Impronte di rettili nella Grotta delle Bestie?

29 Febbraio - 2 Marzo 2016
Bestias4
La Grotta delle Bestie (anche Grotta Mestikawi-Foggini o Grotta Foggini o Grotta Wadi Sūra II), scoperta nel 2002, si trova al confine sud occidentale dell'Egitto con la Libia. Il sito è celebre per l'arte rupestre che accoglie, nella forma di animali, figure umane e prive di testa. Assieme a queste forme d'arte di 8.000 anni fa si trovano pure contorni di mani, più che in qualsiasi altro sito nel Sahara. Alcune di queste sono minuscole, e sono state finora interpretate come appartenenti a neonati.
Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports, sfida ora quell'interpretazione, consegnandocene una che è forse persino più inaspettata. Le 13 piccole mani non coinciderebbero con quelle di neonati (nel campione, tra le 37 e le 41 settimane di vita, e comprendendo pure prematuri tra le 26 e le 36). Risultano più piccole, mentre le dita sarebbero invece più lunghe e affusolate: si suggerisce che possa trattarsi di impronte di rettili. In particolare, potrebbe trattarsi di varano del deserto (Varanus griseus) o di giovani coccodrilli. Se davvero così fosse, si tratterebbe da una parte di un'indicazione della presenza di questi animali in quest'area, e dall'altra di possibili informazioni sull'universo simbolico di quelle popolazioni.
Leggere di più


Un pendente di undicimila anni fa da Star Carr

25 Febbraio 2016
figure1
Un pendente con incisioni e risalente al Mesolitico è stato ritrovato a Star Carr, nello Yorkshire settentrionale. Il pendente di forma triangolare risale data a 11 mila anni fa ed è stato ricavato da un pezzo singolo della roccia sedimentaria nota come shale.
Il reperto è piccolo (31x35 mm) e fragile, e costituisce la prima testimonianza artistica per il Mesolitico in Gran Bretagna. Su di esso è possibile vedere una serie di linee che rappresenterebbero un albero, una cartina, una foglia o persino un conteggio. Le incisioni erano appena visibili al momento della scoperta: si sono perciò utilizzate diverse tecniche di microscopia digitale per generare immagini ad alta risoluzione. Potrebbe essere stato proprietà di uno sciamano o utilizzato per fini di protezione spirituale.
Si tratta di un reperto unico, visto che motivi prodotti con incisioni su pendenti del Mesolitico sono estremamente rari, e non vi sono altri pendenti di questo tipo che siano stati prodotti con questo materiale. Reperti con simili decorazioni provengono dall'area del Mare del Nord, e dalla Scandinavia meridionale: possono perciò parlarci di connessioni culturali tra questi gruppi alla fine dell'Era Glaciale. Nel sito di Star Carr si sono pure recuperati grani di collane (sempre in roccia shale), un pezzo di ambra perforata e due denti animali perforati.
Leggere di più


Antico vaso egizio in pietra sarà rimpatriato dalla Germania

12 Febbraio 2016

Antico vaso egizio in pietra sarà rimpatriato dalla Germania

————————————————————————————————————
12744733_462136773991472_5903545906156688727_n
La Corte di Friburgo (Germania) ha pubblicato una dichiarazione per il rimpatrio di un vaso di pietra che appartiene all'antica civiltà egizia. Così nell'annuncio del dott. Eldamaty, Ministro delle Antichità.
Le autorità della dogana tedesca sequestrarono diversi reperti archeologici, tra i quali il vaso summenzionato a Stoccarda. La Corte sentenziò che dovevano ritornare tutti in Egitto, ad eccezione di questo particolare pezzo, in quanto si sospettava appartenesse alla civiltà levantina, a causa delle sue caratteristiche.
Eldamaty ha chiarito che la corte ha recentemente pubblicato una dichiarazione per il ritorno del vaso in pietra in Egitto, dopo la presentazione, da parte del Ministero delle Antichità, di tutte le prove sufficienti. D'altra parte, il Supervisore Generale del Dipartimento delle  Antichità Rimpatriate ha affermato che il vaso molto probabilmente data al Periodo Predinastico, sottolineando che sarà presto riportato all'Ambasciata Egiziana a Berlino.
Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Adattamento e traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Heman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.


