19 Gennaio 2016
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Da più di un decennio gli scienziati si interrogano sulla lunghezza del periodo interglaciale che stiamo vivendo (indicato come Olocene, e cominciato 12 mila anni fa). Ci si è chiesti, in particolare, se il riscaldamento nel periodo pre-industriale dell’Olocene fosse dovuto a un’origine naturale o se non fosse dovuto alle attività umane, e soprattutto quelle agricole.
Un nuovo studio ha sintetizzato il discorso, verificando le due ipotesi. Dall’analisi dei dati climatici dal carotaggio del ghiaccio, dalle prove archeologiche, e da campioni di polline, si suggerisce che le attività agricole umane, a partire da 7.000 anni fa, abbiano contribuito a rallentare il raffreddamento del pianeta e a renderlo più caldo.
Sulla base dei dati dai carotaggi per un periodo di 800 mila anni, è risultato infatti che ci si sarebbe dovuti aspettare un periodo di raffreddamento che però si è arrestato con l’avvento dell’agricoltura su vasta scala, ma ancora prima della rivoluzione industriale. Significativi sarebbero anche i dati relativi ai gas nell’atmosfera. Nello sviluppo della tesi, gli autori hanno attinto a diverse materie: climatologia, antropologia, archeologia, paleoecologia, e alle dinamiche delle popolazioni.

Lo studio “Late Holocene Climate: Natural or Anthropogenic?”, di W. F. Ruddiman, D. Q. Fuller, J. E. Kutzbach, P. C. Tzedakis, J. O. Kaplan, S. J. Vavrus, C. N. Roberts, R. Fyfe, F. He, C. Lemmen, J. Woodbridge, è stato pubblicato su Review of Geophysics.
Link: Review of GeophysicsEurekAlert! via University of Virginia
Sennedjem ara i suoi campi con un paio di buoi, usati come bestie da carico e fonte di cibo. Dal Pittore della camera sepolcrale di Sennedjem (The Yorck Project: 10.000 Meisterwerke der Malerei. DVD-ROM, 2002. ISBN 3936122202. Distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH.) Da Wikipedia, Pubblico Dominio, caricata da Jeff Dahl