Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

Importanti recuperi archeologici del Comando Carabinieri TPC

Tre operazioni diverse del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che hanno portato ad un risultato brillante e prezioso: il recupero del nostro patrimonio artistico e archeologico perennemente oggetto di criminali senza scrupoli.

La prima operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto, ha fruttato il recupero di due importantissimi capitelli romanici, già provento di furto perpetrato ai danni della cripta di S. Giovanni in Leopardis in Borgorose (RI). Il lavoro del Nucleo TPC ha permesso così il ritrovamento dei due preziosi manufatti tramite il costante monitoraggio che viene effettuato nel settore antiquario e grazie ai capillari controlli amministrativi su tutto il territorio nazionale.

Nel caso specifico, un controllo presso un antiquario umbro ha consentito di localizzare i preziosi capitelli decorati con motivi fitomorfi (foglie di acanto stilizzate con elementi stellari), zoomorfi ed antropomorfi, che sono gli unici superstiti di quanto rimasto intatto di un importante complesso monastico benedettino del Cicolano, menzionato, per la prima volta nella Bolla papale di Anastasio IV del 21 gennaio 1153.

Nel 1981 la cripta fu restaurata dal Comune di Borgorose, ma pochi anni dopo, nel dicembre 1984, subì un gravissimo ed irreparabile danno: ignoti, approfittando del pubblico disinteresse, spezzarono cinque colonne che sostenevano altrettanti capitelli, rubandoli e provocando così il crollo di parte delle volte e la rovina dell’intera struttura architettonica.

Il recente recupero alimenta la speranza di poter ricostruire, anche solo virtualmente, l’intero complesso monumentale, riconsegnando alla pubblica fruibilità di quel territorio, recentemente provato dagli eventi sismici, questi significativi frammenti di storia ed architettura che erano stati barbaramente aggrediti.

La seconda indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, scaturisce da uno specifico servizio di controllo presso un’importante fiera internazionale di antiquariato di Firenze, allorché personale del Reparto Operativo del Comando Carabinieri T.P.C. ha riscontrato che, presso uno stand, tra i vari beni esposti, vi era una scultura in marmo del XVIII Sec. raffigurante una testa di Giove. L’opera è risultata essere quella asportata in data 18.06.2013 presso il complesso monumentale Villa Albani Torlonia di Roma. Le indagini, condotte esaminando i singoli passaggi e la documentazione a corredo dell’opera, hanno consentito di risalire al ricettatore, personaggio già noto ai Carabinieri per fatti analoghi.

La terza operazione, ma non per importanza, si è sviluppata a partire dal 2011, a seguito di attività d’indagine in ambito internazionale, tesa a contrastare il traffico illecito di beni numismatici di provenienza italiana, in particolare attraverso il monitoraggio delle aste di settore. In quell’occasione erano stati individuate persone dedite alla commercializzazione di monete di natura archeologica, soprattutto verso gli U.S.A. e la Svizzera.  L’analisi dei tabulati telefonici di uno dei due soggetti confermava l’ipotesi investigativa, poiché venivano accertati diversi collegamenti con pregiudicati per reati specifici, localizzati in Sicilia.

Lo sviluppo dell’attività investigativa, denominata “Principato”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e dal Ministero Pubblico di Lugano, si concretizzava con la perquisizione delle cassette di sicurezza intestate ad uno degli indagati, presso le sedi della UBS di Chiasso e Zurigo. Le operazioni consentivano di rinvenire materiale numismatico e beni di diversa tipologia ed epoca, in particolare: reperti archeologici di epoca compresa tra il IV Sec. a.C. ed il VI Sec. d.C., monete romane e magnogreche, medaglie, nonché monili in bronzo. Recentemente, a conclusione dell’indagine, militari della Sezione Archeologia del Reparto Operativo, hanno proceduto al rimpatrio ed alla confisca dei beni risultati di sicura provenienza illecita dall’Italia, ovvero: 345 monete romane e magnogreche, 2 fibule in bronzo, 44 medaglie, 1 timbro in bronzo. Il valore dei reperti rimpatriati ammonta a circa cinquecentomila euro.


Università La Sapienza Roma

Università La Sapienza a Roma: eventi dal 26 al 30 novembre

Università La Sapienza Roma

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Giornata Regionale dei Musei di Calabria Galleria Nazionale di Cosenza Palazzo Arnone

Giornata Regionale dei Musei di Calabria alla Galleria Nazionale di Cosenza

Giornata Regionale dei Musei di Calabria

Galleria Nazionale di Cosenza

Cosenza - Palazzo Arnone

Sabato 24 novembre 2018

La Galleria Nazionale di Cosenza aderisce alla prima Giornata Regionale dei Musei di Calabria, indetta dalla Regione Calabria, in programma sabato 24 novembre 2018, confermando l’ingresso gratuito e l’orario di apertura dalle ore 10:00 fino alle 18:00.


La Galleria Nazionale propone, per l’occasione, un percorso nel tempo, tra i magnifici tesori d’arte delle sue collezioni, alla scoperta della creatività espressa da artisti nati in Calabria. L’avvincente itinerario comprende i dipinti su tavola di Marco Cardisco e Pietro Negroni, che  documentano il Cinquecento, l’importante raccolta di tele di Mattia Preti e l’opera di Francesco Cozza a testimoniare il Seicento, le opere di Gaele Covelli e Umberto Boccioni che lambiscono il Novecento, i lavori di Mimmo Rotella, Cesare Berlingeri, Alfredo Pirri, Giulio Telarico che illustrano le più recenti ricerche artistiche.


