Casa del Cinema Percorsi di Cinema

Alla Casa del Cinema la quindicesima edizione dei Percorsi di Cinema dedicata agli sceneggiatori

Alla Casa del Cinema la quindicesima edizione dei Percorsi di Cinema dedicata agli sceneggiatori

Si parte martedì 6 novembre alle ore 16 con l’omaggio a Leo Benvenuti e la proiezione del film Amici per la pelle

 

Roma, 5 novembre 2018 – La Casa del Cinema torna ad ospitare Percorsi di Cinema, la rassegna  ideata e organizzata da Alessandro Rossetti per l’ANAC  Associazione Nazionale Autori Cinematografici giunta alla 15esima edizione. La programmazione di quest’anno, a cura del critico Raffaele Meale, sarà dedicata agli sceneggiatori che hanno reso immortale il cinema italiano.

 Si inizia con l'appuntamento di martedì 6 novembre, alle ore 16 alla Casa del Cinema di Roma, quando a essere omaggiato sarà Leo Benvenuti, tra i soci storici dell’ANAC.  Dopo la proiezione di “Amici per la pelle”, teen-movie decisamente in anticipo sui tempi – il film è del 1955 – che Benvenuti scrisse insieme al fedele sodale Piero De Bernardi, a Ottavio Alessi, Ugo Guerra, Giandomenico Giagni e al regista Franco Rossi (che lo firma), la serata continuerà con un incontro sull'arte di Benvenuti coordinato da Meale e con ospite Nicola Guaglianone, che fu allievo proprio di Benvenuti all'epoca dei seminari di sceneggiatura ospitati dall'ANAC.

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Tommaso d'Aquino Summa Theologiae vita

Tommaso d’Aquino e l'inizio della vita

Da che momento possiamo parlare di persona? Il feto ha gli stessi diritti dell'individuo adulto? Interrompere volontariamente una gravidanza costituisce un omicidio?

Queste e altre domande simili animano il dibattito contemporaneo su temi come l'aborto e la fecondazione assistita ma esse non sono affatto recenti: già in epoca medioevale infatti ci si interrogava se il feto potesse essere definito una persona umana.

Per Tommaso d'Aquino, probabilmente il più importante teologo cristiano medievale, il feto non riceve da Dio l'anima intellettiva (e immortale) al momento del concepimento ma solo dopo un graduale processo di sviluppo.

Per l'Aquinate solo un corpo dotato di organi è la materia adeguata per ricevere l’anima intellettiva e prima di arrivare a questo grado di sviluppo il feto deve attraversare alcuni stadi intermedi in cui assume prima la forma vegetativa e poi sensitiva.

In altri termini, il corpo umano viene formato e disposto a ricevere l’anima in modo graduale: per cui in un primo momento, finché la sua disposizione è imperfetta, riceve prima l'anima vegetativa e poi quella sensitiva (che sono mortali); poi, quando ha raggiunto la perfetta disposizione, riceve l’anima intellettiva che comprende la sensitiva e la vegetativa.

Tommaso d'Aquino Summa Theologiae vita
Barbieri Giovan Francesco detto il Guercino, San Tommaso d'Aquino  in atto di scrivere l'Inno del Santissimo Sacramento (1662), dal transetto destro della Basilica di San Domenico a Bologna. Foto di Georges Jansoone (JoJan, 2006)

Come scrive l'Aquinate nella sua Summa Theologiae:

Bisogna ammettere che nell'embrione preesiste già l'anima, da prima vegetativa, poi sensitiva e infine intellettiva. [..] Dobbiamo perciò concludere che, al sopraggiungere d'una forma più perfetta, si opera la corruzione della forma precedente, poiché la generazione di un essere implica sempre la corruzione di un altro essere, tanto nell'uomo che negli animali: e questo avviene in maniera che la forma seguente abbia tutte le perfezioni della precedente, e qualche cosa in più. Così, attraverso varie generazioni e corruzioni, si giunge all'ultima forma sostanziale, tanto nell'uomo quanto negli altri animali. [..] Quindi bisogna affermare che l'anima intellettiva è creata da Dio al termine della generazione umana, con la scomparsa delle forme preesistenti, e che essa è insieme sensitiva e nutritiva” (ST, I, q. 118, a. 2 ad 2)

E ancora nella Summa contra Gentiles nel secondo libro al capitolo 89 si afferma:

La specie dell’essere formato non rimane la stessa: poiché dapprima ha forma di seme, poi di sangue, e così via fino a che non arriva al suo ultimo compimento. [..] Nella generazione degli altri corpi [non semplici ma complessi come l’uomo] bisogna ammettere una gradualità per le molte forme intermedie esistenti tra la forma primordiale degli elementi e l’ultima forma . Perciò l’anima vegetativa, che viene per prima, mentre l’embrione vive la vita della pianta, si corrompe e le succede un’anima più perfetta, che è insieme nutritiva e sensitiva, e allora l’embrione vive la vita dell’animale; distrutta questa, le succede l’anima razionale che viene infusa dall’esterno, sebbene le anime precedenti derivassero dalla virtù del seme”.

