16 Settembre 2015

Interamente restaurata per la prima volta nella sua storia, la Galleria dei Carracci riapre le sue porte il 17 settembre dopo 18 mesi di lavori

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Il capolavoro realizzato dai fratelli Carracci all’alba del 1600 ritrova il suo splendore dopo un restauro delicato e rispettoso, condotto con un rigore scientifico costante.
Questo risultato avvincente è il frutto di un lavoro di squadra franco-italiano esemplare sotto l’egida dell’Ambasciata di Francia e del Ministero Italiano dei Beni Culturali, reso possibile grazie al World Monuments Fund, mecenate internazionale esclusivo dell’operazione.
Per festeggiare questo evento eccezionale, il Palazzo Farnese sarà aperto gratuitamente al pubblico in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, nei giorni 19 e 20 settembre con orari straordinari fra cui un’apertura notturna eccezionale.


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• La galleria dei Carracci del Palazzo Farnese riaprirà le sue porte al pubblico il 17 settembre, dopo il primo restauro completo, durato 18 mesi, di questo capolavoro realizzato tra il 1597 e il 1608 dal pittore Annibale Carracci assistito dal fratello Agostino e dai suoi allievi.
Se alcuni restauri puntuali e localizzati della galleria tra il Seicento e l’Ottocento sono stati già realizzati, è la prima volta che i dipinti murali e gli stucchi (per una superficie totale di più di 600m2) sono soggetti ad un intervento completo.
• Il capolavoro dei fratelli Carracci ritrova il suo splendore dopo un restauro delicato e rispettoso condotto con un rigore scientifico costante.
Sotto l’egida di un comitato scientifico composto da 35 membri eminenti venuti da tutta Europa, la scelta fatta è stata quella di un restauro conservativo, rispettoso dell’opera e della sua memoria storica.
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Reso necessario dal deterioramento causato dal passare dei secoli (infiltrazioni, fessure, annerimento dei dipinti), il restauro si è svolto in due fasi. La galleria è stata prima messa in sicurezza e consolidata poi una delicata pulitura è stata avviata con l’obiettivo di ritrovare un’armonia d’insieme tra le pareti e la volta.
Per i dipinti murali, è stato deciso di conservare, durante la pulitura, la memoria storica dell’opera, in particolare gli interventi raffinati condotti dal pittore italiano Carlo Maratti nella seconda metà del Seicento. Invece, un intervento approfondito di restauro è stato svolto sugli stucchi che avevano ricevuto a più riprese strati manutentivi durante i secoli. La scoperta dello stucco originale in buono stato di conservazione ha consentito alle decorazioni delle pareti di ritrovare tutta la loro luminosità originaria. Le statue delle nicchie (calchi dei marmi originali), anche loro restaurati, sono state ricollocate secondo la disposizione degli originali.
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Questo restauro storico ha mobilitato grandi professionisti : 26 restauratori italiani appartenenti a 6 imprese riunite nell’ Associazione Temporanea di Imprese Farnese (ATI Farnese) e selezionate nel gennaio 2013 dopo una gara d’appalto internazionale : Studio C.R.C. di Paolo Pastorello,  Fondazione La Venaria Reale, Erre Consorzio, Giorgio Capriotti, Luisa Barucci, Daniela Milani. Il loro lavoro minuzioso, realizzato a mano, centimetro dopo centimetro, è stato sostenuto costantemente dalle ricerche e analisi scientifiche effettuate dalla ditta Emmebi diagnostica con la collaborazione generosa del Laboratorio di Restauro dei Musei Vaticani. Impiegando un’ampia strumentazione e tecnologie a disposizione (diagnostica, analisi chimiche tra altre) queste analisi hanno permesso di comprendere le tecniche esecutive impiegate dagli artisti, di anticipare le difficoltà tecniche e di orientare la metodologia di restauro applicata dai restauratori.
Le tecniche utilizzate sono state delle tecniche conservative ampiamente sperimentate come la pulitura degli affreschi con garze di carta Giapponese e acqua, oppure le iniezioni nelle lesioni di una resina invisibile dopo l’essicazione. Alcune situazioni problematiche senza soluzione evidente, come l’alterazione degli strati di blu individuate in alcuni affreschi, hanno imposto delle soluzioni innovative come l’utilizzo dell’alga giapponese funori.
• E’ una galleria arricchita di nuove scoperte che il pubblico potrà ammirare
Una delle principali scoperte effettuate durante il restauro è stata la messa in luce sulle pareti della galleria di numerosi disegni e iscrizioni di natura molto varia : firme, date, disegni, ritratti, schizzi degli affreschi della galleria. La scelta è stata quella di pulirli e preservarli perché testimoniano il processo creativo dell’elaborazione della galleria, della vita del cantiere all’epoca dei Carracci e della fortuna critica dell’opera presso gli artisti del Seicento e Settecento.
