Un algoritmo per analizzare la scrittura Maya

2 Novembre 2015
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La decifrazione della scrittura geroglifica Maya è stata un percorso non facilissimo, che ha avuto attorno a partire dagli anni sessanta e settanta del secolo scorso alcuni punti di svolta.
L'opera di studio continua ad oggi, e un gruppo di ricercatori offre ora un algoritmo per lo studio dello scrittura Maya, che condurrà alla creazione di un database. Ogni geroglifico rappresenta un suono o anche un significato. La lingua Maya è parlata oggi da cinque milioni di persone circa.
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Egitto: da Luxor il più antico abecedario al mondo

21 Ottobre 2015
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Una scheggia calcarea, un ostrakon con parole iscritte del quindicesimo secolo a. C., sarebbe il più antico abbecedario al mondo. Il reperto contiene una lista incompleta di parole in ieratico (un sistema di scrittura corsivo dell'Antico Egitto), ordinate secondo i suoni iniziali. L'ostrakon fu ritrovato venti anni fa in una tomba presso Luxor.
La scoperta è stata effettuata da Ben Haring, e pubblicata sul numero di Ottobre del Journal of Near Eastern Studies: "Halaḥam on an Ostracon of the Early New Kingdom?"
Link: Journal of Near Eastern Studies - JSTOR; NWO.nl.
Vista del Nilo a Luxor, foto di Hajor, Dec.2002, da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, caricata da Luestling~commonswiki.
 


Il percorso del Vangelo della Moglie di Gesù

5 - 6 Ottobre 2015
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Ancora dubbi sul controverso papiro noto come il "Vangelo della Moglie di Gesù". Questa volta riguarderebbero l'origine e il percorso del testo.
Live Science ha seguito questo percorso nei registri e nei documenti, e lo ha ritenuto "improbabile" o "sorprendente". L'acquisizione sarebbe avvenuta a Potsdam in Germania Est, nel 1963, con le restrizioni allora in vigore a Berlino, e da parte di una persona che non possedeva altrimenti papiri e senza interesse nelle antichità.
Il vangelo, datato al 741 e per alcuni copia di un originale del secondo secolo, è noto soprattutto perché sarebbe l’unico a mettere in discussione il celibato di Gesù.
Link: Live Science 1, 2Daily Mail.
Vangelo della moglie di Gesù, recto, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Einottaja.


Una nuova tavoletta arricchisce di 20 nuove righe l'Epopea di Gilgamesh

2 - 5 Ottobre 2015
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Un frammento della quinta tavoletta arricchisce ora di 20 nuove righe la nostra conoscenza dell'Epopea classica di Gilgamesh. Il manufatto è stato recuperato in Iraq, dal Museo di Sulaymaniyah.
Le nuove righe si riferiscono a uno dei passaggi più noti dell'Epopea, al viaggio degli amici Gilgamesh ed Enkidu verso la Foresta dei Cedri, dimora del terribile Humbaba, intrapreso dai due per guadagnare gloria eterna. La vicenda si arricchisce ora della descrizione del luogo, con particolari che aggiungono vivacità e colore. La Foresta dei Cedri viene descritta come una fitta giungla, abitata da una fauna esotica e rumorosa. Il chiacchierio delle scimmie, il coro delle cicale, la sinfonia degli uccelli che allietavano il Guardiano Humbaba, tutti evocano il motivo degli animali musicisti nell'arte del Vicino Oriente. La successiva sconfitta del Guardiano è poi meglio preservata e assai nota già da altre tavolette.
Inizialmente, il Museo di Sulaymaniyah ha ritenuto che la tavoletta potesse datare fino al Periodo paleobabilonese (2003-1595 a. C.), in seguito Farouk Al-Rawi e Andrew George l'hanno collocata al più recente Periodo neobabilonese (626-539 a. C.). Il reperto in argilla è lungo 11 centimetri, largo 9,5 e spesso tre.
La tavoletta sarebbe stata recuperata nella regione del Kurdistan iracheno, dopo l'orgia di saccheggi di questi anni, successiva all'invasione dell'Iraq. Sarebbe stata acquisita nel 2011 dal Museo Sulaymaniyah di Slemani, pagando un noto contrabbandiere con 800 dollari, dopo aver intercettato manufatti diretti ad altri paesi. La collocazione degli scavi dai quali proverrebbe la tavoletta è ignota, ma si ritiene provengano dalla parte meridionale della provincia di Babilonia, in Iraq.

Link: Ancient History et cetera; The History Blog 1, 2Daily Mail; Live Science; Open Culture; Archaeology News Network via Newser.
La nuova tavoletta, la quinta, foto di Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg), da WikipediaCC BY-SA 4.0, caricata da Neuroforever.
 


Bulgaria: versi dell'Elegia alle Muse di Solone da un tumulo a Tatarevo

25 Settembre 2015
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Un'iscrizione del primo secolo d. C. è stata ritrovata su un antico contenitore in argilla, un balsamarium ritrovato quest'anno presso un tumulo trace a Tatarevo, nel sud della Bulgaria.
L'iscrizione risulterebbe contenere i versi della cosiddetta Elegia alle Muse di Solone, alle quali questi chiede felicità, buona fama e di essere dolce e degno di rispetto per gli amici, ma aspro e temibile a vedersi per i nemici. Gli studiosi ritengono l'iscrizione accidentale, dovuta alla pergamena che avvolgeva il contenitore.
Si tratta di un ritrovamento unico: è la prima volta che in Bulgaria si trova il testo di un simile lavoro letterario, e per di più in negativo, con le lettere al rovescio. Apparentemente, la figura lì seppellita aveva una rilevanza spirituale.
Traduzione e sintesi da Archaeology in Bulgaria, 1, 2.
Busto di Solone dal Museo di Napoli, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Kpjas.
 