Ad attendere i visitatori a Palazzo Arnone, monumentale edificio del Cinquecento che ospita il Museo, sarà, inoltre, l’iniziativa in corso,“Prospettiva Gold Cosenza”, un invito a riflettere sull’esperienza percettiva offerta dalla visuale sul centro storico della città, godibile da una finestra del Palazzo. La postazione, appositamente allestita, fornisce le informazioni generali sui principali monumenti e luoghi di cultura visibili da questa angolazione e mette a disposizione l’occorrente per descrivere le suggestioni del paesaggio, con uno schizzo o in poche righe; il Museo avrà cura di raccogliere i contributi individuali in un originale almanacco collettivo.

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Pompei per tutti visite silenziose

Pompei per tutti: visite silenziose. Il sito sempre più accessibile

Pompei sempre più accessibile e inclusiva. Grazie al protocollo d’intesa stipulato tra il Parco archeologico di Pompei e l’Ente Nazionale Sordi-Sezione Provinciale di Napoli (ENS) sarà possibile, per le persone sorde, avvalersi di un accompagnamento dedicato, per fruire al meglio il sito di Pompei e cogliere appieno le suggestioni e le atmosfere dei luoghi.

Operatori specializzati sordi, madrelingua LIS, sono stati appositamente formati dal personale del Parco archeologico al fine di poter strutturare una visita al sito adeguata alle esigenze specifiche dei sordi consentendo di superare un’ulteriore barriera all’accessibilità del nostro patrimonio culturale.

Questa mattina, giovedì 22 novembre 2018, il Direttore Generale Massimo Osanna e la Presidente ENS Sezione Provinciale di Napoli Elvira Sepe hanno presentato il progetto frutto di questa collaborazione. Subito dopo la presentazione è seguita una breve visita guidata in Lingua dei Segni Italiana dall’ingresso di Piazza Anfiteatro.

Gli utenti che, di volta in volta, vorranno usufruire del servizio troveranno tutte le informazioni e i riferimenti sulla pagina dedicata del sito web http://www.pompeiisites.org/ e sul sito http://napoli.ens.it/servizi-e-convenzioni/guida-in-lis dove si potranno reperire i moduli di partecipazione e le circolare informativa per la partecipazione alle date dedicate alle visite guidate in LIS oppure contattare l'indirizzo mail [email protected] Il servizio partirà in via sperimentale.

Si tratta di una delle varie attività, rientranti nel più generale quadro di iniziative del Parco finalizzate a migliorare i livelli di fruibilità del sito, in linea con i principi rilanciati dall’ “Anno Europeo del Patrimonio culturale” in tema di accessibilità alle realtà museali, archeologiche e ai luoghi d’arte in generale, delle persone con disabilità motoria, sensoriale e cognitiva.

Il percorso “Pompei per tutti”, che nasce come itinerario facilitato per consentire  a visitatori con disabilità motorie o a famiglie con passeggino di percorrere agevolmente oltre 3km di area archeologica accedendo alle domus più significative, ma che oggi raccoglie le varie iniziative di accessibilità al sito, è stato il primo step avviato in questa direzione, cui si è aggiunto in via sperimentale il sistema di braccialetti Con –Me, dispositivi  per la visita in sicurezza e il monitoraggio degli utenti con disabilità.

“L’abolizione di ogni barriera tangibile o intangibile alla fruizione del bene culturale  è un’azione di dignità fondamentale, seppure non ancora del tutto scontata. – dichiara il Direttore Generale, Massimo Osanna. L’approccio inclusivo al godimento del patrimonio archeologico costituisce un punto di forza e un momento di arricchimento sociale e culturale per tutte le categorie di visitatori”.

“La firma del protocollo d’intesa con il Parco Archeologico di Pompei – dichiara Elvira Sepe, Presidente ENS - è un’ulteriore passo verso il reale abbattimento delle barriere comunicative. Una reale accessibilità per le persone sorde può essere fatta sola grazie alla sensibilità di persone come il Direttore Osanna. Grazie a questa importante iniziativa potremmo garantire ai cittadini sordi la possibilità di accesso e fruizione di uno dei più importanti siti archeologici esistenti nel mondo.

La mancanza di attenzione, che fino ad oggi c’è stata nei confronti delle persone sorde, non ha dato a noi la possibilità di capire appieno il reale valore del patrimonio artistico-culturale della nostra città e della nostra nazione. Ora grazie anche a questo importante passo fatto dal Parco Archeologico di Pompei sono sicura che sempre più strutture museali intraprenderanno la strada della piena accessibilità per le persone sorde.”


Prima Diffusa Attila Milano Teatro alla Scala

Milano: la “Prima diffusa” torna con “Attila” di Giuseppe Verdi

Cultura

La “Prima diffusa” torna in città con “Attila” di Giuseppe Verdi

Più di 40 luoghi e spazi della città interessati da oltre 50 tra concerti, reading e installazioni gratuiti; 37 proiezioni in diretta dal Teatro alla Scala

Milano, 21 novembre 2018 – Dal 1° al 9 dicembre, il Comune di Milano e Edison portano in città l’energia dell’opera che inaugura la stagione 2018/2019 del Teatro alla Scala, “Attila” di Giuseppe Verdi diretto da Riccardo Chailly e con la regia di Davide Livermore, trasmesso in diretta mondiale da Rai, grazie alla settima edizione della Prima diffusa che accenderà oltre 40 luoghi e spazi della città con più di 50 eventi gratuiti tra proiezioni, rievocazioni, laboratori, reading e performance, incontri e conferenze dedicati all’opera di inaugurazione della stagione scaligera.

“Questa ottava edizione di Prima diffusa - uno dei primi progetti di partecipazione artistica e culturale promossi dalla città di Milano - conferma la bontà di una scelta che punta a condividere emozioni e bellezza con un pubblico sempre più ampio grazie a un programma che, ad ogni edizione, diventa sempre più ricco e diffuso – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Anche questa nuova edizione infatti porta la Prima della Scala fuori dal teatro e la diffonde in città, consentendo una grande partecipazione a questo appuntamento così importante per la nostra città”.

“Siamo orgogliosi di annunciare per l’ottavo anno consecutivo la collaborazione di Edison con il Comune di Milano e con il Teatro alla Scala in occasione di Prima diffusa – dichiara Marc Benayoun, amministratore delegato di Edison –. In questi anni abbiamo costantemente fornito la nostra energia per alimentare un’idea e un progetto innovativi ed esclusivi per la ‘nostra’ città di nascita e in collaborazione con un’icona milanese – il Teatro alla Scala – che da sempre crea e rappresenta una delle maggiori eccellenze italiane nel mondo. Edison da oltre 130 anni produce e diffonde energia al Paese. Da allora, l’energia è evoluta, è più intelligente, più pulita, più versatile, è sempre più vicina alle persone. Siamo emozionati nel pensare che grazie a Prima diffusa l’energia Edison diventa anche una razionale forma di magia.”

“Rendere la Scala sempre più aperta e accessibile è per noi un impegno fondamentale –, afferma il Sovrintendente Alexander Pereira –. Per tutto l’anno coinvolgiamo il nostro pubblico attraverso convegni, proiezioni, serate a prezzo ridotto: Prima diffusa è il momento in cui grazie alla collaborazione del Comune di Milano e di Edison il teatro dialoga con la città in modo più intenso e capillare portando le riprese realizzate dalla Rai in cinema, teatri e luoghi di aggregazione. Attila di Verdi con la direzione del M° Chailly e la regia di Davide Livermore è un titolo particolarmente adatto, per il valore musicale ma anche per i moltissimi rimandi storici e culturali”.

Il cuore della Prima diffusa 2018 tornano ad essere le proiezioni in diretta dell’opera inaugurale della stagione scaligera, in collaborazione con Teatro alla Scala e RAI, che ne cura le riprese e la diffusione in diretta su Rai 1 e via satellite. Trentasette luoghi di proiezione nei nove municipi della città e fuori città. Molti i luoghi simbolici come gli Istituti penitenziari San Vittore e Cesare Beccaria, la Casa dell’Accoglienza ‘Enzo Jannacci’, il Teatro Rosetum, ma anche nuove sedi come i tre grandi alberghi Hotels Four Points by Sheraton, Double Tree by Hilton e Grand Hotel Villa Torretta. Sempre più ampio il numero delle proiezioni in diretta nei municipi: dal Barrio’s al MuDeC, dal Borgo Sostenibile Figino a Villa Scheibler, dal Teatro Munari fino al Mercato Comunale Ferrara.
Molte delle proiezioni sono precedute da guide all’ascolto a cura dell’Accademia Teatro alla Scala.

Il Teatro alla Scala accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’opera di Giuseppe Verdi attraverso diversi eventi, tra cui l’incontro del Maestro Riccardo Chailly con i loggionisti giovedì 22 novembre, l’inaugurazione venerdì 23 novembre del ciclo “Note di storia” con cui la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli offre un inquadramento storico e sociale delle opere in cartellone - che costituirà il primo incontro pubblico con Davide Livermore - per culminare con l’ormai tradizionale quanto atteso, appuntamento con gli studenti universitari della città, ripreso da Rai Cultura, che il Maestro Riccardo Chailly incontrerà prima di una prova aperta a loro riservata martedì 27 novembre. Queste iniziative prepareranno l’apertura ufficiale del palinsesto di Prima diffusa edizione 2018 sabato 1° e domenica 2 dicembre (dalle 10.30 alle 18.30) negli spazi del Castello Sforzesco con una rievocazione storica che riporterà in vita i protagonisti del capolavoro verdiano.

Le schiere unne di Attila si fronteggeranno alle legioni di Ezio, l’ultimo valoroso generale romano che sconfisse l’unno nella battaglia dei Campi Catalaunici.
Durante le due giornate sarà possibile visitare l’accampamento dei romani e quello dei barbari, assistere a duelli tra guerrieri germanici e giochi di abilità tra cavalieri unni, tirare con archi storici, seguire le attività degli artigiani impegnati nella forgiatura del ferro e scoprire le origini della falconeria. Alla luce di bracieri, attori-narratori racconteranno i passi più misteriosi della vita di Attila, colui che per vent’anni tenne in scacco i due imperi Romani, ma il cui dominio, dopo la morte, si dissolse come neve al sole.
Saranno tante anche le sorprese per i più piccoli: dall’addestramento alla battaglia al tiro con l’arco, fino alla possibilità assistere a vere e proprie sfide a cavallo.

Lo stesso 1° dicembre gli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala grazie a un progetto espositivo che dalla Sala Viscontea del Castello Sforzesco si svilupperà fino al 9 dicembre su diverse sedi (CineTeatro Delfino, Spazio Tadini e Barrio’s), daranno la loro personale lettura di Attila, mettendo in luce il lavoro delle molteplici figure professionali tecnico-artistiche coinvolte nella produzione dell’opera: dallo scenografo al sarto, dall’esperto in trucco ed effetti speciali al lighting designer al fotografo e videomaker.

