30 Gennaio 2015
Uno studio proveniente dai biologi dell’Università di Stanford mette in luce, nel più grande tentativo mai provato di confrontare dati genetici e linguistici, come le caratteristiche linguistiche siano fortemente relazionate alla dispersione geografica delle popolazioni.
[Dall’Abstract] I dati linguistici sono spesso combinati con quelli genetici al fine di ottenere inferenze sulla popolazione storica. Poco è comunque noto, al riguardo  della storia demografica, se questa genera pattern nei dati linguistici, che sono simili a quelli genetici su scala globale. Nello studio si esaminano gli insiemi di dati più ampi disponibili, sia dei fonemi che delle popolazioni genotipate. Simili assi di differenziazione geografica possono essere desunti dai dati genetici e dagli inventari di fonemi; ad ogni modo l’isolamento geografico non porta alla perdita di fonemi. I risultati mostrano che la migrazione all’interno di regioni geografiche modella l’evoluzione dei fonemi, anche se l’espansione umana al di fuori dell’Africa non ha lasciato un forte segno sui fonemi.
Lo studio “A comparison of worldwide phonemic and genetic variation in human populations”, di Nicole CreanzaMerritt Ruhlen,Trevor J. PembertonNoah A. RosenbergMarcus W. Feldman, e Sohini Ramachandran, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States; Stanford.

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