Nadia Fusini, Possiedo la mia anima – Il segreto di Virginia Woolf, Feltrinelli  – recensione

La copertina del saggio di Nadia Fusini, Possiedo la mia anima – Il segreto di Virginia Woolf, pubblicato da Feltrinelli. Foto di Bianca Sorrentino

Le vite degli altri: esemplari, paradigmatiche, ma in fondo sempre inconoscibili. È possibile, tuttavia, avvicinarsi talvolta al loro mistero; lo dimostra un libro importante dell’anglista Nadia Fusini, edito per la prima volta nel 2006 da Mondadori e ora ripubblicato da Feltrinelli: Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf. Tenendo ferma nel vento una mappa fatta di frammenti (i diari, le lettere, i romanzi, i saggi della scrittrice novecentesca), la studiosa orienta la sua bussola e lascia che ai piedi del lettore si dispieghi un cammino avventuroso; con una scrittura vivida e sempre significante, Fusini traccia una nuova strada maestra che deve fungere da modello per chi si occupa di divulgazione, per chi intende la biografia non come sterile encomio, ma come percorso di avvicinamento alla verità, ammesso che ve ne sia una sola.

In ascolto dei dettagli, della poesia delle cose penultime, l’autrice lascia emergere i nodi insoluti dell’infanzia, ricostruisce antiche ferite che ancora sanguinano, rivela bisogni, libertà e pudicizie; Fusini non si limita cioè a sviscerare il noto, a obbedire alla dittatura della curiosità morbosa, ma con senso di responsabilità affronta le ombre di Virginia Woolf e, tenendosi alla giusta distanza da quegli abissi, ne tratteggia la vertigine, avvertendone insieme il pericolo e la fascinazione.

L’esistenza della scrittrice inglese, così raccontata, non è mai ridotta a oggetto da analizzare al microscopio con freddezza, anzi pretende partecipazione convinta: il lettore sente di essere chiamato in causa in prima persona, perché è l’autrice stessa a rivolgerglisi facendo appello a quelle intime fragilità che costituiscono il sostrato comune che rende simili gli esseri umani. È proprio Fusini a riconoscere l’ascendenza di un tale paradigma: rispetto alle vite dei santi, questa biografia di Virginia Woolf potrebbe in effetti essere il corrispettivo «laico di un bisogno antico di guida». Attraverso l’esperienza di un’altra, è come se anche noi avessimo la possibilità di vivere intensamente, di respirare per un po’ l’ebbrezza della moltitudine, di rivendicare l’unità dell’esistenza che nello smarrimento del quotidiano non riusciamo ad afferrare.

La copertina del saggio di Nadia Fusini, Possiedo la mia anima – Il segreto di Virginia Woolf, pubblicato da Feltrinelli. Foto di Bianca Sorrentino

L’insegnamento più significativo che si ricava dalle pagine di questo volume ha a che fare con la conquista di sé, con la padronanza del proprio destino: monito, questo, che risuona in tutta la sua gravità in questo tempo che ci condanna ad essere spesso spettatori della nostra stessa vita, nonostante la bolla generata dai social ci illuda di essere invidiati protagonisti. Nel vortice inarrestabile della malattia, fiaccata da ripetuti inciampi ma mai davvero rassegnata alla resa, Virginia Woolf compie un piccolo, grande passo verso la ricerca di sé, che è anche un passo verso la libertà: il proprio personale, metaforico cammino verso il faro.

«Per quel che riguarda Virginia è sempre più chiaro che quel simbolo lo possiede scrivendo. Possiede se stessa scrivendo. E diventa sempre più quel che è, cioè una vera donna. […] E se scrivere è la cura, è perché le offre il tempo logico in cui le viene restituito quel tempo che, in senso cronologico, la vita le ruba, ci ruba».

Nulla è reale per Virginia Woolf, se non quando scrive; ed è sulla pagina letteraria che con pienezza si ricompone la molteplicità sfaccettata della sua esistenza: una storia di abbandoni e strappi, dall’infanzia violata a Kensington alla giovinezza nel quartiere bohémien di Bloomsbury, dal matrimonio solido con Leonard al legame viscerale con Vita; e poi il femminismo, l’androginia, lo sguardo sempre rivoluzionario sul mondo e sulla letteratura; la vulnerabilità, le insicurezze, ma anche il coraggio e l’indipendenza intellettuale, fino al trionfo della morte, un inesorabile dir di sì alle acque fatali. In ogni cosa risuona Virginia con le sue contraddizioni senza rimedio, risuona quel segreto inafferrabile che Nadia Fusini magistralmente ci esorta ad ascoltare.

Nadia Fusini Possiedo la mia anima Virginia Woolf
La copertina del saggio di Nadia Fusini, Possiedo la mia anima – Il segreto di Virginia Woolf, pubblicato da Feltrinelli

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.