Il percorso comprende una videoinstallazione e l’esposizione di bozzetti e figurini ispirati all’opera verdiana, di costumi di scena di storiche edizioni scaligere, oltre a progetti di special make-up con la realizzazione live del trucco speciale per il personaggio di Attila: avvolto in uno spazio sonoro dominato da grandi pannelli su cui scorreranno video ed immagini fotografiche, il pubblico, guidato dai protagonisti della Prima, potrà così aggirarsi indisturbato dietro le quinte e nella sala del Teatro, dove si sta preparando Attila e vedere in anteprima alcune delle scene dell’opera.

Un incontro tra il Maestro Chailly e l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno, al Barrio’s mercoledì 5 dicembre alle ore 18, consentirà di approfondire ulteriormente la conoscenza dell’opera attraverso un dialogo informale, ma appassionato, tra i due musicisti. A seguire, un recital dei solisti dell’Accademia Teatro alla Scala impegnati in un programma che oltre ad Attila esplorerà altre pagine verdiane tratte da Oberto, conte di San Bonifacio, I Lombardi alla prima crociata, Giovanna D’Arco, I masnadieri, Rigoletto.

Wow Spazio fumetto ospiterà “Attila, dall’opera di Verdi al mito”, una mostra che consentirà di scoprire come l’illustrazione popolare, il fumetto e il cinema abbiano raccontato il personaggio Attila.

Neri Marcorè, Valerio Massimo Manfredi, Daniele Giglioli, Antonio Sgobba, Gaia Berruto e Pacifico saranno protagonisti in diversi luoghi della città (dalla Triennale al Mare Culturale Urbano, dallo Spazio Teatro 89 allo Spazio Tadini e al Castello Sforzesco) di una serie di Incontri barbari, che, partendo dallo sfondo storico dell’opera verdiana, vogliono essere un’occasione per leggere la storia contemporanea e per mettere a confronto la barbarie di ieri con quella di oggi.

Infine, una rassegna di film ironica che racconta la figura di Attila – “Il re dei barbari”, “Attila” e “Attila flagello di Dio” – avrà luogo al MIC - Museo Interattivo del Cinema il 6 e 7 dicembre.

Il programma e l’intero palinsesto di Prima diffusa 2018 sono disponibili su comune.milano.it/primadiffusa e su edison.it/prima-diffusa.

Come da Comune di Milano.


Nel week-end l’arte si anima: appuntamenti del 24 e 25 novembre a Roma

Nel week-end l’arte si anima ai Musei Capitolini per l’apertura serale di sabato 24 con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Domenica 25 concerto gratuito al Museo Pietro Canonica e per tutto il fine settimana laboratori e visite gratuite rivolte a famiglie e bambini

Roma, 21 novembre 2018 – Tanta musica e importanti novità nel prossimo appuntamento della manifestazione Nel week-end l’arte si anima. Dopo i successi delle aperture serali al Museo di Roma, sabato 24 novembre l’iniziativa si sposta nella vicina Piazza del Campidoglio per la prima apertura serale stagionale dei Musei Capitolini.

Il Museo pubblico più antico del mondo aprirà le proprie porte ai visitatori dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso alle ore 23) e li accoglierà con una programmazione musicale in grande stile proposta dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Con ilbiglietto del costo simbolico di un euro o gratuitamente per i possessori della MIC Card si potranno apprezzare, oltre all’intero complesso museale, le mostre temporanee La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia e I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura.

A fare da colonna sonora alla visita ci sarà l’Ensemble Voci Italiane dell’Accademia che, nell’Esedra del Marco Aurelio alle 20.15, alle 21.30 e alle 23.00, ripercorrerà la melodia napoletana nel rispetto della tradizione ma con uno sguardo innovativo. IlViaggio a Napoli proposto dai musicisti dell’Accademia tenterà di raccontare, grazie anche agli arrangiamenti del Maestro Ciro Visco e del Maestro Paolo Tagliapietra, l’amore per una città unica come Napoli attraverso un excursus musicale che andrà dai brani di autori della tradizione teatrale settecentesca come Niccolò PiccinniGaetano DonizettiGioachino RossiniSaverio Mercadante fino a quelli più recenti di Francesco Paolo TostiVincenzo Valente e Eduardo Di Capua.

All’interno del Salone di Palazzo Nuovo, invece, si terrà alle 21.00 e alle 22.15 il concerto Duetti del Duo Egeria. Sarà una esibizione basata sulla comunione apparentemente inusuale tra le “voci” di due strumenti, la viola e la chitarra, che si legano al di là di ogni aspettativa creando suggestioni timbriche e varietà cromatiche affascinanti. Per l’occasione sarà proposto un programma che spazia dalla musica barocca a quella del ’900 che al barocco si richiama e da esso viene influenzata.

In occasione dell’apertura straordinaria serale di sabato 24 novembre dei Musei Capitolini si inaugurerà al pubblico anche la nuova videoinstallazione sviluppata attorno al plastico di Roma arcaica presentato nella mostra La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia, in programma fino al 27 gennaio 2019. Grazie al dialogo tra plastico e proiezioni, il visitatore avrà l’opportunità di viaggiare nel tempo, dal presente al passato più antico della città, conoscere l’affascinante racconto dell’archeologia attraverso i principali contesti da cui provengono i materiali della mostra e scoprire le tappe che hanno forgiato l’identità della città durante la sua millenaria esistenza.

Il fine settimana in musica proseguirà poi domenica 25 novembre, giorno in cui si ripeterà, alle ore 11.30, il consueto appuntamento con il concerto a ingresso gratuito. In collaborazione con la Sapienza Università di Roma andrà in scena, al Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, l’Orchestra EtnoMuSa diretta da Letizia Aprile con un repertorio di canti popolari, il più delle volte anonimi e tramandati oralmente, che, dalla fine del 1700 al 1960, hanno raccontato il vissuto delle popolazioni subalterne dando lo spaccato di una storia a volte dimenticata.

