocchio, della compositrice Lucia Ronchetti con la co-realizzazione di Romaeuropa Festival e Teatro dell’Opera Roma. La compositrice, tra le più apprezzate oggi in Italia ed Europa, insieme ai solisti dell’Ensemble Intercontemporain, rileggerà il capolavoro di Collodi dando vita a una pièce di teatro musicale in cui i cinque strumenti solisti incarneranno i diversi personaggi del celebre romanzo. Ronchetti ha riscritto il suo Pinocchio come una forma leggera ed essenziale di opera da camera che permetterà ai bambini di avvicinarsi ai personaggi e interagire spontaneamente con i musicisti. (Orario spettacoli: venerdì ore 19; sabato ore 15 e ore 18; domenica ore 12 e ore 16). Info www.romaeuropa.net

Il festival della creatività urbana Creature - Esperimenti d’Arte in Laboratori Urbani, organizzato da Open City Roma in collaborazione con Goethe Institut Rom e TWM Factory, attraverso sperimentazioni culturali, laboratori, interventi artistici, mostre ed eventi intende far riscoprire il territorio del III Municipio. Nel fine settimana proporrà due esplorazioni urbane: sabato 24 novembre alle 15 L’altro fiume di Roma. Esplorazione lungo l’Aniene, a cura di Marta Del Giudice di Insieme per l’Aniene Onlus con partenza da Ponte Nomentano e attraversamento della Riserva Naturale della Valle dell’Aniene lungo il corso urbano del fiume; domenica 25 novembre alle 11 Guardare le case. Passeggiata al Tufello, a cura di Lidia Alessandra Zianna, Milena Farina e Luciano Villani con partenza da via delle Isole Curzolane 31 e attraversamento di via di Val Melaina e della “città giardino”. (La partecipazione alle due esplorazioni urbane è gratuita con prenotazione sul sito). Inoltre,fino al 9 dicembre negli spazi dedicati alle affissioni comunali nel territorio del Municipio III è allestita la mostra fotografica all’aperto Plurale di città. I 12 scatti esposti, realizzati dai fotografi Simone Galli, Alessandro Imbriaco, Maria Feck, hanno come tema centrale la città, intesa come insieme di differenze che lo sguardo fotografico può aiutare a leggere e ricomporre in una sintesi. Nell’ambito del festival si potrà partecipare al bando (scadenza 3 dicembre ore 12) che assegnerà un Premio di 1000€ alle realtà romane che lavorano nel campo della creatività rigenerando, anche temporaneamente, gli spazi della città. Info e regolamento suwww.creaturefestival.it.

Negli spazi del centro giovanile “E.C.Co.C.I” a Cinecittà, il progetto crossdisciplinare Ai Confini dell’arte 2018 rivolto alle nuove generazioni Under 25 e curato da Margine Operativo Associazione Culturale, giovedì 29 novembre alle 18.30 presenterà due graphic novel: La memoria delle tartarughe marine di Simona Binni (ed. Tunué, 2017) e Stagioni: quattro storie e mezza per Emergency di Antonio Bruscoli, Mario Spallino, Simona Binni, Paolo “Ottokin“ Campana, Francesca Carità, Gud, Roberto Maccaroni, Patrizia Pasqui, Stefano “S3KENO“ Piccoli, Marco Rocchi (ed. Tunué, 2017). Parteciperà l’autrice Simona Binni. All’incontro seguirà la presentazione delle creazioni realizzate durante il workshop di fumetti. Ingresso gratuito. Info www.margineoperativo.net/aiconfinidellarte

Nell’ambito del progetto Diffondersi (i luoghi del possibile al Quarticciolo), a cura dell’Associazione Culturale Veronica Cruciani, che fino al 13 dicembre propone teatro, musica, danza e cinema, al Teatro Biblioteca Quarticciolo domenica 25 novembre alle 21 ci sarà l’appuntamento Ascanio Celestini incontra Isabella Ferrari, al quale seguirà la proiezione del film Un giorno perfetto di Ferzan Özpetek. Info www.teatriincomune.roma.it

Al Teatro di Villa Torlonia ultime tre repliche dello spettacolo Reparto Amleto, scritto e diretto da Lorenzo Collalti, con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto. Da venerdì 23 a domenica 25 novembre, ogni sera, andrà in scena il classico shakespeariano, scomposto e attualizzato, che colloca la vicenda di Amleto ai nostri giorni, in un ospedale psichiatrico, in cui il Principe di Danimarca, delirante e su una sedia a rotelle, è accudito da due portantini, un romano e un lucano. (Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 20.30; domenica ore 17). Info www.teatrodiroma.net

Al Teatro Tor Bella Monaca, venerdì 23 e sabato 24 novembre alle 21, ultime due recite dello spettacoloElogio della Follia. Tramite un abile artificio retorico (la Dea Follia che scende sulla terra elogiando sé stessa), Erasmo da Rotterdam racconta le diverse sfaccettature della società dell’epoca mettendone a nudo i meccanismi malsani. Info www.teatrodiroma.net

