8 Ottobre 2015

Murale del Nuovo Regno rimpatriato in Egitto dalla Gran Bretagna

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“Il Ministero delle antichità è riuscito a rimpatriare un murale dell’era del Nuovo Regno dalla Gran Bretagna; questo reperto è stato trasferito illegalmente dall’Egitto, in conseguenza di lavori di scavo illegali”. Così nell’annuncio del dott. Mamdouh Eldamaty.

Il Ministero ha compiuto un grande sforzo e ha preso tutte le procedure opportune per rimpatriare questo murale, e questo secondo il piano intrapreso dal Ministero di rimpatriare quanto possibile delle antichità egiziane contrabbandate, che sono da considerarsi parte importante della nostra identità e della nostra storia.
Il Ministro si è riferito alla cooperazione tra tutte le autorità coinvolte, come l’Interpol, le Autorità britanniche, e l’Ambasciata Egizia a Londra, al fine di rimpatriare il reperto.
Ali Ahmed, Direttore Generale del Dipartimento delle Antichità Rimpatriate, ha annunciato che ha ricevuto informazioni da uno dei curatori del Museo britannico circa questo reperto e le ha mostrate in Gran Bretagna.
Ahmed ha spiegato che il Ministro ha dato immediate istruzioni al fine di formare una commissione archeologica per scrivere un rapporto tecnico sul reperto e confermare la sua originalità come manufatto.
Ahmed ha anche menzionato il ruolo del Ministero nell’informare la polizia e l’Interpol, e fornire loro la foto del reperto da collocare in lista rossa.
Ahmed ha aggiunto che questo murale potrebbe appartenere a uno dei templi, è fatto di mattoni in fango, e le sue dimensioni sono 43 X 67. Presenta un bassorilievo con Seti I con Hathor e il dio Wepwawet, il murale ha anche alcune iscrizioni (scritture) che presentano i titoli della Dea che apparentemente si riferiscono a lei come Asuit, motivo che enfatizza l’importanza del murale stesso, visto che il Tempio del Faraone Seti I non è stato ancora ritrovato ad Asuit.
Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Hend Monir. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.

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