Le più antiche rappresentazioni di eruzioni dalla Grotta di Chauvet-Pont d’Arc

10 Gennaio 2016
journal.pone.0146621.g003
Nella Grotta di Chauvet-Pont d’Arc, nel dipartimento francese dell'Ardèche, ci sarebbero le più antiche rappresentazioni di eruzioni vulcaniche.
Queste immagini apparentemente astratte, a forma di cascata (o spray, a seconda di come le si vuole vedere), furono ritrovate per la prima volta nel 1994, tra quelle raffiguranti gli animali dell'epoca. Un nuovo studio ha interpretato questi disegni astratti come raffigurazioni preistoriche del fenomeno naturale, sottolineando come già dall'entrata della grotta in questione sarebbe stato possibile osservare attività vulcaniche dell'area, 36 mila anni fa.
Fino ad oggi, quelle dell'Hasan Däg dalla Turchia centrale erano considerate come le eruzioni più antiche ad essere rappresentate (otto-novemila anni fa), sui murali della celebre Çatalhöyük.
journal.pone.0146621.g001-1
[Dall'Abstract:] Tra i dipinti e le incisioni ritrovati nella grotta di Chauvet-Pont d’Arc (Dipartimento dell'Ardèche, Francia), diversi segni dalla peculiare forma spray sono stati precedentemente descritti nella Galleria Megaloceros. Qui si documenta l'occorrenza di attività vulcanica di tipo stromboliano collocata a 35 km a nord ovest della grotta, e visibile dalle colline sopra l'entrata della grotta. Le eruzioni vulcaniche sono state datate, utilizzando 40Ar/39Ar, tra 29 ± 10 migliaia di anni e 35 ± 8 migliaia di anni (2σ), che si sovrappone con il 14C AMS e le età della termoluminescenza per le prime occupazioni della grotta nella Galleria Megaloceros. Il lavoro fornisce le prime prove di un'intensa attività vulcanica tra 40 e 30 migliaia di anni nella regione del Bas-Vivarais, ed è molto probabile che umani viventi nell'area dell fiume Ardèche testimoniassero una o diverse eruzioni. Si propone che i segni a forma di spray ritrovati nella grotta di Chauvet-Pont d’Arc possano essere le più antiche rappresentazioni note di eruzione vulcanica, predatando di più di 34 milioni di anni la descrizione di Plinio il Giovane dell'eruzione del Vesuvio (79 d. C.) e di 28 migliaia di anni il murale scoperto a Çatalhöyük, nella Turchia Centrale."
Leggere di più


Una statuetta antropomorfa neolitica da Lipník nad Bečvou

11 Dicembre 2015
Olomoucký_kraj_in_Czech_Republic.svg
Il corpo di una statuetta antropomorfa neolitica, priva di testa e arti, e coperta di incisioni e decorazioni geometriche, è stata ritrovata presso il villaggio di Lipník nad Bečvou, vicino la città di Přerov nella Moravia Orientale.
La figurina scolpita daterebbe al 5000 a. C., e sarebbe stata prodotta dai primi agricoltori nel territorio dell'attuale Repubblica Ceca: si tratterebbe di appartenenti alla Cultura della ceramica lineare.
Link: Radio Praha
La regione di Olomouc nella Repubblica Ceca, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Czech Republic location map.svg (by Lencer)).
 


Turchia: quindici pitture rupestri da Alem

10 Dicembre 2015
Kars_in_Turkey.svg
Quindici pitture rupestri sono state ritrovate presso il villaggio di Alem, vicino l'antica capitale armena di Ani, nella provincia turca orientale di Kars. Ritraggono scene di caccia con umani, cani, cavalli, capre delle nevi e cervidi.
Link: Hurriyet Daily News via Anadolu Agency
La provincia turca di Kars, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest)).
 