Infine si segnala che fino all’8 dicembre si potrà partecipare alla call aperta da Dominio Pubblico: Millennials A(r)T Work dell’Associazione Culturale Dominio Pubblico e rivolta a ragazzi under 25, che vogliano partecipare alla raccolta di video-interviste e fotografie nei quartieri Marconi, Trullo e Corviale. Info per partecipare su www.dominiopubblicoteatro.it

 

PROGRAMMA 23 – 29 NOVEMBRE

 

ESPLORAZIONI E PERCORSI URBANI

Prosegue negli spazi del centro giovanile “E.C.Co.C.I” a Cinecittà, la programmazione di Ai Confini dell’arte 2018, progetto crossdisciplinare rivolto alle nuove generazioni Under 25 e curato da Margine Operativo Associazione Culturale. Il progetto (in corso fino al 2 dicembre) si muove tra differenti codici artistici contemporanei – street art, fumetti, performing art, narrativa, video – mettendo in rete artisti della scena contemporanea per produrre attraverso processi partecipativi e workshop, delle opere e delle azioni artistiche che si confrontano con il tema del presente e del futuro dei “confini/sconfinamenti”. Dove il “confine” non è solo segno che separa e divide, ma anche una linea in comune, e lo sconfinare è un processo di incontro e di confronto, grazie al quale hanno origine nuovi percorsi. In programma venerdì 23 e sabato 24 novembre dalle 16 alle 19 il workshop Dis/connessionededicato alla Danza e Teatro Fisico, a cura di Francesca Lombardo e Livia Porzio. Sabato 24 novembre dalle 12 alle 18.30 è la volta del workshop di Scrittura creativa Attraversamenti: vite e scritture oltre il confine condotto da Alberto Prunetti. Sempresabato 24 novembre dalle 15.30 alle 18.30 in programma il workshop Le storie a fumetti come linea di confine tra realtà e immaginazione: un percorso creativo alla scoperta della potenza narrativa del disegno, a cura di Simona Binni. Domenica 25 novembre dalle 16 alle 19 è previsto il workshop dedicato alla Street Art Sconfinamenti tra paesaggi urbani e arte, a cura di BOL – Pietro Maiozzi. Martedì 27 novembre dalle 15.30 alle 18.30 in programma il workshop Le storie a fumetti come linea di confine tra realtà e immaginazione: un percorso creativo alla scoperta della potenza narrativa del disegno, a cura di Simona Binni. Giovedì 29 novembre alle 18.30 presentazione dei graphic novel La memoria delle tartarughe marine di Simona Binni (ed. Tunué, 2017) e Stagioni: quattro storie e mezza per Emergency di Antonio Bruscoli, Mario Spallino, Simona Binni, Paolo “Ottokin“ Campana, Francesca Carità, Gud, Roberto Maccaroni, Patrizia Pasqui, Stefano “S3KENO“ Piccoli, Marco Rocchi (ed. Tunué, 2017). Partecipa l’autrice Simona Binni. A seguire, presentazione del percorso e delle creazioni realizzate durante il workshop di fumetti. Gli eventi sono tutti a ingresso gratuito. Per la partecipazione ai workshop è obbligatoria l’iscrizione alla mail:[email protected]

In corso fino al 9 dicembre Creature - Esperimenti d’Arte in Laboratori Urbani, il festival della creatività urbana organizzato da Open City Roma in collaborazione con Goethe Institut Rom e TWM Factory, che propone sperimentazioni culturali, laboratori, interventi artistici, mostre ed esplorazioni urbane per scoprire il territorio del III Municipio, come le due previste nel fine settimana: sabato 24 novembre alle 15 L’altro fiume di Roma. Esplorazione lungo l’Aniene, a cura di Marta Del Giudice di Insieme per l’Aniene Onlus con partenza da Ponte Nomentano e attraversamento della Riserva Naturale della Valle dell’Aniene lungo il corso urbano del fiume; domenica 25 novembre alle 11 Guardare le case. Passeggiata al Tufello, a cura di Lidia Alessandra Zianna, Milena Farina e Luciano Villani con partenza da via delle Isole Curzolane 31 (davanti la farmacia) e attraversamento di via di Val Melaina e della “città giardino”. (La partecipazione alle due esplorazioni urbane è gratuita con prenotazione suwww.creaturefestival.it). Nell’ambito della manifestazione, inoltre, fino al 9 dicembre negli spazi dedicati alle affissioni comunali nel territorio del Municipio III è allestita la mostra fotografica all’aperto Plurale di città. I 12 scatti esposti, realizzati dai fotografi Simone Galli, Alessandro Imbriaco, Maria Feck, hanno come tema centrale la città, intesa come insieme di differenze che lo sguardo fotografico può aiutare a leggere e ricomporre in una sintesi. La mostra vuole essere un’operazione di “hackeraggio urbano” per rigenerare la città attraverso l’arte contemporanea. Fino al 7 dicembre è possibile visitare anche la mostra Domestic Boundaries, allestita nella sede di “Roma Smistamento” in via di Villa Spada 343. Un coinvolgente percorso installativo site-specific che con una sequenza di ambienti domestici indaga i confini tra “dentro” e “fuori”, “intimo” e “mediatico”, “fisico” e “virtuale”, configurando una nuova geografia in cui “la casa tende alla città e la città si trasforma in casa”. (La mostra è visitabile da lunedì a venerdì ore 16-19. Per visitarla in orari e giorni differenti inviare una mail a [email protected]).

