ROMA, sabato 17 OTTOBRE 2015 ore 19,09 
Stazioni di Pigneto, Malatesta e Teano della Metro Linea C
(punto di raccolta ore 18,30 stazione Pigneto)

Associazione SHE LIVES in collaborazione con Teatro dell’Opera di Roma e ATAC
con il patrocinio di Assessorato Cultura e Sport di Roma Capitale e Comunità Ebraica di Roma

a cura di Fabiana Piersanti e Guido Barbieri

con il sostegno di Errebian SpA e Reale Ambasciata di Norvegia
e la media partnership di Rai Radio 3

presenta

 

NON ABBIAMO PIANTO
Uscire dal ghetto: gli artisti di Terezín parlano col nostro tempo

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma
con la partecipazione di Daniele OrlandoFrancesco Peverini e Stefano Minore, violini solisti
Francesca La Cava, coreografia e danza
Francesco Viscuso, regia e immagini
Nicola Muschitiello e Giorgio Barberio Corsetti, voci narranti

Gabriele Bonolis, direttore

Musiche di Pavel Haas e Lasse Thoresen
Testi poetici di Viktor Ullmann e Nicola Muschitiello

Un concerto itinerante nella metropolitana di Roma in diretta su Radio 3

Il compositore LASSE THORESEN presenzierà all’evento

Un’orchestra nel ventre di Roma. Per la prima volta nei suoi sessant’anni di storia la metropolitana della Capitale ospita un complesso sinfonico: l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Il concerto, ideato e promosso dall’Associazione SHE LIVES in collaborazione con Opera di Roma e ATAC, con il patrocinio di Roma Capitale e della Comunità Ebraica di Roma, il sostegno del main sposnsor Errebian SPA, il contributo della Reale Ambasciata di Norvegia e la partnership di Rai Radio 3, si svolgerà il prossimo 17 ottobre e toccherà, in diversi momenti, tre stazioni della nuova linea C, inaugurata appena un anno fa: Teano, Malatesta e Pigneto. La musica scende dunque nel cuore profondo della città e tocca le sue periferie lontane.

La data scelta per questo viaggio non è certo casuale. Il concerto vuole infatti ricordare uno dei pogrom più tragici e dimenticati della storia europea. All’alba del 17 ottobre 1944, esattamente settantuno anni fa, 1.390 artisti ebrei cechi, austriaci e moldavi vengono giustiziati nella camere a gas di Auschwitz-Birkenau. Sono i poeti, gli scrittori, i musicisti, i pittori, i compositori, gli attori che per quattro anni hanno vissuto nel “ghetto modello” di Terezín, concepito dal Reich per negare l’esistenza dei lager. Il giorno precedente, il 16 ottobre, sono stati caricati su un unico convoglio ferroviario, il kunstlertransport, il “treno degli artisti”, e dopo ventiquattro ore la loro esistenza è finita “andando su per i camini”. Tra gli uomini, le donne, i bambini spinti a forza su quei vagoni piombati ci sono alcuni degli ingegni più vivi e brillanti del tempo: Hans Krása, Viktor Ullmann, Pavel Haas, Gideon Klein e James Simon, compositori, Raphael Scachter, direttore d’orchestra, Bernard Kaff e Carlo Taube, pianisti, Peter Kien, scrittore, Viktor Kohn e Egon Ledec, violinisti. Giovani artisti tra i venti e i quarant’anni assassinati nel pieno delle loro capacità e del loro talento.

“NON ABBIAMO PIANTO” non è però un concerto meramente celebrativo, né intende istituire un altro “giorno della memoria”. SHE LIVES, al contrario, insieme ai suoi partner, vuole far uscire dal ghetto della storia i compositori della Shoah facendoli dialogare con i musicisti del nostro tempo e sottraendoli ai contesti commemorativi nei quali vengono quasi sempre relegatiPer questo motivo le musiche di Pavel Haas, una delle vittime del 17 ottobre, si intarsiano con quelle di Lasse Thoresen, il maggiore compositore scandivano vivente. Un incontro tra passato e presente che vive anche nella poesia. Le musiche di Haas e Thoresen si saldano infatti, nel corso del concerto, con il diario poetico scritto a Terezín da Viktor Ullmann (Il viandante straniero, prima traduzione in italiano a cura dell’Associazione SHE LIVES) e con i testi del poeta bolognese Nicola Muschitiello tratti La rosa eterna (Nino Aragno Editore, 2015). Ai versi daranno voce due artisti del nostro tempo, anche loro eredi ideali dei padri di Terezín: il regista Giorgio Barberio Corsetti e lo stesso Nicola Muschitiello.

