Festivaletteratura Mantova – 30ª edizione – 9-13 settembre 2026
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illustrazione di Camilla Falsini per Festivaletteratura 2026
illustrazione di Camilla Falsini per Festivaletteratura 2026

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30 anni di Festivaletteratura – dal 9 al 13 settembre 2026
commento a cura di Giuseppe Fraccalvieri 

Questa guida viene modificata ad ogni aggiornamento ricevuto da fonti ufficiali, ma per le prenotazioni dei vostri eventi, per le variazioni e per altre questioni preghiamo comunque di controllare in ultima analisi dal sito della manifestazione: www.festivaletteratura.it

L’edizione precedente: https://www.classicult.it/festivaletteratura-mantova-29a-edizione-3-7-settembre-2025-la-nostra-guida/

prima giornata – mercoledì 9 settembre 2026

Il cielo è bigio, e le previsioni meteo parlano di piogge (neppure pochissime) in queste ore a Mantova. Ombrello consigliato.

Previsioni del tempo nella Provincia di Mantova

Palpabile l’emozione all’evento inaugurale di questa edizione del trentennale di Festivaletteratura. Apre le danze la presidentessa del Festival, Laura Baccaglioni, che ha ripercorso questi decenni di persone, progetti e programmi, con la loro ricchezza di proposte, adatte a giovani e meno giovani, e modalità nuove ed originali.

Innanzitutto – tra le infinite persone incontrate – , alcune fondamentali: il ricordo Luca Nicolini, primo presidente e costruttore di fondamenta; di Gioia Polettini che ha fatto sì che gli otto fondatori tenessero i piedi per terra, creando un ufficio ben organizzato; del designer Marco Ferreri, recentemente venuto a mancare, autore del logo del Festival, ancora oggi perfetto. Oltre a costoro, non bisogna dimenticare chi Festivaletteratura lo costruisce davvero tutti i giorni, oltre alle magliette blu.
Per ripercorrere questi anni, Laura Baccaglioni consiglia il libro Idea Festivaletteratura (Franco Angeli), di Paolo Polettini, o – per chi sosta a Mantova in questi giorni – una visita al Museo Etnografico di Festivaletteratura, presso il Museo Virgilio in Piazza Podestà.
In questa trentesima edizione, così importante e significativa, il pensiero è andato alla prima, all’impegno, al rischio anche economico, all’orgoglio per i risultati così incoraggianti ottenuti trent’anni fa, che hanno spinto a provarci ancora, con un programma sempre attraente, allegro e originale. Un modello portatore di un impegno culturale dal  forte valore civico e capace di coinvolgere l’intera città, che ha fatto scuola in tutto il Paese, con grande partecipazione di pubblico e voci da tutto il mondo.

Seguito l’intervento di Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano, per una Unione Europea che ha quest’anno uno stand in Piazza Concordia. Molinari ha ricordato come trent’anni fa ci fosse un mondo molto diverso da oggi, e come proprio la letteratura e questo Festival possano aiutarci a immaginare un mondo che vede i cittadini protagonisti, partendo da un respiro più ampio, rispetto alle soluzioni semplici tanto in voga oggi, che però i problemi non li risolvono.
È quindi intervenuto l’Assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, che ha sottolineato la vicinanza e l’orgoglio della Regione per un Festival che è beneficio per tutti noi, portando un grande valore come quello della cultura popolare.
Quindi Carlo Bottani, presidente della Provincia, ha ricordato come la Casa del Mantegna sia sempre aperta alle nuove generazioni, e così i MuDRI (Museo diffuso del Risorgimento), in particolare per questa edizione.
Il presidente di TEA, Enrico Voceri, che ha sottolineato il sostegno dell’azienda alla manifestazione, in particolare per garantire ingressi gratuiti e aperti, ai fini di una partecipazione massima.
Da ultimo, il Sindaco di Mantova Andrea Murari ha evidenziato come questi trent’anni di Festivaletteratura hanno reso Mantova un posto migliore.
In un momento storico difficile, in cui le certezze sembrano rarefarsi, con il cambiamento climatico che crea ansia, col costo della vita quotidiana sempre più un problema per tante famiglie, in un luogo così ricco di tradizione come Mantova, il rischio è di diventare comunità nostalgiche: un sentimento umano ma poco utile per costruire il proprio futuro. Festivaletteratura è così antidoto per la nostalgia, ripetendo tutti gli anni  che “si può fare!” Aggiungendo sempre qualcosa alla propria storia, senza negarla ma riconnettendosi ad essa.
Un modello meraviglioso di come essere città e comunità, per una manifestazione che nasce dai cittadini e non può non trovare il sostegno delle istituzioni. Il Sindaco ha concluso che la Città di Mantova non avrebbe saputo essere così prolifica con i suoi eventi, sostenere idee come il museo arte contemporanea se non ci fosse stato il Festival.
Viva il Festival!

evento inaugurale Festivaletteratura Mantova – 30ª edizione – 9-13 settembre 2026
Foto di Giuseppe Fraccalvieri

Già dalla prima giornata, Festivaletteratura mantiene le promesse, riservando particolari attenzioni a Ippolito Nievo da una parte e H.P. Lovecraft dall’altra. Alle 16 ha aperto il Museo Etnografico di Festivaletteratura.