In occasione del festival è ancora aperto fino al 3 dicembre alle 12 il bando per assegnare un Premio alle realtà romane che lavorano nel campo della creatività e che grazie alla loro attività hanno rigenerato, anche temporaneamente, gli spazi della città. Il premio consiste in un contributo di 1000€ per realizzare all’interno del proprio spazio un’opera d’arte o di design. Info e regolamento su www.creaturefestival.it

Continua fino al 21 dicembre HER: She Loves S. Lorenzo, il primo festival di quartiere dedicato all’arte, ai dati e alla cultura dei dati, promosso dal centro di ricerca HER - Human Ecosystems Relazioni, con workshop, talk, seminari e performance in diverse location del quartiere San Lorenzo. Sabato 24 novembre dalle 15 alle 19 nella sede 4Changing e del centro di ricerca HER, in via dei Rutoli 2, in programma il workshop VizzZzz. Percezione di dati, a cura di Fotonica, Audio Video Digital Art Festival, Graziano De Vecchis e Gianluca del Gobbo. Il workshop utilizza la sorgente Human Ecosystems dedicata al quartiere per sviluppare, a partire dal concept, sonorizzazioni e visualizzazioni generative. Il codice sviluppato durante il workshop sarà pubblicato e rilasciato in modalità open source, pronto per essere ampliato, modificato e riutilizzabile da chiunque. Prenotazione obbligatoria sul sito https://www.he-r.it/her-she-loves-san-lorenzo-winter-2018-calls/

Prosegue anche a novembre il percorso di formazione Dominio Pubblico: Millennials A(r)T Work organizzato dall’Associazione Culturale Dominio Pubblico e rivolto a ragazzi under 25, che – attraverso una call aperta fino all’8 dicembre – costituiranno un teamwork che affiancherà un gruppo di street artist nella produzione artistica di un progetto urbano volto a raccontare la storia dei quartieri Marconi, Trullo e Corviale attraverso video-interviste, creazioni artistiche e materiale fotografico. La documentazione raccolta verrà presentata nell’evento pubblico Open MA(r)T in programma dal 6 all’8 dicembre al Teatro India e nei quartieri coinvolti. Info su www.dominiopubblicoteatro.it

DANZA

In corso fino al 16 dicembre il progetto Inside Out Contemporary Dance a cura del Balletto di Roma Consorzio Nazionale del Balletto Scarl, che intende far avvicinare le persone al mondo della danza, attraverso un coinvolgimento nella fase precedente alla messa in scena. In programma prove aperte, spettacoli di danza, laboratori, eventi performativi, conferenze e tavole rotonde. Nella sede in piazza San Giovanni Battista de La Salle 3/5, sabato 24 novembre alle 13.30 e domenica 25 novembre alle 17 si svolge la prova aperta di Arcaico del coreografo Davide Bombana (co-produzione Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee). “Arcaico”, presentato per la prima volta nel 2005 alla Stazione Leopolda di Firenze, è una produzione originale in cui danza contemporanea e senso degli antichi rituali si fondono. Domenica, dopo la prova aperta, è previsto l’incontro con il coreografo Davide Bombana e i musicisti e la presentazione del mini-documentario realizzato dagli studenti della Sapienza Università di Roma nell’ambito di un laboratorio a cura di Chiara Crupi. Introduce la Direttrice Artistica Francesca Magnini. Da lunedì 26 a venerdì 30 novembre dalle 15 alle 16.30 in programma il Laboratorio One By One di Pablo Tapia Leyton. Si tratta di un’esperienza d’improvvisazione in danza, che si articola partendo dalla relazione di un danzatore con uno spettatore, uno a uno per l’appunto. Mediante la creazione di dispositivi d’improvvisazione, ogni danzatore produce una gamma di materiali corporei per interagire con lo spettatore, che ha la facoltà di scegliere quale materiale vedere e in che ordine. Posti limitati, prenotazione obbligatoria per le prove e i laboratori: tel. 06.9032762; mail: [email protected]

