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Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio: la mostra a Palazzo Te

allestimenti dalla mostra a Palazzo Te, Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio

Crediti per la foto: Giuseppe Fraccalvieri

Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio
Mantova, Palazzo Te
26 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
A cura di Barbara Furlotti e Guido Rebecchini

Clicca qui per la presentazione del 25 settembre 2026, commento a cura di Giuseppe Fraccalvieri 
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la presentazione del 25 settembre 2026, commento a cura di Giuseppe Fraccalvieri

Palazzo Te è un luogo unico per ospitare una mostra, e lo è in quanto luogo non neutro, che ogni volta parla al visitatore. Ancora una volta non può che essere questo il punto di partenza, esplicitato dalla dirigenza di Palazzo Te in sintonia con il sindaco Murari, per parlare della mostra Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio.

Non può che essere questo perché anche questa nuova mostra si inserisce in un percorso già intrapreso da alcuni anni – come ha spiegato il direttore della Fondazione, Baia Curioni – , per cui le esposizioni qui ospitate al contempo dialogano col Palazzo, permettendo di scoprirne diversi piani di lettura, e dall’altra ci fanno interrogare sul mondo di oggi, tramite le opere del passato.

Una mostra per scoprire e comprendere, al di là di facili stereotipi, come l’uomo del Cinquecentesco si avvicinasse alla natura, in un mondo che esattamente come oggi stava cambiando drammaticamente e in modo inaspettato. Come ci sottolinea Baia Curioni, è forse un’illusione la nostra, quella di capire ciò che vedevano allora. Cionondimeno questa esposizione temporanea riesce splendidamente nello scopo, perlomeno di evidenziare aspetti, opere e contraddizioni oggi meno note al grande pubblico.
Il curatore Rebecchini pone poi enfasi sul fatto che un altro elemento che questa mostra suggerisce è quello dell’attenzione alle creature nella natura, un’attenzione che è stimolo alla produzione di opere d’arte straordinarie.

Gli allestimenti, realizzati da AMDL Circle e Michele De Lucchi, sono – a detta del Direttore della Fondazione – tra i migliori visti qui finora. L’architetto ha spiegato come si tratti di una mostra molto speciale, tra dipinti, automi, sculture, insomma tra tanti oggetti così diversi. E similmente è così che interpretiamo la natura, che non ci basta mai: la vogliamo ogni volta arricchire, manipolare, per scoprire sempre meglio come funziona. E questa mentalità è quella che ci ha portato il Rinascimento.

Si comincia col botto: nella Camera degli stucchi, la Diana efesia dal MANN è un’opera di tale importanza e maestosità che riempirebbe da sola una sala. Iniziare un percorso espositivo trovandosela davanti all’improvviso è veramente una grande sorpresa. Di fronte all’opera troviamo la Dea Natura di Niccolò Tribolo, una fontana in marmo del sedicesimo secolo. Dopo un po’, lo stupore lascia finalmente spazio alla mente, quando cogliamo differenze e creatività in gioco nella ricezione del modello antico: oltre un millennio la separa dalla statua del secondo secolo. Al loro fianco, uno studio di Francesco Primaticcio per una delle stanze di Fontainebleu, che ritrae la medesima divinità. In questa stanza troviamo anche le opere della contemporanea Christiane Löhr, normalmente nelle collezioni di Villa Panza.
Già da subito vediamo quindi, ancora una volta, questa straordinaria capacità delle mostre di Palazzo Te di scegliere opere da contesti diversi – in questo cogliendo pienamente lo spirito dell’epoca – andandole a giustapporre tra loro e rispetto alla struttura, in modi sorprendenti.