Alla Piazza dei Libri, sempre in Piazza Sordello, per il consueto appuntamento Il fuoco sacro della scrittura, alle 16:00 Elsa Riccadonna dialoga con autori e autrici che raccontano la loro storia, ma soprattutto il loro modo di raccontare le storie. Si comincia alla grande con il britannico Geoff Dyer, che fa una grande impressione, partendo dalla sua personale storia.

Di seguito nella medesima piazza, alla Tenda Sordello, ore 17:00, Luca Scarlini apre l’altra consueta rubrica, Accenti, raccontando come l’ormai onnipresente H.P. Lovecraft sia stato a lungo in Italia disdegnato e anzi valutato come un autore neppure degno di essere considerato, fino ancora agli anni ’80 e oltre.

Tornando alla Piazza dei Libri, ore 18:00, Il fuoco sacro della scrittura vede una nuova conduttrice, Ilenia Caito, dialogare con Jana Karšaiová: si è parlato di scrittura per chi non è madrelingua italiano.
Contemporaneamente, in Piazza Castello Sandro Veronesi ha dialogato con David Szalay sul tema “rimuovere l’inessenziale”. Portando l’esempio di grandi autori italiani e non, e il proprio personale approccio al tema, i due hanno toccato uno dei temi più importanti di quando si fa scrittura, e cioè quello di puntare i riflettori al tema principale del proprio discorso, senza perdersi troppo coi contorni.

Alle 21:30, in Tenda Sordello, una nuova puntata di Accenti ci porta a riflettere sul futuro degli spazi comuni, i commons, insieme a Paola Viganò con Luca Pareschi, viaggiando tra luoghi dalla rilevanza personale e paesaggi collettivi, in un mondo che cambia (anche a causa del clima).

seconda giornata – giovedì 10 settembre 2026

Il cielo è ancora nuvoloso su Mantova e anche oggi si prevedono piogge. Portate l’ombrello. In particolare, nel pomeriggio un vero e proprio acquazzone si è abbattuto sul cento storico di Mantova.
Come sempre, con condizioni del genere conviene controllare sul sito al momento eventuali variazioni di eventi: in particolare il concerto di Dente delle 19:45 è stato spostato in Piazza Leon Battista Alberti. Alcuni eventi annullati.

Questa mattina, prima che si abbattesse il fortunale, sembrava un buon momento per visitare il Museo Etnografico di Festivaletteratura. Il Festival ha travolto il Museo Virgilio, con dei pannelli giustapposti a quelli originari del Museo, per narrare (scherzosamente ma senza dimenticare le tante cose realizzate in questi decenni) la vita dell’Homo festivalensis, tra badge, magliette, shopper, biciclette, libri, cataloghi e riviste. Al contempo, è ancora possibile visitare le sale, ritrovando i reperti in esse consuetamente ospitati.
Una buona occasione per chi non abbia già visitato il museo recentemente inaugurato, e una non meno buona per scoprire questi trent’anni col sorriso sulle labbra.

In Tenda Sordello, alle 11:00, per gli Accenti troviamo Gino Marchitelli che cerca di sintetizzare il movimentato quartiere milanese di Lambrate e la sua storia, tra Università e centro sociale.

Per il fuoco della scrittura, in Tenda Sordello alle ore 12:00, Elsa Riccadonna interroga Ilaria Tuti, che descrive la sua attività di autrice quasi come arte figurativa, pittorica, materica, scultorea.

Andando sempre verso casa è il tema delle 14:30 a Piazza Castello: parlano di limiti e confini Ilaria Tuti e Sepp Mall, a partire dai loro libri, con Simonetta Bitasi. Ci hanno portato in luoghi dove la natura è fonte di ispirazione, come il Friuli e la Carnia, e che rendere sulle pagine è una sfida non banale. Con una riflessione sul fatto che i confini sono alle volte non solo quelli fisici e storici.

Alle ore 15:00, in Tenda Sordello nuovi Accenti di brutalismo con Gian Piero Piretto con Lorenzo Mirandola: lo attraversiamo in tutte le sue fasi e i comtemporanei leader. Il Novecento nell’Est non è mai sembrato così interessante, tra Instagram e gusto per i luoghi abbandonati e per un’estetica non convenzionale. Una fascinazione che forse maschera un rimpianto, e che magari dovrebbe ricordarci che vivere in quelle abitazioni e in quella realtà sociale spesso non era così agevole.

In Piazza Sordello, per gli Accenti delle 17:00, Annalisa Metta, introdotta da Marta Bacigalupo, ci parla della controra. Più che un orario, più che un riposino, un’abitudine, uno stile di vita, un rituale di difesa. L’esempio di Locorotondo e di molte città della Puglia ci parla di un modello condiviso per combattere il caldo: nulla di più attuale, in un’estate così terribile come quella che abbiamo vissuto finora.

