La carica degli elefanti

“Nelle nostre rumorose città tendiamo a dimenticare ciò che i nostri antenati sapevano in modo istintivo: loro sentivano che la natura selvaggia è viva, e che sussurra a tutti affinché possiamo ascoltarla e risponderle”; a scriverlo l’ambientalista Lawrence Anthony nel suo L’uomo che parlava agli elefanti pubblicato da Piano B Edizioni.

Il libro, edito in febbraio, comincia a circolare sui social subito dopo il lockdown. È una storia straordinaria, come sottolinea l’editore presentandolo al pubblico, per cui vale la pena immergersi. Ci troviamo in Sudafrica dove, nella provincia dello KwaZulu-Natal nello Zululand, Anthony possiede la più antica riserva faunistica chiamata Thula Thula.

“I miei sono stati i primi elefanti selvatici a essere reintrodotti nella nostra zona dopo più di un secolo” spiega nel prologo e poi sottolinea: “il titolo di questo libro non si riferisce a me [ma] agli elefanti, perché sono stati loro a sussurrarmi e a insegnarmi come ascoltarli”. È in questo modo che l’autore non lascia nulla al caso perché gli preme far capire al lettore fin da subito cosa c’è ad attenderlo nelle pagine che seguiranno. Significativa l’importanza che egli dà alla sua riserva che, dice essere, patria per molta fauna selvatica della regione: senza dovuta protezione e salvaguardia questi animali avrebbero avuto ben poche possibilità di sopravvivenza perché avrebbero dovuto districarsi tra la fame, l’estinzione e i bracconieri.

Come ci ha ricordato la cronaca recente – l’indignazione dell’opinione pubblica nel vedere l’immagine dell’elefantessa uccisa in India che ha fatto il giro del mondo in breve, anche se dalle ultime notizie sembrava che gli inquirenti avessero escluso l’atto volontario – l’idea che un animale selvatico e in questo caso un elefante possa essere ucciso per desideri di caccia e di contrabbando, mette a dura prova il lavoro delle riserve e delle organizzazione che si occupano del loro benessere.

Anthony fin dalle prime battute pone infatti l’accento sui pericoli del bracconaggio e su ciò che ha dovuto affrontare per difendere Thula Thula: “Prima che la comprassi (…) era una riserva di caccia, e avevo giurato che non lo sarebbe più stata. Nessun animale sarebbe più stato ucciso senza motivo sotto i miei occhi. Non mi ero reso conto di quanto sarebbe stato difficile mantenere quel giuramento [anche se] ci stavamo impegnando con la popolazione locale nel diffondere la coscienza della salvaguardia”.

Foto di Valentina Tatti Tonni

In quarantadue capitoli e con una scrittura asciutta l’autore prende per mano il lettore, lo infonde di coraggio e di curiosità e lo porta alla scoperta di queste imponenti creature, “giganti potenti in realtà vulnerabili come dei neonati”. Gli elefanti – nove, un intero branco guidato da una matriarca che ha il gusto per la fuga - entrano nella sua riserva ma sono difficili da trattare, prossimi all’abbattimento se non cambieranno il loro comportamento.

Quando li prende con sé Anthony non sa bene cosa aspettarsi, ma sa che vuole aiutarli, un aiuto che scoprirà subito loro non hanno mai ricevuto. Hanno paura, non si fidano e scappano per salvarsi da un imminente pericolo, un trauma che la loro lunga memoria ha registrato e che gli si ripresenta con forza e prepotenza. “Lì su due piedi decisi che, contrariamente a tutti i pareri, sarei andato a vivere con il branco” racconta.

Una soluzione insolita dato che per mantenere selvatico un animale è necessario ridurre al minimo il contatto con gli esseri umani, ma non lui si tira indietro, anzi dalle parole traspare la fatica e l’emozione: “Queste magnifiche creature erano estremamente turbate e disorientate e forse, dico forse, se qualcuno interessato a loro gli fosse rimasto costantemente accanto, avrebbero avuto una chance”.

La sua avventura, “fisica e spirituale” come la definisce, parte proprio da qui. Dalla volontà di fare qualcosa di diverso, pur con i bracconieri alle calcagna, le difficoltà di gestione, la cooperazione con le tribù locali, fare qualcosa con sentimento per riportarli alla vita.

L’uomo che parlava agli elefanti Lawrence Anthony
Il libro L’uomo che parlava agli elefanti, di Lawrence Anthony con Graham Spence, pubblicato da Piano B Edizioni (2020), pagg. 440, Euro 16

Il coraggio di Irene. Viaggio nella Calabria di "Le tre notti dell'abbondanza"

Stavolta vi porto in un piccolo paese della Calabria, ed esattamente a Fosco, un borgo “accecato dalla luce, a dispetto del nome che era uno straccio di cotone buttato sulle case”. Siamo negli anni ’80.

Di seguito, la recensione procede con accenni alla trama del romanzo.

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L'incanto del pesce luna: alla riscoperta del romanzo grottesco

Una cinquina insolita, quest’anno, quella del premio Campiello: ben due su cinque – Francesco Guccini, il cantautore dall’assai arzigogolata penna quando si destreggia con la narrativa, e Patrizia Cavalli, poetessa di raffinatezza squisita – non sono nemmeno principalmente noti come romanzieri e il lavoro finalista di Cavalli, del resto, non è proprio esattamente un romanzo.

Degli altri tre, romanzi più canonici e d’altronde scritti da più canonici romanzieri, L’incanto del pesce luna, di Ade Zeno, edito da Bollati Boringhieri, spicca per originalità e forza narrativa.
Si tratta di un romanzo piuttosto breve, ma denso di eventi. Eventi dal sapore amaro e grottesco, che ci portano a tratti ad odiare il protagonista, Gonzalo, e ad entrare in empatia con lui (se non proprio, a volta, a compatirlo) altrettanto spesso. La storia è, come si diceva, quanto mai grottesca, nel senso più letterale del termine, quello di inaspettato e spaventato disgusto, che tuttavia produce un effetto di comico interesse.

Di seguito, la recensione procede con accenni alla trama del romanzo.

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Di amore e di rondini ai tempi del telefono fisso

Claudia ha ventidue anni e una famiglia. Quella di sangue, in cui spiccano Gianluca, un fratello maggiore scapestrato e due fratelli più piccoli da nutrire a pane e nutella - e quella allargata, sparsa tra scale, balconi e pianerottoli del palazzo in cui vive. Siamo in un quartiere popolare di Milano, in anni non definiti ma privi di telefonini; ogni abitante del condominio ha le sue stranezze; ci sono Stefano, amico di infanzia sbalestrato e in rotta con il padre, e Federico – presenza silenziosa, solitaria, da incontrare a un davanzale presso cui sta in attesa di vedere tornare ogni anno le rondini.

Per quest’anno le rondini non tornano Giuliana Dea
Foto ClassiCult: tutti i diritti riservati

Succede che i confini di questo microcosmo, improvvisamente, cominciano a rompersi. Come un rigagnolo che poi diventa torrente e infine diventa fiume, la vita si insinua dall’esterno, con le sue pretese; c’è un bambino che Gianluca e la sua compagna scoprono di aspettare, per Stefano ci sono conflitti familiari che non si possono più sostenere e una ragazza che compra un libro al giorno, per Claudia c’è Sasha – amico di Gianluca mai incontrato prima, per il quale mettere in discussione un’esistenza senza vere scosse.

In tutto questo Federico è là, sul suo balcone, in ascolto; è il punto attraverso cui passano tutte le rette delle vite degli altri personaggi, ma un giorno non si affaccia più. La vita è arrivata a lambire anche lui, e a lui chiede più che a tutti gli altri e gli altri dovranno fare i conti con un cambiamento irreparabile.

Eccoci qui: siamo nel pieno di un romanzo di formazione, che ci parla in un linguaggio diretto, ruvido ma preciso, proprio come Claudia e i suoi (troppi) pensieri; vediamo i personaggi cambiare sotto i nostri occhi con una trasparenza che si potrebbe scambiare per eccessiva semplicità, ma che invece è la forza di questo libro. È un libro che coinvolge ed emoziona perché mentre i suoi personaggi cercano – e forse trovano – la loro strada per maturare senza perdere le proprie peculiarità, restando fedeli a se stessi, questo libro ci mostra la vita com’è: quando è banale e quando spariglia le carte, quando non sappiamo esprimere i nostri sentimenti e quando troviamo le parole, quando vorremmo essere altrove e quando – finalmente, come alla fine accade a Claudia, sentiamo di essere esattamente dove vorremmo stare.

Per quest’anno le rondini non tornano Giuliana Dea
Il romanzo Per quest'anno le rondini non tornano, di Giuliana Dea, con lo sfondo del cielo di Roma. Foto ClassiCult: tutti i diritti riservati

 

La copertina del romanzo Per quest’anno le rondini non tornano di Giuliana Dea, pubblicato da Bookabook

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Non solo Lady Oscar, sei romanzi sulla Rivoluzione Francese

 

La Rivoluzione Francese è un periodo estremamente complesso, denso di avvenimenti, ma che per questo è anche molto entusiasmante.

Purtroppo, però, non ha ricevuto da parte della narrativa italiana una grande attenzione e alcuni romanzi molto validi non sono ancora stati tradotti nella nostra lingua. Durante gli anni di stesura del mio romanzo, oltre a documenti originali, memorie e saggi ho letto anche moltissimi romanzi e, da appassionata del periodo, ne continuo a leggere; per questo voglio condividere con voi cinque titoli che amo e che possono servire da trampolino di lancio per conoscere meglio il periodo. Nella mia selezione ho lasciato volutamente fuori quei romanzi che non rientrano pienamente nel genere storico o che comunque forzano molto la mano sugli eventi (insomma, non troverete L’armata dei sonnambuli di Wu Ming, La primula rossa o le variazioni sul tema dei diari più o meno segreti di Maria Antonietta).

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Jean-Pierre Houël, La prise de la Bastille, acquerello (1789). Presso la Bibliothèque nationale de France, immagine Gallica in pubblico dominio

Il classico imprescindibile: Novantatré di Victor Hugo

Novantatré è Parigi, la Vandea, intrighi politici, vendette personali, avventura: in questo capolavoro c’è tutta un’epoca che si apre di fronte ai nostri occhi. Nelle vicende di Lantenac, capitano di un manipolo di truppe monarchiche, Gauvain, suo pronipote, ufficiale dell’esercito rivoluzionario mandato in Vandea a combattere i ribelli e del rappresentante in missione Cimourdain, precettore di Gauvain quando questi fu stato accolto nella casa di Lantenac prende corpo la guerra civile e si scontrano le anime della Rivoluzione.