Nell’ambito della rassegna Oscillazioni - Teatri di Vetro, a cura dell’Associazione Culturale Il Triangolo Scaleno, che include la realizzazione di laboratori, stage, incontri, tempi e luoghi di ricerca, indagine e trasmissione della cultura della scena contemporanea in un'ottica teorico-pratica, venerdì 23 e sabato 24 novembre negli spazi del DAF (Dance Arts Faculty) in via di Pietralata 159, Salvo Lombardo conduce il laboratorio OPACITY#1 con un gruppo misto di danzatori professionisti e immigrati. Tutte le info su https://teatridivetro.it

TEATRO

 

Il progetto Diffondersi (i luoghi del possibile al Quarticciolo), a cura dell’Associazione Culturale Veronica Cruciani propone al Teatro Biblioteca Quarticciolo fino al 13 dicembre teatro, musica, danza e cinema. Domenica 25 novembre alle 21 è in programma l’appuntamento Ascanio Celestini incontra Isabella Ferrari. A seguire proiezione del film Un giorno perfetto di Ferzan Özpetek.

Al Teatro Tor Bella Monaca venerdì 23 e sabato 24 novembre alle 21 ultime due repliche dello spettacolo Elogio della Follia, con Aleksandros Memetaj, Yoris Petrillo, Tiziano Panici e la regia di Tiziano Panici, liberamente ispirato all’opera “Elogio della Follia” di Erasmo da Rotterdam. Siamo nel 1509 e il grande umanista immagina la Dea Follia scendere sulla terra e tessere un encomio a sè stessa. Tramite un abile artificio retorico, Erasmo racconta le diverse sfaccettature della società dell’epoca mettendone a nudo i meccanismi malsani. La sua opera è probabilmente il testo che meglio racconta il cambiamento del mondo occidentale che nel 1500 si appresta ad entrare nell’epoca moderna.

Sul palco del Teatro di Villa Torlonia venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 novembre ultime repliche dello spettacolo Reparto Amleto, scritto e diretto da Lorenzo Collalti, con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto. Il classico shakespeariano viene scomposto e attualizzato, collocando la vicenda di Amleto ai nostri giorni, in un ospedale psichiatrico, in cui il Principe di Danimarca si è recato in preda ad un attacco isterico. Questo Amleto “malato”, delirante e su una sedia a rotelle, si ritrova posto sotto la sorveglianza di due portantini, un romano e un lucano, ai quali è stato affidato da un rigoroso dottore, deciso a diagnosticare la patologia che affligge lo “speciale” paziente. (Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 20.30; domenica ore 17).

Nell’Aula Ottagona alle Terme di Diocleziano, ultime rappresentazioni per lo spettacolo di teatro musicale Le Avventure di Pinocchio, della compositrice Lucia Ronchetti, una corealizzazione Romaeuropa Festival e Teatro dell’Opera Roma. La compositrice, tra le più apprezzate oggi in Italia ed Europa, insieme ai solisti dell’Ensemble Intercontemporain, rilegge il capolavoro di Collodi dando vita a una pièce di teatro musicale in cui i cinque strumenti solisti incarnano i diversi personaggi del celebre romanzo. Ispirandosi al teatro di strada italiano e alla “Historie du soldat” di Stravisnkij, Ronchetti riscrive il suo Pinocchio come una forma leggera ed essenziale di opera da camera che, inserita in spazi diversi, permette ai bambini di avvicinarsi ai personaggi e interagire spontaneamente con i musicisti. Così il percorso di trasformazione di Pinocchio, prima burattino di legno poi bambino vero, diventa un viaggio musicale che fa propri i paesaggi sonori italiani della drammaturgia fantascientifica di Collodi e genera eventi caleidoscopici pieni di suspense e pericolo. (Orari spettacoli: venerdì 23 novembre alle 19; sabato 24 alle 15 e alle 18; domenica 25 alle 12  e alle 16).

Nell’ambito della XVII edizione di TREND nuove frontiere della scena britannica, l’unica rassegna in Italia interamente dedicata alla drammaturgia inglese, in corso fino al 22 dicembre al Teatro Belli, venerdì 23 e sabato 24 novembre alle 21 ultime due repliche di Killology di Gary Owen, con Stefano Santospago, Emiliano Coltorti ed Edoardo Purgatori, per la regia di Maurizio Mario Pepe. Killology è un nuovo e controverso videogame che sta influenzando un’intera generazione. I giocatori ricevono dei bonus quando torturano le loro vittime e accumulano punti proporzionalmente alla loro creatività sadica. Da lunedì 26 a giovedì 28 novembre ogni sera alle 21 in scena la dark comedy A Behanding in Spokane di Martin McDonagh, con Andreapietro Anselmi, Alice Arcuri, Maurizio Bousso, Denis Fontanari e la regia di Carlo Sciaccaluga. In una camera d’albergo, un sicario di mezz’età a cui manca la mano sinistra, Carmichael, lascia un messaggio sulla segreteria telefonica della madre per rassicurarla sulla propria salute. Il misterioso uomo è alla ricerca della propria mano sinistra da 27 anni. Due giovani innamorati, spacciatori da quattro soldi, tentano di vendergli una mano sottratta al museo di storia naturale, provocando la furia dell’uomo. Le occasioni comiche sono innumerevoli.