Quindi per Tommaso l’embrione appena concepito non può avere un'anima intellettiva, pur essendo orientato costitutivamente a riceverla da Dio, poiché non possiede un’organizzazione materiale adeguata per poter supportare eventuali atti intellettivi.

L'embrione possiede una natura umana solo virtualmente poiché vive durante il processo generativo prima la vita di un vegetale poi quella di un animale: solo alla fine, quando riceve l'anima intellettiva, diviene formalmente ciò che virtualmente è stato fin da principio cioè un essere umano.

Non si può parlare quindi di vita umana prima nell'infusione da parte di Dio dell'anima intellettiva: ne deriva che sopprimere un feto allo stadio vegetativo o sensitivo, pur essendo un grave peccato in quanto interruzione di un processo che avrebbe condotto al sorgere di una persona umana, non può essere considerato formalmente un omicidio se non in un senso puramente virtuale.

Tommaso d'Aquino Summa Theologiae vita
Bernardo Daddi, Vergine Maria tra i santi Tommaso d'Aquino e Paolo (1330 circa). Foto di Sailko, CC BY-SA 3.0

Per chi volesse approfondire il tema e le sue implicazioni nella bioetica contemporanea consiglio la lettura di Amerini, Fabrizio, Tommaso d’Aquino. Origine e fine della vita umana Pisa, Ets, 2009, pp. 250.


Parco Archeologico di Ercolano manutenzione programmata ordinaria

La manutenzione programmata del Parco Archeologico di Ercolano è finalmente realtà

La manutenzione programmata del Parco Archeologico di Ercolano è finalmente realtà. Al via da Lunedì 5 novembre il contratto di manutenzione ordinaria di durata triennale

Lunedì 5 novembre 2018, negli uffici di direzione del Parco Archeologico di Ercolano, è prevista la firma del contratto di manutenzione ordinaria dei resti archeologici per tre anni (2018-2020) grazie alla quale il Parco si pone all’avanguardia in Italia mettendo in pratica un processo di manutenzione programmata completo.

Infatti, dallo scorso giugno è iniziato un cantiere di manutenzione straordinaria le cui attività si integrano con quelle ordinarie. Un secondo intervento di manutenzione straordinaria, già programmato e finanziato per il 2019/2020, concluderà questo Primo Ciclo di manutenzione programmata.

I lavori saranno diretti dal personale interno del Parco, tra i quali nuovi funzionari statali e i membri della Segreteria tecnica da pochi mesi insediati sul sito, che con entusiasmo, professionalità e spirito di squadra ha raccolto la sfida dell’innovazione lavorando fianco a fianco con i membri dell’Herculaneum Conservation Project che non vedevano l’ora di potere condividere l’enorme bagaglio di conoscenze e di nuovi approcci progettuali accumulati in 17 anni di esperienza.

L’area archeologica è, contemporaneamente, interessata da alcuni importanti interventi di restauro profondo di strutture e apparati decorativi: il cantiere della Casa del Bicentenario è già in fase avanzata; sono in fase di attuazione le gare per l’area dell’Antica Spiaggia, per la progettazione del consolidamento e della sistemazione idrologica della Villa dei Papiri, infine il restauro di sei tra le più importanti domus di Ercolano.

Tanto la Casa del Bicentenario, quanto le sei domus che saranno restaurate- dichiara il Direttore Francesco Sirano- sono chiuse dagli anni 80 del secolo scorso. Le case del Colonnato Tuscanico, dell’Atrio a Mosaico, la Casa a Graticcio, la casa del Mobilio carbonizzato, solo per citare le più note, rappresentano pietre miliari non solo per Ercolano, ma per la storia dell’architettura romana. Basti pensare che sino alla scoperta della casa a graticcio, questa particolare tecnica edilizia basata sul risparmio di materiale pietroso e sull’uso del legno, si riteneva tipica del Medio Evo e invenzione dei paesi del Nord Europa.”

L’insieme di questi progetti vale circa 20 milioni di Euro (finanziamenti in parte ordinari ricevuti dalla ex Soprintendenza Pompei, in parte fondi CIPE FSC del Governo).

A questi fondi si aggiungono quelli del bilancio ordinario del Parco per il 2019, approvato in perfetto tempismo con le previsioni di norma il 31 ottobre scorso, con i quali saranno portati avanti interventi di manutenzione straordinaria e di valorizzazione delle strutture e dei servizi della sicurezza e dell’accoglienza nel sito.

Una delle sfide del Parco- aggiunge il Direttore- è quella di riuscire a creare le condizioni affinché la manutenzione ordinaria a partire dal Secondo Ciclo (2021-2023) possa essere garantita dai proventi raccolti direttamente dall’Istituto e inseriti sul Bilancio ordinario di previsione.