Ma non ci sarà soltanto la musica ad arricchire questo fine settimana. Numerose saranno, infatti, le attività didattiche e le visite guidate totalmente gratuite che si rivolgeranno alle famiglie e al pubblico dei più piccoli. Si comincerà sabato 24 alle 11 al Museo di scultura antica Giovanni Barracco con la visita per famiglie dal titolo Le civiltà più antiche: Egitto e Mesopotamia. Tramite la collezione di Giovanni Barracco, si andrà alla scoperta dell’arte Egizia e dell’arte Mesopotamica, non altrimenti rappresentate nei musei di Roma. Le diverse manifestazioni artistiche di queste popolazioni permetteranno ai visitatori di approfondire il discorso sulla vita quotidiana, la religione, le usanze funebri, l’abbigliamento e altri temi legati alle culture sviluppate da queste antiche civiltà. Ancora sabato 24 alle 11.30 al Museo delle Mura ci sarà invece il laboratorio per bambini La difesa della città: tecniche di costruzione di Mura e Porte. Dopo la visita della Porta e di un tratto del cammino di ronda, i bambini saranno stimolati all’osservazione dei particolari costruttivi tramite schede da compilare, appositamente concepite. A seguire i bambini sperimenteranno la maggiore o minore resistenza all’attacco delle strutture curve, degli spigoli, delle pareti lisce utilizzando modelli in cartone, che saranno colpiti da lanci di pietre (ciottoli) e biglie. L’esito dei tiri sarà registrato per dedurre la resistenza delle diverse tipologie di strutture.

Domenica 25 invece ci si sposterà al Museo di Casal de’ Pazzi dove alle ore 11 si realizzerà il laboratorio La pietra racconta. Dopo una visita al museo per conoscere le specifiche tematiche del sito, si assisterà dal vivo alla produzione di alcuni strumenti di pietra, del tutto simili a quelli presenti nelle vetrine espositive. I ragazzi sperimenteranno poi, con la guida degli operatori e con le adeguate protezioni, l’uso di alcuni oggetti per riscoprirne l’antica funzione e fare un confronto con gli oggetti dell’odierna vita quotidiana. Alle ore 11.30, l’appuntamento è fissato al Museo Napoleonico per la visita rivolta ai bambini tra i 6 e i 10 anni: Nei salotti di cent’anni fa… un viaggio nel tempo, tra oggetti e opere d’arte, attraverso le sale del Museo Napoleonico. Questo museo è il luogo ideale per mostrare ai bambini i cambiamenti nel gusto e nello stile che si sono susseguiti nel corso dell’Ottocento. Dagli esempi di stile Impero delle sale iniziali a quelli di fine secolo degli ultimi ambienti museali, il percorso di visita evidenzierà quanto l’abbigliamento o l’arredamento siano mutati durante un secolo. L’osservazione attenta di arredi, oggetti insoliti e abiti, esposti o raffigurati nei dipinti, consentirà ai partecipanti di cogliere differenze e spunti che una volta tornati a casa potranno dar vita a stimolanti approfondimenti.

Nel week-end l’arte si anima è una manifestazione promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è realizzata in collaborazione con le principali istituzioni cittadine come Fondazione Musica per RomaTeatro di RomaTeatro dell’OperaAccademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Università Roma Tre e con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Prossimi appuntamenti: sabato 1 dicembre apertura straordinaria dei Musei Civici e di altri spazi culturali della città per la nuova edizione di Musei in Musica. Nel week-end l’arte si anima torna da sabato 8 dicembre con l’apertura dei Musei Capitolini e gli eventi a cura del Teatro di Roma e di Roma Tre Orchestra.

PROGRAMMA EVENTI

Sabato 24 novembre

MUSEI CAPITOLINI

A cura dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

ESEDRA DEL MARCO AURELIO | Ore 20.15, 21.30, 23.00

“Viaggio a Napoli”

ProgrammaLa palommella, musica di Niccolò Piccinni; I’ te vurria vasà, musica di Eduardo Di Capua, versi di Vincenzo Russo;Lo cardillo, musica di Gaetano Donizetti, versi di Pietro Labriola e Masiello Bonito; ’O marenariello, musica di Salvatore Gambardella, versi di Gennaro Ottaviano; Te vojo bene assaje, musica di Gaetano Donizetti, versi di Raffaele Sacco; Palomm’ ’e notte, musica di Francesco Buongiovanni, versi di Salvatore Di Giacomo; Mmiez’ o grano, musica di Evemero Nardella, testo di Eduardo Nicolardi; Mandulinata a Napule, musica di Ernesto Tagliaferri, versi di Ernesto Murolo; Napule ca se ne va, musica di Ernesto Tagliaferri, versi di Ernesto Murolo; Silenzio cantatore, musica di Gaetano Lama, versi di Libero Bovio; ’O sole mio, musica di Eduardo Di Capua, versi di Giovanni Capurro.