Dopo la prima sala, quella dedicata al tema del creare, seguendo il percorso arriviamo nella Camera degli imperatori e passiamo al tema del distruggere. Anche qui si rivela l’intenzione dei curatori di farci comprendere al pensiero dell’epoca, rendendocelo al contempo vicino: alluvioni, pestilenze, terremoti sono qui rappresentate tramite opere che lasciano il segno.
La Madonna col Bambino, Sant’Antonio da Padova e Crescenzio di Mainz, anche nota come Pala del Colmeda, opera di Jacopo Bassano, ci parla della drammatica esondazione del torrente del 27 giugno 1564. La risposta della comunità fu allora quella di affidarsi alla Vergine.
Straordinaria la collocazione dell’arazzo raffigurante San Paolo in prigione e scena di terremoto, realizzato dalla bottega di Pieter van Aelst: il terremoto – mandato da Dio – che libera l’apostolo dei Gentili è raffigurato come un gigante, e nel guardare l’opera, l’occhio può già intravedere di fronte a sé la scena della Camera dei Giganti di Palazzo Te.

allestimenti dalla mostra a Palazzo Te, Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio

Arriviamo quindi nel Camerino delle Grottesche, dove il percorso ci porta al tema del sentire, con le sculture di uccelli in bronzo di Bartolomeo Ammannati e Giambologna, tutte provenienti dal Museo del Bargello, trovano un allestimento che le valorizza in maniera scenografica.

Nella Camera dei Candelabri, dedicata al riprodurre, l’attenzione scientifica del secolo è scatenata con alcuni dei suoi esponenti più importanti, mossa dal desiderio di riprodurre la natura. E così l’orefice Wenzel Jamnitzer non è solo un artigiano, ma viene rappresentato col compasso. Accanto a lui un’opera tanto piccola quanto preziosa, tra i simboli di questa esposizione e uno dei principali motivi per andare a vederla: un vaso di fiori in argento, un’opera delicatissima e unica nel suo genere, oltre che probabilmente inaspettata per molti che andranno a vederla.

Proseguendo nella sesta sala della mostra, nella Camera delle Cariatidi, il tema del conoscere sembra il naturale proseguimento di quanto visto nella sala precedente. L’interesse per la botanica, per gli animali, per la natura, vede protagonisti figure come Ulisse Aldrovandi, Bartolomeo Passerotti, Jacopo Ligozzi, questi ultimi due ben rappresentati. La scienza si rende conto, rispetto all’antichità, che l’illustrazione è essenziale per comprendere la natura. I due bei dipinti La pescivendola di Vincenzo Campi e il Vaso di fiori, frutta e ortaggi del Maestro di Hartford chiudono il cerchio.

Nella penultima sala della mostra, la Camera dei Capitani, viene ricreata una vera Kunstkammer: il tema è appunto, quello dello stupire. Sulla sinistra l’Ara ararauna di Teodoro Ghisi dialoga con il Triplo ritratto di Arrigo peloso, Pietro matto e Amon nano, di Agostino Carracci. Nell’angolo in basso, l’ara blu fuoriesce dal libro (sul retro della pagina l’uccello è in rosso, ma non lo possiamo vedere), mentre nel dipinto si posa sulle spalle di uno dei protagonisti. Entrambi i dipinti ci testimoniano l’attenzione agli animali e alla natura, in grande crescita in quegli anni.
Due opere di Giuseppe Arcimboldo, Il cuoco e L’ortolano, ci ricordano ancora una volta la straordinaria modernità di questo pittore.

Al centro della sala, una vetrina ospita una serie di creazioni straordinarie. Qui troviamo una delle stelle di questa esposizione, l’autoritratto di Caravaggio come Bacco. Un’opera giovanile, a lungo sottovalutata, ideale per una mostra che parli di natura, ma che – come spiega il curatore Rebecchini – ci parla del suo creatore, di come l’artista abbia osservato quest’uva con attenzione, verrebbe da dire quasi con amore, nel cercare di riprodurla, di riprodurre la luce, la rifrazione.
Seguendo questo filo, secondo Rebecchini, vediamo bene come nel piccolo si possa trovare il meraviglioso.

Si chiude nella Camera delle Vittorie col tema dell’animare. Troviamo degli automi d’epoca – uno appartenuto a Ferrante Gonzaga di Castiglione – , rari già allora e resi ancor più preziosi dal tempo e dalle vicissitudini umane. Anche qui gli allestimenti hanno un grande valore scenografico.