Alle ore 18:00, in Piazza Leon Battista Alberti, Francesca Mannocchi con Elsa Riccadonna, ragionando sul tema non scontato della storia di lettura di ciascuno.

Alle ore 18:45, in Piazza Castello il professor Alessandro Barbero incanta il pubblico parlando degli 800 anni di San Francesco d’Assisi. Impossibile annoiarsi o non riuscire a seguire durante un incontro dello storico, che ci ha condotto tra le contraddizioni dei tempi nostri e recenti, tra le contraddizioni del movimento e del suo fondatore dal forte carattere, in una tensione tra pulsioni terrene (degli altri) e desiderio di integrità (del Santo di Assisi).
Con uno sguardo sempre fresco e disincantato.

Arrivando in Piazza Leon Battista Alberti, alle 19:45 troviamo il cantautore Dente in quello che è definito “più un affaccio che un concerto”, dal balcone. Non ci sono folle oceaniche, le luci rilassano, l’atmosfera è spesso raccolta, la musica è quella di Dente: saranno stati contenti i presenti.

Piazza Castello alle 21:00 ospita uno degli eventi più attesi, con Giovanni Lindo Ferretti, Davide Ferrario e Michele Rossi. Dopo la reunion dei CCCP, è arrivata l’attesissima reunion anche dei CSI, e il tour diventa un film, In viaggio. Ovviamente Lindo Ferretti non ha mancato di parlare di storia recente e politica.

terza giornata – venerdì 11 settembre 2026

In questo venerdì, la mattina si apre con un cielo quasi terso. Da qui a domenica tutte le previsioni meteo non parlano di ulteriori acquazzoni. Non resta che godersi il Festival.

In Piazza Castello alle 11:00, Christian Greco e Paola Caridi hanno parlato di Gaza tra passato e presente, perché la città, per non essere dimenticata, deve essere ricordata anche per la sua millenaria storia. Il dialogo è stato preceduto da un sentito applauso da parte del pubblico verso Emma Bonino (oggi deceduta), col ricordo da parte dei due. I due ritraggono un mondo antico, un mondo mediterraneo che sembra oggi dimenticato, unito da valori, commerci, pratiche, ospitalità. Ricordano che lo stesso Occidente è una costruzione moderna e recente, mentre in precedenza si sarebbe parlato con uno sguardo a un’unità mediterranea. Greco rifugge dalle classificazioni – in realtà spesso moderne – che limitano il nostro mettere a fuoco le cose. Il Direttore del Museo Egizio ha ricordato anche la storia della battaglia di Qadesh, una storia di guerra, di propaganda, ma infine di pace.

Christian Greco e Paola Caridi
Christian Greco e Paola Caridi. Foto di Giuseppe Fraccalvieri

I due ricorderanno Emma Bonino ancora, l’una durante la trasmissione Fahrenheit, l’altro durante gli Accenti delle 15:00, a testimoniare come Festivaletteratura in questi anni sia sempre stato cosa viva, plasmato dalla storia e dagli eventi in diretta.

Dopo il concerto della sera prima, Dente è tornato in Piazza Leon Battista Alberti, alle 12:00, per parlare di lettura con Mohamed Maalel.

Sempre alle 12:00, per il fuoco sacro della scrittura, per la prima volta un uomo e una donna insieme, questa volta a dialogare con Elsa Riccadonna ci sono Samantha Bruzzone e Marco Malvaldi. Un incontro frizzante, di quelli che non ci si annoia di sicuro. Ma quello dello scrittore sarà davvero un mestiere?

Introdotto da Marta Bacigalupo, Christian Greco torna alle 15:00 con Luca Pareschi, per gli Accenti, nella Tenda Sordello: l’argomento questa volta è un discorso sopra i reperti museali, da guardarsi con occhi nuovi. La forza di oggetti che portano millenni di storia, le storie di coloro che li hanno creati, generati e scoperti. Oggetti silenti, che nei musei parlano.

Alle 19:30, in Piazza Castello, incontriamo le maestre di storie: Maria Attanasio e Bianca Pitzorno dialogano con Melania Gaia Mazzucco. Due grandi autrici nate durante il Secondo Conflitto Mondiale ed entrambi provenienti dalle isole, rispettivamente da Caltagirone e Sassari, entrambi militanti in politica. In quest’ora, ci hanno trasportato attraverso decenni di storie personali, di famiglia e della società italiana.

quarta giornata – sabato 12 settembre 2026

Questa mattina il cielo è coperto, ma non si prevedono acquazzoni.

In Piazza Castello, alle 10:00 Francesco Costa e Simone Pieranni dialogano con Veronica Fernandes, raccontando il mondo di oggi dal punto di vista delle due superpotenze, Stati Uniti e Cina. Due superpotenze alle quali però i problemi interni e le contraddizioni non mancano. Leadership, grandi numeri, cambiamenti e prospettive nella situazione politica attuale.

