CARAVAGGIO 2025, la mostra a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi, Thomas Clement Salomon
Con più di 450.000 visitatori in 137 giorni (20 settimane) di apertura la mostra dedicata alla pittura di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610) è la più visitata nella storia di Palazzo Barberini e delle Gallerie Nazionali di Arte Antica
24 capolavori straordinariamente concessi in prestito dai più prestigiosi musei nazionali e internazionali, in uno dei più importanti e ambiziosi progetti espositivi mai dedicati all’opera del Merisi, realizzato in occasione del Giubileo 2025. Una mostra che racconta la forza innovatrice di Caravaggio nel panorama artistico, religioso e sociale del suo tempo, riportando in un luogo simbolo della connessione tra l’artista e i suoi mecenati, capolavori riscoperti ed esposti per la prima volta in Italia, accanto a opere di collezioni private raramente visibili e altre entrate nell’immaginario collettivo, vere e proprie pietre miliari della Storia dell’Arte.
In mostra anche il Ritratto di Maffeo Barberini, recentemente svelato al pubblico, e l’Ecce Homo riscoperto a Madrid nel 2021, che torna in Italia dopo quattro secoli.
7 marzo – 6 luglio prorogata fino al 20 luglio 2025
Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane 13, Roma
barberinicorsini.org
Roma, 21 luglio 2025. Con oltre 450.000 visitatori, con una media di più di 3.000 ingressi giornalieri, si è conclusa ieri, domenica 20 luglio, la mostra CARAVAGGIO 2025 a Palazzo Barberini: uno dei più importanti e ambiziosi progetti espositivi mai dedicati all’opera del Merisi, tra gli eventi di punta del Giubileo 2025 e senza dubbio la mostra di maggiore successo in assoluto della storia espositiva di Palazzo Barberini e delle Gallerie Nazionali di Arte Antica.
“Questa mostra, frutto di un enorme lavoro, ha posizionato per la prima volta le Gallerie Nazionali di Arte Antica e Palazzo Barberini al centro del dibattito culturale internazionale. In un anno importante per Roma come quello del Giubileo siamo felici di aver presentato un progetto di cui si è parlato in tutto il mondo e che è stato visitato e amato da centinaia di migliaia di visitatori” commenta Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica.
Curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, la mostra ha presentato 24 opere autografe del Merisi, tutti capolavori assoluti provenienti da importanti collezioni internazionali, nazionali e private. Tra i prestiti più eccezionali; I Bari dal Kimbell Art Museum di Fort Worth; la Santa Caterina del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid; l’Ecce Homo recentemente riscoperto, il Concerto del Metropolitan Museum di New York e la Conversione di Saulo (nota come Pala Odescalchi), raramente esposta al pubblico, che resterà in via straordinaria a Palazzo Barberini fino al 30 settembre 2025.
Inaugurata il 6 marzo e prevista inizialmente fino al 6 luglio, l’esposizione è stata prorogata fino al 20 luglio, con un’estensione straordinaria degli orari di apertura per rispondere all’enorme richiesta da parte del pubblico. L’interesse travolgente per l’esposizione ha portato al tutto esaurito dei biglietti prenotabili online già nei primi mesi, spingendo il museo a prolungare gli orari serali e introdurre ulteriori fasce di ingresso.
Si tratta di un risultato straordinario per una mostra in Italia, che conferma l’attualità e il potere comunicativo di Caravaggio, che con la sua potenza narrativa, la drammaticità e la verità pittorica continua a emozionare e coinvolgere il pubblico contemporaneo di tutto il mondo.
Agli oltre 450.000 visitatori della mostra vanno aggiunti gli oltre 8.000 visitatori al Casino Ludovisi, che ha eccezionalmente aperto le sue porte nei fine settimana per completare l’esperienza di immersione nell’opera del Maestro rappresentata dalla mostra.
Il flusso di visitatori di CARAVAGGIO 2025 ha inoltre generato una crescita del pubblico delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica: 200.000 ingressi nel periodo della mostra, registrando un incremento del +15% rispetto allo stesso periodo del 2024 e del +90% rispetto al 2023.