ConEnsemble Voci italiane

 

SALONE DI PALAZZO NUOVO | Ore 21.00, 22.15

“Duetti”

Programma: Marais: Cinque danze francesi; Telemann: Sonata per viola e chitarra; Margola: Fantasia e scherzo; Villa lobos: Bachiana brasiliana numero 5

ConDuo Egeria

 

Domenica 25 novembre ore 11.30

MUSEO PIETRO CANONICA A VILLA BORGHESE

In collaborazione con Sapienza Università di Roma

“Momenti della storia d’Italia attraverso la canzone popolare”

ConOrchestra EtnoMuSa diretta da Letizia Aprile

PROGRAMMA VISITE E ATTIVITÀ DIDATTICHE

 

Sabato 24 novembre ore 11.00

MUSEO DI SCULTURA ANTICA GIOVANNI BARRACCO

“Le civiltà più antiche: Egitto e Mesopotamia”

Visita per famiglie

Prenotazione consigliata allo 060608

(Max 30 persone fino a esaurimento posti)

Sabato 24 novembre ore 11.30

MUSEO DELLE MURA

“La difesa della città: tecniche di costruzione di Mura e Porte”

Laboratorio per bambini da 8 a 12 anni

Prenotazione consigliata allo 060608

(Max 30 persone fino a esaurimento posti)

 

Domenica 25 novembre ore 11.00

MUSEO CASAL DE’ PAZZI

“La pietra racconta”

Laboratorio per bambini da 8 a 14 anni

Prenotazione consigliata allo 060608

(Max 30 persone fino a esaurimento posti)

 

Domenica 25 novembre ore 11.30

MUSEO NAPOLEONICO

“Nei salotti di cent’anni fa… un viaggio nel tempo, tra oggetti e opere d’arte, attraverso le sale del Museo Napoleonico”

Visita per bambini dai 6 ai 10 anni

Prenotazione consigliata allo 060608

(Max 30 persone fino a esaurimento posti)

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Calabria: costituzione del Comitato Scientifico Numismatico

COMITATO SCIENTIFICO NUMISMATICO

Considerato il cospicuo numero di monete conservate presso i depositi del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide e del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, provenienti da scavo o da dissequestri dell’Autorità Giudiziaria, e che solo una esigua parte dell’ingente patrimonio numismatico in questione è stata inventariata, catalogata e pubblicata, si è ufficialmente costituito il Comitato Scientifico Numismatico. Il decreto costitutivo del Comitato nasce sotto l’egida scientifica del Direttore del Polo Museale della Calabria, Angela Acordon accogliendo la proposta del Direttore dei Musei, Adele Bonofiglio.

Obiettivo primario del Comitato è la costituzione, aggiornata e scientificamente corretta, del monetiere del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide e del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”.

Il Comitato Numismatico nasce in un periodo particolarmente stimolante vista l’imminente realizzazione del progetto di riallestimento del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide che prevede l’inserimento di vetrine dedicate ai rinvenimenti numismatici.

Il Comitato scientifico sarà così costituito:

  • Presidente: Prof. Ermanno Arslan, Membro onorario della Commission Internationale de Numismatique

  • Membro Esperto per il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”: Prof. Benedetto Carroccio, Professore di Numismatica presso l’Università della Calabria – Socio dell’Accademia Italiana di Studi Numismatici

  • Membro Esperto per il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide: Dott.ssa Giorgia Gargano, Ispettore onorario ai beni Numismatici della Calabria

  • Coordinatore e Direttore Scientifico: Dott.ssa Adele Bonofiglio, Direttore Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”

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Museo delle Culture MUDEC Banksy

Milano: dal 21 novembre la mostra “A visual protest. The art of Banksy”

MuDeC

Dal 21 novembre “A visual protest. The art of Banksy”.

Per la prima volta l’arte dello street artist entra in un museo pubblico italiano In programma fino al 14 aprile 2019.

Museo delle Culture MUDEC BanksyMilano, 20 novembre 2018 – Apre domani al MuDeC la prima mostra mai dedicata a Banksy in un museo pubblico italiano. Banksy, artista e writer inglese la cui identità rimane tuttora nascosta, è considerato uno dei più noti rappresentanti della street art contemporanea e i suoi lavori esprimono sempre, in chiave satirica e provocatoria, posizioni politiche o etiche, in grado di interpretare o influenzare il pensiero collettivo. La sua protesta visuale, insieme all’alone di mistero che circonda la sua figura, hanno conquistato un pubblico ampio e trasversale, costituito in grande maggioranza dai giovani.

Sarà una mostra non autorizzata dall’artista, come tutte quelle a lui dedicate prima d’ora, in quanto Banksy continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza dal “sistema”.

“A Visual Protest. The Art of Banksy”, in programma al MuDeC fino al 14 aprile 2019, è un progetto espositivo curato da Gianni Mercurio che raccoglie circa 80 lavori tra dipinti, litografie, serigrafie e print numerati (edizioni limitate a opera dell’artista), corredati di oggetti, fotografie e video, circa 60 copertine di vinili e cd da lui disegnati e una quarantina di memorabilia (adesivi, stampe, magazine, fanzine, flyer promozionali) che raccontano attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy.

Il percorso risponde alla mission del Museo, che intende fornire a un pubblico più ampio possibile le chiavi di lettura per comprendere (e apprezzare) una forma di espressione artistica capace di attraversare in maniera trasversale tutte le culture contemporanee, dove si è affermata come tecnica in grado di affrontare i grandi temi del presente.

La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE - che ne è anche il produttore - e ideata da Madeinart, rientra nel più ampio progetto scientifico concepito dal MuDeC dal titolo “Geografie del futuro”, un racconto sul “sapere geografico” inteso come approfondimento sui territori e sulle culture che li abitano, letto attraverso la lente di diverse discipline di studio (storiche, sociali, fisiche, antropologiche, ecc). In particolare, con Banksy la relazione con la geografia si connota di tratti sociali: la relazione con il paesaggio umano nel quale Banksy si esprime, spesso in zone di conflitto, l’attitudine sperimentale e l’interesse verso la teoria della “psicogeografia” di matrice situazionista, secondo cui lo spazio di azione dell’artista è il territorio.

