Questa volta Pompei vola in trasferta in Piemonte e precisamente al Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”per una bella mostra curata dai docenti dell’Università di Torino – Dipartimento di Studi Storici e dal titolo: POMPEIANA FRAGMENTA: CONOSCERE E CONSERVARE (A) POMPEI.

Negli ultimi anni, grazie al Grande Progetto Pompei, la città vesuviana vanta una felice età dell’oro per i bei progetti portati avanti dal Direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna e da un team di esperti che ha saputo rilanciare il volto, purtroppo oscurato da crolli e degrado, di uno dei siti UNESCO più famosi al mondo.

Il percorso espositivo di Pompeiana Fragmenta, propone un affascinante viaggio di conoscenza e scoperta in quelle che sono le attività che vedono UNITO e CCR impegnati da anni nel sito di Pompei, sia con operazioni di studio, ma anche di diagnostica e restauro su svariati manufatti. La ricerca, che si avvale della collaborazione di diversi esperti in più ambiti, ha visto, nel corso delle varie campagne, il coinvolgimento di numerosi Dipartimenti dell’Ateneo torinese nelle attività di diagnostica dei Beni Culturali (Chimica, Fisica, Scienze della Terra, Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi), in collaborazione con altre istituzioni quali, Università dell’Aquila e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Tre saranno le sezioni dell’esposizione: una dedicata alla Casa della Caccia Antica, una dedicata ai reperti che sono stati oggetto di studi e restauri in questi anni e l’ultima dedicata al materiale bronzeo (esposto qui per la prima volta) custodito nel vecchio Antiquarium degli scavi di Pompei  e distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Team UNITO nella Casa della Caccia Antica

Negli ultimi anni, diverse e fruttuose sono state le indagini svolte direttamente sul sito archeologico di Pompei e precisamente nella Casa della Caccia Antica, situata nella Regio VII e il cui impianto originario si data al II secolo a.C. La casa  risulta essere una delle abitazioni più prestigiose dell’antica città, si  affaccia su via dell’Abbondanza e si trova a pochi metri da un’altra famosa domus, quella del Fauno. L’ultima campagna di indagini conclusasi questa estate e coordinata dai professori Diego Elia e Valeria Meirano dell’Università di Torino, ha cercato di definire un piano diagnostico complessivo per analizzare gli elevati, conoscere lo stato di degrado delle strutture, dei rivestimenti e, soprattutto interpretare le complesse fasi edilizie della casa, che vanno dal II secolo a.C. fino all’eruzione del 79 d.C.

Casa della Caccia Antica. Credits Pompei Parco Archeologico

Il tutto in previsione di un intervento complessivo di recupero e di una riapertura  al pubblico del complesso. Tra le novità emerse, una serie di dati inediti relativi al sistema di approvvigionamento idrico della domus e ai diffusi lavori di ristrutturazione, visibili in particolar modo nei pavimenti, che erano in rifacimento al momento dell’eruzione. Gli affreschi delle fauces e il pavimento del tablinium presentano infatti grossi problemi di conservazione, ma l’intervento permetterà di recuperare l’unità originale e, in parte, la tonalità del pavimento.

Purtroppo l’affresco da cui prende nome la casa è ormai solo in parte riconoscibile a causa di eventi meteorici che lo hanno danneggiato irrimediabilmente, ma si conservano in discreto stato altri affreschi quasi interamente databili alle ultime fasi di vita della città e tutti in IV stile. Venere pescatrice e Leda e il cigno sono presenti in un cubicolo con pareti a fondo bianco, mentre Teseo e Arianna e Dedalo e Pasifae decorano il raffinato tablino. Oggi questi episodi del mito cretese sono esposti al Museo Archeologico di Napoli.

I reperti mai esposti al pubblico sono stati oggetto di lavoro e studio nell’ambito delle attività del Corso in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali e alcuni che verranno ugualmente mostrati, sono ancora in fase di restauro da parte degli esperti.

Il percorso si avvale anche di ricostruzioni tridimensionali che aiuteranno lo spettatore a contestualizzare gli ambienti di lavoro in cui operano archeologi e restauratori e di esperienze tattili in cui sarà possibile letteralmente toccare con mano campioni di materiali, provini e dispositivi propri nell’ambito di queste professioni. Le visite saranno guidate dagli addetti ai lavori che hanno preso parte alle ricerche e all’allestimento della mostra e costituiranno uniche e proficue occasioni per domande e curiosità.

Informazioni su Pompeiana Fragmenta

La mostra si terrà presso il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale da Lunedì, 12 Novembre 2018 a Venerdì, 21 Dicembre 2018.