La risposta del pubblico è stata confermata anche dall’alto numero di attività collaterali: oltre 7.000 visite guidate hanno permesso a migliaia di visitatori di approfondire il percorso espositivo con il supporto di esperti; una giornata di studi internazionale ha riunito accademici e studiosi da tutto il mondo per discutere nuove prospettive sull’opera del Merisi; e il catalogo della mostra, pubblicato da Marsilio Arte, ha registrato un successo editoriale con 20.000 copie vendute solo al bookshop di Palazzo Barberini, posizionandosi tra le pubblicazioni d’arte più diffuse dell’anno in Italia.
Anche l’impatto digitale è stato eccezionale. La mostra ha generato un incremento del +30% dei follower sui canali social delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, che sono passati da circa 240.000 a oltre 312.000 follower totali, con 16.000 nuovi follower acquisiti nelle venti settimane di apertura, registrando la migliore performance tra i musei statali. I contenuti online collegati all’iniziativa hanno generato 14 milioni di visualizzazioni, 350.000 interazioni e raggiunto oltre 4 milioni di utenti unici.
Il successo di CARAVAGGIO 2025 è stato confermato anche dalla copertura mediatica, con oltre 3.000 tra giornalisti e critici accreditati da tutto il mondo, tra cui i rappresentanti di più di 150 testate internazionali. Più di 1.350 articoli, servizi e recensioni nei 5 continenti (con un’estensione capillare, dalla Svezia al Sud Africa all’Australia, passando per l’intero continente americano) hanno raggiunto un’audience complessiva di 1,1 miliardi di persone esprimendo apprezzamento per l’emozionante progetto espositivo – definito unanimemente “irripetibile” (in inglese “Once-in-a-Lifetime Caravaggio Show”) – che per la prima volta ha riunito, in uno spazio simbolico per il rapporto tra Caravaggio e i suoi mecenati, 24 opere del Merisi provenienti da importanti collezioni nazionali e internazionali. Particolarmente apprezzata l’eccezionalità del percorso, che ha raccolto solo dipinti autografi, capolavori difficilmente visibili, molti dei quali mai esposti insieme o esposti per la prima volta in Italia, e alcune nuove scoperte. La mostra è stata inoltre l’unica esposizione organizzata fuori dagli Stati Uniti a essere inserita dal New York Times tra le migliori del 2025, consacrando il suo valore internazionale.
La mostra CARAVAGGIO 2025 è stata realizzata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica, in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei – Ministero della Cultura, con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, con il supporto tecnico di Coopculture per i servizi al pubblico e di Marsilio Arte per la pubblicazione del catalogo.
Si ringraziano i prestatori che hanno reso possibile la mostra, tanto le collezioni private che hanno preferito rimanere anonime, quanto i musei pubblici e privati: Detroit Institute of Art (Detroit, US), Kimbell Art Museum (Fort Worth, US), Metropolitan Museum of Art (New York, US), Nelson-Atkins Museum of Art (Kansas City, US), Wadsworth Atheneum of Art (Hartford, US), .Museo Nacional Thyssen-Bornemisza (Madrid, ES), National Gallery of Ireland (Dublino, IE), Royal Collection Trust (Londra, UK), Galleria Borghese (Roma, I), Gallerie d’Italia (Napoli, I), Gallerie degli Uffizi – Palazzo Pitti (Firenze, I), Musei Capitolini (Roma, I), Pinacoteca di Brera (Milano, I), Museo e Real Bosco di Capodimonte – Patrimonio FEC (Napoli, I).
Roma, 6 marzo 2025. Dal 7 marzo al 6 luglio prorogata al 20 luglio 2025 le Gallerie Nazionali di Arte Antica, in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei – Ministero della Cultura e con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, presentano a Palazzo Barberini CARAVAGGIO 2025, a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon.
CARAVAGGIO 2025 è uno dei progetti più ambiziosi mai dedicati alla pittura di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610): con ventiquattro dipinti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali la mostra di Palazzo Barberini offre un percorso tra opere difficilmente visibili e nuovi accostamenti, in uno dei luoghi simbolo della connessione tra l’artista e i suoi mecenati.
Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini. Allestimenti della mostra Caravaggio 2025. Gallery con foto di Alberto Novelli e Alessio Panunzi
Riunendo alcuni dei dipinti più celebri, CARAVAGGIO 2025 propone una nuova e approfondita riflessione sulla rivoluzione artistica e culturale operata dal Maestro lombardo, esplorando, in un contesto senza precedenti per ampiezza e straordinarietà, l’innovazione che introdusse nel panorama artistico, religioso e sociale del suo tempo. L’esposizione rappresenta un’opportunità unica per riscoprire l’arte di Caravaggio in chiave nuova, in un percorso espositivo che integra scoperte, riflessioni critiche e un confronto ravvicinato tra i suoi capolavori: non solo un tributo al genio dell’artista, ma una vera occasione di indagine sulla profonda influenza che ha esercitato sull’arte coeva e successiva e sull’immaginario collettivo contemporaneo.
