5 Settembre 2014
SFGate propone, nell’ambito di una serie di articoli sulla città di San Francisco, la saga di quello che era considerato l’ultimo indiano “selvaggio” d’America, Ishi.
Ishi
Ishi apparve nel 1911, a 49 anni, dalle terre selvagge della California, come ultimo membro sopravvissuto della tribù Yahi,  scomparsa a causa dei coloni richiamati dalla febbre dell’oro. Questi ne occuparono lentamente le terre, uccidendo anche i nativi.
Lo stesso Ishi vide lo sterminio di una quarantina degli appartenenti al suo gruppo: i pochi sopravvissuti vissero nello spazio loro rimasto negli anni successivi. Ultimo a sopravvivere di quel gruppo, Ishi entrò di nuovo in contatto col mondo occidentale, in quanto scoperto a “rubare”. Preso in custodia dallo sceriffo locale, attirò l’attenzione dei locali e soprattutto degli antropologi Thomas Talbot Waterman e Alfred L. Kroeber. A contatto con la “civiltà”, si ammalò frequentemente,  fino a morire di tubercolosi nel 1916.
Ishi significa “uomo” nella lingua Yahi, e così lo chiamava Kroeber, al quale non rivelò mai il suo vero nome: “non ne ho, perché non c’era nessuno a darmene uno”.
Link: SFGate; Wikipedia
Foto di Ishi e Kroeber, da Wikipedia. Public Domain, Uploaded by Walden69.