L’ultimo capolavoro di Hugo, che per afflato politico e umano ricorda I Miserabili, è uno sguardo lucido sulle anime della Rivoluzione e sulle reazioni umane ai grandi cambiamenti. L’indulgenza e la generosità paga? Anche i malvagi hanno una possibilità tutta laica di riscatto e di salvezza? Fino a dove si piò giustificare l’uso della violenza?

Questi sono i grandi interrogativi che percorrono la trama del romanzo, perfetto accompagnamento ai molti saggi che sono usciti, soprattutto nell’ultimo decennio, sul Terrore. Non mancano anche i grandi protagonisti, della storia, così insieme a personaggi di invenzione, ritroviamo, in una scena iconica che poi è stata ripresa nell’immaginario, Danton, Marat e Robespierre a colloquio tra loro in un dibattito il cui vero oggetto sono il senso e i limiti della Rivoluzione.

Una lettura impegnativa per chi ha voglia di cominciare a entrare nel vivo delle questioni.

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La copertina del romanzo Novantatrè di Victor Hugo, pubblicato da Mondadori nella collana Classici

Il piccolo gioiello, Gli undici di Pierre Michon

Ho letto Gli undici appena uscito in lingua originale (Les onze), perché adoro Michon da quando ho letto il suo Vite minuscole, sempre tradotto per i tipi Adelphi). Gli undici è un libro quasi sperimentale: è la storia di un capolavoro, Gli undici del titolo, che non è mai stato realizzato, di un pittore che non è mai esistito. La scrittura precisa, cesellata e pur immaginifica di Michon ci fa apparire questa tela di grandi dimensioni al centro del Louvre e ce la descrive rendendola viva. Gli undici sono i membri del “Gran Comitato”, cioè del Comitato di Salute pubblica nella sua ultima composizione, dopo l’esecuzione di Hérault de Seychelles nel febbraio (?) 1794.

Gli undici è un romanzo per immagini, che riesce a immergere il lettore nell’atmosfera del Terrore con poche sparse pennellate. Proprio come i grandi pittori neoclassici, attraverso una trama di luci ed ombre, prospettive e pennellate di colore Michon riesce a rendere vivi i grandi protagonisti (più o meno noti al pubblico italiano) dell’anno II. È il libro giusto per chi vuole entrare nella storia immergendosi in un’atmosfera.

La copertina del romanzo Gli Undici Pierre Michon, tradotto da Giuseppe Girimonti Greco e pubblicato da Adelphi nella collana Fabula

La rivoluzione dove non te l’aspetti, Nozze a Haiti di Anna Seghers

La figura di Toussaint Louverture, il giacobino nero reso noto al grande pubblico dal logo della rivista The Jacobin, ha suscitato grande interesse nel secondo Novecento, come icona antirazzista e anticolonialista; è proprio lui il grande protagonista di Nozze a Haiti. In questo breve romanzo, la scrittrice tedesca Anna Seghers ripercorre le vicende della rivoluzione di Haiti attraverso lo sguardo di Michel Nathan, scrivano di Louverture. Il tema di tutto il romanzo è l’intersezionalità delle oppressioni e delle lotte: i ricchi bianchi, proprietari delle piantagioni di Haiti, si rifiutano di adottare i provvedimenti delle assemblee rivoluzionarie francesi che garantiscono l’uguaglianza tra tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro etnia, anche nelle colonie. Saranno i neri, schiavi ed ex schiavi, ad organizzarsi, rivendicando libertà e uguaglianza, anche attraverso la lotta armata e la violenza. Questi rivoluzionari troveranno come oppositori non solo i bianchi, ma soprattutto i creoli, che hanno paura di perdere la loro posizione nella scala sociale.

Nozze ad Haiti è una lettura molto attuale, che fa riflettere sulla problematicità di certe lotte e su come i principi nati dalla Rivoluzione Francese non siano affatto scontati.

Nozze a Haiti di Anna Seghers, tradotto da I. Nerozzi e pubblicato da Filema nella collana Conchiglie

Una prospettiva femminista, La donna che visse per un sogno di Maria Rosa Cutrufelli

Nella mia personale selezione non poteva mancare un romanzo che ha come oggetto la nascita del primo movimento femminista europeo. La donna che visse per un sogno è la biografia romanzata della più celebre femminista della Rivoluzione, Olympe de Gouges, l’autrice della Dichiarazione della donna e della cittadina.

La figura di Olympe spicca il volo, circondata da una corale tutta femminile, e da personaggio storico diventa il simbolo romantico di tutte le donne che lottano e hanno lottato per i propri diritti e che hanno sacrificato tutto, anche la loro vita, per il bene delle generazioni future.

È un libro che può aprire una prospettiva nuova sulla storia, un modo per entrare nella storia di genere attraverso una storia coinvolgente.

La copertina del romanzo La donna che visse per un sogno di Maria Rosa Cutrufelli, pubblicato da Sperling & Kupfer

La rivoluzione a casa nostra, Il resto di niente di Enzo Striano

Un’altra grande protagonista femminile, Eleonora de Fonseca-Pimentel, ci accompagna nell’avventura tragica delle repubbliche sorelle degli stati italiani. Quando il fuoco della rivoluzione si sta ormai spegnendo, in Italia fioriscono le Repubbliche giacobine, nella speranza che Napoleone e i Francesi portino anche negli stati della penisola i principi rivoluzionari. Il resto di niente è un’amara riflessione sull’effimera esperienza della Repubblica Napoletana del 1799, ma in generale sul ruolo della nostra esperienza individuale nella storia.

La vicenda narrativa, straziante e sublime, non è che un pretesto per una riflessione sulla futilità dell’esperienza umana, che viene annullata dalla morte e che è sempre in balia della “forza delle cose”, che sovradetermina le scelte individuali e collettive. Ed è forse proprio questo senso di impotenza che si scontra continuamente con la voglia di vivere della protagonista la caratteristica più interessante del romanzo e che ricorda tanti passaggi dell’oratoria rivoluzionaria.

È un romanzo per chi vuole andate oltre gli eventi e immergersi nella filosofia della Rivoluzione.

Il resto di niente di Enzo Striano, pubblicato da Oscar Mondadori

Il romanzo indie, Robespierre, le parole e il silenzio di Maria Fabbri

Fra i tanti romanzi che danno voce ai protagonisti della rivoluzione, vi consiglio di recuperare Robespierre, le parole e il silenzio di Maria Fabbri. Pur essendo un romanzo, infatti, questo libro ha la precisione di un saggio nella cura del dato storico e nella precisione ideologica. L’autrice accompagna chi legge alla scoperta degli anni 1789-1794, attraverso il percorso politico e umano di Robespierre. L’utilizzo estensivo della prima persona, unito a un linguaggio diretto e contemporaneo, ma allo stesso tempo mai banalizzante, fa entrare in medias res nei pensieri del protagonista e negli eventi.

La narrazione, dunque, è dichiaratamente partigiana, ma questa è proprio la forza del libro, che lo distingue da molte altre pubblicazioni, perché la passione e la competenza dell'autrice pungolano chi legge e costringono a considerare un punto di vista forse diverso da quello che normalmente ci immaginiamo.

La copertina del romanzo Robespierre - Le parole e il silenzio di Maria Fabbri

XIX il libro possibile

Speciale XIX Edizione del Festival Il libro possibile

Si è conclusa la XIX Edizione del Festival Il libro possibile; è stata un'edizione sicuramente diversa dalle altre. La manifestazione che si svolge da sempre a Polignano a Mare, concentrando gli entusiasti partecipanti in spazi dagli scorci assai suggestivi ma limitati, non poteva rimanere completamente avulsa dal contesto pesantemente influenzato dal COVID-19. Fortunatamente, già dai giorni precedenti l'evento la Puglia ha registrato un numero di casi limitato.

Come sempre, il Festival porta a Polignano grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, della scienza, dell'economia, dello spettacolo e della musica.

 

Cinque location rinnovate, misure per garantire la piena sicurezza dell’evento e i più grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica pronti ad animare il dibattito culturale a Polignano. La XIX edizione consecutiva del Libro Possibile, primo festival di caratura nazionale a ripartire in presenza, in programma dall’8 all’11 luglio. Presentazioni letterarie, dibattiti e tavole rotonde si sono susseguite fino a tarda notte in: lungomare Cristoforo Colombo, nelle banchine ‘Pirelli Cinturato’ e ‘Puglia 365’ del Porto turistico – Cala Ponte Marina e alla Terrazza dei Tuffi. A queste si aggiunge il Libro Possibile Caffè in piazza Caduti di via Fani per lo spazio dedicato ai più piccoli. Confermata la media partnership con Sky Tg24 con dirette ogni sera dal palco principale e interviste agli ospiti. La manifestazione è finanziata dalla Regione Puglia; main sponsor Pirelli; con il patrocinio del Comune di Polignano.

Il tema della XIX edizione

Viaggiatori dello spazio e del tempo è il tema scelto per l’edizione 2020 del festival. Ad aprire la kermesse sul lungomare Cristoforo Colombo non poteva che essere l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano, con un contributo video da Houston. Sul palco il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il direttore del distretto tecnologico aerospaziale, Giuseppe Acierno, per un dibattito sul tema delle esplorazioni in orbita moderato da Francesco Giordano. Rimaniamo con gli occhi puntati verso l’alto con l’astrofisica Patrizia Caraveo, che presenterà in anteprima Il cielo è di tutti (Edizioni Dedalo) in Banchina Puglia 365. Nel libro l’autrice affronta il problema dell'inquinamento da luci a terra e da costellazioni di satelliti. Presenta Elisabetta Bissaldi, ricercatrice del Politecnico di Bari e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Bari

Di Viaggiatori di oggi: il ruolo della politica parlerà il ministro per gli Affari regionali e Autonomie Francesco Boccia. Interviene l’assessore regionale all’Industria turistica Loredana Capone, modera il direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà. Le battaglie quotidiane per difendere e valorizzare il patrimonio architettonico italiano sono al centro del libro di Massimo Bray Alla voce cultura (Manni Editore). Il direttore dell'Istituto dell'Enciclopedia Treccani ripercorrerà la sua esperienza da ministro nel Governo Letta insieme al giornalista di Repubblica, Giuliano Foschini, per svelare “il filo rosso che lega le miriadi di singoli e associazioni attive nella promozione culturale”. Focus su attualità e informazione con il direttore de Ilfattoquotidiano.it Peter Gomez, nell’appuntamento intitolato Dovere di cronaca. Ne discuterà con lui sulla Banchina Pirelli Cinturato il docente di Diritto Costituzionale dell’Università del Salento, Michele Troisi.