Alle 12:15, sempre in Piazza Castello, Riccardo Luna intervista Tim Berners Lee. L’incontro si chiama “a chi appartiene Internet?” ma infine è un’occasione per fare il punto di questi ultimi decenni di straordinari cambiamenti, ma pure di promesse non mantenute e di paure per il futuro. Impossibile non pensare – specie se si è un idealista, come lo stesso Riccardo Luna si definisce – che qualcosa non sia andato storto, ad esempio con i social media. Secondo Tim Berners Lee il problema è stato l’aumento della concorrenza, che ha giocato sulla leva della dipendenza.
Una grandissima occasione di riflessione e di ripercorrere quella che è ormai storia.

Guido Rebecchini e Giulia Sissa. Foto di Giuseppe Fraccalvieri
Guido Rebecchini e Giulia Sissa. Foto di Giuseppe Fraccalvieri

Nel pomeriggio, alle 18:30 a Palazzo Te Giulia Sissa ha dialogato con Guido Rebecchini sulla natura, partendo dalla mostra sulla natura destinata al museo. La studiosa ha quindi descritto un punto di vista aristotelico, con uno stretto dualismo tra maschile e femminile, coerentemente con gli elementi artistici, mitici e culturali esaminati.
Un incontro nel quale la Professoressa ha incantato il pubblico con la sua straordinaria conoscenza, a cavallo tra filosofia, arte, religione, tra antico e moderno.

quinta e ultima giornata – domenica 13 settembre 2026

Oggi finalmente cielo terso, per concludere in bellezza questa edizione del trentennale di Festivaletteratura.

Christian Elia, Lella Costa, Grace Fainelli e Caterina Carradori. Foto di Giuseppe Fraccalvieri
Christian Elia, Lella Costa, Grace Fainelli e Caterina Carradori. Foto di Giuseppe Fraccalvieri

Alle 10:00, in Piazza Leon Battista Alberti, Caterina Carradori, Lella Costa e Grace Fainelli hanno dialogato con Christian Elia sul delicato tema di quanto avviene nei consultori, partendo dal podcast Safe Place di Carradori, vincitore nel 2025 di Meglio di un romanzo.

In Piazza Castello, alle 11:00, c’è il consueto incontro moderato da Neri Marcorè, che quest’anno ha dialogato con Bruna Bagnato, Elvira Mujčić e Cecilia Sala, sul tema Historia magistra vitae. La domanda è: la storia è maestra di vita?
Un incontro nel quale – di fronte forse alla difficoltà di leggere il presente e di valutare diversi punti di vista, anche contrastanti – sono prevalse storie individuali e contingenti (ma non meno importanti), più che lezioni teoriche che possono talvolta sembrare astratte. Sala has soprattutto ricordato storie dall’Ucraina e dall’Iran, dove una nuova giovane generazione incombe, mentre Mujčić ha ricordato le contraddizioni del recente (e per certi versi dimenticato) conflitto nella ex Yugoslavia, partendo dalla recente morte di Ratko Mladić.
Bagnato ha mostrato un significativo confronto storico tra una pace che funziona e una che invece no.
Alcune conclusioni però le si può infine trarre: la necessità di non deumanizzare o escludere l’altro, di esaminare tutti i punti di vista e magari, come ha ricordato Cecilia Sala, di ricordare i nostri traumi recenti nelle scuole, dove persino eventi come l’11 settembre rischiano di non arrivare.

Per gli Accenti, alle 14:00 in Tenda Sordello Carlo Marco Belfanti ha dialogato con Luca Pareschi. Si è parlato di divulgatori, come Alessandro Barbero e Aldo Cazzullo che hanno portato la storia come mezzo di intrattenimento, al grande pubblico, assumendo un linguaggio comune e anche una certa popolarità. Segno di attenzione per la materia, la grande popolarità della storia arriva anche come festival e altre manifestazioni, oltre che come marketing e propaganda politica.

Alle 15:00, in Tenda Sordello, Riccardo Staglianò, con il suo panel Tax the rich affronta il tema delle crescenti disuguaglianze del mondo nel quale viviamo, all’estero come in Italia. Un tema che la politica sembra aver “stranamente” dimenticato.

In Piazza Castello, alle 18:30, l’ultimo incontro di Festivaletteratura 2026 vede uno dei grandi ospiti internazionali, Emmanuel Carrère, dialogare con Gabriele Romagnoli sui grandi temi di questi anni, partendo dal vissuto della sua famiglia, una famiglia invero non comune. Intelligenza artificiale, la guerra in Ucraina, politica. Passando ovviamente dalla letteratura, dai suoi libri, dalla sua tagliente arguzia.