Prima raffigurazione di uno spazio umano: un campo paleolitico iberico

2 - 3 Dicembre 2015
journal.pone.0143002.g003
Una lastra in scisto incisa, datata a 13.800 anni fa e ritrovata presso il sito iberico di Molí del Salt, presenta una significativa raffigurazione. L'importanza della stessa è stata sottolineata dagli studiosi: si tratterrebbe della più antica rappresentazione di uno spazio umano.
La lastra è lunga 18 cm e larga 8,5, e presenta sette incisioni semicircolari. Le incisioni sarebbero state effettuate in breve tempo.
journal.pone.0143002.g004
Proprio le figure semicircolari sarebbero da interpretarsi come capanne, e dunque la lastra presenterebbe un antico campo di cacciatori raccoglitori del Paleolitico Superiore. Le aree da campo possono infatti considerarsi come i più antichi paesaggi antropici. Per gli autori dello studio, l'autore dell'incisione probabilmente volle concentrarsi su un tema "sociale", per la prima volta nella storia umana. La lastra rompe anche le regole dell'arte paleolitica, che di solito presenta motivi geometrici o animali.
Il sito di Molí del Salt è collocato nella municipalità di Vimbodí i Poblet, nella provincia spagnola di Tarragona. Gli scavi sono qui cominciati nel 1999.
journal.pone.0143002.g002
[Dall'Abstract:] Paesaggi e altre caratteristiche del mondo quotidiano erano appena rappresentate nell'arte paleolitica, specialmente quelle associate ai paesaggi umani (capanne e campi). Al contrario, altri motivi figurativi (in particolare animali) e segni, tradizionalmente collegati a concezioni magiche o religiose di queste società di cacciatori-raccoglitori, sono i temi predominanti dell'arte del Paleolitico Superiore.  Lo studio presenta una lastra di scisto incisa, recentemente scoperta presso il sito di Molí del Salt (Spagna nord-orientale) e datato alla fine del Paleolitico Superiore, circa 13.800 anni fa. Questa lastra mostra sette motivi semicircolari che possono essere interpretati come la rappresentazione di capanne con forma a cupola. L'analisi dei motivi individuali e la composizione, così come la contestualizzazione etnografica e archeologica, suggerisce che questa incisione sia una raffigurazione naturalistica di un campo di cacciatori raccoglitori. Le aree da campo possono essere considerate il primo paesaggio umano, la prima area terrestre le cui caratteristiche visibili furono interamente costruite da umani. Dato il significato sociale delle aree da campo per gli stili di vita dei cacciatori raccoglitori, questa incisione può essere considerata una delle prime rappresentazioni dello spazio domestico e sociale di un gruppo umano.
journal.pone.0143002.g0011
Leggere di più


Bulgaria: un pendente da Solnitsata il più antico gioiello in oro europeo

24 Novembre 2015
1024px-Varna_Province_location_map.svg
Un pendente in oro da Solnitsata, datato a 6300 anni fa, è il più antico gioiello in oro lavorato europeo. Del peso di 2 grammi, è fatto di oro a 23-24 carati.
Solnitsata, che col suo nome fa riferimento al sale che era lì lavorato già in epoca preistorica, è ritenuto il più antico insediamento europeo. Si trova nei pressi della città di Provadia, nella provincia bulgara di Varna.
Oltre al gioiello in oro, si sono ritrovate centinaia di altri reperti. La necropoli di Solnitsata è datata al 4300 a. C., e cioè al Tardo Calcolitico, ma il prof. Vasil Nikolov ritiene che il pendente possa essere di duecento-trecento anni precedente.
Sintesi e traduzione da: Archaeology in Bulgaria
Link ulteriori: The History Blog
La provincia di Varna in Bulgaria, di NordNordWest, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Пакко.
 


India: pitture rupestri del Mesolitico da Rukalagundu

25 Novembre 2015
800px-India_Seemandhra_locator_map.svg
 
Pitture rupestri del Mesolitico sono state ritrovate presso la roccia nota come Rukalagundu, nel tehsil di Kadiri del distretto di Anantapur nello Stato indiano dell'Andra Pradesh. Le pitture comprendono una lucertola, un uomo che danza, strumenti per la caccia e disegni geometrici, e daterebbero al 10.000 - 8.000 a. C.
Link: Deccan Chronicle
Lo stato di Andra Pradesh, da WikipediaCC BY-SA 3.0 PlaneMad/Wikimedia, caricata da RaviC (This Image was created by User:PlaneMad. Updated by RaviCOwn work International Borders: University of Texas map libraryIndia Political map 2001 Disputed Borders: University of Texas map libraryChina-India BordersEastern Sector 1988 & Western Sector 1988Kashmir Region 2004Kashmir Maps. State and District boundaries: Census of India2001 Census State MapsSurvey of India Maps. Other sources: US Army Map Service, Survey of India Map Explorer, Columbia University ).


Alla scoperta dei geoglifi in Kazakhstan

16 Novembre 2015

Archeologi polacchi studieranno i geoglifi kazaki

MTAyNHg3Njg,20801369_20728987
Dozzine di misteriosi geoglifi, segni monumentali visibili dall'alto, che consistono principalmente in tumuli di terra, sono stati scoperti in Kazakhstan da un archeologo dilettante. Gli archeologi dall'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz a Poznań hanno raggiunto un team internazionale di ricercatori nel tentativo di comprendere il loro significato.

La stampa ha salutato il ritrovamento chiamandoli le "Linee di Nazca del Kazakhstan" perché l'altopiano di Nazca in Perù è il luogo delle più note forme paesaggistiche, chiaramente visibili dall'alto - che descrivono figure geometriche, piante e animali. Il celebre giornale New York Times ha riferito alcuni giorni fa sullo studio dei Geoglifi in Kazakhstan.
Leggere di più