1 Marzo 2016
Shebitku’s_statue_(Nubian_Museum)
Una tomba intatta di una donna della classe media, scoperta a Tombos (appena ad est del Nilo in Alta Nubia, nell’odierno Sudan), getta luce sull’incontro tra le due civiltà.
Nonostante la tomba dell’anziana donna fosse difatti egiziana, lei fu seppellita alla maniera nubiana, e cioè contratta sul fianco e su di un letto. All’interno della bara, la donna (il cui nome era Weret) è stata ritrovata insieme a uno scarabeo del cuore, mentre al collo portava un amuleto del dio Bes. Sembrerebbe vi sia stata parecchia possibilità di scelta riguardo gli elementi delle due culture che potevano essere utilizzati.
Tombos divenne un importante centro dopo la conquista egizia della Nubia, avvenuta attorno al 1500 prima dell’era volgare. Scavi recenti hanno riguardato sepolture del periodo del Nuovo Regno (1550-1070 prima dell’era volgare) e del Terzo Periodo Intermedio  (1070-615 prima dell’era volgare). Di particolare interesse il periodo di transizione culturale relativo alla conquista nubiana dell’Egitto e alla Venticinquesima Dinastia (l’ultima del Terzo Periodo Intermedio). Allora, i sovrani nubiani si presentarono come autenticamente egizi (persino più di quelli da loro sconfitti), come legittimi restauratori dell’ordine delle cose.
Gli autori del nuovo studio, pubblicato su American Anthropologist, ritengono in conclusione che l’intreccio tra cultura nubiana ed egizia sia da spiegarsi in maniera più sfumata, con maggiore attenzione alle scelte individuali.
Link: EurekAlert! via University of California – Santa Barbara
Volto della statua del sovrano Shebitku della Venticinquesima Dinastia, dal Museo Nubiano di Assuan. Foto di Flop Eared Mulehttp://www.flickr.com/photos/[email protected]/2237851999/, da WikipediaCC BY 2.0

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