Tra le opere in esposizione un posto speciale è senz’altro occupato dal Ritratto di Maffeo Barberini, pubblicato da Roberto Longhi nel 1963 e mai esposto al pubblico fino a pochi mesi fa, dall’Ecce Homo recentemente riscoperto (2021), che torna in Italia dopo quattro secoli, e dalla prima versione della Conversione di Saulo della cappella Cerasi, difficilmente accessibile poiché conservata in una dimora privata.
Accanto al San Francesco in meditazione, al San Giovanni Battista, alla Giuditta e Oloferne e al Narciso, parte della collezione permanente delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, troviamo alcuni capolavori che “tornano a casa”: i Bari, i Musici e la Santa Caterina d’Alessandria, che Antonio Barberini acquistò nel 1628 dalla collezione del cardinal del Monte.
Il percorso, articolato in quattro sezioni, guida il pubblico alla scoperta dell’intera parabola artistica del Merisi, coprendo un arco cronologico di circa quindici anni, dall’arrivo a Roma intorno al 1595 alla morte a Porto Ercole nel 1610.
Nella prima parte, dedicata al DEBUTTO ROMANO, l’esposizione affronta gli anni dell’arrivo a Roma, verosimilmente nel 1595, e i primi passi in città, tutt’altro che semplici.
Nonostante fosse un pittore già formato – cresciuto nella bottega milanese di Simone Peterzano, allievo di Tiziano – i biografi concordano nell’affermare che Caravaggio fu inizialmente costretto a vivere di espedienti, realizzando quadri per pochi soldi. Verosimilmente a partire dall’estate dello stesso anno transitò anche nella bottega del noto e ammirato pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino, dal quale venne impiegato per dipingere fiori e frutti. Nonostante il rapporto tra i due si chiuda bruscamente nel giro di otto mesi, la produzione di Naturalia lascerà tracce importanti e profonde nella prima produzione caravaggesca, come è evidente nelle bellissime nature morte del Mondafrutto e del Bacchino malato, per la prima volta esposte insieme.
Alcuni fortunati incontri – con il pittore Prospero Orsi, esperto di Grottesche, e con Costantino Spada, rigattiere e mercante dei suoi primi dipinti – permisero a Caravaggio di entrare, intorno all’estate del 1597, in contatto con il suo più prestigioso committente: il raffinato ed eclettico cardinale, cultore di musica e canto, Francesco Maria del Monte, cui appartennero i Musici, la Buona Ventura e i Bari, capolavori di quella “pittura comica” che caratterizza la fase giovanile di Caravaggio, contraddistinta da un uso della luce ancora lontano dai possenti chiaroscuri della maturità. Parallelamente, Caravaggio avviò anche il rapporto con il banchiere Ottavio Costa, proprietario del bellissimo San Francesco in estasi, primo esempio di opera sacra eseguita dall’artista a Roma.
A suggellare il successo di Caravaggio nell’Urbe, nel 1600 – a un anno dalla prima commissione pubblica per la chiesa di San Luigi dei Francesi – fu l’incarico di dipingere due tavole per la cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo: la Crocifissione di san Pietro e la Conversione di Saulo, di cui viene ora esposta ora eccezionalmente a Palazzo Barberini la prima redazione, e che si differenzia dalla versione finale per il supporto utilizzato, una tavola di legno cipresso di grandi dimensioni (237×189 cm), molto più preziosa della tela.
Nella sezione intitolata INGAGLIARDIRE GLI OSCURI, la mostra introduce la rara produzione ritrattistica di Caravaggio, che, come dimostrano le fonti archivistiche e le stampe, dovette essere molto vasta e stimata, anche se pochissime sono le testimonianze arrivate fino a noi.