La mostra Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio, a Palazzo Te, ci dimostra ancora una volta come il valore di una visita non sia necessariamente nella quantità, ma nella capacità di riuscire a comunicare qualcosa. Non è necessario che ci sia un numero esorbitante di sale e di opere. Se queste sono in grado di dialogare con gli spazi, se sono significative in sé, in grado di offrire uno sguardo sull’epoca, di mostrarci aspetti meno noti di un tempo, se gli apparati sono informativi, il visitatore ne uscirà sicuramente arricchito e soddisfatto.

 

L’esposizione è ancora una volta espressione del supporto a Palazzo Te, non solo da parte di istituzioni come Fondazione BAM (rappresentata per l’occasione da Luca Giovannini) e da BPER Banca, ma di una comune visione di intenti espressa dal sindaco di Mantova, Andrea Murari. Una visione che non è solo sostegno economico, ma varietà e coerenza di un percorso che si spera possa proseguire sulla stessa strada e che rende la città un unicum.
Le idee messe in cantiere, ci assicurano, vanno in questa direzione.

Questi gli interventi occorsi durante la presentazione del 25 settembre 2026, alla quale sono intervenuti il Presidente di Fondazione Palazzo Te, Giovanni Pasetti, e il Direttore Stefano Baia Curioni, Guido Rebecchini, curatore della mostra insieme a Barbara Furlotti, il curatore degli allestimenti, Michele De Lucchi, il Sindaco di Mantova, Andrea Murari.


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Fondazione Palazzo Te presenta la mostra Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio in programma dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 nelle sale monumentali, a compimento dell’anno del Cinquecentenario.

In dialogo con l’eccezionale apparato decorativo ideato da Giulio Romano, l’esposizione a cura di Barbara Furlotti e Guido Rebecchini celebra il rapporto tra mondo naturale, produzione artistica e cultura della corte nel Cinquecento.

Opere di grandi artisti come Leonardo, Arcimboldo, Carracci e Caravaggio, insieme a una ricca selezione di sculture, disegni, oggetti preziosi, materiali esotici e automi in prestito dalle principali istituzioni museali italiane ed europee, condurranno il visitatore all’esperienza della natura come fenomeno da indagare attraverso scienza, arte e tecnologia.

“Proseguendo nella lettura dei segreti inscritti nella narrativa pittorica e architettonica di Palazzo Te, siamo passati dalla Metamorfosi alla Natura – dichiara Stefano Baia Curioni, direttore di Fondazione Palazzo Te –. In questa mostra, profondamente in dialogo con il palazzo, esploriamo il comporsi cinquecentesco dell’idea e della rappresentazione della natura come “altro” dall’umano, meraviglioso e conquistabile, destinato a plasmare la modernità. Una visione di cui è necessario tracciare l’origine anche per arrivare oggi ad un suo superamento”.

In continua tensione tra meraviglia e timore, smarrimento e desiderio di controllo, il percorso espositivo, che include la spettacolare Camera dei Giganti, dà vita a una riflessione accurata e sorprendente sul rapporto tra arte e natura. In sette sezioni tematiche – intitolate Creare, Distruggere, Sentire, Riprodurre, Conoscere, Stupire e Animare – vengono presentate le diverse visioni della natura compresenti nella cultura rinascimentale: da strumento della volontà divina a forza distruttrice, da dimensione di interesse scientifico e collezionistico a oggetto di curiosità e fonte di intrattenimento della corte, passando attraverso la ricerca artistica come mezzo per comprendere, controllare e imitare la natura.

“Con Inventare la natura, Palazzo Te si colloca ai vertici della programmazione espositiva nazionale e internazionale di questo autunno – è il commento del sindaco Andrea Murari -. Dopo il focus sul contemporaneo con Isaac Julien, si torna ai grandi classici dell’arte cinquecentesca, con Leonardo, Caravaggio e Arcimboldo. Scegliendo, però, un tema attualissimo, la natura, che riguarda la nostra quotidianità e insieme il futuro delle città”.