Si chiude così un’altra edizione di Festivaletteratura. Sempre con un’offerta di altissimo livello, variegata e originale, e premiata con un numero di spettatori cresciuto rispetto al precedente, ancora una volta. Non un’edizione qualunque, quella del trentennale: normale che ci si sia pensato. Un festival che, pur offrendo sempre piatti da ristorante gourmet, mantiene un dietro le quinte operaio, semplice, sempre attento al mondo circostante. Un festival che, come in conclusione dell’ultimo evento, sa che la letteratura è seduta su quelle sedie, ad ascoltare. Ed è forse questa la miglior garanzia per i decenni futuri di Festivaletteratura.


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Festivaletteratura Mantova 30ª edizione – 9-13 settembre 2026

Si conclude oggi 13 settembre la 30ª edizione di Festivaletteratura di Mantova
Con 71.000 presenze nei cinque giorni della manifestazione, il festival letterario più longevo d’Italia conferma la forza di un progetto culturale che, in trent’anni, ha saputo mantenere vivo l’interesse del pubblico attraverso la qualità, la sperimentazione e la varietà dei linguaggi.
Le voci di oltre 300 autrici e autori italiani e internazionali hanno affrontato temi universali e di stringente attualità, con uno sguardo rivolto alla complessità del presente, un’attenzione particolare alle nuove generazioni e una costante ricerca di nuove forme di incontro.
Festivaletteratura vi aspetta nel 2027, dall’8 al 12 settembre, per la sua 31ª edizione!

illustrazione di Camilla Falsini per Festivaletteratura 2026
illustrazione di Camilla Falsini per Festivaletteratura 2026

Mantova, 13 settembre 2026. Dopo cinque giorni e oltre 360 tra incontri, spettacoli, concerti e percorsi, che hanno animato i palazzi e le strade di Mantova, espandendosi oltre il centro storico alla scoperta di nuovi luoghi della città, si conclude oggi la trentesima edizione di Festivaletteratura. Cinque giorni vissuti a pieno ritmo, tra piazze affollate, nuovi format, incontri e occasioni inattese, in cui anche i fuori programma sono diventati parte del racconto del Festival.

Questa trentesima edizione si chiude con circa 71.000 presenze complessive, confermando una partecipazione in linea con quella degli ultimi anni. A fronte di un programma con oltre 330 eventi – di cui 82 gratuiti – e 300 autori e autrici italiani e internazionali, il Festival ha registrato 48.000 presenze negli eventi a pagamento e 23.000 agli incontri a ingresso libero. Numeri che raccontano soprattutto una scelta: investire nella qualità e nella capacità di sperimentare, mantenendo quella dimensione che negli anni ha permesso al Festival di costruire un rapporto diretto e riconoscibile con il proprio pubblico.

Un rapporto che si è misurato anche con gli imprevisti. La pioggia dei primi giorni non ha fermato il programma, ma ne ha cambiato in qualche caso la geografia: gli appuntamenti sono stati rapidamente rimodulati e trasferiti in nuovi spazi, e il pubblico li ha seguiti. È il caso dell’evento spostato in pochi minuti da Piazza Castello alla Basilica di Sant’Andrea – grazie anche alla disponibilità del vescovo di Mantova – che, gremita da oltre 800 persone, per la prima volta in trent’anni ha ospitato un appuntamento del Festival.

A raccontare questa relazione sono anche i 159 sold out su 248 eventi a pagamento: non soltanto gli appuntamenti con i grandi autori internazionali, ma anche le proposte più originali nate dentro il Festival, come Tutto Nievo minuto per minuto, I miti oscuri di H. P. Lovecraft e le lezioni grandi. Formati diversi, capaci di trasformare la letteratura in racconto collettivo, esplorazione e partecipazione, e di confermare ancora una volta la vocazione sperimentale del Festival.

Da trent’anni Festivaletteratura cambia, sperimenta e mette alla prova nuove idee senza perdere la propria identità. Un lavoro di ricerca che non si esaurisce nei cinque giorni della manifestazione, ma prosegue durante tutto l’anno, intrecciando creatività contemporanea, valorizzazione dell’archivio e sperimentazione di nuovi formati e linguaggi. Anche nel 2026 questa ricerca ha preso forme nuove, con proposte originali come Biblioteca Meraviglia e il Museo Etnografico di Festivaletteratura.

E mentre festeggia i suoi trent’anni, Festivaletteratura continua a guardare con particolare attenzione ai giovani e giovanissimi che sono nati e cresciuti in questi tre decenni. Ne è un esempio il nuovo format Young Questions, che ha portato dentro il Festival le domande, i dubbi e le questioni che gli adolescenti vivono in prima persona, affiancandosi a esperienze ormai consolidate come Casetta editrice, Sognare forte, Blurandevù e Read More.

Ma Festivaletteratura non è fatto soltanto di libri, approfondimento, riflessione e confronto. C’è anche il piacere, liberatorio e spesso inaspettato, di stare insieme, divertirsi e fare festa. Lo conferma il grande successo riscosso dalla novità dei concerti Dal Balcone e dagli ormai consolidati DJ set di Volume!, che hanno portato la musica dentro le giornate e le notti del Festival, creando altre occasioni di incontro e partecipazione. Un equilibrio tra profondità e leggerezza che continua a rendere Festivaletteratura coinvolgente, audace e capace di sorprendere ed emozionare.