L’esposizione offre tuttavia l’occasione unica di vedere accostate per la prima volta due versioni del ritratto di Maffeo Barberini, provenienti entrambe da collezioni private. Come attesta Giulio Mancini, il pittore ha ritratto Maffeo Barberini in più di un’occasione: qui abbiamo la nota versione “Corsini”, attribuita a Caravaggio da Lionello Venturi (1912), Gianni Papi e Keith Christiansen (2010), esposta accanto a quella recentemente presentata al pubblico a oltre sessant’anni dalla sua riscoperta e attribuzione di Roberto Longhi (1963) unanimemente condivisa da tutti gli studiosi. In quest’ultimo dipinto è evidente il rivoluzionario naturalismo della pittura del Merisi, nel cui ambito il ritratto sembra aver svolto un ruolo molto importante, nonostante fosse ritenuto un genere minore.
L’artista non si limitò a ritrarre nobili prelati o illustri personaggi, ma usò, anche per i dipinti a soggetto religioso, persone appartenenti ai ceti sociali più umili, eternandone per sempre la memoria. È il caso della bellissima modella che presta la sua immagine per Marta e Maria Maddalena, Giuditta che decapita Oloferne e Santa Caterina d’Alessandria, forse identificabile con la celebre cortigiana Fillide Melandroni.
Tra questi dipinti la Santa Caterina riveste un ruolo particolarmente importante poiché a partire da esso, secondo il Bellori, biografo dell’artista, prende avvio quel modo di «ingagliardire gli oscuri» che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione successiva, giungendo a piena maturazione nelle imponenti tele per la cappella Contarelli ancora oggi visibili nella chiesa di San Luigi dei Francesi.
La sezione espositiva IL DRAMMA SACRO TRA ROMA E NAPOLI parte idealmente dalla prima commissione pubblica, ottenuta da Caravaggio nel 1599 grazie all’intermediazione del cardinal del Monte: le tele della cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi. Il ciclo dedicato a San Matteo rappresenta una vera sfida per il Merisi, che per la prima volta si confronta con quadri di historia, e costituisce anche uno spartiacque nella sua produzione, perché da questo momento si dedicherà quasi esclusivamente a temi sacri, dando avvio a quello stile tragico caratteristico della sua produzione.
In questa sezione sono esposte alcune tra le opere religiose più emblematiche del Merisi maturo all’apice del successo, che annoverava tra i suoi committenti personaggi di spicco come Ciriaco Mattei e Ottavio Costa, per i quali realizzò rispettivamente La cattura di Cristo e il San Giovanni Battista dalla collezione del The Nelson-Atkins Museum of Art (Kansas City – Missouri), quest’ultimo affiancato al dipinto con lo stesso soggetto conservato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica.
Nella tarda primavera del 1606, tuttavia, la vita del pittore subì una svolta drammatica quando, durante una partita di pallacorda, uccise Ranuccio Tomassoni. Il Merisi fu costretto a fuggire da una condanna alla pena capitale, rifugiandosi prima nei feudi laziali della famiglia Colonna, dove realizzò la Cena in Emmaus e – forse – il San Francesco in meditazione. Secondo alcuni studiosi a questi anni potrebbe risalire anche il David e Golia della Galleria Borghese, dipinto in cui, raffigurando sé stesso nei panni di Golia, l’artista mette in luce la sua esigenza di espiazione.
Pochi mesi dopo il pittore era a Napoli, città dove fu molto apprezzato e dipinse opere mirabili come l’Ecce Homo, recentemente rinvenuto in Spagna, e uno dei suoi capolavori, la Flagellazione, realizzata per la cappella di San Domenico Maggiore.
L’ultima parte della mostra, raccolta sotto il titolo FINALE DI PARTITA, affronta la fase finale della vita dell’artista: animato dal costante desiderio di tornare a Roma, sua patria d’elezione, Caravaggio lasciò Napoli e nell’estate del 1607 partì per Malta, con la speranza di entrare nell’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, provando così a ottenere il perdono di Papa Paolo V Borghese. Grazie a opere come il Ritratto di cavaliere di Malta, il Merisi riuscì a ottenere il cavalierato ma, coinvolto in una rissa con un altro membro dell’Ordine, venne incarcerato. Fuggito in modo rocambolesco, Caravaggio si diresse prima in Sicilia, a Siracusa e Messina, e poi nuovamente a Napoli, dove realizzò le ultime opere, tra le quali il San Giovanni Battista della Galleria Borghese e il Martirio di Sant’Orsola, dipinto per Marcantonio Doria pochi giorni prima del suo ultimo tragico viaggio.