In occasione della mostra Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio, Fondazione Palazzo Te promuoverà un calendario di attività educative e di mediazione, incontri ed eventi performativi, rinnovando le collaborazioni con le istituzioni e le associazioni culturali del territorio. Queste collaborazioni nascono con l’obiettivo di attivare occasioni di incontro tra il patrimonio artistico e le pratiche contemporanee legate alla cura dell’ambiente, creando un percorso cittadino alla scoperta della natura nelle sue molteplici forme e interpretazioni artistiche.

“La città di Mantova ha sempre vissuto la natura in modo peculiare – commenta Giovanni Pasetti, presidente di Fondazione Palazzo Te –. La natura ha consentito la sua difesa e la sua vita dall’alto Medioevo in poi. Oggi gli innumerevoli percorsi naturali che la segnano sono parte integrante della sua bellezza. La mostra a Palazzo Te vuole aprirsi a quei luoghi peculiari che nel nostro territorio determinano un connubio tra storia, arte e collezioni che hanno la loro base nell’esperienza di incontro con la fauna e la flora, creando in questo modo una rete in cui i singoli manufatti, evidenze naturali e capolavori architettonici si uniscono nel segno di una Wunderkammer estesa e coinvolgente”.

PERCORSO ESPOSITIVO

1. CREARE | Camera degli Stucchi

Nella prima sezione Creare sono presentate le opere che celebrano la forza generatrice della natura attraverso la rappresentazione della Dea Natura, riprodotta più volte anche nelle decorazioni ad affresco di Palazzo Te. L’effigie di Diana Efesina in alabastro e bronzo (Museo Archeologico di Napoli), uno dei più importanti esemplari giunti fino a noi dall’antichità, è posta in dialogo con la versione cinquecentesca eseguita da Niccolò Tribolo per il giardino del palazzo di Fontainebleau e con il grande disegno di Francesco Primaticcio Scene della storia di Proserpina con Erme di Priapo, Cerere, Cibele e Bacco (Museo del Louvre) che unisce la Dea Natura a invenzioni giuliesche desunte dalla villa gonzaghesca. Nella Camera degli Stucchi sono inoltre presentate le opere dell’artista contemporanea Christiane Löhr Drei Quader e Bogenform und kleine Erhebung (Acquisizione FAI Fondo per l’Ambiente Italiano – Villa e Collezione Panza, donazione dell’artista).

2. DISTRUGGERE | Camera degli Imperatori e Camera dei Giganti

Nella seconda sezione Distruggere viene mostrato il volto temibile dei fenomeni incontrollabili della natura. Qui gli iconici disegni di Leonardo da Vinci Tempesta e Frana (Royal Collection) sono esposti accanto ad altre opere di fondamentale importanza per la cultura cinquecentesca, che mostrano lo scatenarsi della natura, come il dipinto L’alluvione del Colmeda di Jacopo Bassano (Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Feltre) e i bozzetti in stucco e terracotta di Niccolò Tribolo e Giambologna. Nella stessa sala, lo straordinario arazzo su cartone della bottega di Raffaello San Paolo in prigione vaticana (Musei Vaticani) immagina il terremoto come un gigante che scuote il sottosuolo e introduce il visitatore alle imponenti figure della successiva Camera dei Giganti, in cui la forza dirompente dei titani sconvolge l’ordine naturale che solo l’intervento di Giove può ripristinare.

3. SENTIRE | Camerino delle Grottesche

Nella terza sezione Sentire, nel prezioso Camerino delle Grottesche, viene ricreata l’atmosfera suggestiva delle grotte con fontane tipiche dei giardini rinascimentali. Tre magnifici bronzetti in prestito dal Museo del Bargello, provenienti dalla Villa Medicea di Castello – Gufo e Fagiana attribuiti a Bartolomeo Ammannati, Aquila attribuito a Giambologna – evocano questi ambienti dedicati per eccellenza allo svago della corte.