"Voglio sottolineare la sempre più profonda sintonia tra lo staff del Mudec e quello del partner privato 24ORE Cultura, che ha come effetti la realizzazione di progetti espositivi in reciproca e profonda coerenza, e l'autorevolezza dell'impianto curatoriale, di grande qualità e rigore scientifico - ha affermato l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Questa esposizione è infatti l'approdo del progetto scientifico del MuDeC dal titolo 'Geografie del futuro', che propone una riflessione sulle articolazioni sociali del presente e del futuro e comprende anche le due mostre già aperte al pubblico 'Capitani coraggiosi' e 'Se a parlare non resta che il fiume'".

Il MuDeC, dal 27 novembre fino al 15 gennaio 2019, proporrà una campagna di comunicazione legata alla mostra che prevede l’affissione in giro per la città di 660 manifesti (140x200 cm) per dare la possibilità, agli artisti che vorranno esprimersi, di trasformare il manifesto in un’opera. Ogni 15 giorni verranno affissi 220 manifesti, pronti a ospitare le creazioni degli artisti. Poi, come da regolamento comunale, i manifesti verranno sostituiti per dare spazio alle nuove creatività; lo stesso destino, del resto, che subiscono le opere di alcuni street artist, godute solo da poche persone prima della loro cancellazione, strappo, distruzione o furto.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Introduzione

Dopo aver varcato un’ideale “soglia” che evoca un mondo industriale e metropolitano, il visitatore si imbatte nella prima sezione introduttiva: il mondo di Banksy prima di Banksy. Il Situazionismo, le proteste del maggio 1968 e iwriter di New York degli anni ’70 e ’80 furono i “movimenti” che, con una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini e con un’attitudine all’azione sono per Banksy espliciti riferimenti per modalità espressive o per “affinità elettive”. Del movimento situazionista degli anni ’50 e ’60 (con radici nel marxismo, nell’anarchismo e nelle avanguardie artistiche del Novecento) Banksy condivide l’attitudine sperimentale, l’attenzione alle realtà urbane, la teoria della “psicogeografia” (secondo la quale lo spazio di azione dell’artista è il territorio), l’aspetto performativo, ma soprattutto il “détournement”, cioè quella forma di plagio in cui sia la fonte che il significato dell’opera originale vengono sovvertiti per creare un nuovo lavoro.

Come gli street artist della sua generazione, Banksy accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, spostando il messaggio dalla forma al contenuto. Questi aspetti emergono come fondanti dell’arte di Banksy nel corpus di opere presentate in mostra, e costituiscono il cuore centrale dell’allestimento, che è suddiviso per temi.

Il tema della ribellione

Banksy sostiene che se il potere esercita la propria egemonia culturale in televisione, cinema, pubblicità, chiese, scuole e musei, lo street artist trova nella strada il luogo ideale nel quale mettere in atto una contro-egemonia. Lo fa con una serie di tecniche artistiche create ad hoc, veloci, seriali e riproducibili, come ad esempio l’idea e la pratica della serialità o del “détournement. Attraverso la lettura dei lavori sono quindi illustrate le strategie, il senso e gli obiettivi dei suoi messaggi e la sua cifra stilistica, lo stencil, affinato da Banksy con il duplice scopo di poter eseguire i lavori illegali con una notevole velocità e allo stesso tempo renderli più elaborati.

In mostra anche i suoi famosissimi ratti, che assumono per lui una dimensione metaforica: “Esistono senza permesso”, dichiara. “Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio l’intera civiltà”. Nei lavori di Banksy i ratti diventano vandali armati di vernice e pennelli, borghesi con l’ombrello e abiti impeccabili, scassinatori, rapper, operai, sabotatori. I ratti sono il paradigma dei writer: come i ratti popolano fogne, cunicoli, aree degradate e abbandonate delle metropoli moderne, così i graffitisti si muovono nottetempo in luoghi analoghi per marchiare muri, vagoni, cancelli e serrande con i loro spray, stando bene attenti a non incappare nelle grinfie delle forze dell’ordine sempre in agguato.

Il tema dei “giochi” di guerra

Gran parte dei soggetti di Banksy è contro la guerra. Più che un impegno politico, la sua è una guerra culturale contro la guerra e contro le logiche che la producono. Tra queste, Banksy inquadra nei propri lavori la religione, l’industria bellica e lo sfruttamento del territorio.

Il tema del consumismo

I lavori di Banksy sul tema del consumismo prendono di mira il capitalismo e in particolare il mercato dell’arte, i cui consumatori sono spesso privi della capacità critica necessaria per comprenderla. Il consumo è principio e fine di una dinamica sociale che rende l’individuo sempre più incline all’acquisizione di beni materiali e all’ossessione del possesso: una dinamica basata su un’aspettativa di felicità che viene sempre disattesa ma che crea dipendenza, come mostrano le figure ammantate che si inginocchiano davanti a un cartello che recita “Oggi fine dei saldi”, in venerante attesa di una nuova stagione di sconti.

Un documentario, a cura di Butterfly e David Chaumet e appositamente realizzato per la mostra, racconta al pubblico la figura di Banksy: venti minuti di vita vissuta tra le periferie, gli spazi urbani e i riflettori – non voluti – delle più prestigiose case d’asta e degli spazi espositivi di mezzo mondo.