Non sarà soltanto la Capitale a ricordare la strage degli artisti del 17 ottobre. I suoni e i versi di “NON ABBIAMO PIANTO” raggiungeranno infatti ben quattro città diverse: lo stesso 17 ottobre all’Auditorium Carducci di Como il pianista Christophe Sirodeau eseguirà le musiche concentrazionarie di Ullmann, Schuloff e Winterberg, mentre il 16 e il 19 I Solisti Aquilani diretti da Gabriele Bonolis toccheranno, insieme a Nicola Muschitiello, il Teatro Sperimentale di Ancona e l’Auditorium del Parco a L’Aquila.

PROGRAMMA

PRIMA TAPPA: Stazione di TEANO, ore 19.09. Alle 19.09 esatte, un minuto dopo la fine di Shabbat, l’immenso atrio di vetro e cemento della stazione accoglierà la prima esecuzione italiana di YR (“Brina”), un pezzo ad alta densità virtuosistica che Thoresen ha immaginato in forma di dialogo tra un violino e un danzatore, felice esempio di integrazione, di cui il compositore norvegese è stato un precursore, fra gli intervalli non temperati della musica folclorica e quelli della musica colta. A interpretarlo saranno il violinista Stefano Minore e la danzatrice e coreografa Francesca La CavaIl brano sarà incorniciato dalla voce di Nicola Muschitiello che leggerà Salmo ’80 una sua poesia dedicata ad Angela Fresu, la più giovane vittima della strage di Bologna.

SECONDA TAPPA, stazione di MALATESTA, ore 19.45. Ai piedi della grande vetrata che guarda verso una massiccia scalinata di cemento prenderanno posto i sedici archi dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, diretti per l’occasione da Gabriele Bonolis. Ai microfoni di Rai Radio 3, che riprenderà in diretta questa parte del concerto, verranno eseguiti lo Studio per orchestra archi di Pavel Haas, composto a Terezín ed eseguito nel 1944 dall’orchestra del ghetto, un incandescente pezzo di Lasse Thoresen, SPRANG, concerto per due violini e orchestra d’archi, e infine la trascrizione, curata dallo stesso Bonolis, del secondo movimento del Quartetto per archi n. 2 di Haas, composto nel 1924 sotto la diretta influenza di Leoš Janáček. Alla voce di Nicola Muschitiello che leggerà le sue poesie tratte da La rosa eterna (Nino Aragno Editore, 2015) si unirà in questa stazione quella di Giorgio Barberio Corsetti al quale è affidato il diario poetico di Viktor Ullmann.

TERZA E ULTIMA TAPPA, stazione di PIGNETO, ORE 21 circa. Qui gli spettatori, che si muoveranno tra una stazione e l’altra utilizzando le normali corse della metropolitana, ritroveranno il violino di Stefano Minore e le voci di Nicola Muschitiello e di Giorgio Barberio Corsetti. Per le letture di congedo si tornerà ai versi di Nicola Muschitiello, e a quelli tesi e meditativi che Viktor Ulmann ha concepito, senza mai cedere allo sconforto e al lamento, nella prigione a cielo aperto di Terezín.


Nelle tre stazioni e lungo il percorso gli spettatori potranno visitare una mostra itinerante dei disegni di Peter Kien e Bredrich Fritta che ritraggono la vita quotidiana di Terezín. Li esporranno, come teche viventi, venti figuranti che guideranno gli spettatori negli spostamenti tra le stazioni di Pigneto, Teano e Malatesta
 . La regia della parte “teatrale” del concerto è affidata a Francesco Viscuso, artista e fotografo siciliano residente a Roma capace di trasformare in “visioni” gli oggetti della vita quotidiana.

Gli spettatori che non vorranno raggiungere con i propri mezzi la stazione di Teano si ritroveranno alle 18.30 alla stazione di Pigneto e saranno accompagnati dal gruppo dei figuranti verso la tappa iniziale. Per accedere ai luoghi del concerto gli spettatori dovranno munirsi del biglietto di accesso alla metropolitana, al costo di un euro e cinquanta, valido 100 mimuti; si consiglia di acquistarne due per sicurezza. I BIT saranno forniti, oltre che dai distributori automatici, anche dal personale dell’ATAC presso le stazioni di Pigneto e Teano. Ad ogni spettatore verrà consegnato un segno di riconoscimento in modo che gli addetti ATAC possano aiutare coloro i quali dovessero avere incertezze sullo svolgimento dell’itinerario.

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Testo dall’Associazione She Lives