La mia ombra è tua di Eugenio Cappuccio, dal 29 Giugno 2022 al cinema

La mia ombra è tua di Eugenio Cappuccio

un film di EUGENIO CAPPUCCIO

dall’omonimo romanzo di EDOARDO NESI edito da LA NAVE DI TESEO con

MARCO GIALLINIGIUSEPPE MAGGIO, ANNA MANUELLI, SIDY DIOP, CLAUDIO BIGAGLI, LEOPOLDO MASTELLONIMIRIAM PREVIATI, ALESSANDRA ACCIAI e con la partecipazione di ISABELLA FERRARI

prodotto da DOMENICO PROCACCI e LAURA PAOLUCCI

una produzione FANDANGO con RAI CINEMA

DAL 29 GIUGNO AL CINEMA

una distribuzione 01Distribution

La mia ombra è tua di Eugenio Cappuccio
La locandina del film La mia ombra è tua (2022) di Eugenio Cappuccio

SINOSSI

Questa è una storia d’amore, iniziata quarant’anni fa e mai finita. È anche la storia di un viaggio attraverso l’Italia intrapreso da una strana coppia a bordo di una vecchia jeep: Emiliano, un venticinquenne appena laureato con il massimo dei voti in Lettere Antiche, e Vittorio Vezzosi, un burbero scrittore sessantenne che da anni conduce una vita da eremita in seguito alla pubblicazione del suo unico libro, successo planetario indelebile nella memoria di tutti. I due sono diretti a Milano, alla Fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, in un viaggio ricco di rocamboleschi e divertenti rovesci seguito avidamente in diretta dal mondo social, stimolato casualmente da un’influencer. Il Vezzosi ha infatti accettato di tenere un discorso infrangendo un silenzio durato più di vent’anni. Alla fiera li attendono Milena, il perduto amore dello scrittore, e una folla oceanica smaniosa di ascoltare il Vezzosi fare i conti con il suo passato, e soprattutto con lo sguardo del nostro Paese, attanagliato dalla nostalgia e perso nel ricordo di sé.

Gallery

NOTE DI REGIA

La ricca linfa del romanzo di Nesi, da cui il film è tratto, mi ha molto aiutato nel passaggio all’opera cinematografica.

Ne “La mia ombra è tua” film, come nel libro, elementi portanti di questo quadro dalle coordinate date, sono i suoi solidi protagonisti, lo scrittore isolazionista e spiaggiato Vittorio Vezzosi, Marco Giallini, un tempo acclamato ma ora in crisi di creatività, bloccato da anni nella scrittura di un “sequel”, e il giovane “brillante laureato in lettere, disincantato e disoccupato” che accetta quel lavoro di “assistente alla scrittura” per mero bisogno di quattrini, Emiliano De Vito, interpretato da Giuseppe Maggio. Figure agli antipodi, non solo per anagrafe. Entrambi con una mancanza di centratura asfissiante, professionale, affettiva, che li destabilizza e in quel processo ho cercato di coniugarli con le due meravigliose attrici che compongono il quartetto, Isabella Ferrari e Anna Manuelli. Sarà un viaggio dal Centro al Nord d’Italia, Milano, paradigma del “fare”, con le sue ridefinizioni e ricollocazioni, nel cambiar spazi e tempi di reazione alle cose della vita, accettandone, nella indiretta metafora, curve, dossi, sventati incidenti e memento di profonde ferite mai sanate, a costituire “l’anima” “del vecchio e il giovane uniti on the road” e del film. Una strada che deve portare Vezzosi alla sua resa dei conti, quella con la sua incapacità di ri-produrre ancora “arte”, per paura o depressione lo scopriremo, cristallizzato, come i vetrosi frammenti della droga, che gli dà, con le sue “botte”, ancora spurie forze, e a Emiliano, l’energia per uscire dal suo bozzolo di nerd spocchioso e accidioso. Ho cercato di costruire situazioni e vibrazioni visive a volte a tinte forti, che andassero in questa direzione, spingendo i protagonisti, con la storia, verso una nuova modalità esistenziale, in quel viaggio su la A1, la Porrettana, Bologna, trafori e Milano, stazioni di rifornimento, disco lupanari di periferia, magnifiche trattorie emiliane, scintillanti alberghi milanesi di gelido lusso, assurde fiere del Vintage dominate dalla frenesia del “prima si stava meglio” e dove si aspettano l’annuncio del sequel…a bordo di un vecchio cavallo infernale, la Jeep USA di Vezzosi del 1979, ma ancora pronta a vendere cara la pelle. Ho lavorato pensando sempre che potesse essere un film divertente sulla perdita della colpevolezza e la conquista dell’innocenza, della consapevolezza che “da soli”, se pur non è impossibile tirare a campare, certamente non è così piacevole, e trovare salvifico qualcuno con cui parlare di sé, a cui chiedere “che devo fare della vita?”. Le importantissime figure femminili che seguono i passi del racconto, costituiscono in tal senso la sfida, con le loro istanze, di un’anima meno avvitata su se stessa, che i due uomini cercano. Con gli attori ho tentato di costruire il ritratto di due fragilissimi maschi d’oggi, separati da oltre trent’anni di sostanziale incomunicabilità colpevole, due tipi “interrotti” che, chilometro dopo chilometro, divengono “maestri speculari” del reciproco salto nel vuoto di una nuova Età personale. Alla ricerca, sostanzialmente, di amore ed equilibrio. E il tutto per costituire il senso che forse c’è ancora qualche spazio di umano, per permettere alle generazioni, padri, madri, figli e figlie, un passaggio di testimone, il conferimento di una qualche eredità non sterile, interiormente ricca, e non esclusivamente basata sulla trasmigrazione di “cose” o danaro. Missione ambiziosa, nella quale ho sentito vicinissima la Fandango per tutto il cammino.