MUSICA

 

Prosegue fino al 21 dicembre la programmazione della 55ª edizione del Festival Nuova Consonanza, intitolata “La musica e il suo doppio”, che propone diversi appuntamenti dislocati principalmente al Teatro Palladium, Macro Asilo, Mattatoio e Parco della Musica di Roma, alla ricerca di quanto di più originale e innovativo avviene nel campo della nuova creatività musicale. In programma sabato 24 novembre alle 20 al MACRO Asilo l’appuntamento musicale Viaggio nei mondi possibili. Gianni Trovalusci (flauto) e Giuseppe Silvi (regia del suono) eseguono musiche di Giorgio Nottoli (Trama lucente, per flauto ed elettronica); Domenico Guaccero (Luz, per flauto basso ed elettronica); Menije Qi (Spirit of Sword, per flauto e live electronics); Alessandra Ciccaglioni (Hestia, per flauto ed elettronica); Nicola Sani (Wassererinnerungen, per flauto basso e live electronics). Ingresso libero.

Ultimo appuntamento per Romaeuropa Festival 2018 che da venerdì 23 a domenica 25 novembre al Mattatoio di Testaccio, porta in scena OUT, spettacolo visuale e multidisciplinare di Unterwasser, un’interessante realtà romana tutta al femminile. “OUT” è un’originale fiaba di formazione raccontata attraverso il linguaggio immaginifico e visionario del teatro di figura. Dedicato sia a un pubblico di adulti che di bambini, lo spettacolo trova la sua forza nelle sorprendenti capacità plastiche del gruppo. Le figure animate e le scene, interamente realizzate dalla compagnia, traggono ispirazione da alcuni grandi protagonisti dell’arte contemporanea come Folon, Steinberg, Calder, Mondrian. Se i pupazzi, la musica e le ombre attraggono lo sguardo del pubblico per trasportarlo in un universo onirico e meraviglioso, la storia narrata, con i suoi archetipi, costringe ogni singolo spettatore, qualunque sia la sua età, a spalancare il cuore, a distruggere ogni barriera per navigare, esplorare, volare, amare o, in una sola parola, vivere. (Orari spettacoli: venerdì 23 ore 21; sabato 24 e domenica 25 ore 12; 15; 17).

Nell’ambito di Incontri Festival, diretto da Luigi Cinque e organizzato da MRF5 srl,  sabato 24 novembre alle 17 nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano in via dei Fori Imperiali 1, in programma Sacra Konzert, lezioni concerto sulla musica sacra, di Luigi Cinque e Riccardo Fassi. Eseguite musiche sacre da: Webern Sei Bagatelle, Monteverdi Sacrae Cantiunculae, Cinque Un’idea del sacro, Bizet I pescatori di perle, Gesualdo da Venosa Luci serene e chiare. Si tratta dell’esperimento ormai consolidato di unire il jazz e la musica contemporanea con la nostra grande tradizione di musica sacra dal seicento ad oggi. Ingresso libero. Info:  06 4825761 - [email protected]

 

CINEMA

Al via alla Casa del Cinema di Villa Borghese la tre giorni del Roma Web Fest (28-30 novembre), a cura di ANCEF - Associazione Nazionale Creativi e Filmmaker. Fondato e diretto da Janet De Nardis e giunto alla sua sesta edizione, l’evento è il primo festival italiano di prodotti audiovisivi webnativi ( webserie, fashion film, viral video ecc...). E’ una vetrina che ha come obiettivo principale quello di supportare i creativi che scelgono di utilizzare “la rete” come canale produttivo e distributivo mettendoli in contatto con il mercato tradizionale cinematografico e televisivo. Riflettori puntati su talentuosi filmmaker e influencer italiani e stranieri, che grazie alle potenzialità del digitale sperimentano nuove tecniche di storytelling. Ogni giorno dalle 10 alle 20 proiezioni ad ingresso gratuito.

Inoltre panel, workshop e tavole rotonde permettono di affrontare le più innovative tematiche dell’universo 4.0 con un particolare focus su realtà virtuale e aumentata applicata all’industria cinematografica. Tra gli incontri in programma mercoledì 28 novembre dalle 14 alle 16 il workshop Come scrivere una webserie e a seguire alle 16 il workshop Come costruire una web radio, dall’idea alla messa in onda; giovedì 29 novembre dalle 11 alle 13 l’incontro La creatività, i fondi e il mercato dei prodotti audiovisivi webnativi e dalle 16 alle 17 l’incontro Dalla Tv al web: gli influencer.

