16 Marzo 2016

Erik IX il Santo viene messo in guardia durante la Messa. Dipinto murale dalla Cattedrale di Uppsala. Credit: Anders Damberg
Erik IX il Santo viene messo in guardia durante la Messa. Dipinto murale dalla Cattedrale di Uppsala. Credit: Anders Damberg

Erik IX Jedvardsson, detto il Santo, fu re di Svezia fino al 1160: è patrono, oltre che uno dei simboli del paese scandinavo. La leggenda narra della sua drammatica morte in battaglia, fuori dalla chiesa di Uppsala dove aveva appena celebrato la messa.
Purtroppo le fonti dell’epoca non parlano di lui. L’unico resoconto sulla sua vita è dunque la leggenda del santo, datata agli anni novanta del tredicesimo secolo, e che però si ritiene possa essere basata su un’altra leggenda anche parecchio più antica.
La leggenda parla di come Erik IX di Svezia fu scelto come sovrano, di come regnò giustamente e del suo essere un buon cristiano, del suo supporto alla Chiesa e della sua crociata contro la Finlandia. Fu ucciso nel 1160 da un pretendente al trono, di origine danese. I resti sono conservati dal 1257 in un reliquiario contenente 23 ossa, apparentemente dello stesso individuo, e accompagnate da una tibia non correlata.
Teschio e corona di Erik IX il Santo. Credit: Mikael Wallerstedt
Teschio e corona di Erik IX il Santo. Credit: Mikael Wallerstedt

Analisi furono condotte nel 1946, ma i metodi oggi disponibili hanno spinto ad effettuarne di nuove. Il 23 Aprile 2014 il reliquiario di Erik IX è stato dunque aperto durante una cerimonia alla Cattedrale di Uppsala. Ricercatori di diverse discipline hanno potuto così effettuare analisi su quei resti. Le informazioni ricavate riguardano le sue condizioni generali di salute, la sua genealogia, la dieta e le probabili cause della morte.
Si tratta di un uomo tra i 35 e i 40 anni, alto 171 cm: la datazione al radiocarbonio è coerente con la morte supposta nel 1160. Non si sono ritrovate patologie: non soffriva di osteoporosi o fragilità ossea. Al contrario, la sua densità ossea è del 25% superiore a quella media moderna: si trattava di un individuo ben nutrito, di sana costituzione e che svolgeva rilevanti attività fisiche. La dieta indica il consumo di pesce d’acqua dolce, coerentemente col rispetto del divieto di consumo di carni. Sarebbe vissuto più a sud di Uppsala, nella provincia di Västergötland. Si tratta però di analisi al momento preliminari.
Tibia con tagli procurati in battaglia. Il 23 Aprile 2014 il reliquiario di Erik IX il Santo è stato aperto durante una cerimonia a Uppsala. Credit: Anna Kjellström
Tibia con tagli procurati in battaglia. Il 23 Aprile 2014 il reliquiario di Erik IX il Santo è stato aperto durante una cerimonia a Uppsala. Credit: Anna Kjellström

Dal reliquiario si sono anche prelevati campioni di DNA: l’analisi dovrebbe però richiedere un altro anno. Il cranio presenta due ferite che però risultano guarite: sono forse spiegabili con la crociata contro la Finlandia.
La leggenda narra di come il re fu circondato da nemici che lo fecero cadere: qui fu ferito ripetutamente, lasciandolo mezzo morto. Fu quindi decapitato. Risultano in effetti almeno nove ferite, sette delle quali sulle gambe: probabilmente Erik il Santo portava un usbergo e gli arti inferiori erano meno protetti. Entrambe le tibie mostrano tagli in direzione del piede: l’assalitore era dunque di fronte. Una vertebra del collo è attraversata da un taglio: la cosa non sarebbe stata possibile durante la battaglia, senza rimuovere l’usbergo. Questi dati confermerebbero perciò un interludio tra la battaglia e la decapitazione.  Le ferite perciò non contraddicono in alcun modo il resoconto della leggenda, per quanto tarda.
Un articolo sulle scoperte verrà pubblicato sul prossimo numero del periodico Fornvännen.
Link: AlphaGalileo, EurekAlert! via Uppsala University