4. RIPRODURRE | Camera dei Candelabri

Il percorso prosegue con la quarta sezione Riprodurre, dove sono esposti alcuni tra i più sensazionali tentativi intrapresi da artisti del Cinquecento di riprodurre con precisione scientifica le forme naturali. Bronzi, ceramiche e calchi mostrano come arte e studio naturalistico si influenzassero reciprocamente, trasformando elementi della natura in oggetti artistici e mostrando la permeabilità tra opere d’arte e studio naturalistico. Si possono ammirare i bronzi di Andrea Riccio (Museo Correr), le ceramiche della cerchia di Bernard Palissy (Museo del Louvre), i calchi sperimentali in argento attribuiti a Wenzel Jamnitzer, veri e propri doppi di lucertole, granchi e piante. Un raro ritratto di Wenzel dell’artista Nicolas de Neufchatel (Museo di Arte e Storia di Ginevra) è accompagnato da una spettacolare selezione di suoi oggetti. Queste opere propongono un nuovo linguaggio decorativo capace di stupire i committenti e suggeriscono la possibilità di trasformare la natura in un manufatto artistico.

5. CONOSCERE | Camera delle Cariatidi

La quinta sezione Conoscere esplora l’approccio descrittivo e scientifico cinquecentesco alla natura e il collezionismo naturalistico. Aristocratici e scienziati commissionavano disegni di piante e animali, di cui sono qui presentati alcuni eccezionali esempi provenienti, tra gli altri, dal Museo Aldrovandi e dalle collezioni medicee. Accanto alla raccolta di disegni sono esposte le magnifiche tele La pescivendola di Vincenzo Campi (Pinacoteca di Brera), Natura morta del Maestro di Hartford (Galleria Borghese), Ritratto di botanico di Bartolomeo Passerotti (Galleria Spada) e il volume Historia naturale di Ferrante Imperato (Biblioteca Comunale Teresiana di Mantova). Al cuore di una fitta rete di rapporti tra scienziati naturali, collezionisti aristocratici e mercanti si trovava il bolognese Ulisse Aldrovandi, il quale formò un museo naturale nel suo palazzo di Bologna e affrontò il problema della catalogazione dell’immensa varietà della natura attraverso immagini dipinte e a stampa. Tali immagini venivano raccolte in album che erano poi conservati in studioli e gabinetti scientifici, di cui si ricrea in questa sala l’atmosfera.

6. STUPIRE | Sala dei Capitani

Nella sesta sezione Stupire spiccano capolavori come Autoritratto in veste di Bacco di Caravaggio (Galleria Borghese) e i dipinti di Giuseppe Arcimboldo Ortolano (Museo Civico Ala Ponzone) e Il cuoco (Museo Nazionale di Stoccolma), accompagnando il visitatore all’interno della dimensione della corte, dove l’attitudine verso la natura assume la doppia valenza di gioco e meraviglia.

Nella Sala dei Capitani viene inoltre ricreata una spettacolare Wunderkammer (letteralmente “stanza delle meraviglie”), una collezione rinascimentale e barocca di oggetti rari e curiosi, in cui figurano stravaganti oggetti preziosi realizzati a imitazione della natura o in materiali naturali come uova di struzzo, noce di cocco, nautilus, dente di narvalo e oggetti espressione dell’interesse per il collezionismo su scala globale. Qui figurano le opere di Teodoro Ghisi Ara ararauna (Biblioteca Universitaria di Bologna) e di Agostino Carracci Triplo ritratto di Arrigo peloso, Pietro matto e Amon nano (Museo di Capodimonte) che testimoniano l’interesse per animali esotici e fenomeni insoliti.

7. ANIMARE | Camera delle Vittorie

Il percorso di mostra si conclude con la settima sezione Animare che presenta nella Camera delle Vittorie automi e meccanismi complessi creati per imitare suoni e movimenti della natura. Gli automi qui esposti sono tra i più interessanti prodotti di precisione destinati alle corti europee e anticipano in qualche modo la moderna robotica. Si possono notare, tra gli altri, il trofeo di caccia opera di Joachim Friess, Diana cacciatrice (Pinacoteca Ambrosiana) e l’Orologio con automa a torre per Ferrante Gonzaga di Castiglione di Nikolaus Schmidt il Vecchio. Inoltre, sono presenti le manifatture tedesche: Orologio a globo da tavolo con automa a forma di turco, Automa a forma di orso con un domatore turco e Automa a forma di struzzo.