Narrativa, saggistica e musica in programma

La narrativa rimane la protagonista della XIX edizione del festival. Javier Cercas in collegamento dalla Spagna presenterà in anteprima il suo ultimo romanzo Terra Alta (Guanda), vincitore del Premio Planeta 2019. Una storia avvincente, in uscita il 2 luglio, che parte da un macabro antefatto: il ritrovamento dei corpi torturati dei proprietari della compagnia Gráficas Adell. Con lui sul palco lo scrittore e sceneggiatore Diego De Silva.

Preferisce non chiamarla libro, ma ‘quaderno’ la sua ultima opera, Chiara Gamberale. In Come il mare in un bicchiere (Feltrinelli) racconta le persone “con un desiderio così forte di assoluto, che si sentono nel corpo come l'immensità del mare dentro a un bicchiere”. Interviene Alessandro Monti, presenta la direttrice di IlikePuglia, Annamaria Ferretti. Atmosfere da crime story per I quattro Cantoni (Sonzogno), la nuova indagine del commissario Lolita Lobosco, personaggio nato dalla penna di Gabriella Genisi. Una poliziotta tutta pugliese che si prepara al grande salto nel mondo delle serie tv: l’autrice ne svelerà i dettagli in Banchina ‘Pirelli Cinturato’ insieme allo scrittore Nicky Persico. Alle parole sapeva dare una forma unica e pregna di significato anche Alda Merini, protagonista di un intimo ritratto scritto da Annarita Briganti. La firma culturale di Repubblica presenterà la biografia L’eroina del caos (Cairo Editore) in Banchina Puglia 365 con Antonella Maggi. Dopo ‘Tu sì che mi capisci’, lo youtuber Yuri Sterrore – in arte Gordon – torna a esplora i rapporti tra uomini e donne nel loro aspetto più complicato, affascinante e divertente: la sessualità. Sul palco della Banchina Pirelli Cinturato porterà il suo ultimo libro Lezioni d’amore (Rizzoli), già nelle classifiche dei best seller. Modera la capocronista della Gazzetta del Mezzogiorno Carmela Formicola.

Al lungomare Cristoforo Colombo l’incontro tra parole e musica. Il cantautore Niccolò Fabi racconterà il suo ultimo disco Tradizione e Tradimento, eseguendo anche qualche brano. “Un lavoro sulla ricerca di un equilibrio all’interno di un cambiamento tra la memoria e la prospettiva – racconta – La scelta difficile tra cosa conservare e cosa lasciare andare, come evolversi e trasformarsi rispettando la propria identità”. Presenta Giorgia Messa. Ha scelto invece un brano speciale, dedicato nel 2015 alla figlia, Edoardo Bennato per il titolo del suo libro: Girogirotondo (Baldini Castoldi). Lo presenterà al pubblico nell’evento di chiusura della prima giornata del festival. Presenta Mauro Pulpito.

Spazio anche allo sport con due grandi campioni. Marco Tardelli, protagonista della vittoria degli Azzurri nel Mondiale di Spagna ’82, parlerà di calcio e ricordi personali, durante l’incontro Il contropiede dell’Italia. Introduce il governatore Michele Emiliano. Dai campi in erba si passa alle piscine olimpiche con il nuotatore Filippo Magnini, che si racconterà al pubblico della Banchina Pirelli Cinturato a partire dall’autobiografia La resistenza dell’acqua – La mia storia (Sperling & Kupfer Editore). Quattro volte campione del mondo con 55 medaglie conquistate, il suo è un percorso di vita fatto di vittore, ma anche tante difficoltà. Presenta Rocco De Franchi.

Letteratura e scienza si incrociano sui palchi del festival. Lamberto Maffei tesse un Elogio della parola (Il Mulino) nell’omonimo saggio, vincitore del premio Asimov. L’assunto che vuole dimostrare l’ex presidente dell’Accademia dei Lincei è che noi umani ci differenziamo per un linguaggio particolare; appunto quello della comunicazione verbale. Presenta Francesco Vissani, dirigente di ricerca presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare. Il giornalista scientifico Pietro Greco racconta invece dei fallimenti in Errore (Doppiavoce Editore), dove, citando Karl Popper, ricorda che “tutti facciamo seri tentativi per evitarli; e dovremmo essere scontenti di averli commessi”.

I numeri possono poi diventare uno strumento per leggere la realtà. Come scopre il giovane protagonista del romanzo Pathemata Mathemata (Pendragron) di Antonio Cucciniello: un genio dell'informatica che trova nella programmazione dei computer il suo altrove, un luogo dove rifugiarsi dal mondo esterno. Presenta il professore universitario Francesco Paolo de Ceglia. La docente dell’Università di Bari Sandra Lucente porterà invece il pubblico della Terrazza dei Tuffi alla scoperta degli Itinerari matematici della Basilicata (Giazira scritture). Dalla Lucania torniamo infine in Puglia con Giuseppe Maiellaro per scoprire un gioiello storico risalente all’età Peuceta: il Grand Mausolée di Polignano.

Al festival anche l’incontro Biblioteca di comunità: work in progress. Si discuterà dell’avviso pubblico, lanciato dalla Regione Puglia, sulle Community library, nato per valorizzare, rendere fruibili e restaurare beni culturali da utilizzare come biblioteche nei Comuni, nelle Province e Città Metropolitane, nelle Università e in altri enti. Intervengono l’assessore regionale Loredana Capone, il sindaco di Polignano Domenico Vitto, il direttore del Dipartimento regionale Cultura Aldo Patruno, la direttrice della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia, Annalisa Rossi e la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Marco Lozito, Alessandro Florio, Marco Tarantino, Giovanni Za, Marco Montrone, Giancarlo Di Paolo e Natale Petti.

 

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I riti della ‘Ndrangheta che si intrecciano con la religione nelle pagine di Nicola Gratteri, i collegamenti video degli scrittori statunitensi Lawrence Wright e David Quammen, il viaggio declinato nella visione dei giovani dal ministro Giuseppe Provenzano. E ancora: Fabio Volo, la cronaca americana di Marfé e Rampini, il romanzo vincitore del premio Dea Planeta di Federica de Paolis e una storia dedicata ai più piccoli nell’ultimo libro di Giobbe Covatta e Paola Catella.

Il programma della seconda giornata

L’attualità è il fil rouge che unisce gli incontri in programma dalla prima serata. Impossibile non pensare all’epidemia che ha trasformato la nostra quotidianità, nel leggere le pagine di Pandemia (Piemme) di Lawrence Wright. In collegamento dagli Usa, il vincitore del Premio Pulitzer ha svelato i dettagli di un libro da molti definito profetico: il protagonista Henry Parsons si troverà infatti ad affrontare una strana influenza, che da un campo profughi a Giacarta si diffonderà in tutto il mondo. Con Wright anche lo scienziato David Quammen in diretta video a Polignano per la presentazione di L’albero intricato (Adelphi). Nel saggio svela che la realtà dell’origine umana è molto più complessa di quella immaginata da Charles Darwin: “i geni non si tramandano solo ‘in verticale’ (di generazione in generazione), ma anche ‘in orizzontale’ (varcando i confini di specie)”. Modera il direttore di Sky Tg24, Giuseppe De Bellis.

Rimaniamo in terra americana con la presentazione di Yes, we Trump (Paesi Edizioni) della firma del Mattino e di Vanity Fair Luca Marfé, che risponde alla domanda che tutto il mondo si pone (Chi riuscirà a fermare il presidente degli Stati Uniti?), analizzando i cambiamenti politici, economici e sociali degli Usa dopo l'epopea trumpiana e la corsa alle presidenziali 2020. Modera la giornalista Valentina Petrucci. A firmare la prefazione del saggio di Marfé è l’inviato di Repubblica Federico Rampini, che sarà collegato in video dall’America per presentare Oriente e Occidente (Einaudi), lucido ritratto dell’incontro-scontro tra due realtà geografiche. Presenta l’incontro il giornalista Manlio Triggiani.

XIX il libro possibile

Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo il vincitore del Premio Strega 2020. Sandro Veronesi ha presentato Il colibrì (La nave di Teseo), dove narra la vita di Marco Carrera, tra continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. La sua abilità? Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, esattamente come l’animale che dà il titolo al romanzo. Insieme a Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci che organizza il premio letterario, Veronesi ha ricevuto un omaggio dallo sponsor tecnico del Libro Possibile, Grafiche Deste. Sul palco anche la giornalista del Sole 24 Ore Eliana Di Caro e il comico Dario Vergassola, come da tradizione pronto fare da ‘disturbatore’ con le sue incursioni.

XIX il libro possibile

Ritorniamo in Italia con una cronaca che unisce sacro e profano nel nome del profitto. Nicola Gratteri, procuratore capo presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria racconta in La rete degli invisibili (Mondadori) le storie della 'Ndrangheta 2.0, sempre più collusiva e sempre meno violenta, e i suoi rapporti con i centri di potere economico, politico e finanziario, con la massoneria deviata, con il narcotraffico, con il ‘deep web’ e con i social network. Presenta il giornalista di Repubblica, Giuliano Foschini.

XIX il libro possibile

Guarda alle nuove generazioni, invece, il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano, protagonista in Banchina Pirelli Cinturato del dibattito I giovani: viaggio di andata e ritorno, con gli interventi del docente universitario di Diritto costituzionale dell’Università del Salento Michele Troisi. Incursioni di Dario Vergassola. Diritto all’oblio e diritto di cronaca, come si conciliano nel mondo dell’informazione? Ne discuterà il caporedattore centrale della Gazzetta del Mezzogiorno, Michele Partipilo, durante l’anteprima nazionale del suo ultimo libro Oblio della notizia (CDG edizioni). Sul palco anche il volto del Tg1 Rai Francesco Giorgino.

Focus sull’ambiente con Francesca Santolini, che in Profughi del clima (Rubbettino) disvela la nuova migrazione forzata dai cambiamenti naturali; un fenomeno che rischia di trasformarsi nella più grave crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale. Con lei anche il comico Giobbe Covatta, il politico Marco Cappato e la giornalista Gabriella Guido, moderati dall’attivista Sonny Olumati. Il tema viene affrontato attraverso musica e parole dal geologo Mario Tozzi e dal cantante Lorenzo Baglioni nello spettacolo: Io al clima non ci credo. Le note sono anche al centro della storia del cantante Pago. Le difficoltà per reperire elementi primari per il sostentamento in Africa sono al centro di Qualcosa si è rotto. Amref, l'Africa, l'Acqua, la Terra, il Clima, dall’omonimo cortometraggio dedicato all’acqua, dove si narrano storie di donne narrate dalla voce straordinaria di Fiorella Mannoia. Sul palco, Gabriella Guido, Giobbe Covatta e Marco Cappato. Modera Sonny Olumati.