 

Il Parco ha attivato come centrale di Committenza Invitalia che ha già concluso alcune procedure e ha preso in carico con la consueta grande professionalità le gare per l’Antica Spiaggia e il progetto Sei Domus.

E’ con particolare orgoglio e senso di gratitudine- prosegue il Direttore- che voglio ricordare il fondamentale supporto garantito dalla Fondazione Packard e dal team dell’Herculaneum Conservation Project. Tutte le progettazioni che abbiamo ricordato scaturiscono dall’Accordo attivo sul sito dal 2001 che ha messo Ercolano all’avanguardia non solo nello studio scientifico e delle più avanzate tecniche di restauro conservativo, ma anche come esempio ancora unico in Italia di stretta cooperazione pubblico-privato”.

Grazie ad un grande lavoro portato avanti negli ultimi 20 anni dalla ex Soprintendenza Pompei e dalla Fondazione Packard, il Parco Archeologico di Ercolano si candida oggi ad essere un grande laboratorio all’aperto non solo per la gestione programmata ma anche per la valorizzazione e l’integrazione del Parco nel territorio di competenza. Siamo impegnati- conclude il Direttore- con l’Unità Grande Pompei, con la Fondazione Packard, con il Comune di Ercolano e con gli altri Enti territoriali a disegnare una nuova straordinaria pagina per il futuro sostenibile nella Buffer Zone UNESCO”.

Testo e immagini Ufficio Stampa Parco Archeologico di Ercolano


Roma: incontro "Arte Moda Cinema attraverso l'Archivio della Fondazione Micol Fontana"

"Incontri in mostra" alla Galleria d'Arte Moderna - Roma, 6 novembre ore 17.00

Martedì 6 novembre 2018 ore 17.00-18.00

Galleria d’Arte Moderna di Roma - Via Francesco Crispi, 24

Arte Moda Cinema attraverso l'Archivio della Fondazione Micol Fontana

A cura della Fondazione Micol Fontana. Introducono Arianna Angelelli (Sovrintendenza) e Daniela Vasta (Sovrintendenza)

L'incontro sarà preceduto alle 16.00 da una visita guidata alla mostra Roma città moderna. Da Nathan al Sessantotto
Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma

 

Info:

Galleria d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi, 24

Visita gratuita e incontro gratuiti con ingresso a pagamento del biglietto d’entrata alla mostra

Gratis con la MIC card

060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museiincomune.itwww.galleriaartemodernaroma.it

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


They Shall Not Grow Old Peter Jackson Prima Guerra Mondiale Grande Guerra

They Shall Not Grow Old: nuova vita agli archivi britannici della Prima Guerra Mondiale

Col documentario They Shall Not Grow Old, i filmati britannici della Prima Guerra Mondiale - ormai con un secolo di vita sulle spalle - potranno finalmente arrivare in modo vivido alle nuove generazioni.

Peter Jackson ha difatti restituito nuova vita alle immagini d'archivio della Grande Guerra, grazie ad apparecchiature d'avanguardia, e conferendo così colore, alta definizione, 3D e persino integrando voci e musica dove non c'erano. Si sono quindi affiancate le voci dei veterani, veri protagonisti del conflitto al fronte.

Non si tratta però di un'operazione meramente cosmetica. Lo scopo di Peter Jackson era quello di riportare questi uomini nel mondo moderno, di modo che potessero acquisire nuovamente la loro umanità, e non essere visti - a causa delle limitazioni delle registrazioni dell'epoca - come dei Charlie Chaplin nei filmati d'archivio. Si tratta perciò di un'operazione al contempo coraggiosa e innovativa, che sta riscuotendo un consenso unanime dalla critica.

Il punto di vista è quello britannico, poiché il punto di partenza sono gli archivi dell'Imperial War Museum e della BBC. In They Shall Not Grow Old, l'attenzione è posta sin dal titolo verso questi ragazzi giovanissimi, troppi dei quali non arriveranno a vedere la fine del conflitto. Sarà così possibile vedere come mangiavano, come dormivano, come si creavano legami di amicizia; si scopriranno le loro speranze e le loro paure.

Il documentario è stato prodotto e diretto da Peter Jackson (vincitore dell'Academy Award e regista per la trilogia del Signore degli Anelli) dal 2018, e commissionato da 14-18 NOW (programma britannico per il Centenario della Prima Guerra Mondiale), dagli Imperial War Museums e in associazione con la BBC.

They Shall Not Grow Old è stato proiettato in anteprima mondiale il 16 ottobre 2018 al London Film Festival, con una presentazione speciale e un'intervista con Mark Kermode; è stato presentato in Italia alla Festa del Cinema di Roma 2018. Sarà trasmesso su BBC Two nella mattinata dell'11 novembre 2018, alle ore 9:30; il giorno dell'armistizio coincide con la Remembrance Sunday nel Regno Unito e con il Veterans Day negli Stati Uniti. La Warner Bros. ha acquisito i diritti di distribuzione del documentario.

Non si può che sperare che il documentario arrivi quindi anche al grande pubblico italiano.

https://www.facebook.com/KermodeMayo/videos/695489050825020/

 

They Shall Not Grow Old

Nazione: Regno Unito, Nuova Zelanda

Regia: Peter Jackson

Consulenza Scientifica: Peter Connor, Chris Pugsley, Andy Robertshaw

Durata: 99’

Anno: 2018

Link: Sito UfficialeFacebookIMDb, BBC, Variety, Cinematografo, Bad Taste 1, 2,  (YouTube), Disinformatico.


Mickey Mouse Topolino Walt Disney

Topolino compie 90 anni! Un'anteprima della grande mostra in arrivo

Topolino compie 90 anni!

Dal 6 novembre la Casa del Cinema celebra il compleanno con un’anteprima della grande mostra che si terrà a Desenzano del Garda dal 10 novembre 2018 al 10 febbraio 2019

Roma, 2 novembre 2018 – Da martedì 6 novembre la Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma presenta Mickey 90 – L’Arte di un Sogno: Topolino e il cinema, un affascinante e ricco percorso narrativo che, attraverso ingrandimenti, foto, manifesti e immagini dei pezzi più prestigiosi esposti a Desenzano del Garda mostrerà al pubblico la carriera cinematografica di Topolino, dal suo debutto ad oggi e alcuni momenti fondamentali del suo rapporto con il grande cinema, comprese le  incarnazioni fumettistiche pubblicate in albi Panini Comics come “Topolino e Minnie in: Casablanca”, “La strada” e “Metopolis”.

 Il percorso, curato dall’esperto Disney Federico Fiecconi, visitabile a ingresso libero fino al 7 dicembre,rappresenta un’anteprima della grande mostra Mickey 90 - L’Arte di un Sogno allestita, con le opere originali, nelle sale del castello di Desenzano Del Garda da sabato 10 novembre 2018 a domenica 10 febbraio 2019 e inserita ufficialmente nelle iniziative che The Walt Disney Company Italia sta organizzando per celebrare i 90 anni di Topolino.

 Era il 18 novembre 1928 quando Walt Disney presentò per la prima volta al pubblico del Colony Theater di New York la sua creazione più celebre, il personaggio destinato a renderlo famoso in tutto il mondo e a diventare un’icona intramontabile, l’eroe amato da generazioni di grandi e piccini: Mickey Mouse, per noi Topolino. Fin dal debutto nel cortometraggio animato “Steamboat Willie”, appena 7 minuti, uno dei primi cartoon con sonoro sincronizzato della storia, il Topolino fischiettante “doppiato” da Disney in persona conquistò subito pubblico e critica, passando presto dal cinema animato ai fumetti, fino a diventare simbolo della The Walt Disney Company e incarnazione del sogno fantastico in cui lo stesso Walt si identificò per tutta la vita.

Novant’anni dopo, Topolino è ancora l’icona più nota e amata in tutto il mondo: a lui e alla sua strepitosa “carriera artistica” è dedicato questo affascinante percorso attraverso 14 riproduzioni di rari e preziosi materiali originali che ripercorrono tutte le sue performance da star: dai cortometraggi comici degli Anni d’Oro di Hollywood, al mitico “Fantasia”, fino agli omaggi a fumetti a capolavori della Settima arte come “La strada” di Federico Fellini.

Il weekend del 10 e 11 novembre dalle 10.00 alle 13.00 sarà interamente dedicato alle celebrazioni del compleanno di Topolino con una ricca programmazione di cortometraggi alla Casa del Cinema presentati dal curatore, l’esperto di cartoon classici Andrea Ippoliti. Tra i titoli Plane crazy (1928), The mad doctor (1932),Mickey’s service station (1935), The band concert (1935), Mickey’s fire brigade (1935), Thru the mirror (1936),Moose hunters (1937), Lonesome ghosts (1937), Brave little tailor (1938), The pointer (1939), Symphony hour(1940), Mickey’s birthday party (1942), Runaway brain (1995).

Domenica 18 novembre, invece, nell’adiacente Casina di Raffaello in programma un’iniziativa speciale dedicata ai più piccoli. Lo spazio arte e creatività dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidalegestita in collaborazione con Zètema Progetto Cultura vedrà infatti l’intervento dell’artista Disney Marco Gervasio il quale terrà un’attività didattica dal titolo Laboratorio Topolino: lezioni di disegno su come nasce un fumetto e come si disegnano Topolino e gli altri personaggi Disney. Il laboratorio gratuito per i bambini dai 6 agli 11 anni si realizzerà nelle fasce orarie dalle 15 alle 16 e dalle 16 alle 17 (Info e prenotazioni allo 060608). 