E il Festival non finisce con l’ultimo incontro. I video degli eventi trasmessi in streaming – dagli appuntamenti di Piazza Castello con grandi protagonisti della letteratura italiana e internazionale alla serie degli accenti dalla Tenda Sordello, pillole letterarie e microlezioni nel formato tascabile della mezz’ora – resteranno disponibili on demand sul canale YouTube di Festivaletteratura.

Come ormai da tradizione, Festivaletteratura affida a uno dei suoi ospiti l’ultima parola sull’edizione appena conclusa: quest’anno è Mario Desiati a offrirci il suo commento a caldo e la sua personale visione di questi cinque giorni, prima di darci appuntamento al prossimo anno, dall’8 al 12 settembre 2027, per la 31ª edizione di Festivaletteratura.

Ci vediamo nel 2027!


9 settembre 2026 – Con il tradizionale saluto in piazza Sordello apre oggi la trentesima edizione di Festivaletteratura con oltre 360 incontri in programma, di cui oltre la metà è già sold out, e quasi 300 ospiti da tutto il mondo

Dal palco il Comitato e le autorità cittadine e regionali ringraziano la città, il pubblico, le istituzioni, i partner e tutti coloro che ogni anno rendono possibile un festival coinvolgente, audace e sempre emozionante. E insieme soffiano le candeline per celebrare i trent’anni di un viaggio iniziato nel 1997

Domani, giovedì 10 settembre, tra gli ospiti della seconda giornata: la filosofa politica Lea Ypi, il cardinale Matteo Maria Zuppi, la scrittrice catalana Eva Baltasar, il poeta rumeno Matei Vișniec, e ancora: Ilaria Tuti, Vincenzo Latronico, Alessandro Barbero e Geoff Dyer, che torna al Festival a vent’anni dalla sua ultima partecipazione

Sarà anche il primo giorno di attività per i ragazzi che partecipano a Sognare Forte, al Forte di Pietole, per le Lavagne e le Lezioni orizzontali. Nei sotterranei del Castello di San Giorgio aprirà l’installazione sonora dedicata ai miti oscuri di H.P. Lovecraft. Ci sarà inoltre il primo appuntamento di Nievo incontra Nievo; Dente darà il via ai concerti di Dal Balcone, mentre il duo Wunder Tandem inaugurerà i live dj set di VOLUME!

Inaugurazione di Festivaletteratura 2026Mantova, 9 settembre 2026.

“Questa è la trentesima edizione, un numero importante e significativo. Ricordo quando partimmo: l’impegno, il rischio, anche economico, l’incognita, la fatica, ma anche la gioia, la soddisfazione e l’orgoglio per l’esito della prima edizione del Festival, così positivo e incoraggiante che ci ha spinto a rischiare di nuovo, e da allora a riprovarci anno dopo anno con un programma sempre attraente e originale, un’attenzione rivolta alla complessità di un presente mai dato per definitivo, il piacere liberatorio e spesso inaspettato del divertimento e dell’allegria, la scoperta di una città sempre nuova e bella, e da ultimo, per noi del Comitato, la soddisfazione veramente grande di un impegno culturale di forte valore civico. – Dice Laura Baccaglioni Presidente del Comitato Festivaletteratura dal palco di Piazza Sordello a Mantova, nel corso del tradizionale saluto di benvenuto che inaugura la manifestazione. – Sognare Forte è il titolo di un bellissimo progetto per i giovani presente nel nostro programma ma è anche il sottotitolo secondo me perfetto di questa nostra impresa, che ha saputo guardare sempre avanti con ambizione e lungimiranza, progettare per l’oggi e insieme creare inedite connessioni, nuove reti e nuove immagini pronte ad interagire con un futuro prossimo di non semplice lettura. Il programma del festival, quest’anno come nel passato, ce ne parla chiaramente: nella sua ricchezza di proposte sa mettere insieme adulti e bambini, giovani e meno giovani, sa pensare al passato con gli occhi del presente e si impegna a leggere il presente con modalità nuove e originali.”

Accompagnata sul palco dal Presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani, dall’Assessore regionale Alessandro Beduschi e dal Sindaco di Mantova Andrea Murari, la Presidente ha ringraziato tutti coloro che con un’organizzazione perfetta rendono possibile ogni anno la manifestazione – il Comitato direttivo, la segreteria organizzativa, il gruppo di programma, l’archivio, l’associazione Filofestival – e gli oltre 550 volontari, l’”onda blu” del Festival, per il loro contributo generoso e per il clima sempre allegro che sanno creare.