In Banchina Pirelli Cinturato si è raccontato nella biografia Vagabondo per amore (Sperling & Kupfer). Nasce per celebrare un compleanno speciale il libro di Laura Rizzo: in Il cielo in una stanza (Gm Press) regala aneddoti, analisi e ricordi di una canzone immortale, che quest’anno spegne 60 candeline dall’interpretazione di Mina che l’ha portata alla ribalta nazionale. Presenta l’attrice e regista teatrale Licia Lanera.

Nomi importanti della letteratura si susseguono nelle piazze del festival. In programma la presentazione di Le Imperfette (DeA Planeta) di Federica De Paolis, insignito del Premio DeA Planeta 2020. Nel romanzo l’autrice racconta dell’epifania di Anna, costretta all’improvviso ad aprire gli occhi sugli aspetti della sua vita che credeva colonne impossibili da abbattere. Diego De Silva in I valori che contano (Einaudi) porta il pubblico a confrontarsi con le tragicomiche avventure dell’avvocato Malinconico, tra ragazze in mutande in fuga da una retata al bordello e una malattia che all’improvviso sconvolge la sua vita così apparentemente tranquilla. Introduce la caposervizio Cultura della Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti. Fabio Volo in Una gran voglia di vivere (Mondadori) sviscera il lato difficile dell’amore: la crisi. Un sentimento che per i protagonisti del racconto si svela in un momento preciso: “Svegliarsi una mattina e non sapere più se ami ancora la donna che hai vicino, la donna con cui hai costruito una famiglia, una vita”. La presentazione, introdotta da Marco Garavaglia, vedrà anche le incursioni di Dario Vergassola, pronto a ‘solleticare’ lo scrittore con le sue domande caustiche. Sussidiario (Castelvecchi) del cantante e attore David Riondino è un libro che fa della varietà la sua forza: all’interno troviamo “poesiole, filastrocche, poemetti, racconti, raccontini, saggi filosofici e cronache sociali in versi, canzonette e altre amenità”. Sul palco sarà accompagnato da Dario Vergassola.

Importanti contributi anche dalla saggistica. Racconta le vite di chi non si è mai arreso, il professore emerito della Loyola University di Chicago Emilio Iodice in Quando il coraggio era l’esempio della leadership (Vite da seguire). Insieme al direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà, traccerà i profili di personaggi da prendere a modello, da Theodore Roosevelt a Salvo D’Acquisto. Coraggioso è anche chi ogni giorno sfida le barriere, architettoniche e mentali, come racconta Marco Ferrazzoli in Il superdisabile (Lu.Ce Editore). L’incontro è impreziosito dagli interventi del nuotatore e paraciclista Luca Mazzone, vincitore di due ori e un argento ai Giochi paralimpici di Rio de Janeiro 2016. Maurizio Gentilini ricorderà invece la figura di Chiara Lubich (Città Nuova), fondatrice dei ‘Focolarini’, movimento laico nato nella Chiesa cattolica al fine di contribuire all'unità della famiglia. Sul palco anche il medico Università Cattolica del Sacro Cuore- Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma Antonia Testa e il regista Marco Aleotti. Lo storico Franco Cardini regala un potente affresco dell’evento che ha cambiato per sempre la concezione di ‘guerra religiosa’ in Il grande racconto delle Crociate (Il Mulino). Il computer è donna (Edizioni Dedalo) di Carla Petrocelli offre un ritratto in parole delle eroine geniali e visionarie che hanno fatto la storia dell'informatica. Per i 150 anni della istituzione della Ragioneria generale dello Stato, il sindaco di Oria Maria Carone, il procuratore regionale della Corte dei Conti di Puglia Carmela de Gennaro e il direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Bari/BAT Giuseppe Mongelli hanno approfondito i meccanismi di un’istituzione fondamentale per la salvaguardia della finanza pubblica italiana. Ci spostiamo nel regno fantasy della Terra di Mezzo con Tolkien e il vangelo di Gollum (Cacucci Editore), scritto da Ivano Sassanelli. Un incontro imperdibile per chi è cresciuto – o ha riscoperto in età adulta - i libri dell’indimenticato creatore della Saga dell’anello. Indagano il rapporto tra neuroscienze e religione, Vito Antonio Amodio e Pasquale Pellegrini in Scienze e spiritualità (Castelvecchi). Alla scoperta dei segreti della mente con Alessio Rocco Ranieri, autore di Psicologia al tuo servizio (Grimaudo).

Sono dedicati ai più piccoli, invece, gli incontri in programma al Libro Possibile Caffè. Gli appuntamenti sono stati aperti da Chiara Dell'Acqua e Antonietta Buttiglione con Narrami o musa (Progedit): un percorso di lettura alternativo di Iliade, Odissea ed Eneide, i tre celebri poemi dell’antichità classica. Parole e immagini per narrare il valore della diversità e sulla necessità di superare pregiudizi e stereotipi, nella presentazione dell’albo illustrato Celestino (Edizioni Gruppo Abele), a cura di Giobbe Covatta e Paola Catella.

Partito il 9 luglio lo spazio Il libro nel cassetto, al Museo Pino Pascali. Dalle 17 alle 19 Marco Garavaglia ha incontrato gli scrittori esordienti per farsi raccontare in 10 minuti la loro idea per un manoscritto inedito. “Un tempo sufficiente – assicura l’agente e consulente editoriale che ha curato la collana ‘Corti di Carta’ per il Corriere della Sera - per verificare se valga la pena leggere la tua proposta e tentare la strada della pubblicazione”.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Lilli Maria Trizio, Rita Cavallaro, Emilio Orlando, Gabriele Zanini, Giovanna De Crescenzo, Chiara Cannito e Antonio Romano.

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Il racconto dell’Italia negli interventi di Marco Tronchetti Provera e Walter Veltroni, le esperienze economiche di successo ‘nate per caso’ illustrate da Oscar Farinetti, il ritratto di Alda Merini tra parole e musica di Erica Mou e Cosimo Damiano Damato, tavole rotonde su agroalimentare e turismo. Un calendario di appuntamenti votato alla varietà, quello del 10 luglio, terza serata del festival Il Libro Possibile, in programma a Polignano a Mare fino all’11 luglio.

Passato, presente e futuro dell’Italia

Com’è cambiato il nostro Paese negli ultimi decenni? Hanno risposto a questa domanda Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato e vicepresidente esecutivo del gruppo Pirelli, e lo scrittore Walter Veltroni, già sindaco di Roma, nel dibattito Da Italia-Germania 4-3 al lockdown, storia di 50 anni d'Italia. Ospite dell’incontro, presentato dal direttore di Sky Tg24 Giuseppe De Bellis, anche il protagonista di un altro indimenticato Mondiale: Marco Tardelli.

Le scelte per costruire la nuova trama delle relazioni economiche e sociali in Italia sono al centro della presentazione di Oltre la fragilità (Egea), il nuovo saggio del direttore della Fondazione Pirelli Antonio Calabrò. Sul palco anche l’economista Carlo Cottarelli, già commissario alla spesa pubblica e direttore esecutivo al Fondo monetario internazionale, che ha anticipato i temi del prossimo libro. A moderare il dibattito, ‘disturbato’ dalle incursioni di Dario Vergassola, il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Antonio Padellaro, editorialista del Fatto Quotidiano, in La strage e il miracolo (Paper First), ha raccontato un capitolo poco conosciuto della stagione delle bombe del 92/94: il fallito attentato mafioso allo stadio Olimpico durante la partita della Roma del 23 gennaio 1994. Una ricostruzione storica supportata dalle parole del procuratore generale della Corte d'Appello di Palermo Roberto Scarpinato. Ha moderato il direttore editoriale della casa editrice Paper First, Marco Lillo. C’è chi combatte la criminalità organizzata solo con la verità e la penna: la giornalista di Repubblica Federica Angeli ha portato a Polignano la storia della sua vita, stravolta dopo aver svelato i traffici dei clan a Ostia. E la racconterà attraverso gli occhi del figlio maggiore, narratore di Il Gioco di Lollo (Baldini & Castoldi), nell’appuntamento moderato dal caporedattore di Repubblica Roma, Stefano Costantini. Il patron di Eataly, Oscar Farinetti, ha presentato sul palco del lungomare Cristoforo Colombo 50 storie di altrettante eccellenze alimentari diventate di successo ‘per caso’, protagoniste del suo ultimo libro Serendipity (Slow Food Editore). L’incontro, moderato dal direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà, vedrà anche gli interventi del cantante Edoardo Bennato e le comiche incursioni di Dario Vergassola. L’imprenditrice Gabriella Nobile, fondatrice dell’associazione Mamme per la pelle, ha parlato de I miei figli spiegati a un razzista (Feltrinelli): nel libro descrive l’Italia attraversata dall’intolleranza, dalla discriminazione e dalla brutalità fisica e verbale. Insieme all’attivista Sonny Olumati, mostrerà al pubblico una minaccia che non si è mai spenta, perché “esistono modi diversi di essere razzista”. Ha moderato la giornalista Francesca Biagiotti. Don Mattia Ferrari e Nello Scavo hanno ripercorso in Pescatori di uomini (Garzanti) l'esperienza a bordo della nave Mediterranea, attraverso gli occhi dei volontari impegnati a salvare i migranti in fuga da fame e guerra. Ha presentato la capocronista della Gazzetta del Mezzogiorno Carmela Formicola. Milano raccontata nelle sue mille sfaccettature dagli autori di Reboot (Bookabook), chiamati a raccolta dalla firma culturale di Repubblica Annarita Briganti. Insieme a Giorgia Messa, una delle scrittrici coinvolte nel progetto, ha presentato l’antologia benefica nata per sostenere il comune lombardo duramente colpito dal Coronavirus.

XIX il libro possibile

Le altre presentazioni in programma

Non mancano poi approfondimenti di respiro internazionale. Ci spostiamo nelle ampie foreste pluviali del Sudamerica con Querida Amazonia amata Italia (Palumbi), il nuovo libro di monsignor Filippo Santoro, presentato in anteprima al festival. Una terra che l’arcivescovo di Taranto conosce bene, avendovi svolto per anni attività episcopale, e che ora si ritrova devastata dalla potenza distruttiva degli incendi. Intervengono il geologo Mario Tozzi e il segretario regionale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo. Focus su L’unione europea dopo il Coronavirus nel dibattito con il consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali Franco Passacantando, il presidente della Banca Popolare di Puglia e Basilicata Leonardo Patroni Griffi e Aurelio Valente, già direttore della Banca d’Italia. Intervenuto in collegamento web il presidente di Tim, Salvatore Rossi. Egidio Ivetic in Storia dell’Adriatico (Il Mulino) parla di “un mare chiuso, un mare di passaggio, una frontiera tra Oriente e Occidente; un mare che ad un tempo unisce e divide”. Sono partiti dalla Puglia per poi analizzare la situazione economica sociale italiana ed europea dopo la crisi del Covid-19, Luciano Sechi e Luigi Triggiani in Decollare controvento (Edizioni Dal Sud).