Nel 1610 il Merisi salpò per Roma, probabilmente dopo aver ricevuto la notizia del perdono del papa, portando con sé, su una feluca, alcuni dipinti da donare al cardinal nepote Scipione Borghese, tra cui proprio il San Giovanni Battista. Purtroppo, Caravaggio non riuscì a coronare il suo sogno di tornare, e sebbene i suoi ultimi giorni siano avvolti nel mistero, è probabile che, sbarcato a Palo, sia stato trattenuto per alcuni controlli o arrestato. Una volta rilasciato, morì sulla via di Porto Ercole, a soli trentanove anni.
Venticinquesima opera della mostra – extra moenia ma eccezionalmente visitabile in occasione della mostra – è il Giove, Nettuno e Plutone, l’unico dipinto murale eseguito da Caravaggio nel 1597 (ca) all’interno del Casino dell’Aurora, a Villa Ludovisi (Porta Pinciana) su commissione del cardinale del Monte per il soffitto del camerino in cui quest’ultimo si dilettava nell’alchimia. L’opera, raramente accessibile, raffigura infatti un’allegoria della triade alchemica di Paracelso: Giove, personificazione dello zolfo e dell’aria, Nettuno del mercurio e dell’acqua, e Plutone del sale e della terra.
Il catalogo della mostra, edito da Marsilio Arte, approfondisce i temi di CARAVAGGIO 2025, presentando nuovi studi critici e saggi di alcuni tra i maggiori esperti internazionali, che esplorano gli snodi biografici di Caravaggio, l’evoluzione del suo stile e il contesto culturale che ha influenzato la sua arte, con nuove chiavi di lettura e riflessioni sulla sua eredità.
Il saggio di Keith Christiansen apre il catalogo tracciando la parabola artistica del grande Maestro, mentre i contributi delle due curatrici, Maria Cristina Terzaghi e Francesca Cappelletti, si concentrano sull’arrivo del Maestro a Roma e sul collezionismo delle sue opere da parte delle grandi famiglie romane. Giuseppe Porzio ripercorre gli anni meridionali dell’artista, tra Napoli, Malta e la Sicilia; Alessandro Zuccari propone una riflessione sul legame di Caravaggio con la spiritualità del suo tempo; Gianni Papi affronta uno degli argomenti più dibattuti, ovvero la ritrattistica – vera o presunta – del Merisi; Francesca Curti presenta, a partire da documenti d’epoca, le figure femminili ritratte dall’artista; Claudio Strinati e Stefano Causa affrontano un excursus storico delle mostre dedicate a Caravaggio e la sua fortuna critica, partendo dalla famosa mostra di Milano del 1951 che fece riscoprire l’artista dopo secoli di oblio; chiude Rossella Vodret con un’attenta analisi sulla tecnica esecutiva dell’artista.
Accompagnano i saggi le schede delle ventiquattro opere in mostra, che danno conto dei principali problemi critici, attributivi e di datazione.
La mostra CARAVAGGIO 2025 è un progetto delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, realizzato in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei – Ministero della Cultura, con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, con il supporto tecnico di Coopculture per i servizi al pubblico e di Marsilio Arte per la pubblicazione del catalogo. Urban Vision è media partner; Dimensione Suono Soft è radio partner.
Si ringraziano i prestatori che hanno reso possibile la mostra, tanto le collezioni private che hanno preferito rimanere anonime, quanto i musei pubblici e privati quali Detroit Institute of Art (Detroit, US), Kimbell Art Museum (Fort Worth, US), Metropolitan Museum of Art (New York, US), , Nelson-Atkins Museum of Art (Kansas City, US), Wadsworth Atheneum of Art (Hartford, US), .Museo Nacional Thyssen-Bornemisza (Madrid, ES), National Gallery of Ireland (Dublino, IE), Royal Collection Trust (Londra, UK) Galleria Borghese (Roma, I), Gallerie d’Italia (Napoli, I), Gallerie degli Uffizi – Palazzo Pitti (Firenze, I), Musei Capitolini (Roma, I) Pinacoteca di Brera (Milano, I), Museo e Real Bosco di Capodimonte – Patrimonio FEC (Napoli, I),
Facebook: @BarberiniCorsini | X: @BarberiniCorsin | Instagram: @BarberiniCorsini
Testo e immagini dall’Ufficio Stampa Lara Facco P&C, Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini. Aggiornato il 21 luglio 2025.