Ha voluto sottolineare come, in questi trent’anni, il modello di Festivaletteratura abbia fatto scuola in tutto il Paese e come, nonostante ciò, nel variegato panorama dei festival di parola, Mantova si sia confermata negli anni una vera capitale, grazie alla qualità della sua proposta. Un’identità che si riconosce nella perfetta simbiosi tra passato e presente, nella grande partecipazione del pubblico, nel fondamentale contributo di voci originali e spesso inediteprovenienti da tutto il mondo e nella libertà di scelta resa possibile dall’estrema diversificazione delle fonti di finanziamento. Sono questi gli elementi che, nel corso degli anni, hanno fatto crescere e consolidato il Festival.

Infine, ha invitato il pubblico a scoprire due esperienze diverse tra loro, ma accomunate dal piacere di raccontare questo lungo viaggio, dal 1997 a oggi: il volume di Paolo Polettini, Idea Festivaletteratura, edito da FrancoAngeli, e il Museo Etnografico di Festivaletteratura, allestito fino a domenica al Museo Virgilio nel Palazzo del Podestà.

Un’edizione che rinnova la collaborazione con il Parlamento Europeo. Dal palco, il portavoce Maurizio Molinari ha paragonato Festivaletteratura a “una brezza fresca”, capace di aiutare a costruire mondi diversi, immaginare nuove soluzioni e ampliare lo sguardo.

È ufficialmente iniziata la trentesima edizione del Festival!


25 giugno 2026. Per festeggiare questo atteso compleanno, più di 300 tra autrici e autori italiani e internazionali arriveranno ad animare i palazzi e le strade di Mantova, per dar vita a un festival che non smette mai di reinventarsi, mescolare linguaggi, mettere a confronto generazioni, farsi domande sul presente.

Attraverso le voci della letteratura, in questa edizione ci s’interrogherà su cosa significhi oggi avere trent’anni, incapaci come siamo di immaginare il futuro, e si racconterà un mondo in cui confini e identità si confondono e tutti si sentono stranieri.

Si guarderà all’universo, con lo stupore e la curiosità dell’infanzia, alle tecnologie superpotenti che pervadono le nostre vite, all’enigmatica natura del suono,lasciando campo aperto alla musica che risuonerà da palchi e balconi e in parate cittadine.

Osservando le fratture del presente si cercherà di andare alle radici dell’odio, di fare i conti con le nuove questioni di classe e di capire quali regole governano questo tempo d’eccezione, o i giochi che più ci appassionano.

Tra gli omaggi a uno scatenato Ippolito Nievo e al genio oscuro di H.P. Lovecraft, si darà spazio alle trascinanti parole dei predicatori ai tempi di san Francesco e a quelle di chi, accanto a noi, si fa caparbiamente testimone di violenze e ingiustizie, certi che, anche quando tutti sembrano aver smesso di farlo, i ragazzi continueranno a coltivare sane utopie.

Tra gli ospiti di quest’anno: Niccolò Ammaniti, Nathacha Appanah, Alessandro Barbero, Tim Berners-Lee, Natasha Brown, Emmanuel Carrère, Gino Cecchettin, Francesco Costa, Geoff Dyer, Mathias Énard, Didier Fassin, Giovanni Lindo Ferretti, Amitav Ghosh, Isabella Hammad, Siri Hustvedt, Theodor Kallifatides, Kim Bo-young, Luciana Littizzetto, Sarah Lubala, Lorrie Moore, i Motus, Emma Nolde, Helen Oyeyemi, Gisèle Pelicot, Daniel Pennac, Bianca Pitzorno, Pajtim Statovci, Douglas Stuart, David Szalay, Ece Temelkuran, Hervé Tullet, Sandro Veronesi, Hélène Vignal, Eyal Weizman, Irvine Welsh, Tommy Wieringa, Andrea Wulf, Lea Ypi, Matteo Zuppi e molti altri

Mantova, 24 giugno 2026. La trentesima edizione di Festivaletteratura si terrà da mercoledì 9 a domenica 13 settembre 2026. Far vivere Mantova di letteratura per cinque giorni l’anno è l’utopia felice che il Festival da trent’anni rende possibile con determinazione e un po’ di sconsideratezza. Nonostante intorno tutto sia cambiato (o quasi), scrittrici e scrittori continuano ad arrivare da ogni dove per confrontarsi, le persone ad accalcarsi accanto a loro ad ascoltare, l’entusiasmo a diffondersi. Magia? Il primo volantino promozionale distribuito in città proclamava Festivaletteratura “manifestazione all’insegna del divertimento culturale”. La parola divertimento porta in sé l’idea di uscire dalla strada battuta, di cambiare volutamente direzione per portarsi altrove. Per mantenersi fedele a sé stesso – e tenere viva la sua utopia – Festivaletteratura ha cercato sempre di guardarsi attorno e tentare vie nuove, continuando a divertire e a divertirsi. E così sarà anche quest’anno, che è il trentennale, e magari l’anno prossimo ancora di più.

A questo festival di compleanno sono attesi quest’anno oltre 300 autrici e autori da tutto il mondo per dar vita a un programma impegnato ancora una volta a interrogare il presente senza semplificazioni, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla meraviglia.