Eugenio Cappuccio

 

EDOARDO NESI

LA MIA OMBRA È TUA

collana Oceani, pp. 263, 18 euro

Una nuova edizione per il romanzo di successo di Edoardo Nesi, in occasione dell’uscita dell’omonimo film diretto da Eugenio Cappuccio con Marco Giallini, Giuseppe Maggio e Isabella Ferrari, che sarà presentato al 68° Taormina Film Fest e in sala dal 29 giugno.

La mia ombra è tua Edoardo Nesi
La copertina della nuova edizione del romanzo La mia ombra è tua di Edoardo Nesi, edita da La Nave di Teseo

È una storia, questa. Una storia d’amore. Iniziata quarant’anni fa, e mai finita.

Ed è anche la storia d’un viaggio nell’Italia del 2019, epico e comico, ebbro e stupefatto, sventatissimo, intrapreso su una Jeep del 1979 senza né tetto né sportelli né parabrezza da Emiliano De Vito, un ventiduenne appena laureato summa cum laude in Lettere Antiche, e Vittorio Vezzosi, lo scrittore d’un solo libro, pubblicato nel 1995 e accolto da un successo planetario che lo convinse a rinchiudersi in una casa colonica sopra Firenze e non farsi più vedere da nessuno, e non pubblicare più neanche una parola.

E mentre questi due antieroi se ne vanno litigando – troppo distanti le loro generazioni e visioni del mondo, troppo diversi i destini – verso Milano e la fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, dove il Vezzosi ha incomprensibilmente accettato di tenere un discorso, infrangendo un silenzio durato un quarto di secolo, l’attenzione d’un mondo impazzito si riversa su di loro, e i social convinceranno l’Italia a fermarsi per ascoltare in diretta il Vezzosi, “l’unica risorsa e l’ultima speranza”, mentre fa i conti col suo e col nostro passato, e soprattutto con l’immenso, pericoloso potere della nostalgia che attanaglia e stringe forte – troppo forte – il presente e il futuro di questo nostro paese perso nel ricordo di sé, e governato dai demagoghi peggiori.

EDOARDO NESI ha pubblicatoFughe da fermo (1995), Ride con gli angeli (1996), Rebecca (1999), Figli delle stelle (2001), L’età dell’oro (2004, Premio Bruno Cavallini; Finalista Premio Strega 2005), Per sempre (2007), Gianna Nannini. Stati d’anima (2009), Storia della mia gente (2010, Premio Strega 2011), Miracolo inevitabile (2011), Le nostre vite senza ieri (2012), L’estate infinita (2015), La mia ombra è tua (2019). È il traduttore italiano del romanzo di David Foster Wallace Infinite Jest. Ha scritto e diretto il film Fughe da fermo (2001).

Testo, video e foto da 01Distribution

Dove i classici si incontrano. ClassiCult è una Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Bari numero R.G. 5753/2018 – R.S. 17. Direttore Responsabile Domenico Saracino, Vice Direttrice Alessandra Randazzo

Write A Comment

Pin It