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Cheope Khufu Hatnub Marmar cave alabastro travertino piramide piramidi Egitto

Come spostarono i blocchi di alabastro utilizzati durante il regno di Cheope?

Si sarebbe individuata la tecnica utilizzata per spostare dalle cave i massicci blocchi di pietra utilizzati poi nella costruzione di antichi edifici egiziani durante il regno del faraone Cheope, 4500 anni fa.

La missione anglo-francese al lavoro ad Hatnub, composta da membri dell'IFAO (Istituto francese d'archeologia orientale) e dell'Università di Liverpool, avrebbe infatti scoperto quale tecnica utilizzavano gli antichi egiziani per trasferire i blocchi di pietra dalla cava di Marmar, blocchi che venivano poi impiegati per la costruzione di edifici durante il regno del faraone Cheope (ellenizzazione del nome Khufu, anche noto come Khnum-Khufu, IV Dinastia).

Il segretario generale del Consiglio Superiore delle Antichità Egizie, dott. Mostafa Waziri, ha spiegato che la scoperta è stata effettuata mentre la missione effettuava un rilevamento topografico e studi sui rilievi e sulle oltre cento incisioni ritrovate ad Hatnub a partire dal 2012: queste ultime commemorano le spedizioni faraoniche alla cava, dall'Antico al Medio Regno. Hatnub è infatti il luogo dove si svolge il progetto epigrafico della missione congiunta anglo-francese. La scoperta deriverebbe dal tentativo di comprendere come le pietre fossero trasportate per realizzare statue ed altri manufatti durante il regno dei costruttori delle piramidi.

Il dottor Yannis Gourdon (IFAO), direttore (congiuntamente a Roland Enmarch dell'Università di Liverpool) della missione, ha spiegato come la stessa sia riuscita - dopo la rimozione dei detriti utilizzati per coprire la cava - a scoprire il sistema individuato per trascinare questi pesanti blocchi durante il regno del faraone Cheope. Si tratta di un sistema che non è stato scoperto in nessun altro luogo.

"Questo sistema si compone di una rampa centrale affiancata da due scalinate con numerosi buchi per l'inserimento di pali," ha spiegato, aggiungendo che gli egiziani erano così in grado di tirare i blocchi provenienti dalla cava su queste pendenze del 20% o più; si poneva ogni blocco su una slitta collegata ai pali tramite corde. Tirare la slitta sulla rampa sarebbe stato così molto più semplice.

Waziri ha sottolineato come la scoperta potrà cambiare la nostra comprensione della costruzione delle piramidi da parte degli Egizi.

Il dottor Roland Enmarch ha invece sottolineato come la missione stia lavorando a preservare le iscrizioni e a rilevare le strutture residenziali attorno alle cave, scoprendo pure quattro stele, una delle quali con una figura maschile ed altre tre con iscrizioni in ieratico in cattivo stato.

Il sito di Hatnub fu scoperto nel 1891 da Percy Newberry e Howard Carter: si tratta di una cava di travertino (alabastro calcareo od orientale) a circa 18 km a sud est di Tell el-Amarna. Attirò subito l'attenzione degli studiosi per le iscrizioni datate dall'Antico al Medio Regno.

Foto da Ministry of Antiquities.

Link: MOA; DjedMedu; Luxor Times, Live Science.


Concerto al Museo della Repubblica Romana e appuntamenti alla Casa della Memoria e della Storia

Prossimi appuntamenti al Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina (concerto del 4 novembre) e alla Casa della Memoria e della Storia (fino al 22 novembre).

 

Tra la tormenta e il rombo del cannone. Canti della Grande Guerra

concerto al Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina

 

Domenica 4 novembre 2018, alle 21.00, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina si terrà il concerto Tra la tormenta e il rombo del cannone. Canti della Grande Guerrain occasione della giornata che sancì storicamente cent’anni orsono la fine delle ostilità dopo la vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto. 

 Le  canzoni  di questo concerto – promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – rievocano in questo caso la tragedia della Prima Guerra Mondiale: parlano delle sofferenze subite al fronte, descrivono i luoghi delle battaglie, raccontano il dolore per i lutti, la struggente nostalgia della casa, della madre lontana, ma anche la speranza di rivedere la donna amata, che aspetta il soldato nel luogo natio.

Sono brani toccanti che, a cent’anni dal celebre proclama di Diaz che il 4 novembre del 1918 diramò la notizia della firma dell’armistizio e della conseguente cessazione della Grande Guerra, risuoneranno ancora tra le pareti del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina in omaggio alle sofferenze immani patite dai soldati e dai loro cari nei quattro anni della guerra appena conclusa e per continuare a far riflettere sulla tragedia di un conflitto che causò oltre nove milioni di vittime tra i soldati e circa sette milioni tra i civili.