Le piazze torneranno ad animarsi di parole. Quest’anno al Festival si discuterà di identità e appartenenza, in un mondo in cui sempre più spesso ci sentiamo stranieri, e di cosa significhi avere trent’anni oggi. Si guarderà al mistero dell’Universo e del vivente e alla formidabile – e incontrollabile? – potenza delle nuove tecnologie. Si proverà a comprendere l’odio che sentiamo crescere intorno, a entrare nei nuovi conflitti di classe, a decifrare le regole che governano questo presente di eccezioni, a immaginare futuri ancora possibili.

E per leggere le questioni più urgenti del nostro tempo, il Festival si affiderà una volta di più ai grandi autori del passato. Ippolito Nievo e H.P Lovecraft saranno i numi tutelari di questa trentesima edizione per la passione letteraria onnivora e per la fascinazione oscura per l’ignoto. Tra voci della contemporaneità e ritorni ai classici, a guidare il Festival sarà ancora una volta la convinzione che la letteratura non sia soltanto un luogo della memoria o dell’immaginazione, ma uno strumento per vivere il presente e per continuare a coltivare insieme qualche sana utopia.

Ma la trentesima vuole essere anche un’edizione di festa, con musica dai balconi, parate strampalate, racconti in trenta parole, improbabili musei etnografici, serate scanzonate. All’insegna del divertimento!

Il programma cartaceo di Festivaletteratura, compagno di viaggio indispensabile per orientarsi tra incontri, letture e appuntamenti della manifestazione, sarà presentato nella seconda metà di luglio. La copertina dell’edizione 2026 è stata realizzata da Camilla Falsini.


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Festivaletteratura 2026 compie 30 anni e si presenta con uno “speed dating” letterario

Mercoledì 24 giugno, nella Chiesa di San Cristoforo, la serata di presentazione dell’edizione del trentennale cambia formato e invita il pubblico a “incontrare” da vicino i libri, i temi e gli autori del 2026

Mercoledì 24 giugno, ore 21:00
Chiesa di San Cristoforo, Mantova

presentazione della trentesima edizione
Foto Courtesy: Festivaletteratura

Mantova, 22 giugno 2026. Scatta ufficialmente il conto alla rovescia verso la trentesima edizione di Festivaletteratura, in programma a Mantova dal 9 al 13 settembre 2026. È arrivato il momento di scoprire i nomi dei protagonisti, i temi e le novità di un’edizione speciale, che celebra trent’anni di incontri, storie e idee, in attesa di ritrovarli dal vivo sui palchi e per le vie della città. Saranno centinaia anche quest’anno gli ospiti italiani e internazionali che animeranno un programma vario per presenze, temi e interessi, pronto a trasformare di nuovo Mantova in un grande crocevia di voci da tutto il mondo.

LA SERATA DI PRESENTAZIONE

Mercoledì 24 giugno, alle ore 21:00, l’appuntamento è alla Chiesa di San Cristoforo — uno spazio che a settembre il Festival userà per la prima volta, con un grande progetto per grandi e piccoli dedicato agli albi illustrati e alla scoperta del mondo. Per il trentennale la tradizionale serata di presentazione cambia pelle: non sarà solo il momento in cui svelare ospiti, temi e novità del 2026, ma diventerà un’esperienza interattiva per entrare subito in contatto con il festival che verrà.

Dopo una presentazione generale di quello che accadrà a settembre, prenderà infatti il via uno speed dating letterario: distribuiti nello spazio, dieci tavoli proporranno ciascuno una selezione delle opere dei protagonisti della trentesima edizione, raggruppate per affinità o filoni tematici. Il pubblico si muoverà di stazione in stazione, per ascoltare – per il tramite dei lettori della Compagnia della Lettura – le voci di autrici e autori che animeranno il Festival. Come in ogni speed dating che si rispetti, gli incontri a sorpresa con queste prime pagine punteranno a far scattare la scintilla, e con essa il desiderio più forte di conoscere dal vivo i circa trecento ospiti attesi quest’anno.

Dopo questa prima presentazione in società, fra poche settimane verrà pubblicato il programma definitivo, con il palinsesto completo di un’edizione che tornerà ad animare strade, piazze e palazzi della città con centinaia di incontri, percorsi, laboratori, concerti, spettacoli, installazioni e tanto altro ancora.

ADESIONE A FILOFESTIVAL

Come di consueto, durante la serata di presentazione sarà possibile rinnovare o sottoscrivere la propria adesione all’Associazione Filofestival. Il termine ultimo per il rinnovo del tesseramento è fissato per il 24 agosto. L’adesione, oltre a essere un modo prezioso per sostenere le attività del Festival, offre vantaggi esclusivi: la possibilità di prenotare gli eventi con qualche giorno di anticipo, lo sconto sul prezzo dei biglietti e la copia gratuita del catalogo cartaceo di Festivaletteratura 2026.

 

Comunicazioni ufficiali e immagini dall’Ufficio Stampa Festivaletteratura, Lara Facco P&C. Aggiornato il 22, il 24 giugno, il 9, il 13 settembre 2026.

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