Banksy si è cimentato anche nella produzione di cover di vinili e cd per importanti gruppi artistici musicali contemporanei: in mostra circa 60 copertine di dischi che spaziano dalla musica elettronica sperimentale all’hip hop, dalle grandi band internazionali dell’elettronica, come i Durty Funker, al British hip-hop di Blak Twang, fino ai dischi dei Blur e alla contraffazione di un disco di Paris Hilton. Un corner dedicato a questa produzione poco conosciuta di Banksy offre la possibilità al visitatore di fermarsi ad ascoltare alcune selezioni di brani da questi dischi.

Le opere sono integrate da una quarantina di memorabilia di e sull’artista tra litografie, flyer promozionali, cartoline, fanzine, magazine e giornali vari, cartoline e biglietti raccontano in maniera insolita e poco vista la storia dell’artista e il suo mondo.

Infine uno spazio multimediale a cura dello studio Storyville chiude il percorso raccontando i luoghi del mondo in cui Banksy ha operato, lasciando allo spazio pubblico i suoi murales: alcuni lavori sono tuttora esistenti, molti altri sono scomparsi per incuria o sono stati rimossi dalla mano dell’uomo. Da questo lavoro meticoloso di mappatura emerge come il genius loci sia un aspetto fondamentale nel lavoro dell’artista: molti murales nascono infatti anche semplicemente in funzione dei luoghi in cui sono realizzati. Anche per questo motivo, e in linea con i principi di fruizione delle opere dell’artista, si è scelto di non presentare in mostra lavori che potessero essere sottratti illegittimamente da spazi pubblici, ma solo opere di collezionisti privati di provenienza e autenticità certificata.

INFORMAZIONI     

02/88.46.37.24 | www.mudec.it

BIGLIETTI   

Intero € 14,00 | Ridotto € 12,00

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917

Come da Comune di Milano.


Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Black Friday

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un museo che aderisce al Black Friday non si era mai visto!

Venerdì 23 novembre, in occasione del famoso Black Friday, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia accoglie i suoi visitatori con uno sconto esclusivo al bookshop del 10% su tutti gli acquisti*: libri scientifici e libri per bambini; preziosi bijoux etruschi, matite e magneti con le immagini dei capolavori esposti al Museo.

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"Ritagli di donne", installazione di Benedetta Montini alla Galleria d’Arte Moderna di Roma

in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

un’iniziativa sostenuta da Secondo Cuore Onlus

Ritagli di donne

Installazione di Benedetta Montini

 

Galleria d’Arte ModernaVia Francesco Crispi 24

24 e 25 novembre 2018

Inaugurazione: 23 novembre 2018 ore 18.30

In occasione della Giornata internazionale contro ogni forma di violenza sulla donna, l’installazione “Ritagli di donne” dell’artista Benedetta Montini rappresenta un interessante momento di riflessione e conoscenza delle tematiche femminili artistiche e contemporanee, già avviate all’interno degli stessi spazi della Galleria d’Arte Moderna.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,inaugura il 23 novembre 2018, sostenuta da Secondo Cuore Onlus con la consulenza artistica di Studio Arte 15 e servizi museali di Zètema progetto Cultura.

Il lavoro di Benedetta Montini, artista marchigiana ma da anni residente a Roma, si è sempre distinto per la capacità di proporre opere “empatiche” sia attraverso gli scatti fotografici con i quali immortala le proprie performances sia con collage su carta.Definita dalla critica “un’artista photo performer”, le sue opere sono il prodotto di un personale assemblaggio con il quale intende elevare il concetto di fascino femminile. Le sue donne sono bellezze lontane nel tempo, richiamate alla memoria attraverso i collage per un frammentario omaggio alla donna, alle donne di sempre e di mai.

Come afferma l’artista, è stato il suo interesse per le donne che vogliono cambiare la realtà e lasciare una traccia nel tempo in cui vivono, che le ha reso naturale incontrarsi con gli obiettivi di Secondo Cuore Onlus, la cui missione l’ha emozionata tanto da ispirarle la produzione dei collage con ritagli di donne presi da vecchie fotografie. È nata così una felice sintonia con il “modus operandi” del Prof. Giulio Basoccu, Presidente di Secondo Cuore Onlus, da cui è iniziata questa splendida avventura.

Ed è proprio il Prof. Basoccu a ribadire che nell’arte di Benedetta Montini ha trovato subito una forza prorompente, quella che serve alle donne a risalire, a rinascere, dopo aver subito una forma di violenza sia fisica che  psicologica.

 Secondo Cuore è la Onlus che aiuta le donne offrendo un sostegno dal punto di vista chirurgico, psicologico e legale: le donne che portano sulla loro pelle segni causati da una violenza, da un incidente domestico o stradale, donne che sono nate con una malformazione, donne che presentano un importante inestetismo estetico che non permette loro di vivere una vita normale. Infatti, Secondo Cuore aiuta le donne che vogliono tornare a vivere, a rialzarsi e sostiene l’arte di donne che parlano di donne.Secondo Cuore vuole essere anche una casa aperta a tutti, anche ad altre associazioni che si occupano della tutela delle donne affinché si lavori insieme per regalare loro un nuovo sorriso e quindi una nuova vita a chi è in difficoltà. La Onlus ha molti obiettivi tra i quali quello di promuovere attività di studio e di ricerca scientifica nel campo del disagio psicologico dell'età evolutiva e degli adulti, connesse ai disagi estetici femminili.

In linea con il nobile impegno profuso dalla Onlus, la partecipazione di Coquis – Ateneo della Cucina italiana supporterà questa iniziativa concependo un Welcome Drink “tematico”, insieme ai suoi studenti.

 

Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici – l’ingresso all’installazione è gratuito.

La Galleria d’arte moderna di Roma Capitale in via Crispi. Foto di SailkoCC BY 3.0.