Ritrovato il più antico manoscritto illuminato egizio

14 - 20 Settembre 2015
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Il più antico manoscritto illuminato egiziano, datato a quattromila anni fa circa, è stato Ritrovato al Museo Egizio del Cairo. Il rotolo, che misura oltre 5 metri, data alla fine dell'Antico Regno o agli inizi del Medio Regno (2300-2000 a. C.) e contiene disegni colorati e testi, più precisamente incantesimi e ritratti degli dèi dell'Antico Egitto, oltre a una cura per la sbronza.
Del rotolo si erano perse completamente le tracce, probabilmente in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. È seguita una lunga e difficile opera di ricostruzione dei frammenti. Solo altri sei rotoli dell'Antico Egitto sono sopravvissuti a oggi, e sono tutti in papiro, mentre questo è invece in pelle.
Link: The Guardian; The Cairo Post; Discovery News.
Il Museo Egizio, Il Cairo, foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Bs0u10e01.
 


L'amore per il vino degli antichi Romani

28 Agosto 2015

Gli antichi Romani, amanti del vino

L'autrice del progetto circondata da anfore provenienti dalla parte orientale del Mediterraneo, Museo Archeologico di Batumi. Foto di M. Marciniak
L'autrice del progetto circondata da anfore provenienti dalla parte orientale del Mediterraneo, Museo Archeologico di Batumi. Foto di M. Marciniak
L'Italia è famosa per i suoi vini pregiati da centinaia di anni. Nonostante questo, già più di 2,5 migliaia di anni fa i suoi abitanti importavano bevande fin dalla Grecia. La dott.ssa Paulina Komar, dottorata dell'Istituto di Storia all'Università di Wroclaw investiga perché i Romani, nonostante il gran numero di vigneti propri, importassero vino dagli estremi orientali del Mediterraneo.
Un Romano adulto consumava in media un litro di vino al giorno, che significa che la produzione e la distribuzione della bevanda erano elementi importanti dell'economia antica. L'argomento del consumo del vino nella Repubblica e nell'Impero Romano ha attratto notevole interesse per anni. Fino ad oggi, ad ogni modo, poca attenzione è stata dedicata ai vini importati dal territorio della Grecia. La dott. ssa Paulina Komar ha deciso di riempire questo vuoto. Per il suo progetto intitolato "Greek wines in ancient Italy: consumption, distribution, and social and economic aspects" (Vini greci nell'Italia antica: consumo, distribuzione, e aspetti economici e sociali) ha ricevuto finanziamenti dal Centro Nazionale della Scienza durante il concorso FUGA. Condurrà la ricerca all'Istituto di Archeologia dell'Università Jagiellonica.
Anfora cretese con iscritto il nome del mercante. Foto di Paulina Komar
Anfora cretese con iscritto il nome del mercante. Foto di Paulina Komar

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Mesopotamia: ricostruzione in scala dell'Arca

23 Agosto 2015
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Quando, nel 1872, l'assiriologo George Smith scoprì il primo resoconto del diluvio su tavolette cuneiformi (che si sarebbe rivelata essere l'undicesima tavoletta dell'Epopea di Gilgamesh), la scoperta destò sensazione. Molti altri racconti sono stati ritrovati in seguito, con protagonisti diversi del Diluvio.
Cinque anni fa, il dott. Irving Finkel tradusse dal cuneiforme le indicazioni per costruire un'Arca di dimensioni spropositate (circa 3600 m²). Le indicazioni erano contenute nel racconto del diluvio di Atra-Hasis, datato al 1750 a. C. Finkel si recò poi da alcuni specialisti navali per creare una replica in scala dell'imbarcazione, e quella replica è stata ora oggetto di alcune trasmissioni televisive.

Link: The History Blog; Channel 4; National Geographic
Noah's Ark (1846), dipinto di Edward Hicks, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Wmpearl.
 


Israele: porta monumentale e fortificazioni dalla città di Golia

4 Agosto 2015
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La città di Gath dei Filistei, patria del leggendario Golia, e al contempo il più grande insediamento dell'area tra il decimo e il nono secolo a. C., è oggetto di scavi da parte degli archeologi, che hanno dissotterrato una porta monumentale, edifici e fortificazioni. Tra gli edifici, anche un tempio e una struttura per produrre ferro.
La città fu distrutta dal re Hazael di Aram Damascus attorno all'830 a. C., con il primo sistema di assedio noto: l'episodio della cattura e distruzione della città da parte dello stesso Re è menzionato in Re 2, 12:18. L'insediamento è citato in altri importanti episodi della Bibbia.
Link: Bar-Ilan University; Dig Gath; Live SciencePhys.org; Israel National News.
Mappa dei regni intorno a Israele intorno al IX secolo a.C., di Selfmade da WikipediaPubblico dominio, caricata da Rf~commonswiki
 


Israele: come leggere una pergamena bruciata 1500 anni fa

20 Luglio 2015
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Grazie alla tecnologia, è ora possibile leggere anche una pergamena bruciata 1500 anni fa. Il reperto proviene dall'Arca Sacra della sinagoga di Ein Gedi, presso il Mar Morto, in Israele, e in parte contiene versi dal Libro del Levitico.
Come spiega pure il video di seguito, una pergamena carbonizzata non può essere srotolata senza che si sgretoli. Grazie a nuove tecnologie, però, è possibile acquisire le sezioni verticali del rotolo, e ricavare così quanto vi è scritto.
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