19 Novembre 2015
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Fino a questo momento, una delle teorie principali sulla sifilide (Treponema pallidum) la vede portata nel Vecchio Mondo a seguito del viaggio di Cristoforo Colombo nelle Americhe. È invece oggetto di discussione il fatto che potesse essere presente in altri luoghi diversi dalle Americhe, prima di allora.
Un nuovo studio porterebbe ora le prove di un caso probabile di sifilide congenita, sulla base di sintomi ritrovati in resti umani datati tra il 1320 e il 1390 d. C., e provenienti da scavi nella piazza della cattedrale a St. Pölten, in Austria. La sifilide infatti si trasmette anche dalla madre al feto, e gli studiosi ne hanno ritrovato i segni caratteristici nei denti in un individuo non ancora adulto. Si attendono ora ulteriori conferme dalle analisi.
Negli scavi presso la piazza della Cattedrale di St. Pölten si sono finora dissotterrati novemila scheletri, risalenti fino al nono secolo d. C. Per la grande quantità dei resti, si tratta di un sito unico in Europa.

Lo studio “A probable case of congenital syphilis from pre-Columbian Austria”, di Johanna Sophia Gaul, Karl Grossschmidt, Christian Gusenbauer, Fabian Kanz, è stato pubblicato su Anthropologischer Anzeiger.
Link: Anthropologischer Anzeiger; Medizinische Universität Wien 1, 2; Past Horizons
Sankt Pölten, raffigurazione del Quattrocento, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da AleXXw (UnbekanntDiözesanmuseum St. Pölten, 2009: Sant Ypœlten – Stift und Stadt im Mittelalter, ISBN 978-3-901863-33-2).
 
 
 

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