24 Agosto 2015

I Polacchi contribuiscono a preservare le pitture nella villa seppellita dalle ceneri del Vesuvio

Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz
Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz
I murali multicolore che decorano la villa più vecchia dell’antico paese di Stabiae sono stati oggetto del lavoro di conservazione effettuato dal team di professionisti della Facoltà di Conservazione e Restauro delle  Opere d’Arte dell’Accademia delle Belle Arti di Varsavia.
Stabiae, vicina a Pompeii ed Herculaneum, è una delle città che furono completamente distrutte durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d. C.

Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz
Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz

La prima stagione dei lavori si è appena conclusa. Il gruppo di cinque studenti sotto la supervisione del dott. Krzysztof Chmielewski e di Julia Burdajewicz del Laboratorio Etnografico Archeologico di Conservazione dei Monumenti dell’Accademia delle Belle Arti a Varsavia, è tornato in Polonia dopo poche settimane di lavoro.
Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz
Restauratori polacchi al lavoro a Stabiae. Foto di J. Burdajewicz

“Il nostro lavoro comprende i trattamenti più urgenti per rinforzare lo strato di pittura e intonaco in due stanze all’interno del più antico palazzo a Stabiae, noto come Villa Arianna” – ha spiegato Julia Burdajewicz.
Entrambi gli interni oggetto del lavoro di conservazione dei Polacchi, anche se piccoli, erano completamente decorati con pitture a muro, di quasi quattro metri di altezza. Tutte ritraggono imitazioni geometriche, multicolore di rivestimento in marmo, elementi architettonici come colonne, pilatri e cornici riccamente decorate.
“Le pitture, effettuate nella tecnica dell’affresco, appartengono ai pochi campioni così ben preservati della prima fase del secondo stile Pompeiano (metà del primo secolo a. C.), e per questa ragione queste stanze sono considerate tra le più importanti nella villa” – ha aggiunto il dott. Chmielewski.
Le persone impegnate nel lavoro di conservazione hanno anche cominciato a rimuovere dalle pitture spessi strati di sporco, efflorescenza e sostanze dei precedenti restauri. Grazie a questo, le decorazioni sono divenute più pronunciate. Sono anche riusciti a restaurare in larga parte l’intensità del colore di un tempo.
“Con i nostri trattamenti, le stanze precedentemente chiuse a causa del cattivo stato di conservazione degli affreschi, sono state ora di nuovo rese agibili al pubblico” – ha riferito Chmielewski.
Le residenze nell’antico paese di Stabiae nel Golfo di Napoli furono scavate nel diciottesimo secolo dalle ceneri del Vesuvio, che caddero come conseguenza dell’eruzione vulcanica del 79 d. C. Un fato simile toccò alle vicine Pompeii ed Ercolano. Stabiae era composta da dozzine di grandi palazzi, abitate da persone abbienti, come evidenziato dai monumenti scoperti e dallo stile pittorico sofisticato. Ad ogni modo, l’identità dei residenti non è stata stabilita ad oggi. Dopo la conclusione degli scavi, le ville furono nuovamente seppellite. Rimasero sottoterra in questo stato fino agli anni ’50 del secolo scorso, quando furono nuovamente dissotterrate e oggetto di approfonditi lavori di restauro.
“Oggi, dopo decenni, nonostante numerosi interventi portati avanti nel passato, solitamente ad hoc, molte pitture richiedono un restauro completo, che salverebbe queste preziose opere d’arte ” – ha spiegato Burdajewicz.
I Polacchi impegnati nel lavoro di conservazione sono venuti in Italia grazie a un accordo con la fondazione Italo-Americana Restoring Ancient Stabiae e con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. La prima stagione del progetto di conservazione a Villa Arianna è stato reso possibile col supporto finanziario del Ministero Polacco alla Cultura e al Patrimonio Culturale Nazionale e dell’Accademia delle Belle Arti a Varsavia.

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.