Info e dettagli sulle proiezioni www.romawebfest.it

Venerdì 23 novembre al Nuovo Cinema Aquila, serata conclusiva del RIFF – Rome Indipendent Film Festival, la rassegna cinematografica ideata e diretta da Fabrizio Ferrari, che anche per questa XVII edizione ha proposto un ricco programma di lungometraggi, cortometraggi e film documentari. Alle 20 è prevista la Premiazione della sezione sceneggiature e cortometraggi, mentre alle 21 la Premiazione della sezione lungometraggi e documentari. Info su www.riff.it

ARTE

 

Palazzo delle Esposizioni fino al 20 gennaio 2019 è visitabile la mostra Pixar 30 anni di animazione, curata da Elyse Klaidman e da Maria Grazia Mattei per l'edizione italiana, che presenta oltre 400 opere tra disegni, sculture, bozzetti, collage e storyboard, e una ricchissima selezione di materiali video. L’esposizione è un vero e proprio viaggio negli Studios e nell'universo creativo della Pixar. Fino al 6 gennaio 2019, nella Sala Fontana della stessa sede espositiva, è allestita la mostra Roma Fumettara che ripercorre i 25 anni di storia della Scuola Romana dei Fumetti, nata nel 1993 e fondata da un gruppo d’autori, sceneggiatori e disegnatori romani provenienti dalle esperienze più disparate. La mostra è anche l’occasione per parlare di Roma, vista attraverso lo sguardo ora innamorato, ora ironico, ora malinconico e talvolta dissacrante, di artisti che si esprimono attraverso i comics, l’illustrazione o addirittura lo storyboard cinematografico. Fino al 6 gennaio 2019 in corso anche la rassegna Giappone a colori, con due mostre a ingresso libero: al Bookstore è allestita Nihon no Ehon – Libri dal Giappone, a cura di Yukiko Hiromatsu e Yasuko Doi, che presenta una selezione di 50 libri illustrati per bambini pubblicati negli ultimi cinque anni. La mostra è organizzata dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dal Japanese Board on Books for Young People (JBBY) in occasione del 150esimo anniversario di relazione diplomatica tra l’Italia e il Giappone. Nello spazio Forum sono invece esposte le tavole originali del libro Mukashi Mukashi. C’era una volta in Giappone nato dalla collaborazione tra Fondazione Štěpan Zavřel e Franco Cosimo Panini in occasione della 35esima edizione della mostra “Le immagini della fantasia a Sarmede”. Illustratori giapponesi - Susumu Fujimoto, Kotimi, Junko Nakamura e Satoe Tone – e italiani - Mara Cozzolino, Philip Giordano, Simone Rea e Valeria Petrone - sono stati chiamati a dare forma alle più belle fiabe della tradizione nipponica, riscritte dalla penna di Giusi Quarenghi. Una serie di eventi speciali, incontri e presentazioni arricchiscono la rassegna. (Tutte le mostre in corso nel Palazzo delle Esposizioni sono visitabili domenica, martedì, mercoledì e giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22.30).

Tutte ad ingresso gratuito le proposte del Macro Asilo di via Nizza, il progetto sperimentale di museo “ospitale” curato da Giorgio de Finis. In programma venerdì 23 novembre alle 18 lectio magistralis di Giacomo Marramao dal titolo “Arte, Filosofia e Democrazia”. Sabato 24 novembre alle 16 proiezione del film 1968 Gli Uccelli - Un assalto al cielo mai raccontato di Silvio Montanaro e Gianni Ramacciotti. Un gruppo di studenti di architettura si arrampica sulla guglia del Borromini di Sant’Ivo alla Sapienza e la occupa per un giorno e una notte. Gli studenti della città accorrono in massa e la notizia fa il giro del mondo. È l’inizio del movimento del ’68. A ripercorrerne la storia sono i protagonisti di quelle vicende. Alle 18 incontro con Paolo Portoghesi, Laura Cherubini, Enrico Alleva, Paolo Brogi, Roberto Palumbo, Carlo Severati e gli “Uccelli”: Paolo Ramundo “Capinera”, Martino Branca, Gianfranco Moltedo “Naso”, Paolo Liguori “Straccio”, Roberto Federici “Diavolo”. Domenica 25 novembre alle 11 lectio magistralis di Pier Luigi Sacco dal titolo “Pratiche artistiche nello spazio pubblico: prospettive, potenzialità e paradossi della partecipazione”. Nel pomeriggio, alle 17 nell’ambito delle Macro Letture, a cura di Maria Ida Gaeta, Helena Janeczek presenta “La ragazza con la Leica” (Guanda, 2017). Martedì 27 novembre alle 17 lectio magistralis di Piero Meogrossi dal titolo “Stratificazioni x Roma”. Segue alle 18 la lectio magistralis di Adonay Bermúdez dal titolo “Il gioco entra nel museo. sovvertimenti dal surrealismo ai video games”, con la partecipazione di Mauro Cuppone e con la collaborazione della Reale Accademia di Spagna in Roma. Mercoledì 28 e giovedì 29 novembre dalle 10 alle 20 Navid Azimi Sajadi presenta “Archway”, esecuzione live del lavoro conclusivo basato sulla documentazione e sulle fotografie realizzate durante la residenza al Macro Asilo, in collaborazione con Baris Saribas. Mercoledì 28 novembre inaugura anche il convegno Nuovo disegno di architettura italiano. La centralità ritrovata a cura di Carlo Prati, con il patrocinio del Dipartimento di Architettura, Roma Tre (ore 10-14 / 15-20). I più autorevoli esponenti della nostra cultura del progetto e le nuove generazioni di architetti presentano i risultati delle loro ricerche nel corso di tre giornate dedicate al disegno di architettura italiano visto come veicolo preferenziale per ricollocarci in una posizione di rinnovata centralità nel quadro del dibattito internazionale (il convegno prosegue anche giovedì 29 ore 10-14).