Dalla catastrofe di Caporetto (24 ottobre 1917), e dalla gravissima perdita di vite e territori che comportò, l’Italia riuscì infatti a risollevarsi, facendo rifulgere imprevedibile nel corso dell’anno successivo la “luce d’Italia”, di cui parla D’Annunzio: al destino di sconfitta che sembrava ormai inevitabile le truppe italiane seppero ribellarsi, opponendo una tenuta inaspettata sulle sponde del Piave sino a giungere al ribaltamento delle sorti di quella tragica rotta nella stessa giornata del 24 ottobre del 1918, con l’offensiva finale sferrata nella vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto.

Al coraggio e alla generosità di quegli uomini che seppero tener testa con sacrificio alle agguerrite truppe austro-tedesche e condurre l’Italia alla fine del conflitto è dedicato questo concerto, che si avvarrà della voce di Graziella Antonucci (autrice di un’accurata ricerca storica sui brani selezionati) e della chitarra di Marco Quintiliani.

Per non dimenticare la fragile, forte umanità che fu travolta da una tragedia per tanti versi disumana.

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di porta S. Pancrazio, 9 (00153 – Roma)

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info:

060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museodellarepubblicaromana.it

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI ALLA CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

 

● Martedì 6 novembre 2018 alle ore 18.15

IL MIO ZIO ITALIANO. Ricordi di Famiglia, Scutari 1943 - Roma 2017 di Eliza Çoba

Lettura scenica di Anita Pagano con la partecipazione di Ano Lushi soprano e la regia di Ottavio Costa.

La lettura scenica di una drammatica vicenda, “la piccola Storia”, delle singole persone e famiglie, offre una lente di ingrandimento per capire la “grande Storia”, dei popoli e contribuisce ad attivare e condividere così la memoria collettiva come deterrente al ripetersi delle tragedie dei popoli.

Iniziativa a cura di Occhio Blu Anna Cenerini Bova e Circolo Gianni Bosio

 

● Mercoledì 7 novembre 2018 alle ore 17.00

I 100 ANNI DI MARIO FIORENTINI INTELLETTUALE MATEMATICO PARTIGIANO

Sarà presente Mario Fiorentini che racconterà Quel drammatico mese di marzo del 1943, prima e dopo Via Rasella.

Intervengono Fabrizio De Sanctis- Presidente ANPI Provinciale di Roma, Antonio Parisella Presidente Museo Storico della Liberazione, Alessandro Portelli- storico, critico musicale e anglista, Antonio Salmeri-matematico, direttore di Euclide. Giornale di matematica per i giovani. Interventi musicali di Sara e Gabriele Modigliani.

Iniziativa a cura di ANPI in collaborazione con Museo Storico della Liberazione

 

● Sabato 10 novembre 2018 dalle ore 10.00 alle ore 20.00

CONVEGNO E ASSEMBLEA a partire dal libro Cultura popolare in Italia. Da Gramsci all'Unesco di Fabio Dei (Il Mulino, 2018).

Il volume di Fabio Dei ripercorre la storia degli studi antropologici italiani dal dopoguerra ad oggi, a partire dall’influenza esercitata dal pensiero gramsciano sulle Osservazioni sul folclore pubblicate da De Martino nel 1950. Dal concetto di “folclore progressivo”, passando attraverso gli studi di Bosio, espressione di una storiografia marxista, Fabio Dei analizza il rapporto tra culture egemoniche e subalterne, che con Cirese diventano oggetto di disciplina accademica, fino ad interpretarne i nessi e le loro inevitabili tensioni come strumenti per comprendere ciò che si intende oggi per concetto di “popolo” e di “popolare”.

In mattinata è previsto il seminario congiunto tra le tre associazioni proponenti. Nel pomeriggio è in programma l’assemblea annuale dei soci dell’AISO. Sono previsti, tra gli altri, interventi di Alessandro Portelli-Presidente Circolo Gianni Bosio, Bianca Pastori-antropologa, membro del direttivo AISO, Gabriella Gribaudi-storica, ex presidente AISO e Giovanni Contini-storico, Consiglio direttivo AISO

Iniziativa a cura del Circolo Gianni Bosio in collaborazione con AISO (Associazione di Storia Orale) e Istituto de Martino di Sesto Fiorentino

 

● Martedì 13 novembre 2018 alle ore 17.00

Presentazione del libro

LA FAMIGLIA F. di Anna Foa (editori Laterza, 2018).

Una storia familiare e autobiografica piena di riferimenti storici che fa rivivere la passione di tanti momenti importanti della storia recente, attraverso le percezioni politiche, i libri che si leggevano e il modo in cui il mondo esterno veniva filtrato da quello familiare.

Introduce Aldo Pavia-ANED. Interviene Mario Avagliano-storico. E’ presente l’autrice. Coordinamento di Fabrizio De Sanctis-ANPI.

Iniziativa a cura di ANPI, ANED e Circolo Gianni Bosio

 

In corso fino al 22 novembre 2018 la mostra foto-documentaria

L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA LIBIA. VIOLENZA E COLONIALISMO 1911-1943.