• Questo risultato avvincente è il frutto di un lavoro di squadra franco-italiano esemplare sotto l’egida dell’Ambasciata di Francia in Italia e del Ministero italiano dei Beni Culturali, reso possibile grazie al World Monuments Fund, mecenate internazionale esclusivo dell’operazione.
Il restauro della galleria, condotto dall’Ambasciata di Francia, committente, e il Ministero dei Beni Culturali, direttore dei lavori, è il risultato di un lavoro di squadra franco-italiano esemplare. La direzione dei lavori è stata assicurata dai servizi specializzati del Ministero dei Beni Culturali, la Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e del Polo Museale della Città di Roma (competente per i dipinti murali) e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il comune di Roma (competente per gli stucchi), con la collaborazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.
Il World Monuments Fund (WMF) è la più importante organizzazione internazionale privata dedicata alla salvaguardia dei monumenti storici e dei siti nel mondo. Creato 50 anni fa, il WMF ha sostenuto e sostiene il restauro di numerosi monumenti del patrimonio italiano, più precisamente quelli della statua del Colleone a Venezia, dell’Abbazia di San Clemente a Casauria, monumento molto danneggiato dal terremoto in Abruzzo, della Cappella di Teodolinda a Monza nonché una parte dei giardini del Palatino. Per sostenere questo restauro, il WMF ha beneficiato dell’appoggio dei suoi partners, il Robert W. Wilson Challenge  to conserve our heritage  e la Fondation de l’Orangerie pour la Philanthropie Individuelle con il conferimento di un contributo di circa 800.000 euro. La Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e del Polo Museale della città di Roma ha anche partecipato al finanziamento del progetto con lo stanziamento di 200.000 euro circa, per gli studi preliminari del restauro.
Per festeggiare questo evento eccezionale, il Palazzo Farnese sarà aperto gratuitamente e senza prenotazione al pubblico nei giorni 19 e 20 settembre in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, con orari di visite straordinari.
Il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini ha dichiarato : “La completa e costante collaborazione tra il Ministero, attraverso le Soprintendenze e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, e l’Ambasciata di Francia in Italia è stato il punto vincente di questo importante restauro che restituisce al mondo lo splendore della Galleria Carracci di Palazzo Farnese. Un’armonia di intenti che ha permesso di condurre con successo un intervento delicato su di una superficie molto estesa, già sottoposta a due importanti restauri. Un lavoro che, grazie all’Ambasciata di Francia, sarà visibile a tutti gratuitamente in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio il 19 e 20 settembre”
L’ambasciatrice di Francia in Italia, Catherine Colonna, ha dichiarato : “la conclusione del restauro completo della galleria è per l’Ambasciata un momento importante e commovente della storia che la unisce all’Italia. Essa segna l’impegno rinnovato dalla Francia di trasmettere questo patrimonio comune dell’umanità che abbiamo ricevuto in eredità. Sono orgogliosa di esser riuscita a portare a termine questo progetto iniziato nel 2011 dallo Stato Italiano e uno dei miei predecessori, Jean-Marc de la Sablière, poi sostenuto e avviato dal suo successore Alain Le Roy, grazie all’eccezionale alchimia franco-italiana che ha caratterizzato questo cantiere. Vorrei esprimere tutta la nostra gratitudine al World Monuments Fund Europe e a Bertrand du Vignaud, di cui il talento e l’impegno al servizio del patrimonio sono conosciuti da tutti nonché ai generosi donatori Robert W. Wilson Challenge e la Fondation de l’Orangerie pour la philanthropie individuelle”.
Bertrand du Vignaud, World Monuments Fund Europe, ha dichiarato : « Il restauro della Galleria dei Carracci coincide con la commemorazione dei 50 anni del World Monuments Fund. Questo progetto prestigioso testimonia la capacità dell’organizzazione di adottare il restauro di monumenti tra i più emblematici d’Europa e del mondo, e di associare la generosità dei suoi mecenati americani a quella dei suoi partners internazionali. La qualità notevole dei lavori è un nuovo esempio dell’eccellenza del lavoro dei restauratori italiani. Un grande numero di intenditori e di turisti potranno ora riscoprire la galleria che, spero, sarà la nostra migliore alleata per convincere potenziali mecenati a sostenere il restauro di altri elementi del patrimonio architettonico”.

Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone