10 Febbraio 2016
journal.pone.0147585.g001
Secondo un nuovo studio pubblicato su PLOS One, l’analisi degli isotopi di 105 scheletri seppelliti in due cimiteri della Roma imperiale (Casal Bertone e Castellaccio Europarco, con datazione al periodo tra il primo e il terzo secolo d. C.), evidenzia un numero rilevante di migranti, provenienti dal Nord Africa e dalle Alpi.
Gli individui erano principalmente adulti e uomini, per gli autori il seppellimento in una necropoli può suggerire che si trattava di poveri o di schiavi. La loro dieta si modificò notevolmente con l’arrivo a Roma, con l’adattamento alla diversa cucina, che comprendeva soprattutto frumento, legumi, carne e pesce. Ulteriori analisi forniranno altre indicazioni.

Teschio dello scheletro T15, un maschio tra i 35 e i 50 anni, seppellito in un cimitero nei pressi di Casal Bertone, Roma. Le analisi suggeriscono possa essere nato vicino le Alpi. Credit: Kristina Killgrove
Teschio dello scheletro T15, un maschio tra i 35 e i 50 anni, seppellito in un cimitero nei pressi di Casal Bertone, Roma. Le analisi suggeriscono possa essere nato vicino le Alpi. Credit: Kristina Killgrove

[Dall’Abstract:] Le migrazioni all’interno dell’Impero Romano avvennero con portata multipla, e furono sia volontarie che non volontarie. In conseguenza della lunga tradizione di studi classici, le analisi bioarcheologiche devono essere pienamente contestualizzate all’interno dei confini della storia, della cultura materiale, e dell’epigrafia. Al fine di valutare la migrazione verso Roma all’interno di una cornice di contesto aggiornata, l’analisi dell’isotopo dello stronzio è stata effettuata su 105 individui provenienti da due cimiteri associati alla Roma imperiale—Casal Bertone e Castellaccio Europarco—e le analisi degli isotopi di ossigeno e carbonio sono state effettuate su un sottoinsieme di 55 individui. L’analisi statistica e i confronti con quanto ci si aspettava a livello locale hanno rivelato diverse eccezioni, probabilmente immigrati a Roma da fuori. La demografia degli immigrati mostra uomini e bambini, e un confronto degli isotopi del carbonio da campioni da denti e ossa suggerisce che gli immigranti possono aver significativamente modificato la loro dieta. Questi dati rappresentano la prima prova fisica di individui immigrati nella Roma Imperiale. Questo caso di studio dimostra l’importanza dell’utilizzo della bioarcheologia per generare una più profonda comprensione dell’antico e complesso centro urbano.

Lo studio “All Roads Lead to Rome: Exploring Human Migration to the Eternal City through Biochemistry of Skeletons from Two Imperial-Era Cemeteries (1st-3rd c AD)”, di Kristina Killgrove , Janet Montgomery, è stato pubblicato su PLOS One.
Fig 1. Cimiteri di Roma Imperiale e suburbani. Cartina in pubblico dominio via Wikimedia Commons, modificata per includere i siti archeologici. Da PLOS One, © 2016 Killgrove, Montgomery, CC BY 4.0.
Link: PLOS One; EurekAlert! via Public Library of Science; Live Science 1, 2.