XIX il libro possibile

L’economia è al centro delle due tavole rotonde in Banchina Puglia 365. Il territorio e le filiere agroalimentari: un legame da raccontare ha visto protagoniste le suggestioni del presidente di Eataly Oscar Farinetti, del presidente di Selezione Casillo Srl Beniamino Casillo, del presidente di Delizia Spa Giovanni D’Ambruoso e del presidente del Gruppo Megamark Francesco Pomarico. Dal turismo archeologico al turismo spaziale: quali prospettive è il titolo dell’incontro di approfondimento che muove le fila dal saggio Archeologia Viva di Giuliano Volpe, presidente emerito del Consiglio superiore ‘Beni culturali e paesaggistici’ del MiBACT. Intervenuti Giuseppe Acierno, presidente del Distretto tecnologico aerospaziale, e di Loredana Capone, assessore regionale all’Industria turistica e culturale. Si parla del Programma regionale per lo sport in Puglia nell’omonimo incontro in Banchina Puglia 365: sul palco il direttore generale dell’Asset Puglia, Elio Sannicandro, il viceministro dell'Economia e delle Finanze Antonio Misiani e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Spazio alla narrativa nel cartellone del Libro Possibile. Spazio ai nuovi talenti con il Premio Fondazione Megamark, concorso letterario riservato agli esordienti: gli attori Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi hanno dialogato con le autrici Lavinia Petti, Carmela Scotti ed Emanuela Canepa. Una storia di vite che s'incontrano, stringono patti di alleanza, si perdono, si cercano ancora nel romanzo Le amiche imperfette di Maria Pia Romano. Durante la presentazione in Terrazza dei tuffi interviene Francesca Palumbo.

La cantautrice pugliese Erica Mou e il regista Cosimo Damiano Damato hanno delineato un ritratto di Alda Merini in musica e parole con il recital Fate l’amore…, a pochi giorni dall’uscita del libro di Damato dedicato alla poetessa. Si confessano tra le pagine di L’amore non è un numero (Mondadori), i ballerini Andreas Müller e Veronica Peparini, ripercorrendo i momenti salienti del loro rapporto nato ‘a passo di danza’ durante il talent Amici. Presenta Giorgia Messa.

Il corpo umano fa dal fil rouge a diverse presentazioni in programma. Metodo scientifico, non terapie alternative: il virologo Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare ‘Luigi Luca Cavalli Sforza’, svela come combattere i tumori in Quando la cellula perde il controllo (Zanichelli). “Omeopatia, cristalloterapia, diete miracolose a base di cartilagine di squalo o bicarbonato sono trappole mortali” ha ricordato l’esperto nell’incontro introdotto dal professore ordinario dell’Università degli studi di Bari Graziano Pesole. Descrive i Fatti di quotidiana follia (Giunti) la psichiatra Liliana Dell’Osso nel suo ultimo saggio: “Non uno strappo nell’ordine della natura – spiega l’autrice - ma emerge in continuità con le vicende della vita; tuona a lungo nella mente prima del temporale”. Unendo le sue competenze di chirurgo ortopedico a una lunga esperienza nel mondo del fitness, Giovanni Angiolini ha spiegato in Banchina Puglia 365 quali sono i quattro cardini su cui si fonda la nostra salute. La presentazione de Il mio metodo wellness (Mondadori) è introdotta dalla giornalista di Tgnorba24 Daniela Mazzacane. La musicista e ricercatrice Chiara Liuzzi ha raccontato i segreti di uno dei più potenti strumenti comunicativi in Sono la mia voce (Progedit editore).

Al Libro Possibile Caffè spazio ai i più piccoli con Domenica Romanelli e le avventure de La famiglia White (Wip edizioni). Il libro fa parte di un progetto di educazione alimentare, che sfrutta il linguaggio delle favole per spiegare ai bambini il buono (e cattivo) mangiare, con l’ausilio di uno speciale ricettario.

Il Museo Pino Pascali ha ospitato dalle 17 alle 19 lo spazio Il libro nel cassetto: Marco Garavaglia, agente e consulente editoriale che ha curato la collana ‘Corti di Carta’ per il Corriere della Sera, incontrando gli scrittori esordienti per farsi raccontare in 10 minuti la loro idea per un manoscritto inedito.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Raffaella Rizzi, Giuseppe Scaglione, Vincenzo Alba, Stefano Di Lauro e Dominique Venner.

 

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Si è conclusa l’11 luglio, la XIX edizione del festival Il Libro Possibile; e lo ha fatto regalando al pubblico di Polignano a mare l’anteprima mondiale, in diretta dagli Usa, dell’ultimo romanzo di David Leavitt. Ciliegina sulla torta di un programma che include anche nomi del calibro di Luciano Canfora, Moni Ovadia, Walter Veltroni, Luca Bianchini e Luca Telese.

Anteprime speciali per l’ultima giornata

Le restrizioni dovute al coronavirus hanno imposto allo scrittore David Leavitt di presentare in collegamento video il suo ultimo libro: Il decoro (Sem). Le vicende della protagonista Eva si intrecciano tra le pagine con l’attualità americana: tema portante è la paura degli americani di fronte a un nuovo clima politico seguito all’elezione del presidente Donald Trump. Un’analisi approfondita di una nazione in pieno fermento (anche rivoluzionario), di cui si discuterà con Myrta Merlino, conduttrice e giornalista di La7, e con l’attore Gianmarco Saurino.

XIX il libro possibile

Anteprima assoluta anche per l’ultimo saggio del filologo Luciano Canfora: in Europa gigante incatenato (Edizioni Dedalo) mette in luce per quali ragioni economiche, politiche, strategiche e culturali, l’Europa – attualmente in piena crisi – può salvarsi. Ne ha parlato con il giornalista Luca Telese sul palco del lungomare Cristoforo Colombo.

XIX il libro possibile

La pandemia ‘invade’ gli incontri del festival

XIX il libro possibileIl focus sull’attualità non può prescindere dall’analisi dei cambiamenti legati alla pandemia. Tema al centro dell’incontro Prima e dopo la cura, condotto dal direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Quella che abbiamo passato è Una stranissima primavera: ne è certo Beppe Severgnini, firma del Corriere della Sera, che ha raccontato come la quarantena e la quotidianità alterata dal virus ci hanno trasformati. Il quesito a cui rispondere è: in meglio o in peggio? Entrambi gli incontri sono introdotti dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro.

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Tra le pagine di Il dopo, la direttrice del Centro di Eccellenza One Health dell'Università della Florida Ilaria Capua ha spiegato come il virus ci ha costretti a cambiare mappa mentale. Insegnandoci anche che “dobbiamo modificare il nostro atteggiamento nei confronti della natura e della biodiversità, ponendoci come guardiani anziché invasori”. Con lei sul palco del lungomare Cristoforo Colombo, il direttore del Messaggero Virman Cusenza. Racconta con le immagini le battaglie quotidiane in ospedale per debellare il Covid, il libro fotografico Io resto in corsia (Adda Editore). A presentarlo sono stati coloro che hanno raccontato la loro esperienza in questo periodo straordinario: il presidente della Scuola di Medicina di Bari Loreto Gesualdo, il direttore generale del Policlinico di Bari Giovanni Migliore, il direttore dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università degli Studi di Bari Franco Introna, la dottoressa Lucilla Crudele e il fotografo Christian Mantuano. Ha introdotto la giornalista Francesca Russi. Paolo Giacovelli e Chiara Pepe hanno portato in Terrazza dei Tuffi i 21 racconti contro il Coronavirus della raccolta L’unico vaccino è l’amore (Giacovelli Editore). L’incontro, presentato da Antonella Girolamo, ha visto gli interventi di Pippo L'Abbate.

XIX il libro possibile

Le altre presentazioni in programma

Walter Veltroni, già sindaco di Roma, in Odiare l’odio (Rizzoli) ha sviscerato la malattia sociale del nostro tempo, che “stravolge coscienze e rapporti umani, si impadronisce delle nostre parole, è il grande incubatore della violenza” come spiega nel suo ultimo saggio. La presentazione in Banchina Pirelli Cinturato è introdotta dal docente di Diritto costituzionale dell’Università del Salento, Nicola Grasso.

XIX il libro possibile

Se vuoi dirmi qualcosa, taci (La nave di Teseo) fa dialogare sull’ebraismo due voci apparentemente lontane anni luce: quelle del drammaturgo Moni Ovadia e del comico Dario Vergassola. Due mondi che nell’appuntamento di apertura del lungomare Cristoforo Colombo si incontrano per parlare di attualità e antisemitismo, di intolleranza, razzismo, Olocausto, del bisogno di confini e del loro superamento. Intervenuto il filosofo Stefano Bonaga. Tra racconto mozzafiato e serrata inchiesta, Cuori rossoblù (Solferino) del giornalista Luca Telese ha trattato un’epopea calcistica: quella del Cagliari di Gigi Riva e dello ‘scudetto impossibile’ conquistato nel 1970. Un emozionante ricordo sportivo, tracciato insieme a Giuseppe Cruciani, conduttore del programma ‘La zanzara’ su Radio24. Rivela Una nuova economia ecologica, la senatrice Patty L’abbate: di vantaggi e nuove sfide del settore green se ne è parlatocon il giurista Stefano Leoni, già presidente di Wwf Italia, nell’incontro moderato dal giornalista Leonardo Metalli. Focus su Vaccini e minori tra disinformazione e falsi miti nell’incontro con il consigliere regionale Fabiano Amati e il primario di Neonatologia del Policlinico di Bari Nicola Laforgia. A portare il suo expertise sul tema, anche il direttore del Dipartimento regionale Salute, Vito Montanaro. Sono “storie di gente della nostra terra, persone comuni che scrivono pagine emozionanti nella loro vita al fianco della malattia” quelle narrate dal medico anestesista e rianimatore Pierfrancesco Di Masi in La sofferenza perfetta (Cacucci editore). Insieme a don Gaetano Amore, parroco della Chiesa matrice di Polignano, si sono ricordate le battaglie di chi fino all’ultimo ha affrontato con coraggio malattie oncologiche e patologie neurodegenerative come la Sla e la Sma.

