Site icon Classicult

Il caporalato: una storia raccontata da Giovanni Ferrarese

Il caporalato: una storia raccontata da Giovanni Ferrarese

la copertina del saggio Il caporalato – Una storia, di Giovanni Ferrarese, pubblicato da Carocci Editore (2026) nella collana Quality paperbacks. Foto di Francesco Saverio Mongelli

Ci sono dita che impugnano matite, penne o pennelli, reggono libri, pizzicano corde o stringono archetti, smuovono l’aria agitandosi. «Ci sono le dita di un postino oggi in Italia che si prenderanno cura delle mie parole»1, cantava Claudio Lolli. E poi ci sono le mani, quelle immerse nel fango, che impugnano armi, che battono sul ferro, che cuciono, che pregano. «Dove puoi trovare un Dio nelle mani di un uomo che lavora»2, cantava Lucio Dalla.

Questa storia comincia nelle mani di uomini, donne e bambini, e finisce in quelle dei caporali. L’ha scritta Giovanni Ferrarese e s’intitola Il caporalato (Carocci3). È un racconto di sfruttamento lavorativo e di illecita intermediazione, termini propri della figura del caporale, ma anche di ribellione, dissenso e conquiste sindacali.

Con l’approccio metodologico del ricercatore, la conoscenza dello storico e l’impellente esigenza del narratore ‘di denuncia’, l’autore confeziona un prezioso saggio che ripercorre interamente il Novecento, sino ai giorni nostri, analizzando il fenomeno del caporalato attraverso le sue molteplici sfaccettature e trasformazioni.

«La figura del caporale», appunta Ferrarese, «si caratterizza per una notevole capacità di adattamento, risultando estremamente flessibile nel riconfigurarsi in risposta alle trasformazioni strutturali dei sistemi produttivi. Lungi dall’essere un residuo arcaico, egli è in grado di intercettare e sfruttare le zone d’ombra del sistema economico e normativo, mantenendo un ruolo centrale nella gestione dei rapporti di produzione»4.

la copertina del saggio Il caporalato – Una storia, di Giovanni Ferrarese, pubblicato da Carocci Editore (2026) nella collana Quality paperbacks. Foto di Francesco Saverio Mongelli

Il volume ha anche dei risvolti sociologici poiché affronta, attraverso testimonianze dirette e una ricchissima documentazione bibliografica, le strutture, i comportamenti e le dinamiche della società in relazione al mondo del lavoro. Il fulcro è senz’altro la questione meridionale, con la massiccia emigrazione al nord, sviscerata lungo i decenni, che ha poi subito una trasformazione a seguito dell’importazione degli immigrati provenienti soprattutto dall’Africa e dall’Est Europa.

«Nell’immediato dopoguerra», annota l’autore, «la pratica di mandare i propri figli “sotto padrone”, ossia affidarli completamente a chi aveva bisogno di manodopera per i lavoro agricoli o per la cura del bestiame, era diffusa in tutto il paese, dal Nord al Sud»5.

È una storia che non risparmia neanche le donne, a lungo impiegate nelle manifatture dei tabacchi o nelle risaie, spesso sfruttate da altre donne: le caporali. Qualcuno ricorderà la struggente pellicola Riso amaro, diretta da Giuseppe De Santis nel 1949, che vede come protagonista, nelle vesti di una mondina, la bravissima e bellissima Silvana Mangano.

«La raccolta delle olive, degli agrumi, del bergamotto, delle castagne, dei gelsomini e dei pomodori era svolta interamente da donne, la maggior parte delle quali viveva una condizione di lavoro migrante»6, precisa Ferrarese.

«Le aziende corrispondevano sistematicamente un importo ben al di sotto della paga giornaliera stabilita dal contratto, ottenendo così un significativo risparmio sui costi del lavoro, che si traduceva in un vantaggio competitivo»,

scrive l’autore spiegando cosa significava lavorare, per esempio, nella Piana del Sele.

«Successivamente, tale somma veniva ulteriormente ridotta dai caporali, che trattenevano una cifra per il pagamento del viaggio e, in alcuni casi, come compenso per la funzione di mediazione»7.

Quando si parla di denaro è sempre presente la mano tentacolare e spudorata della criminalità organizzata. Nel corso degli anni è stato costruito un ponte indistruttibile tra Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, e regioni del nord come Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Nel libro se ne parla ampiamente, compresi gli intrecci con la politica, le varie leggi con le Commissioni parlamentari che hanno indagato il fenomeno, le lotte sindacali e purtroppo anche i gravi fatti di cronaca in un bilancio che conta centinaia di vittime.

la copertina del saggio Il caporalato – Una storia, di Giovanni Ferrarese, pubblicato da Carocci Editore (2026) nella collana Quality paperbacks. Foto di Francesco Saverio Mongelli

Lo studio di Ferrarese, dopo una lunga e dettagliata ricostruzione storica, piomba nel presente toccando il nervo scoperto del lavoro del rider, le cui dinamiche di lavoro si intrecciano con lo sfruttamento perdendosi nell’ecosistema digitale.

«Diversi individui, sia italiani sia stranieri, hanno iniziato a registrare più account, anche mediante l’utilizzo di documenti falsi, per poi cederli a persone in particolari condizioni di vulnerabilità, principalmente immigrati senza permesso di soggiorno; sedicenti società di servizi informatici realizzano e vendono profili ai caporali, che a loro volta li cedono ad aspiranti ciclo-fattorini in condizioni di bisogno»8.

Lo scenario è critico. Un libro come Il caporalato di Giovanni Ferrarese è necessario per conoscere ciò che è stato, assumendo una maggiore consapevolezza del presente, affinché scatti una miccia che ci renda meno indifferenti rispetto alle realtà esistenti, anche se ne parlano in pochi, ricordando che dietro un cibo che mangiamo o un vestito che indossiamo può celarsi uno sfruttamento costato sangue e sudore.

la copertina del saggio Il caporalato – Una storia, di Giovanni Ferrarese, pubblicato da Carocci Editore (2026) nella collana Quality paperbacks

Note: 

1 Claudio Lolli, Dita, «Intermittenze del cuore», Tide Records 1997. Testo e musica di Claudio Lolli.

2 Lucio Dalla, …E non andar più via, «Come è profondo il mare», rca 1977. Testo e musica di Lucio Dalla.

3 Dello stesso editore segnaliamo anche La questione migratoria, uscito nel 2024, a cura di Donato Di Sanzo e Giovanni Ferrarese.

4 Giovanni Ferrarese, Il caporalato, Carocci editore, Roma 2026, p. 15.

5 Ivi, p. 65.

6 Ivi, pp. 51-52.

7 Ivi, p. 13.

8 Ivi, p. 203.

Exit mobile version