Il progetto di allestimento della mostra è curato da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi: piccole architetture in metallo e tessuti di pregio definiscono lo spazio espositivo in dialogo discreto con gli affreschi di Giulio Romano.

Il progetto grafico è di Ludovica Niero.

L’esposizione sarà arricchita dalla pubblicazione di un catalogo edito da Marsilio.

La mostra Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio è prodotta dal Comune di Mantova e Fondazione Palazzo Te, con il patrocinio del Ministero della Cultura e del FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, con il contributo di Fondazione Banca Agricola Mantovana e Fondazione Comunità Mantovana, con la sponsorizzazione di BPER Banca, con la Media partnership di Gruppo Editoriale Athesis e Adnkronos, con il supporto tecnico di Gruppo Saviola, con il supporto di Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, in sinergia con Mantova Città d’Arte e di Cultura.

Il patrocinio del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano testimonia un impegno condiviso per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale e artistico italiano, in linea con la missione della Fondazione di promuovere la conoscenza e la cura del paesaggio, dell’arte e della natura come beni comuni da custodire e tramandare.

INFORMAZIONI E BIGLIETTERIA www.palazzote.it


SCHEDA INFORMATIVA

SEDE
Palazzo Te
Viale Te 13, Mantova

DATE AL PUBBLICO
26 settembre 2026 – 10 gennaio 2027

ORARI
Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Martedì dalle 13.00 alle 19.00
La biglietteria chiude alle ore 18.00.
Il biglietto di Palazzo Te consente anche l’ingresso a Museo MACA e al Tempio Leon Battista Alberti ed è valido per un ingresso in ogni sede entro tre mesi dall’acquisto.

BIGLIETTI
– Intero € 18
– Ridotto € 13
gruppi da 15 a 25 persone (insegnante accompagnatore o guida abilitata omaggio) e convenzioni associate (pagina Visita del sito www.palazzote.it)
– Ridotto speciale € 8
visitatori tra i 12 e i 18 anni; studenti universitari, triennali, magistrali e a ciclo unico
– Omaggio
bambini fino agli 11 anni, giornalisti; possessori Disability card; possessori tessera ICOM, possessori di Abbonamento Musei Regione Lombardia – Valle d’Aosta; forze dell’ordine in servizio; due insegnanti accompagnatori per gruppo di studenti, guide abilitate accompagnartici di gruppi; guide dell’Unione Europea in possesso di patentino; dipendenti del comune di Mantova

CARD

– Supercard Cultura
Abbonamento per i cittadini di Mantova e Provincia (validità 365 giorni dalla sottoscrizione)
intero € 15
ridotto studenti € 9
– Biglietto famiglia € 45
famiglie composte da genitori e figli fino a un massimo di 5 componenti, di cui non più di 2 paganti tariffa intera.
Biglietto congiunto Palazzo Te + Sonnabend Collection € 20
– Biglietto che consente la visita di Palazzo Te, MACA, Tempio Alberti e la Sonnabend Collection (entro 48 ore)
– Biglietto scuole Palazzo Te + Sonnabend Collection € 10
Biglietto che consente la visita di Palazzo Te, MACA, Tempio Alberti e la Sonnabend Collection (entro 48 ore), per gruppi delle scuole medie e superiori.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a:
centroservizi@fondazionepalazzote.it oppure chiamare al numero +39 03763266 (dal lunedì al venerdì dalle ore 14.30 alle 17.30).

– Mantova e Sabbioneta Card
€ 48 Intero
€ 18 Ridotto ragazzi da 12 anni a 17 anni (non in comitiva), se accompagnati da almeno un possessore della card a tariffa intera.
€ 85 Family, 2 adulti + da 1 a 3 minori.

Si precisa che in occasione della mostra verrà applicata un’integrazione di €3,00 al costo della Mantova Card

INFORMAZIONI
Biglietteria +39 0376 323266
centroservizi@fondazionepalazzote.it

PRENOTAZIONI
palazzote.it

 

Comunicazioni ufficiali, video e immagini (ove non indicato diversamente) dall’Ufficio Stampa di Palazzo Te, Babel Agency.

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