Nella Sala Cinema è in corso fino al 25 novembre, ogni sera dalle 16 alle 20, la rassegna Wolf Vostell and Contemporary friends /Video Art Meeting a cura di Gianfranco Valleriani, promossa da Brain Art e Le Dame Art Gallery. In programma “Video arte tra immagine e suono” (venerdì 23 novembre); “Video art, graphics, de/collage” (sabato 24 novembre); “Coscienza ed emozioni nella video arte” (domenica 25 novembre).

Fino al 6 gennaio 2019 il padiglione 9A del Mattatoio a Testaccio, ospita Lu Song. Interni Romani, prima mostra in Europa del pittore cinese Lu Song (Pechino, 1982), curata da Ludovico Pratesi. La pittura dell’artista, di matrice figurativa, si ispira ad un’analisi attenta e puntuale della storia dell’arte europea, con una particolare attenzione al paesaggio, colto  in maniera surreale e fantastica, quasi evocativa. Tele di grandi dimensioni riprendono tematiche presenti della pittura romantica tedesca, da Gaspar David Friedrich ad Arnold Bocklin, che ha vissuto a Roma e ha interpretato con una sensibilità nordica le suggestioni del mondo classico romano. Lu Song si ricollega a questa tradizione e presenta al Mattatoio una serie di dipinti recenti, abbinati ad alcune opere realizzate per l’occasione e dedicate a Roma, con colori bronzei e quasi metallici, che suggeriscono al visitatore un’immersione nell’atmosfera fiabesca della scena, dove si uniscono tradizione e contemporaneità, passato e presente. (La mostra è visitabile da martedì a domenica ore 14-20).

FOTOGRAFIA

 

In corso fino al 3 marzo 2019 al Museo di Roma in Trastevere la mostra Lisetta Carmi, la bellezza della veritàprima mostra pubblica a Roma dedicata alla fotografa, nata a Genova nel 1924, e al suo lavoro ventennale, realizzato tra gli anni Sessanta e Settanta in Italia e in giro per il mondo in Paesi come Israele, Afghanistan, India e America Latina. Esposti oltre 170 scatti con opere conosciute e inediti presentati per l’occasione (visitabile da martedì a domenica ore 10-20; la biglietteria chiude alle 19).

INFO PER IL PUBBLICO

Web www.contemporaneamenteroma.it

Tel 060608 (tutti i giorni ore 9-19)

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Testo e immagini da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Collezione Ramo Museo del Novecento Milano mostre disegno

Milano: al Museo del Novecento la mostra dedicata alle opere su carta del ‘900 dalla collezione Ramo

Cultura

Al Museo del Novecento la mostra dedicata alle opere su carta del ‘900 dalla collezione Ramo

“Chi ha paura del disegno?” è in programma dal 23 novembre al 24 febbraio 2019

Milano, 22 novembre 2018 – Da domani, venerdì 23 novembre, il Museo del Novecento ospita la mostra dedicata alle opere su carta del ‘900 italiano della Collezione Ramo. Con più di cento opere, da Boccioni a Paolini, passando per Savinio, Fontana, Melotti, Rama, Castellani, Mauri, Agnetti, Mondino, Schifano, Pascali, Boetti, Salvo e molti altri, la straordinaria collezione privata milanese si svela al pubblico per la prima volta, presentando anche un’importante pubblicazione con il catalogo generale della Collezione.

“Chi ha paura del disegno?” Il titolo, volutamente provocatorio, ironizza sulla scarsa considerazione riservata al disegno, che verrà presentato in mostra sotto una luce completamente inaspettata. La scelta delle opere e il colorato allestimento al di fuori delle modalità tradizionali conferiscono al disegno l’importanza che merita nella storia dell’arte e ne esaltano la fruizione.

Il progetto espositivo, a cura di Irina Zucca Alessandrelli, presenta al pubblico un’ampia selezione di lavori dei più rappresentativi artisti italiani del XX secolo, e di altri ancora da riscoprire, provenienti dalla prestigiosa Collezione Ramo, una delle maggiori raccolte private di opere su carta del XX secolo, iniziata alcuni anni fa dall’imprenditore milanese Pino Rabolini, che oggi viene messa in dialogo con la collezione del museo. Con circa 600 opere, a partire dal primo ‘900, la collezione segue le tracce dei maggiori protagonisti delle avanguardie storiche fino ai primi anni Novanta. Lo scopo della collezione è testimoniare la grande importanza dell’arte italiana del secolo scorso promuovendo una cultura del disegno dal valore autonomo, al pari di pittura e scultura.

Se lasciamo parlare i disegni, si possono formare dei gruppi tematici basati su ciò che effettivamente troviamo nelle opere su carta, al di là di categorie storiche e stilistiche. Per questo la mostra si divide in quattro sezioni sotto forma di domande aperte: “Astrattismi?”, “Figurazioni?”, “Parole + immagini = ?” e, “E gli scultori?”. Sono le opere stesse a rispondere ai quesiti nati dall’associazione visiva di forme astratte e figurative di epoche diverse per metterle in dialogo tra loro.
Le quattro divisioni della mostra sono al plurale e seguite dal punto interrogativo perché non fanno riferimento a precisi movimenti, ma aprono a nuove esplorazioni, proprio per non appiattire la personale visione di un artista sul nome di un solo movimento.

 

Il pubblico avrà l’occasione di apprezzare inediti e grandi capolavori che offrono una nuova lettura di artisti conosciuti soprattutto per la produzione su tela come Cagnaccio di San Pietro, Tancredi, Gnoli, Burri, o per la scultura come Wildt, Marini, Consagra. Per alcuni artisti si è preferito esporre opere degli anni giovanili o la produzione tarda che svela aspetti molto interessanti e inediti. Ci sarà anche l’opportunità di vedere la produzione interessantissima di artisti come Rho, Munari o quella su carta di artisti noti per le installazioni con materiali poveri come Merz, Kounellis, Anselmo e Calzolari.

Data la recente scomparsa del collezionista Pino Rabolini, questa prima grande presentazione della Collezione Ramo assume anche il significato di celebrare proprio chi con sensibilità e lungimiranza aveva creduto nella forza e nelle qualità uniche del disegno.
La Collezione Ramo, nella figura del suo mecenate, si è fatta carico di restaurare il magnifico cartone di Raffaello - nonché l’unico suo disegno preparatorio di grandi dimensioni rimasto al mondo - presso la Pinacoteca Ambrosiana, che lo presenterà nella primavera del 2019.

La mostra vede anche il vivace e inaspettato intervento di Virgilio Villoresi che ha realizzato una video animazione in carta, sorta di omaggio onirico alla Collezione Ramo: “Sogni di Segni” presenta il disegno sotto forma di sogno, giocando sulle opere e i colori di quattordici artisti presenti in mostra. Nel video, che vede lʼeccezionale presenza del suo autore, le protagoniste sono due mani che, con carta, pennelli e colori di vario tipo danno letteralmente vita ad alcuni disegni della Collezione, creando così un dialogo efficace e vivace tra le varie opere.

La collezione del Museo del Novecento, sede perfetta della mostra, offre al visitatore la possibilità di un confronto diretto con i dipinti e le sculture della collezione permanente, i cui autori in gran parte coincidono con quelli della Collezione Ramo.
Contestualmente alla mostra, la Collezione Ramo presenta la pubblicazione “Disegno Italiano del XX secolo”, a cura di Irina Zucca Alessandrelli, edita da Silvana Editoriale, che ripercorre un vero e proprio viaggio nella storia del disegno italiano, a partire dalle opere presenti nella raccolta.

La mostra “Chi ha paura del disegno?” è visitabile tutti i giorni con il biglietto di ingresso al Museo del Novecento e con visite guidate gratuite per famiglie e bambini, curate da Ad Artem. Offerte dalla Collezione Ramo e dalla scuola di scrittura Belleville, le attività partono con una visita che si snoda tra le opere esposte in mostra e la collezione permanente, e proseguono con un laboratorio didattico differenziato in base all’età dei partecipanti (per info e prenotazioni).

Per l’occasione sono stati inoltre creati il sito www.chihapauradeldisegno.it e il profilo Instagram della collezione (@collezioneramo) per rimanere sempre aggiornati sulle mostre e sulle attività della prestigiosa raccolta milanese.

Come da Comune di Milano.