La grande narrativa protagonista sui palchi del festival. È un metaforico ‘ritorno a casa’ per Luca Bianchini, che tra le scogliere a picco e il mare cristallino pugliese ambienta Baci da Polignano (Mondadori). Tra panzerotti e lacrime, viaggi a Mykonos e tuffi all'alba, i suoi protagonisti continuano a sbagliare senza imparare mai niente. La firma del Fatto Quotidiano Marco Lillo e la scrittrice Sara Loffredi hanno portato il pubblico della Banchina Pirelli Cinturato in un viaggio nei luoghi simbolo della lotta alla mafia a Palermo. La storia del romanzo La casa di Paolo (Paper First) è pensata per i ragazzi, gli stessi che all’inizio della narrazione propongono ai compagni di classe un progetto su Paolo Borsellino. Intervenuto in collegamento web il fratello del magistrato simbolo della lotta ai clan, Salvatore Borsellino. Dopo ‘Gli autunnali’, Luca Ricci ci consegna il secondo tassello della quadrilogia delle stagioni con Gli estivi (La nave di Teseo): un romanzo visionario ed esatto allo stesso tempo, capace d’indagare l’ossessione d’amore in tutte le sue forme. Ha introdotto il responsabile di Strategy and Investor Relation di Exprivia, Gianni Sebastiano. Onofrio Pagone, vice caporedattore centrale della Gazzetta del Mezzogiorno, ha portato a Polignano la raccolta di racconti Le radici al tempo dei social (Edizioni Il Castello). L’incontro di presentazione dell’antologia, contenente gli scritti dei vincitori della prima edizione del Premio letterario nazionale Melina Doti, ha visto gli interventi delle giornaliste Carmen Lasorella e Anna Langone. Lo stalking è il tema portante del libro di Nicky Persico Ragazze contro (Les Flaneurs), presentato in Terrazza dei Tuffi. Spazio, nella stessa location, anche ai giovanissimi autori degli 11 racconti contenuti in Il testo e i suoni (Ombre), prodotto dell’omonimo laboratorio curato dall’associazione culturale Ombre.

Raccontano e si raccontano nei libri gli ospiti in cartellone. È il ritratto di un ragazzo simbolo di una generazione, quello tracciato da Paolo Borrometi in Il sogno di Antonio (Solferino): il giornalista ha ricordato Antonio Megalizzi, appassionato di Europa e giornalismo, insieme a Luana Moresco, compagna del 29enne morto in seguito all’attentato a Strasburgo del 2018. Ha presenttoa l’incontro il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Massimiliano Scagliarini. La dj e conduttrice Ema Stokholma ha rivissuto il suo passato in Per il mio bene (HarperCollins); l’epoca in cui il suo nome era ancora Morwenn Moguerou. E insegna che dal dolore si può uscire, che si può sbagliare e cambiare, che il lieto fine è possibile. La presentazione in Banchina Puglia 365 è introdotta dalla giornalista Elisa Forte. Georgette Polizzi, stilista, personaggio televisivo e influencer con 600mila follower su Instagram, tra le pagine di I lividi non hanno colore (Mondadori) rivela la sua vita, dal rapporto complicato con la madre – morta drammaticamente quando era ancora molto giovane – alla malattia che sta affrontando con grande coraggio e determinazione, passando per le prime esperienze nel mondo della moda e nei reality. Ha presentato l’autore televisivo Gabriele Parpiglia. Si svela “Senza filtri Instagram né linee guida da rispettare” Giulia Salemi in Agli uomini ho sempre preferito il cioccolato (Mondadori). Un racconto che tocca i chiaroscuri della notorietà, i sogni, gli amori intensi e le scelte controcorrente della modella di origini iraniane. Ha introdotto l’incontro Giorgia Messa. L’avvocato Pierluigi De Palma ha parlato insieme all’attore Rocco Papaleo di Bari calling (Laterza), un’autobiografia rock ispirata dall’unica città al mondo che può vantare una squadra di calcio declinata al maschile e al femminile.

Si sono indagati territori con le parole negli incontri in Terrazza dei Tuffi. Jean Paul Stanisci in Viaggi Bianchi (Aga Editrice) tramanda racconti ed aneddoti dei suoi viaggi nei luoghi della memoria di Hiroshima, Auschwitz, Killing Fields e Chernobyl. Alla scoperta della Puglia con Mario Pennelli e Nick Difino, che hanno svelato i dettagli del progetto Route 16 da Lesina a leuca in 14 giorni e 14 tappe.

Otello cane d’Aprile (Manni Editore) di Paolo Comentale ha chiuso gli appuntamenti dedicati ai più piccoli al Libro Possibile Caffè in piazza Caduti di via Fani. Una storia delicata e poetica che racconta di un cane fedele e coraggioso, di un fazzoletto rosso e di un dono prezioso per due fratelli fuggiti in montagna nel tentativo di evitare la guerra. Ha introdotto il musicista Andrea Gargiulo.

Il Museo Pino Pascali ha ospitato dalle 17 alle 19 lo spazio Il libro nel cassetto: Marco Garavaglia, agente e consulente editoriale che ha curato la collana ‘Corti di Carta’ per il Corriere della Sera, incontrando gli scrittori esordienti per farsi raccontare in 10 minuti la loro idea per un manoscritto inedito.

Tra gli altri ospiti che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Angela Sara Ciafardoni, Francesco Maria Bovenzi, Mara Battista e Marina Saponari.

XIX il libro possibile

Sito ufficiale: https://www.libropossibile.com

Testi, video e foto di anteprima dall'Ufficio Stampa nazionale e regionale Il libro possibile.


Tralummescuro, per tutte le Pavane del mondo

in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni

Cantava Guccini ne Un vecchio e un bambino. Trallumescuro. Ballata per un paese al tramonto è la prosecuzione ideale di quella canzone. Non più pianure dell'Emilia pre-industriale, ma la montagna appenninica lungo l'asse della porrettana, un luogo isolato e incantato dal tempo e dal sapore dolce-amaro dei ricordi. Il titolo è una dichiarazione di poetica; spiega infatti l'autore:

Noi da queste parti abbiamo un nome per quest’ora, un’ora che è di tutti, un’ora che è pace e presagio. La chiamiamo tralummescuro: tra la luce e la notte. Lungo la montagna vedi la linea d’ombra che sale lenta lenta, e poi vien buio.

Se la luce che declina sia quella che rende magici i borghi dell'Appennino oppure sia la luce del declino di un'Italia, raffigurata talvolta strizzando gli occhi agli Scritti Corsari e alla mutazione antropologica sta al lettore deciderlo. Entrambe le vie sono percorribili leggendo questa opera e lasciandosi guidare dalla fragranza dei brigidini, che "sono un po' una delle tue madeleine".

Più che un romanzo o una ballata, come romanticamente sostiene il sottotitolo, questo libro è un insieme di memorie, immagini che si succedono come in quelle scatole piene di fotografie in bianco e nero alle quali l'evanescenza del nitrato d'argento dona la leggerezza della poesia. Non c'è storia: la materia è ordinata secondo un flusso di ricordi tematici. Prendono vita il bosco, la campagna, i costumi di una volta confrontati con quello, che invece, c'era nel periodo dell'infanzia e della giovinezza che rende anche ciò da cui in quel tempo saremmo scappati alla prima occasione mitico e paradisiaco nella sua lontananza.

Foto ©Remo Di Gennaro

Ma i ricordi di Guccini non sono solo i suoi: sono un piccolo cammeo dedicato a tutte le Pavane d'Italia, quelle che ora vivono solo nell'immaginario e quelle che hanno saputo rinnovarsi e fare del proprio spirito di montagna un segno distintivo e quasi nobile.

Che se il Signore Iddio ha messo per ciascuno di noi una quota di castagne da consumarsi nella vita intera, la tua l'hai già di bèlle che consumata e da quel po', per cui adesso quando ti offrono qualsivoglia cosa fatta di castagne (fanno anche le tagliatelle, di farina dolce) tu pieghi cortesemente il capino biondo, sorridi mesto e dici, serafico: "No, grazie, sulle castagne ho già dato."

Foto ©Remo Di Gennaro

Commuove il ricordo dell'economia della castagna, tipico di tanti borghi arroccati. Mentre leggevo questo brano mi riecheggiavano nelle orecchie i racconti di mio nonno e di mio padre, di altre catene e altre giogaie, ma con in comune la stessa miseria e un dopoguerra che sembrava infinito. Guccini si lascia andare talvolta a un confronto tra il mondo che fu e il mondo di oggi, che diventa critica blanda, talvolta quasi di maniera nei suoi toni:

La vecchia cultura contadina di una volta non c'è più, appare rarefatta in sottilissimi e lontanissimi strati, ma è scomparsa, affogata, nessuno parla più il dialetto molti non l'hanno mai parlato, e non c'è una cultura altra a sostituire quella vecchia. Ha fatto il suo ingresso trionfante quella della televisione, delle trasmissioni più trucide che formano le opinioni e le coscienze,m col senso di paura per aggressioni, furti, violenze che le stesse televisioni instillano.

Ma non è certo l'analisi sociologica il motivo che spinge a leggere Tralummescuro: la bellezza risiede nel lasciarsi andare, come se fossimo in una serata a veglia, ad ascoltare il fluire dei ricordi in una lingua che cerca, anche nella prosodia, di imitare il parlato dei luoghi che si vuole evocare. Ed è proprio questo impasto linguistico a sostenere l'architettura di tutto il libro (anche se le note, poste per agevolare la comprensione spezzano un po' quest'incanto).

Vi consiglio di portare questo libro con voi in vacanza e di accoglierlo come un amico che vi cullerà con i suoi aneddoti. Offritegli tempo, dolcezza e gustate questo viaggio, magari con un buon bicchiere di vino fatto in casa.

Tralummescuro Francesco Guccini
La copertina di Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto di Francesco Guccini, pubblicato da Giunti Editore nella collana Scrittori Giunti
Tralummescuro Francesco Guccini
Foto ©Remo Di Gennaro

Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto di Francesco Guccini è tra i 5 finalisti selezionati dalla Giuria dei Letterati per la 58^ edizione del Premio Campiello Letteratura

Per le foto si ringrazia Giunti Editore. Tutte le foto di Francesco Guccini sono ©Remo Di Gennaro.


La selva degli impiccati Marcello Simoni

Il poeta-brigante e la reliquia diabolica: La selva degli impiccati di Marcello Simoni

Il poeta-brigante e la reliquia diabolica:

La selva degli impiccati di Marcello Simoni

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

La biografia di Marcello Simoni, puntualmente riportata nell'aletta in quarta di copertina, riserva diverse sorprese a chi non conosce questo scrittore. Innanzitutto, a dispetto della sua giovane età, egli può già vantare una cospicua carriera: il suo primo romanzo Il mercante di libri maledetti è infatti uscito nel 2011 per Newton-Compton; in soli nove anni Simoni ha prodotto circa trenta romanzi e un gran numero di racconti brevi e saggi.

La maggior parte dei titoli delle sue opere contiene riferimenti a libri proibiti e/o maledetti, ad abati e abbazie, reliquie e biblioteche: Simoni si è infatti specializzato nel filone dei thriller medievali che negli anni '80 venivano definiti, non senza un vago tono dispregiativo, i cloni della Rosa. Tuttavia è bene specificare che, lungi dal copiare pedissequamente l'opera di Umberto Eco, Marcello Simoni ha saputo proporre una personale visione del genere “giallo gotico” che gli ha consentito di ritagliarsi un posticino di tutto rispetto nel panorama editoriale italiano: il suo romanzo del 2019 Il lupo nell'abbazia è comparso nella prestigiosa collana dei Gialli Mondadori, mentre la trilogia avente come protagonista l'inquisitore Girolamo Svampa è stata pubblicata da Einaudi; per la stessa casa editrice è in libreria da qualche settimana La selva degli impiccati.

In questa sua ultima opera Simoni compie la difficile scelta di distaccarsi del tutto (o quasi) dalla sua comfort zone popolata di monaci sanguinari e manoscritti malefici; il protagonista è François Villon, poeta maledetto realmente vissuto nella Francia del XV secolo, al quale viene risparmiata la pena capitale in cambio di un patto scellerato: dovrà infatti collaborare con le autorità parigine per catturare Nicolas Dambourg, capitano dei briganti denominati coquillard, dei quali lo stesso Villon ha fatto parte; la faccenda è però resa complicata non solo dall'amicizia che lega il poeta a Dambourg, ma anche dalla scomoda presenza di una reliquia demoniaca, bramata e ricercata da una moltitudine di persone.

Xilografia che ritrarrebbe François Villon, realizzata da Pierre Levet per il Grand Testament de Maistre François Villon, Parigi, 1489. Immagine in pubblico dominio

Riassumere in poche frasi La selva degli impiccati non è semplice: molte sono infatti le trame secondarie collegate a quella principale, ciascuna delle quali coinvolge un gran numero di personaggi e le relative vicende; si tratta di un feuilleton con tutti i crismi, nel quale ciascun capitolo costituisce un nucleo narrativo a sé. In esso riecheggiano svariati generi, dal thriller all'horror al picaresco, in un amalgama tutto sommato compatto; la storia complessiva che ne emerge è avvincente e in grado di catturare l'attenzione del lettore: più che a Eco, Simoni sembra volersi ispirare a Victor Hugo, citato in esergo e nelle prime pagine del romanzo, dove si ha perfino una fugace visione della “Festa dei Folli” ampiamente descritta in Notre-Dame de Paris.

È però il tono avventuroso a permeare l'intero libro: il Villon dipinto dal Simoni è molto più simile al Conte di Montecristo di Dumas padre che a un Gwynplayne o a un Jean Valjean; mascalzone e scavezzacollo quanto basta, il poeta de La ballata degli impiccati non riesce affatto a essere un antieroe come il suo autore lo vorrebbe, e finisce per barattare il suo lato oscuro con una pittoresca, a tratti romantica umanità. L'influsso di Dumas è particolarmente evidente nella parte centrale del libro, ambientata in una foresta zeppa di briganti che ricorda da vicino la Sherwood descritta nel Robin Hood dumasiano.

François Villon, La ballade des pendus, J. Trepperel éditeur (Paris 1500) - Bibliothèque nationale de France - Gallica, immagine in pubblico dominio

Proprio le ambientazioni sono un punto di forza del libro: Simoni è particolarmente audace nel dare la sua visione di una Francia oscura e nebbiosa, nella quale corruzione e malvagità serpeggiano sotto una pelle di stretti vicoli e sordide osterie; molti sono i personaggi grotteschi, il cui fascino rischia tuttavia di far sfigurare quelli principali, eroi o antieroi che siano. La trama principale è portata avanti con disimpegno, in un continuo rovesciarsi di ruoli e situazioni che occasionalmente sfiora la genialità; il tutto condito da duelli e torture, impiccagioni e perfino quel pizzico di romance che il lettore si aspetta e che, puntualmente, gli viene dato in pasto. In sintesi, se la vicenda principale e il suo setting sono originali e ben confezionati, non lo sono tutti gli elementi di contorno, che rispondono fin troppo ai cliché del genere.

Non è questo, tuttavia, il vero problema della Selva, che soffre semmai di un ritmo non omogeneo: Il continuo alternarsi dei punti di vista causa infatti frequenti sfasamenti tra sezioni rapide e ricche d'azione e frangenti lunghi e tediosi nei quali vengono distillati i molti (non sempre necessari) spiegoni; è la prima metà del libro a risentire maggiormente di questo difetto, che porterà i lettori meno pazienti a saltare interi capitoli e a perdere frammenti indispensabili di questo mosaico; viceversa la parte finale risulta fin troppo veloce e ricca di eventi, tanto che a fine lettura si potrebbe avere la sensazione che non tutti i conti tornino come dovrebbero. Uno studio più attento dello schema narrativo avrebbe forse evitato questi scompensi.

Anche la caratterizzazione dei personaggi risulta in qualche modo discontinua: a molti di essi viene data una dignità eccessiva in relazione al loro ruolo nell'economia della storia, mentre altri, più affascinanti e meglio costruiti, spariscono del tutto nelle fasi più avanzate della vicenda. Simoni, inoltre, correda il romanzo di una lunga nota ex-post, nella quale spiega che gran parte dei personaggi citati è realmente esistita, ma manca una documentazione adeguata per ricostruirne la biografia: una vera e propria excusatio non petita per aver inventato di sana pianta le loro vicissitudini, espediente che sarebbe stato del tutto perdonabile anche senza questa spiegazione.

Occorre infine rimarcare un editing non sempre preciso, che glissa su evidenti errori di sintassi come il continuo utilizzo dell'avverbio affatto con funzione di negazione.

Queste pecche, è bene precisarlo, non compromettono la leggibilità de La selva degli impiccati, che di certo donerà agli appassionati del genere un'avventura di tutto rispetto, gustosa al punto giusto e ben congegnata, con una morale di fondo che, senza fare spoiler, risulterà sorprendentemente attuale.

La selva degli impiccati Marcello Simoni
La copertina del romanzo La selva degli impiccati di Marcello Simoni, pubblicato da Giulio Einaudi Editore nella collana Stile Libero Big

Premio Pulitzer 2020

Premio Pulitzer per la narrativa 2020: quando la letteratura precede la storia

Il Premio Pulitzer per la narrativa 2020: tra grandi romanzi americani, Black Lives Matter, archetipi e stereotipi

L’ossessione tutta americana di scrivere la “Great American Novel”, ormai divenuta proverbiale tra gli autori statunitensi e non solo (e canonizzata dal romanzo di Philip Roth, Il Grande Romanzo Americano), sembra aver preso corpo alla perfezione nel terzetto finalista del Premio Pulitzer per la narrativa di quest’anno.

C’è da essere franchi: non tutti i passati vincitori del Pulitzer – figuriamoci solo i finalisti – sono riusciti ad entrare nella storia della letteratura americana, ma quest’anno, l’anno dell’Apocalisse a quanto pare, i giudici ci hanno presentato uno specimen accurato e memorabile di fiorenti romanzi americani contemporanei.

 

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The 2020 #Pulitzer Prize-winning books are: 1. Fiction "The Nickel Boys," by Colson Whitehead (Doubleday) @DoubledayBooks A spare and devastating exploration of abuse at a reform school in Jim Crow-era Florida that is ultimately a powerful tale of human perseverance, dignity and redemption. . 2. History Sweet Taste of Liberty: A True Story of Slavery and Restitution in America, by W. Caleb McDaniel (Oxford University Press) @OxUniPress. A masterfully researched meditation on reparations based on the remarkable story of a 19th-century woman who survived kidnapping and re-enslavement to sue her captor. . 3. Biography Sontag: Her Life and Work, by Benjamin Moser @BenjaminFMoser (Ecco) @EccoBooks. An authoritatively constructed work told with pathos and grace, that captures the writer’s genius and humanity alongside her addictions, sexual ambiguities and volatile enthusiasms. . 4. Poetry The Tradition, by Jericho Brown @JerichoBrown1 (@Copper_Canyon_Press) A collection of masterful lyrics that combine delicacy with historical urgency in their loving evocation of bodies vulnerable to hostility and violence. . 5. General Nonfiction The Undying: Pain, Vulnerability, Mortality, Medicine, Art, Time, Dreams, Data, Exhaustion, Cancer, and Care, by Anne Boyer (Farrar, Straus, and Giroux). An elegant and unforgettable narrative about the brutality of illness and the capitalism of cancer care in America. . 6. General Nonfiction The End of the Myth: From the Frontier to the Border Wall in the Mind of America, by Greg Grandin (Metropolitan Books) A sweeping and beautifully written book that probes the American myth of boundless expansion and provides a compelling context for thinking about the current political moment. (Moved by the Board from the History category.) . #PulitzerPrizes #Pulitzer #Journalism #Arts #Books #Writers #Playwrights #Bookstagram #Drama #amreading #amwriting

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La vittoria de I ragazzi della Nickel, di Colson Whitehead (premiato per la seconda volta, dopo il trionfo del 2017 con La ferrovia sotterranea) colpisce nel segno per il suo tempismo. Soltanto 21 giorni prima dell’omicidio di George Floyd, a cui è seguita l’onda di proteste del movimento Black Lives Matter, ancora in corso e destinata a cambiare la storia, il 4 Maggio 2020, un romanzo imperniato sul tema della violenza bianca contro i giovani ragazzi neri di un riformatorio americano ha vinto meritatamente il premio Pulitzer. Una profezia? Una premonizione di quanto sarebbe presto accaduto? O forse solo un segnale, un sintomo della crescente necessità di consapevolezza nei confronti di un problema sociale e storico, che ribolliva sotto la superficie delle cose da molto, troppo tempo.

Quello di Whitehead non è semplicemente un romanzo onesto, profondo e attuale sulla condizione nei neri negli Stati Uniti. Esso è anche – e mi si si scuserà l’eccessiva insistenza sull’espressione d’ora in avanti – un Grande Romanzo Americano.

Cito dalla pagina Wikipedia per Great American Novel: “The term Great American Novel (GAN) refers to a canonical novel that is thought to capture the spirit of American life. It is generally regarded as being written by an American and dealing in some way with the question of America's national character. The Great American Novel is considered America's equivalent of the national epic”.