Negli ultimi anni la Libia è stata quasi quotidianamente al centro dell’attenzione dei mezzi di comunicazione per i numerosi e violenti conflitti che hanno contraddistinto la sua storia recente. La mostra restituisce al visitatore la possibilità di conoscerne meglio la storia, approfondendo, in particolare, gli avvenimenti legati al periodo coloniale italiano, ancora poco noti. Le drammatiche vicende storiche di quegli anni sono narrate attraverso un percorso storico-didattico che si articola attraverso oltre duecento foto e decine di documenti provenienti dall’Archivio Nazionale di Tripoli e dai principali archivi nazionali.

 L’esposizione - organizzata dall’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR) e dalla Fondazione MedA - Onlus, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri - è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Zètema Progetto Cultura. È stata realizzata dallo storico Costantino Di Sante con il contributo del Centro per l’Archivio Nazionale di Tripoli e la consulenza di Salaheddin Sury, uno dei maggiori storici libici dell’età contemporanea.

 

CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) - 00165 Roma

dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.30 alle ore 20.00 - Sabato e Domenica chiuso

Tel. 06/6876543 – 060608

Per saperne di più: https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS178069

INGRESSO LIBERO

Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia

Orario di apertura per la consultazione: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.00; sabato e domenica chiuso

Testi e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Paul Klee primitivismo MUDEC Milano

Milano: mostra “Paul Klee. Alle origini dell’arte” al MUDEC

Cultura

Mudec, una mostra racconta il viaggio di Paul Klee "Alle origini dell’arte"

Milano, 30 ottobre 2018 – Apre al pubblico, nelle sale del MuDeC-Museo delle Culture, la mostra “Paul Klee. Alle origini dell’arte”. L'esposizione, a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch, presenta un’ampia selezione di opere di Klee scelte sulla base della ricerca “primitivista” che animò la sua intera produzione artistica.

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE che ne è anche il produttore, la mostra, aperta fino al 3 marzo 2019 presenta  un centinaio di opere dell’autore, provenienti da importanti musei e collezioni private europee, e conta su un'importante collaborazione del Zentrum Paul Klee di Berna.

“La collaborazione tra Amministrazione Comunale e 24 Ore Cultura ha sviluppato una strategia di programmazione al MuDeC che interseca, con grande attenzione alla qualità della ricerca scientifica e curatoriale, l'attività espositiva e la valorizzazione della preziosa collezione permanente del Museo - dichiara l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno - . La centralità del MuDeC nella rete di collaborazioni internazionali assicura anche il contributo di istituzioni artistiche e culturali di tutto il mondo, per progetti espositivi di respiro sempre più ampio, e di grande bellezza“.

Il concetto di “primitivismo” in Klee assume connotazioni diverse rispetto a quelle comunemente utilizzate a proposito delle avanguardie storiche. L’interesse per tutto quanto, in arte, è “selvaggio” e “primitivo” si desta in Klee in coincidenza con il suo primo viaggio in Italia e la scoperta dell’arte paleocristiana a Roma, tra l’autunno del 1901 e la primavera del 1902.

In seguito al viaggio in Italia Klee si considererà un “epigono”: vale a dire ultimo nato, erede tardivo di un’illustre civiltà giunta al tramonto. E questa conclusione non lo abbandonerà mai in seguito, spingendolo a trasformare, come lui stesso racconta nei suoi diari, la delusione in “stile”.

Klee viene presentato sia attraverso le sue opere astratte e policrome, conosciute e amate dal grande pubblico, sia attraverso i suoi meno noti lavori caricaturali; al tempo stesso, puntuali ricerche sulle fonti, sui repertori iconografici e formali e sui documenti testuali danno conto della complessità del sostrato culturale dell’artista, della vastità della sua produzione e dell’ampiezza delle tecniche da lui utilizzate.

Le sezioni in cui verrà suddivisa la mostra racconteranno il suo processo di formazione artistica. Dalla caricatura al periodo in cui Klee si definisce anche “illustratore cosmico”; a un primitivismo di tipo “epigrafico”, la cui sezione di riferimento non a caso verrà intitolata “alfabeti e geroglifiche d’invenzione”. Una sezione sarà dedicata al teatrino di marionette che Klee aveva costruito per il figlio Felix, a testimonianza del suo interesse per l’espressività infantile e quindi per le origini primordiali dell’arte che l’autore, coerentemente con il suo tempo, riteneva dovessero cercarsi nelle espressioni artistiche di alcune popolazioni di interesse etnografico. Insieme a esemplari di marionette verrà presentata una selezione delle opere etnografiche del MuDeC. I manufatti extraeuropei, lungi dal fornire un elemento di comparazione diretta con i lavori di Klee, riferiscono di come l’artista si sia avvicinato, abbia corrisposto con l’universo fantastico, antropologico e stilistico delle arti extraeuropee.
Infine, la sezione dedicata a “policromie e astrazione” designa un diverso insieme di opere, caratterizzate, oltreché dal rigoroso disegno geometrico per lo più associato a motivi architettonici, dalla trasparenza di differenti velature di colore.

