12 Novembre 2014

FIRENZE, IL RATTO DELLE SABINE ANDRÀ AGLI UFFIZI

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“Il Ratto delle Sabine” del Giambologna, attualmente esposto sotto la Loggia dei Lanzi in piazza della Signora, sarà presto conservato alla Galleria degli Uffizi.
Questa la conclusione a cui è giunto il pool di ricercatori che undici anni fa aveva dato il via, sotto la spinta dell’ex soprintendente Cristina Acidini, alla campagna di monitoraggio sui possibili trattamenti protettivi per salvare uno dei monumenti più
rappresentativi di Firenze. Secondo gli esperti, come riferisce oggi il “Corriere Fiorentino”, se il Ratto delle Sabine rimarrà dove si trova attualmente “non potrà essere protetto in maniera soddisfacente”.

Il faldone, con tutti i risultati svolti in questi anni, è stato inviato al Mibac poco prima dell’estate, e ora si attende che il direttore generale lo prenda in visione e poi, di concerto con il ministro Dario Franceschini, decida i termini per spostare la
scultura. L’opera del Giambologna, una volta trovati i fondi per il restauro, per il suo trasferimento e per l’allestimento della sala che dovrà contenerla, dovrebbe essere inserita negli Uffizi, probabilmente al piano terra. Ma prima di tutto questo ne dovrà essere realizzata anche una copia per restare nella Loggia dei Lanzi.
I problemi riscontrati sulla scultura del Giambologna sono legati all’esposizione all’aperto, e dunque a fattori climatici come pioggia, vento e grandine, e all’inquinamento. Le indagini dei ricercatori hanno misurato l’efficacia dei protettivi per quanto concerne la “reversibilità e il cambiamento cromatico”. Si è cercato di contrastare le azioni di deterioramento, “ma l’unica soluzione, se vogliamo salvare questo monumento è il suo trasferimento in un luogo chiuso e protetto”.

Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone

“Il Ratto delle Sabine” di Giambologna, da WikipediaCC BY-SA 3.0, foto di e caricata da Ricardo André Frantz (Tetraktys).

 

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