La copertina del romanzo I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa 2020, nell'edizione Mondadori

I ragazzi della Nickel, sebbene non canonicamente “epico” nelle sue 215 pagine, cattura, tuttavia, in modo robusto ed efficace lo spirito di una certa parte di America contemporanea. Nonostante il romanzo racconti una vicenda inventata, la storia (recente e meno recente) ha dimostrato come gli eventi narrati da Whitehead – la brutalità di un violentissimo e multiforme abuso nei confronti di ragazzi di colore – siano lo specchio dei fatti di ogni giorno in America (e non solo), in quanto parte di una società corrosa alle fondamenta dal continuo perpetrarsi di questo tipo di violenza. Il problema del valore delle black lives è per gli Stati Uniti (e molti altri paesi) un problema di carattere nazionale, che la forza della scrittura di Whitehead è riuscita ad immortalare in un modo che pochissimi altri scrittori (e penso naturalmente a Toni Morrison più di ogni altro) sono stati in grado di fare fino ad oggi: questo romanzo contiene una storia profondamente personale e individuale, che ha però la capacità di ergersi ad archetipo di una condizione umana universale di sofferenza, abuso, violenza e discriminazione. Creare archetipi è compito della buona scrittura, mentre la scrittura mediocre, al contrario, finisce sempre per creare fragili e noiosi stereotipi. È per questo motivo, per esempio, che se, da un lato, uno dei due romanzi vincitori del Man Booker Prize 2019, Girl, Woman, Other, di Bernardine Evaristo, ci offre una banale carrellata di cliché mal scritti (stereotipi, per l’appunto) su donne di colore (e non dipinge una realtà con cui riusciamo ad entrare in relazione), Whitehead, invece, crea un mondo immaginario che, nella sua unicità, conferisce al mondo reale una consapevolezza delle sue mancanze e dei suoi difetti, e riverbera, dunque, di una forza archetipica. È in questo senso che diventa epico e merita decisamente l’appellativo di grande romanzo americano.

La scena letteraria del Pulitzer di quest’anno, poi, si arricchisce ulteriormente, dal momento che gli altri due romanzi contendenti sembrerebbero meritare a pieno diritto il titolo di grande romanzo americano.

La copertina del romanzo Topeka School di Ben Lerner, pubblicato in Italia da Sellerio

Topeka School, di Ben Lerner, è un romanzo estremamente raffinato che ritrae un determinato spaccato borghese della società americana: i protagonisti fanno parte di una famiglia di psicoterapeuti, il cui figlio è un campione di declamazioni in dibattiti pubblici. La narrazione è polifonica, non soltanto in luce del susseguirsi di voci diverse (madre, padre, figlio), ma anche e soprattutto per via della scelta dell’autore di alternare il discorso in prima e in terza persona. La tecnica narrativa è sapiente: la storia nascosta e segreta di un ragazzino di nome Darren, che ha toccato solo tangenzialmente ma in modo significativo quella dei protagonisti, si dipana tra i capitoli senza essere mai raccontata troppo esplicitamente. Quello di Ben Lerner ha il potenziale di un grande romanzo americano, non solo per la sua limpida scrittura e l’architettura da maestro che ci regala, ma anche perché approccia con tatto un vasto numero di temi caldi della società americana contemporanea: innanzi tutto la questione dei dibattiti pubblici e dell’eloquenza – e gli ovvi conseguenti pericoli della persuasione –, il femminismo, la psicoterapia e la salute mentale, ma anche (e significativamente) il ruolo critico dell’istruzione. Un tale pastiche di temi avrebbe facilmente potuto incorrere nel rischio di creare degli stereotipi, ma Ben Lerner sembra esserne criticamente consapevole, e, pertanto, sceglie di dare al suo lavoro un’intelaiatura solida, entro la quale questi problemi interagiscono con naturalezza e vigore, e pertanto puntano all’universalità.

La copertina del romanzo The Dutch House di Ann Patchett

Per concludere, è bene spendere alcune parole su The Dutch House, di Ann Patchett, forse il più tradizionale dei tre romanzi (e l’unico non ancora tradotto in italiano), in quanto saga familiare. La storia, in un certo senso una moderna e dura rivisitazione della favola di Cenerentola, è quella di un fratello e una sorella (di cui lui è il narratore), vittime, da un lato, del tragico destino della propria famiglia (abbandonati dalla madre, cacciati dalla casa di famiglia dalla seconda moglie del defunto padre), e dall’altro della propria violenta ossessione per la Dutch House, il sontuoso luogo in cui sono cresciuti – il sostanziarsi del sogno americano del padre, ambizioso e ostinato a dare corpo alla sua scalata sociale tramite il possesso di una casa da sogno, la casa da sogno che porterà sua moglie alla follia e alla fuga. Un’ossessione, quella dei due protagonisti, che li accompagnerà fino alla vecchiaia e alla morte e che verrà ereditata dai figli. Se la trama è semplice, il sentimento di cui si fa portavoce è indubitabilmente epico: la cieca, insistente e cocciuta rincorsa al recupero e mantenimento delle radici; l’attaccamento razionale e irrazionale al bene materiale – la casa – che queste radici le ha conferite; la componente fisica e tangibile della memoria. Raccontandoci questi sentimenti sì universali, ma anche molto fortemente connotati come americani (è nella grande casa, forse, il sogno?), Ann Patchett costruisce un romanzo epico, dall’estenuante forza emotiva, che nella sua semplicità descrive follia, strazio, dolcezza, rassegnazione, amore familiare e una pletora vastissima di emozioni e azioni umane. È, in buona sostanza, un grande (e in questo caso, tradizionale, ma pur sempre universale) romanzo americano.

In definitiva, il Premio Pulitzer per la narrativa 2020 stupisce per la lungimiranza e la brillantezza delle sue scelte, ma soprattutto ci insegna come la letteratura, talvolta, preceda la storia, come i grandi problemi umani e sociali affiorino nelle pagine scritte, prima ancora che nelle azioni. Come grandi romanzi americani (e, speriamo, grandi romanzi universali) diano una spinta propulsiva alle azioni e al pensiero.

Colson Whitehead, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa 2020. Foto di Larry D. Moore, CC BY-SA 4.0

Piccole Donne Carolina Capria Louis May Alcott

Le parole che aiutano a crescere, secondo Louisa May Alcott e Carolina Capria

Per parlare del mondo di Piccole Donne bisogna partire da Piccole Donne.

Il romanzo di formazione per ragazze più famoso che esista.

Scrivo 'per ragazze' mio malgrado, perché è un classico e i classici non dovrebbero essere letti da ragazzi o ragazze. Dovrebbero essere letti da tutti.

Nel caso di Piccole Donne il discrimine è forse dato dal suo essere un romanzo che parla di quattro sorelle che vivono a Concorde, Stati Uniti, durante la guerra di secessione.

La guerra è l'espediente che serve per giustificare l'assenza del padre e fare emergere i caratteri di quattro sorelle adolescenti di età diverse.

Quattro caratteri peculiari.

E di donne è piena la storia, perché tutto ruota, per una volta, intorno a loro, alla signora March, la mamma, ad Hanna, la fedele governante, e in un certo senso anche al personaggio di Zia March, la donna eccentrica.

Sì, ci sono il signor Lawrence e Laurie, e il signor Brooke che servono a raccontare il rapporto con il mondo di fuori e con l'altro sesso.

Ma in effetti queste donne potrebbero benissimo fare a meno delle appendici maschili. Gli uomini mostrano esclusivamente il privilegio dato appunto dal loro essere uomini in un mondo che vede le donne in un'unica funzione: sposate o angeli del focolare.

Il bello di Piccole Donne è che queste ragazze hanno delle vite che si reggono anche da sole. Non sono ancora nell'età in cui devono per forza accasarsi e sono libere di essere quel che vogliono nella casa in cui vivono grazie anche all'educazione che hanno ricevuto.

Quando noi donne del ventesimo e ventunesimo secolo abbiamo letto Piccole Donne non ci siamo rese conto che queste ragazze vivevano in un mondo dove le donne erano delle appendici. Erano nostre sorelle, nostre pari.

Forse per questo ha molto senso il libro di Carolina Capria, Nel mondo di Piccole donne, che oltre a spiegare alle ragazze del 2020 perché fa bene leggere un classico mai invecchiato, spiega anche a noi ex ragazze come mai non ci siamo rese conto della sua modernità e del motivo per cui quando lo rileggiamo non ci sembra parlare del passato, ma di nostre contemporanee.

Carolina ragiona per parole chiave.

Prende le protagoniste e il protagonista e le descrive partendo dal loro aspetto fisico usando le parole di Louisa May Alcott e alcune delle loro peculiarità.

Non dà mai un'accezione negativa a queste caratteristiche.

Stiamo parlando di personaggi che sono raccontati a tutto tondo, quindi hanno pregi e difetti.

Anche quel che potrebbe sembrare un difetto insormontabile viene sviscerato, spiegato, analizzato senza un giudizio, ma mostrando come quello che sembra un difetto può trasformarsi in una possibilità per migliorare.

Anche la rabbia e l'invidia in questa narrazione vengono elaborate e trasformate in momenti di riflessione, e mai negate.

Perché tutte abbiamo provato invidia, anche se non ci piaceva, e tutte siamo state arrabbiate.

La cosa importante è capire cosa fare poi con quell'invidia che non ci piaceva e come elaborare la rabbia.

Un'altra peculiarità del lavoro di Carolina sui personaggi è che riesce a farceli amare tutti, anche se per tutta la vita abbiamo avuto la nostra sorella preferita e quella che avremmo volentieri preso a ceffoni.

Viene rispettata ogni individualità, perché non c'è un unico modo di essere donne realizzate, per Louisa May Alcott. Ogni scelta fatta consapevolmente per lei ha una dignità.

E queste piccole donne, presto o tardi, faranno le loro scelte consapevoli.

Anche se a noi non piacciono o non le riconosciamo come nostre.

Non a caso una delle parole chiave indicata nel libro è sorellanza. Quella cosa che ti permette di sentire vicine anche persone che non hanno le tue stesse ambizioni o i tuoi stessi gusti, ma su cui puoi contare nei momenti più difficili.

Carolina ne ha anche per Laurie, che è il classico maschio bianco etero ricco, il più privilegiato di tutti, insomma.

Laurie non percepisce il suo privilegio perché nessuno glielo ha mai messo con evidenza sotto il naso.

Imparerà molto anche lui da questa famiglia così anticonformista, come dovrebbe fare qualunque maschio bianco etero privilegiato a cui non hanno mai fatto leggere Piccole Donne perché è un libro da donne.

Se posso dare un consiglio, regalate Piccole Donne corredato dal libro di Carolina a chiunque, inclusi gli uomini che conoscete.

Cominciamo a sfatare il mito che non sia una lettura da uomini, facciamolo diventare un classico per tutti come dovrebbe essere in un mondo dove i libri non vengono scelti in base al genere ma in base a quanto possono insegnare al singolo individuo, uomo, donna, intersex e tutto quello che vogliamo per essere il più inclusivi possibile.

piccole donne Capria
La copertina del volume di Carolina Capria, Nel mondo di Piccole donne, con illustrazioni di Elisa Macellari, pubblicato da De Agostini

Si ringrazia De Agostini per le illustrazioni di Elisa Macellari che potrete ritrovare all'interno del libro di Carolina Capria, Nel mondo di Piccole donne.