INFO
SEDE ESPOSITIVA: MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)
ORARI: Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 ‐ 19.30 | Gio, Sab 9.30‐22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
BIGLIETTI: Intero € 14,00 | Ridotto € 12,00
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917

 

 

Come da Comune di Milano.


opere trafugate USA Alberto Bonisoli

Cooperazione Italia-USA su opere trafugate, tornano 3 manufatti di epoca greca

COOPERAZIONE ITALIA-USA SU OPERE TRAFUGATE, TORNANO IN ITALIA 3 MANUFATTI DI EPOCA GRECA

Un piccolo vaso per oli e unguenti, una brocca da vino e una terrina per i cibi, sono questi i tre reperti di epoca greca, trafugati dall’Italia, rintracciati e recuperati grazie alla collaborazione tra il Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri e l’FBI, che sono stati restituiti oggi a Washington nelle mani del Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli.
Ad aprile del 2017 i tre manufatti erano stati inseriti in un elenco di oggetti che erano destinati alla vendita in una casa d’aste di New York. Grazie alle indagini portate avanti dai militari dell’Arma e grazie alla collaborazione con il Federal Bureau of Investigation, è stato possibile recuperare questi preziosi oggetti che erano stati immessi nel mercato da due noti trafficanti italiani.
Con questa cerimonia di riconsegna, avvenuta presso la sede dell’Ambasciata d’Italia a Washington, sono stati celebrati gli oltre 15 anni di collaborazione tra Italia e Usa nel contrasto al traffico illegale di reperti trafugati.
Nel corso dell’incontro è stato presentato il catalogo “Saving Art Preserving Heritage” e sono stati esposti altri 16 oggetti recuperati grazie alla cooperazione tra i Carabinieri e l’FBI.
«Considero esemplari i risultati conseguiti grazie a questa collaborazione - ha dichiarato il Ministro Bonisoli - e sono fermamente convinto della necessità di proseguire il cammino di cooperazione avviato oltre quindici anni fa tra Italia e Stati Uniti che, oltre all’attività di contrasto al mercato dei beni trafugati, ha offerto svariate opportunità per la ricerca accademica e una più ampia fruizione dell’immenso patrimonio italiano, anche attraverso il prestito delle nostre opere d’arte ad alcuni dei più grandi musei americani. Ringrazio per l'ottimo lavoro i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e le autorità statunitensi che hanno permesso il ritorno in Italia di pezzi importanti della nostra storia.
In questa occasione voglio annunciarvi che, nelle prossime settimane, sarà presentato, in Consiglio dei ministri, un disegno di legge di iniziativa governativa, in collaborazione con il ministero degli Esteri, quello della Giustizia e il dicastero che rappresento, per la ratifica della convenzione di Nicosia sui reati contro il patrimonio culturale. In particolare sarà prevista una riforma organica dei reati specifici, con un inasprimento sensibile delle pene applicate. I beni culturali sono una parte fondamentale della nostra identità. Ciò nonostante, noi contiamo anche sulla comunità internazionale affinchè ci aiuti a proteggerli e preservarli per le future generazioni. È un nostro comune impegno»
«Non deve sorprendere che l'Italia, un paese con un impareggiabile patrimonio culturale, abbia posto la conservazione del patrimonio culturale tra le priorità della sua agenda sia a livello nazionale che internazionale – ha detto l’Ambasciatore Varricchio -. I successi ottenuti in questo campo non si basano solo sulla determinazione del Governo italiano, ma anche sull’efficace cooperazione che abbiamo con i nostri partner e amici in tutto il mondo e in particolare con gli Stati Uniti. Questa sera celebriamo il nostro patrimonio, la nostra cultura e la straordinaria cooperazione che il mio Paese ha stabilito con gli Stati Uniti d'America.»
«L’evento di oggi, la presentazione della pubblicazione, l’esposizione dei beni che sono stati restituiti nel tempo al nostro Paese e quelli che oggi ci sono stati riconsegnati – ha dichiarato il comandante del Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, Fabrizio Parrulli –, rappresentano motivo di orgoglio e soddisfazione per chi come i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e le Agenzie Federali statunitensi, tra le quali in particolare il Department of Homeland Security – Immigration and Customs Enforcement nonché il Federal Bureau of Investigation, lavora per affermare la cultura della restituzione: un impegno che Stati Uniti d’America e Italia, da anni, attuano reciprocamente e diffondono affinché si realizzi, sempre più, quel circuito virtuoso di sensibilità e consapevolezza che è alla base di ogni efficace azione di prevenzione e repressione del traffico illecito di beni culturali»
Roma, 31 ottobre 2018
Ufficio Stampa MiBAC

Come da MiBAC, redattore Renzo De Simone